Costantini: la riforma della scuola è un disastro!

Regionali d’Abruzzo – Byoblu incontra Costantini
seconda parte

Il balletto delle alleanze elettorali in Abruzzo volge al termine. Dopo piroette scenografiche e definitivi divorzi, il grande regista che si muove dietro alla politica ha finalmente svelato il gran finale. Come avevo pronosticato nel post Quanto costano le mele in Abruzzo?, è un lieto fine: Italia Dei Valori e Partito Democratico si alleano per dare vita a una giunta regionale all’insegna della trasparenza e della chiarezza: Carlo Costantini presidente e nessun indagato nelle liste. Ha vinto la linea Di Pietro. Tutto si può dire del buon Tonino, ma non che non sia un osso duro. Quando addenta, è impossibile fargli aprire le mascelle. Dall’altra parte c’è Gianni Chiodi, PDL, nominato nientepopodimeno che dal monarca di Arcore, con tanto di investitura regale sussurrata all’orecchio – come fanno gli innamorati -. Sulla sua testa pende la spada di damocle della richiesta di rinvio a giudizio per i seguenti capi di imputazione: attività di gestione dei rifiuti non autorizzata, inquinamento dell’aria, crollo colposo e falso materiale, nel quadro del crollo della discarica La Torre. L’udienza preliminare il 27 novembre: proprio tre giorni prima delle elezioni. Potrebbe trattarsi di un atto d’ufficio, ma dopo il crollo verticale della credibilità politica in Abruzzo, a sinistra Di Pietro si è battuto per l’esclusione di candidature scomode, come quella di Di MatteoPD -, indagato per l’acqua inquinata di Bussi. Berlusconi evidentemente non ritiene di dover inviare lo stesso segnale di limpidezza. Francamente non mi sarei aspettato niente di meno.

Pubblico oggi la seconda parte dell’intervista che mi ha rilasciato Carlo Costantini, uscita anche sul suo blog. Si parla di scuola, sicurezza, propaganda… Insomma: non ci siamo fatti mancare niente! Per chi si fosse perso la prima parte, eccola qui: In Abruzzo mettiamoci la faccia!

Byoblu: “Carlo, parliamo di scuola. In Abruzzo, in particolar modo, molte scuole potrebbero chiudere grazie alle modifiche che sta introducendo il Ministro della Pubblica Istruzione. Nel caso tu diventassi Presidente della Regione Abruzzo, come intenderesti affrontare la questione?”

Costantini: “Guarda, io innanzitutto vorrei sottolineare l’andamento schizofrenico del centrodestra a livello nazionale. Da una parte si parla di federalismo fiscale e di autonomia delle regioni, dall’altra parte si pretende di calare sul territorio decisioni inaccettabili. Quello che ha fatto la Gelmini sulla scuola è esattamente questo. E’ stato un taglio indiscriminato, che nel momento in cui è stato operato non ha per nulla considerato i riflessi, le conseguenze del taglio stesso sul territorio. Noi stiamo analizzando in questi giorni i riflessi concreti che questo taglio produrrà sulla Regione Abruzzo. Si parla della chiusura di 100, 150 plessi scolastici, della perdita del lavoro per 1000, 1200 insegnanti. I dati non sono stati ancora definiti ma certamente c’è l’impoverimento di una regione che poggia tutte le possibilità di riscatto e di rinascita sul sistema dei comuni, delle autonomie locali. Qui ci saranno comuni che perderanno le scuole, e la perdita della scuola per un comune è un disastro. E’ un disastro perchè il comune dovrà occuparsi del trasporto del bambino in una scuola che probabilmente sarà distante 10, 20, 30 chilometri. E quindi si tratta di servizi in più, e i servizi li pagano i cittadini. E se non interverrà il comune, sarà la famiglia a doversi far carico di questo costo. Dovrà occuparsi di portare il bambino a scuola, a 20, 30, 40 km di distanza. Se la mamma lavora che fa? Deve lasciare il posto di lavoro? E’ un vero e proprio disastro. Le conseguenze sono drammatiche.
Io condivido fino in fondo le manifestazioni di protesta che stanno coinvolgendo gli studenti, gli insegnanti e tutto il mondo dell’istruzione che parte dalla scuola e arriva fino all’università. Così come sono vicino a queste manifestazioni che hanno delle motivazioni incontestabili perchè i tagli non possono interessare l’unico settore che rappresenta l’investimento principale per il futuro del paese… La scuola, l’istruzione, il sistema formativo, educativo rappresenta il più grande investimento che l’Italia deve mettere in campo per vincere le sfide della economia globale. L’Italia non riuscirà mai a produrre a minor costo della Cina o dell’India. L’Italia riuscirà a vincere questa sfida esclusivamente investendo sulla propria intelligenza e sui propri talenti, che si formano e si costruiscono nelle scuole e nelle università. Tagliare risorse in questo settore vuol dire abbandonare, privare i nostri giovani anche della sola speranza di futuro. E così come sono vicino a queste manifestazioni sono lontano, lontano anni luce dalle minacce del Presidente del Consiglio di questi giorni che sembra stia organizzando dei presidi della polizia all’interno delle scuole e della università per impedire agli studenti e ai docenti di manifestare la loro contrarietà. Berlusconi evidentemente si aspettava di governare con il consenso di tutti, invece ci sono molti italiani che non la pensano come lui. Oggi parliamo di persone interessate alla scuola e all’istruzione, uno o due mesi fa abbiamo parlato del comparto sicurezza, che ha subito un taglio di 3 miliardi e 500 milioni di euro. Berlusconi e gli uomini di Alleanza Nazionale e della Lega parlavano in campagna elettorale di dare più risorse alle forze dell’ordine, più mezzi, più macchine, incremento degli organici. La risposta il giorno dopo aver truffato questi elettori, estorcendogli il voto attraverso queste promesse, è stato il taglio indiscriminato. Io credo che la piazza rappresenti in qualche modo il luogo all’interno del quale il cittadino deve manifestare la sua contrarietà, il suo disagio, e anche la sua proposta. E’ troppo vergognoso il fatto che il Presidente del Consiglio dei Ministri non accetti queste manifestazioni o addirittura minacci di mandare la polizia per reprimerle.”

Byoblu: “Voglio ricordare che, data l’insufficienza dell’organico della polizia, nello scorso agosto – per la precisione il 4 di agostoMaroni ha mandato l’esercito nelle strade, con una spesa di 30 milioni di euro. Quindi si taglia sulla scuola ma si spendono 30 milioni di euro per mandare l’esercito nelle strade per aiutare la polizia, che poi viene tolta dalla lotta alla criminalità e viene mandata a far sloggiare gli studenti che manifestano. E’ arrivata recentemente una circolare ai presidi che impone loro di chiamare la polizia anche soltanto per un sit-in pacifico.”

Costantini: “Sì ma questa è la propaganda di Berlusconi: due militari di fronte ad un punto sensibile rappresentano visivamente una risposta al bisogno di sicurezza dei cittadini, ma la rappresentano solo visivamente, non rappresentano certamente una risposta concreta. Così come la riforma dell’istruzione: si è spacciata per riforma un intervento di taglio della spesa. Hanno preso le tabelle con i vari costi, hanno fatto un taglio del 5, del 10, del 20% e hanno detto Ecco la riforma!. Però avevano un problema: come spacciare per riforma un taglio di spesa? Ci hanno riflettuto un po’, hanno fatto qualche sondaggio e alla fine gli è venuta l’idea geniale: il grembiulino, il 7 in condotta e il maestro unico. Prendiamo queste tre cose, spacciamole per riforma e nel frattempo tagliamo in maniera indiscriminata i fondi per la scuola e per l’istruzione, e perseguiamo il nostro tornaconto. E’ la propaganda che mettono in campo, ovviamente con la forza di mezzi non di informazione, perchè sono diventati mezzi di persuasione di massa dei quali Berlusconi dispone, ma la gente comincia ad accorgersi di tutto quello che c’è dietro. Il fatto che la gente vada in piazza, il fatto che le scuole rischino di essere occupate da studenti e da insegnanti è la prova provata, è la dimostrazione concreta che la propaganda da sola non basta. Non si governa attraverso i sondaggi, non basta fare una domanda al cittadino attraverso il sondaggio: ti piace il maestro unico o non ti piace?. Il 60% dice Sì, mi piace il maestro unico e allora io ti do il maestro unico ma poi sotto sotto ti taglio 9 miliardi e mezzo. Questo modo di procedere evidentemente ha vita breve, e io credo che questa luna di miele tra Berlusconi e i cittadini italiani stia davvero per finire.”

video allegati

 

Quanto costano le mele in Abruzzo? In Abruzzo mettiamoci la faccia Canevaro: la Gelmini vuole sudditi docili
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24 risposte a Costantini: la riforma della scuola è un disastro!

  • 5

    Concordo con Costantini la posizione sulla riforma gelmini.
    Nell’ottica della trasparenza però Costantini candidato presidente alla regione Abruzzo dovrebbe anche mettere on line tutto il suo operato (dati e fatti circostanziati e dettagliati oltre che riscontrabili dai giornalisti)durante la sua presidenza della commissione vigilanza durante la giunta Pace.
    Mi dispiace che gli abruzzesi lo ritengano complice del sistema marcio che ha messo in ginocchio l’abruzzo. Vorrei smentite secche.

  • 4
    OmarValente

     @alcatraz non capisco se sei sarcastico o cosa….

    "perche’ e’ giusto finanziare la scuola privata!…..punto e basta!"

    e poi dici:

    "e invece tutti comunisti!!! tutti che vogliono i soldi dallo stato…..le banche,la scuola,la polizia,la ricerca,le autostrade,l’alitalia e via e via!!!! questo signori miei E’ COMUNISMO!!! E’ tutto quello che non avete voluto! nel capitalismo chi ha i soldi ce li ha,e chi non ce li ha non ce li ha….punto"

     

    come si conciliano queste tue due affermazioni diametralmente opposte?

  • 3

    povero silvio,colpevole solo di aver barattato pompini con ministeri.che cattiva la guzzanti.silvio fa tutto in buona fede,chiedilo ad emilio.

  • 2

    #
    per rovinare definitivamente la scuola pubblica e incentivare quella privata….in modo da creare ancora piu divario, sociale e CULTURALE tra ricchi e poveri
     

  • 1

    Berlusconi e’ un delinquente! La galera e’ il posto per lui.

  • 0
    alcatraz

    come si conciliano due affermazioni diametralmente opposte?  

    semplice!!!!!!!!!!!!!!! basta essere italiani!!!!!ovverosia dei gran parac**o!!!!!

    basterebbe essere coerenti…….e non dei voltagabbana, e’ esattamente cio’ che volevo dire(leggi tutto). in quanto al sarcasmo…….lo chiamerei piuttosto ironia….. per non chiamarla disperazione!!!!!!

