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Prima diffida e richiesta di rettifica per Byoblu.Com

Il diritto di rettifica nel Web 2.0
Contro il DDL Intercettazioni: trackbacks e blog reactions

Sono emozionato. Ieri sera tardi ho ricevuto la mia prima diffida e, cosa di estrema attualità, la mia prima richiesta di rettifica. Ringrazio l’Ing. Armido Frezza perché, paradossalmente, mi da modo di illustrare nel concreto perché il DDL Intercettazioni è una porcata.

Il 20 giugno 2009 si dicevano tante cose nell’aquilano. Ne parlava perfino Il Manifesto. Ho riportato le cose che si dicevano nel post “Strane voci a L’Aquila“, ovvero che tra i vincitori della gara d’appalto per la ricostruzione di L’Aquila figurava la ditta di costruzioni dell’Ing. Frezza. Si diceva che proprio la costruzione di un garage da parte sua avesse indebolito la struttura della palazzina in via XX Settembre, 79, causandone il successivo crollo la notte tra il 5 e il 6 aprile. La formula usata era volutamente dubitativa.

Il 27 giugno mi scrive Silvia Frezza. Mi dice che il giornalista de Il Manifesto avrebbe sciacallato e che avrebbe pubblicato la smentita con tante scuse. Le rispondo che sono disposto a fare di più e meglio. Le propongo un’intervista all’Ing.Frezza, nella quale egli stesso potrà fare chiarezza sulle voci che, volenti o nolenti, girano incontrollatamente. Non ricevo risposta. In cambio, mi scrivono i suoi legali ieri sera, 7 luglio 2009, inviandomi questa diffida con acclusa richiesta di rettifica.

Tralasciando la responsabilità, presunta o meno, dell’Ing.Frezza, che non è rilevante ai fini di questa discussione e sulla quale lo studio legale Marazzita & Associati ha già chiarito la sua posizione, prontamente pubblicata nell’articolo incriminato, nella diffida si legge che: «Lo stesso brano, con il medesimo titolo, è stato da Lei pubblicato sotto lo pseudonimo di “Byoblu” in altri siti web, tra cui http://hardcorejudas.tumblr.com, http://umanesimo.tumblr.com, http://gravitazero.tumblr.com, http://aubreymcfato.tumblr.com [...] Con riserva di agire per le vie giudiziarie La invito, anche ai sensi dell’Art.8 della Legge n. 47/1948, a rimuovere immediatamente dal suo sito e dagli altri sopracitati il brano, ed a pubblicare tempestivamente la presente rettifica.»

Voilà. La frittata legale è servita!

 

I nostri legislatori, con il DDL Intercettazioni, stanno per applicare una legge del 1948, pensata per la carta stampata, al mondo di sessant’anni dopo, dominato dal TCP/IP, dai Feed RSS, dai Blog, dai Trackback, dai Social Network, dai forum di discussione, dalla cache dei motori di ricerca e da mille altre diavolerie. Lo studio legale mi chiede di rimuovere contenuti duplicati da altri, presenti su altre piattaforme, sui quali io non ho alcun potere nè alcuna responsabilità.
Per fare un esempio che anche un politico potrebbe capire, sarebbe come se io pubblicassi un articolo su un giornale e quest’articolo venisse fotocopiato da centinaia di lettori, affisso su migliaia di bacheche, distribuito sugli autobus e nelle caselle di posta degli androni dei palazzi. Io potrei pubblicare la rettifica sul mio giornale, ma quale potere e quali responsabilità potrei avrei sul materiale prodotto, eventualmente modficato e poi distribuito spontaneamente e in totale autonomia dalla gente?

Il diritto di rettifica, introdotto nell DDL Intercettazioni indistintamente per tutti i siti informatici, non tiene conto della complessità della rete, e soprattuto del fatto che la rete è il luogo delle rettifiche per eccellenza. Ecco alcuni semplici modi per rettificare autonomamente qualunque informazione. E anche qualora nel 2009 non ci si sentisse ancora qualificati a postare un articolo in rete, la risposta non sarebbe comunque la Legge n° 47/1948.
Quanto ha speso l’Ing. Frezza per pagare lo studio legale affinchè studiasse il caso, redigesse una lettera appropriata e inviasse tutte le raccomandate con ricevuta di ritorno necessarie? Allo stesso prezzo poteva recarsi in un internet point, che un’apposita normativa – pensata per la rete – potrebbe rendere competente, per pubblicare in rete una smentita relativamente ad un’informazione che si ritiene lesiva o non veritiera, legandola attraverso il meccanismo del trackback – che potrebbe essere reso obbligatorio per legge – all’articolo incriminato.

