Intercettazioni telefoniche for dummies.


Gianluigi Nuzzi, sul numero di Panorama del quattro settembre 2008, pubblica un articolo (per vedere il link è necessaria una registrazione anche anonima) il cui intento è mostrare che Romano Prodi non è diverso da Silvio Berlusconi. Se la tesi è dimostrare che entrambi utilizzano il telefono, Nuzzi riesce sicuramente nel suo intento. Per il resto, finora niente di paragonabile alle esplicite raccomandazioni di attrici e soubrette fatta da un Presidente del Consiglio a un alto funzionario di un’azienda statale: la Rai. Staremo a vedere, visto che la rilevanza penale di tali conversazioni è al vaglio della Procura di Roma, che per il momento non ha ancora iscritto nessuno al registro degli indagati.
Quando si cerca la polvere, di solito basta alzare il tappeto. Sotto al cofano dell’articolo di Nuzzi si cela il suo vero scopo, o meglio lo scopo di Panorama, o ancor meglio quello di Silvio Berlusconi che poi è la stessa cosa.
Ecco il tappeto: “Intercettazioni che sono destinate comunque a sollevare nuove polemiche: da una parte sugli antichi vezzi della casta, a iniziare da quelli finora sconosciuti di Prodi, dall’altra su uno strumento investigativo che ormai entra nel quotidiano di chiunque.
Ecco la polvere: “che ormai entra nel quotidiano di chiunque.Spazziamola via!

Nuzzi fa da sponda al suo editore, che dai tempi di Licio Gelli ha dichiarato guerra aperta all’ultimo potere realmente indipendente che è rimasto alla nostra Costituzione: la magistratura. L’obiettivo è costruire un’opinione pubblica che si senta minacciata dalle intercettazioni telefoniche. La tecnica è sempre la stessa usata per la spazzatura: si crea l’allarme e poi si allevia la tensione somministrando la soluzione. E la soluzione si chiama: impedire le intercettazioni.
Inizia Angelino Alfano: appena entrato in carica produce dati empirici in cui calcola che gli italiani intercettati siano ben tre milioni. Questo fa il paio con le dichiarazioni di quel buontempone alla guida del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Luca Zaia, il quale ad agosto dichiara che “ha degli amici pastai a cui chiederà quanto costa effettivamente fare il pane, così potrà capire quale possa essere un prezzo equo al pubblico“. Nel caso aveste ancora un’idea prestigiosa delle cariche ministeriali, sono costretto a deludervi. In italia non è necessario avere competenze profonde in materia, nè saper guidare una segreteria scientifica che svolga indagini accurate con metodologie precise: basta un foglietto dove scarabocchiare quattro calcoli empirici o avere qualche amico pastaio, et voilà: la legge è servita! Talvolta basta perfino avere dimostrato di saper ricoprire in maniera estremamente professionale la carica di soubrette.
Come arriva, empiricamente, ai tre milioni di italiani intercettati Alfano? Il ragionamente non fa una grinza: prende i 100.000 decreti di intercettazione, poi prende una media di 30 telefonate al giorno, e sostiene che ci siano 3.000.000 di italiani sotto controllo. Siccome il suo è un ministero empirico e non scientifico, può permettersi di trascurare che:

  1. Il magistrato deve fare un decreto per ogni telefono usato dall’utente.
  2. Il decreto vale 15 giorni
  3. Trenta telefonate non significano trenta persone diverse

Solamente Moggi aveva circa 20 utenze, tra cellulari, linee private e linee ascritte ai suoi uffici. Se consideriamo 1 decreto per ogni utenza, emesso ogni 15 giorni arriviamo alla modica cifra di 480 decreti complessivi che ci siamo giocati per intercettare una persona sola, seppure diabolica e tentacolare come Moggi. Se Moggi chiamava dieci volte al giorno la moglie, poi, non significa che gli vada ascritto anche il reato di poligamia! Una larga parte di telefonate coinvolgono sempre le stesse persone. In realtà in Italia ci sono circa 20.000 persone scarse intercettate ogni anno. Una cifra pari al dato francese. Rispetto al dato americano siamo a dieci volte tanto, ma solo perchè in Italia tutte le intercettazioni devono passare dalla magistratura, mentre negli states ogni servizio segreto fa da sè.

