No frequenze, no party

Europa7 è la tv che non c’è. Doveva esserci, ma questo è il paese dei concorsi truccati. Se per caso, una tragica fatalità, vince uno che non era tra i raccomandati, basta non consegnare il premio. Puoi agitarti quanto vuoi che tanto nessuno ti sente. Nessuno lo viene a sapere perchè chi dovrebbe dirlo è lo stesso cui è stato assegnato il premio al posto tuo.  Il TG4 tace. Mediaset tace. La Rai tace. Noi no.

Il Consiglio di Stato, nella decisione del 20 gennaio 2009, chiude la questione con un riasrcimento di un milione di euro. Francesco Di Stefano, basandosi su una perizia tecnica redatta da Banca Unipol, aveva chiesto due miliardi di euro per lucro cessante.
Come saltavano fuori?

Beata ingenuità: Di Stefano credeva che, avendo lui vinto la concessione e avendola Rete4 persa, Rete4 sarebbe dovuta passare sul satellite, perdendo circa il 95% dello share. Rai3 dal canto suo avrebbe dovuto trasmettere senza pubblicità. Del resto, gli italiani pagano già il canone. Dando poi finalmente lavoro a Luttazzi, Guzzanti, Santoro, Biagi, Travaglio e compagnia, Europa7 avrebbe raggiunto l’11% dello share entro il 2000 ed il 16% entro il 2005. Così, recuperando l’intero fatturato di Rete4 e Rai3, Europa7 avrebbe chiuso sin dal 2000 con un utile netto di oltre 127 milioni di euro, che dal 2008 sarebbero aumentati a 305 milioni.

Il Consiglio di Stato ha dato un’occhiata alla perizia, si è fatto una risata e ha riconosciuto solo un milione di euro. Meno di un millesimo. Perchè?  Perchè i conti mica si possono fare così. Innanzitutto non è detto che Europa7 avrebbe fatto delle trasmissioni televisive di buon livello [ndr: se fosse per questo, visto il palinsesto di Rete4, personalmente avrei ritenuto più interessante anche la trasmissione di uno screensaver con i pesciolini per 24 ore al giorno ]. Poi, dai, c’è crisi, …lo sanno tutti! Perfino LA7, che ha molti più mezzi, chiude il bilancio costantemente in perdita. Inoltre non c’è nessuna evidenza del fatto che Luttazzi, Biagi, Travaglio, la Dandini e compari avrebbero firmato un contratto con Europa7. Emilio Fede inoltre sul satellite non ci va, visto che il ricorso contro Rete4 è stato presentato con ritardo. Dunque Di Stefano, che nel 1999 investì 164 milioni di euro, può tornare a casa con una monetina nel cappello e la farsa di un bouquet di frequenze assegnate con dolo. Appartengono infatti a un consorzio che le utilizza per la radiodiffusione digitale, e che ha già annunciato ricorso al TAR per l’annullamento dell’assegnazione ministeriale.

Aveva ragione Gentiloni, che a Graham Watson, il parlamentare europeo Presidente del gruppo politico ALDE, che era venuto in Italia per rappresentare l’Europa nel dialogo con il governo sul caso Europa7, fece capire informalmente che Di Stefano avrebbe fatto meglio e prendersi gli spiccioli e tornare a casa, perchè non tirava aria.

Riporto una dichiarazione di Nicolò Rinaldi, registrata nei suoi uffici al Parlamento Europeo di Bruxelles, nell’ala dedicata ai liberal democratici di cui è segretario. Voi intanto guardate sempre meno la televisione, e sempre di più internet.

 

Intervista a NIcolò Rinaldi
Il caso Europa7 vissuto da Bruxelles

Claudio Messora: «Nicolò Rinaldi, Segretario Generale aggiunto del gruppo parlamentare europeo denominato ALDE, ovvero:  Alleanza dei Liberal Democratici Europei. Niccolò, io so che ti sei occupato molto da vicino del caso Europa7. Le carte e i dati li conosciamo tutti. Potresti dirci come è stata vissuta la questione dello scippo delle frequenze a Francesco Di Stefano qui, dall’interno del Parlamenteo Europeo?»

