Le vostre domande a Giuliani

Le vostre domande a Giuliani

Le vostre domande a Giuliani


 Un paio di giorni fa vi avevo chiesto di raccogliere su Facebook e su YouTube le domande che avreste voluto fare a Giuliani, assente giustificato da Byoblu.Com per una buona parte del mese di agosto.
 Abbiamo provato a fare un livestream con QIK, ma si è interrotto perché è arrivata una telefonata. Miglioreremo la tecnica. Da bravo blogger previdente, mi ero premunito di far registrare il tutto anche con la videcamera, ed ecco qui il risultato: venti minuti di chiaccherata per quelli che ce la faranno ad arrivare fino in fondo.

 Le riprese di Internet For Giuliani mi assorbono completamente. Chiedo scusa se l'avventura, in questi giorni, sta monopolizzando il blog, ma credo che sia un progetto importante, che può dimostrare che la rete è cresciuta e che può provare ad andare sulle sue gambe.
 Domani pomeriggio arriverà Piersanti, dell'INGV, che ho invitato a confrontarsi con Giuliani. Li chiuderò a chiave dentro il laboratorio di Giuliani e riprenderò ogni cosa. Se non ci vedete uscire ora di notte, chiamate la polizia. Anzi no, altrimenti arriva Bertolaso...

 Vi chiedo di avere un po' di pazienza... In fin dei conti, stiamo provando a riscrivere le regole del gioco, no?

Ecco la trascrizione dell'intervista, che alcuni valorosi di voi, menzionati nell'albo d'onore in calce al post, hanno coraggiosamente affrontato e risolto.


LE VOSTRE DOMANDE A GIULIANI
L'Aquila - 26 agosto 2009


Messora: Giampaolo, un saluto da tutti quanti...

Giuliani: Un saluto a tutti, buonasera.

Messora: Da quanto tempo che non ci si sente. Spieghiamo un po' come mai. C'è stata grossa ansia intorno a quella che molti hanno definito una piccola scomparsa.

Giuliani: Ho semplicemente preso 5 giorni di relax. [indicando la vallata sotto di lui] Vedi? Questa che abbiamo qui giù è la Valle Aterno che scorre verso di noi e scende giù verso Est.

Giuliani: Questa vallata, appena qualche secondo dopo il terremoto, era piena di una nuvola di gas che era fuoriuscita dalla terra con il terremoto: radon, metano, solfuri, anidride carbonica, monossido di carbonio, tutti elementi che vengono accelerati ad uscire fuoi dalla crosta terrestre dall'onda sismica che avanza dall'ipocentro verso la superficie della terra.

Messora: Ci sono molte persone che sostengono di aver sentito degli odori molto forti in prossimità di eventi sismici, prima o subito dopo, e quindi è possibile che questo meccanismo sia alla base di questa sensazione olfattiva.

Giuliani: Non era radon...

Messora: Perché il radon è inodore.

Giuliani: Inodore, incolore ed insapore. In realtà, subito dopo il terremoto, tutti coloro che sono usciti hanno osservato un fortissimo odore di metano. Ed è il metano che si sprigiona dal sottosuolo e viene trasportato dalle onde sismiche... oltre al metano delle tubature che si sono lesionate con l'onda sismica, con il terremoto stesso. Ma non è soltanto metano, ma sono, come vi dicevo prima, solfuri, monossido di carbonio, anidride carbonica, tutti elementi gassosi che sono contenuti all'interno della terra.

Messora: Ci chiamano, ad esempio, da L'Aquila, da Sulmona, da Rieti, da Antrodoco, da Cittareale, Monti Reatini, Avezzano, dalle Marche perfino. Vogliono sapere che cosa devono aspettarsi. In particolare molte persone da Sulmona. Ecco, ci puoi dare un quadro della situazione? Quali sono le aree più pericolose e, nelle zone che ti ho citato, se poi non te le ricordi te le ripeto, che tipo di pericolosità possiamo aspettarci.

Giuliani: Dunque, al momento, la situazione sismica più intensa diciamo va scemando, abbiamo solo eventi di livello strumentale. Qualcosa è avvertibile dalle popolazioni, qualche 3° grado ogni 4-5 giorni, ma tutte la di sotto di magnitudo 3. Diciamo comunque che siamo ancora interessati da un'altissima frequenza di eventi a livello strumentale, qualcosa come 30-40 eventi per giorno di piccola intensità, qualcuno avvertibile dalla popolazione un po' più sensibile; non propriamente nell'aquilano è rimasta un'attività strumentale abbastanza intensa sul territorio dei monti Reatini e dei monti della Laga, qualcosina più piccola sull'Aterno, sul Velino e, diciamo che attualmente la situazione del radon è tranquilla, nel senso che è sul suo giusto livello stagionale, quindi non possono essere previste scosse di intensità troppo forte.

