Svegliati, servo!

Svegliati servo!

Come è possibile che gli uomini accettino di sottomettersi al tiranno? Semplice: il popolo è complice del proprio asservimento.
« Tiranno non è semplicemente l’Uno della monarchia assoluta, ma qualsiasi corpo politico che elimini il carattere pubblico del potere per utilizzarlo in modo da imporre agli altri la propria volontà ed i propri interessi; indipendentemente dal modo in cui questo potere è ottenuto, fosse anche attraverso il suffragio popolare. »
Étienne de La Boétie
Di quali mezzi si serve il tiranno?

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Provaci ancora, Carrefour!

Le parole che non ti ho detto

Le parole che non ti ho detto


 Oltre un anno fa mi sono occupato del caso del caso del bambino affetto da autismo, maltrattato da un fotografo Disney all'interno di un centro commerciale Carrefour, e discriminato dallo stesso staff Carrefour. All'epoca l'Italia inorridiva al suono delle parole: "Se suo figlio è malato, non lo deve portare in giro".

 Si dice che le città abbiano un anima, un'aura che aleggia e incombe sopra i suoi cittadini, modificandone inclinazioni, attitudini e carattere. Così avviene anche per le aziende. La classe dirigenziale, per via del codice etico-morale complessivo del management, impone un clima che all'interno della gerarchia occupazionale tutti finiscono per respirare, dai top manager giù giù fino all'ultimo inserviente.

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La pecora 2.0

Pecora 2.0 Ovile Pastore Cane

 Siamo un popolo di creduloni. Crediamo, senza sapere esattamente in cosa. Diciamo di essere cristiani, ma non abbiamo mai letto La Bibbia. Diciamo di essere italiani, ma non abbiamo mai letto la Costituzione. E poichè non possiamo dimenticare ciò che non abbiamo mai imparato, ci sentiamo in pace con noi stessi. La pace dei sensi, il sonno della ragione, il trionfo del gregge.

 Perché un gregge possa prosperare servono quattro cose: un ovile, verdi pascoli, qualche cane pastore e un pecoraro. Gli ovili non mancano: fetidi catasti di immondizia brulicanti di un operoso andirivieni, nei quali veniamo ammucchiati per la notte, stretti stretti per non sentire freddo. Le chiamiamo città, case, aree metropolitane, e sono ricoperte di antenne, e sono percorse da milioni di microscopici cunicoli, tortuosi tracciati dove riversiamo la nostra fretta di arrivare, seguendo un itinerario apparentemente casuale, stampato nella circuiteria di silicio che governa i bisogni, le aspirazioni e il libero aribitrio di ognuno di noi, in un immenso crocevia di scambi che si attivano come cilindretti metallici nei buchi delle schede perforate.

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L'invasione degli Ultraspettatori

L'invasione degli Ultracorpi

L'invasione degli Ultracorpi


 Ti cercano. Usano raffinati strateghi. Li chiamano uomini di marketing, i quali costruiscono elaborati sondaggi. E’ così che ti individuano. Costruiscono per te una nuova vita, un sogno talmente reale da sembrare vero, tagliato su misura per te. Vedrai, sarà entusiasmante. Te lo consegnano a casa, confezionato a dovere, un baccello sotto al letto contenente una versione migliore di te stesso. Ti irretiscono, ti adescano con un pacchetto premium in offerta per sei mesi, che ti terrà incollato al televisore giorno e notte.
 Così, ti isolano. Così, lentamente, ti addormentano.

 E’ a quel punto, mentre dormi, che ti prendono, quando la tua coscienza è ormai incapace di distinguere la verità dalla finzione, la realtà dalla fantasia. Ti prendono e si sostituiscono a te.

«Mentre dormi, assorbono la tua mente, i tuoi ricordi.»

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Non ci sono più gli attentati di una volta

Italian Loose Change

Italian Loose Change

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 Ogni aggressione fisica rappresenta il fallimento della società civile, cioè di quell’insieme di regole e convenzioni che ci siamo dati per uscire dal medioevo della supremazia conquistata a colpi di mazza ferrata. Un attentato alla vita, poi, è il peggior incubo che vi possa capitare: insieme allo stupro, l’assassinio è uno dei retaggi più ignominiosi che ci portiamo dietro dal mondo naturale.

 Proprio per questo, poiché evocano in ciascuno di noi il terrore più sacro e profondo - la paura della morte - se fallisce rappresentano una medaglia al valore che viene riconosciuta all’unanimità, seduta stante, da ogni comunità. Metterla in discussione è come mettere in dubbio l’esistenza di Dio, è come profanare i bambini: solleva un’immediata, atavica e talvolta irrazionale onda emotiva che emargina il blasfemo che osa opporvisi, sia pure con argomentate ragioni. Vi è molto di superstizioso in questo: il timore ancestrale di sollevare le ire di una divinità violenta e vendicativa, che divora chi le nega devozione e sacrifici. E’ come quando il prof scorre il registro di classe per scegliere il prossimo studente da interrogare. Si spera sempre che, standosene buoni buoni, nascosti nell’indifferenziata distesa di anonime pettinature, l’attenzione del carnefice passi oltre, alla ricerca di una vittima più esuberante.

 Lo sa bene chi parla alla pancia dei suoi elettori, più che alla testa. La retorica del martire evoca la passione, la morte e la resurrezione di Gesù Cristo e corre oltre, lungo una ragnatela di sensi di colpa che unisce Isacco a Giovanna D’Arco, Giordano Bruno ai martiri di tutte le guerre, di tutte le rivoluzioni, della Santa Inquisizione, della caccia alle streghe e così via. A chi è stato vittima di persecuzione, e ne è uscito miracolosamente illeso, non si può negare nulla: ha superato la prova che ogni uomo deve superare se vuole diventare un guerriero, ha compiuto l’impresa, ha sfidato gli dei e ne è uscito vincitore, si è addentrato nella foresta stregata ed ha saputo uscirne, ancora vivo. Niente può scalfirlo: egli è ormai invulnerabile ed invincibile, è il capo, il re indiscusso, una creatura ibrida, una chimera metà uomo e metà demone.

 Egli è… Silvio Berlusconi dopo avere affrontato e vinto Massimo Tartaglia.
 Tutto sommato, un buon affare…

 Ricevo e pubblico questa ricostruzione blasfema dell’eretico Vito Palumbo, autore del video in testa a questo articolo.
 

 L'attentato più pazzo del mondo


 di Vito Palumbo

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