Una domanda per Piero Angela

Sono a tutti molto grato di esser stato consultato per me il caso è lampante costui è solo un commediante

 

Piero Angela, Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana (26 maggio 2004), Medaglia d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte (2 marzo 1999), Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana (30 maggio 2001). Giornalista, ex conduttore TG1 e TG2. Fondatore del CICAP, il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale, nato per promuovere un’atteggiamento di spirito critico, ma accusato di integralismo scientistico.

Spirito critico non significa criticare nel senso popolare del termine. Vuol dire avviare una dialettica di confronto e di verifica avulsa da pregiudizi. A Piero Papera, conduttore di SuperQuack a Paperopoli, questa definizione interessa fino a un certo punto. Precisamente, fino a quando non si pestano i piedi all’establishment della corte di scienziati, certificati con marca da bollo, dotti, medici e sapienti.

Ieri sera SuperQuark ha mandato in onda uno speciale sul terremoto. Ecco le frasi salienti che hanno usato per liquidare Giuliani.

  1. «Le previsioni di Giuliani erano sbagliate. Ma allora, perché tanta attenzione?»
  2. «Secondo gli scienziati, invece…»

Nella prima si afferma perentoriamente, senza addentrarsi nei fatti, che il sistema di Giuliani non funziona. Nella seconda si traccia implicitamente un netto distinguo tra la classe degli scienziati e quella cui appartiene Giampaolo Giuliani. Se non è uno scienziato, allora che cos’è? Un ciarlatano.

Ho visto con i miei occhi scienziati russi e scienziati della NASA – italiani per il momento no – intessere un profittevole percorso di collaborazione, scambiarsi dati, verificare le molte convergenze, estendere l’ambito della ricerca verso nuovi promettenti orizzonti. Ho visto inviati speciali delle televisioni americane, australiane, inglesi, russe compiere un lungo viaggio per venire a intervistare uno sconosciuto ricercatore del Gran Sasso. Piero Papera si chiede il perchè di tanta attenzione, ma non ha fatto pochi chilometri per venire a chiedeglielo di persona. In compenso, ha perso un quarto d’ora per farci vedere un giocattolo per bambini deficienti che ha finalmente chiarito senza ombra di dubbio che se tiro indefinitamente qualcosa, prima o poi questo qualcosa si rompe, e che se appoggio un modellino fragile su un supporto e gli do uno scossone, il modellino si rompe. Grazie Piero, adesso ne sappiamo di più.

Tuttavia io lo capisco, Piero Papera. A una certa età è difficile mettersi in discussione. Soprattutto quando uno ha speso una vita  per intessere una rete di conoscenze e di potere che da quasi trent’anni gli fruttano il monopolio pressoché totale della divulgazione scientifica a Paperopoli.

A Piero, l’integralista scientistico per eccellenza, pongo un quesito di natura prettamente scientifica, cui non dovrebbe avere difficoltà a rispondere.

 

 

Quante probabilità ci sono che, fra tutti i maschi adulti italiani con un bagaglio di studi scientifici alle spalle e dotati di buona padronanza delle tecniche di comunicazione, il migliore sia proprio tale Alberto Angela, cui la nostra televisione di stato ha proditoriamente affidato l’eredità del tuo ruolo? Se rispondi che le probabilità sono molto alte, allora non conosci neppure le basi della statistica, quelle che si insegnano alle medie superiori, e hai occupato per trent’anni una posizione che sarebbe stata meglio ricoperta da qualcun altro.
Se rispondi che le probabilità sono scarse o nulle, allora dimostri di essere competente, ma anche di avere favorito tuo figlio a scapito della qualità del servizio pubblico.

 

 

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98 risposte a Una domanda per Piero Angela

  • 42
    focaccia
    Rivedendo i video di Giuliani.
     
