Il cittadino Zero

Ettore Marini - Il Cittadino Zero

 Oggi è un grande giorno.

 Il 7 agosto scorso, commentando i dati Audiweb, vi ho parlato di 1 milone e 800 mila italiani che hanno abbandonato la televisione e si informano esclusivamente in rete. Li ho definiti valorosi, e lo sono. Sono pionieri, eroi del nuovo mondo dell'informazione libera. Sono l'anello mancante tra la vecchia e la nuova comunicazione. Sono i mutanti. Sono organismi informaticamente modificati. Hanno sviluppato l'antigene, l'anticorpo, la barriera immunitaria che inattiva l'agente patogeno, la sola ed unica pandemia con un tasso di mortalità cerebrale prossimo al 99%, l'unica per la quale l'OMS non lancerà mai nessun allarme e per cui nessuna multinazionale farmaceutica produrrà mai un solo flacone di vaccino, neppure un misero placebo.

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Il tappo della democrazia

Berlusconi Tappo della Democrazia

 Gianni Letta dice che la banda larga può aspettare. Come poteva aspettare Europa7 ad avere le frequenze che aveva regolarmente vinto, come dovrà sempre aspettare chiunque possa mettere in crisi il monopolio assoluto sui media e sull'informazione.

 Gianni Letta è il braccio destro del tappo della democrazia italiana: un metro e mezzo di sughero misto a cerone e lacca che impedisce ai pensieri, alla cultura, a un dibattito effervescente e superiore di fluire liberamente da un cittadino all'altro. 

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La protezione civile blocca la rete?

Quella Gran Bufala della Suina

Quella Gran Bufala della Suina


 La rete sta acquisendo un ruolo sempre più importante nella gestione delle emergenze. Durante gli incendi che recentemente hanno devastato in lungo e in largo gli Stati Uniti, divorando abitazioni e interi paesi, trasformando le vie di comunicazione in pericolosi vicoli ciechi, in trappole per topi, seminando incertezza e morte, internet ha fatto la differenza.
 Chi restava intrappolato in una strada bloccata dalle fiamme, grazie a Twitter inviava un sms ai suoi followers, che immediatamente lo facevano rimbalzare ai loro followers, e poi ai followers dei loro followers, raggiungendo milioni di cellulari e smart-phones in tempo reale, sotto forma di sms o correndo lungo la connessione dati. In pochi istanti l’informazione distribuita, fatta dalla gente per la gente, raggiungeva capillarmente chiunque si trovasse in difficoltà. Tutti sapevano quali strade avrebbero potuto percorrere per salvarsi, e quali invece avrebbero condotto alla morte.

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Ignazio Marino c'è

Tv - Istruzioni per l'uso

Tv - Istruzioni per l'uso


 Se volete ristrutturare casa, chiedete a un architetto. Se il motore batte in testa, chiedete a un meccanico. Se invece volete regolamentare la rete, chiedete a showgirl, presentatori avvocati salva premier, a chiunque insomma tranne che ai provider, ai sistemisti, ai teorici, agli informatici, agli esperti di comunicazione web 2.0, ai blogger e ai netizen in genere. 
 Le leggi che fate non hanno senso? Non fa niente: per 30 milioni di italiani  non ci sarà alcun problema. Non capiranno che state compiendo uno scempio - né più né meno che costruire un supermercato al posto del Colosseo - perché per loro i computer sono entità esoteriche, oggetti d'arredamento, nemici giurati da cui stare alla lontana: non li sanno neppure accendere, manca loro qualsiasi cognizione di base. Per costoro, Emilio Fede è un esperto di rete e i suoi servizi dai toni apocalittici, che enfatizzano qualsiasi idiozia circoli in rete, sono tutto quello che conoscono della più grande rivoluzione culturale della storia dell'umanità. 

 Dopo la poliziotta Carlucci, il proibizionista D'Alia, i bulldozer Pecorella e Costa, l'incostituzionalista Alfano, i burocrati Levi & Prodi, l'istigatore all'evasione fiscale Barbareschi e dopo tutti gli altri che hanno pasticciato nella rete con l'unico scopo di frenarne l'espansione, finalmente qualcuno ha pensato di fare quello che chiunque farebbe nell'accostarsi a una materia che non conosce: chiedere.

 Qualche settimana fa, Ignazio Marino ha radunato la gente del web, a Roma, li ha messi intorno a un tavolo, li ha lasciati parlare e ha preso appunti. Da quell'incontro, al quale ho partecipato anche io, è stato redatto un documento: Noi e la Rete, che andrà ad arricchire la mozione Marino e sarà proposta come linea guida all'interno del PD.

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Essi navigano

Banda Larga

 Cos'hanno in comune il Qatar, Cipro, il Bahrain, la Lettonia, l'Estonia, la Lituania, Malta e altre grandi potenze internazionali? Che navigano meglio di noi. Gli inglesi dell’Università di Oxford e dell’Università di Oviedo hanno preso un campione di oltre 24 milioni di misurazioni condotte da SpeedTest.Net sui fattori chiave per la qualità della navigazione internet, tra maggio 2008 e maggio 2009, e si sono concentrati su 66 paesi.

 Sfiga vuole che uno di questi paesi fosse proprio l’Italia. Altrimenti saremmo passati inosservati. Non a noi stessi, certo, che ancora in molte regioni, per navigare, dobbiamo noleggiare un pedalò, ma al resto del mondo che ci lascia al palo.
Poi Brunetta si vergogna, dice che deve assolutamente rimediare al gap sulla banda larga e che l’investimento è contenuto - ci vogliono solo 800 milioni di euro. Avrà letto un paragrafetto a pagina 2 dello studio, che evidenzia come la qualità della banda largama qui da noi, prima di discutere di qualità, la banda larga dovremmo almeno avercela – sia direttamente collegata a benefici sociali ed economici, e che per avere una buona qualità di connessione alla rete bisogna che sia prevista come punto esplicito dell’agenda di governo. Insomma, le città e le campagne non si cablano da sole.

 Ma guardiamolo, questo studio. Facciamoci del male. I fattori chiave per valutare la qualità della connessione alla rete sono tre. Spieghiamoli in maniera semplice a beneficio di chi non mastica la materia, che dovrebbe ormai essere parte del programma scolastico di base:

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