Cosa succede a L’Aquila


Pubblico una lettera che mi hanno inviato Helene Benedetti e Pier Paolo Cirillo da L’Aquila. Oggi la vera informazione, come la chiama Nunzio Quattrocchi che ha realizzato il video qui sopra, passa sempre di più dalla rete.

Spegnete il decoder. Accendete il modem.

Il disastro mascherato dalla stampa di Sua Emittenza.

Cosa succede a L’Aquila? Visto che l’informazione da lì non arriva, e se arriva sembra talmente rosea da far pensare che ci sia stato un party di veline e politici quando la realtà è che c’è stato un terremoto che ha spazzato via un capoluogo e 49 paesi limitrofi, siamo andati a vedere di persona. E infatti no, la situazione non è affatto rosea come il nostro Premier ce la vende, forse nel tentativo di utilizzare il terremoto dell’Aquila come palcoscenico e trampolino di lancio per recuperare consensi.

Le tendopoli? Alcune, come quella di Coppito, risultano davvero ben organizzate. Abbiamo conosciuto un volontario di rara generosità, Paolo Zippilli, che ci ha fatto fare un tour guidato, illustrandoci la loro situazione, gestita al meglio nonostante le oggettive condizioni disperate. I disagi ed i problemi sono numerosi, ma i volontari ce la mettono tutta, instancabilmente. Assolvono ai loro compiti e a volte fanno anche di più. Ma non è così ovunque. C’è la tendopoli di Centi Colella che a fine luglio non aveva ancora le coperture per riparare le tende dal sole cocente, aveva i container dei bagni sporchi, con i lavandini intasati e i WC “alla turca” (ovvero senza il water). Gli anziani invalidi parcheggiati tutti, nessuno escluso, in tende che già alle 10 del mattino erano bollenti! Le famiglie presenti lamentavano il forte e insopportabile caldo, la mancanza di un supporto psicologico, il pranzo e la cena spesso freddi e immangiabili e, cosa assurda, non avevano nessuna notizia di ciò che accadeva a L’Aquila se non attraverso la tv. Abbiamo chiesto loro se sapevano che bisognava presentare la domanda documentata con il progetto per la richiesta per la ristrutturazione della propria abitazione inagibile o distrutta. A un mese dalla scandenza del termine, l’8 settembre, non ne sapevano nulla! Si è fatto chiaramente in modo da non informare chi non si è informato autonomamente! Il responsabile del campo, il cosiddetto Capo Campo, notando la nostra presenza e vedendo che parlavamo con gli “ospiti” delle tende ci ha cacciato fuori minacciando di denunciarci, alzando il tono della voce e intimando di non tornare in quel luogo. Il responsabile era lui e non doveva rendere conto a nessuno del suo operato. Pensava lui a tutto e ovviamente per lui non esistevano problemi. Ci ha ricordato i Kapò d’altri tempi.

Molti dei terremotati sono ignari di ciò che sta accadendo davvero. Sono convinti che prima o poi verrà qualcuno a dire: “signori, le case sono pronte, vi dò gli indirizzi e le chiavi della vostra“. Ma i termini della richiesta, come già detto, stanno scadento. Pochi lo sanno. Pochi sanno che si può scegliere una tipologia di risarcimento fra tre opzioni diverse:

  1. Il denaro lo anticipa il proprietario, e potrà recuperarlo in 20 anni deducendolo attraverso la dichiarazione dei redditi. Esiste ovviamente un problema di “capienza” nel senso che non tutti pagano tasse così elevate da poter recuperare le somme ingenti necessarie alla ricostruzione. Inoltre si anticipa denaro che oggi ha un valore che tra venti anni l’inflazione avrà dimezzato. Figuriamoci poi se chi ha avuto bisogno della tenda ha a disposizione i soldi da anticipare, sempre ammesso che un giorno uno stato con 1750 miliardi di debito pubblico possa davvero renderli.
  2. Un mutuo agevolato che attualmente non è operativo in nessuna banca, in quanto non è stato ancora raggiunto un accordo fra Cassa Depositi e Prestiti e banche per la creazione di un pacchetto mutui “ad hoc”, nè esiste ancora la copertura finanziaria per tale operazione. Tra l’altro, molti aquilani stanno pagando rate dei mutui contratti prima del terremoto per l’acquisto delle loro case, e sono in tanti quelli che pagano ancora l’affitto di una casa dove non possono più abitare.
  3. Un contributo diretto, ma secondo modalità che il CIPE ( Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica ), ancora non ha definito. La stessa Protezione Civile dice che occorre valutare se questo contributo possa venire erogato entro 5 anni. Ma nel frattempo, le case chi le ripara?

