<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Byoblu.com</title>
	<atom:link href="http://www.byoblu.com/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.byoblu.com</link>
	<description>Il video blog di Claudio Messora &#124; Informazione libera</description>
	<lastBuildDate>Wed, 22 May 2013 12:59:52 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.5.1</generator>
		<item>
		<title>Questa donna vuole chiudere il Movimento 5 Stelle e istituire la partitocrazia come nuovo potere dello Stato</title>
		<link>http://www.byoblu.com/post/2013/05/22/questa-donna-vuole-chiudere-il-movimento-5-stelle-e-istituire-la-partitocrazia-come-nuovo-potere-dello-stato.aspx</link>
		<comments>http://www.byoblu.com/post/2013/05/22/questa-donna-vuole-chiudere-il-movimento-5-stelle-e-istituire-la-partitocrazia-come-nuovo-potere-dello-stato.aspx#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 May 2013 11:49:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Becchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[Aldo Moro]]></category>
		<category><![CDATA[paolo becchi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.byoblu.com/?p=15180</guid>
		<description><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://www.byoblu.com/wp-content/uploads/anna-finocchiaro.jpg" /></div>La legge Finocchiaro-Zanda sulla disciplina dei partiti politici è un rozzo tentativo di escludere il M5S dalla competizione elettorale. Per di più, invece di restituire la politica ai cittadini, vuole legittimare la partitocrazia come potere dello stato. Va fermata, altrimenti le conseguenze saranno irreparabili.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://www.byoblu.com/wp-content/uploads/anna-finocchiaro.jpg" /></div><p><img class="aligncenter size-full wp-image-15181" alt="Anna Finocchiaro" src="http://www.byoblu.com/wp-content/uploads/anna-finocchiaro.jpg" width="480" height="270" /></p>
<p>La proposta <strong>Finocchiaro-Zanda</strong> sulla disciplina dei partiti politici costituisce, dal <i>punto di vista politico</i>, un rozzo tentativo di <strong>escludere il M5S dalla competizione elettorale</strong> e, soprattutto, dalla possibilità di partecipare alla vita democratica del Paese entro le istituzioni. C’è, tuttavia, un ulteriore aspetto, che merita di essere considerato. Anche a voler, infatti, prescindere dagli scopi politici perseguiti dal Pd, il disegno di legge presenta evidenti profili di <i>incostituzionalità</i>.<span id="more-15180"></span></p>
<p>Vediamo, anzitutto, gli obiettivi dichiarati dal Pd. Il disegno di legge costituirebbe una proposta diretta ad assicurare «più democrazia interna nei movimenti politici in linea con quanto stabilisce l&#8217;art. 49 della Costituzione»: «la legge serve per garantire la trasparenza della vita interna dei partiti e la stessa partecipazione» (Finocchiaro). Nella presentazione del Ddl, inoltre, si precisa che le regole dettate dalla nuova legge non impediranno «a una semplice associazione o movimento di fare politica, ma il mancato acquisto della personalità giuridica precluderà l&#8217;accesso al finanziamento pubblico e <i>la partecipazione alle competizioni elettorali</i>». In altre parole: i movimenti potranno fare politica <strong>al di fuori delle istituzioni</strong>, saranno costretti – loro malgrado – a divenire forze extra-parlamentari, anche quando ciò non fosse in alcun modo la loro volontà, intenzione ed ispirazione. Tra partiti (legittimati alla competizione elettorale) e movimenti viene così stabilita questa distinzione essenziale: le forze politiche, per poter partecipare alle competizioni elettorali, dovranno divenire <i>associazioni riconosciute dotate di personalità giuridica</i>, che acquistano la personalità giuridica mediante il <i>riconoscimento</i> determinato dall&#8217;iscrizione nel registro delle persone giuridiche.</p>
<p>Si tratta di un’attuazione dell’art. 49 della Costituzione, come sostiene il Pd? In realtà, l’art. 49 Cost. <strong>non prevede alcun obbligo di registrazione ed acquisizione della personalità giuridica</strong> (previsto invece dall’art. 39 Cost. per le organizzazioni sindacali, e mai attuato). L’art. 49 Cost., infatti, si coordina e deve essere letto attraverso il riferimento fondamentale dell’art. 18 Cost., il quale garantisce a tutti i cittadini il «diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazioni». Le formule “<i>associarsi liberamente senza autorizzazione</i>” e “<i>associarsi liberamente in partiti</i>” giustificano la scelta dei Costituenti di escludere la necessità di registrazione e riconoscimento, con i relativi controlli pubblici. Come ricordato, di recente, dalla Corte Costituzionale, «i partiti politici sono garantiti dalla Carta costituzionale – <i>nella prospettiva del diritto dei cittadini di associarsi</i> – quali strumenti di rappresentanza di interessi politicamente organizzati; diritto di associazione al quale si ricollega la garanzia del pluralismo» (Corte Cost., ordinanza n. 79/2006).</p>
<p>In realtà, il problema dell’ “attuazione” dell’art. 49 Cost. e della disciplina dei partiti politici è risalente, e fu oggetto di discussioni sin dall’Assemblea Costituente. Devono, tuttavia, essere distinti differenti questioni in merito, che il Ddl presentato dal Partito Democratico pretende invece di considerare, impropriamente, come se esse rispondessero tutte alla stessa logica. Un conto, infatti, è il problema – a lungo discusso – della «democrazia interna» ai partiti, ossia della necessità di assicurare meccanismi interni che consentano alle forze politiche di adottare le proprie decisioni e di definire il proprio funzionamento attraverso il metodo democratico. Come ricorderà <strong>Aldo Moro</strong>, «è evidente che, se non vi è una base di democrazia interna, i partiti non potrebbero  trasfondere indirizzo democratico nell’ambito della vita politica del Paese».</p>
<p>Ora, questo aspetto particolare non è direttamente legato alla presunta necessità di imporre ai partiti l’obbligo di registrazione e del riconoscimento della personalità giuridica. Diverso è, infatti, il problema della <i>personalità giuridica</i>. Il Ddl proposto dal Pd impone, infatti,  l’acquisto di personalità giuridica mediante il procedimento disciplinato dal D.P.R. 286/2000, il quale prevede l’obbligo di presentare una domanda per il riconoscimento presso le <i>Prefetture</i>. Si tratta, pertanto, di una particolare disciplina che si presenta ben più invasiva di quella proposta, a suo tempo, dal progetto Sturzo, il quale prevedeva unicamente che, al fine dell’acquisto della personalità giuridica, i partiti dovessero depositare nella cancelleria del <i>Tribunale</i> competente lo statuto, senza altri obblighi («questo atto – scrive Sturzo – basta per poter attribuire al partito la personalità giuridica e in tale veste potere anche possedere beni stabili e mobili senza alcuna autorizzazione preventiva).</p>
<p>C’è, infine, un’ultima questione, che riguarda il problema della <i>funzione costituzionale dei partiti</i>. Per spiegarci, possiamo ritornare all’intervento della Corte Costituzionale già citato. Nel giudizio, la parte ricorrente aveva sostenuto che «fra le diverse funzioni che svolgono i partiti, quella relativa alle competizioni elettorali rappresenta un’attribuzione costituzionale che l&#8217;art. 49 Cost. <i>assegna loro  in via esclusiva, non essendo configurabile a Costituzione vigente altra forma di rappresentanza politica</i>». La Corte Costituzionale respinge questa impostazione: «l’art. 49 Cost. – si legge nell’ordinanza – attribuisce ai partiti politici la funzione di “concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale” e non specifici poteri di carattere costituzionale». La Corte, inoltre, ha precisato:<i></i></p>
<ol>
<li>che le funzioni attribuite dalla legge ai partiti sono unicamente funzionali a «raccordare il diritto, costituzionalmente riconosciuto ai cittadini, di associarsi in una pluralità di partiti con la rappresentanza politica, necessaria per concorrere nell&#8217;ambito del procedimento elettorale, e trovano solo un fondamento nello stesso art. 49 Cost.»;</li>
<li>che i partiti politici «vanno considerati come organizzazioni proprie della società civile, alle quali sono attribuite dalle leggi ordinarie talune funzioni pubbliche, e non come poteri dello Stato ai fini dell&#8217;art. 134 Cost.» (Corte Cost., ordinanza n. 79/2006).</li>
</ol>
<p>È abbastanza evidente che il Ddl intenda, con il <i>riconoscimento della personalità giuridica</i>, definire anche il partito politico come titolare di specifiche<i> funzioni costituzionali</i>. Cosa significa? Significa che <strong>i partiti giocano un’ultima carta che consenta loro di salvarsi</strong>: passare da <i>organizzazioni della società civile</i> a <i>poteri dello Stato</i>, a veri e propri <i>organi costituzionali</i>. L’unica forma di rappresentanza politica possibile diventerebbe, a questo punto, quella che passa non attraverso un’associazione di liberi cittadini, com’è previsto dalla Carta repubblicana, ma attraverso per un vero e proprio potere dello Stato, con specifiche funzioni pubbliche e costituzionali.</p>
<p>È evidente, pertanto, che il Ddl presentato dal Pd intende non soltanto <strong>escludere il M5S dalle istituzioni</strong>, ma anche il sogno mai definitivamente compiuto della <i>partitocrazia</i>: quello di <strong>fare del partito politico un <i>potere dello Stato</i></strong>, unico soggetto della rappresentanza politica.</p>
<p>Con il pretesto di dettare norme per assicurare la “democrazia interna” ai partiti <strong>si vuole “costituzionalizzare” la partitocrazia</strong>: è questo l’obiettivo che sta dietro la proposta del Pd. Obiettivo che non solo rappresenta una mossa politica, profondamente antidemocratica, perché diretta ad escludere i cittadini dalla possibilità di partecipare attivamente alla vita politica del Paese, ma che è, altresì perseguito introducendo disposizioni che non possono non dirsi sospette di incostituzionalità.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.byoblu.com/post/2013/05/22/questa-donna-vuole-chiudere-il-movimento-5-stelle-e-istituire-la-partitocrazia-come-nuovo-potere-dello-stato.aspx/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>42</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Germania non si fida di Repubblica. E chiama Becchi.</title>
		<link>http://www.byoblu.com/post/2013/05/21/la-germania-non-si-fida-di-repubblica-e-chiama-becchi.aspx</link>
		<comments>http://www.byoblu.com/post/2013/05/21/la-germania-non-si-fida-di-repubblica-e-chiama-becchi.aspx#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 May 2013 08:53:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Becchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[beppe grillo]]></category>
		<category><![CDATA[movimento cinque stelle]]></category>
		<category><![CDATA[paolo becchi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.byoblu.com/?p=15159</guid>
		<description><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://www.byoblu.com/wp-content/uploads/ottomilionidiitalianipoveri.jpg" /></div>Uno dei più importanti quotidiani tedeschi non si fida di Repubblica e chiama Becchi, il professore simpatizzante del Movimento 5 Stelle, per chiedergli com'è andata veramente la storia dei fucili. Nel servizio che ne esce, emerge un dato impressionante su come guardano a noi da Berlino. L'Italia? Un paese con 8 milioni di poveri e molti altri che non arrivano a fine mese. Ma i media preferiscono occuparsi di Becchi e de La Zanzara.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://www.byoblu.com/wp-content/uploads/ottomilionidiitalianipoveri.jpg" /></div><p><img class="aligncenter size-full wp-image-15162" alt="soglia di povertà italia" src="http://www.byoblu.com/wp-content/uploads/ottomilionidiitalianipoveri.jpg" width="480" height="270" /></p>
<p>di <strong>Paolo Becchi</strong></p>