Non solo. Il termine delle 48 ore per la pubblicazione delle rettifiche, pena una sanzione che può arrivare a 13.000EUR, equivale a un atto legislativo censorio per i blog individuali. Oggi dovevo partire per Roma, dove parteciperò alla notte bianca contro il DDL Intercettazioni e dove tra domani e dopodomani dovrei potere intervistare Antonio Piersanti dell’INGV. Avrei già dovuto essere in viaggio. Due o tre giorni nei quali con tutta probabilità leggerò poco l’email e avrò scarso accesso alla rete.
Se la comunicazione dello studio legale fosse arrivata solo qualche ora dopo, sarebbero stati già i primi 13.000EUR di multa. Fine della storia. Blog chiuso. La parola torna e resta per sempre alle grandi testate giornalistiche.

E’ questo che vogliamo? Se la risposta è no, invito tutti ad aderire alla giornata di silenzio per la libertà di informazione online.

Ing.Frezza, la invito pubblicamente a farsi intervistare. Sono sicuro che un suo intervento chiarificatore davanti a tutti i lettori del blog – e agli aquilani – varrebbe cento, mille diffide legali a livello di immagine.
Libertà di parola significa dare voce a tutti, sempre, al di là di qualsiasi legge, perché a convincere non è mai la diffida di uno studio legale, ma la forza delle argomentazioni.

Il blog la attende con spirito costruttivo.

NE HANNO PARLATO


Dario Salvelli: Perché l’obbligo di rettifica sui siti informatici è inapplicabile
Alessandro Gilioli: 14 luglio: blog italiani all’estero
Guido ScorzaObbligo di Rettifica: dalla teoria ai fatti…
Enzo Di FrennaByoblu combatte già con le rettifiche
Vittorio PasterisLe prime richieste di rettifica ex DDL Intercettazioni
Matteo BrunatiOblio e condivisione dati per il lungo termine
Andrea Sacchini: Esempio pratico dell’Obbligo di Rettifica

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63 risposte a Prima diffida e richiesta di rettifica per Byoblu.Com

  • 1
    Alberto M
    Poco da aggiungere rispetto a quanto hai scritto. E mi immagino eventuali squadre di guastatori-fotocopiatori incaricati di fare in modo che uno non possa rettificare nulla se non all’interno del suo sito.
     
    Resta il solito problema: solo quelli dentro la Rete discutono di questi argomenti e capiscono i rischi e di cosa si parla. Per tutti gli altri sono argomenti alieni e a cui non presteranno la benché minima attenzione…
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    • 1.1
      Tania H
      Purtroppo è vero…ma la fortuna è che oggi, le nuove generazioni, qui ci vivono! Non saranno i nostri padri a cambiare le cose, ma noi, i nostri fratelli, e i nostri figli!
      Sai…grossolanamente…il modo di percepire e intendere il mondo, che abbiamo tutti, si basa in gran parte sui significanti a cui siamo esposti nella nostra cultura: più una cosa diviene argomento condiviso, più diviene un oggetto reale, quasi palpabile. Fino a ieri…queste contestazioni esistevano nelle piazze, sui giornali di partito, ma veniva poi relegato dai media alla fine dei tg, tra una paio di tette ed un servizio sui panda, oppure strumentalizzato per incrementare la percezione diffusa della violenza estrema delle folle giovanili o di parte.
      Oggi…qualcosa sta cambiando. I ragazzi sfiorano questi post, spesso li ignorano, non capiscono e non sono interessati, ed in fondo non li biasimo…ma per "ignorarli", per non aprirli, per selezionarli…qualcosa devono leggere, un nome, un messaggio, un’idea…! E queste idee, queste posizioni, cominciano a far parte dl qualcosa di cui si può parlare…e dato che le nostre opinioni si formano a partire da ciò che è condiviso nel linguaggio…sai mai che il nostro impegno possa non essere vano!!!
      Quindi…magari oggi non serve a molto….ma domani, un domani più vicino di quanto si immagini….chissà!!!
      :-)
      Ho asciugato?
      Boh…io sono davvero convinta di questo!!!
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  • 2
    maxdevil76
    <RIF>Lo studio legale mi chiede di rimuovere contenuti duplicati da altri, presenti su altre piattaforme, sui quali io non ho alcun potere nè alcuna responsabilità.
     
