Mele e buoi dei paesi tuoi

Mele e buoi dei paesi tuoi
Intervista al sen.Rossi sui mercati contadini

Quest’anno non sono riuscito a mangiare una pesca decente. Erano tutte dure, senza sapore. E’ tanto, tantissimo tempo che non assaporo più una buona clementina. Le pere Williams ancora si salvano, ma anche per arance e banane bisogna andarci con i piedi di piombo, e possibilmente con il kit del piccolo laboratorio chimico.

Non sappiamo più da lungo tempo cosa stiamo mangiando. Ai nostri figli diamo intrugli prodotti da multinazionali e fatti con ingredienti liofilizzati. Del latte, della frutta e delle uova di cui dovrebbero essere composti non conservano più oramai neppure l’aroma. Non vanno più neppure a male: sono talmente artificiali che se li mangi un mese dopo la scadenza sono ancora buoni.
Sono finti, ma i risultati sulla nostra salute sono veri. L’ultimo in ordine di tempo è stato lo scandalo del latte cinese. Abbiamo eliminato quel latte dagli scaffali, ma nessunoproprio nessuno – ci dice che negli yogurt, nelle merendine, nei formaggi, negli ovetti di cioccolata, nei dolci, in qualsiasi altro prodotto a base di latte non ci sia tanta melamina da mandarci tutti dritto in un reparto di rianimazione, quando non addirittura belli stesi in una cassa.

Basta! E’ ora di tornare alle torte della nonna, al tacchino allevato per Natale nella stia, alle uova tirate fuori direttamente dal culo della gallina, ai pomodori appena colti, magari da condividere con qualche simpatico bruco, perché la sua sicurezza è la nostra sicurezza, la sua salvezza è la nostra salvezza, e così la sua salute. Non voglio mele belle, giganti, lucide, gonfie e luccicanti come un seno al silicone: voglio mele buone, genuine. E tette vere, per Dio!

La soluzione si chiama Mercato Contadino. In Germania e negli Stati Uniti ce ne sono a migliaia. I contadini e gli agricoltori della zona si danno appuntamento e ti vendono direttamente cetrioli e zucchine. Ti fanno vedere dove sono cresciuti, quei cetrioli e quelle zucchine, e ti dicono anche come li hanno innaffiati. Se non sono buoni, finalmente sai con chi prendertela. E quando non è stagione per i cachi, mangerai mele. E quando non è stagione per le pesche, mangerai pere.
Torneremo a bere latte appena munto, e a fare le torte con le uova vere.

La buona notizia è che i Mercati Contadini iniziano ad essere tanti anche in Italia, e sono in costante crescita. Cercate quello più vicino a casa vostra, e nel frattempo ascoltate cosa ne pensa il Senatore Fernando Rossi, da me interpellato sulla questione.

Byoblu: “Cosa ne pensi dei mercati contadini, questo fenomeno che all’estero si chiama Farm Market, ovvero i contadini e gli agricoltori che si organizzano in spazi autogestiti per arrivare direttamente al consumatore, avendo non soltanto un risparmio in termini economici – che si può quantificare anche del 30% per il consumatore – ma anche un risparmio in termini ambientali? Avere il contadino che ti vende direttamente la mela significa avere meno aerei che circolano, meno TIR, quindi meno inquinamento, e significa soprattutto avere un controllo sulla garanzia e sulla qualità degli alimenti che vengono venduti. E’ molto semplice verificare dal contadino stesso quale sia il suo processo produttivo mentre è quasi impossibile farlo per la grande distribuzione: l’abbiamo visto recentemente con il latte proveniente dalla Cina. Ancora adesso non sappiamo esattamente cho cosa stiamo dando da mangiare ai nostri figli, perchè arrivano le rassicurazioni ma poi arrivano anche le smentite quando si scoprono i centri commerciali che vendono prodotti adulterati. Quindi, possono rappresentare una soluzione i mercati contadini, insieme ai GAS, i Gruppi di Acquisto Solidale?”

