I partigiani della libera informazione

I topi e il pifferaio magico
Il nuovo partigiano non imbraccia fucili: gira armato di notebook e WI-FI. Il nuovo partigiano non si nasconde nelle cantine, e anzi non si nasconde per niente! Il nuovo partigiano non ascolta una radio su frequenze clandestine, ma apre un blog e commenta i video dei suoi fratelli in rete. Il nuovo partigiano non ha frontiere da difendere, perchè finalmente è chiaro che non ci sono nemici da respingere, tranne uno: l’informazione. Controllata. Asservita. Vilipesa. Strumentalizzata.
Non esiste nessuno scontro di civiltà. Esistono brave persone indotte a credere di dover compiere una scelta tra il bene e il male. Esistono soldati che muoiono per difendere gli interessi di altri, credendo di fare i propri. Esistono contrabbandieri di idee, pifferai magici che incantano orde di topi disinformate, e se ne liberano scagliandole le une contro le altre.
Il nuovo partigiano lo sa. Sa che l’ultima e la più importante delle guerre da combattere sarà quella per la libertà e la condivisione delle informazioni. E allora il nuovo partigiano, questo uomo, si fa nodo della rete, si fa strumento nelle mani della mente collettiva. Si fa egli stesso neurone e sinapsi per collegare altri nodi e condividere la memoria. Il nuovo partigiano è uno spacciatore di conoscenza, una sveglia che attiva le coscienze e desta i topi dall’incantesimo. E i topi svegli sono tanti, molti di più del pifferaio.

Del resto, è risaputo che i topi, alla fine, erediteranno il mondo.

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12 risposte a I partigiani della libera informazione

  • 3

    Tutto sta andando come già era previsto nei piani di qualcuno: tra le righe di un programma elettorale mai spiegato, ma soltanto propagandato; nell’esperienza di precedenti governi, nella lunga fedina penale di Berlusconi e nella gran quantità di delinquenti che lasciano marcire il nostro parlamento e la democrazia italiana. I telegiornali parlano a gran voce di tutto ciò che ha minima importanza e pronunciano sotto voce poche parole sui fatti salienti. Siamo nel 2008 e la nostra costituzione compie sessantanni e, come tutti gli anziani, viene emarginata e considerata incapace di far fronte alla modernità. Una modernità che probabilmente non la merita, per l’individualismo egoista che la caratterizza, per la fede estrema e isterica nel denaro, per la mancanza di valori condivisi e della capacità di immaginare una vita migliore e più dignitosa per tutti (questi oggi li chiamano moralisti!).In realtà se in Italia fossero regolarmente applicati, anche solo in 1/3 dei contenuti costituzionali, potremmo considerarlo un paese più civile di quanto lo sia oggi.E invece, i potenti uomini incravattati, nell’aulico mondo in cui si decide segretamente il destino di noi tutti, calpestano la dignità della nostra Repubblica, l’orgoglio di essere italiani (ben diverso dal festeggiare la vittoria di una mera partita di calcio agli europei) e la bellezza della nostra terra e cultura. Tra uno spumante e una mortadella, un’astensione teatrale e grossi paroloni insignificanti, svuotano il senso di tutto un passato, di tutta una storia. Se i partigiani, quelli con i fucili, avessero saputo davvero per cosa stavano lottando, se avessero potuto avere a loro disposizioni una palla di vetro… allora sarebbero diventati, forse, sostenitori fedeli del fascismo.I veri italiani di oggi sono gli anti-italiani.

  • 2
    jordan

    …ad agosto mi nasce la quarta figlia…sono contentissimo…ma posso dirvelo?…o rischio qualche anno di galera? …mi preoccupano soprattutto le sanzioni economiche…forse però mi daranno il premio per il nascituro!Spero che questo nuovo pifferaio non ci trascini in qualche guerra come il predecessore…ma in quanto ai topi che erediteranno il mondo…lo avevano già ereditato…che tristezza!Fatemi un favore…fate un buco alla chiglia del panfilo di d’alema!

