Isole

Siamo isole, lo siamo sempre stati. Piccoli atolli brulicanti di singolari forme di vita, i nostri pensieri. Neppure noi sappiamo bene da dove vengano, nè dove siano diretti. Però li capiamo. In quell’attimo splendente in cui ci attraversano come un dono, essi ci rivelano tutti i loro segreti. Anzi, per l’esattezza noi siamo i nostri pensieri. E’ il loro continuo avvicendarsi come le onde del mare, o come le foglie nei mulinelli creati dal vento… è questo che noi chiamiamo coscienza. Un sapere inaccessibile che nessuna interfaccia potrà trasferire, nessun motore di ricerca potrà catalogare, nessun hacker potrà duplicare. E che sfortunatamente morirà con noi.

Sì, siamo isole! Abbiamo uno statuto autonomo, anzi perfino una costituzione interamente scritta da noi. Abbiamo leggi immutabili e altre che siamo disposti a cambiare, dopo essere state comprese e approvate dal buon senso. Siamo re e regine, abbiamo in noi musici, poeti e scrittori che ogni giorno inventano per noi personalità nuove, che invariabilmente sfoggiamo per sorprendere gli amici. Abbiamo perfino un esercito ben addestrato che chiamiamo orgoglio. Ci aiuta a metterci sulla difensiva quando venti di cambiamento si avvicinano minacciosi. Combatte per la nostra sovranità affinchè nessuno, di questa nostra isola, possa mai dire colpita e affondata. Abbiamo la nostra fede, simile ad una religione di stato perchè nel nostro mondo niente è laico. Ogni cosa è rivelata, scritta in un vangelo che racconta della nostra infanzia, dei nostri primi miracoli, quando mille trasformazioni prodigiose ci hanno fatto sentire onnipotenti e immortali. Una bibbia che narra della nostra passione, la sofferenza giornaliera di essere isole e non vedere mai un albero maestro comparire all’orizzonte. Il testo sacro dei nostri miti e dei nostri tabù, che ogni domenica recitiamo professando il nostro credo, dopo esserci confessati e quasi sempre autoassolti in cerca di un segno di pace. Ed è inseguendo le sue antiche profezie che ogni giorno scriviamo il nostro messaggio d’amore, lo chiudiamo nell’ennesima bottiglia di birra ormai vuota e lo affidiamo alle correnti del mare. Non perchè qualcuno lo possa davvero leggere,  ma perchè è un’ottima ragione per continuare a bere.

Siamo isole, sì! Ed è per questo che ci affanniamo tanto a costruire ponti.

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36 risposte a Isole

  • 31

    ____________________________________________

    Ecco tirata la riga… Non avvicinatevi allo schermo per "tirare" che non fa nessun effetto :)

    Se io, come penso, mi ritengo un’eccezione di Dio, ove Dio è costretto a eccepirsi per poter esistere in qualche modo, figurati se posso dire che "ho sbagliato"… :)

    La lava che cerca continuamente di eruttare è sotto la faglia… probabilmente è quello che (come un principio dei vasi comunicanti ma un po’ più caldo) fa emergere le stesse idee e immagini in individui e popoli diversi… Jung lo chiama "inconscio collettivo, sincronicità", altri "piano astrale", altri sospettano prosaicamente la replica virale delle idee… Io sono per la vegetazione e gli animali brulicanti che fanno rifiorire la nuda roccia vulcanica… Come dire: l’estrema differenziazione degli individui… la loro libera eccentricità. Trovo importante non sopprimere quel che di meglio c’è in ognuno di noi, che è l’immaginazione, l’intuizione, la capacità di cogliere le cose al volo… col naso, le orecchie, le mani, i piedi… prima che siano pensieri "capibili", addomesticati e razionali… Noi tutti anticipiamo il futuro in ogni pensiero. Siamo tutti preveggenti o profeti (a seconda della direzione temporale)… Creiamo un varco e i neuroni come un fulmine lo colmano ancora prima di recepire la codifica… non c’è codice, non c’è struttura imitabile da una macchina. C’è discontinuità, rottura della faglia, salto quantico, isole che scompaiono nell’oceano, altre che emergono, montagne intere che escono dagli abissi, continenti pieni di bovini, ecc, ecc…

    Coltiviamo il nostro bell’orticello di idee… e impariamo a seguire le regole del coltivarsi… Qualche frutto la pazienza e l’ascolto di noi stessi lo dà… Ed è una roccia che resiste ai peggiori tsunami

  • 30

    Ma… Claudio! E’ una coincidenza???… o sei passato a vedere il mio blog prima di scrivere questo post???

