Energia Solare for dummies: il fotovoltaico residenziale

Il Dio Ra era la divinità che per gli antichi egizi rappresentava il sole.
Venerato nella città del sole, Eliopoli, egli..

Ok Ok, la sto prendendo troppo alla lontana!

Mettiamola così: ce l’hai un tetto? Questo tetto ha per caso un’esposizione tra sud-ovest e sud-est? Ci picchia il sole tutto il giorno?
Se hai risposto sempre sì: bene, questo video è per te.

 

 

Oggi aiutare l’ambiente realizzando anche un piccolo guadagno si può. Basta installare un impianto fotovoltaico e usufruire degli incentivi statali previsti dal nuovo Conto Energia.

SOMMARIO

Il fotovoltaico
Il Conto Energia
Un esempio pratico
Conclusioni
Contatti e informazioni

IL FOTOVOLTAICO

Gli impianti fotovoltaici si misurano in chilowatt di picco. Le energie rinnovabili, infatti, sono caratterizzate dall’avere un potenziale sovrabbondante, dall’essere teoricamente illimitate, ma anche dall’essere intermittenti. Quando non tira vento, le pale di un mulino a vento languono desolatamente. Allo stesso modo in assenza di luce, per esempio di notte, non importa quanto grande sia la vostra fattoria solare: niente elettricità. E’ per questo motivo che la potenza nominale si definisce di picco: è la potenza massima erogabile in condizioni ottimali.

Ma come? Allora, se installo un impianto fotovoltaico, di notte sto al buio? Ma no: lasciatemi spiegare!

Un impianto fotovoltaico è nella maggior parte dei casi grid connected, cioè connesso direttamente alla rete elettrica. Questo fa sì che voi diventiate dei veri e propri produttori di corrente: l’energia pulita che erogate (di cui la comunità ringrazia) viene resa disponibile al mondo, e contabilizzata mediante un apposito contatore.
Allo stesso modo, voi continuate a prelevare l’elettricità che vi serve mediante il vostro usuale fornitore. Alla fine dell’anno si fa un bilancio tra i chilowattora che avete prodotto e ceduto, e quelli che avete prelevato. Se siete in attivo, l’energia in surplus vi viene messa da parte, e la potrete consumare liberamente nell’arco di tre anni. Se invece avete avuto bisogno di più energia rispetto a quella che avete prodotto, pagherete unicamente i chilowattora aggiuntivi che avete prelevato.

Quindi un impianto fotovoltaico vi fa innanzitutto risparmiare sul costo della corrente, perché potete evitare di comprare quella che già producete, autoconsumandola. Il vostro fornitore di energia accumulerà per voi l’eventuale surplus energetico, prodotto ma non consumato. Questa modalità si chiama scambio sul posto.
E’ anche possibile vendere l’energia in surplus, ma per un privato non è molto conveniente. Ne parleremo se tratteremo i grossi impianti.

Come si fa a capire quanta elettricità produce un impianto fotovoltaico? Dipende ovviamente da quanto sole cade annualmente sul sito di installazione. Sembra complicato, ma in realtà è molto semplice: grazie all’ENEA esistono mappe che riportano i valori medi mensili della radiazione solare giornaliera per oltre 2000 comuni italiani, stimati a partire dalle immagini satellitari di copertura nuvolosa per diversi anni fino al 1999.

Carte alla mano, possiamo così calcolare con grande approssimazione la produzione annua di energia elettrica dei singoli impianti fotovoltaici. Sappiamo per esempio che in un piccolo comune tra Milano e Pavia, un impianto da 1KwP (un chilowatt di picco) è capace di produrre 1200 chilowattora ogni anno. Di conseguenza un impianto da 3KwP ne produrrà circa 3600, e così via.

Va bene. Ma gli incentivi? Seguitemi, il bello deve ancora venire.