    P.S.per quanto riguarda il finanziamento della scuola  privata non sono d’accordo  in quanto comunista…………………………….ma non lo ho deciso io              lo ha deciso un governo di destra…………sta proprio qui il problema! negli states l’aiuto di stato alle banche e’ stato rifiutato dai repubblicani  perche’ troppo socialista(non comunista)!!! il nostro paese non e’ ne’ di destra ne’ di sinistra…….e’ soltanto un paese di opportunisti-parac**o ……………………………………………il vero male e’ questo…e non e’ un "male"…………………………..ma un cancro!!!!

    alcatraz

  • -1

    Bravo Claudio, come al solito sempre buoni servizi
     

  • -2
    alcatraz

    perche’ e’ giusto finanziare la scuola privata!…..punto e basta!

    e poi finitela di dare la colpa a silvio……questo paese e’ alla deriva solo e soltanto per colpa di un secolo di comunismo…..la monarchia,la dittatura, la democrazia cristiana,la chiesa, LA MAFIA ,LA P2 sono tutte invenzioni dei comunisti. non sono cose realmente accadute……ma solo propaganda comunista!!!tutti i deportati,tutti i partigiani uccisi,tutti i morti per mafia,tutti attori ingaggiati per propaganda!!!!

    e adesso? qui ci vorrebbe un po’ di sano capitalismo…se hai il capitale..bene; altrimenti………………

    e invece tutti comunisti!!! tutti che vogliono i soldi dallo stato…..le banche,la scuola,la polizia,la ricerca,le autostrade,l’alitalia e via e via!!!! questo signori miei E’ COMUNISMO!!! E’ tutto quello che non avete voluto! nel capitalismo chi ha i soldi ce li ha,e chi non ce li ha non ce li ha….punto

    invece chi vuole il capitalismo finche’ le cose vanno bene e il comunismo quando le cose vanno male , a casa mia, si chiama P A R A C U L O!!!!!

    il nostro piu’ grave problema non e’ berlusconi non e’ la gelmini non e’ il dolo alfano eccetera eccetera……il problema e’ che non abbiamo piu’ una cosa importante!!! si chiama DIGNITA’…..

    siamo tutti onesti finche’ non succede niente, siamo tutti contro berlusconi quando fa un condono…..ma lo raccontiamo al commercialista mentre firmiamo i fogli,siamo tutti contro il condono edilizio…….geometri e architetti lo sanno bene!!! siamo tutti contro la caccia ma i referendum non sono passati!!!! siamo tutti contro l’indulto….ma meno male che l’hanno fatto. non vogliamo gli immigrati ma li prendiamo a lavorare perche’ italianio che fanno lavori di m**da non se ne trovano piu’ e loro costano molto meno!!!!!! non riusciamo piu’ ad assumerci le nostre responsabilita’ non riusciamo piu’ a difendere un’ ideale che ci costi mille euro e vogliamo difendere la democrazia e la costituzione????? ma sapete quanto costa la democrazia?sapete quanto costa la costituzione????i nostri nonni hanno pagato con la vita………………….non mille euro!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    siamo solo dei gran figli di putt……anzi no anche loro hanno una dignita’!!!!! teniamoci sta’ dittatura e stiamo anche zitti………………….e poi chi lo sa’……magari conosciamo qualcuno che ci puo’ trovare un posticino tranquillo in qualche organo di "governo"

    AUGURI……………ne abbiamo bisogno!!!

    alcatraz
     

  • -3
    Guido Fontna

    Io personalmente non mi proccuperei troppo della nostra scuola perchè è improntata non sulla vera istruzione, ma sul plagio dei cervelli umani. Non che imparare a leggere e a scrivere sia inutile, ma sarebbe utile oltre a questo stimolare i cervelli a pensare e non ad uniformarsi come avviene ora. Le università non forgiano scienziati, ricercatori e medici nel vero senso della parola, che prendono decisioni secondo la propria esperienza e il proprio intuito, ma esecutori di protocolli che non devono pensare, ma fare ciò che gli è stato detto. I farmacisti non sono farmacisti, ma venditori di scatolette. Non esiste più la vera scienza. La nostra scuola deve morire come tutta la nostra finta società per rinascere. Per cui lasciamo che la uccidano da sola.

    Lasciamo che questà società muoia per rinascere, libera, intelligente e formata da individui pensanti e non da marionette e pappagalli che si muovono e parlano per sentito dire. Ci sarà una vera scuola dove insegneranno la vera storia e non la bibbia della matrix in cui viviamo. Una scuola fatta per creare uomini che lavoreranno insieme per migliorare la qualità della vita umana e non per arricchire le tasche di chi li controlla. Questo è quello per cui dobbiamo lottare. Queto è il nostro vero obbiettivo.

    "La scienza non è nient’altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell’umanità." Questa è una frase di Nicola Tesla, uno dei più grandi geni mai esistiti a cui dobbiamo molte delle tecnologie usate ai girni nostri e di cui la nostra scuola non parla dimostrando il fatto di non essere una vera scuola.

    Ciao a tutti

  • -4

    la Gelmini è fuori come un campanello

  • -5

    c**zarola, ma il peggio deve ancora venire purtroppo, iperinflazione

  • -6

    Bisogna togliere di mezzo lo psiconano, che ha ridotto il nostro paese in uno stato di regime ditattoriale, mentre il suo posto è la galera. Una soluzione? FIRMIAMO TUTTI per il REFERENDUM per abrogare il Lodo Alfano! E finalmente potremo avere la soddisfazione di vederlo dietro le sbarre.

  • -7

    L’importante è ricordare che non si può lottare per uno stato sociale che non tornerà più… Non ci sono soldi, risorse, competitività… E io non mi fido di una cosa: il capitalismo, aggressivo alla Bush o Berlusconi, contraddittorio al punto da finanziare la finanza col denaro pubblico, e il bio-capitalismo globale sovrastatale prossimo venturo (vedi "trattato di Lisbona" ed europeismo alla Napolitano, stile Nuovo Ordine Mondiale) sono due lati della stessa medaglia… Sono entrambi dispotici e violenti… E ci riducono a cittadini puntiformi, insignificanti, frustrati e invidiosi. La solita solfa del Potere: "Io so io e voi non siete un c…."

    Se non vi sforzerete di pensare o realizzare qualcosa di RADICALMENTE NUOVO finirà male… fame, disoccupazione, ecc… Non si cambia niente senza idee e intelligenza. Senza avere una visione d’insieme.

    Il problema di base è che è difficile fidarsi non solo dei politici, ma proprio di chiunque… è tutto inquinato. Specialmente su internet… Ideologie mischiate a bella posta… Gente ultra-critica e acuta che appare "progressista" o di "sinistra" (internet ne è piena) e che si permette disinvoltamente di strizzare l’occhio a geopolitica, negazionismo dei campi di concentramento e critica delle banche in quanto parte attiva di un complotto giudaico-massonico… Non vi pare un po’ troppo "nazi"? Occhio a distinguere il marcio… (intendo: nei movimenti complottisti, in Zeitgeist e nei discorsi sul signoraggio).

    Quel che mi interessa va invece verso la decentralizzazione dei poteri (e delle centrali energetiche) e l’autonomia energetica individuale… Una bella centrifuga collettiva.

  • -8

    Bravissimo Claudio, domande precise e puntuali. E anche molto azzeccate e articolate le risposte di Costantini.

    P.S.: in arrivo altro contributino… come va la raccolta fondi? ogni tanto facci sapere se stai mangiando o se ti sei dovuto mettere a fare le televendite di macchinari scuotichiappe su Rete37 per tirare avanti… hehe

  • -9

    @alcatraz

     

    Il mondo è bello perchè è vario..

    Ognuno è "libero" di pensarla come vuole.

     

    Il fatto è che se togliamo i fondi alle università pubblicche

    quest’ultime si tramuteranno in private.. . Le tasse universitarie aumentaranno a dismisura, anche raggiungendo i 6-7000 euro l’anno, sul modello delle università americane.

    In tal modo chi merita, ma povero, dovrà rinunciare al sogno di diventare medico o altro.

     

    Io sono per limitare i fondi alle attività militari..

    E non al togliere 500 milioni di euro in 3 anni alle università e alla ricerca.

    Si, qui  in Italia siamo tutti paraculi..

    Però accettare un piduista colluso con la mafia come premier è poco furbo.. Non credi ?!

    QUINDI PARACULI D’ITALIA UNIAMOCI E PROTESTIAMO CONTRO QUESTO SCHIFO

     

    Alcatraz ti invito a cliccare sul link

    http://antimafia-by-merlok.spaces.live.com

    osserva le varie playlist

  • -10

    Sulla questione scuola non mi piace si trasformi in una strumentalizzazione.

    Perchè non c’è nulla di strumentale, il problema di fondo rimane quello della RICERCA ed è strettamente legato ai FONDI ECONOMICI STANZIATI. Non è una novità, i fondi sono stati tagliati di anno in anno e di governo in governo la storia non è cambiata. Per capire bisogna sentire e vedere come lavorano gli studenti, quali mezzi, quali attrezzature.

    Nella puntata de Le Iene di ieri martedì 28 ottobre, un servizio ha mostrato quanto difficile sia fare PROVE DI LABORATORIO, addirittura come per alcuni sia IMPOSSIBILE PRESENTARE CERTE TESI DI LAUREA, per mancanza di fondi!!!!

    Intanto c’è chi si spreme a chiedere il diritto allo studio contro il diritto alla manifestazione.
    E c’è prontamente il TG che segue questa indicazione e mostra come tanti studenti siano impossibilitati a studiare a causa delle proteste di alcuni.
    Tanto per far dimenticare un pò che i tagli alla scuola ci sono, non sono chiarissimi, di certo non consentiranno di FARE PIU’ RICERCA, come era stato promesso in campagna elettorale, di certo non serviranno a SALVARE L’ECONOMIA. Molto più probabilmente serviranno a perdere altre opportunità di formare persone capaci, a perdere scoperte ed innovazioni tecnologiche, quelle di cui avremmo bisogno per rilanciare l’economia e affrontare temi quali ambiente e sviluppo sostenibile.

    Perchè fanno sempre il contrario di quello che dicono?
     

  • -11

    il 29 alle ore 16 ci sarà una riuninone all’università di teramo….facoltà scienze politiche…..
    TERAMO COSTE SANT’AGOSTINO COLLEPARCO…..

    BYOBLU PENSACI TU’ ;)

  • -12

    Una semplice considerazione. Io credo che quando un dirigente deve tagliare le spese della propria azienda non va poi ad elargire contributi gratuiti alla "concorrenza" Nel 2009 sono previsti, nella finanziaria, oltre 400 milioni di euro per le scuole private!!! PERCHE’???

  • -13
    alcatraz

    @ mamabil

    Perchè fanno sempre il contrario di quello che dicono?

    caro mamabil dovremmo saperlo ormai…………………………………………………………….. ma poi in campagna elettorale vince chi la spara piu’ grossa! e noi continuiamo a guardare la tv e a considerare la pubblicita’ come "consigli per gli acquisti"

    MAI…e ripeto  MAI la pubblicita’ puo’ essere ritenuta un consiglio!                        io nel mio settore non posso fare pubblicita’ ,ma se potessi non potrei dire esattamente  come stanno le cose!                                                                            purtroppo il problema e’ piu’ grave del previsto…..non sono pessimista,sono realista……………….c’e’ gente che continua a guardare la tv e poi viene qui sul blog e rimane estasiata dalla chiarezza e dalla semplicita’ con cui byoblu espone dei  FATTI  diametralmente opposti ai media tradizionali!   non per togliere niente a byoblu  (ce ne vorrebbero centinaia come lui) ma per dire come stanno esattamente le cose non ci vuole la scienza! casomai il contrario…per architettare un piano di rinascita come questo ci vuole la scienza!  ma ci vuole anche un popolo c*****ne e, soprattutto, non ci vuole internet….

    ma finche’ quelli che navigano guardano anche la tv siamo lontani dal minimo necessario per cambiare le cose!!! quando soltanto le vecchiette la guarderanno potremmo iniziare a sperare in qualcosa!!! a meno di non essere i  vecchietti  seduti sul divano accanto a loro………………………….