Rossi: “Sì sì: indubbiamente vanno bene i mercati contadini, vanno bene i gruppi di acquisto che si muovono, come tu giustamente dicevi, verso un rapporto equilibrato, che cerca la qualità del prodotto, tra chi lo fa e chi lo deve consumare. Questo rapporto stretto ti garantisce che tutti e due si va verso la qualità del prodotto. Tu non puoi farmi un uso indiscriminato di prodotti chimici, perché alla fine se il gruppo di acquisto scopre, analizzando il prodotto, che c’è un residuo altissimo di un pesticida, quello è uno che ha finito di vendere ai gruppi di acquisto, mentre può ancora vendere ai grandi gruppi, ai grandi commercianti che poi trovano loro i canali per smistare il prodotto. Quindi è una questione di controllo di qualità, e poi ci sono i risparmi, i risparmi nel muovere le merci, nei consumi di petrolio, di benzina.
E’ la scelta del futuro questa: un rapporto stretto tra chi produce e chi consuma e la distanza corta tra il momento della produzione e il momento del consumo, che garantisce la freschezza. Io per esempio quest’anno non sono riuscito a mangiare una sola pesca: erano tutte come dei sassi, durissime. Una filiera corta mi garantisce una qualità sul prodotto, e invece di aver tentato tre volte di prendere un chilo di pesche, ne avrei consumate dieci, venti chili. Mi piacciono anche, soprattutto quelle bianche! Non si riesce più a farlo. I kiwi son dei sassi. Che senso ha che io vada a mangiare un prodotto che arriva dall’Australia, dal Cile, se ce l’ho qui, nel periodo giusto? Poi sarà il periodo di un altro prodotto.
Voglio essere legato di più alla mia storia, al mio territorio, alla mia capacità produttiva, mangio sano… perché un prodotto, per stare in nave venti giorni, deve avere dei prodotti chimici che lo tengono su, insomma… Tra l’altro c’è la dotazione scientifica per sapere da dove vengono i prodotti, per sapere se sono stati usati dei prodotti chimici… Il guaio è che non lo si vuole fare. Ogni tanto qualcuno dei NAS becca una partita, ma son tutte così! Se si va in un mercato generale a fare i controlli, fuori dalle regole per quanto riguarda la presenza di prodotti chimici, di residui chimici tossici cosa c’è? Quasi tutte le partite di questa merce che gira per il mondo non sarebbe dentro ai parametri. Ma siccome qui i commercianti che la muovono sono cinque/dieci in Italia, sono forti e ricattano magari le amministrazioni con i posti di lavoro… e allora si chiudono uno, due occhi e si va avanti così, confidando nella fortuna che la gente non si ammali, ma poi la gente si ammala.”

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32 risposte a Mele e buoi dei paesi tuoi

  • 25
    Nervustrella

    Questo argomento mi tocca molto da vicino.Oltre che mamma sono titolare di un negozio di articoli per l’agricoltura.Per i prodotti antiparassitari o meglio i fitofarmaciè semplice acquistarli anche in piccole quantità. Per i prodotti di difesa o prevenzione bio, l’acquisto è legato al minimo d’ordine molto alto o a contratti legati ai soli consorzi. Questo si rispecchia nelle sementi, nei concimi e tutto  quello che vi  è annesso.Personalmente compro tramite gruppi di acquisto locali e riscopro i sapori. Cerchiamo di cambiare.  Nervustrella

  • 24

    La mia frutta super biologica a anche bellissima. E’ un altro mito da sfatare.
    Certamente che c’è anche frutta meno bella piu buona di bellissima e inzipida frutta da frigo.   Ma la disinformazione la fa da padrona … .

  • 23

    Non si può cambiare la testa alle persone, ed è molto difficile cambiare anche le abitudini. Bisognerebbe avere il coraggio di rinunciare, in un primo momento, a delle vendite, proponendo solo prodotti stagionali, alla lunga anche i consumatori si abituerebbero. Il problema è che per assurdo, spesso i prodotti d’importazione costano meno di quelli nazionali. Tu oggi compreresti un kg. di clementine spagnole a 1.49, oppure quelle italiane a 2.39? Chissà che mafia…

  • 22

    Dalle mie parti è una pratica che si sta rivitalizzando. Nei piccoli centri delle Marche c’è ancora molta gente che coltiva la terra per il bisogno della famiglia ed alcuni si sono organizzati per vendere a terzi. Prodotti di stagione, che non viaggiano per ore ed ore e costano decisamente meno.

  • 21

    Questo è un gravissimo problema, ci stavo giusto pensando oggi al supermercato a riguardo del formaggio cheddar e del pecorino romano. Alla fine come al solito siamo noi a dover cambiare e poi quando vedranno che prendiamo solo prodotti locali smetteranno di importare le arance dal sud america. Domanda: come si cambia la testa delle persone?

  • 20
    gabriel fontanbi

    Mai sentito parlare di gas?

    informatevi.

    http://www.retegas.org

    e mangerete continuamente roba bona!

  • 19

    Bene, io a Pisa mi sto attivando per partecipare ai GAS. Sono anche stata al mercato contadino :). Pian piano mi organizzo in questo modo.

