
L'Italia è
invasa dagli stranieri. Sono
barbari della cultura, distruggono, devastano, saccheggiano, impongono gabelle, impediscono al mercato di crescere ed evolversi. Sono parassiti, succhiatori di sangue, prendono ai poveri per dare ai ricchi, tengono in vita malati terminali, mummie che si sbriciolerebbero di fronte a qualsiasi
pensiero intelligente, ibernano i loro privilegi e li mantengono inalterati nel tempo, producono a ciclo continuo vasetti di
cazzi loro e non imprimono nessuna data di scadenza.
Hanno colonizzato tutto, infestato ogni poltrona, riempito di servi e vassalli tutte le vie di accesso al palazzo. Se la suonano e se la cantano.
Inscenano teatrini per intrattenere le folle, assumono burattini e servono fandonie decorate con bigiotteria di infima qualità, perline colorate in cambio della vita e della terra degli indios
: la
nostra vita, la
nostra terra.
Sono in tanti. Arrivano ben vestiti. Ti parlano di
libertà e ti imbavagliano. Ti parlano di
diritti e te li alienano. Ti parlano di riduzione delle
tasse e te le aumentano. Ti parlano di
futuro e te lo rubano. Ti parlano di
cultura e ti rendono più ignorante. Si fanno chiamare Bondi, Romani,
Maroni,
D'Alia, Levi,
Carlucci,
Barbareschi, hanno molti nomi ma un solo
padrone. E il padrone non ha nome. Si nasconde, come Bin Laden, come il
padre nostro che è nei cieli, come il
capro solforoso che è negli
inferi, come la vecchia terrificante strega dalle lunghe dita unghiate che beve code di rospo e influenza le decisioni del Re, sotto la minaccia di scatenare la
collera degli dei.
Dopo avere cercato di imporre la
carta di identità per ogni singolo bit trasferito in rete (Carlucci), dopo avere
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