Diritto alla Rete


Per la prima volta dopo migliaia di anni il genere umano trova il bandolo della matassa. Finalmente la sterminata distesa di individui che compongono un unico organismo vivente, in continua lotta per trovare nuove forme di sopravvivenza, si interconnette. Dall’unione dei singoli puntini sta emergendo il disegno originario. La rete è la vera comunione delle coscienze, l’inconscio collettivo di Jung, la trama e il tessuto che sorreggono un cosmo intarsiato di piccole luminosissime stelle.
Di queste stelle fanno parte anche D’Alia, la Carlucci, Alfano e perfino Ghedini. La capacità di un tessuto organico di vincere sulla forza che tende a disgregarlo non è nella sua purezza, ma nella possibilità di isolare, in maniera non distruttiva, le concrezioni che vogliono accrescersi indefinitamente. Un po’ come piccoli tumori benigni, chiamati nei, vengono avvolti in una guaina mielinica e inattivati, resi perfino simpatici.

Chi volesse avvolgere Alfano & Co. in una guaina mielinica – e vi confesso che la tentazione di farlo materialmente è forte -, venga in Piazza Navona domani alle 19 e si imbavagli insieme a noi. Non l’avremmo mai creduto possibile, ma l’Italia è la prima democrazia occidentale dove si è reso necessario uno sciopero dei blogger per combattere l’ennesimo tentativo di limitare il processo di evoluzione dell’umano-sfera, perpetrato dai guardiani della Torre di Babele che vogliono una coscienza collettiva frammentata e ignorante.
La torre che difendono sarà la loro Bastiglia. Domani sarà il loro 14 luglio.

Ne ho parlato con Enzo Di Frenna, promotore, insieme ad Alessandro Gilioli e a Guido Scorza, dell’iniziativa Diritto alla Rete, che mi annovera tra i primi sottoscrittori.

DIRITTO ALLA RETE – LO SCIOPERO DEI BLOGGER
Intervista a Enzo Di Frenna

Claudio Messora: «Enzo Di Frenna, giornalista, scrittore e blogger, tra i promotori, insieme ad Alessandro Gilioli e Guido Scorza, dell’iniziativa Diritto alla Rete, che in questi giorni sta facendo un grande tam-tam e sta raccogliendo un sacco di adesioni, e ha indetto una giornata di manifestazione nazionale, il 14 di luglio, con lo sciopero dei blogger italiani che si imbavaglieranno a Roma. Dove di preciso?»

Enzo Di Frenna: «In piazza Navona, il 14 luglio 2009, alle ore 19, ci incontreremo – blogger e utenti della rete – per protestare contro il bavaglio del DDL Alfano, cioè il Disegno di Legge voluto dal Ministro della Giustizia, che non solo imbavaglia l’informazione e la stampa, ma sostanzialmente imbavaglia anche i blogger e i gestori di siti informatici.»

Claudio Messora: «In che modo, di preciso?»

Enzo Di Frenna: «Con l’obbligo di rettifica i blogger, ma anche i siti informatici, devono entro 48 ore rettificare una informazione, su richiesta di un utente, di un cittadino, cosa che sostanzialmente è impossibile ed è inapplicabile. Basta per esempio che un blogger non si colleghi per un week-end, magari portando al mare suo figlio al mare, in un bosco, o in montagna, è esposto al rischio di ricevere multe salatissime.»

Claudio Messora: «Fino a 13.000EUR. Ricordialmolo: un blogger non ha una redazione alle spalle. Può quindi non accorgersi che arriva una richiesta di rettifica, e scadute le 24 ore il pastrocchio sarebbe combinato. Questo sortirebbe l’effetto di impedire ai cittadini privati, che non possono  permettersi una redazione perché non hanno introiti, non hanno guadagni, di far circolare liberamente le informazioni. Cosa che forse potrebbe essere tra gli obiettivi del governo.»

Enzo Di Frenna: «Infatti questo Disegno di Legge, voluto dal ministro Alfano, è stato pensato, concretamente, sostanzialmente, per imbavagliare la rete, oltre ché l’informazione. Puntavano sul fatto che magari nessuno se ne accorgesse e passasse questa norma sul diritto di rettifica entro 48 ore. Noi non ci stiamo a questo bavaglio. E’ nato Diritto alla Rete, insieme alla partecipazione di tantissimi blogger che hanno aderito – siamo oltre 400 blogger in pochissimi giorni – e scenderemo in piazza, il 14, mostrando le foto dei blogger che si imbavaglieranno in rete e in piazza per raccontare al mondo intero – perchè attenzione, ricordiamoci che questa iniziativa di sciopero dei blogger è la prima che si registra in una democrazia moderna contro un governo che vuole imbavagliare la rete – per manifestare in maniera decisa e forte contro questo Disegno di Legge antidemocratico e antimoderno. Sostanzialmente è un Disegno di Legge che va contro la modernità di internet.»