  • 18

    Ciao Claudio, ancora una volta hai trattato un tema importante, complimenti! ti segnalo http://www.bioexpress.it/ una cooperativa di Bolzano dove acquistare frutta e verdura rigorosamente BIO. Ti consegnano tutto a casa con puntualità e serietà una volta a settimana, si risparmia tempo, denaro e si guadagna in salute. Un abbraccio, vai alla grande, complimenti!

  • 17

    Eh… quando lo si disse a Genova che il mercato globale è una p****nata eravamo tutti delinquenti sfasciamacchine. Adesso lo dice pure Tremonti. Ovvio, prima ci dovevano guadagnare su ma lo sapevano fin dall’inizio che sarebbe finita in una DECRESCITA che ci riporterà (speriamo) alle piccole economie. Altro che federalismo fiscale, i miei soldi li voglio dare a persone di cui MI FIDO, non ad un amministratore regionale. Torneremo al medioevo? sempre meglio che adesso…

  • 16

    Tutto bello tutto giusto. Devo dire qualcosa però. Io lavoro in un centro commerciale, proprio nel reparto frutta e verdura. Vi posso assicurare che generalmente, il cliente è abituato a pretendere ogni tupo di prodotto durante tutto l’arco dell’anno, mandando a quel paese la stagionalità. Gente che prende arance ad agosto e pomodori tutto l’anno! Bisogna essere consapevoli di questo.

  • 15

    Solo se la frutta fa schifo a vedersi è veramente biologica!
    Una mela bacata, le patate piene di imperfezioni e difficili da pelare.. quelle sono veramente BIO!

    • 15.1
      AssoBio

      Cos’è, stai allenandoti per una selezione di Zelig per umoristi demenziali?

      Pazienza, terremo duro, prima o poi si diffonderà l’abitudine a scrivere di cose di cui si sa qualcosa.

      Roberto Pinton

      segretario di AssoBio (Associazione nazionale delle imprese di trasformazione e distribuzione dei prodotti biologici)

  • 14

    Mio suocero ha un fornitissimo orto, quando è stagione di zucchini è una tragedia mangiamo praticamente solo quelli per 2 mesi… però almeno mangiamo bene e sano.

    Però c’è una questione di fondo che nessun profano dell’orto  considera: che semenze si usano nei salubri orti contadini?

    Ebbene, una volta si destinava parte del raccolto a semenza, per poter riseminare negli anni seguenti certi che il prodotto sarebbe stato figlio del precedente e quindi buono e sano. Ormai però questa abitudine si è quasi del tutto perduta, si raccoglie tutto e via. Tanto le semenze le si possono acquistare al primo consorzio agricolo dietro l’angolo… il problema è che spesso sono semenze OGM, figlie dell’agricoltura industrializzata, già resistenti ad agenti esterni, già di "razza ariana" che daranno frutti a loro volta OGM.

    L’ho notato dal fatto che da qualche anno le verdure dell’orto (alcune) sono identiche da quelle che trovi in Coop… il che potrebbe far pensare che anche la Coop si sia data all’agricoltura biologica, ma temo sia vero il contrario. E cioè che nell’orto crescono mostri spaziali al posto di salubri alimenti alla vecchia maniera.

  • 13
    ariolim
  • 12
    alessandro coltri

    tutto bello e tutto giusto ma a mio avviso c’è un problema difficile da risolvere.

    Si può sceglere le mele, le pere …più bruttine da vedere e sicuramente per lo meno non hanno la cera che mettono su molte mele, ma senza veleni non viene niente, sono stati buttati per molti anni troppi veleni e adesso se non li metti resti con la pianta vuota, mio suocero ha dei kiwi e è un frutto che per adesso non necessita di veleni, ma molti glieli danno lo stesso, magari fra un po’ di anni sarà costretto a darne anceh lui, e tornare indietro non credo che sia possibile pultroppo! Io continuo a mangiare la buccia delle mele, (non lucide )ma dovrei smettere, perchè è quella che si riempie di più di schifezze.In ogni caso questa prospettata da byo è decisamente la strada migliore.A volte vado a prendere il latte da un contadino, lo pago 50cent al litro, al discount  costa 65cent parz.screm. uht, in più io lo faccio bollire e ho la panna per il risotto o i tortellini, poi  metto in frezer qualche litro.Pultroppo è a qualche km da casa mia e spesso lo compro al supermercato, ma non c’è paragone, come paragonare il latte alla fotografia del latte.

