Stranezze nell'aggressione di Susanna Maiolo al Papa

Papa Ratzinger Susanna Maiolo Diavolo Satana Lucifero

 L'aggressione al Papa è frutto del clima di odio che si è venuto a creare nella reggenza spirituale del pianeta.

 Il Diavolo non ha mai fatto un'opposizione corretta ed equilibrata, forse perché lui stesso viene eccessivamente demonizzato. Troppe le accuse rivolte al pontefice, dalle assoluzioni ad personam all'emanazione del dogma dell'infallibilità del magistero del Papa (ribattezzato Lodo Ratzinger), alle connivenze con le sette sataniche, emerse grazie alle confessioni di alcuni officianti addetti ai sacrifici umani.
 
 Dio ha lanciato un monito affinchè tutti gli organi religiosi abbassino i toni dello scontro.

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Silvio perdona, noi no

Ratzinger Berlusconi

 Silvio ha perdonato. Non è capace di portare rancore a nessuno. Sono gli altri, i milioni di nessuno, che portano rancore a lui.

 E sono gli insegnanti che non insegneranno più, i disoccupati che non pagheranno il mutuo, i sardi che non hanno avuto i fondi promessi ma a cui la Befana porterà tanto cemento, gli abruzzesi che non hanno visto un solo centesimo dei 16 miliardi scambiati con il loro voto, i toscani che non hanno mai avuto i fondi per la ricostruzione al 100% delle case di Viareggio, promessa solennemente il giorno dopo l'esplosione di un convoglio carico di gpl. Sono loro a dover perdonare lui.

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Benvenuti nel XXI secolo

La morte in diretta

La morte in diretta


 Il branco feroce intorno a una ragazza. Chi la prende a calci, chi scatta foto, chi le rovescia addosso enormi pietroni.

 Lei cerca di proteggersi il capo, sempre più flebilmente. Si raggomitola su se stessa, ma lo fa ormai senza convinzione. Al branco non ci vuole molto. Sono come Piranha. Hanno solo zanne e nessuna parvenza di umanità.

 Pochi secondi, e la ragazza diviene un sacco vuoto, inerte, afflosciato in un lago di sangue. Era colpevole. Aveva la colpa di essere nata in un luogo sbagliato, in un tempo sbagliato, e di avere incrociato il branco.

 Aveva 17 anni, si chiamava Dua Khalil Aswad ed era originaria del villaggio di Bahzan, nell'Iraq del nord. Sembra sia stata giustiziata per essersi convertita all'Islam dalla sua fede religiosa, lo Yazidismo - una religione praticata da mezzo milione di persone per lo più nei dintorni della città di Mossul, in Iraq - allo scopo di sposare un ragazzo musulmano sunnita.

 Mi chiedo quanto tempo servirebbe a noi per ripiombare nel medioevo più buio, se ci togliessero la televisione, internet, il pane e i nostri cappotti caldi. Me lo chiedo, ma voglio fingere di non saperlo.
 
  Benvenuti nel XXI secolo.



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Lo Stato pappone di Berlusconi e Gheddafi

Lo Stato pappone di Berlusconi e Gheddafi

Lo Stato pappone di Berlusconi e Gheddafi


 Ieri sera, a Roma, Gheddafi si è fatto portare da Berlusconi 200 ragazze, tutte rigorosamente sopra il metro e 70. Per non sbagliare, ha chiesto a uno che, modestamente, di ragazze se ne intende. Anzi trattandosi di Gheddafi, passatemi il gioco di parole, se ne intenda. Si vede che, a forza di parlare di fame nel mondo al vertice FAO, gli è venuta fame davvero...

 Il Colonnello doveva dare lezioni di islam: forse voleva portarsi avanti istruendo le vergini che troverà in paradiso da morto, chi lo sa? Sta di fatto che nessuno trova strano che nella democraticissima repubblica italiana, patria delle quote rosa, si consegnino 200 corpi femminili su misura al sultano del petrolio e del gas, recapitati come un fattorino di SpeedyPizza ti porta due margherite e un paio di coca-cole.

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Convenzioni che uccidono

Dio ha creato il male?

Dio ha creato il male?


 Facciamo la guerra per le convenzioni, e ci dimentichiamo della sostanza. A Natale bisogna essere buoni, lo dicono la pubblicità e le musiche dei centri commerciali addobbati a festa. Peccato che questo significhi più che altro la licenza di essere cattivi nei restanti giorni dell'anno. Ci scambiamo un segno di pace tra le panche di una chiesa e, con estrema nonchalance, ci schieriamo al fianco di chi invade l’Iraq, tortura i prigionieri e usa le bombe al fosforo. Ci riempiamo la bocca con il nome di un uomo che distrusse le bancarelle dei commercianti davanti al Tempio, gridando “La casa mia sarà chiamata casa di preghiera; ma voi ne fate una spelonca di ladri!”, poi andiamo in pellegrinaggio a Pietrelcina, facciamo shopping e torniamo con le nostre Orecchiette di Padre Pio come si torna da Berlino con un pezzo di muro in mano.

 Abbiamo perso il senso, il significato reale delle cose. Siamo farisei: esattamente come loro siamo più interessati al rispetto formale delle scritture che allo scopo per cui sono state formulate. Siamo ottusi bigotti che sacrificano l’uomo al sabato anziché il sabato all’uomo. Non ci importa che il mondo sia giusto, ma di essere chiamati giusti. Difendiamo con la spada chi dalla spada si è fatto trafiggere senza opporre resistenza. Imponiamo con la forza chi è morto per insegnarci che l’unica forza che vale la pena di usare è la forza delle idee. Stabiliamo artificialmente cosa dobbiamo considerare vero e cosa no, imponiamo una mera convenzione e poi ne facciamo una rivelazione divina, un’ideologia per cui si può arrivare a morire, un’ideologia per cui si può arrivare a uccidere.

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