    Rivedendo dei filmati con interventi di Giuliani ho notato che parla del radon come proveniente dal mantello terrestre ovvero da quella parte magmatica tra crosta terrestre e nucleo.Inoltre ribadisce più volte come a suo avviso l’attrazione gravitazionale di luna e sole (e non solo) creino sul magma del mantello degli effetti paragonabili alle maree che però sotto la crosta avrebbero ben altre manifestazioni con la creazione di vere e proprie onde "pesanti" che perquoterebbero la crosta stessa dal basso ( lui dice "schiaffi di miliardi di tonnellate").
    In quella fornace che è il mantello il radon essendo un gas al cospetto del magma denso e pesante sicuramente si va naturalmente a disporre proprio tra questo e la faccia inferiore della crosta terrestre ed è così verosimile che subisca a volte delle spinte meccaniche verso l’alto che lo comprimono, complice anche l’enorme calore, "iniettandolo" nella crosta.C’è da immaginare che questa azione del magma possa avvenire su superfici considerevoli e quindi manifestarsi con aumenti di radon sulla superfice terrestre per vari chilometri quadrati.
    Questo potrebbe così spiegare sia gli aumenti repentini che le diminuzioni della presenza del gas, venendosi a creare con il movimento del magma un vero e proprio effetto pompa con energiche pressioni ed enormi depressioni (sacche di vuoto come mi suggeriva Carlo Messora).
    Allo stesso modo la crosta sarebbe spinta dal basso e poi "lasciata ricadere" e se immaginiamo che questo possa accadere sotto un faglia possiamo ben capire come si possano avere poi effetti catastrofici.
    In pratica Giuliani sembra voler dire che, radon a parte, probabilmente per capire la genesi dei terremoti forse, per quanto possa sembrare bizzarro, bisogna guardare intorno a noi, nello spazio, perchè la terra è parte di quelle meccaniche che condivide con altri corpi celesti e dei quali sembrerebbe subire azioni non completamente note. 
    Questa, chiaramente è solo una mia personale interpretazione di quanto ho sentito dire a Giuliani ma vuole essere un spunto per aprire una discussione a riguardo, quindi auspicherei che si producessero dei commenti.
     
     
  • 41
    FitTizio
    Grazie Emiliano per il link.
    Effettivamente le perplessità persistono.
    Riassumendo:
    1) Le scatole sono ermetiche e con pareti di piombo spesse 6 cm ma Giuliani afferma che dentro vi entra il radon (o il piombo214, insomma, quello che lui chiama "il padre" che poi genererà i fotoni che la sua macchina misura). L’affermazione, mi sembra, ha del paradossale.
     
    2) Il radon è un gas più pesante dell’aria. Con un emivita di meno di 4 giorni. Mi domando quale possa essere la sua velocità di spostamento nell’attraversare la crosta terrestre. Immagino comunque che non sia in grado di fare molta strada. Giuliani afferma che i suoi macchinari sono in grado di coprire un’area di almeno 80 km. Lo stesso Giuliani ha però affermato di aver previsto un sisma avvenuto a migliaia di km dai suoi macchinari, addirittura alle Vanuatu. Altra affermazione che ha del paradossale.
     
    Altre domande da inesperto.
    Immagino che la crosta terrestre sia più o meno permeabile al passaggio del radon, esattamente come lo è con qualsiasi altro gas o liquido (il radon per quanto gas nobile è pur sempre "bello grosso"). Le misurazioni di Giuliani sono però di tipo "locale", ovverosia fatte solo in alcuni punti (pochi peraltro). Ammettendo che in prossimità di eventi sismici venga rilasciato un quantitativo di radon molto superiore alla media, quale sarà la possibilità che esso venga misurato correttamente dai macchinari di Giuliani? Con quale ritardo tra i vari punti? Per colpa di questo ritardo nella misurazione mi aspetto anche che il picco di radon dovrebbe in realtà essere misurato ore dopo la liberazione dell’energia sotto forma di evento sismico. E’ così nei grafici di Giuliani?
  • 40
    focaccia
    Emiliano Bruni ha scritto il 26 giugno 2009 alle 00.10
     
     
    Un riassunto che personalmente ritengo abbastanza equilibrato su l’intera vicenda Giuliani, lo trovate qui
     
     
    … ma veramente ritiene equilibrata questa rappresentazione della vicenda ?
    Guardi, l’autore oltre a non aver riportato tutti i fatti oggettivamente disponibili, quelli che sono un pò più difficili da alterare, si è cimentato in rielaborazioni e congetture non propriamente imparziali. L’intenzione di non voler essere prevenuto nei giudizi su Giuliani, pensi, lo ha convinto a cercare nei comportamenti del ricercatore gli estremi del reato. E’ ammirevole lo sforzo che fa mettendoci tutto di suo quando ipotizza che il materiale usato da Giuliani possa essere, diciamo, preso in prestito dal laboratorio del Gran Sasso, salvo rinunciare ad andare oltre "perchè la cosa non è certa". 
    Poi è vertamente lodevole l’abilità nel partire definendo Giuliani una brava persona ed arrivare elegantemente a chiamarlo folle, presuntuoso, ignorante, abituato ad approfittare delle scosse per piazzare i suoi dati e guadagnarsi visibilità.
    Peccato che non abbia voluto osare fino in fondo ; si è scordato di scrivere che i terremoti in realtà li produce proprio Giuliani !
    A proposito, visto che condanna l’ignoranza che dilaga ed il parlare per sentito dire, senza documentarsi e, persino quando ci si documenta, senza capire, cosiglierei di approfondire i principi fisici che regolano il comportamento del radon e dei suoi successori nella catena di decadimento di appartenenza perchè,strano, non è informato bene… e magari con un pò di umiltà, giusto quella dettata dalla curiosità andasse a visionare il video del link sotto.
     
