Giorgio Stracquadanio dice

 

Giorgio Stracquadanio, deputato PDL e consulente politico di Maria Stella Gelmini, viene intervistato da RaiNews24.

Giorgio Stracquadanio dice: «Fino all’anno scorso, dipendevano dal Ministero della Pubblica Istruzione 1 milione e 300 mila persone. Il piano di riduzione prevede che in 3 anni si passi a 1 milione e duecentomila. Come si attua e perché si attua questa riduzione? Uno, si attua perché essendoci meno studenti, occorrono meno insegnanti.»

Giorgio Stracquadanio dice che ci sono meno studenti. Ma è vero?  Ecco i dati per l’anno scolastico 2009/2010:

  1. Scuola materna: per la prima volta supereremo il milione di bambini. 28 mila in più dell’anno scorso. Una media di quasi 24 bambini per classe.
  2. Scuola media: da settembre ci saranno 18 mila studenti in più. Contestualmente, ci saranno ben 120 classi in meno.
  3. Scuola superiore: Dai 21,8 alunni per classe dello scorso anno, si passa a 22,1 alunni. Ci saranno classi con più di 30 alunni, esclusi uno o più eventuali alunni disabili.
  4. Disabili: sarà l’anno record per la presenza di alunni disabili: oltre 178 mila contro i 176.000 dell’anno scorso. Gli insegnanti di sostegno, tuttavia, restano invariati: 90.469.

Giorgio Stracquadanio dice: «Il giornalismo italiano è quello che questi numeri non dice.»

O è lui che questi numeri non li dà?

Giorgio Stracquadanio dice: «Quello che deve essere chiaro a tutti è che la scuola ha smesso definitivamente di essere un ammortizzatore sociale, quello per il quale si va a scuola non perché si ha una vocazione a insegnare, si fa un concorso e lo si vince, ma per cui si cerca un posto qualunque e si spera in una sanatoria.»

Giorgio Stracquadanio dice che i precari non hanno vinto nessun concorso, e che scelgono la scuola come si sceglierebbe un posto qualunque. Ma è vero?

Nella scuola lavorano due tipologie di precari: quelli abilitati e quelli non abilitati. In entrambi i casi, sono inseriti in graduatorie stilate sulla base di titoli posseduti e quindi di una professionalità ritenuta idonea al ruolo da ricoprire. I precari abilitati hanno sostenuto un concorso, e in alcuni casi anche un corso propedeutico della durata di 1 o 2 anni, per ottenere l’abilitazione, ossia quel titolo con validità ministeriale che permette di essere inseriti nelle graduatorie ad esaurimento. I concorsi e i corsi per accedere a tali graduatorie, stilate per assegnare contratti a tempo indeterminato e determinato nella scuola, sono stati organizzati dallo stesso Ministero dell’Istruzione, con la partecipazione delle università che hanno certificato conoscenze e competenze idonee per l’insegnamento di una precisa materia.
I precari abilitati hanno effettuato un lungo percorso verso il ruolo – l’assegnazione di una cattedra a tempo indeterminato. Hanno acquisito conoscenze e competenze specifiche, certificate, in anni di servizi svolti anche in scuole diverse, spesso non percependo che 10 mensilità annuali.

Giorgio Stracquadanio dice: «Ci dobbiamo interessare a lungo di una cena a cui partecipa il presidente del Consiglio.»

Una cena, caro Stracquadanio, cui parteciparono:

  1. Silvio Berlusconi (presidente del Consiglio);
  2. Angelino Alfano (Ministro della Giustizia);
  3. Niccolò Ghedini (avvocato di Berlusconi e parlamentare PDL)
  4. Carlo Vizzini (presidente commissione Affari Costituzionali al Senato della Repubblica)
  5. Luigi Mazzella (giudice della Corte Costituzionale)
  6. Paolo Maria Napolitano (giudice della Corte Costituzionale)

Il 6 ottobre 2009 la Consulta giudicherà sulla legittimità costituzionale del Lodo Alfano, che rende immuni le quattro più alte cariche dello stato dalla mano della giustizia. Il lodo Alfano porta il nome del commensale n°2; è stato scritto in toto, in parte, o con la fondamentale consulenza del commensale n°3; è già servito a salvare il commensale n°1 dal processo per corruzione sul caso Mills, e verrà votato dai commensali n°5 e n°6. Potrebbe essere stata l’ultima cena. L’ultima del nostro ordinamento democratico.

Giornalista: «Che cosa consiglia al professore qui presente (ndr: un insegnante precario di educazione fisica) che dopo 25 anni si trova a rischio di perdere il posto di lavoro?»

Giorgio Stracquadanio dice: «Io in questo momento sono un deputato. Tra 4 anni potrei non esserlo più. Sono un giornalista e non ho nessun giornale che mi attende. Non ho nessuna aspettativa. Cosa mi consiglia lei di fare, nel caso in cui io non venissi ricandidato, rieletto e perdessi il lavoro? Di darmi da fare a cercarne un altro. O sbaglio?»

Caro Giorgio Stracquadanio, …sbagli!

Fra 4 anni, al termine della legislatura, avrai la tua pensione da parlamentare.  Hai idea di quante famiglie di precari ci vivrebbero?

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59 risposte a Giorgio Stracquadanio dice

  • 8
    fsbuccio
    Condivido con tutti voi una riflessione. Sono un precario da 5 anni, passato da quella presa per i fondelli della SIS (con 3000 euro ti compravi un posto di lavoro, ne erano coscienti tutti), che per il primo anno resta a piedi per via dei tagli (non c’é bisogno che il "ministro" dia i numeri, mi basta sapere quanti come me sono disoccupati quest’anno, l’ho visto con i miei occhi alle nomine di agosto).
    Signori, come siamo arrivati a questo punto? Quando racconto della mia situazione in giro leggo negli occhi delle persone il pensiero "meno male che io/mio figlio lavoro/a", in fin dei conti non interessa nessuno. Il pensiero dominante è il "si salvi chi può". E cosí sia, la gente di questo paese non si cambia.
    Ma ricordate che tutti sono andati a scuola, hanno figli che ci vanno o avranno i nipoti che vi andranno. La scuola tocca tutti ed é un grande investimento per un paese (basta vedere come la pensano in Cina e India). Questa manovra del governo non serve neppure a fare cassa, tanto soldi per le cavolate li trovano sempre, 4 degli 8 mld risparmiati se li é giá fatti dare Lombardo. Lo scopo é lasciare i giovani ignoranti e controllabili, semplicemente.
    Ho 31 anni e sono giá disilluso, non aiuteró mai più nessuno perchè oggi nessuno ha aiutato me, nè ha fatto sua la mia situazione. Mi troverò un altro lavoro e non ho paura del futuro, ma si salvi chi può perchè il momento del bisogno arriverà per tutti, anche per quelli che oggi non si interessano dei problemi altrui.
    • 8.1
      EXL
      Purtroppo devo dissentire dalla tua affermazione. Anche io ho fatto la SSIS all’università di Pisa. Ho pagato la retta universitaria, ho dovuto seguire i corsi, ho dovuto presentare le tesine alla fine del primo anno per passare al secondo e alla fine del secondo per essere abilitata SSIS. Il tutto non regalato, anzi. Ora sono insegnanate di ruolo nella mia materia. Entrata per il rotto della cuffia, ma entrata, anche grazie ai 24 punti della SSIS. Diciamo pure che i sindacati sconsigliavano la SSIS perchè la pensavano come te. Infatti ha seguito i loro consigli è fuori, gli altri sono di ruolo. Naturalmente non ho fatto le ultime SSIS.
    • 8.2
      fsbuccio
      Sí, probabilmente chi ha fatto la SIS all’inizio (i primi 3-4 cicli) adesso é in ruolo, ma chi ha seguito le ultime ha dovuto subire la beffa della legge 143 (corsi abilitanti speciali per tutti) e adesso si ritrova seconda in graduatoria ma senza incarico per quest’anno.
      A parte ciò la SIS mi é costata parecchio in termini di tempo e nervi, ma l’ho trovata del tutto inutile… se provi ad andare a insegnare come lì dicono in un professionale esci facilmente con le ossa rotte. Almeno questa é la mia opinione sulla SIS Torino.
  • 7
    Guastatore1986

    Da Ex Studente voglio dire una cosa: Io mi domando come un professore possa insegnare in una classe di trenta Persone che appena tutti si mettono a chiacchierare, succede il caos? Poi come si fa, alle Elementari ad insegnare altre materie di cui non ti sei specializzato che una di esse è stato il tuo “Talllone d’Achille”? Ormai la Scuola Italiana sta andando allo sfascio per colpa di gente incompetente. Se Prodi e Brunetta dicono di essere degli insegnanti, perché non fanno loro i Ministri della Pubblica Istruzione invece che lasciare la Scuola nelle mani di una Ignorante che l’unica cosa che sa fare è Ballare visto che è stato sempre il suo sogno?