Quindi, caro Nuzzi, perchè nel tuo articolo scrivi che le intercettazioni sono “uno strumento investigativo che ormai entra nel quotidiano di chiunque”? Gli italiani sono sessanta milioni. Quelli intercettati sono poco meno di ventimila. Considerato che trenta telefonate al giorno sono tantine, e che con tutta probabilità le numerazioni telefoniche in larga parte si sovrappongono, arriviamo ad una cifra ragionevole di 600.000 persone coinvolte all’anno.  L’1% non è esattamente “il quotidiano di chiunque”. Diciamo che è il quotidiano di chi svolge alti incarichi pubblici, che in quanto tali devono essere resi espliciti e consultabili anche in quanto a modalità di svolgimento. Le trattative private nella sfera pubblica sono un controsenso.
Alfano, che da piccolo evidentemente amava giocare al piccolo chimico, tira fuori un altro dato empirico. Le intercettazioni costano, e costano ben il 33% della spesa pubblica destinata al funzionamento della giustizia. Come faccia a fare il Ministro uno che non sa neanche far di conto è una faccenda che mi perplime, e talvolta perfino mi innervosice. Il bilancio della giustizia per il 2007 è stato di 7, 7 miliardi di euro. La spesa per lo stesso anno per la sola quota delle intercettazioni telefoniche è stata di 224 milioni di euro.

Non voglio insultare la vostra intelligenza matematica più di quanto Alfano non offenda gli italiani fornendo dati falsi a supporto delle convenienze di pochi. Tuttavia, tra il 33% e il 2,9% vi è pur sempre una innegabile differenza. Sapreste trovare quale?

Per i fortunati solutori del quiz, in regalo una carica ministeriale.

 

Video allegati

Il Discepolo 1816

Fonti

Costi per intercettazioni telefoniche 2006/2007
Decreti di autorizzazione e convalida delle intercettazioni telefoniche rilevati presso la Procura della Repubblica

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42 risposte a Intercettazioni telefoniche for dummies.

  • 40

    @ byoblu, 13.28

    E allora vuol dire che non ci capiamo, ma non è gravissimo, ci saranno altre occasioni per capirsi meglio.

    Nella telefonata di Berlusconi, per via del famoso inciso, emerge il sospetto di un illecito a causa del prospettato "vantaggio" politico che emergerebbe dall’accontentare la velina dalla quale, a detta di Berlusconi, sarebbe conseguito il beneficio di accontentare il suo amichetto parlamentare e quindi portare lo stesso dalla propria parte.

    Fatto tutto da dimostrare, perchè se io ti domandassi se tu ritieni plausibile che Berlusconi abbia accampato quel motivo per nascondere a Saccà un’altra verità che probabilmente il cavaliere riteneva più decoroso tenere nascosta con un pretesto "politico", e cioè che si trattava molto più semplicemente di una che si trombava o che si voleva trombare, tu non potresti che rispondermi che si, sarebbe plausibile.

    Si parla conunque di cose, se non illegali, torbide o vergognose.

    Io questo non ho difficoltà a riconoscerlo, anche perchè le mie convinzioni e la mia indole mi portano naturalmente a disprezzare certe situazioni.

    Se io fossi un politico e fossi sollecitato in quel modo da ragazze ambiziose e pronte ad utilizzare i propri attributi fisici per fare carriera, cercherei immediatamente il modo più rapido e neppure troppo delicato o garbato, di togliermele drasticamente dai c*****ni, cosa che dovrebbe fare ogni uomo politico serio.

    Quindi, per riassumere, io ritengo che da quella intercettazione emerga effettivamente, al di là dell’illegalità che è e probabilmente resterà da dimostare, un piccolo quadretto di italico squallore.

    Ma, ma. Ma, sempre solo e soltanto per ciò che emerge dalle intercettazioni, anche l’altra vicenda risulta senz’altro incentrata su manovre che sono altrettanto tipiche dell’italico squallore.