     
    Mi chiedo come legalmente si possa andare col bianchetto a sbianchettare le cose in giro su altri siti?
     
    Volevo chiederti è sufficiente come mezzo risolutore l’oscuramento ?
    E se il sito che pubblica e diffonde si trova in uno stato non accessibile dalle autorità?
    Che si fa
    si finisce in galera?
    oddio sto andando in panne non riesco a capire cosa si deve fare.
     
     
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  • 3
    me
    Son senza parole! ma poi sta gente ha la minima idea di come funzioni internet? qualcuno gli ha mai spiegato che i contenuti di altri siti sono responsabilità di altri siti? e che il bavaglio alla rete non riusciranno mai a metterla!
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  • 4
    Rillswind
    …Inizia l’epurazione…stato fascista lavori in corso.
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  • 5
    neralba
    forse non sanno che esiste la tecnologia? adesso come si esce da queste catene?
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  • 6
    merit
    Temo che sia solamente l’inizio. Condivido il tuo post su facebook perchè è un grave segnale della censura ormai in atto.
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  • 7
    watchdogs
    Quindi se io voglio che uno paghi la multa, mi basta che io stesso duplichi in modo surrettizio i suoi contenuti? voglio dire, faccio creare a qualcuno un account sui vari siti di social bookmarking, faccio in modo che qualcuno condivida un post su facebook, ecc.?
     
    che schifo!
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  • 8
    Temo di aver avuto la palla di vetro (ma era davvero facile da indovinare che prima o poi sarebbe accaduto): http://www.plurale.net/?p=935
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  • 9
    ANNA.
    Caro Claudio,
    capisci come, ancor di più, sia necessario andare avanti con la giornata del silenzio del 14 Luglio ?!
    Io non mi fido : a settembre potrebbero dare una ritoccatina al decreto senza minimamente toccare quello che è uno degli obiettivi principali e cioè METTERE IL BAVAGLIO ALLA RETE .
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  • 10
    Dok Z
     Tutti uniti contro la legge bavaglio
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  • 11
    Altro che comiche finali…
     
    … comunque, Claudio, permettimi di dissentire… non e’ che io DEBBA farmi un blog per rettificare una falsa notizia su di me… certo, potrei… ma che senso avrebbe anche solo metterla come opzione?? TU e solo TU che hai diffuso una falsa notizia su di me hai e DEVI avere l’obbligo di rettifica SUL TUO blog… ed anche riportando una mia versione dei fatti!!!
     
     Pero’ certo… sappiamo TUTTI molto bene che al legislatore non interessa un ciufolo di tutelare i diritti del Sig. Rossi… ma ben altro… ma questo si sa, non c’e’ bisogno di dirlo.
     
     
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  • 12
    Roberta da Sydney
    Lo studio marazzita? Buono quello!
    Resisti Claudio: la rete non sono riusciti a bloccarla del tutto neanche in Cina, come pensano di bloccarla in Italia?
    ‘Sta gente e` rimasta alle leggi delle piramidi e non  si sono accorti del progresso che avanza.
    Ciao
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  • 13
    elphysics74
     Sig. Frezza, io mi aspetto invece che lei si faccia intervistare e spieghi alla comunità come secondo Lei stanno le cose; poi byoblu magari farà un bel video per mettere a confronto i concetti, stile "Le iene". Se non ha nulla da temere ed è sicuro dei fatti suoi, io credo che non ci sia nessun problema, no?
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  • 14
    Claudio, sono solidale con te. Volevo solo precisare che il disegno di legge che comprende al suo interno l’obbligo di rettifica è il "ddl intercettazioni". Il ddl "sicurezza", invece, è quello appena diventato legge che prevede tra le altre cose la criminalizzazione dello status di clandestino.
     