    A proposito………..ma e’ cosi’ difficile smettere di guardare la tv??????????  io non la guardo da un sacco di tempo e non ne sento la mancanza……..anzi! qui dalle mie parti c’e’ un detto quando qualcuno ha tanti figli:-  ma a casa tua non ce l’avete la televisione?????? che c**zo ci sara’ in quella scatola  che tira di piu’  del sesso??????? risposta:-  BERLUSCONI!!!!!!!!!!!!!

    tranquilliiii!!!!!!!!! guardatevela sta’ TIVVU!!!  e AUGURI !!!    io nel frattempo me ne saro’ gia’ andato in un paese civile!!!!                                                    

          alcatraz  !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

     

  • -14

    Ma no, ma questo è populismo, demagogia, è un comunista, loro tagliano 8-9 miliardi perchè vogliono migliorare la scuola, separano gli italiani dagli stranieri perchè vogliono integrare i bambini, tagliano posti di lavoro perchè vogliono aiutare le famiglie, Brunetta vuole trasformare le università in fondazioni per renderle più autonome, il modello della Gelmini è Obama. Ma che film è? Bugiardo Bugiardo? Obama vuole aumentare di miliardi le risorse x la scuola pubblica e non tagliarle.

  • -15

    qual’è esattamente il programma?

  • -16
    elsy63

     

    Purtroppo non viviamo in un paese sensibile ai bambini , o meglio la gente comune lo è, chi ci comanda no!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!loro non appartengono alla razza umana !

     

    http://petizioni.tiscali.it/sign/list/bastaaitaglisulsostegno

     

    http://www.santeramolive.it/news/news.aspx?idnews=1559

    Con preghiera di sottoscrizione e diffusione della ns petizione.

    Grazie di cuore

    Isabella Difonzo

    LINEE guide richieste a luglio quando da anni la situazione era gia’ precaria, al sud disastrosa… invece in tutta risposta siamo stati dimenticati!con i tagli e il maestro unico i disabili rimarranno esclusi da ogni attivita’.!!!

     

     

    DALLA FISH:

    R I C H I E S T E PER LINEE DI AZIONE PER L’INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI CON HANDICAP IN SITUAZIONI DI PARTICOLARE GRAVITA’ AI FINI SCOLASTICI:

    quegli alunni che a causa di situazioni complesse necessitano di un supporto più intensivo all’apprendimento in termini qualitativi e quantitativi e quindi svolgono piani educativi personalizzati che possono essere o “semplificati” o “differenziati” rispetto a quelli dei compagni, pur rimanendo agganciati ai programmi della classe.

     

    Si ritiene che le soluzioni proposte, se riescono a garantire il diritto allo studio degli alunni con handicap in situazione di particolare gravità ed il buon andamento dell’amministrazione scolastica per la realizzazione dei diritti di tutti i compagni, giovano pure, con gli opportuni adattamenti (che richiedono minori risorse) a migliorare la qualità dell’integrazione di tutti gli alunni con disabilità.

    L’integrazione generalizzata, la cui normativa in Italia costituisce vanto presso tutti gli altri Paesi del mondo, negli ultimi anni ha subito un forte calo di attenzione; in particolare durante le ultime due legislature non ci sono stati arretramenti normativi; ma i tagli alla spesa, uniti al disinteresse governativo per il mancato rispetto della normativa, hanno determinato forti arretramenti nella qualità dell’integrazione realizzata precedentemente.

    Si chiede pertanto che Il Ministero voglia adottare nel più breve tempo possibile le richieste “Linee-guida per l’integrazione scolastica”, integrative di quelle adottate con l’Intesa Stato-Regioni del 20 marzo 2008, utilizzando le indicazioni di seguito riportate, elaborate anche alla luce della Proposta di legge F I S H A.C. n. 2003/07 e della Convenzione mondiale dei diritti umani delle persone con disabilità approvata dall’ONU il 13/12/06. Ci attendiamo ciò dal MIUR come segno concreto di rinnovato interesse politico:

    (Ciascun punto evidenzia con la lettera a) la normativa di riferimento; con la lettera b) la prassi di violazione della stessa; con la lettera c) la proposta F I S H di soluzione, che può essere sostituita da altra, purché risolutiva del problema riscontrato)

     

    NUOVI PROBLEMI URGENTI:

     

    1- Art. 64 del D.L. n. 112/08

    a) L’art 64 del DL n° 112/08 dispone la riduzione di decine di migliaia di docenti e non docenti, nonché l’aumento del numero di alunni per ogni classe.

    b) Tale disposizione non esclude dal taglio gli insegnanti per le attività di sostegno né le classi frequentate da alunni con disabilità.

    c) Si chiede l’approvazione di un emendamento alla legge di conversione del DL che espressamente escluda da tale disposizione sia il D.M. n. 141/99, concernente il numero massimo di alunni nelle classi frequentate da alunni con disabilità, sia la L. n. 244/07 art. 2 commi 413 e 414, concernenti il numero massimo e minimo di docenti per il sostegno in organico di diritto e di fatto.

     

    2- Ricostituzione e riconvocazione dell’osservatorio ministeriale sull’integrazione scolastica

    a) La C.M. n. 262/88, a seguito della famosa sentenza della Corte costituzionale n. 215/87 sul diritto pieno ed incondizionato degli alunni con disabilità a frequentare le scuole di ogni ordine e grado, ha istituito un Osservatorio ministeriale, composto da Associazioni, Dirigenti e funzionari ministeriali ed esperti di altre Amministrazioni, quale organo di consulenza e proposta al Ministro dell’Istruzione Università e Ricerca e delle altre Amministrazioni che, per legge, hanno competenze sul processo d’integrazione scolastica degli alunni con disabilità.

    b) Il precedente Governo, pur avendo istituito i due organi interni allo stesso e cioè l’Assemblea delle Associazioni ed il Comitato tecnico-scientifico, non ha previsto la presenza di Funzionari ministeriali né del MIUR, né di altre amministrazioni; né ha ripristinato l’organismo di raccordo fra i due organi con funzioni operative. La conseguenza è stata una quasi inesistente attività dell’Osservatorio.

    c) Si chiede la ricostituzione dell’Osservatorio e l’immediata convocazione prima dell’inizio delle lezioni di Settembre prossimo, per conoscere gli orientamenti dell’On. Ministro Gelmini sull’integrazione nel quadro del miglioramento della Scuola, anche alla luce del presente documento.

     

    3- Intesa della Conferenza Stato-Regioni del 20 marzo 2008

    a) La Conferenza Stato regioni ha approvato l’Intesa sui criteri di accoglienza e di presa in carico degli alunni con disabilità, col consenso di tutte le regioni, sia quelle governate dal centro-destra che quelle governate dal centro-sinistra.

    b) Essa apporta notevoli miglioramenti alla normativa vigente, specie per i rapporti interistituzionali; ma non se ne è avviata l’attuazione in vista del prossimo anno scolastico e di quello successivo che, amministrativamente, si apre con le iscrizioni del gennaio 2009.

    c) Si chiede che vengano rilanciati i contenuti dell’Intesa e la stipula degli accordi di programma regionali e sub-regionali che soli possono garantire le scuole come servizi territoriali decentrati ed autonomi, inseriti nella rete dei servizi locali, grazie al cui coordinamento si può realizzare una migliore qualità dell’integrazione nella logica di scuole di eccellenza.

     

    4- Formazione iniziale ed in servizio dei docenti

    a) Il decreto delegato n. 227/2006 prevede una formazione iniziale sull’integrazione scolastica rivolta a tutti gli studenti aspiranti a docenza, oltre che una formazione permanente in servizio e la specializzazione dei docenti per il sostegno.

    b) Nella prassi sino ad oggi solo alcuni corsi universitari hanno previste semestralità significative su questo aspetto fondamentale del sistema di istruzione. Ciò ha favorito, per un verso, la delega ai soli docenti per il sostegno da parte dei docenti curricolari, per l’altro, un sempre più frequente ricorso dei genitori alla magistratura che ha concesso, negli ultimi tre anni, oltre 1000 casi di aumento di ore di sostegno.

    c) Nell’ambito dell’approvazione del DdL Aprea A.C. n. 953 che prevede all’art. 13 comma 3 la formazione iniziale di tutti gli aspiranti all’insegnamento nelle scuole di ogni ordine e grado, si propone la previsione di un adeguato numero di semestralità per la formazione iniziale di tutti gli aspiranti docenti concernenti la pedagogia, la psicologia e la didattica dell’integrazione scolastica con riguardo anche agli alunni in situazione di gravità. Si propone un arricchimento dei programmi di specializzazione per il sostegno concernente anche le problematiche degli alunni in situazione di gravità. Si propone, inoltre, che sia resa obbligatoria per tutti i tutti i docenti, tramite accordi con i sindacati, la formazione in servizio sull’integrazione scolastica del tipo di disabilità da seguire, con particolare attenzione agli alunni con handicap in situazione di gravità. Si propone una specifica formazione iniziale ed in servizio sull’integrazione scolastica dei dirigenti scolastici.

     

    5- Continuità didattica

    a) La L. 662/96 all’art. 1 comma 75 ribadisce il principio, più volte enunciato nella normativa, della continuità didattica degli insegnanti per il sostegno.

    b) Nella prassi tale continuità rimane inapplicata, infatti, gli insegnanti per il sostegno con nomina a tempo indeterminato, dopo 5 anni possono passare su cattedra comune. Quelli a tempo determinato hanno una nomina annuale e talora si succedono nello stesso anno ricevendo, taluni una nomina provvisoria in attesa dell’ "avente diritto" e quindi altri una nomina definitiva ad anno scolastico da tempo iniziato.

    c) In alternativa alla istituzione di un’apposita classe di concorso per gli insegnanti di sostegno, accettabile solo con la permanenza in essa dei docenti per tutti gli anni di insegnamento, fatte salve le normali condizioni di passaggio di cattedra, si propone un aumento degli anni di permanenza su posti di sostegno, incentivata in forma non monetaria. Si propone, altresì, che venga estesa anche ai docenti precari il disposto dell’art. 461 del decreto legislativo 297/94 secondo il quale dopo il ventesimo giorno dall’inizio delle lezioni un docente non può essere spostato di sede. In tal caso dovrà essere garantito punteggio e stipendio ai docenti precari che, a seguito di ricorsi o altre circostanze, avrebbero diritto alla nomina dopo il ventesimo giorno. Occorre, infine, prevedere che i contratti a tempo determinato abbiano validità per un biennio o un triennio a seconda che trattasi di un ciclo di studi biennale o triennale (primo triennio della scuola primaria, triennio della scuola secondaria di primo grado, triennio della scuola secondaria di secondo grado). La continuità dovrà riguardare la permanenza del docente nella classe frequentata dall’alunno. A tal fine qualora il docente venga nominato per più alunni si dovrebbe riuscire a dare nomine parallele relative allo stesso anno di corso. Ciò sarebbe facilitato dalla previsione della proposta di legge dell’On. Aprea, A.C. n. 953 che all’art. 16 attribuisce alle singole scuole la formulazione delle graduatorie per la nomina dei docenti.