Messora: Ricordiamo, sempre per quanti magari se lo scordano facilmente, scosse tra le 6 e le 24 ore.

Giuliani: Sì, noi possiamo prevedere scosse tra le 6 e le 24 ore. Non solo. Ma il raggio di azione degli strumenti va dai 120 ed i 150 km di raggio. Consideriamo che, in questo momento sono in funzione 3 strumenti. Due online ed uno no, bisogna recuperare ogni tanto i dati.

Messora: Qual è? Quello di Fagnano?

Giuliani: Quello di Ripa Fagnano sta funzionando ma è offline. Mentre bisogna ancora costruire, pensavamo di poterlo fare prima, ma ancora non ci siamo riusciti, accendere e mettere online anche quello di Magliano dei Marzi, però i due strumenti, quello del Gran Sasso e quello di Coppito funzionano perfettamente bene e ci danno informazioni giorno per giorno su quello che è l'andamento dell'attività sismica sul territorio dell'aquilano e ci mermettono di moritorare, tenere sotto controllo, i monti del reatino, in particolare tutta la zona che va verso il Cicolano, verso i monti della Laga, diciamo verso verso il basso Aterno, anche se a Sulmona si dovessero verificare degli allarmi sismici, se fossero di una certa intensità noi riusciremmo a vederli perché Sulmona rimane solo in linea d'aria solo qualcosa come 50 km dalla posizione dei nostri rivelatori. Quindi diciamo che in questo momento, siamo ad Agosto, l'attività è pressoché calma e tranquilla, se non interessata da quest'alta frequenza di eventi strumentali e che, comunque, non è normale perché, dopo un forte evento, un mese o due mesi, tutta l'attività sismica, l'energia che è stata rilasciata dal forte evento e dalle scosse di assestamento dovrebbe essersi consumata. In realtà così non è, nel senso che abbiamo ancora un residuo abbastanza intenso di scosse giornarliere strumentali registrate e che spesso producono ancora paura alle persone che le osservano

Messora: Quindi, diciamo che nelle ore che l'arco previsionale consente di valutare, non sono previste scosse forti.

Giuliani: No, in questo momento ci sono delle scosse, ma tutte quante vanno dal 2.5, massimo 2.6, fino all'1.8.

Messora: Va bene. C'è qualcuno che ci chiede che probabilità avrebbe un ipotetico ponte sullo stretto di Messina di venire danneggiato da movimenti tellurici di quelli che allontanano la Sicilia dal resto del contintente.

Giuliani: Ho letto dei progetti che sono stati realizzati e presentati sul ponte dello Stretto, e credo che sia stata tenuta in considerazione la possibilità che se un forte evento, addirittura 7°-8° grado di magnitudo, dovesse interessare il ponte questo ponte dovrebbe reggere ad un terremoto di forte intensità. E' stata prevista una forte oscillazione campale, è stato previsto anche lo spostamento dei punti di appoggio tra la Calabria e la Sicilia perché potrebbe verificarsi, almeno così è stato nel terremoto del 1908, uno spostamento considerevole delle rocce tra la Sicilia e la Calabria. Credo che tutto questo sia stato previsto e sicuramente è stato fatto uno studio che abbia tenuto in considerazione proprio l'eventualità che possa verificarsi un forte terremoto e, quindi, il disastro che potrebbe capitare.

Messora: Giampaolo, ci chiedono se per caso hai ricevuto delle proposte di finanziamento e, nel caso, se si tratta di privati cittadini, di enti, e da quali paesi effettivamente arrivano.

Giuliani: Sì, ne abbiamo ricevute tante ultimantente e ne stiamo ricevendo tante. Sono stati dei privati cittadini che ci hanno detto di volerci aiutare in tutti i modi ed impegnarsi a darci dei finanziamenti per continuare la nostra ricerca. Abbiamo detto a tutti di attendere che si plachi questa situazione, questo impatto mediatico perché noi comunque continueremo, avremo bisogno del loro appoggio in modo particolare per finanziare la nostra ricerca; intendiamo farlo nel modo più trasparente, migliore possibile, dando la possibilità a tutti di collaborare con noi e di venirci incontro, anche dall'estero abbiamo avuto richieste perché volevano prendere in considerazione la possibilità di installare la loro strumentazione sui territori a rischio sismico di altri paesi, ed anche a loro abbiamo detto che prenderemo in considerazione la possibilità di presentare dei progetti ad hoc per quei paesi.