    POLITICI che brigano per "trovare la quadra" per raggiungere un obiettivo finanziario, coinvolgendo la Regione con convenzioni speciali e società consortili mediante la modifica degli obbiettivi sociali. Equilibrismi probabilmente troppo spericolati, per cui poi si è deciso di abbandonare. Convocazioni di ministri in riunioni specifiche per la disamina del problema che poi effettivamente pare non siano sortite a nulla (e dico pare perchè per il momento lo dicono Travaglio e la Zampa, anche se adducendo ragioni diverse, inoltre la Zampa non parla di UN organismo pubblico, come dice Travaglio, ma di "un progetto scientifico da realizzarsi da parte di istituzioni pubbliche (non andato in porto)", e quindi secondo lei i soggetti sono più d’uno, bisognerebbe approfondire, anche perchè nel Consorzio citato da Ovi ci son le coop, che non sono organismi pubblici).

    Insomma, tutte cose che non vengono fatte per la sensibilità di Prodi  per la ricerca medica in quello specifico settore, ma perchè ad avercela, questa sensibilità, è il suo consuocero.

    Io non ho le prove ne mi sento di fare insinuazioni su pratiche illegali portate avanti per accontentare il pur illustre ed accreditato consuocero di prodi.

    Ma come tu ben sai, anche dietro ad un’attività di ricerca biomedica, che normalmente prevede sempre il partneraggio e la collaborazione con società private, se ci sono soldi freschi in arrivo ci possono essere favori ed interessi privati.

    Quindi, prima di sparare spavalde certezze come fa Travaglio, che ce la vuole dare a bere che quella di "girare le pratiche" dei consuoceri "ai ministri di competenza" sia un’attività onesta e solerte nelle competenze di ogni premier, io ci andrei cauto, perchè stiamo parlando di utilizzo di fondi pubblici e di interessamento allo stesso del massimo membro dell’esecutivo su sollecitazione di un parente stretto.

    Se poi l’informazione arriva dal supercronista delle procure che sui suoi libri ti racconta che l’iscrizione di Prodi sul registro degli indagati di De Magistris è "soltanto un atto dovuto", ci vado cautissimo.

  • 39

    complimenti sinceri per il blog e i video

     

    bahrabba

  • 38

    In ogni caso su una cosa siamo d’accordo senza alcuna ombra di dubbio: non è così che dovrebbe funzionare uno stato democratico. Non concordiamo con questo squallore e desideriamo un codice di condotta etica superiore.

    Questo è il minimo comune denominatore. Facciamolo salvo, diamolo per acquisito e andiamo avanti.

    Tanto la buona politica che auspichiamo non verrà mai nè da Berlusconi nè da Prodi.. e oserei aggiungere da nessuno  o quasi dei movimenti partitici che stanno affliggendo l’Italia ormai da troppo tempo.

    Non so se Travaglio abbia interessi privati nel cercare di piegare o forzare alcune interpretazioni. So che quello che dice spesso mi convince, di conseguenza viene da estendere la fiducia anche a quello che non si è ancora verificato con mano. E’ un processo sicuramente pericoloso, ma in un certo senso, e cum granu salis, è essenziale per costruirsi un opinione, poichè qualunque dato si basa su ragionamenti basati a loro volta su dati raccolti e dimostrati da qualcun altro, e non si può fare ogni volta la ri-dimostrazione di tutto, altrimenti non basterebbe un’intera era geologica anche per decidere su un singolo punto.

    Certo è che se qualcuno che gode di stima e fiducia, improvvisamente si mette a sostenere tesi inammissibili, chi ne è sempre stato detrattore ci mette cinque minuti netti a smontarlo, e così cade anche il castello di fiducia che gli si è eretto intorno.

    Fidarsi quindi, ma con occhi e orecchie sempre ben aperti, pronti a revocare la fiducia e a cambiare idea.

  • 37

    @Paolinix

    Cercherò di spiegarti con parole semplici quali problemi mi crea quel fatto.

    Discutere con chi fa sua a quel modo una paraculata di Travaglio, paro paro senza virgolette, mi crea gli stessi problemi che mi creerebbe cercare di discutere con qualche indottrinato che ti risponde per slogan. Roba tipo "cloro al clero", "è l’aratro che traccia il solco ma è la spada che lo difende",  o "non credete ai nipotini di Stalin", o "10, 100, 1000 Nassirya", ecc..eccc…

    Mi da quel senso, come dire, di discutere di religione con l’adepto di una setta. Cioè di perdere il mio tempo in qualcosa che è esattamente l’opposto di quel costruttivo che tu invochi.

    E questo soprattutto perchè Travaglio oramai è sempre meno giornalista è sempre più indottrinatore, sempre più opinionista dalla presa radicale sugli individui, specie se giovani e di scarsa esperienza.

