Il Diritto di Rettifica nel Web 2.0: trackback e blog reactions

Il diritto di rettifica nel Web 2.0
Contro il DDL 1415: trackbacks e blog reactions

Non capisco più se lo fanno apposta o se davvero sono ignoranti. Inizio a propendere per la seconda ipotesi. Mentre Facebook e i social networks hanno ormai più iscritti delle anagrafi comunali, i nostri legislatori ragionano come se Garibaldi fosse appena salpato dallo scoglio di Quarto.

Nel DDL 1415, al secolo il Disegno Di Legge sulle Intercettazioni, non bastava fare in modo che i delinquenti potessero parlare indisturbati, no. Serviva anche chiudere la bocca alle persone per bene.
Alfano non ci ha dormito la notte: questa rete non s’ha da fare! Per fortuna ne sa una più del diavolo e così, fatto l’inganno trovata la legge! Per la precisione, basta che all’Art.15 si inserisca anche per i siti informatici l’obbligo di Rettifica entro 48 ore. Pena: una sanzione pari a 25 milioni delle vecchie lire.
Ecco nel dettaglio la pensata geniale: «Per i siti informatici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono».

Il Diritto di Rettifica è una norma che impone alla stampa di dare spazio a una smentita o ad una precisazione se qualcuno ritiene lesive o scorrette le informazioni pubblicate in un articolo. Sacrosanto. Qualcuno dovrebbe però farsi carico di prendere Alfano e i suoi consiglieri, sequestrarli e condannarli al blogging forzato per almeno sei mesi. Devono partire dall’ABC. Imparare come si attacca un cavo di rete, imparare a cliccare col tasto destro. Poi, quando saranno più maturi, potranno installare un feed reader e magari, ma solo i più meritevoli, aprire un piccolo blog per bambini. Magari con funzioni limitate per non fare danni.

A corso ultimato, capirebbero che un blog non è un giornale. Che un blogger sano di mente – a parte me – non può stare davanti al computer 24 ore al giorno, e che non ha uno staff che legga le email al posto suo e curi la redazione quando lui va in vacanza oppure deve lavorare. Se un blogger rischia di prendersi 13.000 euro di multa solo per essersi fatto un week-end con la sua fidanzata, non avendo lo stipendio di un parlamentare e neppure gli introiti del Corriere Della Sera, chiude il blog e spegne il monitor.
Cari onorevoli, quando fate una legge che impatta sulla rete, chiedete a noi. Non c’è bisogno di parlare con un’associazione di hacker: anche un bambino delle elementari ormai al confronto di un legislatore è un vero esperto. Lo pagate quattro caramelle e lui vi spiega che il Diritto di Rettifica sul Web 2.0 non ha più nessun significato.

Forza, ragazzi, tutti insieme: proviamo a spiegarglielo.

 Il resto dell’articolo sarà disponibile a breve.
Intanto guardatevi il video.

 

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48 risposte a Il Diritto di Rettifica nel Web 2.0: trackback e blog reactions

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  • 43
    lucalucetti
    Ma che ignoranti d’egitto!!
    Qusti mafiosi che ci governano la sanno lunga, e forse conoscono internet meglio di noi, proprio per questo stanno sudando "sette camicie" per trovare il modo di impossessarsene per poi cederlo a truffolo in modo da completare l’unico anello mancante di questa dittatura mediatica, cosicchè nessuno può più impedirgli di fare i loro porci comodi e se, ci sarà ancora qualche impavido temerario sarà isolato e condannato. PROPONGO A TALE OCCASIONE uno sciopero generale e nazionale assenteista in cui neanche il pronto soccorso e i medici dovrebbero lavorare nessuno ripeto nessuno! basterebbe una settimana cosi, voglio vedere se poi sti politici fanno ancora i dittatori
     
  • 42
    maskl3ratus
    e che credevate che il berlusca ed il suo staff fossero analfabeti?!  quelli ne sanno una o cento piu’ di noi…  piano piano.. con la calma…  con la tranquillità… senza fare tanti clamori… l’italia diventerà cuba…  o no?
    PS…  il berlusca che tanto odia i comunisti come mai è un grndissimo amico di putin?….  qualcosa non quadra.. mi sa..
  • 41

    @ kalec84

    Sono soggetti tutti i blog, siano essi di italiani o di stranieri, in server italiani o stranieri, per il fatto che riguarda gli isp, cioè i gestori di accesso a internet che ti bloccheranno a te la visualizzazione del sito, il quale però rimarrà sempre lì, visibile da altri Stati.