Claudio Messora: «Enzo, la televisione di oggi sembra fatta apposta per sopire gli animi e addormentare le coscienze. Recentemente un regista di alcuni famosi reality show ha dichiarato pubblicamente che i registi sono pagati per non far pensare i telespettatori. Tu ti sei occupato a lungo di queste tematiche. Su www.byoblu.com ho pubblicato recentemente anche alcuni tuoi interventi. Cosa ci puoi dire al riguardo?»

Enzo Di Frenna: «In Italia abbiamo una televisione omologata, uniformata e piatta che forse è unica al mondo ed è frutto di una strategia di comunicazione anche e soprattutto psicologica ben precisa, a mio avviso studiata a tavolino da persone che sanno fare bene comunicazione. Chiaramente dobbiamo pensare al modello berlusconiano, il modello televisivo, desunto dalla televisione commerciale, imposto negli ultimi anni anche alla televisione pubblica. A cosa punta questo tipo di televisione? Sostanzialmente a fornire una visione della realtà, una visione dell’Italia che innanzitutto nasconde i problemi fondamentali di grande interesse sociale, ma che distrae, attraverso i reality show, attraverso i programmi di infoteinment e così via. Soprattutto da dei valori e dei modelli ai giovani, in primo piano, che sono altamente discutibili e che creano fondamentalmente degli italiani dalla coscienza sopita, addormentata, come dici tu. Noi a questo ci dobbiamo ribellare, soprattutto grazie attraverso alla rete, a internet, possiamo raccontare, spiegare e smontare ciò che c’è dietro a questa televisione. Possiamo raccontare chi sono i protagonisti che la fanno, spiegare come funziona, quali sono le tecniche. Come dicevi tu, che hai ricordato il regista napoletano che ha rivelato di recento come vengano pagati per far addormentare le coscienze, possiamo illustrare le tecniche che vengono usate per condizionare sul piano emotivo e neurologico, usando certe parole, certe immagini, certi contenuti.»

Claudio Messora: «Sembra quasi, così come le frequenze sono lottizzate e quindi anche l’informazione – perché se non hai accesso, non puoi comprarti o vincere la concessione pubblica per una frequenza non puoi informare nessuno – sembra quasi che il sistema reagisca alla necessità di pluralismo dell’informazione, alla rete che cerca di fare quello che dovrebbe essere nei diritti di ogni cittadino: parlare come nell’Agorà, in una piazza pubblica, parlare tra la gente. Il sistema non lo accetta, sembra che abbia il monopolio mediatico, il monopolio dell’informazione. Come se ci fosse una casta che deve decidere lei che cosa poter dire, in che modo intrattenere la gente, quali informazioni passare e quali no. Quando le informazioni che passano sono altre, fatte da altri, allora si assiste a una reazione anche violenta nei confronti, purtroppo, della rete che oggi è l’unico snodo cruciale di accesso alle informazioni alternative, non voglio dire alla verità, che come tutti sanno è una coperta troppo corta da qualunque parte la si tiri, ma sicuramente alle informazioni alternative che ognuno di noi dovrebbe poter essere in grado di valutare. Ma questo monopolio mediatico, a tuo parere, è diretto da un qualcosa che potremmo chiamare Struttura Delta, oppure no?»

Enzo Di Frenna: «Io ho realizzato un video sulla Struttura Delta. La Struttura Delta esiste, a quanto pare anche secondo le indagini della magistratura. Francesco Di Stefano, editore di Europa7, ad una mia domanda ha risposto ‘Assolutamente sì! Esiste una struttura che gestisce e orienta l’informazione in Italia.». Ma da che cosa lo possiamo capire che esiste una struttura di professionisti che orienta l’informazione e la televisione? Lo capiamo dagli effetti, dai risultati, analizzando il tipo di programmi, il tipo di contenuti, i modelli e i valori che ci sono all’interno di questi programmi. Questa è gente in gamba, è gente che sa fare bene comunicazione, gente che ha studiato. Sono professionisti, caro Claudio. E’ impensabile che una tv così stupida, così deficiente, così omologata e piatta non sia pensata da una struttura ben precisa che ha l’obiettivo di omologare le coscienze attraverso un’informazione appiattita e in qualche modo svilita dei grandi temi sociali. Noi dobbiamo assolutamente ribellarci a tutto questo! Con il Disegno di Legge Alfano non solo tenteranno ancora di imbavagliare la stampa e l’informazione, impedendo ad esempio la pubblicazione delle intercettaioni, cosa che ci ha permesso di venire a conoscenza di molti dei grandi scandali italiani, ma tenteranno di bloccare anche la rete: blogger, siti di informazione, pensiamo a Punto Informatico che ha rivelato spesso i tentativi legislativi di bloccare la rete. Noi dobbiamo veramente, tutti insieme, attraverso questo nuovo mezzo che è la rete internet, un mezzo che ci da la possibilità veramente di essere liberi sul piano dell’espressione, dell’informazione, un mezzo altamente democratico come dimostrato in america, che ha permesso l’elezione di Barak Obama, dobbiamo difendere questo spazio che ci permette di sperare in un’Italia migliore. L’Italia che abbiamo oggi, caro Claudio, è quella che è. Un’Italia con un’immagine tremenda e pessima all’estero. Un’Italia governata da un premier corruttore, un premier che, come le ultime cronache descrivono ampiamente, ha rapporti con escort, prositute… I magistrati accerteranno la verità, ma comunque sul piano dell’immagine abbiamo un’Italia che è un reality show ed è frutto di una impostazione della politica e della società che è fondamentalmente televisiva. Quindi esiste una Struttura Delta, ed è fortemente, tremendamente pericolosa.»