  • 6
    sergiomeetupnapoli
    Salve a tutti, i dati sopra citati li ho rivolti direttamente a Giorgio Stracquadanio, volete la risposta che mi ha dato ? eccola :Secondo il rapporto Ocse sulla scuola italiana, il numero di ore che gli studenti trascorrono a scuola colloca il nostro Paese ai primissimi posti: nella fascia di età che corrisponde al primo ciclo di istruzione i nostri alunni trascorrono a scuola più di 8.000 ore, mentre la media dei Paesi Ocse è decisamente più bassa (poco meno di 7mila ore complessive).
     
    Quanto, invece al rapporto alunni/insegnanti, stando ai dati dell’Ocse nella nostra scuola primaria ci sono 10,5 alunni per ogni insegnante, mentre la media Ocse è di 16,0 e quella dei Paesi della UE è di 14,4.
    Se poi si mettono nel conto tutte le unità di personale impiegate per far funzionare il sistema scolastico si scopre che in Italia ci sono 15,6 addetti ogni 100 studenti, contro una media Ocse di 11,3 e una media dei Paesi UE di 12,5.
     
    Questi numeri sono sufficenti o pensiamo di poter dare lezioni al mondo, vista la qualità della nostra scuola?
     
    Cordialmente
     
    Giorgio Stracquadanio
     
  • 5
    Gas
     A Stracchino!!! ma vaff!!
  • 4
     ma cosa me tocca sentire… ma vattelo a prendere nel **** pezzo de pongo andato a male, LADRO!!!!!!!!!!!!!!!!
  • 3
    lampo

    La menzogna è la parola d’ordine di quella gentaglia!!!

  • 2
    Ciao.
    Capitolo Gelmini (Educational) a parte, dove ho già visto all’opera di fuffazione di questo "consigliere pr gli acquisti"??
    Mmmmh… for$e qui?
  • 1
    Lo schiavo più docile ed ubbidiente è quello che non sa di esserlo.
     
     
    Quando mi chiedo quale sia il mezzo precipuo che il sistema globale usa per plagiare i cittadini e per distruggerne l’identità, non penso tanto alla pur deleteria e demoniaca televisione, quanto alla scuola. La scuola, che potrebbe essere, se del tutto diversa da com’è, un tempio della cultura è, invece, un campo di concentramento per la mente ed una prigione per l’anima. Ideata per indottrinare le nuove generazioni, si è trasformata nella sentina della nostra società, ingorgata da liquami fetidi ed ammorbanti.
    In primo luogo, è necessario considerare il corpo docente costituito da insegnanti che si distinguono, semplificando, in tre categorie: gli eruditi, gli ignavi, i consapevoli.
     
    Gli eruditi sono quegli insegnanti che conoscono a memoria centinaia di date e di dati, ma che sono incapaci di articolare anche un semplice ragionamento. Noiosi, pedestri e pedanteschi, si impegnano in studi su argomenti insignificanti. Se vivessimo in un mondo differente, si potrebbe ancora concepire che una persona scialacqui il suo tempo in ricerche tanto settoriali o sterili. Quel che è più grave, però, è l’invadenza di questa algida, soporifera erudizione all’interno delle scuole, con un pullulare di iniziative "culturali" contraddistinte da un’assoluta stupidità su temi insulsi. In realtà la promozione di studi degni di don Ferrante (ma almeno don Ferrante coltivava l’astrologia che è disciplina di grande interesse) è uno strumento per stornare l’attenzione dai problemi concreti, facendo leva sulla vanagloria di certi "intellettuali" che si compiacciono di disquisire dottamente per anni su quisquilie e di impegnarsi in diatribe infinite per semplice puntiglio.
     
    Gli ignavi sono gli insegnanti esecutori: armati di registri e di penna, catalogano, classificano, redigono relazioni, verbali… A costoro interessa solo lo stipendio e, all’inizio dell’anno, calcolano, con precisione scientifica, i giorni di vacanza che possono attaccare al giorno libero, scelto in modo oculato e strategico, in modo da usufruire di periodi di sospensione dell’attività didattica durante i quali partire per viaggi di diporto. Gli ignavi sono impiegati grigi e banali: se la cultura è trasformata dagli eruditi in una stanca ripetizione di nozioni maldigerite e spesso sbagliate, sia in ambito umanistico sia scientifico, gli impiegati sono persone banalissime, non si sa come finite ad insegnare, i cui discorsi sono dello stesso livello dei tifosi che berciano in un bar il lunedì mattina. Poco cambia se, invece di accapigliarsi per l’Inter e la Juventus, si sgolano inneggiando a Belzebusconi contro Veltroni o viceversa.
     
    Infine l’ultima categoria è quella dei docenti consapevoli che credono ancora alla scuola come istituzione culturale: per questo motivo si scontrano ogni giorno contro l’ottusità granitica dei presidi, il conformismo dei colleghi, la passività e l’indolenza di parecchi studenti. A differenza degli altri due gruppi, questi insegnanti, che costituiscono un manipolo sparuto, rifuggono dai pregiudizi, dall’ortodossia didattica, dalle convenzioni e cercano di portare una ventata di aria fresca in una necropoli piena di mummie e di odore di chiuso.
     
    La scuola è parte integrante del sistema, un sistema in ultima istanza satanico, ed è tanto più pericolosa perché riguardata dai genitori e dalla società civile come il luogo dell’apprendimento (sic) e della socializzazione. In verità essa è un carcere in cui i prigionieri (docenti ed allievi) ricevono razioni quotidiane di menzogne e di assurde coercizioni burocratiche. Un po’ alla volta viene costruita una visione del mondo del tutto falsa fondata sulla pseudo-storia e sulla pseudo-scienza, sull’ipocrisia dello stato democratico (in realtà demoncratico), dei "valori" europei, della tolleranza… e corbellerie simili. Corsi d’aggiornamento, convegni, progetti, collaborazioni con enti, associazioni “culturali”, sono soltanto il complemento di una strategia diseducativa volta a diffondere le immorali bugie del potere tra le nuove generazioni (le mente degli adulti sono già stati adulterate a dovere) affinché gli studenti, divenuti un giorno impiegati, professionisti, insegnanti, tecnici… accettino, dopo averle interiorizzate, le mistificazioni dei media e spontaneamente propalino menzogne credute verità.
     
    In questo modo il sistema si perpetua, si consolida, si radica sempre più nella mente ignara degli uomini, a somiglianza di una pianta parassita che succhia la linfa e la vita dell’albero su cui alligna.
     
