Energia Solare for dummies: il fotovoltaico residenziale
Il Dio Ra era la divinità che per gli antichi egizi rappresentava il sole.
Venerato nella città del sole, Eliopoli, egli..
Ok Ok, la sto prendendo troppo alla lontana!
Mettiamola così: ce l’hai un tetto? Questo tetto ha per caso un’esposizione tra sud-ovest e sud-est? Ci picchia il sole tutto il giorno?
Se hai risposto sempre sì: bene, questo video è per te.
Oggi aiutare l’ambiente realizzando anche un piccolo guadagno si può. Basta installare un impianto fotovoltaico e usufruire degli incentivi statali previsti dal nuovo Conto Energia.
SOMMARIO
Il fotovoltaico
Il Conto Energia
Un esempio pratico
Conclusioni
Contatti e informazioni
Gli impianti fotovoltaici si misurano in chilowatt di picco. Le energie rinnovabili, infatti, sono caratterizzate dall’avere un potenziale sovrabbondante, dall’essere teoricamente illimitate, ma anche dall’essere intermittenti. Quando non tira vento, le pale di un mulino a vento languono desolatamente. Allo stesso modo in assenza di luce, per esempio di notte, non importa quanto grande sia la vostra fattoria solare: niente elettricità. E’ per questo motivo che la potenza nominale si definisce di picco: è la potenza massima erogabile in condizioni ottimali.
Ma come? Allora, se installo un impianto fotovoltaico, di notte sto al buio? Ma no: lasciatemi spiegare!
Un impianto fotovoltaico è nella maggior parte dei casi grid connected, cioè connesso direttamente alla rete elettrica. Questo fa sì che voi diventiate dei veri e propri produttori di corrente: l’energia pulita che erogate (di cui la comunità ringrazia) viene resa disponibile al mondo, e contabilizzata mediante un apposito contatore.
Allo stesso modo, voi continuate a prelevare l’elettricità che vi serve mediante il vostro usuale fornitore. Alla fine dell’anno si fa un bilancio tra i chilowattora che avete prodotto e ceduto, e quelli che avete prelevato. Se siete in attivo, l’energia in surplus vi viene messa da parte, e la potrete consumare liberamente nell’arco di tre anni. Se invece avete avuto bisogno di più energia rispetto a quella che avete prodotto, pagherete unicamente i chilowattora aggiuntivi che avete prelevato.
Quindi un impianto fotovoltaico vi fa innanzitutto risparmiare sul costo della corrente, perché potete evitare di comprare quella che già producete, autoconsumandola. Il vostro fornitore di energia accumulerà per voi l’eventuale surplus energetico, prodotto ma non consumato. Questa modalità si chiama scambio sul posto.
E’ anche possibile vendere l’energia in surplus, ma per un privato non è molto conveniente. Ne parleremo se tratteremo i grossi impianti.
Come si fa a capire quanta elettricità produce un impianto fotovoltaico? Dipende ovviamente da quanto sole cade annualmente sul sito di installazione. Sembra complicato, ma in realtà è molto semplice: grazie all’ENEA esistono mappe che riportano i valori medi mensili della radiazione solare giornaliera per oltre 2000 comuni italiani, stimati a partire dalle immagini satellitari di copertura nuvolosa per diversi anni fino al 1999.
Carte alla mano, possiamo così calcolare con grande approssimazione la produzione annua di energia elettrica dei singoli impianti fotovoltaici. Sappiamo per esempio che in un piccolo comune tra Milano e Pavia, un impianto da 1KwP (un chilowatt di picco) è capace di produrre 1200 chilowattora ogni anno. Di conseguenza un impianto da 3KwP ne produrrà circa 3600, e così via.
Va bene. Ma gli incentivi? Seguitemi, il bello deve ancora venire.
Per riuscire ad abbattere le emissioni di anidride carbonica come previsto dal protocollo di Kyoto, la Comunità Europea ha imposto all’Italia l’obiettivo di raggiungere 1200 megawatt di energia prodotta da fotovoltaico entro il 2012. Per arrivare a questo risultato non restava che copiare il modello di incentivazione che tanto ha funzionato in Germania, a tutt’oggi la nazione più virtuosa in questo settore.
