
I morti che non vi dicono - Telecamera nascosta
Non posso scavare sotto alle
macerie da solo. Non posso farvi vedere quello che c'è
sotto. Non posso dirvi
quanti morti ancora siano tumulati insieme ai loro giacigli di fortuna, occupati
abusivamente in abitazioni mai messe in sicurezza, nonostante quattro mesi di attività sismica continuativa, nonostante lo stesso sindaco
Cialente fosse a conoscenza del fatto che L'Aquila è devastata da un grande terremoto più o meno
ogni trecento anni, e l'ultimo si sia verificato nel
1705.
Non posso portarvi le prove del fatto che il
90% dei contratti di affitto nel centro storico dell'Aquila fossero
in nero. Verba volant. Chi
sa che sotto le macerie
c'era qualcuno che
non c'era tace.
Tutto quello che posso fare è
girare, con la mia videocamera, guardare attentamente, parlare con la gente, tenere gli occhi e le orecchie ben aperti, essere pronto ad avviare la
registrazione. Con qualsiasi mezzo: un dito, una nocca, il cappuccio di una penna. Davanti alle telecamere certe cose
non te le dice nessuno. Ma dietro all'obiettivo...
La conversazione che potete ascoltare nel video è avvenuta all'interno della
base operativa della protezione civile, ricavata all'interno del Comando Scuola Sottofficiali della Guardia di Finanza, a L'Aquila.
Sono molte le cose che non posso fare. Ma posso farvi ascoltare
questo.