Prima diffida e richiesta di rettifica per Byoblu.Com

Il diritto di rettifica nel Web 2.0
Contro il DDL Intercettazioni: trackbacks e blog reactions

Sono emozionato. Ieri sera tardi ho ricevuto la mia prima diffida e, cosa di estrema attualità, la mia prima richiesta di rettifica. Ringrazio l’Ing. Armido Frezza perché, paradossalmente, mi da modo di illustrare nel concreto perché il DDL Intercettazioni è una porcata.

Il 20 giugno 2009 si dicevano tante cose nell’aquilano. Ne parlava perfino Il Manifesto. Ho riportato le cose che si dicevano nel post “Strane voci a L’Aquila“, ovvero che tra i vincitori della gara d’appalto per la ricostruzione di L’Aquila figurava la ditta di costruzioni dell’Ing. Frezza. Si diceva che proprio la costruzione di un garage da parte sua avesse indebolito la struttura della palazzina in via XX Settembre, 79, causandone il successivo crollo la notte tra il 5 e il 6 aprile. La formula usata era volutamente dubitativa.

Il 27 giugno mi scrive Silvia Frezza. Mi dice che il giornalista de Il Manifesto avrebbe sciacallato e che avrebbe pubblicato la smentita con tante scuse. Le rispondo che sono disposto a fare di più e meglio. Le propongo un’intervista all’Ing.Frezza, nella quale egli stesso potrà fare chiarezza sulle voci che, volenti o nolenti, girano incontrollatamente. Non ricevo risposta. In cambio, mi scrivono i suoi legali ieri sera, 7 luglio 2009, inviandomi questa diffida con acclusa richiesta di rettifica.

Tralasciando la responsabilità, presunta o meno, dell’Ing.Frezza, che non è rilevante ai fini di questa discussione e sulla quale lo studio legale Marazzita & Associati ha già chiarito la sua posizione, prontamente pubblicata nell’articolo incriminato, nella diffida si legge che: «Lo stesso brano, con il medesimo titolo, è stato da Lei pubblicato sotto lo pseudonimo di “Byoblu” in altri siti web, tra cui http://hardcorejudas.tumblr.com, http://umanesimo.tumblr.com, http://gravitazero.tumblr.com, http://aubreymcfato.tumblr.com […] Con riserva di agire per le vie giudiziarie La invito, anche ai sensi dell’Art.8 della Legge n. 47/1948, a rimuovere immediatamente dal suo sito e dagli altri sopracitati il brano, ed a pubblicare tempestivamente la presente rettifica.»

Voilà. La frittata legale è servita!

 

I nostri legislatori, con il DDL Intercettazioni, stanno per applicare una legge del 1948, pensata per la carta stampata, al mondo di sessant’anni dopo, dominato dal TCP/IP, dai Feed RSS, dai Blog, dai Trackback, dai Social Network, dai forum di discussione, dalla cache dei motori di ricerca e da mille altre diavolerie. Lo studio legale mi chiede di rimuovere contenuti duplicati da altri, presenti su altre piattaforme, sui quali io non ho alcun potere nè alcuna responsabilità.
Per fare un esempio che anche un politico potrebbe capire, sarebbe come se io pubblicassi un articolo su un giornale e quest’articolo venisse fotocopiato da centinaia di lettori, affisso su migliaia di bacheche, distribuito sugli autobus e nelle caselle di posta degli androni dei palazzi. Io potrei pubblicare la rettifica sul mio giornale, ma quale potere e quali responsabilità potrei avrei sul materiale prodotto, eventualmente modficato e poi distribuito spontaneamente e in totale autonomia dalla gente?

