Una decina di giorni fa ho pubblicato una breve inchiesta: Tele Vaticano. La storia è semplice: il trattato di Amsterdam obbliga gli stati membri ad appaltare il sistema di radiodiffusione pubblica imponendo il rispetto di alcuni criteri base:
- il diritto dei cittadini all’informazione e alla diffusione della cultura
- le esigenza democratiche, sociali e culturali della società.
Ogni stato membro si organizza come vuole, purché il servizio pubblico – da noi la RAI – rispetti questo orientamento, e purché ci sia un controllore terzo che verifica il rispetto delle regole - da noi l’AGCOM. Così il Ministero delle Comunicazioni sigla un contratto triennale con la RAI, suddividendo l’attività radiotelevisiva in generi, tra i quali i primi due guarda caso sono proprio informazione e approfondimento, e stabilendo quanto spazio minimo vada dedicato nei palinsesti a trasmissioni che devono afferire a questi generi. il controllore terzo – l’AGCOM – deve ricevere ogni sei mesi dalla RAI un rapporto dettagliato dei programmi trasmessi in ciascuna categoria. Si sommano i tempi, esclusi gli spot, le sigle, le interruzioni eccetera, e si calcola la percentuale.
Dal rapporto stilato per l’anno 2007, emerge con chiarezza che la categoria informazione di RAI1 è stata quasi interamente occupata da propaganda istituzionale/militare, mentre nella categoria approfondimento la Chiesa Cattolica ha dominato la programmazione per oltre due terzi. Da qui la proposta di ridenominare RA1 in Tele Vaticano.
Non è una crociata anticlericale o antiistituzionale: è la presa di coscienza del fatto che l’arte, la musica, la filosofia, la storia e tutte le branche del sapere umano, che rendono le persone più autonome e consapevoli di sé, della propria storia e dei propri diritti, non sono giudicati argomenti di approfondimento dall’azienda che gestisce il servizio pubblico. Viceversa gli speciali su Padre Pio, su San Francesco, la benedizione Urbi et Orbi, le Sante Messe, i discorsi del Papa, i concistori dei Cardinali e via di seguito in un elenco decisamente lunghetto sono tutto o quasi quello che secondo RAI1 merita di essere approfondito e divulgato per soddisfare le esigenze democratiche, sociali e culturali della società.
Siccome il servizio pubblico non informa i cittadini sui loro diritti, sì proprio e specialmente quelli democratici - forse perché toglierebbero spazio alle Sante Messe - il risultato, probabilmente voluto, è che nessuno sa più neppure come farli valere, questi diritti. Così si arriva al paradosso di avere una bella casa di proprietà – la democrazia – ma di non poterci abitare perché nessuno te ne dà l’indirizzo. Sappiamo che l’Italia probabilmente sta violando il trattato di Amsterdam, ne abbiamo le prove ma non sappiamo a chi dirlo, e questo proprio grazie al fatto che stiamo violando il trattato di Amsterdam, in base al quale qualcuno dovrebbe insegnarci ad essere cittadini consapevoli. Verrebbe quasi il sospetto che allo Stato italiano convenga di più avere credenti che non cittadini informati.
Così, visto che l’educazione civica a scuola non la insegnano più – perché, insegnano ancora qualcosa? –, e visto che la RAI preferisce istruirci sul Rito della Via Crucis, i cittadini disperati chiedono aiuto alla rete. I blogger fanno servizio pubblico, senza canone però: quello serve a pagare le nomine che il Premier si vanta di fare a casa sua. Per quanto riguarda gli altri… volete gingillarvi con questa fesseria della democrazia? Fate pure, basta che continuiate a pagare.
Se tra di voi ci sono fini granellini giuristi, costituzionalisti, esperti di qualsiasi cosa che torni utile a sollevare la questione, si facciano avanti e diano una risposta agli ammirevoli cittadini modello che hanno indirizzato la lettera seguente a me, a Ricca, a Grillo e ad alcune redazioni dei nostri quotidiani.
Fatelo tutti: rompete le palle. Fate sentire che non siete morti. Devono sapere che non molleremo mai.
LETTERA APERTA: COME PASSARE DALLA CONSAPEVOLEZZA ALL’AZIONE?
A: Sig. Claudio Messora
CC: Sig. Piero Ricca, Sig. Beppe Grillo, Sig. Antonio Di Pietro, Redazione dell’Antefatto, Redazione dell’Unità, Redazione della Repubblica, Partito Radicale
Buon giorno,
siamo delle persone che cercano di informarsi anche, ma ultimamente soprattutto, attraverso canali non istituzionali. Siamo approdati recentemente al blog byoblu e abbiamo leto con molto interesse l’articolo del 20 agosto 2009: Tele Vaticano (http://www.byoblu.com/post/2009/08/20/TeleVaticano.aspx), che ci ha dato lo spunto per questa lettera: vorremmo sapere se è possibile rivolgersi a qualche organo europeo, oltre che italiano, per denunciare la mancata applicazione, o quanto meno una non aderente corrispondenza con i dettami del Protocollo sul Sistema di Radiodiffusione Pubblica negli Stati Membri allegato al trattato di Amsterdam del 2 ottobre 1997.