    • 1.1
      FitTizio
      Ok, solo una cosa. Dove risiederebbe il grande interesse dell’astrologia?
    • 1.2
      blastlikecrazy
       Bravo, questa e’ la realta’ della scuola. Verissimo. Ora all’eta’ di 46 anni so come mai ho finito il liceo in 7 anni cambiando 8 scuole diverse. La realta e’ che la scuola, cosi come’ organizzata, non ti insegna niente di utile, ma serve a forgiare delle piccole marionette produttrici con poco senso critico e ligie ad accettare questo sistema in putrefazione. Il ridicolo e’ che si e’ obbligati a sacrificare i propri figli su questo altare satanico pena l’arresto. Per fortuna ci sono anche delle scuole alternative, ma costano fior di soldi e non tutti se lo possono permettere. Fra due settimane saro’ papa e sinceramente non so ancora come affrontare questo dramma. Spero che qualcosa di drastico succeda e che le cose cambino prima che mio figlio sia in eta’ scolare. Sicuramente pero’ non permettero’ a tutti i costi che lo rimbecilliscano seguendolo al 100% e facendogli sviluppare il senso critico che la scuola non ti insegna e mettendolo al corrente della realta’ che nella scuola cercano di distorcere.
    • 1.3
      tejal
       
      Non so a quale categoria di insegnanti appartengo, però quella classificazione che proponi è molto rispondente alla realtà.
      So solo che dopo la laurea in lingue con tanto di lode, non essendoci concorsi abilitanti, mi trasferii all’estero facendo diversi lavori: cameriera, baby-sitter, donna delle pulizie, insegnante, traduttrice, interprete. Al mio ritorno, dopo quasi 4 anni, feci e superai il concorso abilitante, ed iniziai la via crucis del precariato, durato 12 anni circa. Non vi sto a raccontare cosa significhi fare il precario per tutti questi anni, il solo pensiero di aver bivaccato per ore nel famigerato Provveditorato agli studi di Roma (questo ricorda molto il Castello di Kafka) mi fa ancora rabbrividire.
      Poi sotto la reggenza Berlusconi entro in ruolo a 41 anni, il primo anno dovetti seguire un corso online obbligatorio (aspetto ancora il rimborso spese di circa 200 euro dallo stato!) con discussione di tesina finale sull’importanza dello yoga nella scuola. Ieri ho compiuto 50 anni e ancora il mio stipendio non è stato aggiornato. Per anni ho preparato gli alunni per il superamento del Trinity in orario extra scolastico, pagavo la baby-sitter 7 euro l’ora ed io pulite ne prendevo 10. Il tutto doverosamente pagato con circa 13-14 mesi di ritardo.
      In tutti questi anni di insegnamento i diversi Ministri dell’Istruzione e i burocrati che li hanno affiancati, hanno fatto varie riforme non tenendo conto né dei bisogni degli studenti, né della realtà sociale, economica e culturale e tanto meno dei docenti. Ho visto insegnanti che avevano il doppio lavoro (quelli che non facevano i lecchini ai presidi avevano vita dura, gli altri potevano permettersi di arrivare in ritardo, saltare consigli, lavorare poco e male); ho visto docenti che pensavano solo a svoltare lo stipendio ma che sapevano vendersi così bene che sembrava lavorassero solo loro; ho visto docenti che pur di entrare in ruolo hanno fatto il concorso per il sostegno, ma poi sono gli altri colleghi che devono dare loro il sostegno; ho visto docenti preparati, che amavano il loro lavoro e i ragazzi, ostacolati, boicottati da presidi e colleghi fannulloni, come dice Brunetta. Ho visto come si scelgono i libri di testo in 10 minuti, io e la mia collega ci mettiamo 4 ore a vagliare quello più adatto per gli alunni. Ho visto docenti promuovere alunni perché non volevano rogne con i genitori e il preside, anche perché avrebbero dovuto rendere conto di come avevano lavorato. Ho visto docenti che prendono il mio stesso stipendio, senza fare le previste verifiche, senza mai partecipare agli esami (vedi insegnanti di religione). E potrei andare avanti, ma qui mi fermo.
      Lo scorso anno mi sono presa un congedo di 1 anno e mezzo per motivi di famiglia ma anche perché questa scuola è un cappotto vecchio, stretto e puzzolente. Se stai fuori dal coro sei fuori, se proponi qualcosa di diverso sei strana, se non fai compromessi la vita ti viene resa difficile. So solo che da quando sto fuori della scuola sono rinata, direi anche ringiovanita, ma già vi ho detto la mia età.
       
      CHILDREN LEARN WHAT THEY LIVE
      If children live with CRITICISM
      they learn to CONDEMN
      If children live with HOSTILITY
      They learn to FIGHT
      If children live with RIDICULE
      They learn to BE SHY
      If children live with SHAME
      They learn to FEEL GUILTY
      If children live with TOLERANCE
      They learn to BE PATIENT
      If children live with ENCOURAGEMENT
      They learn to HAVE CONFIDENCE
      If children live with PRAISE
      They learn to APPRECIATE
      If children live with FAIRNESS
      They learn JUSTICE
      If children live with SECURITY
      They learn to HAVE FAITH
      If children live with APPROVAL
      They learn to LIKE THEMSELVES
      If children live with ACCEPTANCE and FRIENDSHIP
      They learn to FIND LOVE IN THE WORLD.
       
       
       
  • 0
    blastlikecrazy
     Mi piacerebbe saper se e’ possibile elogiare qualche cosa che i nostri politici facciano con competenza e che rechi qualche beneficio alla gente che li ha votati ed al paese che SERVONO . Mi sembra che la risposta sia NO non e’ possibile. Non c’e’ niente che funziona, la gente non ha lavoro, i politici derubano e con loro i loro padroni azionisti delle banche centrali che stampano il nostro denaro e delle multinazionali che ormai stanno assorbendo pian piano tutte le attivita’ che la gente ha creato con il passare del tempo. La societa’ e’ in metastasi. L’unica cosa da fare e’ rifiutarsi di continuare ad accettarla. A meno che vogliate vedere fino a che punto si puo’ arrivare. Personalmente non vedo via di uscita. E’ tutta una presa per i fondelli. Cominciamo a consumare solo l’indispensabile per sopravvivere e smettiamo di produrre. In altri paesi sono riusciti a far dimettere presidenti protestando insieme. Per esempio in Brasile Fernando Collor si e’ dovuto dimettere perche la gente si e’ ribellata. In italia la gente invece preferisce lamentarsi dei politici e poi alla domenica guardare il calcio cosi’ al bar il lunedi’ possono avere un’altro argomento di discussione. Bisogna tirare fuori le palle se si vuole arrivare a qualche cosa. Il mondo in passato non e’ cambiato da solo mentre la gente era davanti al televisore. Ora sono tutti sedati, nessuno si inc**za piu’. Scusate qualcuno si e’ ribellato: hanno sfasciato un commissariato di polizia perche’ avevano sparato ad un tifoso. Per favore siamo veramente ridicoli, quasi demenziali.
  • -1
    GiovanniMarucci
    Ma questo ci è o ci fà?
     
     
  • -2
    Secondo le normative sulla sicurezza, un’aula o un laboratorio potrebbero ospitare al massimo 24 allievi, ma – si sa – le norme intelligenti sono tranquillamente calpestate, come l’art.32 della Costituzione è de facto conculcato, ad esempio, con le scie tossiche.
     
    Infinite sono le magagne della scuola e del six-tema, ma comincerei un’aspra invettiva, quindi per ora mi fermo qui.
     
    Cordialità
    • -2.1
      nicola
       ahime non è vero che le classi dovrebbero contenere "solo" 24 alunni, il DL81/2008 (la legge che ha soppiantato la famosa 626) pare che stabilisca uno spazio di 1,8 mq a persona, la presenza di una porta  che apra verso l’esterno sufficientemente grande, ma non impedisce che in un’aula ci siano più di 25 persone, e in ogni caso non prevede l’impossibilità di superare i limiti, "basta" che il dirigente scolastico (il preside) garantisca in qualche modo e ..voila’ il gioco è fatto.
      Dico "pare" perche queste informazioni le ho avute seguendo un corso di aggiornamento "obbligatorio" nella scuola che insegno, e ad affermarlo è stato l’ingegnere, esperto di "sicurezza" che teneva il corso.
  • -3
    fansss
    Grazie anche a mercenari come la Gelmini (basta ricostruire la sua biografia non proprio integerrima) l’Italia si conferma sempre più in linea con il continente africano, altro che comunità europea!
    E’ una vergogna che non riusciamo a liberarci di questi usurpatori o vari D’Alema e vari Berlusconi di turno.
  • -4
    Riccardo Giuliani

    Le critiche a Stracquadanio sono sacrosante: sono in disaccordo su un punto.

