Ci son due coccodrilli ...e basta!

Kit Kat farcito al sangue di Gorilla

Kit Kat farcito al sangue di Gorilla


  Nestlé acquista l'olio di palma da Sinarmas, il più grande produttore di olio di palma indonesiano. Certo, le piantagioni della Sinarmas non si possono mica realizzare nei campi da golf più esclusivi di Dubai: gli sceicchi se ne avrebbero a male. Invece, visto che gli alberi si limitano ad opporre una resistenza passiva, non si organizzano in sindacati e soprattutto non te la fanno pagare, molto meglio realizzare le piantagioni di olio di palma nelle ultime foreste pluviali.

 Cos'è una foresta pluviale? E' tutto quel che resta della poesia e della bellezza in questo mondo raso al suolo da monumantali spianate di cemento. Ma che ci frega? Produrre, vendere, creare immondizia, questa è la parola d'ordine. Siamo gli unici animali, dopo lo stercoraro, a riempire di merda le proprie case. Siamo stercumani, ormai guardiamo il mondo solo attraverso i documentari di Sky. Siamo ibernati in bare viaggianti nello spazio, nostalgici del nostro pianeta d'orgine, che ci appare in tutta la sua maestosa magnificenza solo in technicolor, passando da un cavetto di connessione infilato su per il buco del culo. E paghiamo anche: dai 30 ai 70€ per il pacchetto mondo. Paghiamo per vedere noi stessi, come allo zoo, siamo al contempo spettatori e animali in gabbia, siamo immagine e riflesso. Abbiamo impacchettato la natura e fingiamo di correre su un prato mentre il colesterolo si impadronisce delle nostre vene e ci uccide lentamente. Proveremo nuovamente l'ebrezza del profumo del terriccio solo da morti, dopo un paio di palate del becchino.

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Le vostre domande a Giuliani

Le vostre domande a Giuliani

Le vostre domande a Giuliani


 Un paio di giorni fa vi avevo chiesto di raccogliere su Facebook e su YouTube le domande che avreste voluto fare a Giuliani, assente giustificato da Byoblu.Com per una buona parte del mese di agosto.
 Abbiamo provato a fare un livestream con QIK, ma si è interrotto perché è arrivata una telefonata. Miglioreremo la tecnica. Da bravo blogger previdente, mi ero premunito di far registrare il tutto anche con la videcamera, ed ecco qui il risultato: venti minuti di chiaccherata per quelli che ce la faranno ad arrivare fino in fondo.

 Le riprese di Internet For Giuliani mi assorbono completamente. Chiedo scusa se l'avventura, in questi giorni, sta monopolizzando il blog, ma credo che sia un progetto importante, che può dimostrare che la rete è cresciuta e che può provare ad andare sulle sue gambe.
 Domani pomeriggio arriverà Piersanti, dell'INGV, che ho invitato a confrontarsi con Giuliani. Li chiuderò a chiave dentro il laboratorio di Giuliani e riprenderò ogni cosa. Se non ci vedete uscire ora di notte, chiamate la polizia. Anzi no, altrimenti arriva Bertolaso...

 Vi chiedo di avere un po' di pazienza... In fin dei conti, stiamo provando a riscrivere le regole del gioco, no?

Ecco la trascrizione dell'intervista, che alcuni valorosi di voi, menzionati nell'albo d'onore in calce al post, hanno coraggiosamente affrontato e risolto.


LE VOSTRE DOMANDE A GIULIANI
L'Aquila - 26 agosto 2009


Messora: Giampaolo, un saluto da tutti quanti...

Giuliani: Un saluto a tutti, buonasera.

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Il Termoutilizzatore di Brescia

 

 

 

 
 Romeo, perchè ti chiami Romeo? Cambia il tuo nome. In fondo, che cos'è un nome? Quella che noi chiamiamo una rosa, con qualsiasi altro nome, profumerebbe altrettanto dolcemente. 

 Anche quello che noi chiamiamo inceneritore, con un altro nome sarebbe altrettanto pericoloso per la salute. Allora chiamiamolo termovalorizzatore. Anzi no: visto che non valorizza niente, dato che il bilancio tra l'energia consumata e quella prodotta è negativo, chiamiamolo termoutilizzatore, così ci limitiamo a dire che stiamo genericamente utilizzando qualcosa senza essere costretti a specificare come.