Niccolò Rinaldi: «E’ stata vissuta come uno di quei casi emblematici nei quali l’Europa riesce a farsi una certa idea, e purtroppo sempre più spesso solo quel tipo di idea, del nostro paese. Vale a dire un flagrante, chiaro, esplicito caso di mancanza di legalità. C’è stata una sentenza italiana alla quale non ha corrisposto alcuna misura di attuazione.

Europa7 si è rivolta anche all’Europa, perchè per fortuna noi siamo comunque in un quadro europeo, e l’Europa è qui per cercare di porre una serie di garanzie a tutela di tutti quanti i soggetti del nostro continente. All’interno del Parlamento Europeo, come Alleanza dei Liberali e Democratici per l’Europa, in particolare nel Presidente del gruppo, Graham Watson, una persona molto sensibile che ha colto l’importanza di fare una battaglia laica, liberal democratica in nome della legalità, a difesa di un imprenditore che chiaramente veniva nel suo paese discriminato dal potere politico, in virtù di poteri economici forti che prevaricavano quelli che erano i diritti sanciti dagli stessi tribunali italiani.

Tutto questo naturalmente ha rafforzato quel giudizio che esiste in Europa nei confronti di una situazione quanto meno di confusione che in Italia possiamo constatare. E’ cominciata un’azione parlamentare europea, con interrogazoni che sono state fatte alla Commissione Europea, che sono state fatte anche al Consiglio, con il sollecito di commissari europei come la commissaria Neelie Kroes che si occupa della concorrenza. Abbiamo cercato di evidenziare, valorizzare nel contesto di Bruxelles le contraddizioni della situazione italiana, fino ad accompagnare questo dossier sia nel dialogo che abbiamo avuto con il governo italiano, come ADLE, sia poi nella vertenza giudiziaria che si è tenuta presso la corte di Lussemburgo, la Corte Europea.

Sicuramente credo che abbiamo avuto un ruolo molto importante, per due ragioni. Da una parte perchè abbiamo fatto capire alla Commissione Europea e anche al governo italiano che il Parlamento Europeo era pronto a fare la sua parte in difesa dei diritti in questo caso di un imprenditore, e quindi anche della libera espressione perchè chiaramente l’assegnazione delle frequenze è immediatamente legata al diritto di espressione. In questo credo che abbiamo influenzato anche la posizione della Commissione Europea, che naturalmente era soggetta anche ad altre pressioni che venivano da Roma, in direzione contrastante. Dall’altra parte abbiamo anche animato una sorta di speranza e dato fiducia a questo imprenditore e a quest’azienda che in Italia si è vista privata dei suoi propri diritti.»

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27 risposte a No frequenze, no party

  • 16
    Capitanvc

    Byoblu, sei spesso in contatto con Di Stefano, puoi informarci sullo stato del ricorso al TAR per Europa7?
    Le ultime notizie sono ferme ai primi di Marzo quando il ministero delle comunicazioni ha presentato una perizia eseguita dallo stesso perito di DiStefano causando il rinvio dell’udienza. A quando però non si sa.
    Grazie e continua così!

  • 15
    Singsonghio

    Come sempre un ottimo lavoro . Forza .

    Grazie Buon Proseguimento .

  • 14
    ideachiara

    Ops dopo il Grazie è saltato " anche a te Byoblu!" ;)

  • 13
    eleonda

    @ideachiara

    infatti ormai sono in pochi, però qualcuno resiste. leggi qui

    http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/eletti/felice_belisario.php#c312291

  • 12
    Fabioromeo

     IO.. io.. io… meglio che stò zitto và…

  • 11
    Paolo

    Ciao Claudio.
    Innanzitutto complimenti per il video-blog, uno dei primi in ordine di tempo nel mio feed reader. Per me ha il valore di un TG (vero però!).
    Faccio una domanda da ignorante in materia: con l’avvento del Digitale Terrestre la battaglia di Europa 7 resta in piedi o in qualche modo viene vanificata/ridimensionata dal cambiamento di tecnologia?
    Grazie anticipatamente.
    Paolo.