  • 29

    corrego errore post precedente

     In fondo i ponti sono le connessioni…e allora non voglio attraversarli

    Intendevo scrivere "voglio attraversarli" ma allora vado in crisi !! che ne faccio dei "lapsus Freudiani" forse il mio inconcsio è fondamentalmente un eremita< ...sono confusa ... condannata a restare sul mio isolotto sola!!

    Caro Claudio un altro post così e ti faccio pagare  le mie sedute dallo psicoterapeuta!!

  • 28

    Nedo, l’unica cosa immutabile che ho è la voglia di mettere continuamente in discussione tutto. Ma non sembra essere uno sport molto praticato dove si preferisce credere in qualcosa, qualunque cosa purchè non si debba fare lo sforzo di comprenderla.

    Per quanto riguarda la frase "Abbiamo leggi immutabili e altre che siamo disposti a cambiare", mi riferisco a quei valori etici che qualcuno si ostina ad avere, nonostante tutto…

  • 27

    Ok,

     se mi dici esattamente cosa sniffi, ..è pace fatta!

  • 26

    Valerio,

     non è che "è passato in secondo piano rispetto alle emotività varie".

    Tu hai esordito così:

    "Certo, una profondità abissale… […] Daccordo… non è la prima volta che si prelevano idee e metafore senza citare le fonti…"

    Mi hai dato del ladro e hai messo un grande punto al senso interpretativo.

    E’ solo adesso che dici "Io credo alla tua buona fede.".
    Io dico che dovresti cominciare a dire "ho sbagliato", e poi andiamo avanti. Non è chiedere scusa, le scuse si fanno tra bambini, è semplicemente un attestato ufficiale in un luogo pubblico che testimonia che non pensi quello che hai detto e lo ritieni frutto di qualche stato alterato del momento. Così tiriamo una riga. (non nel senso della coca)

  • 25

    Ciao Nedo,

     quando parlo di "fede" non intendo tanto le convinzioni nel senso di idee sulla vita o sulle situazioni, quanto ogni cosa  "scritta in un vangelo che racconta della nostra infanzia, dei nostri primi miracoli", cioè il modo in cui vediamo e viviamo noi stessi, quel profondo insieme di affetti, ricordi, modo di essere che è alla base dell’amore per noi stessi.

    Concordo con te sull’assurdità del rifiuto ad abbandonare le nostre convinzioni, al punto da avere invece scritto "Abbiamo leggi immutabili e altre che siamo disposti a cambiare, dopo essere state comprese e approvate dal buon senso. "

  • 24
    rocco.s

    Sono stato svezzato all´etá di 16 anni per il mondo del commercio da un mio parente oggi noto imprenditore di cui non posso rivelarne l´identitá aimé, e lui mi ripeteva sempre queste regole per non essere annientato, e valevano un  anche la vita sociale, e premetto che mi sono servite tutte le volte che provavo ad infrangerle qualcosa non andava per il verso giusto.

    *Non dimostrare mai di essere pi&uacute; intelligente di lui.

    *Non far capire mai che ne sai piú di lui.

    * Non ti esporre mai, lascia che gli altri lo facciano

    * Abbi sempre un asso nella manica.