     
    La saluto e perdoni la mia franchezza.
     
     
     
     
     
  • 39
    focaccia
    Ciao RIHOIR.it
     
     
    Riguardo al radon, secondo me c’è da dire che, pur essendo pesante, è destinato comunque a risalire perchè non potendosi legare ne con altri elementi ne con se stesso la sua distribuzione in un qualsiasi volume considerato tende ad essere tale da renderlo nel suo complesso più leggero (come peso specifico).Se tutta la crosta, per assurdo, fosse fatta di gas nobili sicuramente il radon sarebbe destinato a stratificare in basso, ma la densità della materia che lo sovrasta alla sua origine lo costringe inevitabilmente a risalire, come pure l’alta densità del magma sotto la crosta terrestre.
    Il radon si forma in continuazione ed il ribollire del magma presente nel mantello sicuramente agevola la sua sistemazione momentanea proprio sotto la crosta dove si raccoglie per poi defluire attraverso le canalizzazioni che in qualche modo poi danno sfogo sulla superfice terrestre.Bisogna immaginare che queste canalizzazioni sono permanentemente occupate da radon (insieme ad altri gas, ad acqua, ed altri composti) e quindi le variazioni di pressione alla base vengono a forzare probabilmente la risalita di tutto il gas già presente ; si tratta solo di "aprire di più il rubinetto".
    Grazie anche ad una importante precisazione di FitTizio oggi mi sento di dire con più convinzione che anche la vita "utile" stessa del radon la si può considerare più lunga rispetto ai 3,824 giorni ; anche se fosse già passato questo tempo la quantità sia pur dimezzata che affiora dalla crosta si presta comunque ad un "trattamento" probabilistico e ad una lettura ; anche se ne dovesse arrivare una piccola parte ancora nelle "vesti" di radon comunque sarebbe rappresentativo e descrittivo di un certo andamento alla fonte.
    La stessa azione pressoria che subirebbe il radon raccolto sopra il mantello la dovrebbe subire anche la crosta con rocce che verrebbero compresse, screpolate offrendo forse altri percorsi per la risalita e liberando probabilmente altro radon in esse contenuto che a questo punto sarebbe solo una piccola parte nel contesto generale.
  • 38
    focaccia
    Ciao RIHOIR.it
     
     
    Riguardo al radon, secondo me c’è da dire che, pur essendo pesante, è destinato comunque a risalire perchè non potendosi legare ne con altri elementi ne con se stesso la sua distribuzione in un qualsiasi volume considerato tende ad essere tale da renderlo nel suo complesso più leggero (come peso specifico).Se tutta la crosta, per assurdo, fosse fatta di gas nobili sicuramente il radon sarebbe destinato a stratificare in basso, ma la densità della materia che lo sovrasta alla sua origine lo costringe inevitabilmente a risalire, come pure l’alta densità del magma sotto la crosta terrestre.
    Il radon si forma in continuazione ed il ribollire del magma presente nel mantello sicuramente agevola la sua sistemazione momentanea proprio sotto la crosta dove si raccoglie per poi defluire attraverso le canalizzazioni che in qualche modo poi danno sfogo sulla superfice terrestre.Bisogna immaginare che queste canalizzazioni sono permanentemente occupate da radon (insieme ad altri gas, ad acqua, ed altri composti) e quindi le variazioni di pressione alla base vengono a forzare probabilmente la risalita di tutto il gas già presente ; si tratta solo di "aprire di più il rubinetto".
    Grazie anche ad una importante precisazione di FitTizio oggi mi sento di dire con più convinzione che anche la vita "utile" stessa del radon la si può considerare più lunga rispetto ai 3,824 giorni ; anche se fosse già passato questo tempo la quantità sia pur dimezzata che affiora dalla crosta si presta comunque ad un "trattamento" probabilistico e ad una lettura ; anche se ne dovesse arrivare una piccola parte ancora nelle "vesti" di radon comunque sarebbe rappresentativo e descrittivo di un certo andamento alla fonte.
    La stessa azione pressoria che subirebbe il radon raccolto sopra il mantello la dovrebbe subire anche la crosta con rocce che verrebbero compresse, screpolate offrendo forse altri percorsi per la risalita e liberando probabilmente altro radon in esse contenuto che a questo punto sarebbe solo una piccola parte nel contesto generale.
  • 37
    focaccia
    Ciao RIHOIR.it
     