     

    6- Sospensione dei corsi di specializzazione on line dell’università di Venezia

    a) L’art. 14 della L. n. 104/92 stabilisce che la specializzazione per le attività didattiche di sostegno all’integrazione scolastica è svolta solo dalle Università e la normativa nazionale conseguente prevede un numero chiuso di aspiranti, indicato sulla base di un parere del Direttore Scolastico Regionale per ogni università, con obbligo di frequenza.

    b) L’On. Mussi, precedente Ministro dell’Università, ha autorizzato nel 2007 la Scuola di specializzazione dell’Università di Venezia a gestire un corso per 1350 aspiranti anche al di fuori del veneto e da svolgersi anche in altre sedi, con almeno la metà delle ore di insegnamento da effettuarsi on line, cioè senza obbligo di frequenza.

    c) Si chiede la sospensione di tale corso ed il divieto di ri-proposizione ovunque in futuro, poiché l’eccessivo numero di studenti e la scarsa frequenza alle lezioni contrastano con la logica formativa di chi dovrà svolgere il delicatissimo compito di accompagnamento didattico di alunni con specifici bisogni educativi speciali.

     

     

    PROBLEMI DENUNCIATI DA TEMPO LA CUI SOLUZIONE NON PUO’ ESSERE ULTERIORMENTE RINVIATA

     

    1. Finalità dell’integrazione

    a) L’art. 12 comma 3 L. 104/92 indica come obiettivi dell’integrazione scolastica la crescita negli apprendimenti, nella comunicazione, nella socializzazione, negli scambi relazionali.

    b) Nella prassi spesso questi alunni vengono isolati dai compagni impedendo la realizzazione degli obiettivi indicati, gli interventi personalizzati vengono spesso "scambiati" per interventi individuali, contro la logica dell’integrazione.

    c) Occorre un programma di formazione, anche specialistica per tipologie di disabilità, degli operatori scolastici ed extrascolastici, che consenta loro di realizzare gli obiettivi con una programmazione maggiormente integrata.

     

    2. Diagnosi funzionale, profilo dinamico funzionale: continuità degli operatori sanitari.

    a) L’ art. 12 comma 5 L. 104/92 stabilisce che gli operatori della ASL che formulano la diagnosi funzionale debbano partecipare alla formulazione del PDF e del PEI per garantire la continuità di presa in carico del progetto di integrazione assieme agli operatori scolastici e alla famiglia.

    b) Nella prassi il personale sanitario è numericamente scarso, insufficientemente formato e aggiornato, oberato di lavoro e spesso precario, causando discontinuità ed assenze dagli incontri.

    c) Occorre che le Regioni, con atto deliberativo, garantiscano unità multidisciplinari stabili con la presenza di figure professionali competenti, anche nel campo degli alunni con handicap in situazioni di particolare gravità, con una più approfondita specializzazione. All’individuazione degli obiettivi deve contribuire anche la famiglia, pure tramite esperti di sua fiducia, sulla base del suo diritto-dovere di scegliere le mete educative e gli strumenti relativi fra quelli validati a livello di buone prassi (confronta anche l’Intesa Stato-Regioni del 20 marzo 2008 art. 2). Le Unità multidisciplinari devono costituire una continuità con le Unità valutative dell’handicap che dovrebbero intervenire prima dell’ingresso nella scuola e con quelle successive alla scuola e devono assumere il ruolo fin qui svolto dalle commissioni medico-legali, affinché i servizi e i trasferimenti monetari siano attribuiti da un solo decisore. Si chiede al Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, per il tramite del MIUR, un aumento di interventi riabilitativi secondo le necessità dei bambini con disabilità, con particolare attenzione agli alunni con sordità grave e profonda, ritardi intellettivi e relazionali, con conseguente aumento del numero dei riabilitatori, avendo particolare riguardo ai logopedisti. A tal proposito si precisa che le attività riabilitative debbono svolgersi in orario pomeridiano, per non sottrarre gli alunni con disabilità all’esercizio del diritto allo studio. Infine si chiede che il servizio di neuropsichiatria infantile e gli altri servizi per l’età evolutiva mantengano la presa in carico degli alunni con disabilità per tutto il periodo di frequenza scolastica, anche oltre il raggiungimento della maggiore età.

    Le strutture sociali e sanitarie dovrebbero essere in grado di fornire informazioni sulle scuole o gli istituti presenti nel territorio, onde evitare un‘affannosa ricerca ai genitori. Questo implica una collaborazione attiva tra i servizi e le scuole e gli istituti presenti nel territorio.

     

    3. Necessità di rafforzare il ruolo delle famiglie e dei docenti curricolari

    a) L’art. 12 comma 5 L. 104/92 e il DPR applicativo del 24/2/1994 stabiliscono che alla formulazione del PDF e del PEI debbano partecipare le famiglie e tutti i docenti della classe. Inoltre l’art. 2 dell’Intesa Stato-Regioni del 20 marzo 2008 stbilisce che alla formulazione della Diagnosi Funzionale partecipino anche gli operatori scolastici e la famiglia.

    b) Nella prassi accade spesso che le famiglie vengano solo invitate a sottoscrivere documenti già preparati dalla scuola o dalle ASL o addirittura non vengano neppure informate di quanto progettato. Accade, inoltre, che molti gruppi di lavoro si svolgano di mattina impedendo ai docenti curriculari ed ai familiari di partecipare, favorendo la logica perversa della delega al solo insegnante per le attività di sostegno.

    c) Occorre una direttiva del MIUR che imponga a tutti i dirigenti scolastici di coinvolgere attivamente le famiglie e i docenti curriculari nel progetto e nella realizzazione dell’integrazione scolastica. Tutta la documentazione deve essere disponibile in ogni tempo per le famiglie.

     

    4. Piano educativo individualizzato per gli alunni in situazioni di gravità

    a) La sentenza n. 215/87 della Corte Costituzionale ha sancito il diritto pieno ed incondizionato di tutti gli alunni con disabilità, ivi compresi quelli in situazioni di gravità, a frequentare le scuole di ogni ordine e grado tenendo conto delle loro peculiarità e con il coinvolgimento di tutti i servizi necessari.

    b) Nella prassi non vengono programmati per tempo i servizi necessari allo svolgimento di PEI (Piani Educativi Individualizzati) molto articolati. Questi PEI possono prevedere anche tempi, modi e luoghi di integrazione diversi da quelli dei compagni, a seconda del tipo di disabilità: ad esempio per gli alunni con autismo l’integrazione è il fine e non il mezzo.

    c) Occorre programmare a partire dal momento delle iscrizioni (gennaio dell’anno precedente la frequenza scolastica) PEI che possano prevedere, a seconda dei casi, un percorso di avvicinamento alla classe di appartenenza, periodi di presenza in classe e di attività para ed extrascolastiche con la presenza di operatori appartenenti alla scuola, agli enti locali, alle ASL e dai soggetti del terzo settore.

     

    5. Istruzione domiciliare (Protocollo d’Intesa Ministeri 24 ottobre 2003)

    a) L’art. 9 della legge 104/92 stabilisce: ai minori con disabilità soggetti all’obbligo scolastico, in tutte le scuole di ogni ordine e grado temporaneamente impediti per gravi motivi di salute a frequentare con continuità la scuola, sono comunque garantite l’educazione e l’istruzione scolastica.

    b) Gli alunni impossibilitati alla frequenza scolastica per lunghi periodi vengono privati del diritto all’istruzione se non vi è stato un precedente ricovero ospedaliero di almeno 30 giorni, che può anche significare l’abbandono scolastico

    c) Occorre prevedere la possibilità di attuare progetti di istruzione domiciliare, laddove necessario, anche se non è stata preceduta da ricovero ospedaliero, purchè vi sia una prognosi di assenza dalal scuola di almeno 30 giorni. Occorre modificare in tal senso il Protocollo d’Intesa Ministeri 24 ottobre 2003 in tema di istruzione domiciliare che pretende una previa degenza ospedaliera di oltre trenta giorni.

     

    6. Scuole "polo" per l’integrazione

    a) Il Dpr n. 275/99 sull’autonomia scolastica all’art. 7 prevede la possibilità che più scuole si organizzino in rete per affrontare un problema comune: su questa base sono nate scuole "polo" e centri territoriali per l’integrazione scolastica come centri di spesa in cui concentrare risorse, consulenze, formazione e documentazione didattiche riguardanti singoli aspetti quali, ad esempio, l’autismo, la cecità etc. Tali risorse materiali ed umane, una volta specificamente formate, vengono inviate alle scuole della rete nelle quali di volta in volta si iscrivono alunni con quelle specifiche gravi difficoltà di apprendimento. L’ordinanza ministeriale 782/97 ha finanziato corsi di formazione in tal senso. Di recente l’art. 5 dell’intesa Stato-Regioni del 20 marzo 2008 ribadisce questa ipotesi organizzatoria.

    b) Nella prassi taluni hanno inteso le scuole "polo" come scuole nelle quali concentrare, invece, anche gli alunni in situazioni di particolare gravità.

    c) Occorre dare immediatamente attuazione all’Intesa Stato-Regioni del 20 marzo 2008 perché vengano affrontati i problemi organizzativi della presa in carico, da parte dei comuni capofila dei piani di zona e stilati i progetti individuali di integrazione scolastica ed extrascolastica, con particolare attenzione agli alunni in situazione di gravità; ciò sulla base dell’art 14 della L. 328/2000 e degli accordi di programma che approvano i piani di zona ai sensi del successivo art. 19 della stessa legge, alla cui stipula debbono partecipare anche le reti di scuole interessate. Inoltre, le scuole "polo" verranno costituite anche sulla base di accordi con gli enti locali e con le associazioni di persone con disabilità presenti sul territorio.

     

    7. Integrazione scuola, formazione professionale, lavoro

    a) Per le scuole superiori già l’art. 68 della L. 144/99 ed oggi, il decreto delegato n. 77/2005 riguardano percorsi misti di istruzione e formazione professionale e di alternanza scuola/lavoro con borse lavoro e stages.

    b) Nella prassi gli alunni con handicap in situazioni di gravità, tranne rare eccezioni, non fruiscono di queste ipotesi organizzative che, invece, più si attagliano alle loro situazioni.

    c) Occorre rilanciare gli accordi di programma fra scuola, enti locali ed ASL di cui all’art. 13 comma 1 L. 104/92 finalizzati anche alla programmazione coordinata dei servizi per l’integrazione di questi alunni, e che prevedano anche l’individuazione di "indicatori" strutturali di processo e di risultato dell’integrazione scolastica, pure degli alunni con handicap in situazione di particolare gravità. E’ da chiedere alla Conferenza Stato-Regioni ed al Ministro del Lavoro, per il tramite del MIUR, che gli alunni con disabilità accedano ai corsi di formazione professionale anche se privi del diploma di terza media, come già avviene per l’accesso alla scuola superiore col semplice attestato comprovante i crediti formativi maturati. E’ necessario altresì che tali alunni possano frequentare i corsi di formazione professionale anche dopo il diciottesimo anno di età, specie se in prosecuzione del percorso scolastico, cosa attualmente vietata da molte regioni.