Insomma, le solite illusioni, le solite prese per i fondelli, le solite porcate a cui gli italiani, ed ora anche il mondo intero, sono abituati. Nel 2009 i fondi disponibili per la riparazione o per la ricostruzione delle case sono pari a zero! Così è scritto nella tabella allegata alla Legge 77/09 che scandisce fino al 2032 i fondi e le loro destinazioni. Questo mentre Berlusconi, per dimostrare che avrebbe risolto tutti i problemi in tempi record, orgogliosamente RIFIUTAVA un’offerta di aiuto da parte degli stati esteri. I soldi non c’erano ma lui, tra uno champagne e una mademoiselle, ha ugualmente rifiutato.

Gli appartamenti del Progetto C.A.S.E., in costruzione a L’Aquila – le cosiddette case antisismiche che si vedono sempre in televisione – possono essere costruite in deroga alla vigente normativa sanitaria. Così recita sempre la Legge 77/09. Non sono previste né comprese all’interno di alcun piano urbanistico, sono tutte annunciatamente illegali già per contratto. Tutte uguali, tutte identiche. Non sono previsti servizi sociali (scuole, spazi culturali, sportivi, verde attrezzato, strade, ecc.). Gli arredamenti verranno forniti dalla società IKEA (perchè?) ed ogni appartamento avrà lo stesso mobilio, gli stessi colori, gli stessi cassetti per i calzini, gli stessi armadi. Insomma, un copia e incolla! Il mobilio che ciascun aquilano possiede non potrà essere utilizzato nei nuovi appartamenti, ma sarà destinato allo stoccaggio e conservato a tempo indeterminato presso i magazzini dell’interporto di Avezzano. Chi è il beneficiario dei noleggi dei magazzini? Chi altri deve arricchirsi alle spalle degli aquilani? Quanta speculazione dovrà esserci ancora intorno a questa disgrazia? Se proprio si doveva pagare il noleggio di questi depositi, non era il caso di farlo a vantaggio di qualche aquilano? C’è gente che specula sulla morte, sulle disgrazie, sulla povertà e sulla disperazione.

La constatazione più amara è che nessun aquilano ha diritto ad esprimere la propria opinione in merito al proprio futuro. Gli enti locali (regione, provincia, comuni, Asl e così via) sono estromessi da qualunque possibilità non solo di poter decidere o scegliere, ma anche di poter verificare la bontà delle scelte della Protezione Civile, la regolarità dei provvedimenti o la valutazione dell’impatto ambientale e dei rischi pericolosi che questi agglomerati urbani in costruzione, anomali, irregolari e improvvisati, potranno avere nel prossimo futuro della città dell’Aquila. Con il suo sistema di gestione militare totalitario e presuntuoso, la Protezione Civile sta mettendo in serio pericolo il futuro degli aquilani. Senza specifiche competenze tecniche e territoriali, doveva occuparsi solo dell’emergenza, come è successo per altri eventi catastrofici precedenti. Evidentemente a qualcuno conviene che lo stato di emergenza persista. Uno stato di emergenza è una miniera d’oro. Per chi? Per chi ha in appalto le varie forniture. Dietro ogni decisione, dietro ogni maceria, dietro ogni cadavere qualcuno sta guadagnando spudoratamente. Basti pensare che lo Stato ha preferito far arricchire gli alberghi, pagando 48 euro a persona al giorno, invece di requisire case sfitte a 400 euro al mese. Facendo un rapido calcolo, 48 euro per trenta giorni fanno 1440EUR al mese. Per ogni famiglia di 4 persone lo Stato, cioè noi, paga 5760EUR al mese invece di 400! Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro. La Protezione Civile è stata politicizzata. Il Premier sembra aver appositamente studiato un sistema infallibile per gestire in prima persona la situazione sopratutto, come è ovvio, dal punto di vista economico e finanziario, quello che sta tanto a cuore a strutture mafiose e criminali.

Vogliamo parlare del lavoro? Ottomila sono gli aquilani che sono rimasti senza. Hanno la cassa integrazione prorogata fino al 10 agosto. Qualche giorno fa sono state stanziate ulteriori risorse che forse consentiranno di arrivare a dicembre. Il terremoto afferma il principio che c’è un Re, che a sua discrezione elargisce risorse e possibilità. Non ci sono diritti da tutelare per legge, ma atti unilaterali del Governo. Eppure Silvio Berlusconi, nel regno incontrastato delle sue televisioni, aveva assicurato che mai avrebbe abbandonato i lavoratori aquilani al loro destino! La realtà invece è un’altra: in un’area dove migliaia di imprese non potranno più materialmente operare per anni, non vi è una concreta azione per il rilancio dell’economia. Cosa succederà a chi è rimasto senza lavoro e ha una famiglia di cui occuparsi?