    Giorgio Stracquadanio dice: «Quello che deve essere chiaro a tutti è che la scuola ha smesso definitivamente di essere un ammortizzatore sociale, quello per il quale si va a scuola non perché si ha una vocazione a insegnare, si fa un concorso e lo si vince, ma per cui si cerca un posto qualunque e si spera in una sanatoria.»

    Giorgio Stracquadanio dice che i precari non hanno vinto nessun concorso, e che scelgono la scuola come si sceglierebbe un posto qualunque.

     

    La frase di Stracquadanio va presa per intero, altrimenti Messora ha ragione a scrivere quello che leggiamo; ma non è più così automatico se si prende tutta la frase, che descrive un sistema di cose che è tale per un buon numero di insegnanti. Purtroppo se una persona in malafede dice che 2+2 fa 4 -anche solo per errore- non me la sento di accusarlo di dire il falso.

    Senza fare moralismi: chi ha passato i concorsi li ha passati punto e basta, indipendentemente dalla passione che sente per l’insegnamento. Vero è che come giustamente si ricorda alla Gelmini il suo facile esame nel profondo sud, altrettanto è bene non scordare che molti concorsi potrebbero essere stati fatti all’acqua di rose o per favorire i soliti amici (correggetemi se sbaglio). Infine ringraziamo Berlinguer che, Ministro dell’Istruzione, fece entrare in graduatoria orde di persone per il solo scopo elettorale, senza provvedere ad un inserimento ragionato. Riguardo alla Moratti, no comment sulla SSIS: una trovata che parla da sola.

    Rimane il fatto che a difendere questo punto è stato chiamato in causa chi proprio non poteva permettersi di aprire bocca.

  • -5
    Fra
     
    Mancano le frasi più significative dette da Giorgio Stracquadanio a RaiNews24 al professore di 59 anni precario di educazione fisica.
    Le frasi mi hanno molto colpito: le riporto come le ricordo.
     
    Giornalista: «Che cosa consiglia al professore qui presente che dopo 25 anni si trova a rischio di perdere il posto di lavoro?»
     
    Giorgio Stracquadanio dice:
    Intanto lei mi sembra in ottima forma.
    Si cerchi un altro lavoro.
     
    • -5.1
      ec2
      Con tutto il rispetto ma non credo che il professore fosse in ottima forma, altrimenti un pugno in faccia da fargli saltare tutti i denti sarebbe volato alla velocità della luce.
  • -6

    … e poi il parlamentare non è un lavoro, ma una funzione pubblica che dovrebbe essere momentanea.

  • -7
    beppe
  • -8
    E’ inutile: la scuola non può essere svecchiata. La scuola deve essere negata e concepita in modo rivoluzionario in una società completamente rinnovata e fondata su principi distanti anni luce dai disvalori del sistema satanico imperante. Bellissime e memorabili le pagine di Hillmann (leggetele se trovate i suoi saggi) sull’armoniosa realazione tra maestro e discepolo, sulla simbiosi che si crea tra chi insegnando impara e chi imparando insegna.
     
     
    Un cordiale saluto a tutti.
     
    P.S. Comunque è stato ideato un modo per diminuire il numero di allievi per classe: comincia con la v.
  • -9
    reo
    a Stracquadanio… MAVVAFf***ulO!!!!
     
     
  • -10
    Erebus74
     Caro Luca, stia tranquillo che anche da parte di chi è ormai indeciso se mettere al mondo (a QUESTO mondo) dei figli, la scuola così non piace per niente.
    Hanno fatto di tutto per demolirla. In 20, forse 30 anni, le poche migliorie sono state invisibili rispetto ai grossi danni che (anche a sinistra) i politici hanno fatto alla scuola.
    Mia madre è di origini meridionali, è un’insegnante delle scuole medie e quest’anno andrà in pensione per problemi di salute (doppio bypass coronarico). Tutti i suoi ex allievi la adorano perchè è sempre riuscita a farli appassionare alla materia, è sempre stata severa ma giusta, anche con i flgli, ha sempre fatto un sacco di attività extrascolastiche come laboratori per gli allievi, la vicepreside, la vicaria, etc, ed insomma posso dire che è stata una brava insegnante e una che "si è fatta il mazzo". Quindi questa mancanza di rispetto per i meridionali è una vergogna di questo paese, che sta diventando sempre più razzista, riproponendo i temi che erano in voga 40 e passa anni fa.
     
    Da futuro genitore (forse), a guardare la scuola mi viene voglia di far studiare i miei figli a casa. E non per colpa degli insegnanti, ma per i modelli di comportamento che vengono dati ai giovani attraverso la demolizione della stessa scuola, attraverso le tv. Sono sicuro che in un’aula ormai i ragazzi che non vedano il mondo come i Berlusconidi, si contano sulle dita di una mano, e questo mi fa paura, perchè vorrei che i miei figli diventassero esseri più evoluti di me, non MENO evoluti -__-
     
    Nel 2010 dovremmo avere una scuola dove i ragazzi studiano le materie di base e AGGIUNGONO quelle che gli piacciono: sei dotato per la musica? Lo stato ti sponsorizza le lezioni di musica. TI piacciono le piante? Un bel corso di agraria anche se fai le medie, uno stage gratuito a vendemmiare vino nelle Langhe, e via, insegnamento alternativo.
    Invece no. Togliamo la storia antica "che non serve a niente", facciamo classi-bolgia, ma insegniamo 2 lingue straniere a questi ragazzi che, in media, non sanno neanche l’Italiano… -__-
    Niente in contrario alle lingue straniere, ma se mancano le basi…
     