    • 11.1

      DI Stefano aveva  fatto un investimento massiccio per recuperare introiti massicci derivanti dalla trasmissione via etere, su frequenze nazionali al pari di quelle mediaset e rai.
      Con il digitale terrestre, se mai effettivamente partirà, ci sarà una tale frammentazione delle frequenze che probabilmente l’investimento non sarà più conveniente.
      Analogo discorso, se non peggio, per l’eventualità di trasmettere su webtv.

  • 10
    Renzo M

    @ 1vo
    Non è la questione di un singolo, è la favola del lupo e dell’agnello: "si tu hai ragione ma io ti magno lo stesso". Indovina chi è il lupo?
    Il caso Europa 7 è uno dei più squallidi esempi di disinformazione dell’era berlusconiana. A fine 2003 quando chiedevo tra amici e parenti che sapevano TUTTI della legge "salva Rete4" di gasparri contro CHI la si dovesse salvare, il 99% non lo sapeva. Si dovevano salvare posti di lavoro,,, Questo tutti lo sapevano dai proclami de La Russa &C a reti unificate. Ma di un imprenditore avente diritto che aveva speso fior di quattrini per metter su gli studi TV più grandi d’Europa, pronto ad assumere 7-800 persone a tor Cervara, nesuno sapeva neanche il nome. 
    Argomento bandito in RAI-Set. Perfino Floris fu diffidato dall’invitarlo a Ballarò. RAIOT fu chiusa prima che potesse entrare nel vivo dell’argomento. Perchè in TV nessun accenno al diretto interessato della strampalata gasparri? Pronunciare "Di Stefano" in TV era come bestemmiare in chiesa.
    Dario Fo scrisse un bel pezzo in Internet, ripreso malamente da qualche giornalista copione, Riccardo Wagner scrisse il libro "il grande scippo" che denunciava la grande complicità di D’Alema al misfatto.
    Per non parlare ovviamente delle numerose (ottime) interviste di Byoblu ;-)
    Recentemente Report ha fatto un servizio piuttosto completo ed aggiornato: http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E1084687,00.html  Nel servizio, a telecamere spente, Iovine carpisce una frase di Confalonieri che dopo feroci sfuriate gli dice "…eh questa si che è una intervista, mica quella di Matrix ieri sera". La Gabanelli precisa che "ieri sera" per la data dell’intervista significava due giorni prima che cacciassero Mentana!!
    Quindi io credo che, a parte Di Pietro e a parte Genchi, il bravo (ed ingenuo…) Mentana stava probabilmente tirando fuori una puntata (o magari una serie) sull’innominabile Europa7 in casa propria.
    Ma poteva il BaNano farsi fregare ancora una volta? Eh No!
    Quindi: scordatevi la RAI perchè come ricordava il grande E.Biagi "Non è TV di Stato ma governativa". E ora Scilvio le nomine dei dirigenti le fa a CASA SUA (per farci risparmiare, dice pure…)!
    Non è solo il caso di un privato cittadino vittima di un abuso come tanti. Senza Di Stefano e senza Europa 7 l’informazione ci perde come un deserto che perde l’ultimo albero. Siamo tutti più poveri, la democrazia è malata, la Giustizia, la Cassazione, La Corte Europea sono una barzelletta in mano ai potenti ( anzi ad un unico potente). Una situazione talmente vera e talmente paradossale che, se la spieghi in giro, non ci crede nessuno, e ti prendono per maniaco! 
    Non facciamogliela passare liscia!!!!! :-(((((((
    Bravo Claudio!
    Saluti 

  • 9

    Grazie Claudio…!! Proviamo a seguire l’invito di Daniele Luttazzi, credo che non rimanga altro da fare:

    http://www.youtube.com/watch?v=cYUA69wSJPE

  • 8

    Balla quella dello screensaver con i pesciolini (ogni tanto è meglio metterla sul comico altrimenti il fegato va a farsi benedire!!!)

    Ancora pochi mesi e lo schacciasassi chiamato crisi farà il suo dovere in questo "regno" di sua maestà…forse, solo allora, questo popolo di calciatori, veline e reality show si sveglierà e comincerà a capire qualcosa, altrimenti meglio la fuga dell’impero delle banane…

  • 7
    njs777

    Sicuramente non guardare più i canali mediaset…e anche rai è un buon modo per colpire gli interessi di chi li comanda…
    una domanda per tutti: qualcuno di voi ha mai conosciuto qualcuno che fa parte del campione auditel?
    gli asolti e li introiti si basano su questo mezzo di rilevazione però non sono mai riuscito a trovare qualcuno che anche solo conoscesse uno degli eletti dell’auditel.