Il diritto di rettifica, introdotto nell DDL Intercettazioni indistintamente per tutti i siti informatici, non tiene conto della complessità della rete, e soprattuto del fatto che la rete è il luogo delle rettifiche per eccellenza. Ecco alcuni semplici modi per rettificare autonomamente qualunque informazione. E anche qualora nel 2009 non ci si sentisse ancora qualificati a postare un articolo in rete, la risposta non sarebbe comunque la Legge n° 47/1948.
Quanto ha speso l’Ing. Frezza per pagare lo studio legale affinchè studiasse il caso, redigesse una lettera appropriata e inviasse tutte le raccomandate con ricevuta di ritorno necessarie? Allo stesso prezzo poteva recarsi in un internet point, che un’apposita normativa – pensata per la rete – potrebbe rendere competente, per pubblicare in rete una smentita relativamente ad un’informazione che si ritiene lesiva o non veritiera, legandola attraverso il meccanismo del trackback – che potrebbe essere reso obbligatorio per legge – all’articolo incriminato.

Non solo. Il termine delle 48 ore per la pubblicazione delle rettifiche, pena una sanzione che può arrivare a 13.000EUR, equivale a un atto legislativo censorio per i blog individuali. Oggi dovevo partire per Roma, dove parteciperò alla notte bianca contro il DDL Intercettazioni e dove tra domani e dopodomani dovrei potere intervistare Antonio Piersanti dell’INGV. Avrei già dovuto essere in viaggio. Due o tre giorni nei quali con tutta probabilità leggerò poco l’email e avrò scarso accesso alla rete.
Se la comunicazione dello studio legale fosse arrivata solo qualche ora dopo, sarebbero stati già i primi 13.000EUR di multa. Fine della storia. Blog chiuso. La parola torna e resta per sempre alle grandi testate giornalistiche.

E’ questo che vogliamo? Se la risposta è no, invito tutti ad aderire alla giornata di silenzio per la libertà di informazione online.

Ing.Frezza, la invito pubblicamente a farsi intervistare. Sono sicuro che un suo intervento chiarificatore davanti a tutti i lettori del blog – e agli aquilani – varrebbe cento, mille diffide legali a livello di immagine.
Libertà di parola significa dare voce a tutti, sempre, al di là di qualsiasi legge, perché a convincere non è mai la diffida di uno studio legale, ma la forza delle argomentazioni.

Il blog la attende con spirito costruttivo.

NE HANNO PARLATO


Dario Salvelli: Perché l’obbligo di rettifica sui siti informatici è inapplicabile
Alessandro Gilioli: 14 luglio: blog italiani all’estero
Guido ScorzaObbligo di Rettifica: dalla teoria ai fatti…
Enzo Di FrennaByoblu combatte già con le rettifiche
Vittorio PasterisLe prime richieste di rettifica ex DDL Intercettazioni
Matteo BrunatiOblio e condivisione dati per il lungo termine
Andrea Sacchini: Esempio pratico dell’Obbligo di Rettifica

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63 risposte a Prima diffida e richiesta di rettifica per Byoblu.Com

  • 52
    fortunato fortuna
     carissimi,  in linea generale sono d’accordo che la legge attuale sia una porcata finalizzata a bloccare i siti in cui circolino opinioni contro il regime berlusconiano. E questo fa parte del gioco dei poteri. Chi ha il potere lo usa per tenerlo. Chi non ce l’ha cerca di difendersi.
     
    Ma a me tempo fa successe una cosa spiacevole che mi ha molto colpito perché di fatto non sono riuscito a difendermi ed a tutelarmi.
    Esiste una rete di siti editi da persone di religione ebraica in cui vengono iscritte tutte le persone, viventi, che per qualche ragione si siano distinte per atteggiamenti antisemiti. Non parliamo di episodi della guerra mondiale, ma cose attuali. Insomma su questi siti ci sono una serie di elenchi di persone che si sarebbero distinte per aver aderito alle leggi razzioni di Mussolini. Ma se vi prendete la briga di leggere i loro nomi vederete che la maggio parte sono cittadini che hanno un numero di telefono ed un indirizzo attuali. Quanti casi di omonimia no?
    Insomma sapete come il mio nome è finito su quella lista? perchè ho licenziato un mio dipendente e lui si è vendicato così.. solo perché era di religione ebraica ha fatto aggiungere il mio nome alla lista.
    ho contattato i vari siti chiedendo di dimostrare come mai avessero inserito il mio nome, visto che tra i miei parenti viventi nell’epoca (pochi per fortuna) non vi era nessuno che si chiamasse come me.. nessuna risposta. La cosa è proliferata per molti anni e solo adesso google fatica a trovare i link. Ho scritto anche ad uno studio legale, ma niente.. non c’è stato modo di far rimuover eil mio nome dalla lista nera.. ecco.. in questi casi che si fa?
  • 51
    fortunato fortuna
     carissimi,  in linea generale sono d’accordo che la legge attuale sia una porcata finalizzata a bloccare i siti in cui circolino opinioni contro il regime berlusconiano. E questo fa parte del gioco dei poteri. Chi ha il potere lo usa per tenerlo. Chi non ce l’ha cerca di difendersi.
     
