Berlusconi fa causa alla rete

 

Silvio Berlusconi fa causa alla rete. Lo fa dando mandato al suo avvocato difensore: Gaetano Pecorella. Lo stesso Pecorella che non ebbe difficoltà a dichiarare: «È vero, sono state fatte leggi funzionali a determinati processi. Abbiamo fatto il lodo Schifani, poi dichiarato incostituzionale e che in effetti in qualche parte lo era, per consentire a Berlusconi di governare».
Un Pecorella recidivo, che il Popolo della Libertà, in previsione dell’eccezione di incostituzionalità sul Lodo Alfano, proponeva nel 2008 come giudice della Corte Costituzionale, attesa il 6 di ottobre ad esprimersi sullo scudo spaziale che trasforma il corruttore dell’avvocato inglese Mills in un Presidente del Consiglio. Gli altri giudici poi si sarebbero potuti convincere a cena, tra un sorso di buon vino e, magari, – ma questa è un’illazione – una prostituta d’alto bordo.

Parlamentari ad personam per leggi ad personam. Da Ghedini a Pecorella, Berlusconi ha traghettato il suo studio legale in parlamento e l’ha messo sul conto spese degli italiani. Poi ditemi che non è geniale. La rete va contro gli interessi del capo? La rete si abbatte, per legge. Ci stanno provando tutti, Alfano, D’Alia, perfino la Carlucci. Oggi è il turno di Pecorella. Ogni volta è peggio: Alfano si era limitato ad introdurre il Diritto di Rettifica, previsto dall’Art.8 delle Disposizioni sulla Stampa promulgate l’8 febbraio 1948. D’Alia aveva avuto la brillante idea di conferire direttamente a Maroni il potere di emanare un decreto di censura, senza coinvolgere la magistratura. Sarebbe bastato un breve commento, inserito clandestinamente, magari nottetempo, aggiunto ad un post sconveniente, per gridare all’apologia di reato e ordinare a tutti i fornitori di connettività internet di filtrare un blog nello spazio di una sola mattina. La Carlucci, per finire, voleva far presentare la carta d’identità a chiunque faccia transitare un singolo bit sulla rete.


Sarebbe bastato consultare un team di esperti sulle questioni della rete, per capire che il diritto di rettifica così come è stato formulato nel 1948 è anacronistico, perché non serve spiegare che non tutti i cittadini possono stampare un giornale, ma davvero chiunque può aprire un blog a costo zero per pubblicare una rettifica, sfruttando i meccanismi ben oliati del web 2.0, oppure incaricare un professionista di farlo al posto suo (al costo di una raccomandata con ricevuta di ritorno). La rete è il luogo delle rettifiche per eccellenza, ma la cultura della rete non si può pretendere da chi per sua stessa ammissione non sa neppure accendere un computer. La stessa commissione di esperti avrebbe certamente fatto presente alla Carlucci che la Polizia Postale già oggi può risalire all’identità di chi commette un illecito in rete. L’autorità può infatti esigere dal proprietario di un blog l’indirizzo IP di un commentatore anonimo attraverso il quale, incrociando sui dati del fornitore di connessioni internet che ha in gestione quell’indirizzo IP, è possibile risalire all’utenza che lo utilizzava in un certo momento. Non sarà rapidissimo, ma è impensabile obbligare alla navigazione certificata, almeno tanto quanto sarebbe impensabile chiedere la carta d’identità a chiunque si incontra per strada prima di permettergli di aprire bocca.

Soffocati, grazie a sollevamenti corali, i maldestri tentativi dei moschettieri del re, l’armata Berlusconico-Mediasettiana manda avanti l’ippopotamo nel negozio di porcellane: Gaetano Pecorella, classe 1938, avvocato difensore di Silvio Berlusconi, che a colpi di machete decide di tagliare la testa al toro e presentare il DDL Pecorella-Costa: tutta la rete deve assoggettarsi alla Legge sulla stampa, promulgata quando lui aveva 10 anni, al tempo dei segnali di fumo e delle lettere che impiegavano mesi a raggiungere le fidanzate in trepida attesa.

Questo significa che, in base all’Art.2 della suddetta, ogni sito informatico deve indicare il luogo e l’anno della pubblicazione, nonché il nome e il domicilio dello stampatore (??) e, se esiste, dell’editore. Inoltre deve recare l’indicazione:

  • del luogo e della data della pubblicazione;
  • del nome e del domicilio dello stampatore;
  • del nome del proprietario e del direttore o vice direttore responsabile.

In base all’Art.3, invece, ogni blogger dovrà nominare un Direttore Responsabile, che deve possedere i requisiti per iscriversi alle liste elettorali politiche, requisiti che in forza dell’Art.4 sono necessari anche a chi scrive il blog medesimo. I minorenni non potranno più aprirsi un blog senza chiedere il permesso di papà!

L’Art.5 impone la registrazione al Roc. Per la registrazione occorre che siano depositati nella cancelleria:

  • una dichiarazione, con le firme autenticate del proprietario e del direttore o vice direttore responsabile, dalla quale risultino il nome e il domicilio di essi e della persona che esercita l’impresa giornalistica, se questa è diversa dal proprietario, nonché il titolo e la natura della pubblicazione;
  • i documenti comprovanti il possesso dei requisiti indicati negli artt. 3 e 4;
  • un documento da cui risulti l’iscrizione nell’albo dei giornalisti, nei casi in cui questa sia richiesta dalle leggi sull’ordinamento professionale;
  • copia dell’atto di costituzione o dello statuto, se proprietario è una persona giuridica.