    In considerazione dei diversi ritmi di maturazione, in particolare per i ragazzi con ritardi intellettivi, oltre a poter frequentare oltre il diciottesimo anno di età, il tempo di permanenza nel corso professionale dovrà essere stabilito dalla commissione esaminatrice del Centro di Formazione Professionale (anche in collaborazione con la ASL) e rapportato alle esigenze e situazioni del ragazzo.

    Gli Uffici per l’Impiego dovranno tener conto dei tirocini svolti con valutazione positiva, dando un punteggio da aggiungere ai “Criteri e modalità di valutazione degli elementi che concorrono alla formazione delle graduatorie degli iscritti agli elenchi provinciali dei disabili”.

     

    8. Aree disciplinari nella scuola superiore

    a) L’art. 13 comma 5 L. 104/92 prevede nelle scuole secondarie di primo e secondo grado l’assegnazione di docenti per il sostegno nelle aree disciplinari di prevalente interesse per gli alunni con disabilità, individuate nel PEI.

    b) Nella prassi, mentre nella scuola media questa norma non è stata applicata (ottenendosi buoni risultati), nelle scuole superiori la sua applicazione è stata lasciata alla massima discrezionalità. Ne è conseguito talora la nomina di più insegnanti per il sostegno allo stesso alunno, talora l’individuazione arbitraria delle aree con palese violazione del diritto allo studio degli alunni e del rispetto dei punteggi degli elenchi dei docenti specializzati aspiranti a supplenze degli alunni con disabilità.

    c) Si propone la disapplicazione del comma 5 dell’art. 13 sopra citato anche nella scuola superiore ed il ripristino degli elenchi degli insegnanti specializzati cui attingere per ordine di punteggio, al fine di evitare anche l’affermarsi della delega degli insegnanti curriculari ai soli insegnanti delle attività di sostegno. E’ da tener presente, inoltre, che in ciascuna area sono assemblate discipline assai diverse tra loro che non danno alcuna garanzia di interventi specifici a favore dell’integrazione scolastica; (si pensi, ad esempio, che nell’area tecnologica sono presenti informatica e diritto).

     

    9. Figure professionali

    a) L’art. 35 comma 7 della L. 289/2002 stabilisce che verranno concesse deroghe circa le ore di sostegno agli alunni certificati in situazioni di particolare gravità.

    b) La prassi ha mostrato come per alcuni di questi alunni più che molte ore di sostegno didattico possono risultare utili, talora, molte ore di assistenza per l’autonomia per realizzare prevalentemente gli obiettivi della comunicazione, della socializzazione degli scambi relazionali di cui al precedente punto 1; mentre per altri alunni non certificati in situazione di gravità occorrono più ore di sostegno.

    c) Si propone, specie dopo l’Intesa della Conferenza Stato-regioni del 20 Marzo 2008, un’applicazione flessibile di tale norma e del conseguente DPCM n. 185/06, sui quali gravano dubbi di costituzionalità, secondo l’apposito parere del consiglio di Stato dell’Agosto 2005, nella parte in cui limitano l’assegnazione di ore aggiuntive di sostegno ai soli casi di gravità certificata.

     

    10. Docenti per il sostegno non specializzati

    a) L’art 14 L. 104/92 stabilisce che la scuola deve garantire insegnanti specializzati nelle attività di sostegno.

    b) Nella prassi, a causa della mancata programmazione dei bisogni relativi al numero di docenti specializzati, quasi il 50% delle nomine riguardano docenti non specializzati.

    c) Si chiede una revisione della programmazione dei corsi di specializzazione gestiti dalle Università, che tenga effettivamente conto dei bisogni di docenti specializzati sui singoli territori regionali. Si propone che la frequenza di un breve corso di formazione prima dell’inizio dell’anno scolastico sia resa obbligatoria per i docenti nominati per il sostegno senza un titolo di specializzazione e sia facoltativa per gli altri insegnanti già specializzati. Se i docenti non specializzati si rifiutano, perdono il diritto alla nomina su posto di sostegno.

     

    11. Mancata assistenza igienica dei collaboratori scolastici

    a) L’art 47, 48 e l’allegato A del CCNL del 29/11/2007 stabiliscono che l’assistenza igienica agli alunni con grave disabilità debba essere fornita dalle collaboratrici e dai collaboratori scolastici, previa la frequenza di un breve corso di formazione e col diritto ad un aumento stipendiale. L’accordo sottoscritto il 10 Maggio 2006 ha inserito stabilmente nello stipendio di tale personale un aumento economico per lo svolgimento di tali mansioni, che è divenuto pensionabile.

    b) Nella prassi, essendo facoltativa la frequenza del corso di aggiornamento, molti di essi si rifiutano di svolgere tali mansioni, creando gravissimi disservizi nelle scuole. Purtroppo il nuovo aumento stipendiale potrà di fatto riguardare al massimo il 15% del personale di ruolo. Si paventa il rischio che quanti non potranno fruire di tale aumento si rifiutino di svolgere tali mansioni, creando il caos nelle scuole.

    c) Si propone l’obbligatorietà dei corsi di formazione nonché della prestazione di tali mansioni rispettando il genere degli alunni (maschio o femmina) e l’aumento del fabbisogno finanziario, pena la mancata assistenza igienica degli alunni con handicap in situazione di maggiore gravità, che configura il reato di interruzione di pubblico servizio.

     

    12. Mancata assistenza educativa

    a) L’art 13 comma 3 della L. n. 104/92 stabilisce che gli Enti Locali debbano assicurare la presenza nelle scuole di assistenti per l’autonomia e la comunicazione degli alunni con disabilità. Il decreto legislativo n. 112/98 all’art. 139 ha chiarito che tali competenze sono a carico dei Comuni per la scuola materna, elementare e media e delle province per quelle superiori, salvo diversa statuizione delle leggi regionali.

    b) Nella Prassi molte Province si rifiutano di rispettare tali norme con la conseguenza di denegata assistenza educativa.

    c) Si propone che, con un atto della conferenza Stato-Regioni-Città venga definitivamente chiarita la competenza delle province. Le province non debbono limitarsi all’assistenza ai soli alunni ciechi e sordi ai sensi della Legge n. 67/93, ma debbono prestare tale assistenza a tutti gli alunni con disabilità frequentanti le scuole superiori, in forza dell’art. 139 del decreto legislativo n. 112/98. L’assistenza va progettata con le famiglie e può riguardare anche interventi educativi domiciliari. A proposito del rifiuto di assistenza scolastica agli alunni con deficit intellettivi, motivato dalla dizione dell’art. 13 comma 3 L. n. 104/92 che parla di alunni con minorazioni fisiche e sensoriali”, va precisato che l’art. 14 L. n. 328/00 non distingue più fra le diverse tipologie di minorazioni per la presa in carico del progetto globale di vita, anche in età scolare. Ed a proposito dell’assistenza educativa, occorre precisare che tali educatori debbono ricevere una formazione iniziale ed in servizio e deve essere normato a livello nazionale il loro profilo professionale, individuando titolo di accesso, curricolo, titolo conseguito, nonché il mansionario, come ha fatto la provincia autonoma di Trento col Regolamento dell’Aprile 2008 sui B.E.S. (Bisogni specifici di apprendimento).

     

    13. Barriere architettoniche e senso-percettive

    a) L’art. 24 della L. n. 104/92 prevede l’eliminazione delle barriere architettoniche e senso-percettive. Il DPR n. 503/96 è il Regolamento esecutivo della norma.

    b) Nella prassi tali norme vengono scarsamente rispettate per le scuole e moltissimi Comuni non hanno adottato i piani finanziari per la loro applicazione.

    c) Negli accordi di programma occorre prevedere la formulazione di piani finanziari per l’eliminazione delle barriere architettoniche e senso-percettive nelle scuole, in tempi determinati, secondo un programma prestabilito, con lo stanziamento di precise risorse economiche rispettivamente ai Comuni per le scuole dell’infanzia e del primo ciclo e alle Province per la scuola secondaria di secondo grado.

     

     

    14. Uso improprio dei docenti per il sostegno

    a) L’art. 35 comma 7 della L. n. 289/02 stabilisce che sono nominati docenti specializzati per l’integrazione scolastica solo in presenza di alunni certificati con disabilità.

    b) Nella prassi, molti Dirigenti scolastici, a causa dei tagli alla spesa pubblica, impiegano tali docenti per supplenze in altre classi, facendo abbandonare da loro gli alunni con disabilità.

    c) Occorre stigmatizzare, con apposita circolare ministeriale, l’uso improprio dei docenti per il sostegno. Inoltre occorre sollecitare i Dirigenti scolastici a nominare supplenti, quando non abbiano docenti a disposizione, ai sensi della Sentenza n. 59/04 della Corte dei conti.

     

    15. Valutazione della qualità dell’integrazione scolastica

    a) L’art. 12 comma 6 della L. n° 104/92 prevede verifiche sui risultati dell’integrazione scolastica a livello di singole scuole ed il Decreto istitutivo dell’INVALSI prevede la valutazione della qualità del sistema di istruzione.

    b) L’INVALSI ha pubblicato nel 2007 una ricerca sugli indicatori strutturali, di processo e di esito della qualità dell’integrazione scolastica per facilitare l’autovalutazione delle singole scuole.

    c) Si propone che la ricerca dell’INVALSI venga utilizzata per rendere l’autovalutazione obbligatoria in tutte le scuole, e che gli indicatori di qualità individuati entrino a far parte delgi indicatori per valutare la qualità dell’intero sistema di istruzione. Ciò faciliterà una concorrenza positiva tra le istituzioni scolastiche.

     

    16. Diritto all’inclusione nelle Univiersità

    d) La Legge n° 17/99 garantisce il diritto degli alunni con disabilità in possesso del Diploma di scuola secondaria di secondo grado ad accedere alla frequenza dei corsi universitari.

    e) Nella prassi i fondi per le forme di assistenza a tali studenti vanno di anno in anno riducendosi, mentre il loro numero va crescendo essendo pervenuto a circa 10.000 unità. Inoltre non tutte le regioni hanno concordato con le Università le modalità di trasporto gratuito di tali studenti.

    f) Occorre adeguare i fondi assegnati per i tutors ed altre provvidenze al crescente numero di tali alunni e normare in modo chiaro ovunque le modalità di esercizio del diritto al trasporto gratuito alla sede Universitaria prescelta.