 Il Termoutilizzatore di Brescia, un mega impianto da 800.000 tonnellate l'anno, produce un decimo dell'energia erogata da una normale centrale turbogas. Di contro, il suo costo impiantistico per MegaWatt è cinque/sei volte tanto. Solo il 20% del potere calorifico presente nei rifiuti viene recuperato, contro il 55% di una centrale turbogas. Per di più, i vantaggi derivanti dalla poca energia ricavata, 570 milioni di chilowatt ora - ma le centrali si sfidano a colpi di GigaWatt - vengono annullati dallo spreco di materiali preziosi. Nella fattispecie, ogni anno vanno in fumo 5 o 6.000 tonnellate di ferro, 6.000 tonnellate di alluminio e centinaia di tonnellate di rame. Peccato che i minerali e i giacimenti fossili disponibili nella crosta terrestre non siano eterni, ma soprattutto abbiano tempi di formazione che vanno oltre la durata della vita umana. Quindi, per evitare di compromettere le riserve minerarie e fossili disponibili, dobbiamo riciclare, non incenerire.

 Qui casca l'asino.

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Meglio del massacro delle isole Far Oer, molto meglio!

Il cosiddetto massacro dei delfini


C'è qualcosa di nuovo in rete, anzi di rosso. Immagini raccapriccianti. Compaiono all'improvviso sugli schermi dei computer. Mostrano sangue, teste mozzate a colpi di machete, mari gonfi di cadaveri, degni del peggiore film splatter. E' quello che viene definito il massacro delle balene, un rituale che avviene una volta all'anno nelle isole Far Oer.

Il mondo civilizzato, globalizzato, scalpita e freme. Non può tollerare una simile violenza. Anzi, per la precisione: non può tollerare di assistervi. Meglio non sapere, come è ormai abituato a fare. Meglio non vedere come vivono i polli di allevamento, in batteria, uno sull'altro, senza spazio per muoversi, urinando e defecando l'uno sull'altro. Meglio non recarsi presso gli allevamenti di bestiame e non vedere quello che c'è dietro alla nostra cara, consueta immagine delle mucche al pascolo. Meglio non imbattersi nella coltivazione degli agnelli pasquali, che vivono e muoiono in una scatola, dalla nascita al giorno del macello, senza mai vedere il sole, senza mai vedere il cielo. Meglio comprare una scatoletta al supermercato e non chiedersi cos'è quell'accozzaglia proteica che vi è stipata dentro, nè soprattutto come ci è finita. Meglio uccidere il bestiame con un compressore che spara un chiodo nel cervello e poi ne risucchia il contenuto. Meglio portare a incandescenza l'epidermide di maiali vivi per testare prodotti cosmetici per le nostre femmine fatali. Meglio uccidere animali da pelliccia scuoiandoli vivi per non rovinarne il vello, prezioso per le nostre serate di alta società. Meglio il nostro massacro delle tonnare, dove i tonni vengono raggruppati e sterminati in massa a bastonate, così un vecchio marinaio in pensione con una rassicurante barba bianca può decantare le qualità organolettiche delle sue scatolette.

Tutto questo è meglio, molto meglio di quello che avviene ogni anno nelle selvagge e primitive isole Far Oer. Pensate un po': 50.000 abitanti che si permettono ancora di cacciare animali nati e cresciuti in libertà, per ottenere 35 Kg di carne e 35 Kg di grasso a testa, bambini compresi. Anzichè partecipare felici alla globalizzazione, e comprare squisite scatolette Simmenthal, osano approvvigionarsi mediante una filiera corta, ricavandone il 30% del fabbisogno annuale di carne e grasso. La carne viene essiccata e affumicata. Il grasso si usa in cucina e può essere usato come combustibile. Non si butta niente, neppure le ossa che vengono usate come materiale da costruzione. Esiste un limite al pescato (circa mille l'anno) e sono consentiti solamente gli strumenti che consentono una morte rapida. Non esiste alcun rischio biologico. Nel nord Atlantico vivono circa 200.000 delfini globicephala melas, e nel Pacifico meridionale sono ancora di più. Non è più un rituale di passaggio per feroci cacciatori, lo fanno i giovani perchè hanno braccia forti.

Ma gli abitanti delle isole Far Oer non consumano: autoconsumano. Questo è il grosso, irrisolvibile problema del nostro mondo civilizzato. Niente paura: se le comunità autonome non vanno alla Globalizzazione, la Globalizzazione andrà a loro. Già oggi la carne di questi delfini è vietata alle donne incinte per la presenza di metalli pesanti, sali di mercurio, pesticidi...

Entro pochi anni dovranno per forza di cose adeguarsi e far viaggiare petroliere e navi merci, per approvvigionarsi finalmente di cibo, il nostro cibo. Quello che non ha bisogno di violenza e morte per arrivare in tavola, perché cresce sugli alberi.

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Categorie: Società, Ecologia

Sen. Rossi: gli inceneritori 3° business dopo edilizia e droga!

Continua l'intervista al Senatore Rossi. Oggi ci parla di Shock Economy e di una sua applicazione esemplare: il caso dei rifiuti della Campania.