    Ma a me tempo fa successe una cosa spiacevole che mi ha molto colpito perché di fatto non sono riuscito a difendermi ed a tutelarmi.
    Esiste una rete di siti editi da persone di religione ebraica in cui vengono iscritte tutte le persone, viventi, che per qualche ragione si siano distinte per atteggiamenti antisemiti. Non parliamo di episodi della guerra mondiale, ma cose attuali. Insomma su questi siti ci sono una serie di elenchi di persone che si sarebbero distinte per aver aderito alle leggi razzioni di Mussolini. Ma se vi prendete la briga di leggere i loro nomi vederete che la maggio parte sono cittadini che hanno un numero di telefono ed un indirizzo attuali. Quanti casi di omonimia no?
    Insomma sapete come il mio nome è finito su quella lista? perchè ho licenziato un mio dipendente e lui si è vendicato così.. solo perché era di religione ebraica ha fatto aggiungere il mio nome alla lista.
    ho contattato i vari siti chiedendo di dimostrare come mai avessero inserito il mio nome, visto che tra i miei parenti viventi nell’epoca (pochi per fortuna) non vi era nessuno che si chiamasse come me.. nessuna risposta. La cosa è proliferata per molti anni e solo adesso google fatica a trovare i link. Ho scritto anche ad uno studio legale, ma niente.. non c’è stato modo di far rimuover eil mio nome dalla lista nera.. ecco.. in questi casi che si fa?
  • 50
    fortunato fortuna
     carissimi,  in linea generale sono d’accordo che la legge attuale sia una porcata finalizzata a bloccare i siti in cui circolino opinioni contro il regime berlusconiano. E questo fa parte del gioco dei poteri. Chi ha il potere lo usa per tenerlo. Chi non ce l’ha cerca di difendersi.
     
