500 anni fa.
Navi negriere salpano dalle coste inglesi e sudamericane alla volta del continente nero. Missione: irrompere nei villaggi africani, stuprare tutto ciò che ha due gambe e respira, uccidere chi oppone resistenza e catturare il maggior numero di schiavi, scelti tra i negri più giovani e più forti. Una volta ridotti in catene, i prigionieri si caricano nella stiva di imbarcazioni anguste e malsane, si trattano come bestie per tutta la durata della traversata oceanica – avendo l’unica accortezza di tenerli in vita – e poi si vendono all’asta, come muli da soma, affinché lavorino nelle piantagioni dei ricchi proprietari terrieri. Bianchi. I padroni, prima di acquistarli, controllano che la loro dentatura sia perfetta. Come si fa con i cavalli. Poi, una volta scelti, cambiano loro nome. Come si fa con i cani randagi. Poi li portano stremati nei loro possedimenti. Non c’è bisogno di pagarli: ha forse un salario una vacca? Donne e uomini lavorano fino allo sfinimento, in cambio solo del cibo necessario per vivere. Le donne, in particolare, di notte assolvono alle esigenze fisiologiche dell’uomo bianco. Intanto, la razza superiore brinda, banchetta e manda i figli al mare.
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