CONTO ENERGIA

Per riuscire ad abbattere le emissioni di anidride carbonica come previsto dal protocollo di Kyoto, la Comunità Europea ha imposto all’Italia l’obiettivo di raggiungere 1200 megawatt di energia prodotta da fotovoltaico entro il 2012. Per arrivare a questo risultato non restava che copiare il modello di incentivazione che tanto ha funzionato in Germania, a tutt’oggi la nazione più virtuosa in questo settore.

Questo modello, confluito nel cosiddetto Conto Energia, è entrato in vigore con il Decreto Ministeriale del 19 febbraio 2007, e prevede che lo stato incentivi per vent’anni la produzione di corrente elettrica, privilegiando gli impianti piccolini e quelli a minor impatto architettonico, secondo la tabella seguente:

 

Potenza impianto Non integrato (EUR/kWh) Parzialmente integrato (EUR/kWh) Integrato (EUR/kWh)
1 kW  P 3 kW 0,40 0,44 0,49
3 kW < P 20 kW 0,38 0,42 0,46
P > 20 kW 0,36 0,40 0,44

 

Per esempio, a chi costruisce un impianto da 3KwP e lo integra sul tetto sostituendo la copertura originale, il Conto Energia riconosce ben 49 centesimi di euro per ogni chilowattora prodotto. Per vent’anni. Significa avere 1764EUR all’anno, ovvero 35.280EUR in totale.
Invece, se l’impianto è appoggiato sul tetto in maniera complanare, lo stato versa un po’ meno: 44 centesimi al chilowattora. Niente male lo stesso: fanno pur sempre 1584EUR in dodici mesi.

Se poi avete un tetto vecchio e dovete smaltire l’amianto, installare un impianto fotovoltaico è la soluzione per eccellenza! Infatti in aggiunta alle tariffe di cui sopra viene riconosciuto un addizionale 5%. Fantastico, c’è di che ripagarsi la sostituzione di tutta la copertura!

ESEMPIO

Bene. Adesso abbiamo tutti gli elementi per capire come si può salvare il mondo guadagnandoci anche qualcosa di soldi!

Non esageriamo. Prendiamo il caso medio. Siamo al nord. Tra Pavia e Milano. Abbiamo un tetto e ci facciamo sopra un bell’impianto fotovoltaico appoggiato in maniera complanare, per una potenza di 2,9KwP. E perché non 3KwP? Perché magari 3KwP non ci stanno. Non vi ho detto che per ogni KwP ci vogliono circa 8 metri quadrati di superficie? Beh, ve lo dico adesso!
Ora, 2,9 chilowatt di picco a queste latitudini, mappe di radiazione solare alla mano, rendono 3480 chilowattora all’anno tondi tondi.

Sì, ok! Ma quanto mi costa?
Beh.. circa.. più o meno.. fra oneri di progettazione, moduli fotovoltaici, cablaggio, inverter, accessori, spese di cantiere.. iva 10% inclusa.. diciamo 21.700EUR.
E se uno non ha tutti questi soldi? Al tempo: non bisogna spaventarsi. Alcune aziende hanno stretto accordi di collaborazione con primari istituti di credito, che arrivano in alcuni casi a non chiedere alcun anticipo e ad addebitare la rata del prestito solo quando l’impianto è correttamente entrato in funzione e inizia a fruttare denaro liquido.

Beninteso: fermo restando che nessuno ci impedisce di acquistare l’impianto di tasca nostra, se incappiamo in un’offerta simile avremo un piano a quindici anni con rata annuale di 2054EUR, che però inizieremo a pagare solo quando inizieremo anche ad incassare.
2054 euro solo il primo anno, dunque. Bene: il nostro impianto, in un anno, quanto rende?

Semplice: 3480Kwh (l’energia prodotta in dodici mesi) x 0.44EUR (l’incentivo statale) cui vanno aggiunti 3480 x 0,19EUR (il prezzo dell’energia al chilowattora che non saremo costretti ad acquistare). Fatemi fare i conti.. fanno 1531+ 661 = 2192EUR.
Duemilacentonovantadue euro sono di più dell’importo della rata del mutuo di cui sopra: per la precisione ci ho guadagnato ben 138EUR!
Ho installato un impianto fotovoltaico, non ho speso niente e mi sono rimasti attaccati 138EUR solo il primo anno.
Per non parlare della rivalutazione dell’immobile: quella non l’avevamo neppure presa in considerazione!