Messora: C'è un un ingegnere minerario che sostiene che, dopo il terremoto de L'Aquila, in realtà L'Aquila sia una delle zone che possono stare più tranquille riguardo a nuove scosse, in quanto l'energia accumulata è già stata scaricata? Ti risulta?

Giuliani: Dovrebbe essere così, una volta che è stata scaricata tutta l'energia, dovrebbe tornare a diventare una zona sismogenetica calma ma, in realtà, da Gennaio ad oggi si sono verificate più di 40.000 scosse. Da Aprile ad oggi abbiamo avuto un accumulo di energia che si è scaricato con tutti gli eventi che si sono prodotti dal forte terremoto ad oggi, che ha superato sicuramente l'energia del forte terremoto, quindi: sì, è vero, in tantissimi casi, in tantissime circostanze è stato rilevato che, dopo il forte terremoto, l'energia dissipata è tale che la zona diventa calma, però storicamente noi sappiamo che nella nostra città, sul nostro territorio, L'Aquila è stata distrutta ben quattro volte, questa è la quarta volta che L'Aquila. Negli altri periodi in cui subì lo stesso fenomeno e la stessa distruzione, gli eventi sismici hanno interessato il territorio anche per più di un anno.

Messora: Quindi ci si può aspettare che, se la statistica si ripete...

Giuliani: Se la statistica si dovesse ripetere si potrebbe produrre un nuovo evento sismico di una certa intensità ma non è detto che ciò accada, ma sicuramente possiamo essere interessati giornalmente da una frequenza sismica a livello strumentale e di terremoti udibili dalle persone non così pericolosi come lo è stato in precedenza. Questo può dipendere anche dal fatto che la morfologia del nostro territorio è tale per cui qualsiasi evento in questo momeno, anche piccolo, inneschi un effetto di risonanza e mantenga ben sveglie le nostre faglie e produca quindi altri piccoli fenomeni, per questo motivo ci vuole anche un tempo maggiore per calmare tutta la situazione di quest'attività sismica che ancora stiamo subendo.

Messora: C'è qualcuno che ci ricorda che in un'intervista da te rilasciata all'inizio di Maggio avevi detto che, probabilmente, il terremoto entro la fine di giugno avrebbe registrato un forte decremento in fatto di scosse ed eventi sismici. Questo poi forse non è stato perché nel corso dell'estate abbiamo rilevato degli eventi sismici di un certo grado. Come puoi analizzare questa situazione?

Giuliani: E' vero ma, in realtà, da Giugno, anche se non si è notato, c'è stata una diminuzione sull'andamento sismico che avevamo avuto in precedenza. Prima di Giugno contavamo fino a 90-100 scosse giornaliere tra strumentali e udibili, oggi siamo scesi ad una frequenza di 15-20 scosse giornaliere. E' vero che c'è stata una forte diminuzione da Giugno, fino ad arrivare all'attuale situazione di oggi in cui si verificano scosse osservabili dalla popolazione, intorno al 3-3.2 massimo, ed è anche vero che la popolazione spesso sente un 2.2-2.5 ma l'epicentro dell'evento è molto vicino alla popolazione per cui sembra quasi che l'evento possa essere più forte di quanto effettivamente sia. E' da notare che da Giugno ad oggi c'è stato un forte decremento sull'attività sismica, quindi stiamo andando verso una diminuzione ulteriore che dovrebbe essere per tutto il periodo di Agosto e una parte almeno per il periodo di Settembre. Poi dopo il 15 Settembre questo è tutto da verificare e da vedere.

Messora: Ricordiamo sempre che questo non fa assolutamente parte del tuo progetto di ricerca che si occupa della prevedibilità del sisma nell'arco delle 6-24 ore, ma è l'opinione di uno studioso...

Giuliani: E' l'opinione che mi sono fatto in base all'esperienza cumulata con tutto questo evento che si è prodotto da Gennaio ad oggi e che è stato, credo per la prima volta al mondo, un laboratorio che ha portato delle informazioni scientifiche che, fino ad oggi, non erano sicuramente possedute.