Questo modello, confluito nel cosiddetto Conto Energia, è entrato in vigore con il Decreto Ministeriale del 19 febbraio 2007, e prevede che lo stato incentivi per vent’anni la produzione di corrente elettrica, privilegiando gli impianti piccolini e quelli a minor impatto architettonico, secondo la tabella seguente:
| Potenza impianto | Non integrato (EUR/kWh) | Parzialmente integrato (EUR/kWh) | Integrato (EUR/kWh) |
1 kW 3 kW |
0,40 | 0,44 | 0,49 |
3 kW < P 20 kW |
0,38 | 0,42 | 0,46 |
| P > 20 kW | 0,36 | 0,40 | 0,44 |
Per esempio, a chi costruisce un impianto da 3KwP e lo integra sul tetto sostituendo la copertura originale, il Conto Energia riconosce ben 49 centesimi di euro per ogni chilowattora prodotto. Per vent’anni. Significa avere 1764EUR all’anno, ovvero 35.280EUR in totale.
Invece, se l’impianto è appoggiato sul tetto in maniera complanare, lo stato versa un po’ meno: 44 centesimi al chilowattora. Niente male lo stesso: fanno pur sempre 1584EUR in dodici mesi.
Se poi avete un tetto vecchio e dovete smaltire l’amianto, installare un impianto fotovoltaico è la soluzione per eccellenza! Infatti in aggiunta alle tariffe di cui sopra viene riconosciuto un addizionale 5%. Fantastico, c’è di che ripagarsi la sostituzione di tutta la copertura!
Bene. Adesso abbiamo tutti gli elementi per capire come si può salvare il mondo guadagnandoci anche qualcosa di soldi!
Non esageriamo. Prendiamo il caso medio. Siamo al nord. Tra Pavia e Milano. Abbiamo un tetto e ci facciamo sopra un bell’impianto fotovoltaico appoggiato in maniera complanare, per una potenza di 2,9KwP. E perché non 3KwP? Perché magari 3KwP non ci stanno. Non vi ho detto che per ogni KwP ci vogliono circa 8 metri quadrati di superficie? Beh, ve lo dico adesso!
Ora, 2,9 chilowatt di picco a queste latitudini, mappe di radiazione solare alla mano, rendono 3480 chilowattora all’anno tondi tondi.
Sì, ok! Ma quanto mi costa?
Beh.. circa.. più o meno.. fra oneri di progettazione, moduli fotovoltaici, cablaggio, inverter, accessori, spese di cantiere.. iva 10% inclusa.. diciamo 21.700EUR.
E se uno non ha tutti questi soldi? Al tempo: non bisogna spaventarsi. Alcune aziende hanno stretto accordi di collaborazione con primari istituti di credito, che arrivano in alcuni casi a non chiedere alcun anticipo e ad addebitare la rata del prestito solo quando l’impianto è correttamente entrato in funzione e inizia a fruttare denaro liquido.
Beninteso: fermo restando che nessuno ci impedisce di acquistare l’impianto di tasca nostra, se incappiamo in un’offerta simile avremo un piano a quindici anni con rata annuale di 2054EUR, che però inizieremo a pagare solo quando inizieremo anche ad incassare.
2054 euro solo il primo anno, dunque. Bene: il nostro impianto, in un anno, quanto rende?
Semplice: 3480Kwh (l’energia prodotta in dodici mesi) x 0.44EUR (l’incentivo statale) cui vanno aggiunti 3480 x 0,19EUR (il prezzo dell’energia al chilowattora che non saremo costretti ad acquistare). Fatemi fare i conti.. fanno 1531+ 661 = 2192EUR.
Duemilacentonovantadue euro sono di più dell’importo della rata del mutuo di cui sopra: per la precisione ci ho guadagnato ben 138EUR!
Ho installato un impianto fotovoltaico, non ho speso niente e mi sono rimasti attaccati 138EUR solo il primo anno.
Per non parlare della rivalutazione dell’immobile: quella non l’avevamo neppure presa in considerazione!
Il bello è che il ricavo annuale è destinato ad aumentare di anno in anno, mentre la rata del mutuo resta stabile. Infatti il prezzo dell’energia sale vertiginosamente, e anche se prendessimo come base di calcolo un incremento pari solo al 3%, dopo quindici anni la cifra risparmiata sarebbe già salita a oltre mille euro.
Insomma, tra il primo e il quindicesimo anno l’impianto ci farebbe guadagnare dai 138EUR agli oltre 400EUR. Dopo il quindicesimo anno, venuta a mancare la rata del mutuo, il guadagno salirebbe a più di 2600EUR annui, portando il guadagno complessivo nei vent’anni a oltre diciassettemila euro.