Il Senatore Rossi sui rifiuti in Campania

Il Senatore Rossi sui rifiuti in Campania


Il mio primo contatto con Napoli comincia da un esito dell'Assise di Bagnoli a verificare le condizioni della Colmata di Bagnoli. Dopo la caduta del Governo - non credo che sarà quello Berlusconi ad affrontarlo - mi rimane ancora di sapere dove son finiti i 40 milioni che dovevano servire per risanare dal punto di vista ambientale la situazione.
Ma già sul tema dei rifiuti emergono questioni incredibili. Sembra di parlare di un altro paese, non dell'Italia, o di quello che noi vorremmo fosse l'Italia. Noi abbiamo una situazione di drammatizzazione del problema di Napoli. Non dappertutto c'era la spazzatura che arrivava al secondo piano, ma in alcune zone. Non dappertutto c'erano idee di costruire inceneritori, di usare discariche, guardacaso in aree soggette alla gestione della malavita organizzata.
Io credo di poter dare un giudizio dopo questa esperienza, e cioè che Napoli è stata usata per creare lo shock della spazzatura. Se ora parli con un cittadino e dici "ma gli inceneritori ci tolgono salute, ci tolgono risorse", la risposta è "..e chè facciamo: ce li mangiamo?". Si è riusciti a determinare un clima in base al quale non si ragiona più di benefici, di cosa costa, se è utile, se non è utile, perchè altre città, altri paesi non li fanno... Berlusconi forse ha insegnato molto delle tecniche di comunicazione: qui si riescono a mettere in piedi degli psicodrammi - come quello dell'energia atomica ma ne parleremo in un'altra occasione. I rifiuti sono questo. Sono uno psicodramma messo in piedi per uscire dalla legalità. Commissari nominati da Prodi o commissari nominati da Berlusconi prima o dopo tutti hanno bisogno di andare fuori dalla legalità, perchè altrimenti non si accontenta chi va accontentato a Napoli, dall'Impregilo ai gruppi della camorra.

In parlamento noi non abbiamo solo protestato. Abbiamo proposto un ordine del giorno, che riguardava la situazione dei rifiuti, e che era basato su studi precedentemente sviluppati, su documentazioni consegnate al sindaco di Napoli e al presidente della regione, che ovviamente hanno fatto finta di non disporne. Era documentazione che veniva da uno studio realizzato in un comune dove c'è la Lega Nord, quindi non è che abbiamo fatto battaglie di parte. Il Governo ci chiese di dividere l'ordine del giorno: andava bene la parte che fotografava la situazione, ma non andava bene la parte dispositiva. Chiese il ritiro della seconda parte. Non ho accettato questa richiesta. E' andata ai voti. La prima parte fu approvata da tutti, la seconda dal centro destra più alcuni del centro sinistra. E cosa ha fatto il Governo? Niente. L'ha messa in un cassetto. Quindi, alla faccia della democrazia, si approva una cosa e poi si fa finta di non averla nemmeno discussa. Nessuno prese in mano quello che era un programma ben preciso su quali discariche andavano attivate, su quali inceneritori fare in modo provvisorio. Nei riufiuti si può fare a meno degli inceneritori. Tremila persone che lavorano, che lavorano davvero nella raccolta differenziata dei rifiuti - non nelle cooperative della cosiddetta sinistra, nelle quali si pagavano gli stipendi per non lavorare e in cambio di questo la sinistra ha lasciato fare tutto quello che voleva a Bassolino e alla sua combriccola in Campania -, a fronte dei tremila posti di lavoro insomma rispetto a 30 posti che garantisce un inceneritore, si vogliono premiare i trenta posti nell'inceneritore perchè lì c'è una grande concentrazione di ricchezze e di profitto.
Dopo le speculazioni edilizie e il traffico di droga gli inceneritori sono il terzo grande business. In poco tempo si pagano i costi dell'impianto, poi sono tutti profitti. E in più si prendono i famosi contributi del CIP6, quei miliardi che noi paghiamo con la bolletta dell'Enel.

Hanno avuto bisogno di drammatizzare Napoli per poter fare in modo che si decidesse in spregio alla consultazione dei cittadini. E ci sono accordi, documenti a livello europeo che impongono l'informazione e la consultazione dei cittadini. Si è potuto bypassare il principio di democrazia, di sovranità popolare, del potere che appartiene al popolo... in che modo? Determinando un emergenza. Consiglierei agli amici la lettura del libro Shock Economy. Siamo dentro alla teoria della Shock Economy. Devi creare le condizioni per cui dopo ai cittadini puoi fargli quello che vuoi.

Questo è stato fatto con i rifiuti di Napoli.

 

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