<p><em>Tutti i lettori di questo blog hanno seguito la mia ultima vicenda mediatica, il cui eco è giunto sino in Germania. Ma ecco la sorpresa. Invece di riprendere come al solito la notizia da Repubblica, mi chiama il corrispondente estero di uno dei più importanti quotidiani tedeschi, la “Süddeutsche Zeitung” di Monaco, per chiedermi un’intervista. Evidentemente non si fidano più dei media italiani. E così il corrispondente è venuto sino a Genova per raccogliere la seguente testimonianza che mia moglie Anna ha gentilmente tradotto per voi.</em></p>
<p>Jetzt.de – Süddeutsche Zeitung , 7.05.2013<br />
<strong>La dignità e i grillini <em>di Henning Klüver (foto dpa)</em></strong></p>
<hr />
<p><em>Visita a Genova al Filosofo del diritto Paolo Becchi, coinvolto in una polemica sulla violenza</em></p>
<p>Su una popolazione complessiva di 60 milioni di abitanti in Italia <strong>più di otto milioni di persone vivono in situazione di emergenza sociale</strong>. Non hanno lavoro o solo contratti a termine o ricevono soltanto una pensione minima. Molti di loro vivono sotto la soglia di povertà. A questi otto milioni si aggiungono molte famiglie i cui redditi spesso non bastano per arrivare alla fine del mese.<span id="more-15159"></span></p>
<p>In tempi di crisi economica “la dignità umana è in pericolo”, dice pertanto il filosofo del diritto Paolo Becchi che insegna all’Università di Genova. La dignità dell’uomo è radicata nella Costituzione italiana e similmente in quella tedesca. La formulazione italiana va però aldilà di quella tedesca. Nell’articolo 3 si dice che tutti i cittadini godono di “pari dignità sociale”. La dignità viene in base a ciò conferita attraverso la società. Questa ampia formulazione non è presente in nessun’altra costituzione. “E tuttavia”, dice il filosofo, “ proprio questo diritto manca oggi in una società che non sa più garantire una vita dignitosa a una parte dei suoi membri.”</p>
<p>Otto milioni di italiani vivono sotto la soglia di povertà, circa <strong>il 13 % della popolazione italiana</strong>.</p>
<p>Paolo Becchi è vicino al MoVimento Cinque Stelle (M5S) di Beppe Grillo e i media amano definirlo “l’ideologo dei grillini”, ma lui nega con veemenza di esserlo. Egli spiega che il M5S nella sua essenza non è ideologico e che quindi non ha ideologi. Beppe Grillo, continua il cinquantottenne Becchi, è riuscito a unire il movimento nato in rete “alla piazza”, alla gente, instillando nuova linfa nella politica italiana.</p>
<p>In Germania il MoVimento viene considerato populista o addirittura antidemocratico. “È un’impressione sbagliata.” Secondo Becchi il M5S ricorda semmai i Verdi ai tempi della loro fondazione in Germania. Anche se nel M5S ci sono persone che hanno valori conservatori e in parte sono di “destra”, nel suo nucleo si tratta comunque di un “movimento ecologista di sinistra”. Si tratta di qualcosa di nuovo che sta prendendo il posto dei vecchi partiti di sinistra come il Partito Democratico (PD). Il PD è per Becchi “un partito senza identità” con una dirigenza fatta di “uomini e donne senza qualità.”</p>
<p>Il professore non sceglie sempre con tanta cautela le proprie parole. “Se qualcuno tra qualche mese prenderà i fucili, poi non ci dobbiamo lamentare. Abbiamo messo di nuovo un banchiere come ministro dell’economia.” Quest’affermazione di Becchi durante un’intervista telefonica di Radio 24 ha suscitato un’ondata d’indignazione. A Roma dieci giorni fa un disoccupato aveva sparato e ferito gravemente due carabinieri davanti alla sede del Governo. Nello stesso momento al Quirinale i ministri del nuovo Governo stavano prestando giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Becchi la chiama “una coalizione di perdenti, resti del passato”.<br />
Con Fabrizio Saccomanni si è messo al Ministero dell’economia un alto funzionario della Banca Centrale formatosi nell’elitaria università privata Bocconi. Media come il quotidiano “La Repubblica” hanno messo in relazione l’affermazione di Becchi con minacce di violenza contro Berlusconi e volantini inneggianti all’attentato di Roma. Ha suscitato irritazione anche l’osservazione del filosofo secondo la quale l’attentato avrebbe aiutato la maggioranza di governo, dal momento che dopo di esso l’opposizione interna al PD non avrebbe più formulato apertamente la sua contrarietà a una coalizione con il PDL, il partito di Berlusconi.</p>
<p>Il Rettore dell’Università di Genova ha invitato il professore a “far funzionare il cervello” prima di fare dichiarazioni pubbliche. Persino i deputati del M5S hanno preso le distanze da Becchi, perché li ha trascinati in una polemica sulla violenza. Questo tuttavia ha fatto sì che tra i grillini si alzasse in rete un’ondata di simpatia per Becchi, che ha sommerso i due principali blog del MoVimento (<a href="www.beppegrillo.it" target="_blank">www.beppegrillo.it</a> e <a href="www.byoblu.com" target="_blank">www.byoblu.com</a>). Un tweet di Beppe Grillo ha portato infine alla “riabilitazione” del filosofo e Byoblu ha intitolato un contributo del professore <a href="http://www.byoblu.com/post/2013/05/06/becchi-reloaded.aspx" target="_blank">Becchi reloaded</a>.</p>
<p>Oggi lo studioso ammette di essere stato forse “troppo ingenuo” in questa intervista telefonica e nelle seguenti apparizioni televisive, ma per lui resta il fatto che le sue affermazioni sono state volutamente “strumentalizzate”. Ovviamente non era sua intenzione danneggiare il MoVimento, che è “assolutamente non-violento”. Se in Italia non si è arrivati finora a eclatanti azioni di violenza collettiva, lo si deve in fondo al movimento di Grillo che ha “canalizzato in senso democratico” la protesta contro il vecchio sistema. Semmai un rischio per la democrazia viene proprio dai partiti di governo, che con una “tirannia della maggioranza” (Tocqueville) impediscono che la presidenza di importanti commissioni parlamentari tradizionalmente conferite all’opposizione (ad esempio per vigilare sull’operato dei servizi segreti e della televisione pubblica RAI) vada al M5S.</p>
<p>Paolo Becchi ironizza sull’acceso dibattito che ha scatenato. Non è solo in pericolo la dignità di quei milioni di persone che a causa della crisi economica sono stati privati dei mezzi di sostentamento, bensì anche la dignità dei media che in questa situazione di crisi – stando a Becchi – rinuncerebbero alla loro indipendenza e in nome di una presunta ragion di stato diverrebbero di parte.</p>
<p>[Fonte: <a href="http://jetzt.sueddeutsche.de/texte/anzeigen/570986" target="_blank">http://jetzt.sueddeutsche.de/texte/anzeigen/570986</a>]</p>
<h3 style="text-align: center;">Alcuni video-interventi di Paolo Becchi su questo blog</h3>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=BOPS234cjGY" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-6577" title="PaoloBecchi-BlogVideoIcon" alt="" src="http://www.byoblu.com/wp-content/uploads/PaoloBecchi-BlogVideoIcon.jpg" width="480" height="270" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=ucme25Fx34c" target="_blank" rel="attachment wp-att-12361"><img class="aligncenter" alt="Paolo Becchi - Antimessaggio di Fine Anno - Blog" src="http://www.byoblu.com/wp-content/uploads/Paolo-Becchi-Antimessaggio-di-Fine-Anno-Blog.jpg" width="480" height="270" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=FEOXi8oL1H0" target="_blank"><img class="aligncenter" title="PAOLOBECCHI-Panebianco_blog-videoicon" alt="" src="http://www.byoblu.com/wp-content/uploads/PAOLOBECCHI-Panebianco_blog-videoicon.jpg" width="480" height="270" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.byoblu.com/post/2013/05/21/la-germania-non-si-fida-di-repubblica-e-chiama-becchi.aspx/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>16</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Giulio Andreotti è vivo!</title>
		<link>http://www.byoblu.com/post/2013/05/20/giulio-andreotti-e-ancora-vivo.aspx</link>
		<comments>http://www.byoblu.com/post/2013/05/20/giulio-andreotti-e-ancora-vivo.aspx#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 May 2013 08:40:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valerio Valentini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Aldo Moro]]></category>
		<category><![CDATA[giulio andreotti]]></category>
		<category><![CDATA[giulio cavalli]]></category>
		<category><![CDATA[valerio valentini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.byoblu.com/?p=15141</guid>
		<description><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://www.byoblu.com/wp-content/uploads/GiulioAndreottiAncoraVivo.jpg" /></div>Giulio Andreotti non è morto. Cosa è l'Andreottismo e perché Andreotti non morirà tanto facilmente, nel ritratto di Giulio Cavalli, che con lui ha in comune solo il nome. Andreotti è stato assolto perché l'ha detto Vespa? Andreotti è colpevole perché l'ha detto Travaglio? L'intervista - approfondimento di Valerio Valentini. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://www.byoblu.com/wp-content/uploads/GiulioAndreottiAncoraVivo.jpg" /></div><p style="text-align: center;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=H0ZtI81Tg1A" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-15144" alt="GIulio Andreotti GIulio Cavalli" src="http://www.byoblu.com/wp-content/uploads/GiulioAndreottiAncoraVivo.jpg" width="480" height="270" /></a></p>
<p>È morto <strong>Giulio Andreotti</strong>, e questo era prevedibile, perché la biologia è sicuramente l’arma più tagliente anche rispetto alla prescrizione giudiziaria. È morto Giulio Andreotti; io credo che però l’andreottismo in realtà sia in ottima saluta, a differenza di Giulio, e questa è una pessima notizia per l’Italia. Perché nella morte di Giulio Andreotti, in queste ore, in queste ultime 24 ore, si sta perpetuando quella macchina infernale che Andreotti è riuscito per primo a praticare, trovando degli ottimi allievi, in primis Silvio Berlusconi. Ovvero quello di dividere, fondamentalmente, l’aspetto dell’etica da quello giudiziario; e non solo: permettersi di mettere in discussione le carte giudiziarie manipolando la sentenza.<span id="more-15141"></span></p>
<p>Cosa dice la legge italiana? Cosa dice la sentenza della corte d’appello [di Palermo] confermata poi in Cassazione? Che Giulio Andreotti ha dimostrato un’ampia disponibilità con la mafia fino alla primavera del 1980, cioè si è seduto con i più importanti uomini della Cupola mafiosa, ha ascoltato le loro richieste, e sicuramente ha preso delle decisioni – scientemente o no, questo lo deciderà la storia, e non la storia breve di questi giorni in cui Andreotti può permettersi di utilizzare anche da morto alcuni studi televisivi come suoi bidét, di questi suoi ululanti censori in continuazione – e ha preso delle decisioni che sicuramente sono state convergenti con gli interessi di alcuni uomini di Cosa Nostra. Questo cosa significa? Significa che noi in Italia, ancora oggi, non sappiamo che essere amico di un mafioso, non è un reato. E quindi se si riesce a spostare – come è riuscito Andreotti, come continuano a riuscire i suoi allievi – a spostare l’aspetto dell’opportunità sul campo giudiziario, be’, mai nessuno sarà condannato perché è amico dei mafiosi. Non sarà mai condannato perché – io credo – i nostri padri costituenti non avrebbero mai pensato che un popolo potesse sopportare e tollerare una classe del genere con amicizie del genere, provate. E poi perché la legge è stata, nel corso degli anni, sempre sfiancata da questo punto di vista per cercare di depenalizzare le amicizie, e per rendere sempre più difficile, dal punto di vista giudiziario, la prova certa di eventuali scambi di favore.</p>