Il bello è che il ricavo annuale è destinato ad aumentare di anno in anno, mentre la rata del mutuo resta stabile. Infatti il prezzo dell’energia sale vertiginosamente, e anche se prendessimo come base di calcolo un incremento pari solo al 3%, dopo quindici anni la cifra risparmiata sarebbe già salita a oltre mille euro.
Insomma, tra il primo e il quindicesimo anno l’impianto ci farebbe guadagnare dai 138EUR agli oltre 400EUR. Dopo il quindicesimo anno, venuta a mancare la rata del mutuo, il guadagno salirebbe a più di 2600EUR annui, portando il guadagno complessivo nei vent’anni a oltre diciassettemila euro.

Insomma, niente male per avere evitato due tonnellate di anidride carbonica, avere rivalutato il nostro immobile e non avere speso niente, non trovate anche voi?

E dopo i vent’anni? Il Conto Energia cessa di incentivare la nostra produzione energetica, ma l’impianto resta in funzione e, sebbene sia previsto un leggero calo fisiologico della resa di conversione, continuerà a darci energia gratis, facendoci ancora risparmiare per tantissimi anni a venire.

Ad un piccolo costo extra, riassorbito fin da subito nella resa dell’impianto, potremo avere anche manutenzione e assicurazione comprese. L’assicurazione può coprire tutto: danni diretti, indiretti, ricorsi vicini e/o terzi, eventi atmosferici, e perfino il danno economico derivante da un imprevisto fermo dell’impianto, con risarcimento degli incentivi statali perduti.

CONCLUSIONI
A questo punto la domanda più ricorrente è: beh, ma allora perché non lo fanno tutti?
Infatti lo stanno facendo tutti.
Ma bisogna affrettarsi: primo perché al raggiungimento dei 1200 megawatt di installazioni gli incentivi statali cesseranno di esistere (comunque ci sono ancora ampie possibilità); secondo perché ogni anno che passa gli incentivi sui nuovi impianti costruiti saranno decurtati del 2%. Non sembra, ma sono tanti soldi: meglio iniziare subito i lavori, di modo che l’impianto sia terminato prima della fine del 2008.

Se ti sei incuriosito oltre ogni limite, in rete ci sono tante risorse che possono aiutarti, a cominciare dal sito del Gestore Servizi Elettrici, che è l’organo con cui si stipulano i contratti di incentivazione ventennali.
Se poi hai bisogno di una mano, scrivimi pure qui: energia@byoblu.com, oppure fatti un giro sul Oggi aiutare l’ambiente realizzando anche un piccolo guadagno si può. Basta installare un impianto fotovoltaico e usufruire degli incentivi statali previsti dal nuovo Conto Energia.

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175 risposte a Energia Solare for dummies: il fotovoltaico residenziale

  • Pingback: Energia Solare for dummies: il fotovoltaico residenziale | Byoblu.com | Incentivi Statali

  • 162
    jack

    beh..io direi che nel caso di un’azienda o una grossa realtà il discorso non fà una piega, ma per i privati è diverso. Lavoro un pò nel settore e di certo i pannelli fotovoltaici hanno una durata di 10 anni, poi colano a picco.  In questo caso me li sostiuiscono? mah..da quanto ne so in Italia sono ben pochi i produttori di pannelli, il mercato Italiano è fatto di aziende che li importano dalla Cina, in genere azienda fittizie create ad hoc da grossi gruppi industriali che sfruttano il momento..ci saranno ancora tra 10 anni?