     
    Riguardo al radon, secondo me c’è da dire che, pur essendo pesante, è destinato comunque a risalire perchè non potendosi legare ne con altri elementi ne con se stesso la sua distribuzione in un qualsiasi volume considerato tende ad essere tale da renderlo nel suo complesso più leggero (come peso specifico).Se tutta la crosta, per assurdo, fosse fatta di gas nobili sicuramente il radon sarebbe destinato a stratificare in basso, ma la densità della materia che lo sovrasta alla sua origine lo costringe inevitabilmente a risalire, come pure l’alta densità del magma sotto la crosta terrestre.
    Il radon si forma in continuazione ed il ribollire del magma presente nel mantello sicuramente agevola la sua sistemazione momentanea proprio sotto la crosta dove si raccoglie per poi defluire attraverso le canalizzazioni che in qualche modo poi danno sfogo sulla superfice terrestre.Bisogna immaginare che queste canalizzazioni sono permanentemente occupate da radon (insieme ad altri gas, ad acqua, ed altri composti) e quindi le variazioni di pressione alla base vengono a forzare probabilmente la risalita di tutto il gas già presente ; si tratta solo di "aprire di più il rubinetto".
    Grazie anche ad una importante precisazione di FitTizio oggi mi sento di dire con più convinzione che anche la vita "utile" stessa del radon la si può considerare più lunga rispetto ai 3,824 giorni ; anche se fosse già passato questo tempo la quantità sia pur dimezzata che affiora dalla crosta si presta comunque ad un "trattamento" probabilistico e ad una lettura ; anche se ne dovesse arrivare una piccola parte ancora nelle "vesti" di radon comunque sarebbe rappresentativo e descrittivo di un certo andamento alla fonte.
    La stessa azione pressoria che subirebbe il radon raccolto sopra il mantello la dovrebbe subire anche la crosta con rocce che verrebbero compresse, screpolate offrendo forse altri percorsi per la risalita e liberando probabilmente altro radon in esse contenuto che a questo punto sarebbe solo una piccola parte nel contesto generale.
  • 36
    Magara
    la quale, errore di battitura :) flavio
  • 35
    Un riassunto che personalmente ritengo abbastanza equilibrato su l’intera vicenda Giuliani, lo trovate qui
     
     
    Un po’ lunghetto, ma per chi ha voglia di leggere…
    • 35.1
      Peccato che a quel link non sia consentito commentare dissociandosi dalla linea data all’articolo: o se ne tessono le lodi o il commento non viene accettato dal ‘moderatore’, per cui non è possibile segnalare all’autore le inesattezze contenute nel pezzo, così come l’assenza di fonti. Tutti i personaggi citati e tirati in ballo dall’autore non sono mai stati contattati dal medesimo per chiedere spiegazioni, commenti, etc… L’informazione non è quella…
  • 34
     Cavolo Claudio ma tutti scienziati i tuoi lettori …  tranne me 
    • 34.1
      Non per vantarmi, ma visto che l’utente tira in ballo le conoscenze personali degli eventuali "scienziati" che scrivono i commenti di questo blog, io ho una laurea in Fisica, conseguita all’università di Bologna.
      Non avrò esperienze personali nel campo della geofisica in quanto il mio settore era quello relativistico, ma penso di avere una infarinatura di base per poter esprimere opinioni su questo argomento soprattutto sulla modalità con cui una ricerca si espone al giudizio critico del mondo accademico e solo dopo la validazione da parte di altri esperti del settore la si da in mano alla stampa e si tenta di estrapolarne risultati utili per il pubblico.
  • 33
    focaccia
    Riguardo a quanto FitTizio ha scritto il 26 giugno 2009 alle 12.42
     
     
    Scusate mi va di fare delle ipotesi, estrose, strampalate , ma a questo punto tutto è possibile.
     