  • 6

    Bella la faccenda dello screen saver coi pesciolini…
    Ma te lo immagini un canale televisivo con quella gente lì a fare il palinsesto? Non è neppure pensabile in questo paese: Rai Due regge sul giovedì di Santoro l’intero incasso pubblicitario della settimana, se glielo strappa un’altra emittente chiudono il giorno dopo. Fede resiste stoicamente solo perchè ha la fortuna di lavorare in una rete che ha una cifra sola sul telecomando… perchè se rete 4 fosse stata rete 11, un mentecatto medio non ce l’avrebbe mai fatta a schiacciare 10+1. Troppe operazioni.

  • 5
    ideachiara

    ormai gli unici superstiti che combattono per l’informazione sono Idv, marco Travaglio e beppe Grillo. Grazie!

    • 5.1
      Zosy

      Beh, Chiara..scusa se mi permetto..ma forse hai dimenticato qualcuno..ossia il grande Byoblu alias Claudio Messora. Anzi, mi pare che questo sia proprio il suo Blog..o sbaglio?

  • 4

     Signori, una mezza soluzione c’è.
    Cominciamo a guardare meno rete 4, meno Mediaset, magari meno la Tv. E magari cominciamo a scriverlo sui nostri siti e blog che noi non guardiamo piu’ certi canali, magari gli arriva meno pubblicità.
    E cominciamo a comprare sempre meno i prodotti pubblicizzati sui canali mediaset.

    Sarà poco? Può darsi, ma tentar non nuoce, e quando li prendi per la gola(i soldi) qualcosa si smuove.
    Il cittadino consumatore ha più potere di quanto non creda, sta a lui prenderne coscienza.

    • 4.1
      scribe

      No non servirebbe a niente: il 90% delle aziende esistenti che vogliono fare pubblicità televisiva non hanno alternative in Italia a Raiset.
      Poi, d’accordo a non vedere + i canalacci e a dedicarsi ad altro…

  • 3
    caterina

    Buonasera a tutti. Sono d’accordo che la RAI per ora è insalvabile e soprattutto concordo sul fatto che ci sia un principio da difendere, prima e più di una persona, Di Stefano, che comunque è una persona onesta che finora si è sempre mossa nell’ambito della legalità e nelle sedi consone.
    Poi è assolutamente vero che noi abbiamo molto potere, ma qualunque boicottaggio deve essere reso palese, se no non vale quasi nulla.
    Non so come avvengano i rlevamenti dell’audience, a parte che mi pare di ricordare che esistano utenti campione. Ma se io non guardo i canali Mediaset e non compero i prodotti pubblicizzati su quelle reti senza dirlo a nessuno, la mia protesta finisce lì. Quand’anche qualcuno se ne accorgesse, non avrebbe nessuna chiave di lettura per interpretare la mia scelta.
    Se vogliamo boicottare, dobbiamo contemporaneamente scrivere: a Mediaset, dicendo che non guardiamo più i loro canali e perché; alle aziende che pubblicizzano lì, dicendo che non comperiamo più i loro prodotti, e perché (e poi non comprarli sul serio, se no tanto vale); ai quotidiani, ai blog, ai politici, spiegando cosa stiamo facendo e perché.
    Così avrebbe un senso; in qualunque altro modo, secondo me, vale poco.

    • 3.1
      monica

      è vero dovremmo farlo sapere alle aziende che pubblicizzano su mediaset scrivendo loro che non compriamo più i loro prodotti, c’è un elenco di queste nel link indicato da Daniele Andaloro qualche post più su,
      Personalmente non guardo nessuna TV mi annoia x mia fortuna e qualcuno che mi stà attorno comincia a seguire il mio esempio preferendo scaricarsi qualcosa dalla rete.
      Il videoblog di Claudio essendo pure video avvicina anche i più pigri per questo pubbliciziamolo!!!!!!!