  • 161

    queste cose bisognerebbe farle capire a gentaccia tipo quel leonardofaccoeditore, che insulta, infama, dall’alto della sua madornale ignoranza…ho commesso l’errore di provare civilmente a spiegargli quanto sbagliato fosse il ricorso al nucleare e so solo che ho dovuto smettere di rispondere perchè stavo per finire al suo livello (parolacce e insulti da bar)…per non parlare di quando provai a fargli capire che è bene essere prudenti coi ripetitori di cellulari soprattutto coi bambini

  • 160

    notevole

  • 159
    renato

    Per chi vive in un palazzo di sette piani, in un appartamento, quindi, lo puo installare questi pannelli?

    In attesa di una sua risposta saluto cordialmente.

    Renato Marangon

  • 158
    Carlotta
    Sei tu il nostro dio Ra: un barlume di luce nella rete, il nostro Sole in mezzo alle tenebre più oscure.
    Altro che documentario, la tua è alta scuola di di vero giornalismo
    Inimitabbbbile! I miei ossequi………………………………
     
  • 157
    electric sheep

     I poveracci pagano con le loro tasse i ricchi che possono permettersi di produrre energia più costosa con gli impianti fotovoltaici. Il mondo a volte è proprio strano.

  • 156
    Claudioooooo

    ciao, ho notato che hai (volutamente?) omesso alcuni “dettagli”.

    1) Il rendimento di pannelli scende di ben più dello 0.5% annuo!

    E sai bene che a tutti i  produttori di pannelli conviene assicurare una certa percentuale di perdita di rendimento nei 20 anni. Omettendo che le perdite maggiori sono nei primi 3-5 anni…

    2) Hai attualizzato solo i flussi di cassa che convengono alla tua causa, e non altri che non ti convengono:

    “ll Conto Energia riconosce ben 49 centesimi di euro per ogni chilowattora prodotto. Per vent’anni. Significa avere 1764€ all’anno, ovvero 35.280€ in totale.”

    Il fatto che 1764 moltiplicato 20 uguale 35280 non significa che OGGI tu puoi valutare questi soldi che FORSE, IN FUTURO lo stato ti darà! Non calcoli l’inflazione!

    Se io vengo a casa tua e ti propongo di darti 1764 euro per 20 anni e in cambio tu mi dai 35000 euro ORA, tu accetteresti!?!?!

    Inoltre già ora la tariffa di cui parli nell’esempio non è 49 cent, ma 47 cent.

    Infatti le banche ti danno i 21.700€ dell’impianto chiedendoti 2054 euro per 15 anni = 30810 euro.

    Significa che in questo giochetto sto dando 9000 EURO ad una banca in 15 anni!!

    Guarda caso sono mille euro di meno dei soldi che darei all’ENEL per 15 anni, cioè (661×15).

     

    3) Incremento del 3% annuo dei costi di energia elettrica!? Cosa ti fa pensare che ci possa essere un aumento così nei prossimi anni? Citami qualche fonte perchè a me sembra perlomeno un’ipotesi molto coraggiosa, sopratutto in regime di liberalizzazione.

    Insomma mi stai convincendo a pagare forse quattro spiccioli in meno ad una banca invece che all’ENEL, però accollandomi dei notevoli rischi per i prossimi 15 anni. (L’assicurazione costa circa 200 euro all’anno e non ti ripaga l’inverter, che è l’elemento più soggetto a danni e che costa di più. )

    Ah dimenticavo, il fotovoltaico è (quasi) conveniente solo perchè tutti questi soldi di incentivi sono soldi che lo stato (cioè noi cittadini) non ha dato a scuole, ospedali etc. Non dico che sia sbagliato, ma vorrei porre l’accento sul pesante influsso che questi incentivi danno a questa tecnologia.

    Prima che mi tacciate di disfattismo sappiate che sul mio tetto ho 4 kWp di fotovoltaico (col vecchio conto energia) e 8 mq di termico, ma le motivazioni che mi hanno spinto a prendere queste scelte sono di natura ambientale, non economiche. E vorrei che ciò fosse chiaro per tutti, senza imbrogliare sulle cifre, forse non ce n’è neanche bisogno se c’è una sensibilità ambientale…

    Aggiungo che la produzione di pannelli fotovoltaici è onerosa ambientalmente e toglie materia prima ad un altro mercato che è abbastanza importante: quello dell’elettronica.