    Oggi qualcosa in me é cambiata:

  • 23

    Replicando al commento di Rocco S.:

    Non sono "permaloso" (non mi pare di aver reagito scompostamente) e non rivendico un "copyright" (non ci sono "diritti d’autore" in ballo), nè sono invidioso di Claudio e dei suoi visitatori (essendo il mio blog un diario di appunti dei miei pensieri ed esperienze, non un blog informativo… con una "mission" dichiarata)… e non sono "fiero del fatto che Claudio abbia fatto riferimento all´isola" (non mi sento migliorato da questa menzione, che non c’è stata in quanto Claudio ha detto chiaramente che non mi ha proprio letto… E poi perché andare fiero della menzione di qualcuno? Non lavoro mica per lui! Né è il mio professore o mio padre! E non ne sarei "fiero" uguale…). Sono semmai stupito come può esserlo chi scopre che un’altra persona, che non conosco personalmente e su cui non ho influenza alcuna, abbia fatto "lo stesso sogno". E’ un fatto eccezionale, un’incredibile coincidenza… tant’è che non c’ho creduto.

    Ma è passato in secondo piano rispetto alle emotività varie (le risse piacciono più dei contenuti, mi sa)… E finora non ho collezionato che insulti, anche piuttosto creativi :)

    • rompiballe cospirazionista, pedante e senza visione
    • cervellotico
    • permaloso
    • invidioso

    Le analogie che tu sostieni non ci siano (tu hai indicato, semplificando molto, solo quella dell’isola), per me sono 5 in un paragrafo di 8 righe (quelle nel mio commento con le sottolineature colorate poco più sopra…).

    Credo che sia da sottolineare la stranezza del pensare immagini, metafore e concetti tanto simili (nessuno l’ha notata), una volta esclusa la replica del meme che avevo seminato altrove.

    E poi: che senso ha insultare o definire la gente che casualmente ha lasciato da me qualcosa di scritto "pochi granelli di sabbia"? Porelli…

    Io non voglio folle osannanti, moltitudini biblicamente distese come sabbia, non saprei cosa farmene… Ma forse manco occasionali commentatori… E (tra parentesi) non ho incrementato le visite grazie a Claudio… Detto questo, credo mi appartenga un certo senso dell’umorismo e una discreta intelligenza. Ma non ho assolutamente alcuna spinta egemone. Specie a casa degli altri. O sulle altrui "isole"…

    Godetevi pertanto il sole in santa pace… :)
     

  • 22
    emeraldlake

    Che profondità nel tuo scritto…è proprio così che mi sento…e uso i miei sensi e le mie emozione per costruire ponti verso gli altri…

     

    Grazie Claudio

  • 21
    alessandro

    sono contento che tu sia uscito con tuo figlio e con l’aquilone, e sono contento che non hai fatto accenni a polveri bianche …il tuo "racconto" è molto ben articolato e degno di stima anche se come dice rocco il copyright spetta ha lui che ha coniato l’isola ben 36 anni fa’ , io non ero ancora nato, non credo nella riincarnazione quindi lasciamo le isole a rocco che se le gioca con valerio e noi torniamo al parco a far volare gli aquiloni, i cari vecchi acquiloni che ne dici ?Io naturalmente andrò nel giardino di casa mia, in provincia di Vr e tu nel tuo parco ma basta essere in sintonia…e intanto pensi al prossimo post.Ciao

  • 20

    Ma non c’è niente da riappacificare!… :)

    Restiamo così… Ogni tanto prendo il binocolo, guardo il tuo arcipelago… e lascio un commento…

    E se ti inc**zi pazienza… tanto mi diverto uguale :)

    PS: Mi sniffo l’ascella… prima di lavarmi e uscire…

  • 19
    alessandro coltri

    in quel che scrivi si può intravedere qualcosa di profondo…ma quando vedi roba bianca, non sempre è zucchero, io non mi sento un’isola, comunque sono contento che tu riesca a interiorizzarti così bene e ad avere pensieri che molta gente non riesce neanche a immaginare, un consiglio, se mi posso permettere;adesso è ora che esci e vai a farti una passeggiata.Buona serata!

  • 18

    Capito… una sorta di canovaccio della nostra esistenza, via. Hehe…

    Per quanto riguarda le convinzioni, tu ne hai di immutabili? A parte che dobbiamo mangiare e ogni tanto dormire, intendo…  Io no, non ce la faccio a dire a me stesso "questa è la verità, lotta per essa fino alla morte" oppure "Ho dei valori imperturbabili per i quali mi schiero", trovo anzi che quando esiste un dogma la prima cosa intelligente da fare sia metterlo in discussione.