  • 1

    Condivido le argomentazioni di Nadia.Partigiani ce ne sono, Fabrizio. Basti pensare a Travaglio, Martinelli e Leonardo Facco Editore, che hanno pubblicamente dichiarato che pubblicheranno il materiale delle intercettazioni quando non sarà più secretato, cioè sarà pubblico, rischiando la galera. Questo è metterci la faccia.Io stesso “ci metto la facci”. Interventi come “Lo strano caso del Dr.Silvio e Mr.Biagi” piuttosto che “Berlusconi e Mubarak” sono argomentazioni, chiare, decise e frontali dirette al sistema, e la mia faccia nonchè il mio indirizzo sono esposti senza nessuna garanzia nè alcuna formazione politica che mi protegga le spalle.E anche chi non pubblica direttamente può fare il resto, condividendo le informazioni, mettendo a disposizione e ripubblicando gli interventi, facendo tam-tam, organizzando manifestazioni in caso di interventi coercitivi. Questa è la nuova partigianeria.C’è gente che rischia davvero. Va supportata.

  • 0

    Nadia, hai anticipato quello che avrei con tutta probabilità  suggerito di fare io.Complimenti :)

  • -1

    quello scritto da nadia lo reputo molto interessante ma la domanda è: quanto si è disposti a rischiare del proprio orticello?, ho riletto molto attentamente il post originale e l’unica cosa che contesto è il termine partigiano, pechè usare un termine che ha un significato ben preciso legato alla resistenza e all’insurrezione, non credo che siamo pronti a rischiare quello che hanno rischiato persone che si sono dati alla macchia per garantire la libertà futura, per questo dico quanto si è disposti a rischiare… secondo punto è la visione globale dell’informazione; è charo che la situazione italiana è quella che ci viene più facile commentare, ma la nostra informazione ha un andamento globale oggi per esempio il tg2 a fatto un servizio di 20 min su cosa devono mangiare i cani in estate quando la settimana scorsa c’è stato l’ennesimo fallimento della riunione della fao, questa sera il tg3 ha parlato del bullismo dei bambini dell’asilo notizia veramente assurda, e poi a detto che un imprenditore si faceva pagare 1500€ da sei marocchini per farli lavorare in nero, scusate ma qual era la notizia del bullismo..?questo per dire che per me si è una lotta di civiltà, camuffata da scontro sociale, dove alla base c’è proprio la gestione dell’informazione…

  • -2

    quello scritto da nadia lo reputo molto interessante ma la domanda è: quanto si è disposti a rischiare del proprio orticello?, ho riletto molto attentamente il post originale e l’unica cosa che contesto è il termine partigiano, pechè usare un termine che ha un significato ben preciso legato alla resistenza e all’insurrezione, non credo che siamo pronti a rischiare quello che hanno rischiato persone che si sono dati alla macchia per garantire la libertà futura, per questo dico quanto si è disposti a rischiare… secondo punto è la visione globale dell’informazione; è charo che la situazione italiana è quella che ci viene più facile commentare, ma la nostra informazione ha un andamento globale oggi per esempio il tg2 a fatto un servizio di 20 min su cosa devono mangiare i cani in estate quando la settimana scorsa c’è stato l’ennesimo fallimento della riunione della fao, questa sera il tg3 ha parlato del bullismo dei bambini dell’asilo notizia veramente assurda, e poi a detto che un imprenditore si faceva pagare 1500€ da sei marocchini per farli lavorare in nero, scusate ma qual era la notizia del bullismo..?questo per dire che per me si è una lotta di civiltà, camuffata da scontro sociale, dove alla base c’è proprio la gestione dell’informazione…

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    quello scritto da nadia lo reputo molto interessante ma la domanda è: quanto si è disposti a rischiare del proprio orticello?, ho riletto molto attentamente il post originale e l’unica cosa che contesto è il termine partigiano, pechè usare un termine che ha un significato ben preciso legato alla resistenza e all’insurrezione, non credo che siamo pronti a rischiare quello che hanno rischiato persone che si sono dati alla macchia per garantire la libertà futura, per questo dico quanto si è disposti a rischiare… secondo punto è la visione globale dell’informazione; è charo che la situazione italiana è quella che ci viene più facile commentare, ma la nostra informazione ha un andamento globale oggi per esempio il tg2 a fatto un servizio di 20 min su cosa devono mangiare i cani in estate quando la settimana scorsa c’è stato l’ennesimo fallimento della riunione della fao, questa sera il tg3 ha parlato del bullismo dei bambini dell’asilo notizia veramente assurda, e poi a detto che un imprenditore si faceva pagare 1500€ da sei marocchini per farli lavorare in nero, scusate ma qual era la notizia del bullismo..?questo per dire che per me si è una lotta di civiltà, camuffata da scontro sociale, dove alla base c’è proprio la gestione dell’informazione…

  • -4

    Se ad esempio, Travaglio pubblicasse in internet le intercettazioni e migliaia e migliaia di persone copiassero e incollassero il tutto nel medesimo istante, come potrebbero metterci tutti in galera? Come minimo dovrebbero fare due o tre indulti in contemporanea! Anche perché non ci sarebbero le strutture necessarie. ;-) Sono d’accordo, c’è gente che rischia davvero e non può che meritare non solo il nostro appoggio, ma anche la nostra più profonda stima.