Ci siamo accorti da tempo che l’informazione, gli approfondimenti e gli spazi culturali sono monotematici, quanto meno approssimativi e poco utili alla crescita culturale del cittadino, per contro lo spazio all’intrattenimento leggero e allo sport non manca mai. I dati forniti con puntualità nel blog byoblu, ci fanno capire che siamo di fronte alla mancata applicazione del protocollo summenzionato oltre che del contratto triennale siglato dalla tv di stato. Questo di fatto lede i diritti del cittadino alla diffusione di una informazione pluralista, di approfondimenti che non siano solo funzioni religiose o feste di qualche corpo militare di stato, di una cultura di cui siamo praticamente orfani da tempo - eventi teatrali, lirici eccetera dal vivo, per esempio - per cui si paga il canone.
Le inchieste proposte da chi è attento a che emergano determinati abusi, omissioni o più palesemente reati, non possono rimanere un puro esercizio di stile: a nostro parere dovrebbero essere portate davanti a organi istituzionali che hanno il potere, se riconosciuti come tali, di condannare simili abusi. Il singolo cittadino però, ha difficoltà a portare avanti tali battaglie, perciò siamo a chiedere se è possibile unire le forze per far valere i nostri diritti e portare in tutte le sedi possibili, nazionali e comunitarie, la nostra richiesta e la nostra denuncia.
Se si contravviene a protocolli e contratti allora si deve far emergere la cosa e si deve punire chi ha derogato. Non si può rimanere indignati da comportamenti simili - ma di esempi ce ne sono anche di più rispetto a quello da cui siamo partiti noi - e non mettere in atto qualche operazione che contrasti tali abusi. E’ il momento di fare qualcosa di concreto prima che il cerchio si chiuda.
Siamo un paese alla deriva da troppo tempo ormai, ma a questo punto sta avvenendo una vera e propria castrazione dell’informazione e della formazione della persona.
- i tagli alla scuola pubblica, e i continui finanziamenti a quella privata, che porteranno a un peggioramento della formazione ed educazione delle future generazioni a vantaggio di una istruzione a senso unico, sempre meno specializzata;
- l’ultimo, in ordine cronologico, attacco alla stampa e al diritto all’informazione arrivato dal Sig. Berlusconi Silvio con la denuncia a Repubblica e al Gruppo l’Espresso, con la quale si vuole anche impedire alle testate italiane di riportare notizie a lui scomode presenti nei quotidiani stranieri;
- la questione delle nomine per il terzo canale Rai, ultime poltrone disponibili affinché la tv di stato non diventi irrimediabilmente il megafono di Palazzo Chigi;
- la cosiddetta legge bavaglio che, se approvata, chiuderà di fatto alla possibilità di informarsi in maniera libera e non vincolata da interessi privati o di partito;
Tutto questo ci deve portare a lottare ora, subito, affinché non si paralizzi definitivamente l’elemento fondamentale che conserva un paese democratico: l’informazione, il sapere, la conoscenza. Quindi siamo a chiedere: cosa è possibile fare insieme, oltre la divulgazione, al passaparola e alla firma di petizioni on line per quanto emerge di volta in volta in questo paese sempre più allo sfascio? Come possiamo AGIRE ORA?
Siamo convinti che la consapevolezza è l’unica speranza di poter lottare per i propri diritti, quindi va bene far conoscere a quante più persone possibili i pericoli che ci circondano - di questo noi siamo già consapevoli e immaginiamo anche di non essere così pochi - ma poi cosa ne facciamo di tale consapevolezza?
Rimaniamo in attesa di un vostro cortese riscontro e vi ringraziamo per l’impegno che mettete nei vostri blog e nel lavoro che svolgete.
Cordiali saluti.
Laura Berrettoni
Carmine Albanese
Giuseppe Merigo
Barbara Albanese
Marco Piscopia
PS: ti esprimiamo la nostra solidarietà in merito alla notizia dell'ordinanza di sequestro per il blog. Tienici al corrente e continua sempre a fare giornalismo come fai tu.
[ndr:] Oggi ho ritirato l'ordinanza di sequestro. Domani ne parliamo sul blog.
SEGNALAZIONI:
Facebook: NON TOCCATE BYOBLU.COM
Terremoto: Aiutateci a comprare un container bagno