    Non so se sia un bene, a volte mi dicono che non ho valori… ma credo di essere predisposto per metterli subito alla gogna del progredire prima ancora di provare a seguirli.

  • 17

    Hahah, si… sono perfettamente d’accordo. Scodelliamone qualcuno ti va’?

    1. Credo che non potrei mai uccidere un uomo a sangue freddo.
    2. Credo che la mia libertà sia preziosa, ma finisca laddove inizia quella degli altri.
    3. Credo che se avessi un credo cercherei di non imporlo e neppure di scriverci un Best Seller, o divulgarlo tramite i mass media.
    4. Credo che tutto sommato la Nutella sia una buona invenzione, seppur Fascista.
    5. Credo di non aver bisogno di un leader.
    6. Credo che chiunque possa realizzarsi, purchè i suoi sogni non superino la sua potenziale capacità personale… soddisfatto questo punto basta applicarsi.
    7. Credo che la vita non sia importante a prescindere, ma che possa diventarlo.

    Per il momento credo sia tutto…

  • 16

    Hey, Torquemada.. Lascia vivere gli indios, però, eh? 

  • 15

    Hey, Torquemada.. Lascia vivere gli indios, però, eh? 

  • 14

    Hey, Torquemada.. Lascia vivere gli indios, però, eh? 

  • 13

    Riflessioni chiama riflessione

    I miei pensieri razionali hanno spesso preso il sopravento sulla mia vita. Delle volte mi domando se ne sono l’origine, se sono la madre creatrice, il big beng dei fatti della mia vita.
    Troppo spesso mi rendo conto di quanto sia forte questa influenza. Il mio destino è dato da ciò che pensano i miei pensieri (dagli atolli brulicanti di vita). La cosa mi spaventa anche perché non sempre riesco a controllarli…e se assumessero caratteristiche macabre o pessimistiche che ne sarebbe della mia vita?(che ne sarebbe dei miei ponti) Non mi piace l’idea di dargli un’importanza così determinante, mi voglio liberare di questa convinzione in quanto al momento stesso in cui riuscissi a farlo toglierei ai miei pensieri razionali questo pericoloso potere ( gli toglierei la vita "autonoma" e brulicante).
    Se è vero che i miei pensieri creano i fatti, basta pensare che ciò non sia vero per rendere il principio inesistente. Penso che non credere al potere creatore del pensierio ne annienti il potere stesso…che strana contraddizione. Sinceramente non so se è veramente quello che voglio, non so se voglio togliermi tale poter. Per alcuni aspetti tale potere mi fa paura ma per altri mi da forza. La questione è che molto spesso sono i pensieri negativi quelli che penso con più intensità e la sensazione è che siano gli unici pensieri pensati. I pensieri positivi mi scivolano, non si soffermano nella riflessione, si nutrono di emozioni e non di elucubrazioni mentali. Il pensiero positivo vive nel mio diaframma e non ha bisogno di essere pensato troppo ma quello negativo lo penso con la testa e lo soffro con il diaframma. Più la testa pensa e più il diaframma soffre, più penso e più gli do concretezza, forma, avvicinandolo pian piano ai fatti alla realtà. In effetti, è proprio pensando che il nostro pensiero negativo si possa avverare, che soffriamo è proprio immaginandolo verità che ci spaventa. È di questa paura che si nutre, trasformandosi pian piano da pensiero a fatto della nostra vita (qualcuno la chiama "profezia che si autoavvera").
    Io questo potere non lo voglio e forse sarebbe meglio credere che non esista e quindi distruggerlo…si lo voglio distruggere, annientare renderlo totalmente inerme voglio combatterlo e ucciderlo.
    “Tu pensiero per me non sei altro che un esercizio interiore ma non hai potere sulla mia vita, lei si nutre delle mie emozionie e anche se sono la sofferenza non è detto che siano profezie di tenebra”.
    Ti ho ucciso ma non mi sono uccisa, “penso” perché questo è un dono e non una maledizi

    hups… mi sono fatta prendere la mano e ora dato che mi piace la devo trasferire sul mio blog anzi sul mio regno perchè, a proposito della sincronicita junghiana, anche io mi sono proclamata Regina del mio regno ormai da tempo…oddio forse dovrei farti causa ma purtroppo non credo che Jung approverebbe . In fondo i ponti sono le connessioni…e allora non voglio attraversarli

    La Regina Simplipama

     

  • 12

    Bellissimo post!