  • -5

    Molto interessante l’argomento! Io dico, che:L’opinione non è informazione, ma non esiste informazione senza opinione. Tuttavia ci sono -a mio parere – più modi in cui esprimere una propria opinione:1. Argomentando su dati e fatti reali, facendo quindi uso della logica e della razionalità, mirando ad una qualche oggettività (anche senza mai raggiungerla).2. parlando per luoghi comuni, senza approfondire, in modo generico, superficiale, facendo quindi prevalere la nostra parte emotiva e irrazionale, facendo prevalere la soggettività. Credo che il male peggiore della nostra informazione stia nel cambiamento del linguaggio, dal primo al secondo. La notizia non risponde più a una verità dedotta in modo logico e razionale, ma è la proiezione delle paure, delle speranze e dei sentimenti degli italiani. I Telegiornali stanno usando lo stesso registro linguistico dei reality show e dei programmi cult! Parlano di moda, gossip, storie tenere di cuccioli o animaletti vari, alternate a scenari di guerra e disastri, di morti bianche e bambini rapiti. Mirano al cuore e non alla testa, del popolo e non più dei cittadini. A mio avviso, quindi, il problema non è l’imparzialità, giacché è impossibile trovare la pura oggettività; ma la mancanza di programmi che parlino alla testa, alla razionalità, alla logica dei cittadini, con un linguaggio nuovamente ricco, elegante e dotto.

  • -6
    jordan

    …ad agosto mi nasce la quarta figlia…sono contentissimo…ma posso dirvelo?…o rischio qualche anno di galera? …mi preoccupano soprattutto le sanzioni economiche…forse però mi daranno il premio per il nascituro!Spero che questo nuovo pifferaio non ci trascini in qualche guerra come il predecessore…ma in quanto ai topi che erediteranno il mondo…lo avevano già ereditato…che tristezza!Fatemi un favore…fate un buco alla chiglia del panfilo di d’alema!

  • -7

    per quanto mi riguarda credo che il problema dell’informazione non sia tanto nel discutere dell’informazione ma come viene riportata la prima notizia, è questo il vero problema dell’informazione, mi spiego, la sotto rete non da informazione ma da una versione propria della notizia, ma commentando un qualsiasi evento significa già che non si è daccordo con quello che si è sentito o su come l’evento è stato riportato. il problema è l’mparzialità, che comunque non si può chiedere all’informazione, i vari testi di storia hanno sempre due versioni, secondo il punto di vista. a questo punto subentra il ruolo del cronista il quale per definizione deve o dovrebbe solo riportare la notizia lasciando poi all’utente il modo di commentarsela. gli esempi più pratici di manopolizzazione dell’informazione da parte dei cronisti si sono avuti negli eventi successi negli anni passati in sud america vedi cile vedi venezuela e su tutti vedi cuba. per me un partigiano è e rimane un partigiano uno che da un cambiamento radicale con il passato con un atto estremo e francamente in questo mondo di addormentati si da troppo valore alle cose virtuali e molto spesso si dimentica che per liberare la strada che ti ostacola il passaggio devi scendere dall’auto e rimuovere gli ostacoli con le mani.ho da poco scoperto il tuo blog che comunque tovo molto interessante.

  • -8

    Io sono vigliacco e in galera non ci voglio andare :)I pifferai magici ci vogliono scagliare “gli uni contro gli altri”… Questa frase di Claudio mi fa riflettere. Non dovremmo pensare ad uno scontro diretto. Non siamo preparati a questo. Avremmo perso in partenza.Pensiamo in modo positivo… e continuiamo ad “evolverci” e ad essere creativi. Ed aumentare di numero. E’ un pensiero minimo ma soddisfacente… per ora.

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