L’Aquila continua a tremare. Le scosse, numerose tutti i giorni, continuano inesorabili, anche oltre il 4° grado della scala Richter. Intanto il Cavaliere continua ad affermare che va tutto bene. Le tv e la grande stampa nazionale, ad eccezione di Repubblica e pochissimi altri, continuano a rimanere in silenzio, conniventi e collusi con gli interessi di chi vuole lucrare sulle disgrazie degli aquilani: cosche mafiose, imprenditori senza scrupoli, finanzieri accomodanti, ditte e fornitori coinvolti nell’arrembaggio al denaro facile…
Ora si comprende meglio il senso della legge che imbavaglia la stampa, perlomeno quella ancora libera. E si comprende parimenti la necessità di aggredire la rete, quell’insieme sommesso di voci dissonanti in costante aumento, ogni giorno di più, che devono essere zittite. Solo qui potrete leggere con chiarezza che L’Aquila era da considerarsi a “rischio uno“. Il più forte. Questo avrebbe costretto le ditte costruttrici ad investire maggiori risorse economiche per avere edifici a norma. E solo qui potrete leggere che fu proprio Berlusconi, nel 2003, a decidere che L’Aquila fosse a “rischio 2“, permettendo oggi allo Stato di risarcire solo l’80% delle spese sostenute per la riparazione delle abitazioni.

Oltre 305 persone assassinate da un’edilizia disinvolta! Oltre 100.000 disperati sui quali speculare! Eppure c’è ancora gente che dice “Lui ci ha promesso le case, non ci lascerà e se ci darà le case lo voteremo di nuovo“.

Quelle che avranno non saranno case ma bettole illegali che, lungi dall’essere provvisorie, saranno eterne.

Benedetti Marie Helene
Pier Paolo Cirillo

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29 risposte a Cosa succede a L’Aquila

  • 6
    Guastatore1986
      Se si sapesse queste cose, alla faccia del Premio Nobel! L’Inventore della Dinamite si rivolterebbe ancor di più nella Tomba!!!!<
  • 5
    In parte le informazioni fornite sono corrette, ma ci sono anche delle imprecisioni su quanto riportato.
    Sulla rete ci sono alcuni siti che cercano di fornire un’informazione corretta agli aquilani, siti gestiti da aquilani (e terremotati), come il sito http://www.6aprile2009.it, di cui sono uno degli amministratori.
    Insieme ad altri siti cerchiamo di supplire a quella mancanza o errata informazione denunciata in questa lettera (basta una ricerca su google per individuare alcuni siti attivi a L’Aquila).
    Purtroppo Internet non è utilizzabile da tutti…ed in tal caso la mancanza o errata informazione aumenta notevolmente
    Ci alcuni argomenti da correggere nella lettera pubblicata:
    – Il fatto che L’Aquila fosse in zona 2 invece che 1 come avrebbe dovuto, credo proprio che oggi sia noto a tutti gli aquilani, e sul sito dell’INGV sono disponibili le mappe relative, ad es. qui: http://www.mi.ingv.it/docs/Pericolo_aq_090416.pdf
    Cosa sarebbe cambiato se fosse stata in zona 1 già da alcuni anni…probabilmente poco, in termini di disastro e vittime (è una mia opinione, ovviamente). Le normative servono a poco se non sono rispettate e controllate. Potremmo parlarne a lungo, ma non è adesso il caso.
    – Questo argomento non c’entra niente con il risarcimento all’80%. Qui le differenze sono varie (tanto per semplificarci la vita). Decreti e normative fanno distinzione fra residenti e non, prime case e non, ad uso abitativo e non. Dire che si rimborsa l’80% è dire solo una parte delle informazioni necessarie agli aquilani in questo momento. Il contributo è, solo come esempio, diretto al 100% per le prime case dei residenti (IVA esclusa…ma su questo punto ci sono ancora dubbi).
    – Nei giorni scorsi abbiamo, insieme a giornali locali o altri siti, denunciato più volte che, per le abitazioni classificate B e C, c’era un articolo in un indirizzo relativo ad un’ordinanza (come dicevo, tanto per semplificare) che letto "in italiano" voleva dire che gli aquilani avrebbero dovuto anticipare i soldi delle riparazioni. Oggi abbiamo pubblicato la circolare della protezione civile che chiarisce (finalmente) questo dubbio. Ovviamente, vale sempre per prime case e residenti (altrimenti ci sono solo mutui e rimborsi fiscali…80% ecc.)
    – Ci sarebbero molte altre cose da dire…alcune delle quali pienamente d’accordo con quanto scritto nella lettera, ho solo voluto correggere alcune imprecisioni fondamentali.
     
    In generale, purtroppo è vero che viviamo in una realtà poco visibile all’esterno, con decreti ed ordinanze non adeguate, piani di lavoro per la gestione della sola emergenza (la ricostruzione ancora non inizia!)
     