Claudio Messora: «Licio Gelli ha recentemente dichiarato: ‘Ho pensato tutto 30 anni fa, la televisione, l’ordine pubblico, in 53 punti. Dovrei avere i diritti d’autore!‘. Forse tutta questa visione che è stata perpetrata, messa in atto negli ultimi 30 anni, è partita proprio dal Piano di Rinascita Democratica?»

Enzo Di Frenna: «Sì. Io ricordo un tuo video, proprio su Byoblu.Com, dove tu hai illustrato in maniera egregia gli elementi chiave del Piano di Rinascita Democratica di Licio Gelli, dove si parlava tra l’altro della necessità di ottenere il controllo dell’informazione e il controllo delle televisioni. E’ accaduto. E’ realtà. Dopo tanti anni ce l’abbiamo sotto gli occhi, oggi, nell’Italia del 2009, e dobbiamo renderci conto che chi ha pensato questo piano ha sicuramente una mentalità in un certo senso deformata, che non include la possibilità di dare spazio a voci diverse, ad un’informazione libera, democratica, moderna.»

Claudio Messora: «Il massimo della tecnologia cui potevano pensare 30 anni fa era la televisione via cavo, infatti espressamente citata nel Piano di Rinascita Democratica. Certo non potevano immaginare a quale furibonda esplosione, evoluzione della tecnologia avrebbero dovuto far fronte con il libero scambio di informazioni via rete.»

Enzo Di Frenna: «E infatti attraverso la televisione ci sono riusciti in qualche modo ad avere il controllo. Oggi sappiamo benissimo che tre reti private e tre reti pubbliche sono anche indirettamente nella mani e sotto il controllo di un solo imprenditore, poi sceso in politica, che è l’attuale Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Sostanzialmente non avevano idea che forse appunto i tempi danno spazio a nuove realtà tecnologiche, e sono in grado di dare voce, attraverso internet, attraverso il computer, a cittadini liberi. Non se l’aspettavano. Non sanno cosa fare e tentano, come con i Disegni di Legge di recente presentati – pensiamo alla proposta D’Alia, a Gabriella Carlucci, e da ultimo il DDL Alfano – di arginare un mezzo potentissimo, altamente democratico e da la posisbilità a tutti di raccontare e soprattutto, caro Claudio, di smontare le menzogne. Internet ha questa grande possibilità, ci da quest’opportunità enorme: fare ognuno a suo modo il giornalista. Cioè smontare le menzogne come spesso fai anche tu attraverso Byoblu.Com, e raccontare quello che altrove, ad esempio in televisione, non vedresti. Nel Piano di Rinascita era progettato di non far passare certe informazioni attraverso le televisioni. Con internet invece questo non è possibile. Dobbiamo difendere questo presidio di libertà in Italia.»

Claudio Messora: «Enzo, la Struttura Delta è un gruppo di professionisti. Internet deve fronteggiarla con un gruppo di dilettanti allo sbaraglio, o con un gruppo di professionisti che si uniscono e in qualche modo ridefiniscono le regole del gioco?»