  • 11

    I GAS sono un’ottima cosa soprattutto per i prezzi, ma nelle grandi città è difficile organizzarli. Cmq, complimenti byo, sei sempre sull’argomento!Magari una puntata "giuridico-economica" sui GAS?

  • 10

    Sotto casa mia viene ogni Sabato PASQUALE con la sua panda bianca 4×4 a vendere la sua frutta biologica senza pesticidi. Per fortuna in Abruzzo c’è una grande tradizione contadina

  • 9
    iced

    Alternative ci sono, basta informarsi… per esempio avete mai sentito parlare di distributori di "latte crudo"? Ne ha parlato anche Beppe Grillo, andate a cercare tra i suoi post. Costa meno del latte fresco, è più buono, contiene più nutrimento, e viene prodotto vicino a dove si consuma.

    Date un’occhiata al sito:

    http://www.milkmaps.com/index.php

    Ciao, iced

     

  • 8

    "Prodotti Sani & Genuini", non c’è che dire!
    E se uno volesse RINGRAZIARE di persona i responsabili c’è da scommettere che NESSUNO si farebbe avanti (a meno che non gli venga il rimorso e decida di "suicidarsi!")…

  • 7

    Il problema delle sementi è reale, anche se secondario, a patto di evitare scrupolosamente gli ogm. Bisogna riutilizzare le sementi storiche e autoctone migliori per sapore e autodifesa antiparassitaria.

    Byoblu sei forte, sei grande. E i tuoi video altre all’informazione eccellente, sono anche molto piacevoli.  A quando una striscia giornaliera sulla rai o su mediaset o su la 7 ;))  ?  Sarebbe bello. é un utopia che mi fa sognare di essere in un mondo giusto.  Abbiamo tutto ormai, le tecnologie sono al punto di poter soddisfare le esigenze di tutti i 6 miliardi di persone, ma la viltà e l’egoismo sarà uno scoglio sormontabile ?

  • 6

    Anche a me è capitato quest anno di mangiare le pesche e i kiwi che erano tosti come cocchi!
    E’ vero che per mantenere delle pesche o altra frutta che vengono da lontano e restano giorni e giorni chiusi , ovviamente saranno pieni di schifezze per mantenerli .
    Altro dato importantissimo è che il cancro in Italia , come altre malattie ancora poco conosciute in termini di guarigioni e cure, sono aumentate tantissimo! Per l’alimentazione , per l’inquinamento per tutto! APRIAMO GLI OCCHI!

  • 5
    Guido

    E’ vero, la frutta e la verdura del supermercato o mercati tradizionali fanno veramente schifo. La gente che ha delle case in campagna con giardino preferisce mettere il prato inglese che fare l’orto e piantare gli alberi da frutto.Sembra che se coltivi la terra per avere la tua frutta e verdura sei uno sfigato. Poi c’è il mito che l’orto è un lavoro incredibile. Quest’anno ho fatto un piccolo orto nella mia residenza ad Ibiza, dove fra l’altro la cultura contadina è ancora molto forte, e ho messo un piccolo pollaio con 12 galline ed un gallo. Le galline mi danno 2 minuti di lavoro ogni due giorni: Mettere il mais e l’acqua. E l’orto 10 min al girno per innaffiarlo e 30 minuti alla settimana per strappare le erbacce. Inoltre devo far presente che quando mangi la verdura del tuo orto e mangi le uova fatte dalle tue galline che mangiano mais è una grande soddisfazione oltre al fatto che mangi sicuramente cose più buone e genuine

  • 4

    Impeccabile come sempre. Ci sono un po’ meno, ma ti seguo come sempre e appena potrò ci sarà una donazioni, una come meriti. Ciao Claudio

  • 3

    grazie Byoblu sei la mia "tv-news"preferita

  • 2

    Va bene tutto, concordo con quanto detto, tranne una cosa. Se veramente "quasi tutti" ai mercati hanno merce fuori parametri per quanto riguarda l’utilizzo di sostanze chimiche allora dati alla mano si va a fare denuncia e via al repulisti, sinceramente mi sembra un po’ allarmismo esagerato venire a dire che "quasi tutta" la frutta e la verdura che mangiamo non è a norma di legge.

