
A.A.A. 60 AUDACI CERCASI
"Gli Stati Uniti sostengono una Rete globale e libera. Il primo emendamento della nostra Costituzione è il fondamento della libera espressione, della libertà di parola e stampa. Oggi va applicato tenendo conto della tecnologia. Oggi abbiamo il dovere di difendere Internet e il potere che la Rete concede. Ci sono barriere e muri virtuali che vanno abbattuti, oggi, come un tempo abbiamo abbattuto i muri della repressione, e il muro di Berlino. Blog, video, messaggi, social network, hanno un ruolo fondamentale per diffondere verità e giustizia.
Ci sono pericoli, perché la Rete aperta è stata utilizzata anche da Al Qaeda per lanciare minacce contro il mondo e recrutare terroristi. E' utilizzata per pornografia e pedofilia, per rapimenti, mercati neri. Ma non serve la censura, come hanno fatto Cina, Tunisia, Arabia Saudita, Vietnam o Uzbekistan, per combattere chi usa Internet per scopi malvagi. Continueranno a esserci e dobbiamo esserne consapevoli."
[Hillary Clinton - 20 gennaio 2010]
Io voglio vivere in un paese dove il mio Presidente
parla al paese attraverso YouTube e
non disabilita i commenti, perché un Presidente della Repubblica non deve
avere paura di sapere cosa penso.
Voglio vivere in un paese dove posso ricevere gli aggiornamenti Twitter dai parlamentari, dove
i ministri hanno un blog e dialogano sulla rete, dove le
campagne elettorali si fanno sui
social network, alla pari, senza il rischio che i grossi monopolisti dell'informazione partano con un
serbatoio di consensi illimitato e immeritato, in una
competizione sleale e antidemocratica che privilegia faccendieri e
trafficanti di organi istituzionali a discapito di chi ha davvero le idee per cambiare questo paese.
Voglio vivere in un paese dove la banda larga è considerata un diritto fondamentale di ogni cittadino, elevandola a
diritto costituzionale. Queste sono le modifiche alla Costituzione che voglio. Come è avvenuto in Francia, come è avvenuto in Finlandia, come è avvenuto in Spagna e in Germania.
Voglio vivere in un paese dove la gente
guarda meno la televisione e naviga di più, leggendo e informandosi in rete.
Come in America, dove
un ultrasettantacinquenne su 4 legge e si informa sui blog.
Come in America, dove non importa quanti gruppi aperti da buontemponi in vena di triviale goliardia inneggino all'eliminazione fisica del Presidente, perché
Obama non si sognerebbe mai di andare alla CNN a dire che Facebook deve essere chiuso.
Come in America, dove a giugno 2009 la percentuale di penetrazione della banda larga nella abitazioni residenziali era superiore al
26%, contro un
19% italiano che ci colloca al
22° posto della classifica dei paesi OECD. Sì, come in America.
Per questo io, voi, noi tutti andremo il 20 febbraio davanti all'
ambasciata americana, a piedi nudi, incatenati, battendo i piedi per terra al suono dei tamburi, a
passo di schiavo, reggendo tutti insieme un unico enorme striscione:
Mr. President, help internet in Italy
Io e
Enzo Di Frenna vogliamo raccontare al mondo come il governo italiano stia riducendo la rete in totale
schiavitù, e cominceremo da lì.
Iscrivetevi al
gruppo facebook e diffondete l'iniziativa sui vostri blog.
Iniziamo a far rullare questi tamburi.