La
rete è il più grande
balzo in avanti che l'umanità ha potuto sperimentare dopo l'invenzione della
ruota. La possibilità di
condividere, di pensare come una
sola mente, darà una sferzata al volano dell'
evoluzione. In rete l'
ego deve lasciare posto al
nos. La
libertà deve essere il principio guida. L'arte della moderazione non può essere una riedizione del vecchio principio della
censura. Per agevolare il flusso delle informazioni deve venire in supporto la
tecnologia, e non la
discriminazione ad opera degli interessi di uno. La conoscenza si alimenta con l'
incontro delle differenze. L'esclusione elimina per sempre un'alternativa. E
ogni alternativa, a priori, potrebbe essere quella giusta.
Personalmente, non cancello
mai i commenti, a meno che non siano
volgari, oppure offensivi senza che tali offese siano
argomentate. Anzi, spesso mi curo più delle
critiche che delle
lodi, perchè le lodi sono semplici attestati, riconoscimenti. Le critiche sono
il futuro, e possono indicarmi
la strada. Nel caso di Matteo Flora, mi indicano quella
sbagliata.
Matteo, che si è trovato sotto i riflettori dopo che il mio intervento è stato pubblicato sul
blog di Beppe Grillo, ha avuto un'
occasione più unica che rara, quella di mettersi davanti allo
specchio e
confrontarsi con le sue idee.
La rete serba
memoria. Ed è una memoria
indelebile. Non è importante dire tutte cose giuste o qualche cosa sbagliata, purchè ci si mantenga
trasparenti, purchè si dia spazio al
confronto.
Matteo ha
cancellato oltre
750 commenti solo nella giornata di ieri, e ha modificato il suo blog in modo che chiunque arrivasse dal blog di Grillo, o dal mio, venisse
inoltrato automaticamente a siti diversi di
dubbia attendibilità, oppure gli fosse
impedito a priori di commentare. Questo modello di rete
non fa per me. Per questo motivo
non parlerò più dell'ultimo cavaliere, nella speranza che sia davvero l'
ultimo, perchè di altri così non abbiamo bisogno -
tra l'altro ha minacciato di farmi chiudere sia il blog che l'account YouTube se non avessi cancellato i commenti poco lusinghieri nei suoi confronti. Cosa che ho fatto e che continuo a fare per il rispetto che si deve alle persone, e non per la minaccia che sortirebbe esattamente l'effetto opposto a quello da lui sperato.
Mediaset si dibatte come un
pesce nella
rete, -
mai metafora fu più azzeccata. I
ricavi pubblicitari sono in forte
declino, e con questa mossa cerca di inserirsi in un mercato, quello dei contenuti autoprodotti, che
entro cinque anni la fagociterà completamente. Lo scopo evidente è quello di raggiungere un
accordo e riuscire così a
penetrare un mercato di cui non ha che
scarsissima conoscenza.
Detto per inciso, dal
punto di vista legale Mediaset può vantare
a pieno titolo i diritti su intere puntate di "
Amici" e del "
Grande Fratello" caricate sul tubo. Anzi, se qualcuno toglie quella roba dalla rete
fa un favore a tutti. Resta invece in
difetto per quanto riguarda lo
sfruttamento di filmati
made in YouTube.
E' vero infatti che io garantisco lo sfruttamento,
non esclusivo, del mio video a YouTube e ai suoi partner o affiliati. Tuttavia, é altrettanto
vero che, perché chiunque possa avere il
diritto di scaricare un video dal tubo e mostrarlo a suo piacimento,
deve avere un accordo preventivo con il tubo stesso. Deve essere un
partner o un
affiliato. Se Mediaset, o RCS nell'esempio del
video scorso, potessero vantare questo accordo, non ci sarebbe nulla da eccepire, e invito chiunque possa dimostrarlo a
fornirne le prove. Sarò lieto di avere torto, perchè non è l'
ego che conta nella rete, ma la
verità.
In mancanza di simile autorizzazione da parte di YouTube,
Mediaset e chiunque scarichi un video dal tubo lo fanno
senza averne i diritti, e
devono quindi chiederli all'
autore stesso, con il quale devono raggiungere un
accordo di qualche tipo. Funziona così anche in
America, non si vede perchè il paese della pizza e del mandolino debba fare diversamente.
Per di più, il tubo
vieta contrattualmente qualsiasi utilizzo dei video a fini
commerciali. Se i TG possono appellarsi al
diritto di informazione, e quindi si potrebbe discutere se possano o meno
eludere le clausole contrattuali (è evidente infatti come
all'interno del TG5, così come prima e dopo lo stesso, vi siano cospicui spazi pubblicitari), lo stesso non può dirsi per Paperissima.
Paperissima è un evidente contenitore finalizzato allo
sfruttamento degli introiti
pubblicitari. Di recente ha guadagnato spesso proprio grazie ai
contenuti autoprodotti presi da YouTube.
Nessuna autorizzazione è concessa per tale sfruttamento dalle clasuole contrattuali che io firmo con il tubo.
E' al vaglio un
imponente studio legale sulla questione, che presenterò insieme a un'autorevolissima voce della rete non appena sarà pronto.
Fino ad allora, su questo tema
non aggiungerò altro.
Video allegato