    Intendiamoci bene, con ciò non significa che io respinga in toto qualsiasi opinione di Travaglio, a priori.

    E’ uomo lucido, graffiante, e spesso le azzecca., Ma io non lo ritengo un giornalista libero, lo considero un parac**o da record, e sono abituato a pesarlo sempre parola per parola.

    E quando parla di Prodi poi, lo peso il doppio, perchè lo vedo da anni vestito da difensore d’ufficio del professore con delle arrampicate che nemmeno il rocciatore Maestri. Il perchè lo faccia, non lo so, ma lo fa. Se vuoi te lo dimostro ad tabulas.

    Su questa vicenda l’ha fatto di nuovo, e quindi si è inventato questa meraviglia del "giro di pratica" per definire una raccomandazione (se vogliamo, possiamo chiamarlo un "interessamento ad alto livello").

    Si, perchè un premier, sino a prova contraria, non fa nè il distributore di pratiche per conto degli istituti di ricerca medica, nè lo sportellista in genere di pratiche di sorta, salvo che dette pratiche non gli siano passate da un parente stretto.  E quindi è oggettivo, anzichè il contrario, che anche nel caso di Prodi, come scrive il titolare del blog per Berlusconi, vale quest a regola: "Non rientra del tutto nei compiti di nessun  Presidente del Consiglio, piazzare pratiche di finanziamento di istituti bolognesi come lui, sul tavolo dei suoi ministri.", così come non rientra fra quelli di Berlusconi piazzare ballerine in RAI.  E quindi non "niente di paragonabile", ma assolutamente paragonabilissimo.

    Ho detto chiaramente che non è reato, ma ho detto altrettanto chiaramente che non vi è assolutamente alcuna differenza fra le perdite di tempo di chi al ministero ha valutato come aiutare il consuocero di Prodi ed i suoi interessi, e quelle di chi in RAI ha fatto i provini a qualcuno su presentazione di Berlusconi.

    Quella che Fornasari si muovesse in rappresentanza di una istituzione pubblica plausibilmente dai nobili scopi, non è una ragione.

    Il punto è che i soldi pubblici debbono essere impiegati al meglio e non è detto che il meglio sia stata quella iniziativa piuttosto che un’altra, (che so io, per la ricerca sulle malattie renali o del pancreas che magari dorme in qualche scaffale e prende polvere perchè di parenti importanti lì non ce n’è). Iniziativa su cui si è concentrata l’attenzione di Ministri della Repubblica, su richiesta di Prodi, che molto probabilmente avevano cose comunque  più importanti da fare.

    Se qui non si riconosce questo punto, è inutile discutere. Questo punto: se al provino in RAI passa la raccomandata di Berlusconi sottraendo il posto a qualcun altro, in contrasto con i criteri di selezione che si dovrebbero adottare, si è commesso un abuso. Identicamente se il finanziamento concesso ad una ricerca si fonda sulla parentela con Prodi del finanziato anzichè sul merito, si commette un abuso anche più grave, pur essendo comunque pubblico l’obbiettivo, perchè quei soldi possono essere sottratti a qualcosa di maggiormente prioritario. Ci siamo sin qui? Spero di sì, perchè questi sono criteri di base, che bisogna avere ben presenti se si vuole parlare di moralità in politica e di lotta alle caste, altrimenti si è in malafede come è in malafede Travaglio nel suo articolo.

    Rammento che nella telefonata intercettata emergeva il disegno, dichiarato da uno dei più stretti collaboratori di Prodi, di adattare statuti, patti sociali, e convenzioni regionali ai criteri di finanziabilità per poter arrivare in qualche modo all’acquisizione del fondo, il che confina pericolosamente con il reato di falso ideologico. Falso che, per fortuna, poi non si è perpetrato, perchè l’operazione per qualche ragione è stata abbandonata.

    Ma che lo sia stato perchè Mussi ha agito "liberamente", lo dice solo Travaglio, e senza documentare per niente ciò che dice.

    Debbo crederci? No di certo, visto che anche l’On. Zampa, che sta a Prodi come Bondi sta a Berlusconi, nel suo sito scrive "I risultati dell’interessamento di Ovi? Nulla. Per ragioni diverse infatti non gli fu possibile portare a buon esito il proprio impegno.".