Enzo Di Frenna: «Internet ha bisogno di un gruppo di professionisti. Ci sono già, esistono. Ad esempio, su Diritto alla Rete hanno aderito importanti personalità del mondo della cultura, del mondo dell’informazione e del mondo della rete, e abbiamo in programma di incontrarci nei prossimi mesi per buttare giù una proposta concreta, affinché un eventuale Disegno di Legge, un’eventuale normativa venga da chi fa la rete, da chi conosce la rete e quindi eviti che il parlamentare di turno improvvisato, imbeccato o comunque guidato dal capo-partito del momento, presenti in sordina la proposta di legge che se passa, magari in un attimo di distrazione, ci metterebbe di fronta a una internet ridotta in termini di espressione e imbavagliata. Quindi da settembre, con Alessandro Gilioli e Guido Scorza, abbiamo intenzione di promuovere un incontro, un dibattito, un momento di scambio attraverso dei protagonisti della rete, e proporre sostanzialmente delle linee guida affinché si arrivi ad una normativa, eventualmente condivisa, che regoli in maniera equilibrata e giusta, il mondo dell’informazione attraverso internet.»

Domani il blog osserverà rigorosamente 24 ore di silenzio, con la pubblicazione di un testo unico condiviso tra tutti gli aderenti alla giornata di sciopero. Faranno eccezione solo improvvise ed urgenti comunicazioni relative alle attività sismiche in Abruzzo.

Domani, 14 luglio 2009, alle sette di sera, venite a Roma, in piazza Navona, e imbavagliatevi insieme a noi.

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9 risposte a Diritto alla Rete

  • 1
    Caro Claudio,
    mi dispiace molto non poter essere fisicamente presente alla manifestazione di domani.
     
    Vorrei però solidarizzare sospendendo il sito per le 24 ore. In fondo io ho sempre cercato di fare bene il mio lavoro nel rispetto delle leggi e perseguendo l’interesse di una società nel suo insieme.
     
    Se hai la possibilità, facci sapere quale sarà il messaggio che dovremo pubblicare al posto della homepage.
    Grazie ed un saluto,
    cs
    • 1.1
      Sì, o meglio sto completando,
       
      1. Ho inviato la mia foto imbavagliato a dirittoallarete@gmail.com;
      2. Ho predisposto il mio sito per la sospensione dell’informazione per domani utilizzando un template messo gentilmente a disposizione da Lucio Satta
      3. Ora completo il tutto iscrivendomi a dirittoallearete.
       
      Ciao e grazie,
      cs
       
    • 1.2
       Ciao Claudio,
         sul sito di Diritto Alla Rete troverai tutte le modalità, Hai già aderito? (Trovi il link nel testo dell’articolo)
  • 0
    tejal
    Purtroppo sto fuori Roma, altrimenti sarei venuta. Spero che questa manifestazione servi per lo meno a sensibilizzare le persone, visto che i nostri politici il loro pensiero l’hanno già espresso in termini pratici.
    Fatemi sapere come è andata.
     
    Io non sono veramente libero se non quando tutti gli esseri umani che mi circondano, uomini e donne, sono ugualmente liberi.
     Michail Bakunin
     
     
     
    La libertà non è una cosa che si possa dare; la libertà, uno se la prende, e ciascuno è libero quanto vuole esserlo.
     James Baldwin
     
    Le libertà non si concedono, si prendono.
     Pëtr Kropotkin
     
     
     
    La libertà è dunque il diritto di fare ed esercitare tutto ciò che non nuoce agli altri.
     Karl Marx
     
    La nostra libertà dipende dalla libertà di stampa, ed essa non può essere limitata senza che vada perduta.
    Thomas Jefferso
     
    La verità vi renderà liberi.
    Sacre Scritture
     
     
  • -1
    Piergiorgio
    Chi andrà a Piazza Navona?
  • -2
    sminch
    ciao Claudio io un pensierino domani a Roma ce lo potrei fare ,xò i nostri politici faranno qualkosa di fronte ad una protesta o nn faranno un bel niente e penseranno solo a distruggere quel poko di democrazia ke c’è rimasta!?!?…se la 2° possibilità è l’unica è la volta buona che cambio paese!
  • -3
    Una delegazione del coordinamento nazionale di Per il Bene Comune sarà imbavagliata a Roma per ribadire con fermezza il diritto alla rete e alla libertà di informazione. Contro ogni censura di stato sulla libertà di espressione e contro il tentativo di controllo del più potente mezzo di libertà e conoscenza che l’uomo abbia mai sperimentato.
     
     
     
  • -4
    Ciao Claudio,
    la mia opinione su questo sciopero l’ho espressa per esteso sul mio blog (precisamente qui:http://manublog.org/2009/pensieri-a-caldo/sciopero-dei-blogger-critica-legge-ammazza-internet.html).
    Il succo è che questo genere di scioperi sono alquanto inutili, se non simbolicamente, e che si dovrebbe lavorare per qualcosa di più consistente e strutturato.
     
    Non avevo mai sentito parlare della struttura Delta, grazie per l’informazione. Ma si sa come è finita l’indagine?
    A presto, ciao Claudio!
     
  • -5
    Piergiorgio

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