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Un paese a forma di cesso

 Italia il cesso d'europa Bruxelles Grecia Claudio Messora

 Vi hanno sempre detto che l'Italia era a forma di stivale. Vi hanno mentito!

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Categorie: Società, salute

Milioni di Cenerentole

Tutte le Cenerentole di città Senza Principe

 Ieri abbiamo parlato di ciclo dell’acqua, di bistecche e di scorregge di mucca. Vi siete e vi state ancora confrontando, civilmente e con argomentazioni valide, apportando considerazioni e dati utili. Meglio, molto meglio di un qualsiasi dibattito televisivo, anche se bisogna ammettere che ci vuole poco.  Questo è il modo di tenere un blog che mi piace.

 Giuseppe scrive che, al di là di tutto, ognuno può contribuire a diminuire l’offerta di allevamenti intensivi e lo spreco delle risorse. Come? Mangiando biologico per abbattere l’uso dei pesticidi e degli insetticidi. Rivolgendosi alle migliaia di piccole aziende, mulini, allevatori delle nostre campagne. Non comprando la carne nei supermercati ma da un macellaio che vi spieghi da dove arriva e cosa hanno mangiato gli animali, perché il mais indebolisce l’intestino delle vacche il quale diviene più vulnerabile ai batteri come l’Escherichia Coli, che attraverso le feci finiscono nelle falde acquifere e inquinano i campi. Consumando latte crudo di agricoltori locali, perché nel latte imbustato aggiungono proteine chimiche. Evitando formaggi e mozzarelle che abbiano tra gli ingredienti E250, conservanti, acidificanti perché sono industriali. Non comprando verdure imbustate: contengono sostanze chimiche e cere, e perdono le loro proprietà dopo 2 giorni. Acquistando frutta e verdura dai fruttivendoli, possibilmente a KM0. Pane e cereali integrali, legumi del territorio e così via.

 Fantastico, dico davvero. Non vedo l’ora di uscire di casa e andare dal mio contadino di fiducia a prendere qualche uovo fresco, ancora sporco del culo della gallina, come faceva mio nonno quando ero piccolo.  Peccato che io sotto casa non abbia un contadino di fiducia, e non abbia neppure un nonno. Già: ora vi spiego come vive un cittadino di una grande metropoli.

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Categorie: Società, Ambiente, salute, Ecologia

Game Over Press Start

GAME OVER PRESS START BYOBLU


 Ci scusiamo per il protrarsi dell'attesa ma, come alcuni di voi sapranno, l'autore di questo blog é attualmente offline, disconnesso di peso alla maniera della dottrina Sarkozy, dopo due mesi di letto, di farmaci di ogni tipo e marca e soprattutto dopo l'operazione chirurgica, che ci si augura risolutiva, del 31 maggio scorso (tre giorni fa!). Al momento quindi sono totalmente fuori combattimento.

  So che desiderate rivedere Byoblu.com operoso e implacabile almeno quanto lo voglia io. Del resto ho fatto del mio meglio per non scomparire del tutto negli ultimi due mesi, nonostante la costante posizione supina, e sono riuscito perfino ad assestare due o tre colpacci mica male. Ora peró i punti vita residui sono pericolosamente bassi, e sono certo che condividerete le mie preoccupazioni, perchè sapete anche voi che che dopo un Game Over, nella vita reale, non compare un Press Start. E se pure comparisse, ho finito i gettoni.

 Perciò, tutti insieme, alzate le braccia al cielo e convogliate l'energia dell'universo sulla mia schiena. Oppure infilate qualche gettone nella fessura, dove c'è scritto Insert Coin. Mi devo alzare da questo letto in fretta., ché ci sono tante cose da dire e da fare! (Se poi eventualmente vi capitasse un estremo untore disoccupato e voleste tenerlo lì buono di scorta va bene lo stesso: non si sa mai.)

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Categorie: salute, Ospedalizzato, Divertenti

Il cordone ombelicale

 Sono ricoverato in ospedale. Da questo momento in poi, il blog sopravvive in un ambiente controllato, grazie ad un cordone ombelicale che mi tiene costantemente in comunicazione con te.
  Più sotto troverai una speciale chat che, aggregando Twitter e Facebook. permette a me di scriverti con lo smartphone, e a te di restare aggiornato e lasciarmi i tuoi pensieri scrivendo un piccolo tweet o lasciando un semplice commento sulla mia pagina pubblica di Facebook, utilizzando l'hashtag #LeCronacheDellErnia.
 Come per magia compariranno anche qui, e viceversa.

 Per imparare ad utilizzare la chat, leggi le istruzioni:
 http://www.byoblu.com/Lang/it-IT/page/LE-CRONACHE-DELLERNIA.aspx



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Categorie: salute, Internet

Il Paziente Italiano

Il paziente italiano



 Al responsabile della Direzione Sanitaria, ospedale Luigi Sacco
dottor Mauro Agnello

 

Buongiorno,
 

sono Claudio Messora, blogger e vostro paziente ricoverato da oltre una settimana. Sembra che io abbia un disco rotto con ernia completamente espulsa e grave deficit neurologico alle stimolazioni dei riflessi del nervo sciatico che attraversa la gamba destra, del tutto addormentata.
 