<p>E allora cosa succede? Che noi abbiamo celebrato Giulio Andreotti come assolto, quando in realtà semplicemente è stato prescritto, cioè significa che dal punto di vista giudiziario il suo reato, che risulta commesso, non è punibile, perché è passato il periodo che lo rende, dal punto di vista giudiziario, punibile. In un Paese normale sarebbe stato punito dalla memoria; in questo Paese che di normale ha poco, invece, è stato premiato con il ruolo di senatore a vita. E oggi si piange un amico dei mafiosi come se fosse uno statista. Dimenticando, secondo, tutte quelle che sono le sue mediocrità: che non sono solo quelle di essere profondamente bugiardo – questo, diciamo, noi Italiani siamo abbastanza abituati a una classe dirigente che, per difesa, racconta delle enormi palle, rendendole assolutamente credibili soprattutto perché sparate dai cannoni  delle trasmissioni in prima serata e molto spesso da una stampa compiacente.</p>
<p>La cosa che a me colpisce più di tutte è che Andreotti ad esempio è ritenuto <strong>un buon cattolico</strong>, quando ha bestemmiato in realtà Dio nel suo agire politico, tradendo la fiducia del bene comune, del bene pubblico, anzi molto spesso si è interessato a un bene che interessava tre o più persone, e che danneggiava nei suoi risultatati amministrativi il bene pubblico. Abbiamo premiato come cattolico – e in questi giorni basta leggere i giornali di oggi, i coccodrilli, viene addirittura celebrato come uomo di Chiesa – un uomo che si è permesso di infangare la memoria del generale Dalla Chiesa, raccontando e giustificando la sua assenza al funerale, dicendo che aveva sempre preferito i matrimoni ai funerali. Oppure l’Andreotti che sull’avvocato Ambrosoli, disse che era uno che, in romanesco, se l’andava a cercare. Oppure l’Andreotti che tiene un atteggiamento, perlomeno con qualche ombra su Aldo Moro, e che da Aldo Moro viene raccontato, secondo me in una delle descrizioni letterarie più belle, come un uomo grigio, ma di quel grigiore che viene scambiato ogni tanto per una virtù politica, cioè nel sapere stare in mezzo, e invece è in realtà <strong>un grigiore che è figlio di mediocrità</strong>. Quando Aldo Moro dice: “Si può essere grigi ma onesti, grigi ma buoni”, dice: “Le manca proprio il fervore umano”. E, visto che è una delle ultime lettere scritte da Aldo Moro nella sua prigionia, penso che sia davvero difficile pensare che ci possa essere un dibattito politico dietro, e non un semplicemente giudizio profondamente umano.</p>
<p>La cosa che mi preoccupa più di tutte è che c’è una generazione intera in questo Paese – ho letto anche una dichiarazione di un deputato del Movimento 5 Stelle che diceva, appunto. “Io sono molto giovane, quindi non ho potuto conoscere la vita di Andreotti, però mi è stato passato, diciamo così, come statista” – insomma un Paese che ha sempre premiato i mediocri. Cioè che crede che quella capacità di star nel mezzo, cioè di non prendere posizione, sia una virtù politica. E mi fa molto paura, perché se Pericle diceva che gli indifferenti sono pericolosi per la politica, e sono i cittadini che stanno nel mezzo che sono dannosi per la democrazia, be’, Giulio Andreotti è stato quello che lì, in mezzo al guado, s’è permesso e ha potuto usufruire di quell’ombra che gli ha garantito degli incontri che non sono proprio leciti e nemmeno opportuni, e soprattutto è quello che riuscito a convincerci che la mediazione ad ogni costo, anche se puzza di compromesso, in realtà è un intelligente agire politico.</p>
<p>Del resto Andreotti muore sotto un governo che vuole raccontarsi, con una letteratura, il grande governo delle grandi intese, e invece non è nient’altro che un enorme compromesso che ci viene rivenduto, nel nome della responsabilità, come negli ultimi anni sta succedendo in questo Paese. E allora io credo che se non si capisce che mentre noi, ogni tanto, ci stupiamo o rabbrividiamo leggendo di questi sindaci di alcuni paesi del Sud, ma anche del Nord ultimamente, che si siedono al tavolo della mafia e stringono accordi, ecco non si capisce perché un amministratore di Andreotti che ha dimostrato di non essere capace di amministrare secondo le regole, ma in modo molto patetico ha avuto bisogno, molto spesso, di governare fuori dalle regole, o con rapporti fuori dalle regole, invece non debba meritare gli stessi brividi, lo stesso disgusto.</p>
<p>Poi secondo me Andreotti è un grande inventore di una nuova formula di comunicazione, cioè della pubblicità applicata alla politica. Cioè del riuscire sa rivendere solo gli stimoli ottimi di un prodotto, nascondendone i difetti in una sorta di comunicazione comparativa per cui si urla cercando di raccontare i difetti degli altri, per poter godere di un’impunità dei propri:è il berlusconismo. Non è nient’altro che la figura del berlusconismo, e ovviamente il berlusconismo ha modernizzato questo modo di fare, però se ci pensiamo Andreotti è stato il primo che ci ha detto che alcuni rapporti, anche abbastanza scuri, sono inevitabili per chi fa politica anche a grandi livelli. Ed è il modo migliore per riuscire a creare quel fossato tra i politici e i cittadini, che è quello che poi oggi è diventato, secondo un certo stile narrativo, la Casta, o, secondo un altro stile narrativo, l’incomprensibilità di certe di alcune dinamiche politiche. Dipende poi dalle accezioni di ognuno. Ecco, Andreotti è quello che ha convinto le nostre nonne che il voto dovesse essere una delega totale, e per cui che il politico non dovesse dare delle spiegazioni: questo è un passaggio che, in questi giorni, è molto poco analizzato, ma la lontananza della politica è stata creata proprio nel momento in cui la Democrazia Cristiana ha raccontato, ad esempio, che le alleanze non dovessero avere per forza un principio di idealità e idealismo comune, ma dovessero rispondere anche a dei termini algebrici. Non vedo grandi differenze con il governo Letta, in questo momento.</p>
<p>E allora io ero certo che i coccodrilli di Andreotti oggi avessero questo tono. Ero certo che il servilismo su Andreotti si è sempre dimostrato veramente apicale, e ancora oggi venisse esercitato in modo così intenso. Mi preoccupa non tanto Giulio Andreotti: oggi muore un amico dei mafiosi, tra l’altro molto mediocre anche nelle sue amicizie; muore una persona assolutamente anaffettiva, che viene a sapere della morte programmata di Piersanti Mattarella e decide di non salvarlo, per cercare di salvare gli equilibri di corrente del proprio partito; non muore neanche, se ci pensiamo, una persona che ha raccolto enormi consensi, perché in realtà la corrente andreottiana, all’interno della Democrazia Cristiana era piccola, assolutamente minoritaria, semplicemente era una di quelle correnti che era disposta a svendersi al miglior offerente, e quindi che più di tutte ha fatto in modo che i valori della politica fossero una questione di somma, piuttosto invece che una comunione d’intenti. La cosa che mi preoccupa è che l’andreottismo, invece, parlo dell’andreottismo di Formigoni, che si rivende paracattolico con Comunione e Liberazione, e in realtà è solidale tra sodali, che è quello che Andreotti aveva fatto per primo, e quindi una solidarietà che non è più cattolica, ma essendo ristrette ad una cerchia ben definita, in realtà ha le dinamiche del clan; mi preoccupa un Parlamento che onora, da destra a sinistra, un uomo semplicemente perché morto. Ecco, io credo che noi, se ogni volta decidiamo che, in nome di non so quale buonismo, mi sembra un’enorme irresponsabilità, di premiare un defunto indipendentemente da quello che ha compiuto in vita, be’ allora siamo un Paese che non crescerà mai, e che non avrà nemmeno quel briciolo di memoria per riconoscere la ciclicità dell’andreottismo e per dare delle chiavi di lettura collettive per riconoscere i nuovi Andreotti, oggi.</p>
<p>La strategia dei due forni, cioè quando Andreotti diceva: “Andiamo alle elezioni, poi decidiamo se allearci col centrodestra dei suoi tempi, o col centrosinistra”, ecco la strategia dei due forni, se non viene passata di generazione in generazione, non ci può fare capire le dinamiche politiche che sono avvenute oggi.</p>
<p>Poi qualcuno dice: “Sì, be’, Andreotti è sopravvissuto a tutte le repubbliche”. Lui diceva, tra l’altro con questo suo modo molto sardonico: “I miei amici che facevano sport sono morti da tempo. Ho visto la prima repubblica, forse anche la seconda, e mi auguro di vedere anche la terza”. Be’, io credo che il fatto che Andreotti sia sopravvissuto così a lungo come personaggio politico dimostra che i veri colpevoli del processo Andreotti, di tutti i processi Andreotti – ma in primis quello di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa – sono gli elettori, che ancora una volta dimostrano di godere di quell’indignazione passeggera che dura un battito d’ali di farfalla e di non andare mai sull’analisi. E soprattutto di non avere voglia di costruire una chiave di lettura collettiva delle inopportunità. Ricordare oggi, in questo modo, Andreotti, sui maggiori quotidiani italiani, significa uccidere ancora una volta Ambrosoli, uccidere ancora una volta, da morto, il generale Dalla Chiesa, ma soprattutto significa uccidere Pio La Torre, o tutti quei politici, mi viene in mente Borsellino, quegli uomini della magistratura, che hanno provato ad urlare che l’opportunità è un confine molto più largo di quelle che sono le responsabilità giuridiche, e non sono state definite dal punto di vista giudiziario perché un popolo maturo, una democrazia matura, deve esser in grado di riconoscere ciò che è opportuno o inopportuno. Ecco, a tarpare e narcotizzare l’opportunità, Andreotti c’è riuscito benissimo. Oggi, secondo me, laggiù – perché non credo proprio che sia andato in alto, seco0ndo me sta ridendo, sempre sardonico, vedendo come il suo meccanismo perverso stia continuando a funzionare.</p>
<p>Sulla questione dell’assoluzione di Andreotti, semplicemente è stato coltivato un analfabetismo di base che fa in modo che in questo Paese le opinioni si creino sulle diversi tesi e opinioni delle sentenze. E questi si sono creati questi due gradi di separazione, che chissà perché fanno in modo che i magistrati debbano improvvisamente diventare degli intellettuali, anche, esponendosi tra l’altro – come abbiamo visto – al cannibalismo politico, perché gli intellettuali, non si sa perché, oltre a Pirandello, ultimamente, sembrano poco interessati a cercare di creare una coscienza comune. E quindi l’analfabetismo è quello che ci dice che Andreotti è stato assolto perché l’ha detto Vespa. Ma attenzione: anche che Andreotti è colpevole perché l’ha detto Travaglio. L’errore di fondo è identico. Perché nel momento in cui noi per delega costruiamo delle opinioni, in realtà pecchiamo nello stesso modo. Poi possiamo avere il 50% delle possibilità di imboccare la strada giusta dal punto di vista giudiziario.</p>