    Ciao.
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  • 15
    Ma scusa Claudio cosa c’entra il DDL Alfano (o intercettazioni o bavaglio) con questa diffida che ti hanno inviato? 
    Il DDL non è ancora legge dello Stato pertanto la richiesta di rettifica è solo di prassi nell’ambito della diffida (avrebbe avuto obbligo delle 48 ore e sanzione in caso di non rettifica solo con DDL approvato così com’è).
     
    Comunque Resistiamo
    soWWWersiva_Mente 
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  • 16
     La mia solidarietà a Byoblu nella persona di Claudio Messora. Alla fine questa legge si rivelerà inapplicabile e incostituzionale, non riusciranno a vincerla. Teniamo duro.
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  • 17
    grazie come sempre Claudio, anche oggi ho capito qualcosa in più. condiviso su facebook
    ciao
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  • 18
    Sono uno dei tantissimi che hanno ribloggato l’articolo di Messora. Cosa devo fare?
    La richiesta di rettifica è arrivata a lui e non a me, o ad altri. E per assurdo a lui è stato richiesto di rimuovere i post di altri addebitandogli il possesso di account su cui non ha nessun controllo. Una cosa che quindi non può fare.
     
    Allo stesso tempo il reblog dell’articolo non costituisce violazione di nessuna licenza perché compatibile con quanto Messora ha disposto relativamente ai suoi contenuti (che possono essere riproposti citando la fonte).
     
    Evidentemente qui mancano, oltrer ad adeguati strumenti legislativi, le basi di conoscenza  che sono necessarie per navigare su internet, figuriamoci per gestire casi complessi come una causa legale. Ma questo non importa.
     
    Ora che bisogna fare?
    Ok posso togliere il post che ribloggava l’articolo di Messora. Ma poi? Quanti reblog ci sono in giro?
    Quante persone hanno sharato quella notizia?
    Facciamo come diceva D’Alia che voleva far chiudere intere piattaforme di publishing e di blogging? Facciamo chiudere la rete tutta intera?
     
    Fino a che punto la tutela dell’interesse individuale nel non vedersi diffamati è compatibile con il diritto collettivo alla circolazione e alla diffusione delle informazioni?
     
    Che senso ha citare una legge del 1948 per chiedere la rimozione di contenuti da siti?
     
    E Twitter? Come la mettiamo con Twitter che è un aggregatore potentissimo? Mettiamo in prigione mezzo mondo?
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  • 19
    Caro Claudio,
     
    da non giurista, mi limiterò ad una breve osservazione circa il diritto di replica e rettifica che il titolare intende esercitare a legislazione vigente, cioè ai sensi dell’art. 8 Legge 8 febbraio 1948, n. 47 – Disposizioni sulla stampa.
     
    ecco il testo dell’articolo:
     
     
    "Art. 8 – (Risposte e rettifiche)
     
    Il direttore o, comunque, il responsabile è tenuto a fare inserire gratuitamente nel quotidiano o nel periodico o nell’agenzia di stampa le dichiarazioni o le rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini od ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro dignità o contrari a verità, purché le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto suscettibile di incriminazione penale.
    Per i quotidiani, le dichiarazioni o le rettifiche di cui al comma precedente sono pubblicate, non oltre due giorni da quello in cui è avvenuta la richiesta, in testa di pagina e collocate nella stessa pagina del giornale che ha riportato la notizia cui si riferiscono.
    Per i periodici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, non oltre il secondo numero successivo alla settimana in cui è pervenuta la richiesta, nella stessa pagina che ha riportato la notizia cui si riferisce.
    Le rettifiche o dichiarazioni devono fare riferimento allo scritto che le ha determinate e devono essere pubblicate nella loro interezza, purché contenute entro il limite di trenta righe, con le medesime caratteristiche tipografiche, per la parte che si riferisce direttamente alle affermazioni contestate.
    Qualora, trascorso il termine di cui al secondo e terzo comma, la rettifica o dichiarazione non sia stata pubblicata o lo sia stata in violazione di quanto disposto dal secondo, terzo e quarto comma, l’autore della richiesta di rettifica, se non intende procedere a norma del decimo comma dell’articolo 21, [rivolgersi al pretore affinché, in via d'urgenza, anche ai sensi degli articoli 232 e 219 del codice di procedura penale, ordini al direttore la immediata pubblicazione o la trasmissione delle risposte, rettifiche o dichiarazioni.N.d.R.] può chiedere al pretore, ai sensi dell’articolo 700 del codice di procedura civile, che sia ordinata la pubblicazione.
    La mancata o incompleta ottemperanza all’obbligo di cui al presente articolo è punita con la sanzione amministrativa da lire 15.000.000 a lire 25.000.000.
    La sentenza di condanna deve essere pubblicata per estratto nel quotidiano o nel periodico o nell’agenzia. Essa, ove ne sia il caso, ordina che la pubblicazione omessa sia effettuata."
     