    Noi aquilani, che viviamo ormai con una lettera attaccata alla maglietta (A=che c…o, B=poteva andare peggio, C=mmm, D=e quindi?; E=speriamo sulla casetta, F= come E, anche se A, -1=non pervenuta), ho dato un’interpretazione molto personale, viviamo nella confusione più totale, con ordinanze e notizie che si rincorrono e creano ulteriore confusione…
     
    Ma, soprattutto,  la mia opinione personale è che innanzitutto gli aquilani sono poco uniti: quelli di destra contro quelli di sinistra, quelli che manifestano contro quelli che si impegnano a lavorare (forse è più vero il contrario), quelli andati al mare contro quelli rimasti in città, quelli che oggi fanno una lotta fra poveri per le casette (e sti stranieri con tanti figli da dove spuntano? E’ uno dei commenti), mentre la sistemazione adatta dovrebbero garantirla a tutti; quelli che credono ciecamente a Giuliani (ne sapete qualcosa) e quelli che non lo vogliono nemmeno sentir nominare, quelli che chiedono i rimborsi per seconde case e non residenti e quelli che non hanno mai sopportato chi ha seconde e terze case, quelli che "per fortuna c’è Berlusconi" e quelli che "Berlusconi vattene fuori da co….ni".
     
    L’Aquila, innanzitutto, avrebbe bisogno di una cittadinanza unita, in grado di schierarsi compatta contro tutte le azioni negative prese e che saranno prese nel futuro…discutendo se necessario, ma senza posizioni di parte già prese (e non mi sembra sia questa l’attuale situazione).
     
    • 5.1
      Grazie per il tuo commento preciso e puntuale.
      E grazie per l’invito che rivolgi agli aquilani a compattarsi e a superare le diversità che li indeboliscono nei confronti della dialettica con il governo. Lo trovo estremamente condivisibile.
  • 4
    osvaldo
     O a Dissenzo, ma che te sei magnato un vocabolario?!?! è una battuta, non preoccuparti, niente di offensivo ; )
     
    volevo esprimere il mio parere da aquilano, rispondendo al sig. Mimmo,
     
    "Tanto per essere chiari, chi parla è uno che per conservarsi il posto di lavoro è andato a lavorare a 800 km di distanza dalla sua città, non è proprio indispensabile abitare per forza a l’aquila se la propria casa è rotta; ci sono tante persone che fanno 100 km al giorno per andare a lavorare (anche tra aquilani che lavorano a roma e sono tanti, basta frequentare le autolinee arpa)."
     
    Quindi meglio fare sacrifici o trasferirsi (certamente chi può, penso agli universitari) che usufruire di beni altrui contro le leggi e la ragionevolezza."
     
    Daccordo sul fare sacrifici, ma sappi che andare via significa finire di uccidere la nostra città, bel consiglio per gli universitari, invece di essere uniti per la nostra città, tutti abbandonati al prorpio destino, chi da na parte e chi da n’altra.
     
  • 3
    bab
    mi pongo anche io una domanda:
    come è possibile avere visioni tanto diverse di una realtà comune ? possibile che un aquilano veda in maniera diversa di un altro aquilano?…………..come sempre ogniuno di noi vede solo quello che vuole vedere?
    ma , non è stato detto proprio qui , su questo blog , informazione libera e vera?
    A chi dobbiamo credere ? Alla sig.ra Benedetti e sig. Cirillo o a adf?
    Dove è la verità?
  • 2
    NLC
    Un aspetto dimenticato da tutti sono gli studenti universitari, vero motore economico de L’Aquila.
     
    Senza studenti non esiste l’Università, senza l’Università L’Aquila muore.
     
    • 2.1
      NLC
      Vedremo ad ottobre quanti universitari troveranno alloggio……e sopratutto dove e a quali prezzi…..
    • 2.2
      Rita
      Gli universitari non li ha dimenticati nessuno!Almeno questo bisogna riconoscerlo, e non al premier ma al rettorato e all’Udu che dal primo giorno si sono impegnati affinchè l’università restasse a L’Aquila e che stanno provvedendo, con l’appoggio della Regione, a far si che gli studenti fuori sede trovino alloggio a L’Aquila o in posti limitrofi.Non parliamo tanto per parlare!
      I problemi, come Claudio ha detto, sono diversi: persone anziane che a oggi sono nelle tende e che, purtroppo, verranno deportate sulla costa e che moriranno lì, senza poter vedere la loro casa di nuovo in piedi; i soldi che il proprietario dovrà "anticipare" x la ricostruzione…ma quanti hanno le disponibilità economiche x rimettere apposto le loro abitazioni?(calcolando che la maggior parte degli aquilani non hanno più lavoro e che da gennaio cominceranno a ripagare le tasse, ridando anche il 100% di quello che adesso non hanno pagato!)insomma…la situazione è scandalosa….
  • 1
    S-Cassandra
    Ma la notizia dei mobili ikea l’hai inventata perchè faceva scena… o cosa?
     