<p>Il farlo per il bene del Pese … è proprio questo: il passaggio culturale di cui cercavo di parlare prima è proprio … quando Craxi dice: “Sì, abbiamo preso tangenti ma le metropolitane a Milano le abbiamo costruite molto più velocemente”, riesce proprio a far passare questo diritto, se non addirittura dovere, della politica, di percorrere non sempre strade lecite, per riuscire ad ottenere un risultato migliore. È quello che nelle regioni del Nord è accaduto da sempre. Questa Lombardia ce lo racconta benissimo: per essere locomotiva dell’Italia è inevitabile che la spericolatezza politica e la spericolatezza imprenditoriale insomma vadano sopportate. Andreotti dice: “Per difendersi dal Comunismo, e per difendersi dall’avanzata coloniale, quasi, degli Stati Uniti, noi abbiamo bisogno di stringere rapporti che non possiamo raccontarvi perché altrimenti si corrompono, e rendono la trattativa politica del tutto molto più difficile. Andreotti, in realtà, è quello che legittima la politica oscena. Andreotti è un uomo fondamentalmente osceno. Un uomo che ha chiesto di essere giudicato per i risultati, risultati politici che giustamente, come dicevi tu, sono preservazione del potere: Andreotti non è un riformista, dal punto di vista – se ci pensiamo anche – politico, non ha attuato nessun progresso, a meno che non intendiamo il progresso nell’accezione ormai medievale delle grandi infrastrutture. Però per chi non crede al Ponte di Messina come progresso del Paese, non è riuscito a portare avanti questa cavalcata dei diritti. Addirittura, quando si ritrova a firmare la legge sull’aborto, lo fa perché la forza spintanea del popolo non gli permetteva di fare altro. È osceno perché decide di prendere delle decisioni fuori scena insieme a due o tre persone. E semplicemente si preoccupa di costruirne, direbbe Vendola, una narrazione democraticamente accettabile, e quindi fare in modo che si potabile la decisione raccontando quelli che sono i passaggi. È come se fosse un trovarobe, che vive soprattutto in camerino, e che in realtà viene scambiato per un grande drammaturgo, quando in realtà si preoccupa di avere solo qualche pupo che entra in scena per rendere digeribile le conclusioni a cui bisogna arrivare. Però non è molto diverso da oggi: cioè oggi capita ancora molto spesso, ma anche nei piccoli comuni, in generale nel percorso politico e di lettura dei fatti politici, capita molto spesso che qualcuno che sia classe dirigente ci dica: “Voi preoccupatevi del risultato. Non è un vostro diritto sapere come ci arriviamo”. E quindi come venga vissuto addirittura come un appetito di pornografia il volere sapere quali sono i passaggi che portano a qualcosa. È identico, se ci pensiamo, a quello che sta succedendo oggi. Cioè, che Andreotti muoia mentre c’è un governo in cui Miccichè viene riciclato e può permettersi di raccontare di essere fiero delle sue amicizie di uomini condannati per mafia, significa in realtà che l’andreottismo sta benissimo. E indipendentemente dalla mediocrità umana, di sensibilità politica, di intellighenzia dei suoi interpreti, è un meccanismo assolutamente rodato.</p>
<p>La domanda vera è: perché tutti incensano Andreotti? Perché Andreotti ha costruito rapporti politici basati molto spesso sul ricatto. Cioè Andreotti comincia ad affondare, nel processo di Palermo, quando ad un certo punto non erano più ricattabili i suoi referenti mafiosi, che avevano deciso di non essere più ricattabili perché avevano invertito – avrebbero voluto invertire: forse ci sono riusciti e non ce ne siamo ancora accorti – il rapporto di forza e quindi hanno detto: “Noi, Cosa Nostra, non siamo più camerieri della politica; noi, Cosa Nostra, vogliamo che la politica sia nostra cameriera”. A quel punto Andreotti decide di ritirarsi e decide di utilizzare i suoi compagni di partito come scudo. E quindi, io penso che Andreotti si in realtà colpevole anche di un concorso esterno anche in omicidi politici, dal punto di vista intellettuale.</p>
<p>Il problema qual è? L’andreottismo, se ci pensi, è un po’ come Via d’Amelio, è un po’ come Capaci, un po’ come la trattativa: oggi è raccontato per fazioni politiche. Se sei di centrodestra Andreotti è uno statista, se sei di centrosinistra Andreotti è un colpevole. Non ci sono motivazioni reali perché sia uno statista, ma in realtà anche chi lo ritiene colpevole non ha contezza e coscienza di quali siano le motivazioni reali. Nel momento in cui diventa una diatribe prettamente partitica – neanche politica, perché in realtà di politica c’è molto poco – diventa poco interessante per tutte le generazioni che vengono, soprattutto per i più giovani. Cioè, a un giovane non interessa sapere perché quel comunista di cavalli dice che Andreotti è un mafioso; perché per Cavalli Andreotti è mafioso perché è comunista. Riuscire a spostare il confronto politico nella questione di tifo di diverse fazioni, be’ penso che anche qua un grande interprete ultimamente l’abbiamo avuto.</p>
<p>E il livellamento, il nutrire la superficialità del dibattito, anche questo l’ha fatto Andreotti ma l’aveva teorizzato Licio Gelli. E il problema vero qual è? Che Andreotti, comunque sia, io da drammaturgo, non da politico, direi: “è uno troppo sfigato per aver fatto tutto quello che ha fatto”. Troppo sfigato perché, se ci pensi, in tutte le favole dell’orrore che abbiamo avuto in questi ultimi decenni, i cattivi di tutte le storie d’Italia prima o poi son stati fotografati mentre citofonavano a casa sua. E quindi è un po’ come se dentro Biancaneve, o tutti le Biancanevi raccontate a tutti i bambini del mondo, ci fosse un personaggio unico che era sempre parente alla lontana che era amico del lupo. Quindi il vero problema qual è? Che lui è riuscito in modo molto pop, molto popolare, a raccontarsi come perseguitato; dall’altra parte gli avversari di Andreotti, secondo me sono semplicemente i coltivatori della verità, ancora una volta – e questa è una cosa tutta della sinistra italiana – hanno deciso di affrontare in modo molto intellettualoide, pensando di essere intellettuali, i principi di colpevolezza. Quindi lui andava a Porta a Porta e sullo sfondo era scritto “ASSOLTO” e noi continuavamo a fare, più i nostri padri che noi, i nostri convegni nelle sezioni di partito, in cui dicevamo che i compagni dovevano essere consapevoli … Non siamo riusciti a far venire l’appetito alle casalinghe sulla storia di Andreotti; cioè la storia di Andreotti non è stata considerata interessante, e ancora una volta, secondo me, abbiamo perso l’occasione – io c’ho provato con il libro, ci provo con lo spettacolo, direi che ci stiamo provando in tanti in questo momento – oggi mi sento un ambientalista. Cioè cerco di preservare l’ecologia dell’etica di questo Pese: cioè sto cercando di raccogliere veramente tutte le erbacce, le erbe di cani, in quel giardino pubblico che dovrebbe essere il Paese Italia. E oggi invece non solo nessuno ha la paletta per raccogliere le defecazioni di questi giornalisti leccaculo, ma addirittura in queste ultime 24 ore stanno arrivando le badilate. E quindi noi siamo gli spazzini: sai quegli uccelli sulla schiena dell’ippopotamo, che cercano di tenerlo pulito? Ecco, oggi l’ippopotamo è questa prostituta che sta facendo quest’enorme popmpino alla memoria di Andreotti e noi solleviamo il becco molto fino e cerchiamo di spulciare, facendo molto fatica.</p>
<p>Io Andreotti e i nuovi Andreotti che cercano di fermare il Comunismo riesco anche a sopportarli per i prossimi 50 anni. È questo Comunismo così flebile, che sembra un ruttino di un neonato, che sembra un rigurgito di prima mattina, che mi lascia un po’ perplesso. Perché il problema vero è che lì la battaglia ad Andreotti si faceva fermando le ruspe insieme agli agricoltori per cercare di salvare il salvabile, oggi questo neo-Comunismo che è così andreottiano invece in alcuni suoi spigoli, fa dei grandi convegni sul consumo di suolo, e poi nelle Commissioni vota insieme ai consumatori di suolo. Io credo che la differenza rispetto ad allora è che la sinistra sia molto meno appuntita, e sia molto meno appuntita perché viene il dubbio che sia stata ben pagata nel suo ruolo di moderata opposizione. E quindi oggi fare un’opposizione fare opposizione convinta … oggi Pio La Torre sarebbe un terrorista; oggi Peppino Impastato sarebbe un visionario. Io mi auguro che se si incrociano, e se si incrociano si incrociano solo sul ballatoio, sicuramente, perché non vanno nello stesso posto, però almeno Agnese Borsellino una sberla ad Andreotti gliela possa dare, in questo momento in cui deve più tenere quella forma delle celebrazioni di Stato. E quindi la differenza vera qual è? Prima si occupavano di tenere fuori le forze politiche più spigolose dal Parlamento, oggi invece hanno imparato ad ammaestrarle. O forse la sinistra di oggi ha una classe dirigente che è molto più facilmente ammaestrabile.</p>
<p>Come si esce dall&#8217;andreottismo? Pretendendo l’esatta conoscenza di tutti i processi politici che stanno dietro a qualsiasi decisione, e rifiutando, anche nel caso in cui i risultati siano buoni, una classe dirigente che si prende il lusso di non raccontare queste dinamiche. Esercitando il diritto e il dovere dell’opportunità, e quindi decidere che ci sono delle leggi che non state scritte perché probabilmente nessuno avrebbe pensato che avremmo avuto bisogno di una legge che vietasse ad un politico di essere amico dei mafiosi. E poi, secondo me, cercando di raccontare come la politica sia una cosa molto semplice, molto leggibile, e che dovemmo preoccuparci un po’ meno, secondo me, dell’IMU, e rincominciare invece a leggere le mozioni del nostro Consiglio Comunale, cominciare a capire che quegli strumenti – che sono degli strumenti meravigliosi per me che faccio teatro, perché sono la drammaturgia del vivere insieme, se ci pensi, di una comunità, che sia una provincia, un comune, una regione, o a livelli più alti una nazione o l’Europa – ecco, pretendere che dentro la drammaturgia siano considerate anche le nostre parti, e quindi qual è il nostro ruolo, quali sono le battute che dobbiamo portare in scena, qual è la nostra responsabilità in scena. È un percorso che, secondo me, bene o male, si sta avviando. Poi con alcune caratteristiche che io non amo molto, con alcuni grillismi esasperati, ma secondo me il Movimento 5 Stelle, ad esempio, da questo punto di vista ha aperto una ferita di coscienza che può essere assolutamente sana. Insieme e a loro anche alcune forze politiche, poche, che stanno cercando di portare avanti un lavoro politico.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.byoblu.com/post/2013/05/20/giulio-andreotti-e-ancora-vivo.aspx/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>12</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>E&#8217; guerra a internet. Ma venderemo cara la pelle!</title>
		<link>http://www.byoblu.com/post/2013/05/19/venderemo-cara-la-pelle.aspx</link>
		<comments>http://www.byoblu.com/post/2013/05/19/venderemo-cara-la-pelle.aspx#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 19 May 2013 09:28:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arturo Di Corinto</dc:creator>
				<category><![CDATA[INTERNET]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[Arturo Di Corinto]]></category>
		<category><![CDATA[diritto di rettifica]]></category>
		<category><![CDATA[gabriella carlucci]]></category>
		<category><![CDATA[Giampiero D'Alia]]></category>
		<category><![CDATA[laura boldrini]]></category>
		<category><![CDATA[Legge bavaglio]]></category>
		<category><![CDATA[Piero Grasso]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.byoblu.com/?p=15126</guid>
		<description><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://www.byoblu.com/wp-content/uploads/LaLungaTristaStoriaDegliAttacchiAllaReteVideoIcon2.jpg" /></div>Hanno tirato fuori nuovamente tutto. La Legge Bavaglio, il Diritto di Rettifica. E' tornato D'Alia. Screditano gli Anonymous. La Boldrini manda un esercito di poliziotti nelle nostre case. Tutti contro l'anonimato invocando leggi coprifuoco digitali. Vogliono impedire la riconfigurazione del potere attraverso internet. E' ormai Guerra alla Rete. Ma venderemo cara la pelle!]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://www.byoblu.com/wp-content/uploads/LaLungaTristaStoriaDegliAttacchiAllaReteVideoIcon2.jpg" /></div><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=GK2vLQl6saI" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-15128" alt="Leggi Internet Bavaglio Diritto di Rettifica" src="http://www.byoblu.com/wp-content/uploads/LaLungaTristaStoriaDegliAttacchiAllaReteVideoIcon2.jpg" width="480" height="270" /></a></p>
<p>di <strong>Arturo Di Corinto</strong></p>
<p>Quattro Anonymous arrestati, il pressing dell&#8217;Agcom per regolamentare in senso poliziesco il diritto d&#8217;autore, l&#8217;insistenza del presidente Boldrini sul tema della violenza nel web, la necessità di leggi speciali per Internet secondo Pietro Grasso, la riproposizione <a href="http://www.byoblu.com/post/2011/10/05/diritto-di-rettifica-passa-il-nostro-emendamento.aspx" target="_blank">dell&#8217;obbligo di rettifica</a> per i blog dentro la <strong>legge bavaglio</strong>, le 22 denunce per i commenti anti-napolitano del blog di Grillo&#8230;. e si potrebbe continuare. <strong>Sta succedendo qualcosa</strong>.</p>