    Lo sapevate che un modulo fotovoltaico ci mette 4 anni a ripagare il pianeta per l’energia che è stata impiegata a produrlo? E lo sapete che lo smaltimento di pannelli FV non è proprio una passeggiata?

    Il solare termico (per produrre acqua calda e usare meno boiler e caldaia) è molto meno fantascientifico, ma ha dei rendimenti molto maggiori (50% invece del 13% del FV), costa molto meno, inquina molto meno ed è molto meno rischioso finanziariamente.

    Ho comunque apprezzato molto il tuo stile di comunicazione.

  • 155

    video esaustuvo e di facile lettura.complimenti per l’ottimo lavoro

  • 154

    Troppa ignoranza, la gente si fida solo di MEdiaset. E’ inutile. Sob….

  • 153

    Solo con il video e le tue parole, sta dando il significato all’idea Infromazione Libera.

    Posso postare il tuo video ed alcune considerazione chge hai scritto sul mio portale ???

     

    Grazie. Luca

  • 152

    Sono socio di una cooperativa che si occupa di consumo responsabile a Pescara. Se non hai nulla in contrario, inserisco il tuo video sul nostro blog.GrazieFrancescowww.emporioprimovere.it

  • 151

    Se il tetto è condominiale, deve essere il condominio a prendere la decisione di installarlo, in regolare assemblea, e l’impianto erogherà energia per le parti comuni.

    Vedere anche il post:http://www.byoblu.com/4deafdd8-338d-4d76-959e-0925a3d3df65/post.aspx

  • 150
    francesco

    Sono socio di una cooperativa che si occupa di consumo responsabile a Pescara. Se non hai nulla in contrario, inserisco il tuo video sul nostro blog.GrazieFrancescowww.emporioprimovere.it

  • 149

    bravo una spiegazione molto interessante e ben fatta , bello e convincente anche il filmato

  • 148

    non si passa così facilmente. E non c’è una formula universale. Il motivo è molto semplice: oltre che dalla quantità di irradiazione solare, la produzione dipende anche dal materiale con cui è rivestito il tetto e l’edificio in genere, nonchè dalla composizione del suolo circostante, fattori che determinano l’indice di rifrazione. Inoltre dipende dalla resa del singolo pannello, dalla qualità dei componenti (inverters etc) e dal grado di dispersione dell’impianto. E’ complesso.

  • 147

    Bene, ultimamente mi sono informato in giro per forum e devo dire, che se la cosa inizialmente mi aveva entusiasmato, adesso mi sta quasi schifando….

    Leggetevi se avete pazienza questo thread in questo forum:

    http://tinyurl.com/6bo4hx

    e capirete che intendo, in parole povere,tutti sono pronti a spiegarti in 100.000 modi che non si paga niente, che e’ un mega investimento ecc… cosi magari qualche povero sfigato operaio da 900euro/mese ci casca, ma si guardano bene dallo spiegarti DOPO cosa succede, lo troverete a quel link/forum di cui sopra, cose reali, tangibili, on the road di gente che lo sta vivendo sulla propria pelle, ora, non dico che ci si rimetta in quell’investimento, ma quanto meno si devono sborsare tanti soldini, altro che niente…

    E queste cose MINIMO vanno spiegate PERFETTAMENTE, anzi, MEGLIO ancora della parte tecnologica che ad uno puo’ anche non fregare na mazza….

    ENEL e stato ci marciano e possono fare quel cavolo che vogliono, in barba ai nostri piani di ammortamento, un decretino e ZAC via 10 anni di guadagni, che vuoi che gli costi visto che siamo sempre piu’ in ‘emergenza’ (giustizia,sicurezza,ecc…)!

    E questo fa MOLTO pensare, mettersi nelle mani di questa manica di ‘italiani’ per minimo 20 anni…

    Attendo commenti….ed insulti :)

  • 146
    ariolim

    Parliamo di scambio sul posto. Preso atto, perche’ scritto abbastanza chiaramente, che il GSE eroga con cadenza bimestrale gli incentivi, qualcuno sa dire invece quando viene effettuato il conguaglio tra energia prodotta ed energia consumata, e in che modalita’ viene rimborsata l’energia consumata?