  • 11
    rocco.s

    Io non costruisco ponti…

    ho le mie navi…sbarco e COLONIZZO.

  • 10
    Caro Alessandro,
       che tu ti senti un’isola o no, poco cambia, perchè lo sei lo stesso.

    L’intima natura dei tuoi pensieri, ciò che sei, o meglio ciò che senti nelle esatte sfumature in cui declini la pluripotenza cromatica delle infinite possibilità dell’esistere, lo sai tu e nessuno potrà mai condividerlo.
     
    La prova più banale è la quantità sconfinata di parole che ogni giorno sei costretto a spendere per consegnare agli altri la migliore approssimazione di te stesso. Una approssimazione più o meno lontana dal reale, in dipendenza dalle tue qualità di consapevolezza, di comunicazione così come da quelle di immedesimazione ed empatia del tuo interlocutore. Ma pur sempre una rappresentazione di te stesso.
     
    Essere consapevoli che non possiamo comunicarci per ciò che siamo è il primo passo per costruire ponti, cioè collegamenti, che tentino di essere costruttivi. E questo è il motivo del mio post, cui presto ne seguiranno altri.

    Grazie per il consiglio. Sono già al parco con mio figlio e, dato che oggi tira parecchio vento, con uno splenido aquilone.

     
  • 9

    Fabio,

     mi piace molto questa immagine dei principii e dei Principi, che suonano alla stessa maniera.
    I primi sono coloro che ci guidano nelle nostre peregrinazione, nella comunicazione, e i secondi sono il loro analogo nella metafora dell’isola.
    Eccezionale sovrapposizione di concetti :)

  • 8

    Quando non si argomenta, si passa agli insulti… Anche questo ho detto.

    Secondo me è innegabile che ci siano le analogie (cervellotiche o meno) che ho rimarcato… Tu mi dici che è sincronicità… Vabbè. Mi rimproveri di non credere alla gloria della rete… Vabbè. Sta di fatto che abbiamo usato almeno 5 tra metafore (cioè "immagini" alquanto articolate) e concetti fortemente simili. Eppure non siamo così connessi… nel senso che non siamo così daccordo su tante cose. Come è possibile questo fatto? E’ nu miracole! Ok… Stupiamoci della coincidenza…

    Grazie per il "rompiballe cospirazionista, pedante e senza visione" e per il "cervellotico"…

     Continuate così ;P

  • 7

    Reazione emotiva segue reazione emotiva… (è la lava che ogni tanto si fa sentire, con qualche rombo d’accompagnamento).

    A me (e non solo) è saltata agli occhi la incredibile rassomiglianza dei concetti e delle metafore, così ho avanzato l’ipotesi dolosa della "copia intelligente"… (sono molto diffidente per carattere).

    Tu reagisci sentendoti deluso e appellandoti alla rete e all’inconsio collettivo.

    Fai raffreddare un po’ la crosta dell’isolotto vulcanico e…

    …Il fatto resta. Abbiamo scritto due testi assai simili nei contenuti e nelle "immagini" (il mio più lungo e tormentato, il tuo più breve e esplicativo)…  Io credo alla tua buona fede. Ma resto sbigottito di fronte alle vie dell’inconscio collettivo… E mi è difficile persino argomentare questa somiglianza imprevista… non essendo così facilmente "razionalizzabile", da chiunque credo…

    Basta che non scomodiamo "il divino" per trovare una spiegazione! :)