  • 1

    BeLLISSIMO video, queste sono le notizie che i TG dovrebbero trasmetter,e promuovere iniziative e nn quelle st****te e allarmismi di cui ci rimpinzano ogni giorno.
    Continua cosi blyoblu

  • 0

    Anche io credo che la maggior parte di prodotti sia a norma di Legge.
    MA sicuramente i valori di legge gia sono altissimi. Ho provato a fare l’orto nel mio giardino, mi hanno subito consigliato una miriade di prodotti chimici per tenere lontano insetti e parassiti. Sei ami la natura e la salute, non farai mai nessun trattamento perchè sono tutti prodotti altamente tossici, che rimangano nel ciclo biologico, per sempre. inquinano le acque, gli animali che la bevano e in fine noi che mangiamo questi animali, compresi i pesci del mare artico, per dire roba che non è vicino casa nostra. Se leggete le etichette di questi prodotti antipaassitari, vi terrorizzate. Per non parlare di quello che nn è scritto. Quindi ho deciso, niente prodotti, tra le risate dei vecchi contadini tradizionalisti, che guardano poco il futuro e molto la tasca.
    Forse ogni piantina non ha reso quanto una coltivazione intensiva chimica avrebbe fatto, ma ho mangiato pomodori e ciliegie, di un sapore incredibilmente intenso e squisito.  Ed era un piacere vedere i fagiani e le ululupe sguazzare tra le mie verdure, l’unico posto dove non ci rimangono secchi. Quella roba tossica infatti è tremenda, ammazza i parassiti, gli insetti, che si nutrono dei parassiti, gli uccelli che mangiano quegli insetti, e poi ricadono nelle falde rientrando poi nel ciclo e poi rimangono nelle cellule dei tessuti delle persone,  e poi ci si stuoisce dei cancri. 

    L’informazione libera è l’unica cosa che potrebbe far capire ad un acquirente l’importanza di certi acquisti, di stagione e senza confezione di plastica magari, ma chissa se l’informazione libera sarà una conquista dei prossimi anni o lasciera il posto all’attuale disinformazione degenarante a favore solo di chi ha i milioni di euro (ma non ho capito che se ne fanno di tanti soldi in un ambiente di m**da come quello che ci stanno creando).

     

  • -1
    Ale

    Purtroppo ci sono anche posti dove i farm market non sono possibili.
    Leggete la storia del signor Agostino che regala verdure per protesta:
    http://www.ecoblog.it/post/7182/crisi-economica-la-protesta-silenziosa-del-signor-agostino-che-regala-verdure
    Si è pure fatto il giro dei supermercati per non essere costretto a buttare i suoi prodotti ma la gdo si rapporta solo con gli intermediari che garantiscono frutta e verdura "pulita" e incellophanata, in una bella vaschetta di polistirolo.
    Potrebbe intraprendere l’esperienza del farm market il signor Agostino?
    No, perchè i suoi campi sono ad Acerra ergo è la camorra che decide cosa il signor Agostino può fare e cosa no…

  • -2

    Carissimo Byoblu quella del Mercato Contadino è una delle idee principali presenti nel programma elettorale per le comunali di Aprile 2009 a Silvi.

    La sana alimentazione è diventata una cosa da raggiungere e non la normalità. Questo è grave!  Come quando Costantini dice di presentare una lista di consiglieri senza precedenti penali. E ci stupiamo anche! Ma dovrebbe essere la normalità! Dovrebbe essere naturale alzare il braccio per prendere la frutta del proprio orto ma avere un orto di questi tempi sta diventando un lusso. In Abruzzo terra verde (forse se eleggono chi sappiamo sarà verde petrolio) si vedono ancora moltissimi alberi da frutta. La vedo dura lì a Milano…Ma ti manca un po’ ?

     

  • -3

    Senza veleni viene tutto, parlate solo dopo aver provato. Io ho provato.

    Sono millenni che si coltiva senza veleni.

    I veleni sono serviti per produrre di piu lavorando meno pe arricchirsi di piu.

    Serve lavoro? Allora andate a fare i contadini, servono per disserbare per esempio.

    Nonostante il terreno è privo di microrganismi buoni e ricco di pesticidi, si puo velocemente recuperare.

    Poi se volete continuate a mangiare i carciofi concimati con le polveri tossiche, tanto lo so che è inutile parlare con chi non vuol sentire.

    Un bel servizio televisivo super colorato con un insigne scienziato (telepromosso) è molto convincente anche se dice un mare di c**zate per i suoi interessi e quelli delle lobbi che lo sponsorizzano. Buona salute.

     

     

     

     

  • -4

    bell’articolo

    grazie

  • -5
    OmarValente

     Quando vado a prendere le pere dal frutteto di mio padre in Abruzzo… sono piccole, storte e battute….. ma quanto sono buone! sembra di mangiare chissachecosa!! Ma questo vale per tutti i cibi, soprattutto la ciccia (come si dice qua in toscana :P )

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