    Quesito 1.
    Mi chiedo, sarà mai che il piombo 214 si lega in qualche modo o interagisce comunque chimicamente e fisicamente con il suo fratello piombo 206 che conosciamo penso tutti per esperienza diretta, magari aiutato in qualche modo, per cui non deve attraversarlo ma in qualche maniera ne viene a far parte e magari i fotoni gamma si ritrovano, diciamo, già dentro ?(Non ho bevuto !).
     
    Quesito 2.
    Può essere che ci sia un effetto "treno" per cui particolari concentrazioni di gas in un punto della crosta creino spinte tali da incoraggiare la risalita del radon attraverso tutte le vie naturali che conferiscono permeabilità al terreno a velocità superiori al normale? Altrimenti non ci siamo veramente con la rapidità di propagazione che sarebbe di pochi metri al giorno.
    Riguardo a previsioni riferite ad eventi lontani migliaia di chilometri certamente viene da sorridere, ma pensando al raggio d’azione dichiarato più volte ( 80-120 Km) mi viene da dire che forse Giuliani le fa con deduzioni invece che con misure (assurde) dirette con i suoi apparecchi, altrimenti ne viene fuori una contraddizione che anche il più sprovveduto dei tecnici avrebbe evitato di ripetere.
    Il problema secondo me rimane sempre lo stesso ; Giuliani non comunica bene certi concetti o non vuole farlo di proposito.Io sinceramente avrei evitato di parlare di previsioni dello tzunami e di sismi alle Vanuatu in un clima di già difficile per ottenere credibilità.
     
    Quesito X.
    Le macchine di Giuliani sono sistemate in un punto della terra che ha quasi una comunicazione privilegiata con quel sistema sotteraneo che ospita eventi sismogenetici e tutto il resto.Mi aspetto che in quella zona sia più facile cogliere certe manifestazioni fisiche.
    Il ritardo tra i vari punti forse non è rilevante, purchè ci sia e sia funzionale alla pretesa di individuare la zona critica.
    I picchi di radon sembra che siano misurati prima dell’evento sismico, quando le rocce sono sottoposte a compressione e non hanno ancora ceduto favorendo il movimento sismico vero e proprio.Dopo l’evento sismico si assiste invece ad un decremento della presenza di radon repentino proprio perchè non c’è più l’esercizio di sforzi meccanici sulle rocce.
    Una graduale riduzione della concentrazione di radon, invece, dopo averne rilevato un picco anomalo, porterebbe a pensare che la conflittualità meccanica tra due parti della crosta,che avrebbe potuto portare ad una evoluzione pericolosa, si stia risolvendo invece con piccoli eventi che andranno in maniera tranquilla a ristabilire certi equilibri allentando le spinte.
    Ecco perchè probabilmente si dice che i grafici vanno interpetrati.
    Ecco perchè non sempre ad aumenti di radon seguono dei terremoti, così come la scienza ufficiale ha sempre sostenuto.
     
    Ci ho provato.Spero di averne azzeccata almeno una !
     
    Ciao e continuiamo ad indagare.
    • 33.1
      Nessuno
      ciao!
       
      provo a rispondere…
       
      Quesito 1:
       
      questo proprio non è possibile. In particolare se la scatola è a temperatura ambiente (o poco più).
      E pensare che l’intera scatola sia tenuta a 250-300 °C non è a mio avviso ragionevole (visto il contenuto) (e anche fosse credo che per attraversare per diffusione 5 cm di piombo ci voglia un bel po’…).
      Certo è che i cavi di alimentazione e comunicazione della strumentazione posta all’interno della scatola da qualche parte devono passare. Ci si può chiedere se allo stesso modo non ci sia un canale per l’ingresso del radon costruito in modo da schermare altri contributi radioattivi.
       
      Quesito 2:
       
      io credo che il radon a elevata profondità si trovi in pressione, per cui se si apre un cammino verso la superficie a causa della frattura di uno strato roccioso impermeabile (che prima lo intrappolava), credo il radon possa risalire abbastanza velocemente.
      Sulla previsione alle vanuatu mi lascia un po’ perplesso… ci sono talmente tante strutture tettoniche differenti da qui alle vanuatu che valutare quel che succede là con una lettura qua mi sembra assurdo… vedremo… :)
       
  • 32
    Ciao focaccia,
     
    tieni presente che questo aspetto non l’ho molto capito.
    Sicuramente il radon non emerge per "levitazione naturale" rispetto ad altri gas, essendo tra i gas molto pesante ed il più pesnte dei gas nobili.
     
