Net legends - Il terremoto e la P2

Net Legends - I terremoti e la P2

Net Legends - I terremoti e la P2


 Se vogliamo spaccare il capello in quattro, è già difficile definire il concetto stesso di informazione, figuriamoci attribuirle qualificazioni etiche! Quando, infatti, un’informazione si può definire corretta? Il dominio della mente è soggettivo per elezione. Le informazioni si presentano alla nostra attenzione già guastate alla fonte, modificate cioè dal meccanismo distorsivo della percezione. Vengono poi interpretate secondo il nostro personalissimo modo di sentire e, come un virus, si propagano verso nuovi ospiti, volando sulle ali incerte di una comunicazione frammentaria.

 La paranoia, ad esempio, non è altro che un’interpretazione creativa di informazioni neutre. Ciò che è vero per la nostra mente, produce ragionamenti che a loro volta si cristallizzano in una nuova assodata informazione. Il cui messaggio si propaga. Nella catena di passaggi, presto si perde traccia dell’originale e può capitare che piccole e discutibili convinzioni personali possano crescere fino a diventare vere e proprie leggende metropolitane.  Se questo accade in rete, siamo in presenza di una net legend.

 Una delle leggende che circolano in rete riguarda il caso di una signora di Chieti, Franca Rosa Maria La Rovere, convinta di essere perseguitata dalla P2. La sua storia non è tra le più felici. Suo padre, Camillo La Rovere, era appuntato nell’Arma dei Carabinieri. Mentre indagava sulla scomparsa del fratello, il 19 luglio del 1955 fu coinvolto in un incidente stradale in seguito al quale perse la vita. Molte cose però non quadravano, e così si ipotizzò un coinvolgimento cospiratorio delle Forze dell’Ordine, che avrebbero dapprima volontariamente ostacolato la prestazione di cure ospedaliere adeguate, poi manomesso la cartella clinica e in seguito fatto di tutto per insabbiare il caso. Da quel momento in poi, Franca Rosa Maria si convinse dell’esistenza di un complotto nei suoi confronti, che vide progressivamente coinvolti colleghi, amici e parenti. Il mandante? La loggia massonica deviata Propaganda 2, meglio nota come P2, che avrebbe comprato il silenzio del fratello e della sorella, garantendo loro in cambio consistenti vincite alla lotteria. Tentarono di comprare anche lei. Le offrirono il terzo premio ma lei si mantenne integra. La sua onestà, tuttavia, le sarebbe costata un certificato medico di demenza paranoide. Ovviamente …falso.

 Ma più che la storia della sua fantomatica persecuzione, ciò che ha reso famosa  una canuta e sensibile signora settantaquattrenne di Chieti è stata una teoria molto particolare. Più che una teoria, un’incrollabile certezza, laconicamente comunicata al mondo con un paio di perentori e lapidari commenti lasciati su YouTube: il terremoto de L’Aquila sarebbe stato provocato dalla P2, mediante l’inserimento di esplosivi ad alto potenziale nei pozzi di perforazione petrolifera.
 Sarà stato il tono dei commenti, secco e incisivo, che non lascia spazio a margini di incertezza; sarà stato il blog di Franca Rosa Maria, così inquietante e ricco di trame oscure che stuzzicano l’inclinazione naturale dei complottisti; o forse sarà stato il fatto che i commenti recavano in calce gli estremi del suo documento d’identità. Fatto sta che la teoria è stata ripresa da parecchi youtubers, che l’hanno fatta rimbalzare presso altri youtubers, i quali ne hanno fatto dei video dal vago sapore misterioso e paranoide, amplificando ulteriormente una tesi della quale si perdevano sempre più le origini, via via che si trasformava in una accreditata teoria.

 Per mostrare quanto labile e illusoria sia la linea di confine che separa le informazioni dai fatti che le hanno originate, ho cercato Franca Rosa Maria La Rovere e l’ho incontrata nella sua abitazione di Chieti. Mi sono trovato di fronte a una donna estremamente dolce, sensibile e per certi versi affascinante; convinta che i terremoti siano messaggi in codice che i membri della P2 utilizzano per comunicare informazioni urgenti; certa che il terremoto a L’Aquila sia avvenuto alle 3.32 perché la donna pazza con la quale hanno cercato di sostituire la sua identità è nata nel 1932; sicura che l’etimologia della parola terremoto dipende anch’essa dal complotto di cui la sua famiglia è stata vittima: ter significa tre, come in tre erano lei, sua madre e sua sorella.

 Sono stato a lungo indeciso se pubblicare o meno questa intervista. Alla fine ho deciso che era giusto farlo, per due motivi. Il primo è che gliel’avevo promesso, e forse è quello che conta di più. Il secondo è che può essere utile a dimostrare come anche la rete, proprio perché è il tempio della libertà – e tale deve rimanere – richiede per il suo utilizzo consapevole una dose di criticità forse anche maggiore di quella che dovremmo applicare, sempre, alla lettura dei quotidiani e alla visione dei telegiornali.

 Del resto, per citare la stessa Franca Rosa Maria nel passo finale dell’intervista: “Navigare in internet non è facile, perché si incontrano soggetti di tutti i tipi”.



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Categorie: Sicurezza, Informazione