     

    17. Mancanza di risorse per i casi non certificati

    a) La normativa citata al punto 14, prevede l’assegnazione di docenti per il sostegno esclusivamente agli alunni certificati con disabilità.

    b) Nella prassi, nelle scuole è presente circa il 20% di alunni con difficoltà di apprendimento non riconducibili alla disabilità e quindi non certificabili, che comunque necessitano di risorse umane supplementari.

    c) Talora si sopperisce a tale mancanza con fittizie certificazioni di handicap; talora si utilizzano le risorse assegnate agli alunni con disabilità per risolvere anche questi problemi, svantaggiando ingiustamente gli alunni certificati. Si impone la necessità di trovare risorse finanziarie ed umane anche per questi problemi, pena il collasso della qualità dell’integrazione e di tutto il sistema dell’istruzione.

     

     

    Roma 12/07/08

     

     

    Pietro Vittorio Barbieri Presidente nazionale FISH

    Salvatore Nocera Vicepresidente nazionale FISH

     

    Disabili a scuola, ma non in classe

    Il Corriere della Sera (solo per abbonati)

    Leggi l’articolo originale dal sito "Il Corriere della Sera"

    Diciamolo subito, a scanso di equivoci: nel tanto vituperato decreto Gelmini, l’integrazione scolastica delle disabilità non viene neanche nominata. Eppure in piazza, venerdì a Roma, c’erano anche loro. Insegnanti di sostegno, associazioni di genitori. A manifestare contro la riforma, ma soprattutto contro un ministero che, di nuovo, sembra essersi dimenticato di quello che un tempo era il vanto dell’istruzione italiana. E che invece si ritrova ormai da anni ad annaspare tra fondi che vengono tagliati o che proprio non ci sono mai stati, percorsi di formazione a dir poco tortuosi, furberie e inanità.

    L’allarme in cifre
    Nelle «disposizioni urgenti in materia di istruzione e università » non c’è dunque traccia di handicap, sostegno, formazione. Forse perché, per Viale Trastevere, l’integrazione delle disabilità non è un’urgenza. Eppure: 164.392 alunni, su 4 ordini di scuola statale. Oltre 53mila insegnanti in organico a tempo indeterminato (a cui vanno aggiunti circa 40mila precari). E il quadro si complica se, a quel 2-3% di ragazzi «ufficialmente» certificati dalle Asl, si unisce — dati del Centro Studi Erickson ( http://www.erickson.it) — un altro 15-20% con difficoltà educative, apprenditive, di comportamento e relazione. Fenomeni in crescita, dicono gli esperti.
    A luglio, il ministero ha emesso una direttiva — la 69 — in cui, per le «iniziative di potenziamento e di qualificazione dell’offerta formativa di integrazione» degli alunni con handicap, sono stanziati 10.500.000 euro. Che, calcolatrice alla mano, fanno meno di 64 euro ad alunno e poco più di 196 a docente. C’è da aggiungere la scure abbattutasi sui costi scolastici: -7.832 milioni di euro, tra 2009 e 2012. Nessun taglio ai posti di sostegno, giurano dal ministero. Però: maestro unico, in classi che hanno fino a 29 ragazzi, contro i 25 di qualche anno fa (e senza più «sdoppiamento » automatico in presenza di disabili). Riduzione del personale ausiliario, e a volte sono proprio loro, ad esempio, che portano in bagno il bimbo in sedia a rotelle. Monte ore che si assottiglia, alle elementari, quando per molte famiglie con figli «speciali» la scuola è il solo porto sicuro.

    Integrazione mancata
    Non è solo una tendenza del governo attuale. Lo stesso Fioroni, per dire, subì pesanti contestazioni; e fu la finanziaria 2008 a introdurre il rapporto medio nazionale di un posto di sostegno ogni 2 disabili, a prescindere dall’handicap. «Quel che ha fatto il governo Prodi è un abominio: determinare l’organico in base a un puro rapporto numerico. La Gelmini si è trovata il taglio pronto su un piatto d’argento ». Non usa la mano leggera, Antonio Nocchetti. Medico, due figlie («non disabili»), è il presidente di Tuttiascuola ( http://www.tuttiascuola.org), associazione napoletana di genitori di ragazzi con handicap. «Dobbiamo avere il coraggio di dire la verità: la politica non è più in grado di sopportare i disabili nelle scuole pubbliche, perché sono diventati un costo inaccettabile ».
    «La nostra integrazione scolastica ha tanti anni, ma ho paura che oggi venga data per scontata. Mentre all’estero stanno lottando per averla — in Europa, solo Grecia e Portogallo sono schierati sull’inclusione, gli altri hanno sistemi misti con scuole e classi speciali —, da noi c’è un impoverimento del sentire che l’alunno con disabilità è parte integrale e integrata della classe». A parlare è Dario Ianes, pedagogista all’università di Bolzano, fondatore e condirettore del Centro Studi Erickson. «Inserimento », «socializzazione»: dalla 118/1971 alla 104/1992, «la legge dice esplicitamente che il sostegno si fa "alla classe". Le risorse aggiuntive sono ben date se vanno alla collettività, non è che appiccichi un insegnante al disabile e lo mandi in un’altra aula…». E invece, «una ricerca di prossima pubblicazione, realizzata con Andrea Canevaro dell’Alma Mater e Luigi D’Alonzo della Cattolica, ha rivelato che il bimbo disabile passa molto tempo fuori dalla classe: solo uno su 2, alle superiori, è sempre "dentro". Alle materne ben il 35% sta "un po’ dentro un po’ fuori", una quota che sale al 60% alla primaria, al 69% alle medie. Sono medie e superiori, oggi, la nuova frontiera».

    Non solo numeri
    «L’abbiamo visto anche noi che con loro la scuola diventa più difficile. Qualche volta viene la tentazione di toglierseli di torno. Ma se si perde loro, la scuola non è più scuola. È un ospedale che cura i sani e respinge i malati». Lo scrivevano, più di 40 anni fa, gli alunni di don Lorenzo Milani, in Lettera a una professoressa. Parlavano dei loro coetanei «difficili», espulsi dalle scuole «dei ricchi». Ma la riflessione si adatta anche a quei bambini «diversi» che la scuola, spesso, non sa più accogliere, perché le mancano gli strumenti per farlo.
    Come, ad esempio, un numero sufficiente di docenti specializzati e in organico a tempo indeterminato (non supplenti «in deroga»), per garantire continuità a studenti già di per sé fragili. «Di solito si entra nel sostegno per poi passare sulla propria materia — ammette Gabriella Villanis, che insegna in una media di Napoli —. Io però ho fatto l’inverso: sono entrata con un concorso a cattedre per matematica e scienze, mi sono appassionata, eccomi qua». Da vent’anni a tu per tu con la disabilità. Quasi una mosca bianca: perché, spiega Ianes, «il livello di cambiamento e precarietà è molto più alto nel sostegno che in altre classi di concorso. Per contro, più hai un corpo docente stabile, meno ore di sostegno vengono richieste. Basterebbe una metodologia didattica più cooperativa, avanzata…». E qui entra in gioco un altro problema: la formazione. Ianes scuote la testa, «sono presidente del corso di laurea in Scienze della formazione primaria, ma noi stessi non sappiamo ancora che percorso debbano seguire gli studenti». Il punto è che sì, «c’è un titolo che si ottiene con 400 ore di specializzazione, ma dato che di docenti formati non ce n’è abbastanza, si prende chi capita». E la formazione in itinere? «L’aggiornamento, oggi, non è obbligatorio né retribuito», spiega lapidaria la Villanis. L’unica indagine nazionale sul tema, realizzata dal-l’Invalsi nel 2005-2006, rivela dati sconcertanti: quasi un istituto statale su 3 non ha docenti curricolari con formazione sulla disabilità. Nelle private, si sale al 68%. Con buona pace del lavoro di squadra.
    Soldi che non ci sono, numeri che non tornano: come quelli del monte ore di sostegno, «sempre troppo poche — sospira la prof —. Allora si fa richiesta di integrazione, che a volte viene soddisfatta, altre no. E i genitori, disperati, fanno causa». Ne sa qualcosa Nocchetti, che con la sua associazione ha portato 280 casi davanti al Tar: tutti vinti. Perché «è vero che il bambino disabile va preso in carica da tutto il team. Ma la situazione è tale che l’unico modo per arginare la falla è mettere le mani sugli insegnanti di sostegno ». Il 5 ottobre, Ianes e Canevaro hanno lasciato l’Osservatorio ministeriale sull’integrazione: «Questa nuova politica scolastica fatta di tagli, economie presunte (…) — si legge nella lettera di dimissioni — produce in tutti ulteriore insicurezza, diffidenza e conflitti». «Nella scuola italiana — chiude Nocchetti — ci sono ormai 600mila bimbi migranti, che sommmati ai disabili fanno quasi 800mila bambini. E i fondi? E la formazione? Altrimenti, trovino il coraggio di ammetterlo: la scuola pubblica deve diventare il ricettacolo dei paria ».

    Gabriela Jacomella

    lettura.agevolata@comune.venezia.it

     

    http://www.santeramolive.it/news/news.aspx?idnews=1559

    http://petizioni.tiscali.it/sign/list/bastaaitaglisulsostegno
    La promessa di Vendola ed Emiliano: "In Puglia nessuna scuola chiuderà"
    Il governatore ha confermato che la Regione Puglia impugnerà il decreto legge 154 davanti alla Corte Costituzionale in quanto lesivo delle prerogative delle Regioni

    di Paolo Russo

    (16 ottobre 2008)

    3

    "Voglio guardare la Gelmini negli occhi"
    "Tagliare sui disabili è un furto ai cittadini, lo Stato che non ha il concetto del bene comune non può dichiararsi democratico"

    di Isabella Difonzo

    (16 ottobre 2008)

    4

    Quel sorriso che la Gelmini ha tagliato
    Pubblichiamo la lettera della maestra di Rosanna, una bambina down che, con la riforma della scuola vedrà dimezzate le sue ore di sostegno

    di Olimpia Riccio

    (16 ottobre 2008)

    5 Scuola, appello della Regione "Fermiamo il massacro"
    Lomelo: questa è macelleria. La Regione ricorre alla Consulta

    di Piero Ricci

     

    Mimmo Lomelo non esclude nulla: «Contro questa macelleria non c´è altro da fare che ricorrere alla Corte Costituzionale». L´assessore regionale alla pubblica istruzione della giunta Vendola prepara il campo di battaglia contro i tagli alla scuola pubblica.

    Ieri in una conferenza stampa con i capigruppo del centrosinistra ha spiegato la cura tutta lacrime e sangue disegnata dal ministro dell´istruzione Mariastella Gelmini che rischia di cancellare con un tratto di penna 383 plessi pugliesi, quelli con meno di 50 alunni. E per oggi ha radunato sindaci, presidenti di Provincia, sindacati, convincendo anche il governatore Nichi Vendola a presentarsi al Polivalente di Japigia a Bari.

    Un´altra manifestazione è in programma al "Lenoci" di Bari, coi professori delle elementari, medie e superiori: lezioni interrotte alle 11, quindi, a metà mattinata per partecipare all´assemblea convocata da Cgil, Cisl, Uil e Snals e con il personale Ata, contro i quasi duemila tagli che piegheranno il sistema scolastico pugliese. «Nel frattempo bisogna prepararsi – spiega Lomelo – e sulla base dei criteri esistenti, ridimensionare la rete scolastica limitando i danni».