  • 0
    iatteche
     ti ringrazio per il tuo post preciso e puntuale come al solito. Ho partecipato ieri sera (4 agosto) ad una serata con te a Carrara, davanti al teatro Animosi. Che dire? Cerchiamo di risvegliare (parola grossa, impresa ardua..) più coscienze possibili, tenendo bene a mente che nulla è per sempre, neppure questo pseudo governo di nani, troie, servi, corrotti e corruttori.
    E la responsabilità del cambiamento appartiene (o dovrebbe appartenere) ad ognuno di noi… 
  • -1
    sminch
    secondo me il rischi più grosso è la speculazione e non solo edilizia…buon lavoro Claudio!
  • -2
    Helene
      Sono Helene Benedetti, hai ragione, c’è stato un errore, questo pezzo è stato scritto grazie a una lunga serie di interviste che io e Pier Paolo Cirillo abbiamo fatto a L’Aquila, questa notizia l’ho trascurata anche per il ricordo delle parole del Premier quando consigliava ai terremotati di ricomprare i mobili da Ikea… Mi scuso per questo errore, non lo trovo drammatico, ma può essere che qualcuno ne sia stato colpito duramente :D
    Il problema che volevo far emergere con questa notizia non era di certo la notizia del mobilificio, ma il fatto che, senza consultare il volere e il parere degli aquilani, si decida di comprare altrove, non chiedendo magari a un mobilificio di zona se avesse la possibilità di trovare una soluzione.
    L’Aquila è una città morta, le persone non hanno più nulla, molti non hanno più un lavoro… invece di dare appalti agli aquilani, si è sempre deciso di delegare altre aziende, questo era il senso del discorso. Mi spiace che tu ci abbia visto della cattiveria.La responsabilità è mia, non di Claudio Messora
    • -2.1
      Helene
       :) Grazie Carlotta, sei gentile, ce la metto tutta :)
    • -2.2
      Carlotta
      Cara Helene, non fartene una pena, capita a tutti di sbagliare o di essere imprecisi. Quello che conta è il tuo impegno e quanto credi nelle battaglie che stai portando avanti. Abbiamo bisogno di gente impavida come te, hai grinta da vendere. Quando una donna è determinata può ottenere grandi risultati e io sono sempre dalla parte delle donne che vogliono impegnarsi e dimostrare le loro capacità.
      Continua a lottare
  • -3
    simcup
    L’Italia va commissariata dall’Unione Europea, bisognerebbe firmare una petizione per questo. Abbiamo la fortuna di far parte di una comunità più grande, debbono aiutarci, anche perchè le prove di tutto quello che denunciamo sulla rete sono facilmente osservabili da chiunque.
  • -4
    Singsonghio
    Avanti,Avanti,Avanti !!!. Continuiamo  così  ….NESSUN  DORMA….in  questa epoca ….E a Beppe Grillo  perdono il  termine  e  preciserei ; più  che  zoccole  direi  TROIE   e  spiego  il  termine  alla  massa  di  persone  che  confonde la  t**ia  con  la  zoccola . t**ia  è  quella  persona  che  fuori  mostra  qualcosa   e dentro ne  nasconde  un’altra…Dal  cavallo di  t**ia regalato ai  troiani da  Elena..se  non  sbaglio!. Ciao e Grazie per il Tuo continuo  lavoro Claudio ,  BUON PROSEGUIMENTO
  • -5
    adf
    qualcuno ha scritto che  questa lettera ha fatto estrema chiarezza..mi pongo una domanda ..chi l ha scritta  è aquilano? bene io si e vi dico che le fesserie  scritte son tante…..
  • -6
    Se le imprese aquilane lavorano tutte, ci sarà anche la piena occupazione, la ricostruzione corre, ma allora gli aquilani che hanno da lamentarsi?
  • -7
    ilcastigatore
    Innanzitutto vorrei complimentarmi con le due persone che hanno fatto estrema chiarezza sulla realtà che al momento vi assicuro è quella mensionata nell’articolo, poi per il resto cosa ci aspettavamo da questa nazione che ci trattassero meglio…….credetemi ho vissuto anche il terremoto del 1980 in Campania , hanno già fatto troppo x noi,  secondo loro, invece di chiacchierare fate e facciamo una battaglia sotto i palazzi a Roma , ma quella vera non ha parole come solo gli Italiani sanno fare……….
  • -8
    adf
    caro Giuseppe
    l aquila è una città dove gran parte lavoravano e lavorano(!) negli enti pubblici
    le industrie  prima del terremoto si contavano  sulle dita di una mano ed erano quasi tutti in cassa integrazione
     ..purtroppo la categoria che oggi soffre di piu sono i commercianti del centro storico che non hanno piu nulla
    mentre le imprese aquilane ti RIconfermo stanno tutte lavorando nelle ristrutturazioni
    guarda nei magazzini  edili cosa sta succendo …quindi una parte di  economia si sta riprendendo e pian piano l indotto crescerà dobbiamo avere pazienza ma siamo sulla strada giusta……
     
     
     
     
  • -9
    adf
    "L’Aquila è una città morta, le persone non hanno più nulla, molti non hanno più un lavoro… invece di dare appalti agli aquilani, si è sempre deciso di delegare altre aziende, questo era il senso del discorso. Mi spiace che tu ci abbia visto della cattiveria.La responsabilità è mia, non di Claudio Messora"
     
    ..carissima signora helena:
    mi risponde a questo mio  quesito:
    quante imprese aquilane di una certa dimensione possono  secondo lei  partecipare al progetto c.a.se?io ne conosco  2 e mi risulta che gia partecipano alla ricostruzione.frezza ed edimo
    le altre imprese sa  che sono tutte occupate per la ristrutturazione? e  nno si trova un impresa aquilana libera? conosce le dimensioni medie dell  imprese aquilane ?
    non facciamo solo polemica tanto  per farla, siamo 60000  mila sfollati  non è il  terremoto del paesello  del molise ..lo gestisca lei  magari riesce a far meglio….
     