<p>In una fase della vita del paese dove le larghe intese rendono difficile l&#8217;esercizio della critica ma anche trovare appoggio e consenso nei partiti tradizionalmente schierati per la libertà d&#8217;informazione, tutti questi indizi messi insieme possono prefigurare l&#8217;inizio di una <strong>guerra a Internet</strong>? Una normalizzazione del web in senso restrittivo? O solo un modo per sviare l&#8217;attenzione da altri problemi? Siamo noi ammalati di cospirazionismo? Forse.<span id="more-15126"></span></p>
<p>Però l&#8217;insistenza dei <b>detective</b> della postale nel rimarcare che chi agiva per conto e come Anonymous lo faceva per interesse materiale e non ideologico non convince. Di sicuro è una perfetta <strong>psyop</strong> (<em>psychological operation</em>) per anticipare le critiche e minimizzare le reazioni di solidarietà verso gli arrestati, allo stesso tempo infangando la presunta purezza di Anonymous. Quindi doppio risultato. E in ogni caso farlo ripetere da ogni giornalista interessato puzza, perciò aspettiamo dibattimento e sentenza definitiva per tirare le conclusioni. Certo è che quelli del Cnaipic se l&#8217;erano legata al dito dopo che gli avevano bucato i server e diffuso materiale confidenziale che li riguardava, compresi materiali relativi ai rilevanti interessi commerciali dei fornitori delle loro infrastrutture di sicurezza. E ci può stare.</p>
<p>Ma <strong>Laura Boldrini</strong> che attacca le false identità sul web come se non sapesse <a href="http://www.byoblu.com/post/2013/05/08/vogliono-rifarsela-con-internet.aspx" target="_blank">il furto d&#8217;identità è già punito per legge</a> (c&#8217;è una sentenza della Cassazione di pochi giorni fa), invece stona. Stona che non sappia che <strong>l&#8217;anonimato</strong> è una risorsa per chi denuncia il malaffare mafioso sui blog, che esistono forum di autoaiuto rigorosamente anonimi per chi le violenze le subisce e che i cooperanti dall&#8217;estero devono nascondere la propria identità ai regimi dei paesi in cui risiedono per inviare informazioni in Italia. Stona anche se lo fa all&#8217;interno della sua, nostra, pur giusta campagna contro la violenza sulle donne. Non solo, manifesta una scarsa comprensione del fenomeno e la avvicina pericolosamente al sottosegretario <strong>D&#8217;Alia</strong> che <a href="http://www.byoblu.com/post/2009/02/16/il-sen-dalia-tutta-la-rete-si-porta-via.aspx" target="_blank">voleva chiudere Facebook per un insulto</a> e alla <strong>Gabriella Carlucci</strong> che nella scorsa legislatura con la motivazione della prevenzione della pedofilia voleva <a title="Ucci…Ucci.. Sta arrivando la Carlucci!" href="http://www.byoblu.com/post/2009/02/19/ucciucci-sta-arrivando-la-carlucci.aspx" target="_blank">una legge contro l&#8217;anonimato</a> scritta dal suo avvocato, Davide Rossi, all&#8217;epoca presidente di Univideo.</p>
<p><b> Piero Grasso</b> che cita la difficoltà di colpire i server posti all&#8217;estero si scorda che nel caso di Indymedia si è provveduto celermente e requisire i suoi due server in Inghilterra per le accuse a Trenitalia e che lo stesso è accaduto ai server norvegesi del collettivo Autistici/Inventati per la diffamazione verso il neofascista Iannone. Nel primo caso sono stati sfruttati i Mlat, gli Accordi di mutua assistenza giudiziaria tra Usa e Ue (ddl 25 giugno 2003, trattato già firmato nel novembre 1982).</p>
<p>Il pidiellino <b>Costa</b> che afferma essere una scelta politica riproporre tal quale la <strong>legge bavaglio</strong> come a far finta che non ci sia stata <a href="http://www.byoblu.com/post/2011/09/27/in-principio-furono-i-blog-poi-venne-la-rettifica.aspx" target="_blank">una grande mobilitazione contro la stessa proposta di Alfano</a> (e che si ripeterà) per evitare che con la riforma delle legge sulle intercettazioni “vengano messe le manette ai giudici e il bavaglio all&#8217;informazione”, compresi blog, forum e siti amatoriali che non adempiono <a href="http://www.byoblu.com/post/2009/02/05/il-diritto-di-rettifica-nel-web-20-trackback-e-blog-reactions.aspx" target="_blank">all&#8217;obbligo di rettifica</a> valido per la <strong>legge sulla stampa del 1948</strong> e assolutamente inadatto a piattaforme a pubblicazione aperta di carattere amatoriale. Da lui ce lo possiamo aspettare. Costa è lo stesso che con Pecorella si prefiggeva l’obiettivo di <a href="http://www.youtube.com/watch?v=jtvV8zm7A80" target="_blank">trasformare ex lege l’intera Rete in un immenso quotidiano</a> e trattare tutti i suoi utenti da giornalisti, direttori o editori di giornali per poterli citare in giudizio per diffamazione.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=rVPB7Skz2PU" target="_blank" rel="attachment wp-att-11098"><img class="aligncenter size-full wp-image-11098" title="TutteLeStramaledetteLeggiControLaRete-blog" alt="" src="http://www.byoblu.com/wp-content/uploads/TutteLeStramaledetteLeggiControLaRete-blog.jpg" width="480" height="270" /></a></p>
<p>Ciliegina sulla torta, <b>Cardani</b>, il professore già collaboratore europeo di Monti che l&#8217;allora “supermario” volle dentro un&#8217;Autorità che oggi più governativa non si può &#8211; frutto di evidenti spartizioni partitiche come scrisse Ezio Mauro &#8211; vuole una legge fotocopia contro il copyright già bloccata l&#8217;anno scorso per evidenti profili di incostituzionalità – visto che <a href="http://www.byoblu.com/post/2011/07/01/agcom-bavagalio-alla-rete.aspx" target="_blank">non prevede l&#8217;intervento della magistratura per accertare le violazioni</a> – e trasforma l&#8217;Autorità in una polizia privata, è chiaro che serve a colpire Google e Facebook e gli OTT per fare contenta Confindustria digitale, la Fimi e la Siae preoccupata del calo degli iscritti e che deve fare cassa a fronte della svendita del suo patrimonio immobiliare (ricordate il fondo Aida?).</p>
<p>Ecco a questi signori diciamo che ci è chiaro che <strong>questo attacco a tutto campo nasconde interessi giganteschi</strong> ed è condita da una crassa <strong>inesperienza del web</strong>, delle sue dinamiche e delle sue antropologie, e nasconde problemi più grossi: la crisi economica generale, dei modelli di business dell&#8217;industria culturale, dell&#8217;incapacità di attuare le riforme, della contestazione popolare e della paura verso ciò che non si conosce.</p>
<p>Tutti costoro però <strong>non hanno ancora speso una parola</strong> una per <a href="http://www.beppegrillo.it/2013/05/giulia_e_i_suoi_fratelli.html" target="_blank">il furto delle email dei Cinquestelle</a> e le denunce dei 22 blogger sul sito di Grillo.</p>
<p>A loro e a Michele Serra che nell&#8217;Amaca del 18 maggio invoca leggi per il “paese reale di Internet” diciamo che <strong>le leggi ci sono già</strong>, sono quelle dell&#8217;ordinamento e che i nostri investigatori le usano per chiudere i siti della galassia antagonista come quelli dei neofascisti di Stormfront, i siti web dei bordelli sull&#8217;Appia Antica e per catturare i pedofili, e che <a href="http://www.byoblu.com/post/2013/05/08/vogliono-rifarsela-con-internet.aspx" target="_blank">la rete non è un far west</a> come gli piacerebbe fare credere per tentare un ennesimo giro di vite della comunicazione indipendente e per zittire ogni voce critica sulla rete che si rivela sempre di più come <strong>lo strumento principale della riconfigurazione del potere</strong> nella società dell&#8217;informazione.</p>
<p>Ma se insistono a dire che non ci sono leggi, gli vogliamo ricordare il caso Angelucci-Wikipedia, per cui il senatore pidiellino ha ottenuto la rimozione dei contenuti che lo riguardavano dall’enciclopedia libera perché dannosi della sua reputazione? Oppure <a href="http://www.youtube.com/watch?v=5qHn0Ptt_4s" target="_blank">il caso Google Vividown</a> con una prima condanna dei manager di Google per non aver prontamente rimosso un video offensivo della privacy di un giovane disabile?</p>
<p>Ma quante volte glielo dobbiamo dire? <em>Fate ride!</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.byoblu.com/post/2013/05/19/venderemo-cara-la-pelle.aspx/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>12</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Casta Estrattiva che coltiva i popoli</title>
		<link>http://www.byoblu.com/post/2013/05/18/la-casta-estrattiva-che-coltiva-i-popoli.aspx</link>
		<comments>http://www.byoblu.com/post/2013/05/18/la-casta-estrattiva-che-coltiva-i-popoli.aspx#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 18 May 2013 13:27:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Messora</dc:creator>
				<category><![CDATA[ECONOMIA]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[democracia real ya]]></category>
		<category><![CDATA[Miguel Angel Jiménez]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.byoblu.com/?p=15111</guid>
		<description><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://www.byoblu.com/wp-content/uploads/LaCastaEstrattiva-blog1.jpg" /></div>Esiste una Casta che coltiva i popoli, sfruttandoli come vere e proprie miniere sociali da cui estrarre oltre l'80% delle risorse disponibili. Non rappresentano che l'1% della popolazione mondiale, ma riescono a mantenere i loro privilegi grazie agli immensi giacimenti di risorse umane, mentre al restante 99% dei cittadini del mondo vengono chiesti grandi sacrifici in nome di un'austerità che serve solo a salvare le banche. E' la CASTA ESTRATTIVA. E noi siamo i loro minatori e i loro diamanti allo stesso tempo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://www.byoblu.com/wp-content/uploads/LaCastaEstrattiva-blog1.jpg" /></div><p style="text-align: center;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=XQSrv7R1Lv0" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-15122" alt="Miguel Angel Jiménez" src="http://www.byoblu.com/wp-content/uploads/LaCastaEstrattiva-blog1.jpg" width="480" height="270" /></a></p>
<p>Esiste una Casta che coltiva i popoli, sfruttandoli come vere e proprie <strong>miniere sociali</strong> da cui estrarre oltre l&#8217;80% delle risorse disponibili. Non rappresentano che l&#8217;1% della popolazione mondiale, ma riescono a mantenere i loro privilegi grazie agli immensi giacimenti di risorse umane, mentre al restante 99% dei cittadini del mondo vengono chiesti grandi sacrifici in nome di un&#8217;austerità che ha senso solo se pianificata a tavolino, per salvare il potere economico concentrato nelle mani delle banche, mentre non ha nessuna giustificazione né tra i grandi economisti vincitori di premi Nobel, né soprattutto nell&#8217;economia reale.<span id="more-15111"></span>Lo spiega bene <strong>Miguel Angel Jiménez</strong>, portavoce di “<a href="http://www.asociaciondry.org/" target="_blank">ASOCIACIÓN DEMOCRACIA REAL YA</a>”, costituitasi come scissione di &#8220;Democracia Real YA&#8221; (il Movimento degli Indignados spagnoli).</p>
<hr />
<p>Vorremmo raccontarvi che in Spagna stanno succedendo cose che stanno dimostrando che <strong>non esiste una vera democrazia</strong>. Per esempio, esiste quella che chiamiamo &#8220;La Casta Politica&#8221;, ovvero una serie di persone che vivono con tutta una serie di privilegi e che, una volta che sono stati eletti dal popolo, poi fanno una politica completamente diversa da quella che avevano promesso, per esempio, nel loro programma elettorale al momento di candidarsi. Questo ci sembra sia antidemocratico: la gente deve sapere prima di votare quale è il programma politico che sarà attuato dal partito che vince le elezioni. Ma quello che sta succedendo in Spagna è che presentano un programma politico e poi non lo attuano. Noi questa la chiamiamo &#8220;<strong>Truffa elettorale</strong>&#8220;.</p>
