Un uomo su una
sedia elettrica. Il boia arma il generatore, da il contatto. Il condannato trasale, inizia un orrendo
supplizio che tra disperate convulsioni, raccapriccianti gorgoglii e fumo intriso di carne bruciata mostra un'atroce
agonia. Infine sopraggiunge la
morte.
Il tutto accompagnato da risate, padri che incitano i loro piccoli a guardare, bambini che spalancano la bocca, piacevolmente rapiti..
No, non è l'ultima moda texana in fatto di esecuzioni capitali: è un'attrazione da
luna park.

Per la precisione, si trova all'
Idroscalo di Milano, ed è arrivata fresca fresca da Las Vegas, dove la
Distortions la produce per soli cinquemila euro.
Considerato che ne rende milleseicento al mese, si ripaga in fretta.
Visto il successo, altre aziende sono già al lavoro per realizzare analoghe simulazioni. C'è quella dell'
Iracheno che sgozza l'ostaggio americano, con copiosi spruzzi di sangue. Poi c'è il
bambino che salta sulla mina e un arto finisce addosso agli spettatori (che lo possono comprare per aggiuntivi 5€). Divertentissimo il
palestinese imbottito di tritolo che si fa esplodere, anche se non raggiunge la spettacolarità dell'italiano che da fuoco alla baracca ROM
bruciando vivi quattro bambini. C'è grande attesa per quella che si annuncia la più strepitosa di tutte: un senatore intento a votare il
Lodo Alfano. L'unico spettacolo
vietato ai minori, data la sua intollerabile oscenità.
Quando ero piccolo, all'ora della nanna mia madre mi raccontava la favola di
Cappuccetto Rosso. Oggi gli psicologi pensano che sia inadatta per un bambino. Il lupo che mangia la nonna, dicono, è troppo violento.
Vuoi mettere far trovare sotto l'albero un bel condannato a morte che
frigge alla pressione di un pulsante?
C'era un tempo in cui orde di popoli imperversavano per l'Europa. La chiesa li ha definiti
barbari perchè alcuni di loro, come i
Vichinghi, avevano solo una tradizione orale, quindi non potevano essere civili. E soprattutto
copulavano senza apparenti freni inibitori. Seccante!
Si moriva, certo. Spesso per un nonnulla. La morte attraversava la vita di tutti i giorni come un'inalienabile realtà. Se ne aveva
paura.
Tuttavia quello che si teme, si
rispetta. Oggi invece la morte è stata spettacolarizzata. La
lobotomia cerebrale mediatica ha cancellato ogni residuo di legame con la realtà. Tutti siamo in grado di aprire una scatoletta, ma quasi nessuno avrebbe il coraggio di tirare il collo a una
gallina. Ci emozioniamo guardando un'avventura ambientata su in isola selvaggia, e non ci accorgiamo che nel frattempo il nostro corpo langue come un
involucro floscio sul divano di casa. Siamo spettatori di una
vita immaginaria.
Per questo non abbiamo più rispetto per la tragedia della morte.
Spegnete il telecomando.
Anzi.. spegnete anche il computer.