    Ma a me tempo fa successe una cosa spiacevole che mi ha molto colpito perché di fatto non sono riuscito a difendermi ed a tutelarmi.
    Esiste una rete di siti editi da persone di religione ebraica in cui vengono iscritte tutte le persone, viventi, che per qualche ragione si siano distinte per atteggiamenti antisemiti. Non parliamo di episodi della guerra mondiale, ma cose attuali. Insomma su questi siti ci sono una serie di elenchi di persone che si sarebbero distinte per aver aderito alle leggi razzioni di Mussolini. Ma se vi prendete la briga di leggere i loro nomi vederete che la maggio parte sono cittadini che hanno un numero di telefono ed un indirizzo attuali. Quanti casi di omonimia no?
    Insomma sapete come il mio nome è finito su quella lista? perchè ho licenziato un mio dipendente e lui si è vendicato così.. solo perché era di religione ebraica ha fatto aggiungere il mio nome alla lista.
    ho contattato i vari siti chiedendo di dimostrare come mai avessero inserito il mio nome, visto che tra i miei parenti viventi nell’epoca (pochi per fortuna) non vi era nessuno che si chiamasse come me.. nessuna risposta. La cosa è proliferata per molti anni e solo adesso google fatica a trovare i link. Ho scritto anche ad uno studio legale, ma niente.. non c’è stato modo di far rimuover eil mio nome dalla lista nera.. ecco.. in questi casi che si fa?
  • 49
     L’ing. Armido Frezza, che immagino impegnatissimo nella ricostruzione della sua amata città, (e quindi non in grado di farsi intervistare, per mancanza materiale di tempo) risponderà davanti alla magistratura, se (notate il "se")  dovessero emergere responsabilità della sua stimata ditta in uno o più crolli (che so, taglio di travi, scarnitura di pilastri, taglio di ferri con corone diamantate, abbattimento disinvolto di murature portanti, insomma, cosette così). Fino a quel momento, l’ottimo Frezza – vero pilastro dell’economia aquiliana, amatissimo dai suoi concittadini – è, e resta fino al terzo, eventuale grado di giudizio – un integerrimo costruttore e cittadino specchiato. Dico bene, Ingegnere?
    Certo che lo studio Marazzita deve costare un bel po’ di soldini, mica una cosa da tutti. D’altra parte, di fronte ad un palese (e vile, oh quanto vile) attentato alla propria onorabilità non si bada a spese! Ora, sono curioso di vedere la cascata di rettifiche diffondersi nella rete, in milioni di bacheche, note, commenti, blog, commenti ai commenti, e così via…. Buon viaggio, Ingegnere!. 
  • 48
    Singsonghio
    Forza Byoblu….Forza Claudio….Forza Messora……Forza  IO…..Forza Angelo….
    Forza Caforio….Forza  tutti  quelli  che  CREDONO E  SANNO  COSA  E’  LA  LIBERTA’.             PRESENTE.
     BUON PROSEGUIMENTO
  • 47
    Solo un orbo potrebbe non accorgersi che nella comunicazione dell’avv. Marazzita c’è anche la risposta ai molti timori che si diffondono nella blogosfera italica.
    La comunicazione per essere efficace deve essere mandata per raccomandata. Fino a prova contraria nel nostro Paese le e-mail "semplici" (non certificate) hanno lo stesso valore della carta su cui sono scritte. Quindi, in assenza di notifica certa, niente multa niente censura etc etc
    Ricordiamoci che la legge viene fatta applicare dai magistrati, non dagli ISP e/o altri soggetti più o meno ignoranti.
  • 46
    Helene
    Me la gioco tutta sull’ingegner Frezza Claudio!!! Voglio una copia del libro, ti tocca scriverlo!!!
    In bocca al lupo di cuore :*******
     
    Helene Benedetti
  • 45
    informazionelibera
    Vorrei far notare una cosa…secondo me la richiesta dello studio legale non è legittima…mi spiego meglio…
    Nei giornali una volta che le informazioni sono state stampate non sono più modificabili.
    In caso di richiesta di rettifica quindi questa avviene tramite la pubblicazione in un’edizione successiva dello stesso giornale.
    Però la notizia iniziale cioè l’oggetto della contesta rimane, non è ”cancellabile”.
    Quindi la stessa cosa vale anche per i blog dove per rettificare è sufficiente pubblicare in fondo o all’inizio dell’articolo stesso (per dare maggiore visibilità) la ”rettifica” voluta dal richiedente…
    La richiesta di cancellare il contenuto secondo me è illegittima altrimenti si sarebbe dovuto chiamare ”diritto di cancellazione” e non di rettifica.
    • 45.1
      @ informazionelibera
      sì io la vedo esattamente così.
      Nel commento appena sopra (N°41), quando parlo di legittime richieste, escludo quelle illegittime (cioè la cancellazione).
      Rettificare è lecito e d è nzi l’oggetto di diritto disciplinato dall’articolo 8 della L. 47/1948 , mentre censurare è una cosa molto diversa, molto chiaramente vietata da un altro articolo, molto più alto in grado, che tutti dovrebbero conoscere a memoria (anche perchè gioverebbe loro enormemente), l’art. 21, che al comma due recita chiaramente il principio che  "la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure" salvo riserva di legge disposta ai commi successivi dello stesso art. 21.
      La stessa tua osservazione l’ho meglio premessa nel mio commento n. 19.
      Ciao,
      cs
       