    L´incertezza domina le prospettive del prossimo anno scolastico, quello che comincerà nel settembre del 2009. «Il ministro ci impone, entro il 30 novembre, anticipando di un mese la scadenza che ci aveva indicato in precedenza – spiega Lomelo – di rivedere secondo nuovi parametri la rete scolastica minacciando la nomina di commissari ad acta. Ma noi sfidiamo il ministro, ricorreremo alla Corte Costituzionale, per avere più tempo e per difendere le nostre scuole. Non lasceremo nulla di intentato».

    Lomelo sta lavorando sui numeri per costruire un´ipotesi per limitare il più possibile i tagli delle scuole pugliesi. «Per ora stiamo lavorando – spiega – sui parametri che ci impongono di accorpare i plessi con meno di 300 alunni. Così in Puglia rischiamo di cancellare 38 scuole, ma sulla carta». C´è, infatti, un piano alla Regione che, pur applicando lo stesso criterio, permetterà di chiudere realmente non più di 10 plessi: «L´operazione è possibile – spiega l´assessore regionale – se si lavora tutti quanti per ridimensionare gli istituti con più di 1.100 studenti».

    In Puglia ce ne sono 86: rimarrebbero gli stessi ma con meno studenti. Il saldo sulle direzioni scolastiche, in questo modo, è il meno negativo di tutti. «A meno che non arrivino nel frattempo altri criteri», sbotta Lomelo. E i boatos ministeriali dicono che la soglia di chiusura sarà elevata a 400 alunni. E la faccenda si complica: perché su 116 plessi interessati il taglio, alchimie anti-Gelmini comprese, non sarà inferiore a 30. «Scelte scellerate quelle che ci vogliono imporre – conclude Lomelo – perché se chiudi una scuola con pochi alunni in una zona disagiata, puoi risparmiare sul bidello che non assumi, ma non sulle spese di trasporto visto che l´alunno a scuola deve comunque andare».

    (16 ottobre 2008)

     

    Famiglia Cristiana boccia le classi-ponte per stranieri proposte dalla

    Lega. Nell’editoriale d’apertura del numero in edicola il settimanale

    delle edizioni Paoline si scaglia contro la Lega affermando che "la

    ‘fantasia padana’ non ha piu’ limiti, ne’ pudore" e parla di vere e

    proprie "classi ghetto". Si danno "risposte sbagliate a problemi reali

    di inserimento", dichiara Famiglia Cristiana e "la questione

    dell’italiano e’ solo una scusa: tutti sanno- si legge nell’editoriale-

    che le cosiddette ‘classi di inserimento’ non sono efficaci. I risultati

    migliori si ottengono con classi ordinarie e con ore settimanali di

    insegnamento della lingua". In Italia questo, in parte, avviene. Lo

    prevedono le "Linee guida" (2006) dell’allora ministro Moratti per

    l’accoglienza degli alunni immigrati, approvate anche dalla Lega. "La

    mozione della Lega, poi, va letta fino in fondo- spiega l’editoriale-

    prevede che i bambini immigrati, oltre alla lingua italiana, debbano

    apprendere il ‘rispetto di tradizioni territoriali e regionali’, della

    ‘diversita’ morale e della cultura religiosa del Paese accogliente’, il

    ‘sostegno alla vita democratica’ e la ‘comprensione dei diritti e dei

    doveri’. Qualcuno sa dire come spiegarlo a un bambino di 5-6 anni, che

    deve ancora apprendere l’italiano?". Insomma, sottolinea con forza

    Famiglia Cristiana "si dice ‘classi ponte’, ma si legge ‘classi ghetto’.

    Negli anni Sessanta- chiude l’articolo- quando bambini napoletani,

    calabresi o siciliani andavano a scuola a Novara, nessuno s’e’ sognato

    di metterli in una ‘classe differenziale’ perche’ imparassero italiano,

    usi e tradizioni del Nord, ne’ di far loro dei test d’ingresso. Perche’

    ora ci pensa il novarese Cota?".

     

     

    ————————————

     

    Sociale-edscuola e’ una delle Mailing List di Educazione&Scuola© – La Rivista telematica della Scuola e della Formazione (http://www.edscuola.com http://www.edscuola.it)

    TOSCANA
    "Salve. Sono una studentessa del liceo (e isituto tecnico) Russel-Newton di Scandicci, Firenze.

    Le scrivo poichè avendo letto l’incoraggiamento ad inviare materiale sulle occupazioni o comunque su ciò che sta accadendo nelle nostre scuole ho ritenuto opportuno inviarvi un video, realizzato dal nostro "cameramen" Julien (un ragazzo della scuola appassionato di video che durante l’occupazione- che si è svolta in contemporanea ad altre 25 scuole della provincia senza che nessuno ne facesse parola- si è aggirato per gli istituti della città raccongliendo interviste). Spero che lo ritenga interessante"

    A Grosseto, gli studenti dei Licei Classico, Scientifico ed Artistico faranno lezione nella piazza della città dello Studente per i prossimi tre giorni.

    > EMILIA ROMAGNA

    "Il liceo scientifico E.Fermi di Bologna ha iniziato l’occupazione lunedì 14 ottobre e l’ha conclusa il sabato 19 ottobre alle ore 23,50. Durante l’occupazione è stato redatto un documento di richieste da inoltrare al ministero e la richiesta di aprire un tavolo di confronto con le parti che devono essere coinvolte nella realizzazione di una riforma e che il governo ha completamente trascurato.
    Gli studenti in questo frangente si sono dimostrati molto responsabili, per il modo in cui hanno gestito l’occupazione: tutti i giorni i ragazzi hanno sottoscritto la partecipazione all’occupazione, firmando all’ ingresso e all’uscita, e di contro la scuola ha telefonato a tutte le famiglie dei minori per avvisare che i ragazzi erano a scuola e partecipavano alle attività di occupazione. Ai ragazzi esterni alla scuola sono stati presi i documenti ad ogni ingresso
    Il comitato di occupazione ha monitorato costantemente la partecipazione dei ragazzi, dichiarando che qualora si fosse approfittato dell’occupazione della scuola per dedicarsi ad altre attività e non si fosse raggiunto un numero di partecipanti congruo e costante l’occupazione sarebbe stata terminata immediatamente, senza produrre alcun risultato.

    Queste azioni, forse apparentemente eccessive, sono state scelte dai ragazzi del comitato di occupazione per non dare l’impressione che la protesta si riducesse al solito "episodio folkloristico di inizio d’anno" come sono stati apostrofati i primi segnali di rivolta studentesca.
    Questo ha avvalso loro la collaborazione del corpo docente, del comitato genitori, e per alcuni aspetti anche della dirigenza, oltre che una vasta e consapevole partecipazione dei ragazzi.

    E’ stato richiesto anche un coordinamento con la Presidenza della Regione Emila Romagna di cui il presidente Vasco Errani è anche presidente della conferenza della Regioni.
    Lo stesso Vasco Errani ha preso pubblicamente posizione contro il governo per le modalità di attuazione del decreto, dandogli carattere d’urgenza, e ignorando completamente le Regioni che invece in materia di scuola hanno competenza. Le ragioni della protesta sono già state assunte ora bisogna passare ad azioni concrete che costringano il governo e il ministro a rivedere le posizioni prese.
    il coordinamento a questo punto è essenziale." INForma, Servizi per la Formazione – Bologna.

    > FRIULI VENEZIA GIULIA
    Le associazioni studentesche hanno annunciato che anche Trieste diversi istituti (Oberdan, Nordio, Savoia, Preseren, Stefan, Carducci, Dante, Fabiani, Volta, Petrarca, Sandrinelli, Carli, Ziga Zois, Deledda) sono stati occupati per protesta contro i tagli alla scuola. Mobilitazioni anche a Gorizia, dove è occupato l’Ist. D’Annunzio, e a Monfalcone, dove lunedì si terrà un’assemblea pubblica studentesca presso l’Area Verde.

    > LIGURIA
    Ad Imperia è stato occupato il liceo scientifico Viesseux.

    > LAZIO

    "Salve, sono una studentessa di V del liceo E. Amaldi di Roma. Anche nella mia scuola sono in corso assemblee straordinarie circa la nuova riforma (sconcertante) approvata contro la scuola.
    Il giorno 30 ottobre scenderemo tutti in piazza a manifestare contro questa riforfa fatta da una donna che si è scordata cosa significhi studiare ed avere uno stipendio normale di circa 1200000 euro mensili. Il giorno sabato 25 è in programma un sit in di fronte i cancelli della nostra scuola. Saluti, e a presto perchè se l’andamento resterà tale ci sentirete molto spesso..La scuola è un nostro diritto!!!!!!!!!!!!!!!!!!"

    "La scuola Giovanni da Verazzano di Roma (Cinecittà) sta per assere occupata, mentre giorgio de chirico, scuola che sta affianco è stata già occupata".

    A Roma dal 15 ottobre è stato occupato il Mamiani, liceo classico di Viale delle Milizie. Sempre nella capitale è iniziata l’occupazione al Liceo Ettore Maiorana di Spinaceto e all’Augusto di via Appia mentre nello storico liceo Tasso oggi si riunirà il collettivo per votare l’occupazione. Qui le posizioni degli studenti sono diverse e vanno quindi valutati tempi e modi della protesta. Assemblee anche al De Chirico e all’Orazio. In agitazione anche le scuole di provincia: ad Anzio, in provincia di Roma, mobilitazioni al Marco Polo e all’Innocenzo XII mentre a Frascati e Monterotondo alcune scuole hanno sfilato in un corteo di protesta. Secondo l’Unione degli Studenti nei Castelli Romani si stanno svolgendo assemblee straordinarie in tutte le scuole e si stima che oltre 4000 studenti della zona siano entrati in mobilitazione. Sono in programma azioni dimostrative per domani e un corteo a Frascati per giovedì 23.

    > SARDEGNA

    "Salve, scrivo dal liceo scientifico Giordano Bruno di Muravera, in provincia di Cagliari. Nella nostra scuola stiamo organizzando giornate di occupazione dopo il fallimento dell’autogestione, che è stato sedato dal nostro preside, dopo averci minacciato con 5 in condotta e assenze. Ora speriamo di andare avanti nonostante i consensi,anche tra noi studenti,siano sempre meno…Se è possibile,ci farebbe piacere avere dei suggerimenti su come procedere…Grazie,ciao!!!!"

    "Ciao io sono nell ‘istituto tecnico commerciale "Primo Levi" di Quartu Sant’Elena in provincia di Cagliari e dal 22 ottobre faremo autogestione; sempre a Cagliari c’ è autogestione nell’ istituto professionale Pertini e al Meucci che è sempre un professionale ma maschile… se avrò altre notizie vi farò sapere…".

    > CAMPANIA
    A Napoli -secondo quanto dichiarato dall’Uds- la maggior parte delle scuole sono in agitazione con autogestioni, occupazioni e scioperi bianchi.