<p>In questo momento abbiamo il 27% di disoccupazione e stanno operando tagli alla sanità e all&#8217;istruzione pubblica a causa dell&#8217;austerità che sta imponendo l&#8217;Europa centrale, l&#8217;Europe del Nord, cioè Angela Merkel e la politica tedesca, insieme ad altri paesi. E questa austerità sta facendo in modo che i pochi soldi che abbiamo si impieghino per salvare le banche. Anche a costo, come ho detto, di tagliare sulla salute e sulla scuola. Noi stiamo sollevando problemi importanti e pensiamo sia giunto il momento di dire basta. Pertanto i cittadini devono sapere, devono capire e devono lottare per ottenere una democrazia autentica, perché se alla fine in Spagna non raggiungiamo una democrazia reale, come quella di altri paesi, il popolo non si sentirà rappresentato.</p>
<p>Da ultimo, vorrei denunciare il fatto che a livello mondiale ormai domina questa formula che fa un uso massiccio di denaro, nella grande maggioranza dei paesi sviluppati, in maniera tale che questo crei una netta separazione tra quella che è l&#8217;economia produttiva, vale a dire l&#8217;economia reale, ovvero quello che la gente produce perché tutti gli altri possano vivere, e quella che è l&#8217;economia apparente, ovvero il sistema finanziario. Quindi i cittadini devono prendere consapevolezza che in questo momento ciò che viene proposto in tutti i paesi dell&#8217;Europa occidentale, e in gran parte dei paesi più sviluppati del mondo, è un&#8217;autentica <strong>lotta di classe</strong>: la &#8220;<strong>élite estrattiva</strong>&#8221; &#8211; ora mi spiego meglio -, che rappresenta l&#8217;1% di tutta la popolazione  mondiale, controlla praticamente l&#8217;80% dell&#8217;economia reale. Questo è ciò che noi chiamiamo la &#8220;casta estrattiva&#8221;, o &#8220;èlite estrattiva&#8221;. Quello che fanno, cioè, è <strong>estrarre le risorse delle classi più deboli e più svantaggiate, la povera gente, per accumularle e utilizzarle, attraverso la &#8220;casta politica&#8221;, e soprattutto attraverso le banche</strong>. In definitiva, vogliono vivere con molti privilegi, vogliono vivere bene, anche a costo che il resto dei cittadini europei e del mondo vivano ogni giorno peggio e debbano fare sempre più sacrifici perché questa élite possa continuare a condurre una bella vita.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.byoblu.com/post/2013/05/18/la-casta-estrattiva-che-coltiva-i-popoli.aspx/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>17</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Come hanno esternalizzato il Parlamento</title>
		<link>http://www.byoblu.com/post/2013/05/12/come-hanno-esternalizzato-il-parlamento.aspx</link>
		<comments>http://www.byoblu.com/post/2013/05/12/come-hanno-esternalizzato-il-parlamento.aspx#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 12 May 2013 15:16:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Messora</dc:creator>
				<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[beppe grillo]]></category>
		<category><![CDATA[lucia annunziata]]></category>
		<category><![CDATA[mario monti]]></category>
		<category><![CDATA[movimento cinque stelle]]></category>
		<category><![CDATA[vito crimi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.byoblu.com/?p=15074</guid>
		<description><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="" /></div>Il Parlamento è stato esternalizzato. L'hanno dato via in outsourcing. Era un servizio troppo costoso, inefficiente e soprattutto, per via dei sindacati, non si poteva pretendere che facesse cose non previste da quel contratto collettivo chiamato Costituzione. Così hanno assunto una squadra esterna che realizzasse i piani della dirigenza. Manager nominati alla bisogna, che si possono cambiare in breve tempo se non funzionano. Nel frattempo, i dipendenti bivaccano nelle aule, convinti di servire a qualcosa.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="" /></div><p><center><iframe src="http://www.dailymotion.com/embed/video/xzt1cm" height="270" width="480" frameborder="0"></iframe></center><br />
Il Parlamento è stato esternalizzato. L&#8217;hanno dato via in outsourcing. Era un servizio troppo costoso, inefficiente e soprattutto, per via dei sindacati, non si poteva pretendere che facesse cose non previste da quel contratto collettivo chiamato Costituzione. Così hanno assunto una squadra esterna che realizzasse i piani della dirigenza. Manager nominati alla bisogna, che si possono cambiare in breve tempo se non funzionano. Nel frattempo, i dipendenti bivaccano nelle aule, convinti di servire a qualcosa.<span id="more-15074"></span></p>
<p>Hanno cominciato assumendo Monti. Con la complicità dell&#8217;ufficio di Presidenza hanno messo lì un liquidatore delle grandi banche d&#8217;affari. Poi hanno congelato gli uffici dove ancora fremevano impiegati troppo solerti, che volevano lavorare a tutti i costi e prendere iniziative personali. Hanno impedito loro l&#8217;ingresso nelle sale riunioni, chiamate pomposamente &#8220;commissioni&#8221;, raccontando che erano  temporaneamente inagibili. Poi, visto che le sale riunioni erano appunto <em>inagibili</em>, hanno commissionato a una società esterna, la &#8220;Dieci Saggi &amp; Co&#8221;, di decidere un nuovo piano di lavoro, saltando a piè pari tutti gli impiegati di primo livello. Poi ancora, siccome lo statuto prevedeva l&#8217;elezione di un nuovo amministratore delegato (e questo avrebbe potuto scombinare le carte), il Cda ha deliberato di lasciare al suo posto quello vecchio, perfino contro il contratto collettivo, che non si sa mai uno nuovo cosa avrebbe potuto combinare. Infine, hanno incaricato una nuova società di consulenza esterna, la &#8220;Convenzione per le Riforme Inc&#8221;, di riscrivere un nuovo contratto collettivo che dimezzasse gli impiegati, che delocalizzasse un&#8217;intera sede di lavoro (&#8220;Torre del Senato&#8221;) e rendesse più semplice le assunzioni e i licenziamenti.</p>
<p>Il risultato finale è la completa esternalizzazione di tutte le istituzioni democratiche. Tutto si decide fuori dai palazzi. In aula si va solo a relazionare cosa è stato deciso. I parlamentari che leggono i testi sono come i mezzi busti del TG: in un teatrino dove le parti sono già scritte rappresentano al popolo i voleri della nuova casta ombra. Quella che persegue i propri interessi e decuplica i propri affari, con la complicità dell&#8217;amministratore delegato e del Cda tutto, disposti a svendere interi rami aziendali per favorire il business dei concorrenti o agevolare una fusione.</p>
<p>La &#8220;Europe Corporation&#8221;, la seconda multi-continentale al mondo, sta comprando tutto a prezzo di saldo. Ma prima deve liberarsi di noi.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.byoblu.com/post/2013/05/12/come-hanno-esternalizzato-il-parlamento.aspx/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>36</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Stefano Rodotà: io avrei fatto un Governo 5 Stelle</title>
		<link>http://www.byoblu.com/post/2013/05/09/stefano-rodota-io-avrei-fatto-un-governo-5-stelle.aspx</link>
		<comments>http://www.byoblu.com/post/2013/05/09/stefano-rodota-io-avrei-fatto-un-governo-5-stelle.aspx#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 09 May 2013 14:07:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Messora</dc:creator>
				<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[giorgio napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[movimento cinque stelle]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Rodotà]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.byoblu.com/?p=15023</guid>
		<description><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="" /></div>In questo video, Stefano Rodotà dice chiaro e tondo che avrebbe dato l'incarico per formare un Governo al Movimento Cinque Stelle.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="" /></div><p><center><iframe src="http://www.youtube.com/embed/_RQ5fbrTlrY" height="360" width="480" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></center>&nbsp;</p>
<p>Stefano Rodotà incontra i parlamentari del Movimento Cinque Stelle e dice che, se fosse stato al posto di Napolitano, avrebbe dato l&#8217;incarico per formare un Governo che prendesse in parola il Movimento Cinque Stelle per le dichiarazioni che aveva fatto. E le dichiarazioni che il Movimento Cinque Stelle aveva fatto erano quelle di essere pronti a ricevere l&#8217;incarico per formare un Governo. Un Governo a 5 Stelle.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.byoblu.com/post/2013/05/09/stefano-rodota-io-avrei-fatto-un-governo-5-stelle.aspx/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>68</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Vogliono rifarsela con internet</title>
		<link>http://www.byoblu.com/post/2013/05/08/vogliono-rifarsela-con-internet.aspx</link>
		<comments>http://www.byoblu.com/post/2013/05/08/vogliono-rifarsela-con-internet.aspx#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 May 2013 12:09:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Messora</dc:creator>
				<category><![CDATA[INTERNET]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[gabriella carlucci]]></category>
		<category><![CDATA[Giampiero D'Alia]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[laura boldrini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.byoblu.com/?p=14978</guid>
		<description><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://www.byoblu.com/wp-content/uploads/ACOSASERVEINTERNET_VideoIcon1.jpg" /></div>Dopo le dichiarazioni della Boldrini, la legislatura inizia subito all'attacco di quella stessa Rete che aveva appena finito di mettere all'angolo la politica. Sarà un caso? D'alia alla pubblica amministrazione, l'uomo che voleva chiudere internet con circolare ministeriale, e ora le voci sempre più insistenti sulla necessità di impedire l'anonimato sul web. Ma è come tentare di svuotare il mare con un bicchiere... Piuttosto, che si inserisca Internet tra i diritti costituzionali. Come in Finlandia. Perché serve! Soprattutto all'economia. O forse la "Convenzione" per le riforme costituzionali non è stata pensata esattamente per quello, cioè per fare cose utili al Paese?]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://www.byoblu.com/wp-content/uploads/ACOSASERVEINTERNET_VideoIcon1.jpg" /></div><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=5Ves9rXW0Gg" target="_blank"><img class="size-full wp-image-729 aligncenter" title="ACOSASERVEINTERNET_VideoIcon" alt="" src="http://www.byoblu.com/wp-content/uploads/ACOSASERVEINTERNET_VideoIcon1.jpg" width="480" height="270" /></a></p>
<p>Dunque ricomincia la stagione del &#8220;<em>web sotto attacco</em>&#8220;. Pensavamo di essercela lasciata alle spalle. E invece, a volte, ritornano. Come <strong>Giampiero D&#8217;Alia</strong>, quello che &#8220;tutta la rete voleva portarsi via&#8221; (cfr: <a href="http://www.byoblu.com/post/2009/02/16/il-sen-dalia-tutta-la-rete-si-porta-via.aspx" target="_blank">post del 16 febbraio 2009</a>), e che ora fa il ministro della pubblica amministrazione. Immaginiamo con quale lungimiranza e approccio nei confronti di internet. Ma il <em>Ciak si gira!</em> arriva nientemeno che dalla Boldrini, che apre le danze lamentando il trattamento indecoroso ricevuto in rete. Un sortilegio che risveglia d&#8217;incanto l&#8217;esercito dei pasdaran anti-web, da lungo tempo rinchiusi nel loro sarcofago a incartapecorire. Si invocano leggi severe, si prefigurano possibili aggravanti, si dipingono scenari di inasprimento. E&#8217; un rito collettivo di esorcismo nel quale le vittime del nuovo mondo digitale cercano di vendicarsi del futuro che li ha travolti, come se potesse servire a riavvolgere il nastro catapultandoli come per magia nel loro confortevole status precedente.<span id="more-14978"></span></p>