    E siamo sempre lì. "Per ragioni diverse", che amerei conoscere.

    Certo "per ragioni diverse", detto da Zampa, e qualcosa di molto differente di quel "liberamente", probabilmente inventato di sana pianta da Travaglio.

    Ora, cerca di capirmi. Io mi irrito quando un giornalista mi prende per il c**o, sia che si chiami Facci, sia che si chiami Travaglio. Figurati quindi come posso sentirmi se sto discutendo "liberamente" con qualcuno e quel qualcuno fa sua, come puro atto di fede, quella presa per i fondelli nel discutere con me. 

    Io queste cose le ho già scritte in faccia a Travaglio una volta sul suo blog di voglioscendere, che naturalmente non è sceso dall’Olimpo per rispondermi come fanno altri tipo Nuzzi (lo ha fatto una vola sola, qualche mese fa: mi ha farfugliato una corbelleria, ed io l’ho liquidato documentalmente).

    Figurati il piacere di ripetere il tutto con i suoi epìgoni.

  • 36
    adidano

    x valerio mele

    CHIARAMENTE

  • 35

    Enrix,

     il tuo commento mi convince fino a un certo punto.

    Tiriamo una riga. Non si discute sul fatto che chiamare Saccà per "abusare" di una posizione pubblica (la carica politica) per deviare fondi pubblici (gli stipendi delle attrici che potrebbero spendersi per attrici più brave) sia un illecito. E non si discute neppure sul fatto che focalizzare l’attenzione di un ministero su una causa particolare, quando quella causa avrebbe dovuto essere parte di un insieme di cause con pari probabilità di accesso all’attenzione del ministero stesso sia parimenti un illecito.

    Quindi dobbiamo tutti e con forza opporci a questo utilizzo "parziale" e "personale" della cosa pubblica. Su questo siamo daccordo.

    A questo punto potrebbe anche perdere di efficiacia l’esercizio di stabilire una graduatoria tra i due illeciti nel tentativo di attribuire all’uno più colpe che all’altro.

    Questo sul piano della logica pura.

    Diciamo che però, sul piano delle possibilità, cioè del raggio d’azione di un Presidente del Consiglio, ci sono anche quelle di intervenire presso il ministero al fine di indirizzare l’attenzione delo stesso su qualcosa di rilevante. Quindi tu puoi supporre (probabilmente a ragione) che Prodi abbia sollecitato questa attenzione per finalità non oggettive ma personali, ma non lo puoi provare. Prodi ti può rispondere che l’attività del consuocero era estremamente rilevante e il fatto che fosse il consuocero una coincidenza. Sul piano giuridico difficilmente puoi dimostrare alcunchè, perchè non è stabilito da nessuna parte che tu non possa valutare una possibilità che deriva da qualcuno che ti è parente. Altrimenti dovremmo dire che neppure Berlusconi bene fece quando sul caso dei decoder del digitale terrestre, affidò la concessione per gli incentivi statali ad un distributore in cui il fratello Paolo aveva una percentuale sugli utili.

    Lo stesso non si può dire invece di Berlusconi che telefona a Saccà per piazzare le sue veline.
    Oltretutto per gli intenti così smaccatamente dichiarati di rovesciare il governo, ovvero di essere corrotto da un senatore che in cambio del suo voto al Senato chiede che la sua pupilla venga presa in una fiction. Questo caso è fuori da qualsiasi ambito di interesse pubblico o mansionario, veritiero o presunto che sia, per gli attori in causa.

    Scusami ma le due vicende in questo senso non sono paragobaili giuridicamente. Non puoi negare che nel primo caso ci si muove in seno alla legalità, se vuoi sul limitare, ma sempre nell’esercizio di una funzione che espressamente lo prevede, mentre nell’altro caso si sfora palesemente da qualsiasi logica interpretativa, per arrivare alla manifesta invasione di campo e di influenza politica.

    Se non riconosci questo, è difficile capirsi.

    Poi, certo, non è che a sinistra siano tutti puliti. Su questo siamo daccordo al 100%.

  • 34

    Avevo già sentito questi dati tramite il blog di Grillo.Ma quante balle ci dicono.
    Mi domando se Berlusconi possa permettersi di far pubblicare le sue intercettazioni…(la risposta è scontata,non sforzatevi)…

«12

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