     
    • -9.1
      Helene
       "(ANSA) – L’AQUILA, 13 GIU – Sono 16 le ditte che si sono aggiudicate l’appalto per la realizzazione dei 150 edifici del progetto C.A.S.E. della Protezione civile. Si tratta di 4.500 alloggi antisismici che saranno messi a disposizione di circa 13mila sfollati del terremoto. Tra le 16 aziende o consorzi tre sono abruzzesi. Queste ultime ditte si sono aggiudicate un terzo dei lavori complessivi. Sono cosi’ stati aggiudicati lavori per un importo di oltre 424 milioni di euro.
       
      FONTE: ANSA"
       
      Carissimo signor adf, ci sono link e c’è il sito della Protezione Civile per le sue risposte. In questo momento, invece di preparare gli spunti per il nuovo materiale che vorrei divulgare riguardo L’Aquila e il terremoto, sono qui a rispondere ai suoi attacchi… come se la situazione non fosse già abbastanza tragica, e non mi riferisco solo a L’Aquila, parlo dell’informazione…
      Mettiamo il caso che il governo avesse davvero avuto la bontà di dare in appalto le ricostruzioni alle ditte Aquilane, cosa che non ha fatto,( li c’è scritto 3 ditte ABRUZZESI e non AQUILANE) si ricordi che L’Aquila non vive di sola edilizia, la situazione disoccupazione a L’Aquila è al dir poco DRAMMATICA. Siccome non ho parlato di questo, siccome ho voluto dare solo un piccolo quadro generale, infatti ho tralasciato tutti gli altri problemi che toccherò man mano con il tempo… mi rimetterei al lavoro.
      L’articolo che ho riportato può avere piccole imprecisioni, queste imprecisioni sono dovute al disordine che c’è da parte del Premier che mente continuamente su ciò che promette e non fa, e sono dovute anche al decreto della protezione civile, infatti leggendolo da un’idea… quando poi lo si riguarda con più attenzione si capiscono le prese per i fondelli… Lungi da me il voler distorcere la realtà dei fatti reali, il mio scopo è proprio quello di voler far vedere cosa c’è dietro.
      Torno al mio lavoro, a presto.
       
      P.S. Non ho scelto di fare il Premier, non ne sono capace… oltre a fare male, oltre ad agevolare chi non dovrebbe, pretende di mostrare in tv ciò che in realtà non c’è… 
  • -10
    BrunoMegdil
    Per non parlare degli affitti
     
    Claudio stiamo veramente in un paese mafioso.. ci dicevano che la protezione civile tramite delle liste ci davano delle case sfitte requisite.. ma nessuna casa sfitta agibile è requisita in più ci chiedono cifre altissime .. l’ultima casa che abbiamo visto un trilocale ci hanno chiesto 1500 euro.. una speculazione assurda..siamo andati dalla protezione civile e loro dicono che non possono fare niente… è una vergogna xkè non requisiscono tutte le case.. o almeno perchè dicono a tutta Italia che le requisiscono… non è chiedere troppo "festeggiare il Natale nella propria terra invece che in un albergo" sempre se ci terranno ancora..
     
    • -10.1
      Otello
       sono rientrato qualche giorno fa da Roma.
       
      Sono collegato a diversi gruppi di amici, che intendono controllare il Sistema e con i quali stiamo promuovendo alle istituzioni, di darci (con un’apposita proposta di legge, che abbiamo fatto promuovere da alcuni senatori) la Democrazia Diretta … in modo da poter offrire al n/s paese, una riforma adeguata a superare le più diverse difficoltà.
       
      Eliminare gli Enti inutili e le Province, che sono la causa di enormi ruberie e di paurosi bilanci in rosso … combattere la Malagiustizia, la Malasanità e il Signoraggio, anch’esse causa di prevaricazioni e di sperperi, contrastare tutte le mafie e le malversazioni ecc. ecc.
       
      Non veniamo spesso a L’Aquila, ma sapendo di questo vostro tremendo problema, siamo venuti settimana scorsa per interessarci, con un n/s amico rappresentante di Cittadinanzattiva … e abbiamo parlato con diversa gente disperata …
       
      Teniamoci in contatto e se avete qualche suggerimento o proposta utile da diffondere fatemelo sapere, e io ne parlerò con i miei amici, grazie ai quali possiamo provare a fare qualcosa assieme a voi.
       