Sono in attesa di risonanza magnetica da mercoledì 13 aprile, esame necessario al fine di stabilire la reale entità del danno e le caratteristiche di un eventuale intervento risolutore. I medici avevano fissato la risonanza per ieri pomeriggio, rinunciando ormai da giorni perfino a visitarmi a causa dell'impossibilità di assumere una qualunque decisione in assenza di un esame diagnostico dirimente, limitandosi a prendere atto che il deficit neurologico non risponde ad alcun farmaco. La gravità della compressione delle radici nervose consiglia accertamenti rapidi, in via cautelativa, al fine di scongiurare il rischio di danni permanenti, che aumenta con il persistere dei fattori scatenanti ove non vengano prontamente neutralizzati.
 

Con mia grande sorpresa, ieri l'esame dirimente, la risonanza magnetica attesa da una settimana, non ha avuto luogo. Nonostante l'urgenza sempre più pressante e nonostante l'appuntamento fosse stato concordato ormai da tempo, la spiegazione ufficiale, ancorchè incredibile, è quella di "un buco nel passaggio di carte". Un inaccettabile fallimento dei processi di comunicazione interna, insomma. Senza che al momento sia stato possibile neppure fissare un appuntamento sostitutivo di emergenza, pur nell'unanime acclaramento che la situazione presenta aspetti di notevoli criticità circa l'importanza di avere una diagnosi tempestiva e certa al fine di poter decidere così la terapia più idonea sia a minimizzare il rischio di deficit permanenti, sia per allentare la terapia provvisoria a base di ingenti quantità di antiinfiammatori e antidolorifici somministrati massicciamente, la cui assunzione per tempi prolungati è notoriamente sconsigliabile a causa della tossicità degli stessi.
 

Alla comprensibile manifestazione del mio disappunto, per la verità caratterizzato più dallo stupore e dallo sbigottimento per un errore allo stesso tempo grave ed imbarazzante per una struttura prestigiosa come la vostra, per il quale mi sarei atteso un atteggiamento di ragionevole contrizione ed ampie rassicurazioni sulle urgenti misure che sarebbero state adottate (sempre nel supremo interesse della salute del paziente), il personale si è limitato a rispondere che l'indomani mattina (ndr: oggi) "i medici mi avrebbero spiegato".
 

Tuttavia, dopo avere atteso pazientemente, in uno stato psicologicamente provato a causa della ormai lunga degenza vissuta nell'assenza quasi totale di ogni tipo di supporto psicologico, la visita del primario e dei colleghi che ormai ogni mattina (sabato e domenica esclusi) entrano in camera per uscirne dopo pochi secondi è stata improntata alla consueta fretta e alla scarsissima loquacità personale. Lungi dal sembrare informati, hanno chiesto addirittura a me se avessi poi fatto la risonanza, facendosi poi aggiornare sul momento da un'infermiera occasionalmente presente. Poi si sono rivolti al mio compagno di camera senza soddisfare alcuna mia ulteriore esigenza di ottenere informazioni, quali perlomeno un'ipotesi previsionale sulla ragionevole aspettativa di ottenere un nuovo appuntamento radiologico in tempi brevi (anche in considerazione dell'approssimarsi delle festività pasquali).
 

Le confesso, direttore, che ritengo il rapporto umano "medico - paziente" in taluni casi forse anche più importante del mero rapporto di dispensatore di diagnosi, e che sono rimasto conseguentemente molto deluso dall'assenza totale di ogni forma di attenzione e cura nei confronti della rassicurazione e dell'informazione di un degente, perlomeno secondo le modalità che ho avuto modo di sperimentare in questi giorni, in special modo in situazioni come quella descritta, dove il senso di smarrimento dovuto al persistere dell'inabilità e alla confusione dei ruoli (Chi è il mio dottore? Ne ho uno? Come  si chiama? Perchè nessuno me lo ha mai presentato?), senza un chiaro nominativo cui fare riferimento per qualsiasi delucidazione o anche solo per avere un po' di conforto, provoca nel paziente un comprensibile stato di ansia e di incertezza.
 

Vorrei pertanto avere, se possibile e per una questione di correttezza nei vostri confronti, una conversazione di natura individuale con lei, per chiarire eventuali dinamiche sia a livello medico che informativo, prima che un eventuale carenza sul piano della comunicazione e del dialogo con il paziente possano indurmi a recare involontario danno, sono sicuro immeritato, all'immagine della vostra struttura ospedaliera, alla quale mi sono affidato ritenendola di prim'ordine e nella quale voglio continuare a riporre la mia fiducia.
 

Certo della sua comprensione, resto in attesa di un suo gentile riscontro, informandola che in assenza di un soddisfacente rapporto di attenzione nei confronti delle perplessità che oggi colgono me, ma le quali sono certamente generalizzabili ad ogni cittadino nei suoi rapporti con la sanità pubblica al di là della mia trascurabile persona, le conclusioni cui si potrà addivenire in questa sede non potrebbero avvantaggiarsi delle vostre argomentazioni integrative e complementari.
 

Cordiali saluti,
Claudio Messora

 

P.s. La presente comunicazione, nell' ottica della trasparenza che dovrebbe caratterizzare tutti i rapporti tra il cittadino e i servizi di qualsivoglia tipo e natura garantiti dallo Stato, sarà pubblicata sugli organi di informazione ai quali ho accesso, allo scopo di aumentare la consapevolezza dei pazienti riguardo alle problematiche in cui possono incorrere e alimentare una proficua discussione pubblica.

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