    Osservazioni:
     
    1. sui contenuti: il principio è chiaro. Chi scrive ha l’obbligo di perseguire la verità e, in subordine, la verosimiglianza, ed anche opinioni personali avendo l’obbligo, tuttavia di non confondere i lettori facendo passare la verità per opinione personale. Vige quindi anche nell’esercizio del diritto di informazione il principio del non arrecare ad alcuno ingiusto danno (non – si badi bene, di non arrecare danno in nessun caso). Qualora l’attività di informazione coinvolga in maniera percepita come lesiva un terzo, il terzo è ammesso a replicare e rettificare.
    L’atto di rettifica non cancella i fatti precedenti, ma li integra, correlandosi al primo, con una posizione di giudizio che è e va riconosciuta (anche dai lettori), come di parte. Il "nuovo" documento sarà così caratterizzato da una tesi e da un’ antitesi. Ciascuna con una sua bandiera. Versione di Tizio contro versione di Caio che si ritiene leso dalla versione di Tizio. Giustapporre i documenti nella stessa videata mantenendo un naturale ordine cronologico per conservare intelligibilità al tutto mi sembra possa bastare
    La richiesta di rimozione del tuo articolo mi pare quindi incoerente al diritto richiamato, rispetto al quale commette un abuso – certamente noto alla preparazione professionale che deve presumersi nell’addetto ai lavori che lo ha scritto.
     
    2. sui tempi di ottemperanza: Non sei un giornale. Non sei un periodico. Sei un titolare dell’esercizio universale del diritto di opinione e diffusione della stessa. Un po’ più organizzato di un singolo per diffondere meglio, anche attraverso l’uso della tecnologia, le tue scoperte e i tuoi commenti. La norma, ammesso che possa essere applicabile al tuo caso concreto, sarebbe suscettibile di interpretazione analogica. Ritengo pertanto che i tempi "giusti" siano quelli richiesti dalla comune diligenza e correttezza propria della tua categoria professionale, applicando ragionevolezza e misura per evitare un ingiusto danno al tuo intrinseco diritto di sbagliarti – anche in buona fede nell’esercizio costituzionale di manifestazione del tuo pensiero ai sensi (art. 21 Cost.). Non appena ti sarà possibile, attenderai alla pubblicazione della rettifica, senza doverti sentire ostaggio di un diritto contrario che va conciliato al tuo, senza affievolirlo né tanto meno farne oggetto di intimidazione o persecuzione.
     
    Gradirei che altri, magari più qualificati di me potessero discutere queste mie sensazioni.
    Poi ci sono fior di avvocati che ti sapranno dare un versione ufficiale. per ora è giusto per scambiare degli orientamenti…
     
    Grazie,
    cs
     
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  • 20
    Sono nella stessa situazione di Umanesimo, avendo ribloggato il post.
    Anche se non mi è giunta alcuna diffida, e non sono citato nella lettera dell’avvocato, mi metterei nel caso a tua disposizione.
     