  • 44
    Gentile Ing. Frezza,
     
    possiamo tirare le somme. Almeno io ci provo.
    – La sua buona reputazione è un un suo ragionevole interesse, e assurge a diritto soggettivo solo quando corrisponda anche a verità.
    – L’informazione corretta è per noi e un diritto fondamentale universalmente e costituzionalmente riconosciuto: chiunque si adoperi in questo senso, svolge un funzione benemerita, in quanto basilarmente necessaria per la conservazione e lo sviluppo della dignità degli uomini e delle società e per il controllo di chi, avendo poteri, li eserciti in danno della comunità civile di cui fa parte.
    – il diritto di informare (in questo caso, di Byoblu) è parimenti costituzionalmente riconosciuto, con il limite di non provocare ingiusto danno o pre-concetta discriminazione, rispettando verità e logica nei ragionamenti e nelle congetture.
    – Byoblu Le ha dato prova, se possibile, del suo lungo corso di cronista e opinionista onesto, corretto, e aperto ad ogni critica – purché sinceramente ispirata e costruttiva; in tal senso Il Sig. Messora, oltre ad adoperarsi per dar corso alle legittime rettifiche richieste dal suo legale, Le ha formulato una soluzione sostanzialmente "superiore", in grado di integrare e chiarire ulteriormente i fatti di interesse pubblico ad ora noti – provvedendo al contempo a permettere a noi di meglio comprenderli e a Lei di meglio notiziare il Suo ruolo nella vicenda.
    – speriamo tutti che la Sua richiesta di rettifica possa essere tesa anche da parte Sua all’ apprezzamento simultaneo dei diritti suesposti ed alla loro conciliazione; viceversa, ne concluderemmo che Lei ha sostanzialmente in disprezzo il nostro legittimo interesse a conoscere meglio quei fatti; cioè che che intende soltanto difendere se stesso e i suoi interessi, vantandoli sotto forma di diritti, con qualsiasi mezzo e a qualsiasi prezzo.
     
    Ingegnere, Le saremo tutti molto grati se vorrà, ora, darci prova della Sua buona volontà e delle sue intenzioni non belligeranti.
     
     
    Cordiali saluti,
    cs
     
  • 43
    BaLRoM
    Punto informatico ha pubblicato questo articolo dal titolo un po fuorviante:
     
    Non ho capito bene, questa cosa è già in vigore?
     
    E’ il confronto con i netizens che è stato rimandato a settembre?
     
    Mi cadono le braccia…..
  • 42
    L’informazione va controllata…lo insegnava anche parecchi anni fa il Piano di Rinascita Democratica. Come dice il giudice Scarpinato la "piduizzazione" del paese si è ormai compiuta. E tanti italiani sostengono di vivere ancora in una democrazia…SVEGLIA, ITALIA!
    Non entro nel merito della diffida che hai ricevuto (ci sono tanti commenti che condivido totalmente) e so che a nulla varrà tutta la mia solidarietà, se non facciamo qualcosa, tutti insieme!
     
  • 41
     Io non riesco a capire la pretesa della discussione legale riguardo la censura di un riporto da un quotidiano… Capico se la censura fosse scattata in seguito a forti proteste verso l’incentramento di una notizia in specifico, fornendo paragoni, iniziative, o addirittura manipolando la notizia come molti al giorno d’oggi sono usuali fare per aumentarne la concentrazione, ma in questo caso, una multa di 13.000 € non puo’ essere chiamata contro un blogger da un collegamento con una semplice sottolineatura… penso che l’agire da codardi non porti ad una buona fede, se la censura fosse realmente fondata, avreste dovuto reclamare alla redazione del Manifesto, dato che li e’ nata e li crescera’, non ad uno spunto in giro per il web, assegnando poi questi 13000 € che sfruttano ancor di piu’ la situazione, perche’ la redazione di un quotidiano si puo’ pensare che abbia i fondi necessari, ma non un blog, o piu’ direttamente un blogger. Oltretutto e’ una notizia veritiera, e come ho gia ripetuto precedentemente pubblicata su un quotidiano, non un giornaletto da rivista sportiva; il pensare semplicemente che una censura, e stiamo parlando di un oscuramento di una notizia, quindi non un semplice fattore emotivo o di pregiudizio, si possa riversare ed eliminare un post reclamando una notizia autentica, da una fonte indiretta e’ veramente un accusa infondata…
  • 40
    biglombo

    fatto sta che l’ing Frezza è indagato

    http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=95718&sez=ITALIA

    a pensar male si fa peccato ma ci si azzecca spesso, eh?