Insomma, niente male per avere evitato due tonnellate di anidride carbonica, avere rivalutato il nostro immobile e non avere speso niente, non trovate anche voi?
E dopo i vent’anni? Il Conto Energia cessa di incentivare la nostra produzione energetica, ma l’impianto resta in funzione e, sebbene sia previsto un leggero calo fisiologico della resa di conversione, continuerà a darci energia gratis, facendoci ancora risparmiare per tantissimi anni a venire.
Ad un piccolo costo extra, riassorbito fin da subito nella resa dell’impianto, potremo avere anche manutenzione e assicurazione comprese. L’assicurazione può coprire tutto: danni diretti, indiretti, ricorsi vicini e/o terzi, eventi atmosferici, e perfino il danno economico derivante da un imprevisto fermo dell’impianto, con risarcimento degli incentivi statali perduti.
CONCLUSIONI
A questo punto la domanda più ricorrente è: beh, ma allora perché non lo fanno tutti?
Infatti lo stanno facendo tutti.
Ma bisogna affrettarsi: primo perché al raggiungimento dei 1200 megawatt di installazioni gli incentivi statali cesseranno di esistere (comunque ci sono ancora ampie possibilità); secondo perché ogni anno che passa gli incentivi sui nuovi impianti costruiti saranno decurtati del 2%. Non sembra, ma sono tanti soldi: meglio iniziare subito i lavori, di modo che l’impianto sia terminato prima della fine del 2008.
Se ti sei incuriosito oltre ogni limite, in rete ci sono tante risorse che possono aiutarti, a cominciare dal sito del Gestore Servizi Elettrici, che è l’organo con cui si stipulano i contratti di incentivazione ventennali.
Se poi hai bisogno di una mano, scrivimi pure qui: energia@byoblu.com, oppure fatti un giro sul Oggi aiutare l’ambiente realizzando anche un piccolo guadagno si può. Basta installare un impianto fotovoltaico e usufruire degli incentivi statali previsti dal nuovo Conto Energia.
175 risposte a Energia Solare for dummies: il fotovoltaico residenziale
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Ciao byoblu veramente un bel lavoro! Ho ascoltato attentamente tutto il servizio, e mi pare di capire che tra incentivi e soluzioni logistiche ottimizzate sull’istallazione e l’energia prodotta c’è un guadagno che va oltre le nostre aspettative. Se pensiamo al fatto che siamo abituati a pagare, alle volte più di quello che consumiamo (di questo ne sono convinto) è difficile pensare che non si sia ancora diffusa questa soluzione energetica come in altri paesi, dove di sole “ce n’è di meno”. Comunque sei molto bravo e professionale! Spero di vederti al più presto in televisione, hai tutte le carte in regola. Ciao
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bello bello e interessante ironico, coinvolgente…capibile , valore gia di amplia importanza, e culturale il multimediale e multilevel sono un alchimia che si sposa bene ciao byoblu eccoti i miei link ancora complimenti e votato come ovvio. jurji
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Molto interessante! Ciao
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Sempre prezioso, grazie.
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Dettagliato e chiaro, complimenti.
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Semplicemente fantastico (come tutti i video di Messora http://www.byoblu.com). I tuoi video li trovo molto istruttivi. Grazie per i servizi che rendi a noi tutti sempici cittadini
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Un video bello e utile, complimenti
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complimentoni
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Come sempre video interessante, esaustivo e molto ben fatto. Bravo Claudio!
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Veramente interessante e ben fatto! Puntare all’autosufficienza energetica (e non solo) del singolo è una strada non solo percorribile, ma anche piuttosto urgente (!), visto che uno degli ultimi “regali” di Prodi è stata l’approvazione del regolamento che individua tutto ciò che può essere oggetto del “segreto di stato”. Direte, che cosa c’entra?? C’entra eccome, visto che il “segreto di stato”, da maggio 2008, è stato esteso anche agli “impianti civili per la produzione di energia ed altre infrastrutture critiche”, che tradotto sarebbero gli inceneritori e le centrali nucleari (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 90 del 16 aprile 2008 ed entrato in vigore il 1 maggio)… Insomma, possono costruire gli impianti che vogliono, dove vogliono, senza nemmeno dircelo più (però i soldi li sganciamo sempre noi…)… Così, un giorno aprirò la finestra e scoprirò solo allora che mi stanno costruendo un termosvalorizzatore sotto casa… Questa del segreto di stato legato alle fonti energetiche è una SOZZERIA degna di una dittatura!!! (Byoblu, perchè non ci fai un bel pod sull’argomento?) Per questo penso che rendersi autosufficienti nella produzione energetica sia uno dei modi per contrastare questo genere di “trovate per metterla nel di dietro agli italiani”.
