Mentre la
legge bavaglio passa al Senato, portando con sè l'odiosa
normativa sul Diritto di Rettifica che costringerà molti blog a
chiudere -
o a pagare pesanti sanzioni impossibili da sostenere per privati cittadini -, il livello dello scontro si innalza. Alcuni tra i blogger più influenti hanno pensato di appoggiare la manifestazione dei giornalisti a Roma, il 14 luglio, contro il decreto Alfano ma soprattutto contro l'
emendamento ammazza-internet di cui sopra. Non solo, il mondo dei blogger
cerca di compattarsi per dare un segnale forte e chiaro, forse con l'appoggio de
L'Espresso, promesso da
Alessandro Giglioli.
Intanto, le leggi
contra-blogger emanate dal governo delle
papy-girls non sono l'unico problema che l'informazione libera in rete deve fronteggiare. Chi si espone, chi
ci mette la faccia non può pensare di farla franca. Se ha un lavoro, lo perde. Se lo cerca, non lo trova facilmente. Se l'informazione libera lo assorbe fino a non consentirgli di fare altro -
e non si chiama Grillo -
muore di fame.
Il primo a gettare la spugna è
FreedomAndDemocracy, che il blog aveva già ospitato nel post "
YouTube vs Mediaset, e il senso della rete" e nel post "
Leopardi come Nostradamus". Dopo
1445 video pubblicati in quasi due anni, con centinaia di migliaia di visualizzazioni, ha deciso di chiudere il suo canale YouTube. «
Il rischio è che dal punto di vista economico sei danneggiato. [...]
Il mondo vuole che tu sia ipocrita».
FreedomAndDemocracy è un
video-blogger. Una categoria particolare di blogger che, se pure lo volesse, non potrebbe mai nascondersi dietro a un nomignolo. La faccia di un video-blogger è nota. Le sue idee, anche.
Tutte. Perchè in rete, sei non sei onesto non sei
credibile. Conservare la propria attività è un'impresa ardua, ai limiti dell'impossibile. Il mondo si spacca. Chi è contro di te e chi è con te. Ma tra i secondi, molti hanno paura di spendersi. Resti solo.
Un
video-blog ha un altro problema specifico, che un blog normale non ha.
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