    La delibera  http://www.autorita.energia.it/docs/06/028-06.htm  mi sembra un po’ fumosa (vedi punto 6.12)

     

  • 145
    marco

    bravo, in un unico colpo elimini tutti i dubbi che si può avere riguardo ai costi e ai possibili risparmi o guadagni, gli organi preposti ad aiutarci in queste campagne non sono organizzati ed informati, tutto è nebuloso e sinceramente non ci incentiva.grazie Marco

  • 144

    Jack,

      senza offesa… ma qual’è il tuo pusher??

    I pannelli sono gli stessi sia che li metti a casa tua, sia per un’azienda. Non è che cambiano a seconda dell’uso. I pannelli che costruiscono oggi hanno rese e affidabilità tali per cui vengono garantiti anche 25 anni dalla fabbrica stessa. Se no, sì certo: te li cambiano.

    I pannelli non devono mica essere per forza italiani: e neppure per forza cinesi o giapponesi. Ci sono quelli tedeschi e tanti altri.
    La garanzia a 25 anni sui pannelli non è data dalle aziende che te li installano, ma dal produttore dei pannelli stessi. Se vuoi far fallire la Sharp…d’accordo, ci sta..però….

    A breve un intervento di Boato sul fotovoltaico

  • 143

    Vi segnalo al proposito anche il nuovo video della rubrica "Non è vero che tutto va peggio" (dall’omonimo libro) che ho prodotto e appena caricato su YouTube, sul tema dell’ENERGIA:
    http://www.youtube.com/watch?v=dv0OEbZ9rnY

    E’ il frutto di settimane di lavoro di ricerca, prima ancora delle riprese e del montaggio…

    Ne sono molto soddisfatto perché mi pare che riesca nell’intento di smascherare l’inganno nucleare, presentando al contempo le molte alternative possibili nel campo delle fonti rinnovabili!

    Credo che possa essere un utile strumento per contrastare con forza l’assurdo tentativo in atto di legittimare il nucleare agli occhi dell’opinione pubblica.

    Buona visione.

    Michele Dotti

    http://www.micheledotti.it/

  • 142

    Sono socio di una cooperativa che si occupa di consumo responsabile a Pescara. Se non hai nulla in contrario, inserisco il tuo video sul nostro blog.GrazieFrancesco

  • 141

    Stefano,

     commenterei anche volentieri, soltanto che l’url che hai postato non mi porta da nessuna parte, se non al mio post sulla Guerra in Georgia. Una volta mi avevano postato una pagina dove c’erano delle obiezioni. Le ho smontate tutte.

    Al di là di quello che c’è scritto in quel thread, quello che ti posso garantire è:

    1.  Ci sono tantissime persone che l’hanno fatto e sono soddisfatte. In più lo sto facendo fare io stesso ai miei
    2. basta firmare con aziende qualificate che ti offrono una garanzia fidejussoria sulla resa certificata dell’impianto e sul riconoscimento degli incentivi statali

    In tutti i settori poi ci sono le dittarelle che cercano solo di firmare, e le aziende serie. Io per fortuna conosco solo le seconde.