    • -10.1
      LUCA
      sono insegnanti come tua madre, che in questi anni hanno tenuto a galla con la loro passione e la loro voglia di fare una scuola italiana gia allo sfascio.
  • -11
    mattia
    Sono abbastanza giovane da vedere la scuola dall’interno, e questo mi consente di dire che Fighter, come molti altri che hanno commentato prima di lui, ha pienamente ragione. Ciò che mi rattrista è che sembra abbiamo raggiunto il massimo livello di sopportazione, entro cui qualsiasi cosa accada non veniamo scossi minimamente. Nei giorni in cui ci sono stati scioperi, manifestazioni e quant’altro da parte degli studenti, il pensiero principale che occupava la mente dei miei coetanei era: "beh, una buona scusa per saltare la scuola". La domanda che dunque sorge spontanea è: che cosa fare? Come possiamo cambiare la situazione, uscire da questo stato di straniamento dal mondo, che ha annebbiato le menti della maggioranza degli italiani? E la mia non è una domanda retorica, sia chiaro. È una domanda vera, mi piacerebbe avere risposte pratiche, in modo da poter agire quanto prima.
    • -11.1
      tejal
      La scuola, i rapporti interpersonali e in generale la società li creiamo noi, ma rimanendo nell’ambito scolastico, anche gli studenti (per lo meno dalle superiori in su) possono e devono fare molto e non rimanere passivi di fronte alle scelte educative calate dall’alto. Lo stesso dicasi dei genitori, che invece di lagnarsi, perché gli insegnanti fanno sciopero e non sanno dove piazzare i figli, farebbero bene a scendere in piazza a dimostrare il loro dissenso al politicante di turno. Anch’io rimango costernata nel vedere questo qualunquismo studentesco, quando andavo al liceo nel 1977 era un’altra storia. Chiedi consigli pratici su cosa fare? Bene Mattia affiancate gli insegnanti, quelli che lavorano con il cuore, non abbiate paura a criticare: una sana critica fatte di proposte è sempre costruttiva.
      Io, sebbene sia in ruolo alle medie, laddove il programma ministeriale lo permette, ho sempre trovato (a volte in modo creativo e arrampicandomi sugli specchi) il modo di permettere agli studenti di scegliere. Un esempio pratico: a scuola si parla tanto dei diritti dei bambini, della tolleranza, dei problemi ambientali, bene ho fatto un progetto su madre terra e i nativi del nord America e dell’Australia. Ai ragazzi ho chiesto se preferivano lavorare sui nativi americani o australiani, ho chiesto loro di scegliere un libro da leggere, un gruppo musicale per poi fare attività linguistiche sul testo di una canzone; loro hanno scelto l’argomento di approfondimento che più li interessava. Abbiamo fatto esperenziali di yoga usando il corpo, la voce, la meditazione, i canti dei nativi. Abbiamo visti film in inglese inerenti all’argomento. Abbiamo fatto lavori di controinformazione sulle sostanze tossiche presenti nei prodotti di igiene quotidiana, preparando cartelloni, andando a confrontare prezzi, reperibilità di prodotti biologici nel paese dove viviamo, facendo domande al farmacista o all’erborista. (Poi però visto che sono un’insegnante malefica su questi lavori ci facevano test scritto e orale in inglese!).
      Come vedi, se con ragazzi tra i 10 e i 14 anni è possibile lavorare confrontandosi, operando delle scelte condivise sui contenuti, alle superiori se gli studenti proponessero argomenti attinenti alla didattica si potrebbe fare tanto di più. Durante gli anni del precariato ho lavorato alle superiori, mi era venuta ‘na tristezza: il listening comprehension o lo facevo usando testi musicali rock, blues etc. o su quelli del libro, il feedback era più o meno lo stesso. Ancora mi ricordo uno studente del 4° che a mia domanda “Who is Pinochet?” (dopo aver parlato per un mese dei desparecidos, dei regimi totalitari) mi rispose “Forse è un nuovo gruppo rock!” Il secchione della classe lo corresse dicendo “Ma che stai a di’, me sa che è un presidente” ed io “si, ma di quale paese? È ancora vivo?” Silenzio di tomba.
      Insomma proponete argomenti, attività da svolgere che potreste preparare insieme ai vostri docenti, documentari, ricerche, letture d’approfondimento alternative. Che so IL TAO DELLA FISICA di F. Capra, se studiate fisica. La visione di film come RABBIT PROOF FENCE, THE EDUCATION OF LITTLE TREE, THUNDER HEART, se volete parlare dei diritti umani calpestati. La scuola la fate voi e non solo noi docenti ammuffiti, fannulloni e pure un po’ sc*****nati.
      Dal canto nostro mi rendo conto che c’è bisogno di rivedere il ruolo dei docenti ed il nostro modo di fare didattica, sia a livello personale che istituzionale. Finora la validità di un’insegnante si valutava in base al presupposto che più un docente avesse esperienza o titoli, questo automaticamente li mettesse in grado di essere buoni docenti. Tuttavia, possedere conoscenze e competenze specifiche non implica l’essere in grado di condividerle in modo efficace. Inoltre, l’esperienza spesso crea abitudini, che a volte sono funzionali, efficaci ma a volte non lo sono. Aspettarsi un “aiutino” da parte di un sistema scolastico come quello attuale è inutile, al massimo vengono proposti, a volte in modo coercitivo, una serie di corsi di aggiornamento con l’esperto di turno, che viene a farsi bello e a proporti di acquistare l’ultimo libro che ha scritto. Tante belle parole ma poi in classe loro non ci stanno e ci sono certe scuole dove tutto questo bla bla serve a ben poco.
      INSIEME POSSIAMO FARE QUALCOSA, ma se voi pensate che gli insegnanti da soli (per lo meno quelli che ancora ci credono) possono cambiare le cose, bè allora potete aspettare. Giudicare solamente, aspettando che il sistema affondi non mi pare neanche una via saggia da percorrere, BISOGNA AGIRE E NON RE-AGIRE, va bene lo sfogo, l’invettiva del momento ma questa lascia il tempo che trova.
       
      L’educazione è un ponte tra potenzialità e realtà. L’educazione serve ad aiutarti a diventare ciò che già sei, anche se solo in forma di seme.
      Osho
       
  • -12
     Non ci credo che questo demente spocchioso e disinformato è parlamentare!!!
    Che tristezza… bravo Claudio! Post stupendo.
  • -13
    merit
    Ne avrei tante da dire, ma stavolta cerco di stare calma e vi dico solamente una cosa.
    LA SCUOLA SIETE ANCHE VOI. La scuola non è il prof, il bidello, il preside, l’applicato o il ministro. La scuola siete voi. Se qualcosa è andato storto è anche colpa vostra. L’avete maltrattata ed alcuni vostri commenti dimostrano il pensiero comune a tutti. Non posso io prendermi carico dell’educazione di un ragazzo se manca la fonte. Non posso, io, prendermi l’incarico di istruire un ragazzo, se manca la fonte. E la fonte è lo stato – in minuscolo – che manca da oltre quaranta anni. E lo stato – logica matematica – siete voi
    • -13.1
      blastlikecrazy
      Come fai a dire che lostato siamo noi. Questo sarebbe giusto se vivessimo nella vera repubblica italiana, ma il nostro bel paese e’ stato dirottato ed e’ non piu’ in mano a noi, ma ai servi delle banche e delle multinazionali che non vogliono un popolo critico ed istruito, ma schiavetti demenziali che non si rendono neanche conto di essere schiavi. Noi non siamo lo stato. per ritornare ad essere lo stato bisogna riprenderselo il nostro stato. Mi stupisco che ci sia ancora qualcuno che creda che i cittadini formano lo stato. Per favore non diciamo eresie
  • -14
    robygermo
    bravo Claudio e grazie per i chiarimenti doverosi!anch io ho visto quella puntata e mi son rovinato la mattinata,INDIGNATO PIU CHE MAI PER QUELLO CHE HA RIFERITO QUESTO Stracquadanio,che nessuno ha eletto per ricoprire quella carica,dinanzi a un precario insegnante di ed fisica che,difficilmente,potra trovare un altro impiego ,con il barbaro coraggio di  attuare un impensabile paragone con la sua posizione iperstipendiata e ,come tu hai giustamente precisato,con pensione garantita….SENZA VERGOGNA!!!
  • -15
    Gennaro
    Che figlio di p……….a   ha anche il coraggio di parlare
    Quando arriva il14 luglio italiano (1789) ?
    cosa aspettiamo ancora?
  • -16
    Rebel
     Gli insegnanti sono gli esecutori di questo marciume. La scuola e’ marcia come istituzione e lo e’ da molti anni.Le indicazioni date dall’utente sopra le condivido pienamente.Spero che si sfasci tutto. Giorgio Stracquadanio è un bel prodottino sfornato chissa’ da chi… Spero un giorno in una scuola dove innanzitutto non si studia ma si impara, poi il resto viene da sè compresa la nostra classe dirigente, o no?
     
  • -17
    blastlikecrazy
    Gli studenti non hanno voglia di studiare perche’ i programmi scolastici non insegnano quasi niente di buono. La scuola e’ stata concepita per forgiare gli "ignoranti", nel senso che ignorano la verita’, che hanno fatto parte di questa finta societa’ basata sulla menzogna e sulla truffa. Ora i giovani non vogliono piu’ essere ignoranti. Ricercano, a 8 anni usano il computer meglio di me’ quasi che ne ho 46. Poi vanno a scuola ed entrano nel medioevo. Cosa vi aspettate. La scuola e’ parte integrante del sistema marcio e obsoleto in cui viviamo. I giovani lo sanno bene e meno male perche’ cosi’ possiamo avere una speranza che il mondo in futuro migliori. Per cui dico: Viva gli "asini" saranno i dottori del futuro!!! E chiudete per un periodo pure le scuole se per scuola si intende quel luogo di pena in cui ho dovuto passare 15 anni della mia vita e non un luogo dove si impara quello che l’uomo con fatica a scoperto nei secoli.
     
