RadioRadicchio intervistaByoblu

La
rete sta cambiando il mondo. Solo pochi anni fa, per trasmettere erano necessarie attrezzature costosissime e si dovevano vincere improbabili gare di concessione delle
frequenze. Alla fine, si riceveva un
certificato di conformità propagandistica, un master in
comunicazione piduista che attestava l'ideoneità a produrre un'informazione mediocre, battuta a macchina dai registi e dagli
sceneggiatori di regime. A chi non si voleva adeguare, non restavano che
dieci anni di battaglie legali e sentenze favorevoli rigorosamente non applicate. Insomma, con le frequenze vinte ci si possono fare delle rigeneranti sessioni di
ionoforesi, ma certo non
trasmissioni televisive!
Poi fu inventato il
protocollo di trasporto che oggi è conosciuto come
TCP/IP, guardacaso per scopi
militari. C'era bisogno di un sistema che recapitasse i
messaggi importanti anche nel caso in cui un'attacco nemico avesse messo fuori uso la maggior parte delle
linee di comunicazione. Il sistema doveva essere in grado di instradare le
veline -
che allora non andavano in giro con fili interdentali tra le natiche e due coriandoli sui capezzoli - lungo i percorsi che erano rimasti in piedi, scegliendo autonomamente e in
tempo reale.
Per una volta, almeno per una volta,
se la sono messa in culo da soli: ci hanno regalato
la libertà! Adesso si aggirano con gli
occhi strabuzzati, come dei
pazzi, nel disperato tentativo di recuperare... E noi italiani, che siamo sempre stati i primi in tutto, oggi siamo
i primi a cercare di ricondurre l'informazione in
stato di cattività, ammaestrata da
domatori di blogger e giornalisti indipendenti, fino a ridurla in stato di
coma farmacologico.