  • 140

    Leggendo le testimonianze un po’ “a braccio” lette tra i commenti, vorrei portare la mia esperienza e qualche altra considerazione a sostegno della visione leggermente meno pessimista di Byoblu:riguardo alle trafile burocratiche, posso assicurarvi che pensa a tutto la ditta che istalla i pannelli (sia fotovoltaici che solare-termici) ad eccezione della DIA comunale la cui presentazione è a carico dell’utenza, ma il mio comune (e trattasi di comune storico e quindi non tra i più lascivi) non la richiede, per esempio. Basta presentare il bozzetto progettuale che la ditta fornisce tramite SUO geometra, incluso nel prezzo e detraibile in seguito.Io nel giro di 2 mesi ho fatto tutto, per dire.Riguardo ai costi di produzione… sarebbe da dire “no comment” per la banalità con la quale si potrebbe rispondere, ma è bene farlo perchè altrimenti sembra che ogni faccenda nasconda un demone intrinseco e non è così: tutto costa in termini di energia e inquinamento, alla produzione… le nostre automoibili, le nostre lavastoviglie, le nostre lavatrici. Con la piccola differenza che un pannello solare POI negli anni a seguire DIMINUISCE l’assorbimento dalla rete nazionale ed anzi immette energia in rete a costo 0, senza bisogno di essere sostituito parzialmente o integralmente salvo casi eccezionali. Un’automobile (o altro strumento ormai d’uso domestico o convenzionale) durante la sua “vita” invece immette in atmosfera una quantità di rifiuti che non può che incrementare negli anni poichè non esiste modo di smaltirli. Però compriamo una lavastoviglie senza indugio ma indugiamo sul pannello solare?Fatemi il favore, con risp. parl.Ripeto: la trafila non è detto che sia lunga e problematica, per me non lo è stato. Il risultato è grandioso.Pensateci, magari inizialmente al solare termico, perchè anche la dipendenza di gas dalla Russia non è un fatto da sottovalutare.

  • 139

    con gli stessi incentivi previsti in finanziaria 2006 mi son messo il solare termico, 2 unità con boiler esterno (anche quello al sole che pare una c**zata ma significa che l’acqua rimane calda anche se sta ferma) per un tot di 300 litri di acqua a 80-90 gradi da maggio a settembre e 60-70 nei mesi di marzo ed aprile e ottobre.In pratica io per 9 mesi all’anno non uso la caldaia a gas per scaldare l’acqua ed alla fine dei 3 anni ho speso circa 1000 euro soltanto.FATELO ragazzi, garantito che non vi pentirete.

  • 138

    ma il pannello solara crea energia elettrica o quella per l’acqua calda?

  • 137
    liberto

    Salve, coplimenti !

    Finalmente una spiegazione chiara.

    Io ho fatto il mio impianto fotovoltaico, da un’azienda presente e professionale, e so che hanno varie sedi in tutta italia, si occupano di tutta con cura.

    il link è

    http://www.heliosimpianti.it

    Saluti

  • 136

    Abito a Milano. Ho un tetto enorme di 400mq.Milano:1250 KWh/mq annui, che fanno 3,42KWh/mq medi al giorno. Radiazione media giornaliera: 3,42*400=1368KWh/mq. Supponiamo che mi piaccia sprecare ed utilizzi 200Kwh al giorno.Rendimento dei pannelli? facciamo del 50%. Allora ho (1368*0.5-200)*0.4euro/Kwh=193 euro/giorno !!!(di media). Costo dell’installazione? Byo ha detto 22 Keuro/3KwP. Facciamo finta allora che mi costi (22000/3)*(400/8)=366000 euro.Supponiamo che abbia quei soldi. In 5 anni me lo ripago e poi inizio a guadagnare parecchi soldini. Hmm… mi sa che ho sbagliato qualcosa. Ad esempio so che se supero i 20Kwh come in questo caso devo pagare una tassa, ma non ho ancora scoperto quanto. Non ho contato i costi di manutenzione, ma ho fatto delle ipotesi che dovrebbero inglobarli (rendimento del 50% e consumo di 200KWh al giorno).Se non dovessi aver sbagliato, guadagnerei 1.000.000 di euro nei restanti 15 anni quindi dov’è l’errore?

  • 135

     Pecora elettrica, non è che ti ho capito molto, eh?

  • 134
    mercenedio

     è fantastico,
    se solamente ci fosse realmente uno stimolo da parte degli enti dell’energia
    per esempio il link che tu proponi  e che riporto qui
    Gestore Servizi Elettrici  

    non porta da nessuna parte: anzi c’è il solito avvviso "errore la pagina non può essere aperta". In pratica non c’è accesso.