  • 39
    Le segnalo che ho ripreso il suo articolo anche qui.
  • 38
    Sarà che sono portato a ragionare su larga scala, ma mi viene il terrore solo a pensare a questo provvedimento moltiplicato per il numero di blog esistenti in Italia.
    Imbarazzante, semplicemente imbarazzante.
     
    P.S.: aspetto con ansia i video di ieri sera :)
  • 37
    laura
    Ma non si potrebbe spostare il sito su una piattaforma all’estero di modo che non sia sottoposta alla legislatura italiana?
    • 37.1
      laura
      Esatto, intestare il sito ad uno straniero mi sembra un’ottima idea!spero di farmi tanti amici quest’estate in Inghilterra!ciaooo
    • 37.2
      Ho cercato di informarmi, ma questo è quanto ho saputo:
      La legge italiana si applica ai cittadini italiani, indipendentemente da
      dove si trovino i server.
       
      Il server all’estero può servire, al limite, a rendere più difficile il
      sequestro dei dischi, caso mai un giudice volesse accedere a dati
      riservati quali liste di nomi, conti ecc.
       
      Anche la visibilità del sito non è tutelata dalla semplice presenza
      all’estero, in quanto l’autorità giudiziaria potrebbe imporre un filtro
      ai provider che ci collegano a Internet.
       
      Una scappatoia, per evitare guai giudiziari, può essere quella di
      intestare il sito ad un cittadino straniero residente in un paese
      estero.
  • 36
    Caro Claudio, ho seguito con attenzione il tuo post e al di là dei commenti che ti sono stati fatti, io parto da questo presupposto. Che tu hai dovuto pagare anche per il giornalista del "Manifesto". Allora cosa facciamo? Tu a tua volta denunci lui perchè ha detto una cosa falsa, cosa che non credo perchè "Il manifesto"non è certo "Libero" o il "Giornale". Insomma Claudio come dici tu, tu sei un BLOGGER e non sei un giornalista. Allora io che sono inferiore come mezzi di te chiudo da subito. Non farmi essere volgare, ma questa gente che abbiamo messo noi col voto e che dovrebbero legiferare negli interessi dei comuni cittadini, invece sfasciano questa democrazia. Come da qualche tempo e lo sai, ti do tutta la mia solidarietà, invitandoti a lottare ancora da questo blog.Abbiamo fame di libera informazione, e tu vali perchè sei quello che sei.Un giorno non diventare mai come Marco Travaglio…saresti irriconoscibile.
  • 35
    rodolfo
    e intanno le imprese non smentiscono…. ma costruiscono case sicure…….
  • 34
    frap1964
    Premesso che il termine di 48 ore partirebbe ovviamente dal momento della ricezione della richiesta e che l’unico modo legale per tracciarlo è l’avviso di ricevimento firmato da te e non certo l’e-mail:
     
    a) sarebbe interessante sapere da dove questo studio legale avrebbe con certezza desunto l’indirizzo cui inviare la richiesta, che nel testo della diffida stranamente non compare;
     
    b) sanno benissimo che un blog non è stampa (almeno che questo non sia registrato come tale e non mi pare) e che quindi la norma cui fanno riferimento non ha in tale contesto alcun valore. Serve solo a intimidire.
     
    Quindi al momento (e anche dopo le nuove norme, se passeranno) non sei e non sarai tenuto a fare alcuna rettifica, almeno sino a che ciò non venga imposto da un tribunale cui possono rivolgersi intentandoti causa per diffamazione.
    E sarà il tribunale a stabilire semmai in che modo devi rettificare (perchè un blog nemmeno è stampa non periodica, nel nostro ordinamento), posto e stabilito che diffamazione ci sia, ovviamente.
     
    Che però è cosa totalmente diversa dal pretendere un obbligo di rettifica in un contesto dove la norma non si applica e non si applicherà (poichè è una modifica alla vigente legge sulla stampa, che ha il semplice obiettivo di estendere il medesimo principio alle testate regolarmente registrate e per le quali sussiste l’obbligo di pubblicare l’indirizzo di sede legale, cosa che non vale al momento per chi detiene un blog).
     
