
L'Italia dis-integrata
Quanti modi esistono per discriminare qualcuno? Un'
infinità! La discriminazione sembra essere il nostro passatempo preferito, a cominciare dal
mobbing, dalle barriere architettoniche che escludono i
disabili da una vita normale, passando per la
discriminazione sessuale, per quella
sociale di stampo massonico-piduista e così via in un lungo triste elenco che porta dritto alla
discriminazione razziale. Una disciplina nella quale possiamo finalmente giocarcela con le pagine più vergognose ed umilianti della storia.
Matteo Salvini, con la sua proposta di
riservare dei posti sui mezzi pubblici ai residenti milanesi, non si è inventato niente.
Esiste anche la
discriminazione penale. Se sei colluso con la
mafia, con la
'ndrangheta, se appartieni a qualche
clan camorristico o se ti metti perlomeno in affari con loro, sei a posto. Sei uno di quelli con il posto a sedere
riservato. Magari in
parlamento.
Se invece sei un testimone di giustizia, perchè hai denunciato la 'ndrangheta e le sue collusioni, devi stare in piedi. Devi stare da solo. Devi essere separato dai cittadini residenti di questa
mafiocrazia.
Pino Masciari è in sciopero della fame davanti al Quirinale. Ha creduto nell'onestà e nella legalità, e giustamente lo stato lo ha lasciato
solo. I pochi cittadini che sono andati a sostenerlo, sono stati isolati e messi in disparte.
Chiunque si trovasse a Roma, corra a manifestare il
diritto a sedere di Pino Masciari. Non lasciatelo solo anche voi.
L'Italia dis-integrata
Annemie Neyts, Leoluca Orlando, Niccolò Rinaldi
Claudio Messora: «Signor Presidente, buongiorno. Le racconto una cosa. C'è una proposta, qui in Italia, di discriminazione sui mezzi pubblici tra extracomunitari e cittadini italiani. La proposta è stata avanzata dalla Lega, a Milano. Cosa pensa l'Europa a questo riguardo?»
Annemie Neyts: «Non ne ero a conoscenza, ma sono assolutamente scioccata. Sono
assolutamente scioccata! Tutto questo mi ricorda la
Germania nazista, quando li obbligarono dapprima a rimanere
in piedi sui mezzi pubblici, poi gli
proibirono di usare del tutto i mezzi di trasporto pubblici, poi li costrinsero a
non uscire dai loro quartieri. E sappiamo tutti com'è andata a finire. Tutto questo è
assolutamente inaccettabile!»
Claudio Messora: «Come ci si comporta nel resto d'Europa su questioni comuni come i mezzi pubblici, i servizi collettivi... Esiste una qualche forma di discriminazione tra extracomunitari e cittadini europei?»
Annemie Neyts: «Gli unici posti dove ci sono corsie diversificate tra cittadini europei e cittadini non europei sono gli aeroporti, dove si verificano i passaporti. Certo, sappiamo che esistono alcune sacche di razzismo, di xenofobia, ma questo tipo di
discriminazione istituzionale non esiste da nessuna parte in Europa. Mai, da nessuna parte, assolutamente no!»
Claudio Messora: «Di recente la Lega ha avanzato una proposta a Milano, quella di riservare dei posti ai milanesi sui mezzi pubblici, discriminando in questo modo gli extracomunitari e quanti non appartengono, diciamo così, alla
razza eletta. In realtà la Terra non è attraversata da meridiani e da paralleli, ma da linee immaginarie che abbiamo disegnato, vietandoci in questo modo il diritto di spostarci. Quando facciamo entrare qualcuno sul territorio non è per renderlo uguale a noi, ma per renderlo
diverso.»
Leoluca Orlando: «Il fascismo è nato con le ronde. E l'
Apartheid, la discriminazione razziale, è nata proprio con la discriminazione sui mezzi di trasporto. Siamo assistendo sostanzialmente a un Apartheid, a un
fascismo da terzo millennio. Come dimenticare che fu proprio la rivolta contro la discriminazione sugli autobus, sui mezzi pubblici, che ha fatto nascere il grande movimento dei diritti umani e civili degli afroamericani guidati da
Martin Luther King, quando nei paesi del sud degli Stati Uniti d'America gli africani americani si ribellarono a una discriminazione che voleva ci fosse una separazione tra la parte riservata ai bianchi -
la parte anteriore del mezzo pubblico - e la parte riservata ai neri -
la parte posteriore - e in mezzo
nulla, perchè non si voleva che si incontrassero. Ecco, io credo che in Italia stiamo alimentando un fascismo e un razzismo da terzo millennio.»
Niccolò Rinaldi: «Cosa vuoi che se ne pensi in Europa? Io abito in Italia e nel resto dell'Europa da più vent'anni. Credo di aver viaggiato per ragioni di lavoro in 130, 140 paesi diversi. Posso dire la verità,
in nessun paese dove sia stato esiste una norma di questo genere tale per cui io che vengo dall'Italia, dalla civile Firenze, non posso avere un accesso egualitario al servizio pubblico perchè i residenti hanno la priorità, hanno degli spazi riservati. Cosa vuoi che ti dica? Il vero dato è che per molti anni l'Europa e il resto del mondo hanno guardato all'Italia con un
doppio giudizio. Le istituzioni non funzionano molto bene, c'è una grande instabilità di governo, la politica è un po' quello che è -
d'accordo - però la società civile è una società sana, una società dove si vive bene, dove si cerca comunque di darsi da fare, si lavora, c'è solidarietà, c'è un certo stile di vita fatto anche di buon umore. Ecco, oggi anche questo secondo dato nel nostro paese si sta modificando, e all'estero se ne rendono sempre più conto. Come se dopo decenni di cattivo governo, a un certo punto anche la società civile, la nostra società, stia cominciando a cedere. E allora magari anche proposte come queste della Lega incontrano anche un po' di simpatia e di consenso da parte di qualche cittadino. C'è sempre più conflittualità, talvolta abbiamo anche episodi di esplicito razzismo, e poi c'è anche questa paura, questa
ignoranza che molto dipende dalla mancanza di educazione. Spero che i cittadini siano i primi a ridere, mi auguro che sia così, che deridano una proposta come questa della Lega. Se così non fosse vuol dire che purtroppo anche il nostro tessuto civile si sta sgretolando sempre di più.»