    • -17.1
      blastlikecrazy
      Dimenticavo: il sistema ha cercato di tener lontani i bambini dal computer con tutte le fesserie dette sui pedofili che dovrebbero pullulare su internet, ma anche questa menzogna colossale ora non fa piu’ effetto a nessuno, forse i genitori per evitare che i figli abbiano contatto con i pedofili evitano di mandarli all’oratorio o in altri ambienti gestiti da preti. 
      Alla fine abbiamo internet con una miriade di possibilita’ di ricerca storica, fisica , chimica, attualita’ ecc. ecc. contro una scuola fatta di banchi aule sporche, nonostante ci siano piu’ bidelli che classi, e dei professori che con quello che guadagnano e fin troppo che facciano l’appello al mattino. Facciamoci un favore: Ricominciamo da capo.
  • -18
    LUCA
    sappiate che siamo (come scuola italiana) alla frutta. ma partiamo da qualche anno fa…
    la "sindachessa" moartti,allora ministro della (non pubblica) istruzione istituisce la ssis (scuola di specializzazione per l’insegnamento secondario).
    chiunque voglia insegnare dopo essersi laureato anche con lauree nate per insegnare (nel mio caso scienze motorie), deve farsi 2 anni di ssis.
    mi metto alla ricerca di questa benedetta ssis e rimango sorpreso qundo scopro che in milano (dove vivo) e nelle zone limitrofe intese come italia del nord-ovest la ssis è frequentabile solamente all’università cattolica del sacro cuore.
    mi soffermo a pensare al paradosso: "voglio insegnare nella scuola pubblica e devo abilitarmi presso un’università privata al costo di 5000 EURO!"
    noto con piacere che nel piano di studi ci sono materie gia affrontate e che c’è un obbligo di frequenza spietato, se sfori con le assenze non puoi fare gli esami; non si può neanche "imbrogliare un po" perchè l’università cattolica stipendia del personale per controllare la tua firma e il tuo documento all’entrata e all’uscita delle lezioni.
    a maggio mi sono abilitato, avendo la certezza di aver speso 5000 euro per una "mazzetta" agli amici cattolici di donna letizia, consolandomi però col fatto che a settembre avrei avuto questa benedetta cattedra e avrei fatto con più sicurezza (già insegno) il lavoro che amo.
    qualche giorno fa la sorpresa.
    nell’istituto dove eravamo stati convocati per l’assegnazione delle cattedre trovo il portone chiuso con su un cartello che dice "cattedre esaurite".
    nello stesso periodo mi arriva una mail dall’università cattolica dove mi si consiglia di iscrivermi alle 400 ore (corso abilitante per il sostegno) in modo tale da avere un punteggio maggiore l’anno venturo alias un’altra mazzetta da 2000 euro!
    infine arriva sta classista della gelmini che lascia dichiarazioni che mi hanno fatto venire i conati di vomito, tra le quali:
    _ la scuola italiana è uno stipendificio il 97% della spesa va per gli stipendi (bisognerebbe provare a vedere quanto investono i nostri vicini europei in istruzione e ricerca).
    _ i professori del sud sono incompetenti dovranno fare dei corsi di aggiornamento (da che pulpito lei di brescia va a fare l’esame di stato da avvocato a reggio calabria dove la media dei promossi era di tre volte superiore! ti piace vincere facile maria stella?
    ho scelto questa professione perchè è il mestiere che amo, la vedo più come una missione (laica ovviamente) che come un lavoro.
    la scuola pubblica è allo sfascio classi sempre più nemerose con una presenza di neo-arrivati dall’estero davvero importante il mediatore linguistico e culturale non si neanche cosa sia.
    chi è motivato ad insegnare (giovani come nel mio caso ho 29 anni) è demotivato da situazioni poco gratificanti. tanto per non parlare di aria fritta un professore guadagna in italia 1200 euro al mese, in francia siamo più o meno al doppio ed in svizzera arriviamo quasi a tre volte tanto.
    si sta davvero andando verso una scuola d’elite, dove chi puo permetterselo paga rate stratosferiche in scuole private e gli alunni sono seguiti da specialisti per ogni materia(altro che maestro unico), nessuno puo essere un tuttologo non posso insegngare, italiano, inglese, informatica, educazione fisica (la scuola primaria italiana è una delle poche a non avere lo specialista e la sicurezza dello svolgimento per l’attività motoria).
    per concludere la situazione contrattuale degli insegnanti nelle scuole private (dove tuttora lavoro) è spaventosa, lo sipendio quando va bene è ridotto di un terzo e sei assunto a termine, se invece ti va male sei a progetto che significa 10 euro l’ora senza contributi, malattia e ferie, se ti va bene è cosi se no ciao che la fila fuori è lunga di gente che non trova niente.
    scusate lo sfogo, ma è uscito il post sbagliato, con la foto sbagliata, nel momento sbagliato.
     
    • -18.1
      LUCA
      pubblica pure vai tranquillo…
      è una testimonianza che troverai comune a molti insegnanti in questo periodo.
    • -18.2
      Uno sfogo più che legittimo. Purtroppo l’italia (e non solo) è colonia della Satan seed.
    • -18.3
      thebigbug
      Luca, posso pubblicare il tuo commento sul mio blog?
      E’ troppo interessnte ed esemplare!!!
      la mia mail?
      thebigbugnet nel dominio gmail.com
  • -19
    Nonmifreghi

    Ma non ti vergogni ? … farti mantenere da lavoratori e pensionati e dire che il referendum è stato  vinto perchè il popolo del web non fa un “c**zO” tu che sei un parassita …. ai tempi Alberto Sordi nel film Il marchese del Grillo disse : IO sono IO e voi non siete un “c**zO” bele tu sei l’articolo per signora oltretutto moscio ….

  • -20
    Fra
  • -21
    frap1964
     Stracquadanio è del 1959. Dopo la fine della legislatura, dovrà attendere almeno una decina d’anni (11 per la precisione) prima di vedere la sua pensione da parlamentare.
    Avrà invece diritto nell’immediato ad un assegno di fine mandato.
    Dal sito della camera: il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 6,7 per cento della propria indennità lorda, pari a 784,14 euro. Al termine del mandato parlamentare, il deputato riceve l’assegno di fine mandato, che è pari all’80 per cento dell’importo mensile lordo dell’indennità, per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi).
  • -22
    vincenzo
    Salve a tutti
    sono un ragazzo di 21 anni ed avendo finito qualche anno fa le scuole superiori,senza perdere un anno e neanche io so come ho fatto, visto che non studiavo mai(non me ne vanto), penso sia giusta l’opinione anche da parte degli studenti.
     
    Premetto che secondo me per ogni cosa che si faccia ci vuole volontà, e i primi a mancare di ciò nelle scuole siamo noi studenti, naturalente quando i prof vedono questa mancanza vengono anche loro a mancare di stimoli.
     
    La situazione della maggior parte delle scuole di oggi è disastrosa, aule tecnologicamente arretrate e nei peggiori dei casi tecnologia assente, lavagne sulle quali non si riesce a scrivere, scarse attività di "coinvolgimento" e potrei continuare ancora…fino ai prof che,come cita su fighter, pensano solo ai soldi e non sono capaci di "insegnare"(non far leggere cosa c’è sui libri, ma far capire ciò che si sta insegnando).
     
    La scuola mi ricorda tanto le carceri, da una parte gli studenti come "detenuti" (chi vuole studiare è l’innocente, invece gli altri aspettano "l’ora d’aria cioè la ricreazione) mentre dall’altra ci sono le "guardie" cioè i prof che non vedono l’ora di finire le 6 ore lavorative e tornare a casa.
     