      Magari qualche manifestazione …
       
      Intanto che il tempo è bello, io pensavo ad un lunghissimo tour per le strade statali italiane, con una processione di biciclette, motorini, auto, furgoni … tutti strombazzanti !!!
       
      Una settantina di Km giornalieri, per gridare il n/s e il v/s fastidio, con tanto di slogan, striscioni, proclami con megafono ecc.
       
      Una cosa importante, sarebbe quella di avere un paio di sponsor, ad es. ACQUA&SAPONE/CAFFE’ MOKAMBO, che stanno vicino a Chieti … vedere in questa pagina web …
       
       
      Questo sarebbe molto utile, per veicolare al meglio una immagine (anche televisiva) di una tale e corposa manifestazione …
       
      Che ne dite ? Proponete questo suggerimento e chiedete fra le persone che avete vicino, per vedere chi può essere interessato a questa idea strategica …???
       
      Un saluto da Otello
  • -11
    Dissenso
    Premetto che il sottoscritto non appartiene di certo alla schiera di sostenitori di colui che in Italia è rappresentante principe dei corruttori, forte di una legge emanata in proprio e sostenuta dal suo entourage allo scopo di auto assolversi preventivamente, noto anche per il conflitto permanente di interessi in cui sguazza imperterrito, ma questo non mi impedisce di avere sempre un atteggiamento di verifica e di controllo sulle questioni che lo riguardano.
     
    Posso constatare che gli attacchi alla sua persona e al suo operato sono incessanti, a torto o a ragione, e per questo motivo devo discernere la credibilità a seconda della fonte da cui scaturiscono, e attribuirne quindi uno stato di oggettività o di faziosità .
    Se infatti una critica è obbiettivamente indirizzata verso problematiche imputabili a una cattiva condotta di esecuzione e di sviluppo verso un determinato aspetto di una questione, e con tale rimostranza si tenta di eviscerarne la gestione in termini di costruttività, si può ritenere che ci sia un approccio dettato da un qualsivoglia interesse politico al riguardo, teso alla demolizione e non di certo ad un esito positivo.
    Nel caso del Presidente del Consiglio ciò accade con percentuali elevate di certezza allorchè ci si imbatte in considerazioni scaturite da gruppi politici di appartenenza o di militanza contrari a lui stesso o alla sua appartenenza ideologica.
    La stampa ed internet sono pieni di esempi in tale senso, viste le migliaia di attacchi a cui sottoposto il Grande Corruttore.
    Pur non simpatizzando per il cavaliere Silvio devo constatare che questi attacchi fanno il suo gioco, poiché nascono come testimonianze di controinformazione, trasformandosi immediatamente, visto il loro ruolo di appartenenza politica e quindi di provata faziosità, e la loro matrice di stampo partitica, in uno stereotipo che ripercorre le strade stesse della informazione di regime, gli stessi meccanismi, la stessa feroce persecuzione ideologica, annullando le battaglie di chi invece, apoliticamente si è schierato in favore dell’obbiettività e della libera informazione.
    Questo termine tanto usato, la libera informazione, è spesso usato a sproposito per interessi di parte.
    Informare liberamente non significa volere e potere dire quello che gli organi di un partito hanno deciso di diffondere, studiando a tavolino le tecniche e le tematiche da interpretare, ma dovrebbe voler significare un approccio verso le evoluzioni degli aspetti contingenti della vita sociale che non sia vincolato a rappresentazioni di potere.
    Se quindi, dietro a proclami che inducono ad impeti di ribellione, o a rassegnata indignazione, si celano bandiere rosse, o simboli come la falce e il martello, l’unica conclusione è che ci si trovi davanti all’ennesima alternanza di scambi di accuse, di batti e ribatti, di giochi di potere, che si consumano tra i partiti di governo, in una eterna alternanza di maggioranza e opposizione.
    Auspico quindi che le bandiere con i simboli politici siano esibite nelle sedi dei partiti e non dietro a presunti post di controinformazione, che guarda caso, con percentuali altissime, vertono sempre in attacchi a Silvio Berlusconi.
    Il fatto che sia stata provata la sua appartenenza alla loggia della P2, con tanto di identificazione del suo numero di tessera che lo identifica come massone, e tutte le nefandezze che lo hanno contraddistinto finora, non autorizzano i comunisti a falsare, o comunque anche solo a parlare della realtà odierna, visto che loro sono parte integrante dello stesso sistema, in cui anche loro hanno rappresentanti politici indagati per corruzione, concussione, peculato, ecc…in una lunga lista di reati, che non li pongono certo nella veste giusta per erigersi a paladini della verità.
    Voglio che i comunisti la smettano di simulare una intermediazione tra la verità e la democrazia…non voglio più vedere il loro simbolo di morte : la falce e il martello.
    Tale ideologia ha già prodotto milioni di morti nel mondo, anche se per decenni si è tentato di nascondere la verità, a partire dalle dissimulazioni di Togliatti, fino ai tradimenti di Cossutta, che pur rivestendo il ruolo di Parlamentare Italiano prendeva ordini dal Cremlino ai tempi della guerra fredda, fino ad oggi, quando la metamorfosi dei Dalemiani e dei seguaci del defunto Berlinguer ha portato la Sinistra nel nostro paese a problemi di identificazione ideologica.
    Anche Beppe Grillo, tronfio della popolarità ottenuta con la controinformazione, ha deviato dal suo percorso di condanna delle istituzioni corrotte e intercolluse, cercando di entrare a farne parte.
    Quindi, per favore…signori della politica…lasciateci fare le nostre considerazioni, senza cercare di influenzarci…siamo capaci da soli di vedere, di verificare, ed anche di reagire, qualora fosse necessario, ma senza essere incalzati da voi, subdolamente…
    Dissenso
     