    Comunque tornando all’obbligo di rettifica, resto dell’idea che non sia sbagliata come cosa, solo sarebbe da mettere un tempo di 60 giorni perchè la rettifica venga pubblicata, oppure se ti senti leso mandi una raccomandata con ricevuta di ritorno e gli dai 30 giorni dalla consegna, così mi sembra più che ragionevole credo…

    è anche vero, come dici tu Claudio, che la scusa ***io non ho un computer*** non regge, ma non è neanche così immediato l’utilizzo di internet e dei suoi servizi, non tanto perchè non sia il presente, ma perchè oggettivamente solo le ultimissime generazioni sanno usarlo a dovere e ancora nelle scuole è lungi dall’essere un insegnamento degno di tale nome (basti vedere le molte persone che usano un pc per lavoro in ufficio limitandosi all’uso del pacchetto office e all’invio di mail, nella stragrande maggioranza dei casi neanche sanno cos’è un blog).

    Mettere poi il trackback molto più in rilievo per legge mi sembra un po’ di difficile realizzazione, visto che la legge la si dovrebbe fare in ogni stato in cui ci sia una piattaforma che offre un servizio blog, inoltre se diventasse più usato come strumento andrebbe ad avere la stessa visibilità di un commento nel momento in cui tutti quelli che postano sul loro blog qualcosa di analogo si inseriscono nell’elenco.

    Personalmente ritengo che, a prescindere dal fatto che ci sia o meno la legge che te lo impone, uno si debba sentire in dovere di pubblicare una risposta a un post con un altro post, come ricordo ha fatto Grillo sul caso Veronesi-inceneritori o Travaglio con Vespa.

  • 40
    kalec84

    Di solito si, ma la mia domanda ora era seria, senza intenti spam, ho semplicemente pensato che sia affine all’argomento trattato…

  • 39
    kalec84

    Ciao a tutti

    Questo post potrebbe sembrare leggermente fuori argomento, ma riguarda pur sempre il modo in cui questo nostro governo sembra voler

  • 38
    kalec84

    Ciao a tutti

    Questo post potrebbe sembrare leggermente fuori argomento, ma riguarda pur sempre il modo in cui questo nostro governo sembra voler "regolamentare" la rete…

    Ho letto sul blog di beppe grillo (http://www.beppegrillo.it)che il Senato ha approvato il filtraggio dei siti

    Ovvero,se in futuro, un blogger dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo filtrando il suo blog, o imponendone la "filtrazione al bloggher stesso" (non so come)

    Nel caso in cui, dopo l’imposizione del filtraggio, esso non avvenisse entro 24 ore, ci sarà una multa dai 50.000 ai 250.000 euro.

    Questo è a grandi linee quello che dice la nuova legge.

    Quello che vorrei sapere ora (oltre alla conferma sulla veridicità della notizia) è sapere quanto può effettivamente funzionare. Ovvero, questa legge ha sempre e solo effetto sui blog "targati" .it , quindi un qualsiasi blog, anche italiano ma con indirizzo .com ne è immune, oppure anche i blog .com sono soggeti a questa legge?

  • 37
    kalec84

    Ciao a tutti

    Questo post potrebbe sembrare leggermente fuori argomento, ma riguarda pur sempre il modo in cui questo nostro governo sembra

  • 36
  • 35

    @ Vito Palumbo

    Sei un po’ spammer inside?

«12

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