    Non serve alcuna nuova norma per indurti a rettificare i "pare" e i "si dice" del tuo precedente post.
    Basta semplicemente far aleggiare la possibilità di una causa per diffamazione se non rimuovi quanto hai scritto e pubblichi il loro testo.
    Che è poi quello che hanno fatto.
  • 33
    dade
    Scusate… io sono convinto che sta legge, proprio perché scritta da incompetenti, può ritornargli contro in modo drammatico: provate a pensarci: se ognuno di noi oggi compra un qualunque giornale, poiché non si danno più notizie ma opinioni, potremmo chiedere quotidianamente una rettifica. sul web è già una rottura di ****, ma pensate per la carta stampata… il giornale di domani potrebbe contenere un numero indefinito di pagine in più di rettifiche… la carta costa, e anche molto, un file html è praticamente gratis!!! quanto tempo potrebbero durare le grosse testate nazionali ad ondate quotidiane di rettifiche?
    se ho detto una caxata… potete bannarmi a vita!
  • 32
    Ho anche aderito iscrivendomi a "diritto alla rete"…
«12

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Erdogan il capo occulto dell’Isis?

Erdogan il capo occulto dell'Isis "Molti osservatori vedono in Erdogan il capo occulto di Isis, che forse non è estraneo ai fatti recenti di Parigi e di Bruxelles. Erdogan esige una zona libera e protetta per i guerriglieri "cosiddetti" moderati, ma sicuramente anti-Assad, cosa che Obama fino ad ora gli ha...GUARDA

Smettiamo di bombardarli – Messora a La Gabbia

La Gabbia MESSORA A LA GABBIA Messora a La Gabbia - Smettiamo di bombardarli...GUARDA

Mario Monti vs Gianluigi Paragone – La Gabbia

Mario Monti vs Gianluigi Paragone a La Gabbia - byobluIl lungo faccia a faccia tra Mario Monti e Gianluigi Paragone, a La Gabbia, in versione integrale. Mario Monti affronta Gianluigi Paragone in un lungo faccia a faccia a La Gabbia. L'intervista è integrale ma, per motivi di sintesi, è priva del lungo...GUARDA

Robot Atlas, la verità secondo il Guardian: tutta scena?

Robot Atlas, la nuova incredibile versioneDue minuti incredibili con il nuovo robot Atlas. Ma in questo video, che ha fatto il giro della rete, secondo il Guardian ci sarebbe molta "propaganda", pensata da un'azienda che fa marketing aggressivo e arrogante. Il nuovo robot Atlas La nuova versione del robot...GUARDA

Ricetta maiale: tanto amore e poco forno

Animali divertenti - Il maiale è dolcissimo (ma non al forno)Una nuova ricetta per il maiale: invece di farlo al forno, fatelo rosolare in una teglia piena di amore e conditelo con un po' di coccole. Gli animali non sono solo divertenti, ma sono spesso una sorpresa che va ben oltre il gusto di un maialino al forno. ...GUARDA

La Rochelle, Francia: cargo alla deriva verso la costa con 300 tonnellate di gasolio

La Rochelle - Modern Express - Francia Cargo DerivaLa Rochelle: il cargo Modern Express, alla deriva da quasi una settimana al largo della costa francese che si affaccia sul mare Atlantico, sta per arenarsi a terra, con i serbatoi pieni di 300 tonnellate di gasolio.  I disperati, ultimi tentativi per scongiurarlo. La Rochelle: il cargo...GUARDA

D’Attorre (PD): vi hanno disoccupati apposta!

D'Attorre - PD - Vi hanno disoccupati apposta - Play "È naturale che per questa strategia la disoccupazione debba rimanere alta. Uno dei parametri a cui siamo inchiodati è quello della disoccupazione strutturale. Questi genii di Bruxelles hanno stabilito che ogni Paese ha un certo tasso di disoccupazione sotto il quale non può scendere perché altrimenti sale l'inflazione....GUARDA