<p>I risultati iniziano a vedersi. Poche ore fa, a &#8220;Uno Mattina&#8221;, uno che se non ho capito male si occupa di diritto si è messo a teorizzare che in fondo, in Italia, tutto questo &#8220;anonimato&#8221; su internet non serve. In fondo, questo è un grande paese democratico: non siamo mica in Cina. In Cina insomma avrebbe anche un senso, ma qui possiamo farne a meno. E quindi dovremmo legiferare in senso restrittivo delle libertà della rete, perché tutte queste conquiste non si possono mica trasformare in un luogo di impunità.</p>
<p>E&#8217; sempre utile ricordare, tanto per mantenersi in allenamento, che <strong>la rete non è uno stato sovrano</strong> e non ha un suo ordinamento giuridico a parte. La rete è fatta di server, di software e di persone che vi interagiscono. I server, i software e le persone, se si trovano entro i confini nazionali, sono già soggetti al complesso di norme che regolano tutto il resto. Diffami qualcuno? Non è che se lo fai sul web non sia reato: lo è già. Anzi, è anche peggio, visto che ai sensi dell&#8217;art. 595 del nostro codice penale, comma 3, è prevista una aggravante quando la diffamazione sia recata “con il mezzo della stampa o con  qualsiasi altro mezzo di pubblicità&#8221;. Ed è innegabile che un blog o una pagina Facebook o un account Twitter siano un &#8220;mezzo di pubblicità&#8221;. Dunque bisognerebbe ricordare ai talebani anti-rete che il problema non è la legge ma, semmai, i tempi di applicazione delle sanzioni. In altre parole, la palla si sposta dall&#8217;avere una normativa più restrittiva (lanciandosi in più che incostituzionali aggravanti generiche per il solo fatto di avere utilizzato il web) all&#8217;avere un processo di &#8220;monopolio della forza legittima&#8221; più efficace (far rispettare la legge). Bisogna andare a giudizio in tempi ragionevoli, insomma.</p>
<p>Discorso a parte meritano i Don Chisciotte che lottano contro i mulini a vento <strong>dell&#8217;anonimato in rete</strong>, come il nostro esperto di diritto di &#8220;<em>Uno Mattina</em>&#8220;. Al di là di ogni considerazione filosofica sull&#8217;utilità o meno di potersi esprimere in forma anonima, bisognerebbe spiegare a costoro che l&#8217;anonimato in rete è un problema che non possono risolvere senza distruggere la rete stessa (e di certo, quest&#8217;ultimo è un obiettivo che un qualunque ministro di un qualunque paese periferico come il nostro non riuscirebbe a raggiungere neppure se il suo incarico durasse cento anni). In linea teorica, va chiarito che su internet già adesso <strong>nessuno è anonimo</strong>. Quando vi collegato al vostro provider, sia con un pc fisso che con un dispositivo mobile, questi provvede a rilasciarvi un <strong>indirizzo Ip</strong> (oppure lo fa la vostra azienda, che a sua volta ottiene un arco di indirizzi Ip da un provider). Tralasciando le amenità tecniche, si può semplificare dicendo che il vostro computer comunica questo indirizzo Ip in qualunque operazione che compiete in rete (consultare un sito web, inviare un&#8217;email, pubblicare qualcosa sui social network eccetera). Quindi, se diffamate qualcuno su Twitter, basta che la polizia postale richieda l&#8217;indirizzo Ip del mittente del tweet incriminato a <em>Twitter, Inc</em> (anche se i tempi possono allungarsi parecchio) per risalire al gestore che lo ha rilasciato. Il gestore a sua volta risale ai dati di intestazione del contratto che aveva in uso quell&#8217;indirizzo Ip all&#8217;ora del &#8220;delitto&#8221; e la polizia postale farà una visita in casa del tapino, restringendo la cerchia fino a identificare il responsabile finale. Se avevate impostato un&#8217;access point wi-fi aperto (senza un&#8217;adeguata protezione) sono affari vostri, perché la colpa del tweet molesto, o del download illegale, sarà comunque vostra anche se non siete stati voi. In condizioni di utilizzo ordinario della rete, insomma, non siete anonimi. Mai. La vostra identificazione è solo questione di tempo e di risorse disponibili, dopodiché si applicano le leggi esistenti. Ma del resto va da sè che, se non siete <em>anonimi</em>, il problema dell&#8217;<em>anonimato</em> in rete non si pone: ricadiamo di nuovo nel campo dell&#8217;esigenza di un&#8217;applicazione più puntuale ed efficace della legge.</p>
<p>Vero è che ci sono tuttavia altri sistemi per essere anonimi e per fare in modo che l&#8217;indirizzo Ip che viene registrato sul traffico dati non sia quello reale, cioè il vostro, ma uno fittizio. Ci sono i proxy, ci sono i servizi che consentono di inviare email anonime, ci sono <a href="https://www.torproject.org/" target="_blank">le super-reti come Tor</a> che, una volta installate sul proprio computer, rendono l&#8217;identificazione del computer fisico all&#8217;origine del traffico tanto lunga, complessa e difficile da risultare nella pratica impossibile, a meno che non si smuovano forze e risorse ingenti, che tuttavia vengono mobilitate solo in caso di interessi sovranazionali o economici di grande portata. I sistemi di &#8220;anonimizzazione&#8221; ci sono, e sono tanto più sicuri quanto più è avanzato il grado di conoscenza del cyber-spazio di chi li usa. Tuttavia, il nostro esperto di diritto di &#8220;Uno Mattina&#8221; non considera che a questa vulnerabilità (che in realtà rappresenta l&#8217;anima stessa della rete per come è stata concepita originariamente) nessuna legge potrà mai porre rimedio. Innanzitutto perché le guerre nel mondo digitale si combattono con sistemi sempre più sofisticati e mutevoli, che cambiano di giorno in giorno, perfino da un&#8217;ora con l&#8217;altra, mentre le leggi e i loro regolamenti di attuazione cambiano in un arco temporale che sta alla rapidità di evoluzione delle tecniche usate dagli hacker come le ere geologiche stanno alla durata della vita umana. E poi perché, per definizione, se uno ha le conoscenze per rendersi anonimo, hai voglia a fare una legge che lo sanzioni: sarebbe come dichiarare illegali i fenomeni paranormali (ammesso che esistano) e avere la pretesa di comminare sanzioni restrittive ai fantasmi. L&#8217;unico modo di avere il controllo totale di internet è chiuderla, cioè staccare i cavi dei dispositivi connessi.</p>
<p>Dunque chi invoca la fine dell&#8217;anonimato in rete è uno che vuole ragionare del sesso degli angeli. Ci provò anche la Carlucci che, appena eletta deputata, voleva che ogni singolo bit che transita in rete fosse corredato da una bella carta di identità di chi lo ha originato. Un indimenticabile comma di una sua memorabile proposta di legge recitava così (cfr: &#8220;<a href="http://www.byoblu.com/post/2009/02/19/ucciucci-sta-arrivando-la-carlucci.aspx" target="_blank">Ucci Ucci&#8230; sta arrivando la Carlucci</a>&#8220;): «E’ fatto divieto di effettuare o agevolare l’immissione nella rete di contenuti in qualsiasi forma (testuale, sonora, audiovisiva e informatica, ivi comprese le banche dati) in maniera anonima». La proposta di legge annegò tra i flutti tempestosi del mare del ridicolo, e nessuna spedizione di soccorso volle mai recuperarne il relitto.</p>
<p>Riassumendo: l&#8217;anonimato in rete, già oggi, per la maggior parte dei navigatori non è possibile. E per quei pochi che riescono ad ottenerlo con ragionevole approssimazione, c&#8217;è molto poco da fare: non senza immaginare una cura che uccida anche il paziente. Chi parla della necessità di regolamentare una cosa simile per legge non sa quel che dice. Ma questa davvero non è una novità, nel tristo (sì, con la &#8220;o&#8221;) panorama della consapevolezza digitale del politico medio.</p>
<p>Piuttosto, visto che siamo in tempi di &#8220;Convenzioni&#8221; per cambiare la Costituzione, sarebbe finalmente il caso di cogliere la palla al balzo e introdurre anche in Italia &#8220;Internet&#8221; come diritto fondamentale di ogni individuo direttamente nella Carta fondamentale della nostra Repubblica. Come in Finlandia. Se volete sapere a cosa serve internet e come potrebbe cambiare le sorti della nostra economia, se solo a qualcuno (magari a Letta?) venisse in mente di farci uscire dagli ultimi posti della classifica mondiale, leggete &#8220;<a href="http://www.byoblu.com/post/2011/10/18/a-cosa-serve-internet.aspx" target="_blank">A cosa serve internet</a>&#8220;. Daniela Santanché non sembrava afferrarne fino in fondo l&#8217;utilità, quando <a href="http://www.byoblu.com/post/2011/10/08/daniela-santanche-e-la-banda-larga.aspx" target="_blank">provai a spiegarglielo a L&#8217;Ultima Parola</a>. Il che da solo dovrebbe dimostrare quanto sia urgente darsi una mossa.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.byoblu.com/post/2013/05/08/vogliono-rifarsela-con-internet.aspx/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>88</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Becchi Reloaded</title>
		<link>http://www.byoblu.com/post/2013/05/06/becchi-reloaded.aspx</link>
		<comments>http://www.byoblu.com/post/2013/05/06/becchi-reloaded.aspx#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 May 2013 12:51:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Becchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[Alexis de Tocqueville]]></category>
		<category><![CDATA[Copasir]]></category>
		<category><![CDATA[giorgio napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[lega]]></category>
		<category><![CDATA[sel]]></category>
		<category><![CDATA[Vigilanza Rai]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.byoblu.com/?p=14950</guid>
		<description><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://www.byoblu.com/wp-content/uploads/PaoloBecchiReloaded.png" /></div>A grande richiesta, Paolo Becchi torna sul blog, affrontando il tema delle finte opposizioni Sel e Lega, che si sono determinate per attuare un piano sottile quanto devastante: escludere il M5S non tanto dal Governo, ma addirittura dall'arco costituzionale. Un tentativo al quale il MoVimento Cinque Stelle deve reagire con decisione, ma evitando di cadere nella trappola della violenza.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://www.byoblu.com/wp-content/uploads/PaoloBecchiReloaded.png" /></div><p><img class="aligncenter size-full wp-image-14957" alt="Paolo Becchi Reloaded" src="http://www.byoblu.com/wp-content/uploads/PaoloBecchiReloaded.png" width="470" height="270" /></p>
<p><em>Sabato mattina Luigi, un contadino di Castelletto D&#8217;Orba, mi arriva in casa a Genova riempiendomi di doni prodotti dalle sue mani, tutti rigorosamente biodinamici (marmellate, conserve di pomodoro, vini, torte fatte in casa e una grappa da far resuscitare i morti). E infatti mi sentivo quasi già resuscitato del tutto, quand&#8217;ecco mio padre ottantenne, grillino doc, mandarmi un messaggio di posta elettronica per annunciarmi che il blog mi aveva &#8220;riabilitato&#8221;. In effetti un mio breve post aveva già suscitato oltre mille commenti favorevoli, che hanno riempito il mio cuore di gioia.</em></p>
<p><em>Voglio ringraziarvi tutti. Sì, avete ragione, <strong>sono uno di voi</strong>. Da oggi non sarò più un semplice simpatizzante, ma un attivista! Sempre che mia moglie, lei già attivista,  riesca a fare per me la procedura di iscrizione online. Volevano dividermi dal Movimento e invece la vostra <strong>straordinaria solidarietà</strong> mi ha legato ancor più strettamente a voi. E così siamo tutti più forti di prima.</em></p>
<p><em>Vi lascio il mio ultimo post, da leggere insieme al passo di Tocqueville pubblicato come <a href="http://www.beppegrillo.it/magazine/archivio/lasettimana2013-05-05.pdf" target="_blank">citazione de &#8220;La settimana&#8221;</a> sul blog di Beppe Grillo.</em></p>
<p><em>Un forte abbraccio a tutti</em><br />
<em> Paolo Becchi</em></p>
<h3> La tirannia della maggioranza.</h3>
<p>Nonostante Napolitano abbia dichiarato che «non c’è bisogno di alcuna formula speciale per definire questo governo, la natura di questo governo», resta un dato essenziale: questo governo, che sia politico e non più tecnico, è, come il precedente, <strong>un <i>Governo del Presidente</i></strong>. Anzi, ancor più del precedente: è il Governo che incarna la sua idea politica delle «larghe intese» e della <i>partitocrazia</i>.<span id="more-14950"></span></p>