    > CALABRIA

    "Anche a Catanzaro ci stiamo muovendo: l’ITG "Petrucci" ed il Liceo Scientifico "Siciliani" sono in regime di autogestione nei giorni 21-22-23 Ottobre. L’IT per Ragionieri manifesta in piazza nei giorni 20-21 c.m. Il Liceo Magistrale "De Nobili" è in regime di autogestione nei giorni 21-22-23-24 c.m. L’IT Industriale "Scalfaro" manifesta nei giorni 22-23 c.m. e occuperà la propria scuola a partire da giorno 27. Fate sentire la voce di Catanzaro. Grazie per l’attenzione."

    "Gli studenti del liceo R.L Satriani di Mesoraca in provincia di Crotone ci hanno inviato il video dell’assemblea autonoma del 18 ottobre, occasione in cui hanno discusso sull’opportunità di aderire allo sciopero del 30 ottobre.

    Obiettivo di questo video, come ci scrivono, è "far vedere che anche nel Sud Italia si sta muovendo qualcosa…".

    > PUGLIA

    "A Gallipoli da lunedì il liceo Quinto Ennio è stato occupato dopo 4 ore di ‘trattative’ con i dirigenti. Puntiamo di tenere la scuola occupata fino a sabato. Da martedì anche il resto delle scuole di Gallipoli sono state occupate: Il Professionale,lo Psico-Pedagogico e il Nautico."

    A Brindisi si starebbero svolgendo occupazioni ed autogestioni in 16 scuole della Provincia, in particolare Monticelli, Fermi, Majorana, Alumbo, Pepe-Calamo, Simone, Carnaro, Salvemini.

    > SICILIA

    "Ciao sono G. B. uno dei capi d’istituto del Liceo “Bisazza” di Messina. Ho dato un occhiata al sito e vedo che molte scuole sono state occupate per quanto riguarda la Gelmini , ma noi abbiamo un altro problema interno cioè quello della carenza di aule e siamo costretti a fare pomeriggi perche un politico x non vuole fare il suo lavoro. Lunedì abbiamo fatto una gran bella manifestazione d’avanti la provincia per farci sentire a gran voce e di lamentarci delle promesse che non hanno mantenuto, adesso veramente siamo arrivati all’apice della sopportazione ci hanno dato un ennesima data quella del 27-10-2008 dove ci hanno promesso che ci daranno delle aule tampone “sinceramente ci credo poco!” Quello che voglio denunciare è che noi come istituto “Liceo Bisazza” occuperemo se questa ennesima promessa non verrà mantenuta e di conseguenza occuperemo anche per andare contro la Gelmini perche questo sarà un altro problema che affronteremo non appena riusciremo a conquistare le aule. State certi che il “Liceo Bisazza” di Messina è anche con voi!!!!"

    "In tutte le scuole siracusane, a partire dal 22 ottobre ci stiamo mobilitando in quanti più possiamo per occuparle e organizzare assemblee straordinarie per discutere e protestare il decreto 133."

    "Il Liceo Quintiliano di Siracusa occupa per far sentire la propria voce e e per non far decidere agli altri il nostro futuro, per una scuola più seria e con più fondi, per un’istruzione dignitosa. A Siracusa occupano il Liceo Quintiliano, il liceo classico Tartagallo, il liceo scientifico Corbino, l’Istituto tecnico ragioneria Rizza, istituto tecnico commerciale ragioneria Insolera, liceo scientifico Einaudi, liceo artisti Gagini." <guarda la foto>

    Il blog della protesta
    Per informare, proporre, discutere….

     

    I video delle mobilitazioni studentesche nelle città

    Regolamento occupazione scolastica
    La discussione nel forum di Superiori

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    INEGNAMENTI DISPERSI
    di Sauro Mocetti 21.10.2008

    Il ritardo della scuola italiana nei confronti di quella degli altri paesi europei, e del Mezzogiorno rispetto al Centro-Nord, non si limita ai livelli di apprendimento degli studenti, ma riguarda anche la dispersione scolastica. Che si concentra per lo più tra la fine della scuola media e l’inizio della secondaria superiore. Un background familiare meno agiato aumenta le probabilità d’insuccesso, ma anche l’offerta educativa locale conta. Il tempo lungo riduce sia la dispersione sia il condizionamento della famiglia d’origine sui risultati scolastici.

    Nel 2007, un ragazzo su cinque tra i 18 e i 24 anni aveva conseguito solo la licenza di terza media e non frequentava alcun corso di formazione, un’incidenza tra le più elevate a livello europeo. I tassi d’abbandono sono abbastanza eterogenei sul territorio italiano, con valori più contenuti nelle regioni centrali e superiori al 25 per cento in Campania, Sicilia e Puglia. Tra il 2004 e il 2007 il fenomeno si è ridotto in tutte le aree del paese. Se le diminuzioni fossero confermate anche nel successivo triennio, tuttavia, il Mezzogiorno continuerebbe a registrare un’incidenza media dell’abbandono superiore al 20 per cento, lontano dagli obiettivi fissati in ambito europeo.

    DOVE NASCE LA DISPERSIONE SCOLASTICA

    La dispersione scolastica è il risultato di una varietà di anomalie del percorso scolastico, che vanno dagli abbandoni prematuri alle ripetizioni dell’anno e che si verificano in prevalenza tra la fine della scuola media e l’inizio della secondaria superiore.
    Prendiamo, ad esempio, un gruppo di cento quindicenni. Se in regola con il percorso scolastico, hanno già conseguito la licenza media e sono iscritti al primo anno della secondaria superiore. In realtà, 4,6 di loro sono già fuori dal sistema scolastico e 8 hanno accumulato un ritardo, essendo ancora iscritti alla scuola media. Anche il percorso dei quindicenni regolari può, inoltre, presentare delle anomalie. L’anno successivo, ad esempio, 6 di essi cambiano il tipo di scuola e 3,4 abbandonano gli studi dopo appena un anno di superiori. (1) Quali fattori spiegano la dispersione scolastica? (2)

    IL RUOLO DEL BACKGROUND FAMILIARE…

    I fenomeni di irregolarità del percorso scolastico sono fortemente correlati allo status socioeconomico dei genitori e al loro livello di istruzione. Avere i genitori laureati, piuttosto che con la sola licenza media, allontana di circa dieci volte la probabilità di essere in ritardo o di abbandonare gli studi. Il fatto che la “selezione sociale” inizi già a questa età, meriterebbe una maggiore attenzione nel dibattito sulla scuola. Ai divari del grado di alfabetizzazione della popolazione adulta è anche riconducibile parte del differenziale Nord-Sud in termini di tassi di abbandono scolastico.
    Anche l’offerta educativa locale conta. L’efficacia del sistema scolastico nel ridurre le disuguaglianze di partenza dei giovani e, più in generale, la dispersione scolastica, non sembra tuttavia dipendere dalla quantità delle risorse impiegate, quali il numero di docenti per alunno o la numerosità delle classi. Appaiono, invece, più significativi la composizione del corpo docente, le modalità con cui opera nella scuola, la qualità delle strutture scolastiche dove si svolge l’attività didattica.

    …E QUELLO DELLA SCUOLA

    Il rischio di ripetere l’anno è minore dove è più bassa la percentuale di docenti a tempo determinato. A questo contribuirebbero alcuni aspetti negativi della precarietà quali un elevato turnover del corpo docente, la discontinuità dell’attività didattica, le inefficienze nell’adozione dei libri di testo, il disincentivo dei docenti a investire nella relazione con la classe. Inoltre, l’assenza di meccanismi di valutazione degli insegnanti fa sì che non vi siano alcuni degli aspetti positivi del rapporto a termine quali la possibilità di screening dei docenti da parte dei dirigenti scolastici, e l’incentivo dell’insegnante a impegnarsi per segnalarsi positivamente per

  • -17

    discussione con gli studenti, da parte degli studenti autorganizzati della legge 133/08.

    spiegheranno cosa accadrà

    organizzare proteste affinchè il diritto allo studio non diventi un privilegio.

  • -18

    la gelmini e’ solo un’altra come la carfagna,sono solo da copertura,i veri mandanti sono berlusconi e il suo portavoce del bilderberg tremonti,la verita che lo stato e’ al collasso totale perche devono pagare con il lavoro dei cittadini la moneta a debito che stampa la bce,destra e sinistra hanno accetato questa truffa ai danni degli italiani,cacciamoli tutti e rimettiamo la moneta nazionale di stato,presto vi prenderanno pure la casa,guardate zeitgeist

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Fusaro: se vince il No, arriverà un governo tecnico guidato da Mario Draghi

Fusaro: se vince il No, arriverà un governo tecnico guidato da Mario Draghi Diego Fusaro: "Se al Referendum Costituzionale vince il sì, come vogliono le élite, distruggono la Costituzione, desovranizzano lo Stato e impongono l'Unione Europea come Banca Centrale che decide per tutti. Se vince il no l'élite ha pensato anche al piano B, perché il popolo si sta...GUARDA

MELONI A RENZI: SCIOCCATA DA QUANTO SEI BUGIARDO!

giorgia meloni vs matteo renzi sei un bugiardo Giorgia Meloni si scontra violentemente con Matteo Renzi, durante la campagna per il referendum costituzionale, sul Porcellum e sulle liste bloccate, che Renzi sostiene di avere tolto dall'Italicum....GUARDA

Silvio Berlusconi su Beppe Grillo: “Non posso parlarne bene”.

Berlusconi su GrilloSilvio Berlusconi su Beppe Grillo a Matrix: "Mi piace parlare delle persone quando posso parlarne bene. Quando devo parlarne malissimo, ...evito". ...GUARDA

Nino Galloni mena schiaffoni anche alla Presidenza del Consiglio

galloni marattin Nino Galloni si scontra con Luigi Marattin, consigliere economico della Presidenza del Consiglio di Matteo Renzi, su banche, Referendum, privatizzazioni, debito pubblico, mercati e scenari catastrofici....GUARDA

Film, libri e Dvd

Il ritorno alla bellezza passa anche dall’acquisto di un oggetto di design

Design e bellezza Ci sono oggetti che devono semplicemente funzionare, non importa quanto siano brutti. E, soprattutto, devono rompersi in fretta, in maniera da poter essere acquistati nuovamente, e poi ancora, e ancora, infinite volte. Tante quante bastano a soddisfare le esigenze del sistema produttivo. Altri devono semplicemente essere...==> GUARDA TUTTO ==>

Le cuffie migliori per la musica

Cuffie Pryma C'era un tempo in cui il mangiadischi la faceva da padrone. La cosiddetta alta fedeltà era un lusso per pochi, spesso riservata agli studi di registrazione dove le celebrità registravano le loro nuove hits. Poi vennero gli Hi-Fi, prodotti consumer ma con la capacità di riprodurre un'ampia...==> GUARDA TUTTO ==>

Lights Out: Terrore nel Buio – Trailer Hd ITA ufficiale #NonSpegnereLaLuce – film horror

LIGHTS OUT TERRORE NEL BUIO TRAILER ITA HD UFFICIALEIl trailer HD ITA (in italiano) di Lights Out: terrore nel buio. #NonSpegnereLaLuce I migliori film horror a casa tua: Film Horror al Cinema. Dal produttore James Wan (“L’evocazione-The Conjuring”), è in arrivo il racconto di un terrore sconosciuto in...==> GUARDA TUTTO ==>