Messora: Ma per chiarire al pubblico che magari non è così addentro nei dettagli tecnici, specifichiamolo bene: un conto è la tua ricerca che consente di prevedere un sisma in un dato luogo ad una data ora e di una certa magnituto e dirlo in un arco di 6-24 ore, un conto è dire che il terremoto sta per finire o continuerà...

Giuliani: Questo non è possibile, Giuliani non può dire se avverrà un forte terremoto a 15-30 giorni di distanza o a più di 150 km. Nel modo più assoluto non possiamo dirlo. Ribadiamo che il nostro raggio di azione è 120-150 km per rivelatore. Non solo. Ma 6-24 ore per eventi di media intensità (fino ad una magnitudo 4-4.5). Oggi siamo in grado di dire che un evento forte, dal grado 5-5.5 in poi, è possibile prevederlo anche con 48-50 ore di anticipo.

Messora: In più potete registrare magari eventi lontani se sono molto forti di magnituto, però senza una localizzazione precisa.

Giuliani: Esatto. Questo fa parte della ricerca che stiamo portando avanti e le correlazioni tra radon e terremoti che avvengono a distanze grandissime, però bisognerebbe entrare nel merito di quest'argomento e dare delle spiegazioni scientifiche più dettagliate, spiegare lì dove avviene un terremoto di magnitudo superiore al 6°-7° grado Richter e spiegare poi perché è possibile rilevarlo con la nostra strumentazione. In quel caso, anche se noi avessimo una maglia di 10 rivelatori distribuiti tra di loro tra 50 ed 80 km di distanza, un evento che dovesse avvenire a 7000 km è osservabile, però non sarebbe possibile predire né la localizzazione dell'evento né il grado sismico perché è come se avessimo in quel caso un unico rivelatore che dice che nel suo raggio di azione avverrà un forte terremoto.

Messora: Giampaolo, l'ultima domanda è questa: c'erano state molte speranze perché già dalla fine di Luglio o metà Agosto fosse online il tuo sistema che allertasse i cittadini e permettesse a ciascuno di verificare puntualmente qual era lo stato del radon, quali le previsioni. Ci sono delle difficoltà, dei ritardi? Dovuti a cosa? E quando possiamo attenderci finalmente il tuo sito?

Giuliani: E' vero. Ci sono dei ritardi dovuti al fatto che a lavorare siamo pochi, molto pochi. Ho due ragazzi che stanno lavorando sulla preparazione del nuovo sistema che darà online gli allarmi, c'è da lavorare su tutta la parte informatica e ti posso garantire che non è semplice. Terzo, stiamo lavorando sulle pubblicazioni scientifiche, quindi stiamo scrivendo praticamente la scienza che deve essere pubblicata e la stiamo pubblicando in questo momento, per cui stiamo preparando tutti questi progetti. Se lavoriamo da una parte non possiamo lavorare dall'altra. Ripeto, siamo in pochi a lavorare, siamo 4-5 persone e ognuno è addetto ad un certo compito: Magliano dei Marsi entrerà in funzione, forse porterò un mese o un mese e mezzo di ritardo, ma entrerà in funzione. Con l'entrata in funzione di Magliano dei Marsi entrerà in funzione anche il sistema online che darà l'allarme online a tutti i cittadini che vorranno osservare. Ci vorrà del tempo. Datecelo perché, tra l'altro, nessuno ci sta finanziando e andiamo avanti con le nostre forze, le nostre possibilità, lavorando anche notte e giorno.

Messora: Adesso c'è il DVD e speriamo che con questo contributo la rete possa dare un aiuto anche alla tua ricerca.

Giuliani: Speriamo. Quello che vogliamo dire a tutti è cercare di portare un'informazione nuova che, storicamente fino ad oggi, non è mai stata data e portata: che cos'è un terremoto. Attraverso tutte le mie (se posso dirlo) informazioni, interviste, il libro che sta uscendo a giorni (il 30 dovrebbe uscire il libro di Giuliani), tutto tende a far conoscere alle persone che ancora non conoscono bene, non hanno ben capito cos'è un terremoto, come bisogna comportarsi con un terremoto perché in realtà poi il terremoto non è così pericoloso, ma è forse l'uomo più pericoloso del terremoto.


Grazie a Danilo Freiles, che è stato il primo questa mattina a inviarmi la trascrizione del video.
Grazie anche a Massimo Romanelli che ci ha lavorato sodo.

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