  • 6
    sinforosa

      caro CLAUDIO , sta arrivando x tutti il momento di risvegliarsi all’ UNITA’ … WE ARE ALL ONE hanno sempre proclamato tutti i veri santi .. in particolare i guru di quella terra santa : l’ INDIA … e oggi dall’india si diffonde in tutto il mondo l’ ONENESS MOVEMENT detto pure ONENESS BLESSING o più semplicemente DIKSHA … chi sta a milano ha più fortuna di altri italiani di imbattersi in una diksha giver che ci dona quell’energia divina che ci fa realmente sentire tuttuno con l’universo  e soprattutto ci fa sentire meglio in noi stessi … e poi nei prossimi giorni – o nelle prossime settimane – a milano arriva Anandagiri …. un bacio x te e x i tuoi fan … x ulteriori info cliccate http://www.diksha.it

  • 5

    Daccordo… non è la prima volta che si prelevano idee e metafore senza citare le fonti…

    Valerio, mi hai profondamente deluso.
    Prendo atto della tua malafede e ti ringrazio di avermi chiarito la natura della tua stima nei miei confronti.

    Mi dispiace per il tuo ego, ma il tuo blog non lo leggo, e non perchè sia o non sia meritevole ma perchè non ho tempo. Inoltre, francamente, hai perso un’occasione buona per dimostrare di credere nella sincronicità junghiana, o nell’intelligenza collettiva della rete che lancia i suoi impulsi in maniera distribuita ma all’unisono, o in tutte quelle altre cose in cui talvolta ti fregi di credere con le tue rilfessioni sempre raffinate e filosofiche.

    Evidentemente, posto di fronte ad una manifestazione di tali concetti, finisci per comportarti come un qualsiasi rompipalle cospirazionista, pedante e senza visione.

    Hai proprio toppato alla grande.

    p.s.. le analogie che porti a confronto sono cervellotiche a voler essere benevoli. Lascio all’intelligenza dei lettori la loro valutazione

  • 4
    caterpillen

    ciao Claudio, ti seguo da non molto ma ho gia imparato ad apprezzarti.

    Studio in Calabria ma sono cresciuto in Sicilia e di ponti (in questo caso inutili) me ne intendo.

    I miei genitori lottavano per cambiare il mondo, io lotto per non essere cambiato dal mondo. La mia è una generazione di disincantati, di gente superficiale e ben disciplinata dalla televisione. Ma ormai non sono l’unico a pensare che la rete sta liberando le teste. Ognuno può cercare l’informazione autonomamente e confrontarla con facilità. Siamo tutti vicini ad una svolta epica, e come dici tu siamo i pionieri di una nuova era.

    So che anche quando google o youtube e gli altri si arrenderanno al potere, ci sarà sempre un ragazzino, in un garage, pronto ad inventare qualcosa di nuovo.

    complimenti

    ps: la prossima al parco con l’aquilone ci vengo pure io

     

  • 3

    Certo, una profondità abissale…

    La metafora dell’isola, dei "piccoli atolli brulicanti di singolari forme di vita, i nostri pensieri", su cui ho costruito il 6 settembre un post, non mi pare sia casuale…

    Daccordo… non è la prima volta che si prelevano idee e metafore senza citare le fonti…

    Per quanto mi riguarda, quel che vedo è un mio importante ricordo personale che è stato "sfigurato"… e "semplificato".

    Premettendo che il mio post parla di come un giorno fossi arrivato a pensare di essere un’isola, ecco le evidenti analogie tra il post di Claudio Messora e il mio, tutte concentrate nel primo paragrafo del suo post (le analogie sono sottolineate con colori uguali):

    —————————————————————————————————

    "Siamo isole, lo siamo sempre stati. Piccoli atolli brulicanti di singolari forme di vita, i nostri pensieri".

    Sono un isolotto vulcanico

    [qui parlo di come si forma l’atollo dopo il raffreddamento post-eruzione] E per il resto… raffreddamento della crosta. Dopo la fusione esplosiva di zolfo e mercurio, vischiosa come lava, torna la quiete salina… Riprendo a raccontarmi i miei ricordi, che si cristallizzano. La loro frequenza li tiene insieme. Capisco che sussistono solo nella loro ripetizione. Più ripeto e più mi convinco di avere una memoria-crosta terrestre. E se continuo a ripetere, presto crescerà nuovamente la vegetazione e gli animali accorreranno ad accoppiarsi e riprodursi… Sono le idee.

