Abbiamo appena incassato la
maglia nera dei più disconnessi. Questo è l'unico paese dove il numero di famiglie che navigano, anzichè aumentare,
diminuisce. Ora arriva anche la consacrazione del nostro più illustre statista:
Silvio Berlusconi.
Nei
27 paesi della UE allargata non tutti hanno
televisioni piduiste, così accade ancora che qualcuno si chieda qual'è il capo di stato europeo con più senso di
leadership, capacità di
fare squadra, vocazione
europeista e capacità di
risposta alla crisi. E' strano che proprio lui, che ama così tanto i
sondaggi -
solo venerdì 12, in chiusura di campagna elettorale per la Regione Abruzzo, a Chieti, ha sbandierato un impressionante 13% di vantaggio sulla coalizione di centrosinistra - non vada orgoglioso del suo
27° posto su un totale di
27 partecipanti.
Berlusconi è il politico più
dileggiato della storia dei politici dileggiati. Lo hanno dileggiato
in Svezia. Lo hanno
dileggiato, tutti insieme appassionatamente,
in Giappone. Lo hanno
dileggiato in America, quando ancora c'era il suo grande amico
Bush a proteggerlo. Lo dileggiano ovunque, e
ci dileggiano. Ora lo dileggiano -
e ci dileggiano - perfino i corrispondenti europei a
Bruxelles, confinando Berlusconi in
ultima posizione insieme al leader
rumeno Popescu
Tariceanu. In prima posizione
Sarkozy, quello che in Giappone rimase
basito all'invito del nostro statista ad inviare
baci caldi alle giovani ragazze nipponiche. La scena è di quelle memorabili: un manipolo di leader mondiali saluta un gruppo di giovincelle, facendo un gesto rispettoso con la mano. Poi il gruppetto si muove alla volta di un'altra destinazione, ma il nostro premier cabarettista rincorre Sarkozy, e da
statista senza statura cerca di inerpicarsi sulla sua schiena per farsi notare. Quando quest'ultimo, presumibilmente infastidito da ciò che gli appare come una
scimmietta ridens, si volta, Berlusconi gli mostra
come bisogna fare con le donne. Ma quella non è l'Italia, e tra le ragazze non c'é la Carfagna. Sarkozy prende le distanze dall'
homo cabarettiensis e cerca di guadagnare metri preziosi. Del resto la
marionetta del ventriloquo Licio Gelli sa di poter contare sul
TG4 di
Emilio Fede, ma nel resto del mondo l'informazione non si fa in un laboratorio di sartoria, tagliando e cucendo gli spezzoni più opportuni. Se ti vedono
con lo zoppo, non aspettano che impari a zoppicare:
ti azzoppano prima loro!
Oggi e domani in
Abruzzo si vota. Se dovesse vincere il centrosinistra, per me significa una cosa sola: la prima regione con i centri del potere interamente coperti da
webcam e collegati
in streaming 24 ore su 24. Vado io a tirare personalmente i fili e ad avvitare le telecamere alle pareti. Le altre regioni sarebbero costrette ad adeguarsi, in cascata: una
rivoluzione.
Berlusconi lo sa. Per questo ha lasciato i suoi
disimpegni di governo e ha battuto in lungo e in largo l'Abruzzo per un mese. Per questo
ricatta l'Abruzzo,
togliendo centinaia di milioni di euro destinati alle sue infrastrutture e promettendo di rimetterceli se il suo
portaborse Gianni Chiodi dovesse vincere. Per questo attacca
Di Pietro, definendo un
abiezione morale ogni voto espresso in suo favore.
Ho incontrato
Antonio Di Pietro. Gli ho chiesto come mai oggi non c'è più l'
opposizione di una volta. E come mai ci si stupisce tanto quando qualcuno cerca di farla.
Byoblu: "Presidente Di Pietro, il motto dell'Italia dei Valori è sempre stato
Unica Opposizione. Questo slogan sembra essere stato interiorizzato anche dal Presidente del Consiglio, perchè ultimamente attacca uno ed un solo interlocutore:
Antonio Di Pietro. Lo fa anche in
Abruzzo, dove è calato per difendere il suo pupillo
Gianni Chiodi dopo che questi aveva aperto le
bancarelle del lavoro usato.
Ma è così strano fare opposizione in questo paese? E come mai quando qualcuno la fa, suscita così tanto scalpore?"
Antonio Di Pietro: "Perchè la nostra opposizione, questa dell'Italia dei Valori, è un'opposizione vera, seria. Chiarezza del linguaggio e determinazione dell'azione. E' un'opposizione che dice pane al pane e vino al vino, e che accusa senza paura il Presidente del Consiglio di essere un corruttore politico. E lui si arrabbia, non perché non lo sia, ma perchè l'ho detto. Io ho raccontato un fatto, tanto che ha minacciato di querelarmi ma non l'ha mai fatto. Perché sa che altrimenti si porta a casa pure la sentenza di curruzione politica. Infatti è corruzione politica quella di chi va a sfrugugliare l'animo di chi è stato eletto in altra parte politica e va a coartare i soggetti deboli, quelli alla ricerca di una poltrona, di trovare una sistemazione, che sono sempre esistiti. Giuda c'è sempre stato che si vende per trenta denari, ma a me fa più paura il diavolo tentatore. Paura non mi fa: ribrezzo sì! E quindi lo contrasto. Quel diavolo tentatore, quel serpentello che cerca di farti vedere la mela e ti compra l'anima.
Ecco, io credo che noi dell'Italia Dei Valori, ed io personalmente, abbiamo il dovere di informare i cittadini di questo modello di governo che si sta portando avanti. Quello di togliere ai poveri e di dare ai ricchi. Quello di creare una oligarchia di potere Gelli-sistema che si mette insieme per spartirsi la torta. Quello di chi sistema i crediti di Alitalia a favore di un gruppo di persone e li spalma sui cittadini. Quello di chi fa credere di avere preso provvedimenti in un modo, e invece li ha presi in un altro. Rispetto a tutto questo modo di fare, di chi restringe gli spazi di democrazia, di chi imbavaglia l'informazione, di chi non fa funzionare la giustizia, una voce libera ci sarà sempre nella mia persona, nell'Italia dei Valori. E soprattutto ci sarà sempre di più ora che il mondo della rete piano piano si sta prendendo i suoi spazi di libertà, e io sono convinto che un giorno non lontano anche le televisioni di Berlusconi saranno ormai obsolete."