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non so che dire ma grazie grazie grazie sono quasi imbarazzato. un caloroso saluto e i compliment sono reciproci di tutto cuore. jurji
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eccomi, stavo per andare a dormire, c’ero quasi. Do un’ultima occhiata all’home page di youtube prima di spegnere il computer… eh no, non si può. C’è il secondo video di byoblu sulle energie rinnovabili, erano mesi che lo aspettavo. Il letto dovrà aspettare, prendo le cuffie che questa è roba buona. Per i prossimi 10 minuti non ci sono per nessuno.
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sapevo che ne sarebbe valsa la pena. Farò girare.
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OOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOH! Finalmente qualcuno che ne parla in maniera chiara e diretta. Ho dovuto fare una ricerca in non so quante pagine per dovermi informare e nonostante tutto avevo ancora molti dubbi. Ora però vorrei chiederti una cosa, ByoBlu, tu questo impianto l’hai fatto, lo stai facendo, hai intenzione di installarlo o… così abbiamo una esperienza diretta. Grazie di tutto.
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Bravissimo Claudio. Come dico sempre, chiaro, preciso e soprattutto fare SEMPRE almeno un esempio pratico, errore che quasi tutti quelli che conoscono commettono sempre omettendolo.Ottimo lavoro come al solito.
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i complimenti te li ho già fatti altrove…ma non resisto: Bravo! poi spero tanto che trovi un modo conforme al tuo stile di aumentare la visibilità dei tuoi video…hai pensato a Current TV di Al Gore? oppure sentivo che You Tube stessa sta pensando di fare un canale giornalistico, ma non mi sono informato per bene…cmq Grazie
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non odiatemi parlo per ignoranza ma ce lo dovrebbero regalare il solare. Personalmente non vorrei essere pagato su ciò che produco, ciò che produco me lo voglio consumare. Bisogna che lo stato fornisca le installazioni.
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questo è un altro discorso. Ci sono cose che si possono fare già oggi, a costo zero, e cose che “potrebbero essere fatte”. Qui ti presento una cosa che può già essere fatta.
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e poi il degrado dei pannelli ? quanto durano ? dopo quanto devo rifare l’impianto mmm non sono convinto.
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Ciao Tony,se vuoi avere maggiori informazioni segui il link alla parte finale del mio video. C’è un modulo per comunicare e possiamo discuterne.In ogni caso molti moduli fotovoltaici sono garantiti all’80% della loro resa nominale entro 25 anni, e in caso di resa inferiore vengono sostituiti ex novo.L’impianto finanziario di solito sta in piedi (ne tiene proprio conto) con un calo di resa dello 0.50% annuo.
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Sei bravissimo Claudio,se in gamba e le tue spiegazioni sono sempre perfette…
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Questa è semplicemente buona informazione, che mai vedremo in TV; o magari la vediamo in trasmissioni fantasma alle due di notte.Bravissimo e grazie.P.S.Se puoi e se vuoi ancora parlare di energia, cerca su YouTube “Rapporto 41″. Parla dei progressi fatti da un laboratorio dell’ENEA sulla fusione fredda…dagli un’occhita, ciao.
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confermo. ma è una tecnologia che sarò disponibile solo fra parecchi anni. Pensa che le premesse per questi esperimenti erano state gettate nel 2004.
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Il problema è che dovrebero esere le amministrazioni comunali, regionali o statali ad obbligare l’installazione nelle case nuove o da ristrutturare … il costo ei pannelli calerebbe vertiginosamente per l’aumento di produzione … anche l’obbligo dell’installazione di filtri ad osmosi inversa per purificare l’acqua del rubinetto dovrebbe essere obbligatoria … risparmio e meno inquinamento.Però chedo che le lobby nn restino a guardare … Enrico Mattei insegna
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C’è già l’imposizione sulle nuove case di produzione di energia elettrica da fotovoltaico anche per un 1kw ad unità abitativa.Basta applicarla, cosa che è a carico dei singoli comuni.
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