    Credo non c’entri il decreto Alfano, bensì si tratti di semplice imputazione di diffamazione.
    Ciononostante, resto del tutto contrario alla legge bavaglio e supporto il tuo lavoro e le tue battaglie.
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    • 20.1
      No.
      Quella è solo ravvisabile come riserva, nelle ultime righe della lettera.
      Non vedo al momento richiamato nessun estremo penale dalla lettera di invito, né menzionata l’ipotesi del reato di (art. 595 Cod. Pen.). L’offesa è qualcosa di più della produzione di un danno di immagine. Implica un danno in cui si ravveda colpa o dolo, che qui, davvero, mi paiono estranei alla buona fede e alla diligenza utilizzata di norma e di fatto nell’articolo di Byoblu di cui si chiede rettifica.
      cs
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  • 21
    Emanuele_C
    Colgo l’occasione per ribadire con molta forza l’invito ad istituire un abbonamento annuo da sottoscrivere in modo da poter consultare i contenuti per intero del tuo blog. In particolare anche e soprattutto quelli riferiti ai vari "Frezza": in questo modo Byoblu avrà dei ricavi su cui contare e sarà meglio protetto da attacchi di questo tipo.
     
    Un buon prodotto a casa mia si paga, il "volontariato" è meglio lasciarlo perdere.
     
    Emanuele
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  • 22
    acimoto
     Claudio al tuo cospetto hanno tutti il cervello del soggetto nel video http://www.youtube.com/watch?v=uCuGmYxZprg&feature=related
    ciao
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  • 23
    La cosa ha veramente dell’incredibile.
    Passi un ingegnerucolo che magari non ha mai visto un PC in tutta la sua vita (visto come progetta i garage). Ma che uno STUDIO LEGALE non capisca che un utente di blog non ha la chiave magica per esercitare rettifica su tutto il globo terraqueo… questo è INCREDIBILE.
     
    E’ un atto intimidatorio, non lasciarti spaventare da coloro che non capiscono nemmeno cosa stanno chiedendo.
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  • 24
    Caro Claudio, ci sono due motivi di base per cui da te non potranno chiedere alcuna cosa che non dipenda da te, qualunque legge lo preveda:
     
    1) gli antichi romani dicevano: ad impossibilia nemo tenetur, cioè: nessuno è tenuto a fare cose impossibili. Sono duemila anni che vale questo principio, ed anche il nostro ordinamento l’ha recepito sia come principio generale, ma anche nel codice civile l’articolo 1256 comma 1 dice che "l’obbligazione si estingue quando, per una causa non imputabile al debitore, la prestazione diventa impossibile".
     
    Quindi (secondo il diritto, ma direi anche secondo la logica) sarai tenuto solo a tenere comportamenti possibili e quindi che dipendono da te (dato che non hai alcun modo di influire direttamente su tutti i blog o utenti FB che hanno ripreso il tuo post).
     
    2) se, poi, volessero far ricadere la questione in ambito penale, c’è un principio (sia previsto dalla Costituzione che dal Codice Penale) per fortuna tra i pochi ancora duri a morire: il principio della personalità della pena. Non puoi essere condannato per comportamenti penalmente rilevanti tenuti da altri. Certo ti si potrà dire che è presumibile che se posti un video avrai degli utenti che lo faranno girare (anzi la finalità è questa). Ma anche qui: non puoi rispondere tu, intanto perchè appunto il comportamento è stato tenuto da altri (nè si può parlare di omesso controllo per i motivi di cui al punto 1).
     
    Chiedo scusa se sono stato lungo.
     
     
    Alessandro
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  • 25
    lo scemo del villaggio
    caro Claudio,
    che io sappia sei il primo ad essere colpito dal regime con quest’ultima vergognosa legge sulle intercettazioni.
    in italia si erano sempre sequestrati siti internet.
    questo stato fascista era arrivato perfino all’infamia di censurare Indymedia allorche’ pubblico’ la foto di papa Natzinger in uniforme nazista.
     
    Tornando alla censura che ti ha colpito, hai, per quel poco che vale, tutta la mia solidarieta’. Ti leggo con interesse da diversi mesi e ti ho anche votato come miglior blog.
     
    Chi ti ha diffidato e’ un infame, perche’ usa leggi infami di un governo infame: un governo, ma dovrei dire uno stato, tipicamente fascisti.
     
    resisti, resisti, resisti. Quel Trezza e i suoi legulei sono solo degli infami: possono denunciarti perche’ non possono smentirti. per questo sono degli infami.
     ciao.
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