    [e ancora…] osserva la sua crosta raffreddarsi e divienire una barriera corallina, che si riempie di forme meravigliose e senza alcuna ragione.

    —————————————————————————————————

    "i nostri pensieri. Neppure noi sappiamo bene da dove vengano, nè dove siano diretti. Però li capiamo".

    Le idee che organizzano le idee secondo campi di forza (ognuno ne comprende altri, come in una "matrioshka"… è questa la "comprensione", il "concetto"). Come miliardi di piccoli fulmini. Che nascono dalla terra, non dalle nuvole. Nascono dal punto d’arrivo, non da quello di partenza. Viviamo un tempo invertito. I dendriti dei neuroni protendono le estremità proteiche per creare la differenza di potenziale, l’eccezione (il contrario del con-cetto = "prendo con", l’ex-cipere = "prendere fuori"), il percorso del fulmine. La sua velocità è di cento metri al secondo. Vanno a tentoni… e marcano il percorso… ma trovano sempre nuovi bersagli per i fulmini. Come un filo d’Arianna nel labirinto del mito (= "muggito") del Minotauro. Il labirinto delle possibilità: si apre un varco e l’uscita crea il "fulmine", a ritroso. L’a-venire genera questo varco. O viceversa. E’ questa l’intelligenza.

    —————————————————————————————————

    "Anzi, per l’esattezza noi siamo i nostri pensieri. E’ il loro continuo avvicendarsi come le onde del mare"

    La memoria. Cos’è? La coscienza… dov’è? I saggi dicono che bisogna "cavalcare l’onda"… anche gli alchimisti ne parlano, a proposito del "pilota dell’onda viva". E io sono ormai nella fluttuazione. Sono questa fluttuazione.
     

    —————————————————————————————————

    "è questo che noi chiamiamo coscienza. Un sapere inaccessibile che nessuna interfaccia potrà trasferire, nessun motore di ricerca potrà catalogare, nessun hacker potrà duplicare."

    Sono ridicoli i tentativi (da parte di tanti scienziati neo-positivisti) di riprodurre il pensiero in un circuito stampato.

     

    —————————————————————————————————
     

  • 2

    Eh… ci son cose in cui non mi ritrovo, ma è uno scritto senza dubbio molto bello e suggestivo. Quando parli di fede personale, ad esempio ( e non sei il primo che fa quest’osservazione, definendo qualsiasi cosa si creda plausibile una "fede") ecco, a tal proposito ho sempre risposto che la fede è qualcosa di trascendentale e sulla quale non abbiamo potere. Ogni mia singola convinzione, invece, è frutto di informazioni pervenute ed elaborate dal mio cervello, tutte certezze che sono disposto a cambiare in qualsiasi momento se verrò convinto a dovere che sono errate. Ecco, io trovo che ci sia una differenza madornale tra fede e pensiero, nonchè trovo la prima di un’immaturità pazzesca: rifiutarsi di abbandonare delle convinzioni unicamente perchè facenti parte di un credo… senza offesa per chi ha fede, ovviamente, in qualsiasi cosa foss’anche la Dea Nutella.

    Sono invece pienamente d’accordo sulla questione dell’orgoglio, raffigurato come un sistema di difesa sempre pronto a farci schizzare dentro al nonstro carapace… Molto bella anche la bottiglia di birra intesa come àncora di salvezza con l’unico vero scopo di ubriacarsi delle proprie convinzioni, lasciando agli altri un tenue appiglio per poter provare a dissuaderci (il messaggio che ci mettiamo dentro una volta ubriacati…).

    Molto molto carino!

  • 1
    Fabioromeo

    Che bei pensieri, li ho anch’io a volte, a me le cose che nel mondo mancano di più sono i principi (le leggi di onguno di noi) la maggior parte di noi è "fuorilegge" per la sua coscienza, i Principi sono le fondamenta della persona, buona parte della società "civile" non li segue e con ciò (come una casa) senza fondamenta , la "casa" regge finche può, dopo crolla…

  • 0
    rocco.s

    hehehe!!