    • -11.1
      theomargot
      Non bisogna essere comunisti e io non lo sono mai stato per capire che la controinformazione la fa’ la comunicazione berlusconiana, altrimenti non si spiegherebbe come mai il suo vero avversario politico Di Pietro , il suo amico corrotto condannato Mills e le sue damigelle a pagamento di Palazzo Grazioli  siano sparite da rai 1, rai 2, requattro, canale 5 ed italia 1 in un batter d’occhio.
  • -12
    Saki
    Infatti! …era da un pò che volevo chiederti se avresti seguito anche la ricostruzione dell’Aquila, perchè le notizie che abbiamo spesso sono contraddittorie! Insomma si sta davvero rientrando nelle case agibili? Sono davvero partiti tutti i cantieri? Stanno davvero assegnando già le prime case? possibile che sia solo un’illusione mediatica? Se puoi, tienici aggiornati. Grazie
     
     
    PS. Per gli studenti (rispondo all’utente NLC) non ci saranno tasse da pagare per i prossimi 3 anni e da alcuni giorni Il Rettore dell’Università dell’Aquila sta informando i suoi studenti che "la Protezione Civile ha organizzato una campagna per rilevare i fabbisogni alloggiativi anche degli studenti"!    …anche degli studenti?!
     
     
    • -12.1
      NLC
      Sapevo di queste agevolazioni, ma credo che non pagare le tasse non attiri nessuno (le tasse si pagavano prima e si possono pagare dopo in altre uiversità), gli studenti vogliono tranquillità e sicurezza, cose che al momento L’Aquila non offre.
       
      Per quanto riguarda gli alloggi, non credo che ce ne siano a sufficienza, non ne hanno gli aquilani figuriamoci gli studenti, è inutile fare un censimento quando poi non si riesce a soddisfare la domanda. A settebre/ottobre i nodi verranno al pettine ed assisteremo ad un esodo spaventoso da parte degli studenti universitari, i quali in questi anni hanno subito speculazioni sugli affiti, spesso in nero, per non parlare delle numerose vittime del 6 Aprile.
       
      Poi ripeto senza studenti L’Aquila è una città morta, prova ad immaginare l’economia portata dagli studenti (circa 27000, di cui una buona metà fuorisede) alla città aquilana (affiti, libri, locali, negozi, etc…).
       
      Saluti
  • -13
    mimmo
    Non sopporto le strumentalizzazioni politiche che si fanno di un fatto tragico come il terremoto.
    La maggior parte di quelli che mette dei post qui evidentemente non sono aquilani, perchè non vedo la fierezza, durezza, orgoglio e volontà dei miei genitori e dei miei nonni.
    Mi spiace.
    Un fatto è certo, parlo per me, quando sento dire "requisire" le abitazioni mi viene la pelle d’oca.
    Requisire per pubblica utilità significa prendere il bene di qualcuno per soddisfare le esigenze urgenti ed indifferibili di un altro soggetto, non significa prendersi la seconda casa di qualcuno che a buon bisogno paga un mutuo per averla comprata per metterci dentro un’altra persona contro la volonta della prima.
    Tanto per essere chiari, chi parla è uno che per conservarsi il posto di lavoro è andato a lavorare a 800 km di distanza dalla sua città, non è proprio indispensabile abitare per forza a l’aquila se la propria casa è rotta; ci sono tante persone che fanno 100 km al giorno per andare a lavorare (anche tra aquilani che lavorano a roma e sono tanti, basta frequentare le autolinee arpa).
    Quindi meglio fare sacrifici o trasferirsi (certamente chi può, penso agli universitari) che usufruire di beni altrui contro le leggi e la ragionevolezza.
    Troppa corsa al disastro. D’accordo su tutto, sulla disorganizzazione, sui guai di Berlusconi, però ora basta …….. qualsiasi cosa succeda è colpa di Berlusconi…..
    Gli aquilani non riescono a scaricare i moduli per fare i lavori? Ma come per rompere le balle sui blog internet ce l’avete……
    Se continuate a piangervi addosso l’aquila non la ricostruite più.
     
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