    A parte quanto citato su, penso che nelle scuole italiane ci siano figure totalmente inutile e che portano via soldi dalle casse, soldi che potrebbero essere investit diversamente, sono i BIDELLI.
    Non ho nulla contro i bidelli ma vorrei fare un appunto su di loro. Suddetta categoria percepisce uno stipendio mensile che va dai 900 ai 1200€ per 6/8 ore "lavorative" al giorno. Di queste 6ore(solitamente queste sono le ore che un bidello è in una scuola) 5 ore è seduto alla sua cattedra a leggere il giornale, bere il caffè, scambiare due chiacchiere e un’ora la spendono per consegnare circolari(carta stampata quindi non pesante) e "pulire"(si fa per dire perchè fanno pietà in quanto a igiene) le aule, bagni e corridoi.
    In Italia abbiamo un bidello per ogni 2 classi circa, per un spesa totale annua per lo stato di 4 MILIARDI DI EURO!!!!!
    Una spesa a mio avviso alquanto ESAGERATA sia per il lavoro che "dovrebbero" svolgono(un muratore che lavora 8/10 ore al giorno guadagna 1200€ al mese) sia perchè quello che dovrebbero svolgere neanche lo fanno bene.
    Poi non ho mai capito quale titolo di studia occore per avere la "scrivania" da bidelloe guadagnare anche 1000€ al mese senza fare quasi un c**zo e senza doversi sbattere prima tra studi,tirocini e altri c**zi vari per avere un posto di m**da.
     
    Siamo nel Paese dei balocchi, più non fai niente e più ti danno, più ti rompi il c**o è più te lo finiscono a rompere senza neanche la vasella.
    E chi ci rimette?? Il futuro dell’Italia!!! Il nostro Paese ha sempre sfornato talenti mentali che hanno portato innovazioni in tutto il mondo e in qualsiasi campo l’Italia è riconosciuta e ovviamente con la situazione di oggi la pasta penso che verrà sfornata cruda d’ignoranza e bruciata d’intelligenza.
     
    Ripeto che non ce l’ho con i prof. o i bidelli in quanto a categorie, ma ce l’ho per quelle persone che fanno parte di tali categorie senza essere competenti, e se lo sono non fanno il proprio lavoro o nelle peggiori delle ipotesi sono un numero davvero ECCESSIVO(bidelli).
     
    Claudio ti seguo tutti i giorni sul blog, sono in Australia, sto studiando l’Inglese in un college…NON CI SONO PARAGONI!!!!
    Magari ti viene da dire "ovvio!" cosi come qui è ovvio che circa 90 nazionalità diverse riescano a vivere senza razzismo e problemi, che gli italiani qui non sembrano "italiani", che se qui sbagli "paghi" e se meriti "ricevi" quindi giustizia e meritocrazia e potrei continuare all’infinito per spiegarti quante differenze ci sono per farti capire che siamo noi italiani che piace metterlo nel c**o alle altre persone ma piace anche riceverlo senza dire una parola(come sta accadendo oggi) mentre qui se qualcosa non quadra sul governo il popolo si butta subito avanti e se non quadra qualcosa sul paese il governo prende le giuste decisioni.
     
    Un saluto dall’Australia
     
    Claudio non Mollare
     
    ps se vuoi informazioni sulle differenze per qualche articolo non esitare a contattarmi perchè qui è un mondo completamente diverso il quale non è impossibile trasferirlo anche in Italia, basta solo mettere a conoscenza delle persone che si può avere,dare e fare diversamente.
     
    • -22.1
      Roberta da Sydney
      Caro/a Tejal,
      quello che dici nel tuo post mi fa pensare ad una persona non molto obiettiva e non abbastanza  informata.
      Mi spiego: e` vero che "gli inglesi" in Australia hanno commesso enormi ingiustizie nei riguardi degli Aborigeni, ma e` anche vero che, oggi giorno, con una Nazione piu` democratica e multietnica, il Governo sta cercando di rimediare alle colpe del passato (mentre in Italia si sta ricadendo nel totalitarismo piu` becero ante seconda guerra mondiale).
      Per quanto riguarda Howard posso capire le tue critiche: non e` stato il mio favorito Primo Ministro, tutt’altro, ma onesto si`.
      Poi affermi una cosa che e` falsa e cioe` le scuse agli Aborigeni: Kevin Rudd ha chiesto pubblicamente (a reti unificate) scusa, non apppena eletto Primo Ministro del Commonwealth d’Australia e, in quella occasione, non potendone fare a meno, si e` aggregato anche il leader dell’opposizione.
      Non capisco la tua acredine nei riguardi dell’Australia, che e` un Paese che ha dato rifugio a tantissimi italiani, emigrati a causa della poverta` nel dopoguerra e che qui hanno trovato il benessere e la tranquillita` per loro e per i loro figli.
      Quando nel 1984 mi sono trasferita in Australia, la seconda lingua parlata in questa Nazione, era l’italiano.
      Mio marito e` insegnante e, da pochi mesi, mantenendo una delle promesse dell’ultima campagna elettorale, il Governo laburista, lo ha dotato di un lap top e, con lui, gradatamente, ne saranno dotati tutti gli insegnanti e tutti i ragazzi delle scuole superiori.
      Mio figlio che ha finito gli studi lo scorso novembre e che insegna, alle superiori, inglese e storia, ha cominciato a lavorare full time (per adesso e` solo temporaneo per un anno) lo scorso fine gennaio, all’apertura delle scuole, con diritto a malattie e vacanze pagate, pur essendo temporaneo.
      Per quanto ha affermato quel ragazzo di prima che scriveva dall’Australia, ti posso dire che confermo tutto cio` che ha detto e anche piu`: io mi sono rifiatata da quando sono venuta in Australia, perche` non ho avuto bisogno di raccomandazione, conoscenze o bustarelle. Ovunque (pure se non parlavo bene l’inglese), sono stata trattata con gentilezza e rispetto.
      Parlare ancora delle sofferenze passate dagli Aborigeni non e` piu` cosi` attuale: e` storia e, come tale e` passata.
      Ti assicuro che non si ripetera` piu` niente del genere, perche` la grande immigrazione di gente con le piu`  diverse culture da tutto il mondo, ha dato all’Australia e agli Australiani una marcia in piu`.
      Spero che anche gli italiani sappiano imparare dai loro errori come qui da noi.
       
       
    • -22.2
      tejal
      Cara Roberta,
      mi spiace che tu abbia trovato acredine nel mio post e ti ringrazio per portare la tua testimonianza, sicuramente vivendo in Australia dal 1984 la tua percezione della realtà locale e la tua esperienza di vita, è sicuramente diversa dalla mia. Io vivo quì, quindi tutte le informazioni che raccolgo sono tramite internet, un’amica che vive in Australia da molti anni, i libri che leggo etc. Da precedenti post avrai avuto modo di capire che insegno lingua e cultura inglese, pertanto la mia professione mi porta a non accettare per vero tutto quello che trovo sui testi di cultura, per cui insieme ai miei alunni cerchiamo sempre di vedere se c’è un altro punto di vista, una lettura della realtà diversa dalla nostra o da quella che troviamo preconfezionata nei libri di testo. Questo con i limiti di chi non vive in prima persona una realtà altra dalla propria.
      Tu dici che parlare ancora delle sofferenze passate dagli Aborigeni non e` piu` cosi` attuale: e` storia e, come tale e` passata. Vero, ma gli aborigeni ancora pagano le conseguenze di quel passato. Tra i vari articoli che trovai mi colpirono i seguenti http://www.girodivite.it/Australia-carne-e-sogno.html, http://www.hurights.or.jp/wcar/E/doc/indigenous/ANTAR.htm, http://en.wikinews.org/wiki/Australia_silent_on_UN_racism_committee_condemnation, ma ce ne sono tanti altri.
      Comunque se hai notizie di prima mano da segnalarmi sul tema della discriminazione razziale mandameli, ne sarei contenta.
      Hugs
       