  • 133

    Grande!

  • 132

    Sono socio di una cooperativa che si occupa di consumo responsabile a Pescara. Se non hai nulla in contrario, inserisco il tuo video sul nostro blog.GrazieFrancescowww.emporioprimovere.it

  • 131
    zebu83
    Complimenti, bel servizio!
     
     
    Avendo avuto la possibilità di studiare il funzionamento dei pannelli fotovoltaici, concordo su diversi aspetti del servizio, ma ci sono alcuni lati negativi che purtroppo rimangono.
     
    Per esempio il rendimento dei pannelli che è del 12%-15% per pannelli di uso terrestre, che è poco! Se solo si riuscisse a produrre dei pannelli che avessero rendimento doppio, mi basterebbero la metà dei metri quadrati per produrre la stessa energia o con la stessa metratura riuscirei a produrre il doppio di energia. Purtroppo non è semplice, ma non è detto che non ci si arrivi (sicuramente non entro breve).
    Già in applicazioni spaziali si usano pannelli che hanno rendimento di circa il 20% (e hanno durata minima di 20 anni, in quanto non è semplicissimo sostituire i pannelli ai satelliti in orbita o per lo meno non è "economico").
     
    Altro piccolo problemino è che devono essere prodotti, ovviamente, direte! Attualmente le aziende che producono pannelli fotovoltaici sono alimentate da energie non rinnovabili, purtroppo. Il che vuol dire che per produrre un oggetto che può aiutare il mondo a stare meglio, devo comunque consumare energia e produrre CO2.
    Ovviamente qualsiasi attività consuma energia, altrimenti si contraddirebbe il 2° principio della termodinamica (su wikipedia si possono trovare alcune formulazioni: it.wikipedia.org/wiki/Secondo_principio_della_termodinamica), quindi bisogna fare un corretto bilancio e qui rientra in gioco il rendimento. Se per fabbricare un oggetto spendo di più di quello che poi mi rende, mi verrebbe da dire che non vale la pena.
    Produrre pannelli solari richiede una tecnologia ormai collaudata, ma che sicuramente non è a basso costo.
     
    Ultima osesrvazione: il silicio dismesso, poichè di silicio sono fatti i pannelli, dove va a finire? Un buon piano di produzione dovrebbe prevedere anche lo smaltimento o il riciclo.
     
    Non vorrei sembrare pessimista sull’utilizzo di fonti rinnovabili, anzi, se avessi un abitazione di mia proprietà e indipendente (cioè non in condiminio, per esempio), probabilmente istallerei dei pannelli fotovoltaici, che oltre ai benefici elencati nell’articolo contribuiscono anche a migliorare l’isolamento termico (il pannello stesso, per come è fatto, per come "lavora" e per come viene installato sulle abitazione, isola l’ambiente sottostante).
     
    Sempre per quanto riguarda il rispetto dell’ambiente, anche se non proprio di fotovoltaico si tratta vi suggerisco di sbirciare il sito della "Shell eco marathon": http://www.shell.com/home/content/eco-marathon-en/welcome_global.html
    Pur essendo una corsa sponsorizzata da una delle più grandi ditte petrolifere del mondo, promuove prototipi di auto il cui scopo è quello di percorrere più chilometri possibili con un litro di benzina. Diverse università vi partecipano e anche diversi team privati. Attualmente il record, per motore a scoppio, è di 3400 km con un litro di benzina!!!
    Vero è che sono prototipi, che sono monoposto e che girano su un circuito… Non pretendo di fare con la mia macchina 3400 km con un litro, anche perchè se così fosse, con un pieno di 50 litri, girerei fin tanto che non fondo il motore, ma mi basterebbe farne 100. Mentre al momento sembra essere di moda consumare di più del necessario.
     
    Non mi ritengo un esperto in questi campi, forse appassionato e nel caso avessi scritto qualche sciocchezza, correggetemi!
     
    MT
  • 130
    stefano turi

    Volevo fare una domanda ma quanto costa in kw produrre un mq di impianto fotovoltaico?

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