Marta è una ragazzina. Vive in una stanzetta e non porta le
scarpe. Il che le da modo di muovere i piedini in una maniera decisamente accattivante. Una specie di ventriloquo, anzi: un
pediloquo. Si è posta come mission di diffondere la
cultura della rete. Oggi
parla di Byoblu.Com.

Io la
ringrazio, perchè mi da modo di sottolineare un concetto. La rete crea degli insiemi di persone che prendono ad interagire vorticosamente. Gli elementi di tale insieme hanno
pensieri in comune e tendono a
confermarseli. Questo porta inevitabilmente all'
esclusione, volontaria o involontaria, di chi non condivide questi pensieri. Si forma cioè una setta, un po' come i paninari negli anni '80. Ci si infila una casacca e si ripetono slogan compiaciuti.
E' l'inizio della
fine.
La comunità cresce, così come cresce il numero di coloro che la screditano, attribuendole l'etichetta di
faziosa. Non importa quanto valide siano le argomentazioni che vengono trattate, il semplice sentirsi esclusi da un gruppo crea una membrana difensiva. Le informazioni vi rimbalzano sopra e si perde ogni possibilità di
dialogo.
Io faccio molti sforzi per esprimere il mio pensiero
argomentandolo con documenti, fatti, evidenze. Il
pregiudizio ne vanifica ogni utilità. Se il vero senso della dialettica è la
sintesi, perlomeno parziale, l'indebolirsi della
comunicazione crea lo
scontro frontale. Non sempre, ma spesso si potrebbe
evitare.
A chi è indirizzato, infatti, un mezzo di comunicazione? Non a chi è già convinto di un'idea. Lui non ha bisogno di ulteriori prove. Serve a chi la pensa
diversamente. Per confrontarsi. Per avere la possibilità di
cambiare idea. E serve, viceversa, per
darsi la possibilità di cambiare idea.
Ci sono due
critiche su tutte che spesso vengono mosse ad un videoblog come questo (
perchè.. ce ne sono altri? ;) ). Una è l'accusa di
faziosità. L'altra è la
politicizzazione degli spazi.
Oggi ho l'occasione per fare una precisazione ufficiale.
Di solito chi condivide le tesi di un blogger ne fa l’
apoteosi. Chi non le condivide, lo accusa di essere
fazioso.
Un blogger, e quindi a maggior ragione un
vlogger, non realizza puntate di
Matrix o di
Porta a porta. Non deve rispettare nessuna
par condicio, anche ammesso che nelle trasmissioni appena citate questa
par condicio esista nei fatti e non solo nelle dichiarazioni.
Un videoblogger è un
cittadino qualsiasi, che invece di esprimere le sue idee al
bar o davanti ad una
pizza con gli amici, lo fa nel suo sito web. Il bar è tutto il
paese e gli amici sono gli
italiani che hanno voglia di ascoltare e interagire.
L’accusa di
faziosità è assolutamente
insensata, irragionevole. Siamo
tutti faziosi! Siamo
tutti parziali!
Cogito ergo sum. Penso e dunque sono, ma anche “
sono e dunque penso”. E
se penso, non posso che pensare il
risultato del
mio pensiero.
Non bisogna avere paura dei
propri pensieri. Bisogna averne paura quando sono sempre e troppo
uguali a quelli degli altri. Significa che abbiamo appeso il cervello al chiodo.
La
democrazia è una pietanza che si cuoce nel brodo della
dialettica. Se la dialettica viene meno, il principio della democrazia non ha senso. In
un’intervista che ho realizzato ad
Alberto Ricci, lo stesso sostiene che il fine della democrazia non è affatto la
sintesi, ovvero il raggiungere un punto di equilibrio, ma al contrario il
non raggiungerlo, perchè solo così si viene a creare quel sistema di
pesi e
contrappesi che fanno funzionare il
motore democratico.
Per questo è
importantissimo non chiudere il perimetro del gruppo, ma invitare anche e soprattutto chi sembra pensarla diversamente. Altrimenti il
fine democratico tanto blasonato viene meno.
Per quanto riguarda l'accusa di
politicizzazione, anche questa è un
non-sense. La politica, intesa nel suo senso principe, è la
partecipazione del cittadino alla vita pubblica ed alla gestione del
bene comune.
Il
male, al contrario, è disinteressarsene.
Ringrazio
VideoMarta che questo sembra averlo
compreso.
p.s. se qualcuno volesse capire di
cosa parliamo quando diciamo
democrazia, lo invito a guardare questo video.