       
    • -22.3
      tejal
      Cara Roberta,
      mi spiace che tu abbia trovato acredine nel mio post e ti ringrazio per portare la tua testimonianza, sicuramente vivendo in Australia dal 1984 la tua percezione della realtà locale e la tua esperienza di vita, è sicuramente diversa dalla mia. Io vivo quì, quindi tutte le informazioni che raccolgo sono tramite internet, un’amica che vive in Australia da molti anni, i libri che leggo etc. Da precedenti post avrai avuto modo di capire che insegno lingua e cultura inglese, pertanto la mia professione mi porta a non accettare per vero tutto quello che trovo sui testi di cultura, per cui insieme ai miei alunni cerchiamo sempre di vedere se c’è un altro punto di vista, una lettura della realtà diversa dalla nostra o da quella che troviamo preconfezionata nei libri di testo. Questo con i limiti di chi non vive in prima persona una realtà altra dalla propria.
      Tu dici che parlare ancora delle sofferenze passate dagli Aborigeni non e` piu` cosi` attuale: e` storia e, come tale e` passata. Vero, ma gli aborigeni ancora pagano le conseguenze di quel passato. Tra i vari articoli che trovai mi colpirono i seguenti http://www.girodivite.it/Australia-carne-e-sogno.html, http://www.hurights.or.jp/wcar/E/doc/indigenous/ANTAR.htm, http://en.wikinews.org/wiki/Australia_silent_on_UN_racism_committee_condemnation, ma ce ne sono tanti altri.
      Comunque se hai notizie di prima mano da segnalarmi sul tema della discriminazione razziale mandameli, ne sarei contenta.
      Hugs
       
       
    • -22.4
      tejal
      Cara Roberta,
      mi spiace che tu abbia trovato acredine nel mio post e ti ringrazio per portare la tua testimonianza, sicuramente vivendo in Australia dal 1984 la tua percezione della realtà locale e la tua esperienza di vita, è sicuramente diversa dalla mia. Io vivo quì, quindi tutte le informazioni che raccolgo sono tramite internet, un’amica che vive in Australia da molti anni, i libri che leggo etc. Da precedenti post avrai avuto modo di capire che insegno lingua e cultura inglese, pertanto la mia professione mi porta a non accettare per vero tutto quello che trovo sui testi di cultura, per cui insieme ai miei alunni cerchiamo sempre di vedere se c’è un altro punto di vista, una lettura della realtà diversa dalla nostra o da quella che troviamo preconfezionata nei libri di testo. Questo con i limiti di chi non vive in prima persona una realtà altra dalla propria.
      Tu dici che parlare ancora delle sofferenze passate dagli Aborigeni non e` piu` cosi` attuale: e` storia e, come tale e` passata. Vero, ma gli aborigeni ancora pagano le conseguenze di quel passato. Tra i vari articoli che trovai mi colpirono i seguenti http://www.girodivite.it/Australia-carne-e-sogno.html, http://www.hurights.or.jp/wcar/E/doc/indigenous/ANTAR.htm, http://en.wikinews.org/wiki/Australia_silent_on_UN_racism_committee_condemnation, ma ce ne sono tanti altri.
      Comunque se hai notizie di prima mano da segnalarmi sul tema della discriminazione razziale mandameli, ne sarei contenta.
      Hugs
       
       
    • -22.5
      vincenzo
      scusa fight ma penso non sia del "tutto" appropriata perchè le carceri sono posti di punizione le scuole no, per lo meno non dovrebbero esserlo. Oggi molti punti li accomunano ma non nei "princìpi" sui quali nascono.
    • -22.6
      tejal
       
      Sicuramente in Australia si sta meglio che in Italia, ma per questo ci vuole poco! MA NON FACCIAMOCI PRENDERE DAL VIRUS DELL’ ESTEROFILIA, se si gratta un po’ gli scheletri nascosti si scoprono ovunque.
      Permettimi di dissentire su una cosa che hai scritto “…circa 90 nazionalità diverse riescano a vivere senza razzismo e problemi”. forse perché in Australia hanno già dato!
      Ti consiglio la lettura di MY PLACE di Sally Morgan e la visione di RABBIT PROOF FENCE di Philipp Noyce (reperibili anche in italiano, rispettivamente LA MIA AUSTRALIA e LA GENERAZIONE RUBATA) sono entrambi basati su storie vere. Se ti piace la musica ti consiglio i BAKA BEYOND, YOTHU YINDI, WARUMPI BAND, oltre a fare ottima musica hanno scritto dei testi politicamente e socialmente impegnati (io uso questi testi per insegnare inglese ai ragazzi). (Da conoscere anche Christine Anu, David Hudson, Raven, Coloured stone e poi fammi sapere se ti sono piaciuti)
      Come avrai modo di vedere questi australiani bianchi erano tutto meno che dei bravi ragazzi: forse dargli del razzista è un complimento. Tanto è che è solo nella prima metà degli anni 70 fu abolita una legge emanata negli anni 20 (se hai tempo e voglia documentati a riguardo), sicuramente nel college dove vai di questo non si parla, forse non fa cultura!
      Storia più recente (anche questo lo “insegno a scuola” in Australia forse no, quindi “ogni mondo è paese”): poco prima dell’apertura delle olimpiadi a Sydney, il Governo federale australiano vietò l’ingresso agli esperti del comitato delle Nazioni Unite per l’eliminazione delle discriminazioni razziali. Agli Aborigeni fu vietata qualsiasi forma di protesta nei pressi degli impianti sportivi. E tieni presente che il Primo ministro John Howard era pure un democratico (mi immagino se si fosse chiamato John Bossi).
      Il governo australiano nel 1998 ha tolto ogni valore ai diritti territoriali dei nativi, rifiuta di scusarsi per la sottrazione di 100.000 minori alle proprie famiglie nel periodo che va dal 1930 al 1970, classificabile come genocidio.
      Nel 1999 e nel 2000 il comitato delle Nazioni Unite per l’eliminazione della discriminazione razziale ha richiamato la democratica e civilissima Australia all’ordine!
       
      A parte tutto ciò, fool around and  enjoy yourself!
    • -22.7
      Roberta da Sydney
      @ Tejal
      Ma dove ti posso contattare?
      Ciao
    • -22.8
      vincenzo
      sicuramente molte dissonanze vengono a crearsi tra i vari commenti e le varie opinioni. Ripensandoci bene la metafora sulle carceri non regge.
      RITIRO QUELLA METAFORA PERCHE'(ringrazio fighter per avermi fatto riflettere) NON HA SENSO!
      volevo dire che le classi oggi sono composte da più di 2/3 di studenti che non ha voglia nè di studiare nè tantomeno di stare in classe e quel poco restante che ne ha voglia, si ritrova in difficoltà a seguir le lezioni o delle volte queste ultime non vengono svolte perchè impossibilitati dai "non volenterosi"..ovviamente i prof si ritrovano a spiegare per 4-5-6 persone su 15/20 alunni. Di sicuro non è nè gratificante nè tantomeno invogliante. Il tutto è solo deprimente(ecco il riferimento che avevo fatto alle carceri)
      QUalche attivtà formativa, qualche aggiunta tecnologica e innovativa così da invogliare anche i giovani a studiare. Oggi comanda il mondo dei computer, internet, tecnologia è ovvio che quando ci si presenta un libro davanti(tutto il rispetto per i libri, ma assolutamente fuori "moda" per i giovani) passa tutta la voglia per questo si dovrebbero fare attente analisi su dove spendono i soldi(bidelli in sovranumero,docenti non all’altezza d’"insegnare" ecc) e magari investirli in un progetto che possa portare di nuovo in alto le scuole italiane.
      Nessun riferimento per quanto riguarda le carceri è stato fatto a persone o cose ma solo l’aspetto dell’aria che si respira nelle scuole(deprimente!!!)
      ciao
    • -22.9
      Vincenzo, hai descritto in modo efficace alcune gravi tare della scuola italiana. Bisognerebbe esaminare tanti altri aspetti, ma i vari contributi stanno delineando uno spaccato molto incisivo. La metafora carceraria è quanto mai appropriata.
       
      Ciao
    • -22.10
      tejal
      @ Roberta
      a presto
  • -23
    Godot.74
    Precari: ovvero come i governi italiani sprecano il sapere
     
    Documento programmatico sulla scuola: "Oggi, il futuro della scuola"
     
     
  • -24
    jUVINOT
    ECCO COME RAGIONA UN IMBE..LLE.
     

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