    Certo il comportamento di un gas è soggetto a delle leggi in particolare il suo volume varia in funzione di pressione e temperatura, che sotto la crosta terrestre dovrebbero essere entrambi molto elevati.
     
    Ma più che la pressione e la temperatura mi sembra importante la variazione di pressione.
    Che succede a un gas sottoposto a forte pressione e temperatura? Probabilmente sta lì, ma è come una bomba e sviluppa un’energia potenziale tremenda.
    Se gli togliamo il coperchio (leggi: se si formano spaccature nella crosta terrestre): boom!
    Se il radon abbonda visto il suo legame con un avo abbondante (l’uranio 238) allora potremmo osservare il radon.
    Se l’intero ciclo di decadimento dell’uranio è regolare, fluido, anche se lungo (stimo parlando di circa 4,5 mld di anni), allora abbiamo sempre abbondanza e regolare presenza dei suoi figli (chiaramente dimezzata per ciascuno di essi in proporzione a quella del padre).
    A questo punto mi concentrerei sul padre del radon (il radio 226) che ha un decadimento alfa, un tempo di dimezzamento un po’ più lungo del radon 1.602 anni ed è un metallo.
    Diventa poi interessante vedere come e quando il radon si forma e se va a stabilirsi da qualche parte preferita o a casaccio. Per aiutarci, dovrebbe formarsi tutto nello stesso momento, e in punti precisi così è più facile tenerne d’occhio il comportamento. Oppure basta che con una certa regolarità una certa quantità nascente di radon sia in posti regolari tra il mantello e la crosta terrestre.
    Non so davvero dirti se la pressione del gas sia sufficiente a permettere ad una quantità importante e coeva di attraversare la crosta terrestre in tempo utile (meno di 4 giorni) per permettere le osservazioni dei radonmetri. Però è chiaro che la forza di pressione dovrebbe amplificare i varchi offerti dalle spaccature della crosta terrestre prodotte dai terremoti, non dovendosi escludere peraltro che la crosta terrestre sia naturalmente "porosa" o "canalizzata".
     
    Un saluto,
    cs
«12

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Barbareschi ai giovani: “Siete superficiali! Avete votato no per ribellarvi al paterno!”

Barbareschi ai giovani: "Siete superficiali! Avete votato no per ribellarvi al paterno!" Luca Barbareschi traccia un quadro deprimente dei giovani che hanno votato no al referendum: sarebbero disinformati, superficiali, privi di strumenti, e con un grosso problema con il paterno, che li induce a ribellarsi contro qualsiasi cosa senza mai entrare nel merito....GUARDA

Barbareschi: siamo ascoltati e spiati da tutti i telefonini.

barbareschi-siamo-tutti-spiati-icona-play Luca Barbareschi, il popolare showman ora direttore del Teatro Eliseo a Roma, ha un'idea ben precisa sulla società della comunicazione digitale. A RaiNews24, il giorno dopo del voto al referendum, dice: "Siamo in democrazia... Capisco che ormai siamo ascoltati e spiati...GUARDA

Film, libri e Dvd

Il ritorno alla bellezza passa anche dall’acquisto di un oggetto di design

Design e bellezza Ci sono oggetti che devono semplicemente funzionare, non importa quanto siano brutti. E, soprattutto, devono rompersi in fretta, in maniera da poter essere acquistati nuovamente, e poi ancora, e ancora, infinite volte. Tante quante bastano a soddisfare le esigenze del sistema produttivo. Altri devono semplicemente essere...==> GUARDA TUTTO ==>

Le cuffie migliori per la musica

Cuffie Pryma C'era un tempo in cui il mangiadischi la faceva da padrone. La cosiddetta alta fedeltà era un lusso per pochi, spesso riservata agli studi di registrazione dove le celebrità registravano le loro nuove hits. Poi vennero gli Hi-Fi, prodotti consumer ma con la capacità di riprodurre un'ampia...==> GUARDA TUTTO ==>

Lights Out: Terrore nel Buio – Trailer Hd ITA ufficiale #NonSpegnereLaLuce – film horror

LIGHTS OUT TERRORE NEL BUIO TRAILER ITA HD UFFICIALEIl trailer HD ITA (in italiano) di Lights Out: terrore nel buio. #NonSpegnereLaLuce I migliori film horror a casa tua: Film Horror al Cinema. Dal produttore James Wan (“L’evocazione-The Conjuring”), è in arrivo il racconto di un terrore sconosciuto in...==> GUARDA TUTTO ==>