<p>Partitocrazia che è stata costretta, per salvarsi, a rieleggere Napolitano, con un’operazione <i>legale</i> (il testo della Costituzione non vieta la rielezione del Capo dello Stato), ma in contrasto con il senso – o lo “spirito” – che i padri costituenti vollero imprimere ala questione della rieleggibilità. Ricordo soltanto che, in sede di discussione costituente, fu Tosato a suggerire  l’opportunità di limitarsi a stabilire che il Presidente della Repubblica fosse eletto per sette anni, ritenendo «che non sia opportuno escludere la possibilità della rielezione, soprattutto data la situazione politica attuale di penuria di uomini politici, dopo venti anni di carenza di vita politica». Nell’approvazione del testo definitivo, ad ogni modo, Terracini ritenne che, nella formula, <strong>fosse <i>implicito</i> il criterio che non potesse essere rieletto</strong>, mentre Lami Starnuti propose espressamente di inserire la non rieleggibilità  per «impedire che si apra la via ad una politica a carattere personale del Presidente». Questa forzatura non segna, come qualcuno ha sostenuto, la resurrezione della Prima Repubblica, ma <strong>la cristallizzazione della Terza Repubblica</strong> voluta, a partire dalla nomina di Monti a Presidente del Consiglio, da Re Giorgio.</p>
<p>Eppure, qualcosa è nel frattempo accaduto, tra un Governo del Presidente e l’altro. Le elezioni hanno sancito l’emergere di una forza politica nuova che <i>rappresenta</i> – comunque la si voglia giudicare – almeno <i>un terzo del popolo italiano</i>, con i suoi otto milioni di voti. Qualsiasi sistema democratico – se non vuole finire in quella «<strong>tirannia della maggioranza</strong>» di cui già parlava <strong>Toqueville</strong> – deve consentire alle minoranze, alle opposizioni, adeguati margini di movimento. La lezione di Toqueville non può essere dimenticata: «<strong>Io  considero  empia  e  detestabile  questa massima: che in materia di governo la maggioranza di un popolo ha il diritto di far tutto</strong>».</p>
<p>L’opposizione parlamentare è ciò che realizza quel meccanismo di <i>check and balance</i> nei confronti della maggioranza che è essenziale al funzionamento della democrazia. Ed è per questo che la Commissione europea per la Democrazia attraverso il Diritto (CEDD) ha insistito, a proposito del ruolo dell’opposizione in un parlamento democratico, sulla necessità di garantire una serie di diritti, <i>political minority rights</i>.</p>
<p>Nel nostro sistema politico, <strong>la prassi è sempre stata quella di attribuire la Presidenza delle commissioni del Copasir e della Vigilanza Rai alle forze d’opposizione</strong>. Come è noto, i partiti hanno “bloccato” il funzionamento del Parlamento, <a href="http://www.byoblu.com/post/2013/04/02/la-mordacchia.aspx">impedendo la formazione delle commissioni permanenti</a>, proprio invocando la necessità di una previa definizione dei rapporti tra maggioranza e minoranza all’interno dell’Assemblea. Ora, tuttavia, che il Governo si è formato, e che esso è espressione della maggioranza parlamentare <em>Pd-Pdl-Scelta Civica</em>, si rischia di vedere attribuite quelle commissioni ad <strong>una minoranza artificiale</strong>: non il M5S, ma Lega e Sel (rimaste formalmente fuori dal Governo, ma forze politiche facenti parte delle coalizioni Pd e Pdl). <strong>Questa minoranza costruita <i>artificialmente</i> è funzionale a realizzare un’operazione politica di blocco di una opposizione che rappresenta 1/3 del popolo italiano</strong>.</p>
<p>Una <i>conventio ad excludendum</i>, in altri termini, che ripropone non tanto quella che valse per il Partito Comunista, quanto quella che funzionò contro i «fascisti» del M.S.I., fuori da quello che allora si definì come «arco costituzionale». È in atto, cioè, <strong>un tentativo di escludere il M5S non tanto dal <i>Governo</i>, ma dall’<i>arco costituzionale</i></strong>, come se esso rappresentasse una forza eversiva, anticostituzionale ed antidemocratica.</p>
<p>Il discorso di Napolitano per l’insediamento, del resto, è stato chiaro: non un discorso <i>super partes</i>, di <i>garanzia</i>, ma un discorso politico – tipico non del Capo dello Stato, quanto piuttosto di un Capo di Governo – che si è rivolto esplicitamente contro il M5S. Una sorta di preludio ad una convenzione politica che <i>escluda</i> il MoVimento da ogni possibilità di reale partecipazione ai lavori del Parlamento.</p>
<p>Il MoVimento deve reagire con decisione, ma evitando di cadere nella trappola della violenza. La violenza è nella natura di una situazione sociale destinata a diventare  sempre più esplosiva a causa di una crisi economica che sta portando l’intero paese al collasso. Ma il M5S dovrà continuare nella linea che ha sinora seguito: la linea democratica, della lotta politica all’interno delle istituzioni.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.byoblu.com/post/2013/05/06/becchi-reloaded.aspx/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>106</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nazifascisti alla riscossa.</title>
		<link>http://www.byoblu.com/post/2013/05/05/liste-nazifasciste-alle-elezioni-comunali-nessuno-interviene.aspx</link>
		<comments>http://www.byoblu.com/post/2013/05/05/liste-nazifasciste-alle-elezioni-comunali-nessuno-interviene.aspx#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 05 May 2013 13:20:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valerio Valentini</dc:creator>
				<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[fascismo]]></category>
		<category><![CDATA[legge Scelba]]></category>
		<category><![CDATA[nazismo]]></category>
		<category><![CDATA[valerio valentini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.byoblu.com/?p=14897</guid>
		<description><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="" /></div>L’antifascismo è un valore fondante e imprescindibile della nostra cultura democratica. Negare questa verità, o soltanto metterla in dubbio, è intollerabile. L’antifascismo è un valore che va coltivato e ribadito ogni giorno, nella nostra quotidiana esperienza civica, e non soltanto quando alcuni fatti eclatanti richiamano, per qualche ora, l’attenzione dei media, o quando esso torna utile a fini elettorali, magari nell’imminenza dell’apertura dei seggi.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="" /></div><p><center><iframe src="http://www.youtube.com/embed/Be8z24e5Hgo" height="270" width="480" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></center>&nbsp;</p>
<p>di <strong>Valerio Valentini</strong> (<a href="https://twitter.com/valentinivaler" target="_blank">@valentinivaler</a>)</p>
<p>Ad <strong>Alagna</strong>, un paese di circa 900 abitanti in provincia di Pavia, sono state ammesse, alle prossime elezioni comunali del 26 e 27 maggio, <strong>due liste di chiara ispirazione nazifascista</strong>. Si tratta del <strong>“Movimento Fascismo e Libertà”</strong> e del <strong>“Movimento Nazionalista e Socialista dei Lavoratori”</strong>. Il primo è un partito politico, fondato nel 1991 dall’ex missino Giorgio Pisanò, che intende <strong>“portare avanti con fedeltà e coerenza l’ideologia incorrotta e sempre giovane del Duce Benito Mussolini”</strong>. Secondo quanto si legge sul <a href="http://www.fascismoeliberta.info/phpf/news.php" target="_blank">sito</a> del Partito, che inserisce addirittura un fascio littorio al centro del proprio simbolo, la “prima grande certezza del Movimento è che il Fascismo, diversamente da come viene generalmente affermato da molti, è un sistema di governo universale e quindi adatto non solo a governare ogni nazione, ma soprattutto capace di dare risposte e soluzioni alle tematiche di maggiore interesse e importanza di questa porzione di storia mondiale che stiamo vivendo”. Per farlo, però, bisogna “ripartire da dove la storia si era interrotta, ovvero dalla morte del Partito Fascista Repubblicano”. “Fascismo e Libertà” ha anche una <a href="https://www.facebook.com/pages/Movimento-Fascismo-e-Libert%C3%A0/235458289826406" target="_blank">pagina facebook</a>, che raccoglie quasi 6 mila iscritti, nella quale sono presenti decine di post che inneggiano a Mussolini (“l’unico Presidente della Repubblica che vorrei”) e offensivi nei confronti della Resistenza (“25 Aprile: lutto nazionale”).<span id="more-14897"></span></p>
<p>L’altro partito, il “Movimento Nazionalista e Socialista dei Lavoratori”, è stato fondato nel 2002 e si richiama esplicitamente al Partito Nazista di Hitler. Nel 2006, <strong>Pierluigi Pagliughi</strong>, il coordinatore del Movimento, <a href="http://www3.varesenews.it/varese/articolo.php?id=48220" target="_blank">dichiarò</a>: “<strong>Sono nazista da quando ho venti anni</strong>. Non vedo nulla di strano, siamo una formazione politica indipendente, ispirata al partito nazional-socialista: prendiamo spunti dagli ideali dei partiti che in diversi Stati hanno accolto le istanze nazionaliste e socialiste, portate alla massima espressione dalla Germania di Hitler”. Quanto alle atrocità commesse dal suo idolo, Pagliughi ha le idee chiare: “non si parla mai dei morti tedeschi e italiani sotto le bombe americane e alleate. Non credo di offendere nessuno, la guerra è guerra, in un conflitto è normale che la gente muoia. <strong>I morti ebrei sono presunti, i campi di sterminio sono diventati tali solo dopo il 1948</strong>. Hanno stancato con questa mania di protagonismo”.</p>
<p>Sembra paradossale, dunque, che nell’Italia del 2013 a questi partiti venga consentito non soltanto di fare propaganda e raccogliere proseliti, ma addirittura di partecipare, come qualunque altra forza politica, alla normale competizione elettorale. La <strong>Costituzione Italiana</strong>, buona ormai soltanto per essere declamata in TV dagli attori, sancisce nella <strong>XII Disposizione finale</strong> il divieto della “riorganizzazione, sotto qualunque forma, del disciolto partito fascista”. E quand’è che si riscontra questa riorganizzazione? Secondo <a href="http://www.fvgsolidale.regione.fvg.it/infocms/repositPubbl/table12/6/allegati/3-1952-L645.pdf" target="_blank">la legge Scelba del 1952</a>, “quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista”.</p>
<p>Che questi due partiti rappresentino due chiari esempi di apologia del fascismo, e che intendano ricorrere a metodi antidemocratici svilendo le istituzioni e i valori della Resistenza è evidente a tutti. Eppure, negli ultimi anni, sia le liste del “Movimento Fascista e Libertà”, sia quelle del “Movimento Nazionalista e Socialista dei Lavoratori” <strong>sono state regolarmente ammesse alle elezioni amministrative</strong> che si svolgevano in piccoli comuni di Piemonte e Lombardia. Com’è possibile? Per quanto riguarda il primo partito, sono gli stessi coordinatori a dichiarare che “Fascismo e Libertà” ha ottenuto il riconoscimento di piena liceità grazie alle “sentenze di archiviazione e/o piena assoluzione di supposti reati di ricostituzione del disciolto partito fascista e di apologia di fascismo” emesse da decine di tribunali in tutta Italia. La situazione del “Movimento Nazionalista e Socialista dei Lavoratori” sembra ancor più paradossale: “Il reato di apologia di nazismo – spiega ancora Pagliughi – in Italia non c’è. Esiste quello per apologia di fascismo, una cosa diversa da quello che siamo noi”.</p>
<p>Sembra assurdo, quindi, ma anche stavolta questi due partiti di ispirazione nazifascista potranno partecipare alle elezioni. Se davvero &#8211; come dichiarano i responsabili dei due movimenti &#8211; ciò è reso possibile da eventuali vuoti legislativi o dall’eccessiva vaghezza di certe leggi, allora è necessario che le istituzioni intervengano.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.byoblu.com/post/2013/05/05/liste-nazifasciste-alle-elezioni-comunali-nessuno-interviene.aspx/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>25</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