  • -1
    rocco.s

    ma dai…come si fa… stare al parco con tuo figlio e allo stesso tempo gestire il blog…..qual´é la tua isola NET ISLAND?

  • -2

    M’è molto piaciuta questa osservazione: "Più la testa pensa e più il diaframma soffre, più penso e più gli do concretezza, forma, avvicinandolo pian piano ai fatti alla realtà".

    Più che un esorcismo della forza del pensiero (che non è eliminabile col pensiero stesso, sarebbe una contraddizione in termini) occorrerebbe la forza di una bella risata che ha il potere di volatilizzare con i suoi movimenti sussultori qualunque pesantezza e negatività.

    Poi anche la Regina di "Alice nel paese delle meraviglie" urlava: "Tagliatele la testaaaaaa!"… In effetti la testa può essere un gran problema a volte… un vero blocco delle nostre potenzialità (il tappo sopra al vulcano dell’isola). Andrebbe alleggerita un po’… Un’altra cosa: forse le emozioni più che nutrire la vita (sto archetipo "materno" che risucchia tutto) dovrebbero essere indirizzate verso se stessi (come la linfa in un albero)… separare le emozioni dal pensiero solo perché troppo intense o negative è ansiogeno e depressivo… però magari… un po’ alla volta, collegando emozioni e pensiero, essendo più indulgenti con sé stessi, senza mettere la manopola dell’intensità emotiva al massimo… si possono ricucire gli strappi. E si possono allargare le spalle, poggiando sul diaframma teso e allargato come un tamburo. Un bel respirone ventrale… (eventualmente un grido senza freni nella tua stanza con i materassi alle pareti)… e poi niente più pensieri-tappo.

    Poi se ci sono problemi oggettivi nella vita, persone che ci limitano o ci imprigionano, problemi economici che non ci fanno pensare ad altro… è quello che va modificato…

    La mia parcella di "psicanalogo" è di 50 € l’ora :)

    PS.: Va di moda chiedere soldi di sti tempi… ;P

  • -3

    Mi accusi di averti letto e di averti copiato.

    Per me è l’offesa più grande che io possa avere mai ricevuto da quando ho iniziato questo cammino, fatto di trasparenza, onestà, carte sul tavolo, fonti, documenti… Senza contare i miei interventi dove celebro la rete e la collaboratività.

    Posso accettare critiche di qualsiasi natura, inerenti a mie presunte incapacità, mancanza di conoscenza, perfino che mi si accusi di ottusità, ma non posso accettare l’accusa di disonestà intellettuale, perchè questo blog e tutto quello che faccio si basa su questo principio inviolabile.

    Chi non capisce questo, di me non ha capito niente.
    Per questo, ancorchè i tuoi contributi sono sempre stati estremamente interessanti, e anzi a maggior ragione per quella stima che ho sempre nutrito nei tuoi confronti, non credo di potere più avere uno scambio obiettivo con te.

    Non accetto che nessuno venga qui a darmi del ladro, offendendo tra l’altro il tempo che rubo sia alla mia famiglia che al sonno, senza averne nulla in cambio, per ora, se non la gratificazione di poter essere riconosciuto come una persona affidabile e pulita.

  • -4
    rocco.s

    Caro Valerio,

    non ci vedo nessuna analogia!!!!!!!

    Il fatto di sentirmi un´isola in mezzo all´oceano mi venne all´etá di 6 anni e ne ho 42, quindi il copyright spetterebbe a me ……

    Valerio non essere permaloso.

    Dovresti essere fiero del fatto che Claudio abbia fatto riferimento all´isola.

    Grazie a lui adesso qualcuno sa che tu esisti, mentre fino a ieri erano solo pochi granelli di sabbia a conoscerti.

    Io vivo in Brasile ma sono italiano, il mio cantante preferito brasiliano é "O RAPPA" e lui in una canzone dice: "O olho grande acaba coma humanidade"

    Tradotto "L´Invidia Uccide l´Umanitá" si rifá molto bene al tuo atteggiamento….secondo me.

    Con stima…

    un´isolotto senza ponti ma con molti navi. 

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