  • 2
    beppe

     La vicenda di E7 mi sorprende sempre più.
    Di Stefano è un fortissimo, chiunque altro avrebbe gettato la spugna e si sarebbe rassegnato.

  • 1
    1vo

    a me sta storia importerebbe poco, in fondo si tratta di un privato che ha noie con chi e’ piu grosso di lui – capita tutti i giorni a tutti.
    La cosa su cui battersi davvero dovrebbe essere pretendere una RAI senza le zampe di chi ha gia’in mano il pallino del paese e pretendere che sia fatta, per capirci, modello BBC.
    Se non fosse che mi sorge una domanda: chi lo deve cacciare quel milione di €€€? mediaset? la rai? noi? mi piacerebbe proprio saperlo.

    • 1.1
      monica

      @Nedo

      concordo pienamente con te
      tranne quando dici "nel nostro piccolo"
      xchè questo è invece il nostro grande potere ne sono convintissima e non mi stancherò mai di portare avanti questa battaglia ciao ciao

    • 1.2

      Grazie Monica, la frase "nel nostro piccolo" valeva per dire che (almeno io personalmente) non mi sognerei mai di paragonare quel poco che faccio con la dedizione che ci matte Claudione. ;-)
      Per il resto, credo si possa dire che tanti piccoli assieme fanno un grande, è matematico.

    • 1.3
      bismark

      Sicuramente noi!

    • 1.4

      Ma vedi 1VO, è una questione di abuso illegale su di un onesto (fino a prova contraria) cittadino italiano che ha investito TANTI soldi una volta tanto senza rubarceli. Potevo essere io, potevi essere tu. E’ un modello che stiamo combattendo: quello di un’Italia dove se non sei un mafioso raccomandato non puoi fare un cavolo. E serve l’altruismo e la solidarietà di tutti perchè non accada ancora, se questa vicenda non ti tocca direttamente lo fa di certo indirettamente. Ed un giorno, se questo modello insiste ad esistere, potrebbe farlo anche direttamente. Mi spiego: metti che domani vuoi comprarti un localetto sul porto in una qualsiasi località turistica Italiana. paghi tutto, ottieni i permessi, allestisci i locali, sei pronto per inaugurare ma il lobbista di turno della costa fa ostruzione, ti blocca tutto illegalmente appoggiato dai "suoi" esercenti affiliati, ti massacra di pizzo… se ci rifletti è la stessa identica cosa, solo che a questo giro il pizzo lo paghiamo un po’ tutti, non solo Di Stefano. E lo paghiamo retroattivamente dal 1996 alla commissione europea sottoforma di multa.

    • 1.5

      Quello che si può fare è tutt’altro che inutile o secondario: smettere di sintonizzarsi sulle reti Mediaset ed in particolare rete 4, diffondere le ragioni per le quali non bisogna fare share per quelle reti, divulgare notizie sulla vicenda DiStefano, essere MAGLIE DELLA RETE proprio come fa Byoblu e come tutti quanti, nel nostro piccolo, possiamo aspirare di essere. Togli a mediaset l’audience (anche 3 punti fanno la differenza per le aziende che ci vanno a fare pubblicità dentro e che sono di fatto le vere azioniste del gruppo) e toglierai loro il potere di fare sempre come cavolo gli pare a scapito dei meno abbienti come DiStefano.
      Questo intendo per solidarietà della rete, non certo pagare noi gli avvocati…

    • 1.6
      1vo

      ma proprio per questo ho detto che sarebbe meglio battersi per il bene comune (RAI) piuttosto che per un privato, perche’ li che cacchio puoi fare? ammesso pure ci fosse uno strumento giuridico come la class action, che, potremmo fare una causa comune per DiStefano? E’ solo con se’ stesso e i suoi avvocati. Quindi e’ certo che siamo tutti dalla parte del povero DiStefano ma che ce poi fa’? Ripeto: l’obbiettivo dovrebbe essere RIPRENDERSI LA RAI – li’ puoi metterti assieme e cercare di spaccare il c**o al potente ma il ‘caso’ DiStefano era abbastanza prevedibile che sarebbe finito cosi’, visto chi ciaveva davanti.

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