Se non ottemperi al suddetto articolo, ti fai due anni dentro.

Con l’Art.13 le cose si fanno ancora peggiori, perché venire querelati per diffamazione può costare da uno a sei anni di galera, oltre che cifre di risarcimento a sei zeri.

Mentre nel resto del mondo si guarda avanti, con la pubblicazione del primo Manifesto del Giornalismo Web, quanti di voi in Italia avranno ancora voglia e tempo di trovarsi un direttore responsabile, soggiacendo ad una linea editoriale diversa, e di attraversare tutte le tappe di una burocrazia farraginosa pur di esprimere in rete le proprie opinioni? E soprattutto, quanti davvero vorranno rischiare la galera e il baratro della rovina economica per sé e per i propri familiari?

Ne ho parlato con Guido Scorza, l’avvocato e giornalista – blogger a sua volta – che ha scoperto e pubblicato su Punto Informatico  il disegno di legge incriminato, presentato su evidentente mandato di sua maestà il golpista per eccellenza.

Guardatevi il video. Se ce la fate, tutto.

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26 risposte a Berlusconi fa causa alla rete

  • 2
    GianniGirotto
    Faranno la legge? faremo come loro che sono maestri in questo, troveremo un modo di procedere ugualmente rispettando formalmente la legge……ripeto, RISPETTANDO FORMALMENTE LA LEGGE (per eventuali questori che leggono, non ho certo fatto Apologia di reato, no?)
    • 2.1
      Facile… basta affittare i server all’estero. Poichè i server è estero fisicamente le informazioni non sono in italia quindi non è possibile chiudere il blog. Se un blog viene chiuso se ne apre un alto bastano 2 comandi per clonarlo. Diventermo partigiano della rete ! Resisteremo !
  • 1
    ziopetrus
    ciao e grazie per tutto quello che fai.
    un solo appunto: si dice "d’alto bordo", non "d’alto borgo". vedi qui.
  • 0
    matteosniper

    Una legge come un altra per bloccare la liberta’ di pensiero e di stampa, se non e’ regime questo……penso che in Italia ne’ vedremo delle belle specialmente nei prossimi due anni. Qui c’e’ qualcuno che ha paura di perdere la poltrona e ha paura, quel qualcuno sappiamo chi e’ …..se non puo’ comprare la rete la limita o la blocca

  • -1
    Era troppo perché potesse continuare.
    La rete rappresenta per me quel che un giorno verrà definito come una sorta di rivoluzione intellettuale.
    Lasciare che il singolo potesse cogliere il frutto dall’albero, scegliendo quale colore o grado di maturazione del frutto gli fosse più congeniale in un determinato momento, senza che nessuno potesse veicolarne il consenso, non troppo almeno.
    Troppo bello per chi la rete, la intende come strumento di conoscenza, utile per poter continuare ad esercitare il libero arbitrio.
    Siamo in tanti, troppi perché esista un punto anche virtuale dove possa avvenire questo.
    Troppi ignoranti che ogni volta deteriorano le cose più belle.
    Troppi blogger nemmeno degni di tale nome che come al solito, come sempre, con il loro operato non hanno prodotto altro che l’accellerazione di questa temuta regolamentazione.
    Eppure la rete è fatta di persone normali, che pagano le tasse, che lavorano.
    Chi usa la rete in modo civilmente "improprio" rappresenta davvero la minima parte, chi ne farà le spese la maggiore.
    Complimenti Claudio Messora, questo tuo prodotto invece è il frutto di un fare civile ed evoluzionistico.
    Inutile dire che chi intende "imbavagliare" la rete, vuole colpire quelli come te e come noi normali cittadini che ti leggiamo e ascoltiamo.
    Di certo non vuole colpire quattro cretini che l’opinione pubblica nemmeno la sfiorano, questo è evidente, triste.
    La speranza, per quel che penso io almeno, è che sia un colpo di coda di un sistema politico che annusa la sua stessa morte, ma è una speranza dettata già da un po’ di malinconia.
    Il gioco è finito?
    Di certo ne vedremo delle belle poiché anche quelli che votano l’attuale governo, persone con le quali parlo civilmente e con le quali mi confronto tutti i giorni, non credo siano disposte a cedere il loro unico momento di libertà.
    Tutti si servono della rete e una restrizione dei confini potrebbe determinare una reazione diversa dalle solite.
    Anche questa illazione però, puzza di nostalgico.
    • -1.1
      matteosniper

      Complimenti per il bel post ma non credi che siamo di fronte ad una nuova seppur latente rivoluzione della coscienza collettiva di massa. Io credo di si’ e francamente lo spero, il bisogno e’ impellente. La nuova coscienza collettiva passera’ attraverso e anche grazie alla rete e a questi forum. Ma dobbiamo essere noi ad essere piu’ consapevoli, ad esempio delle forti lobby di potere presenti in tutte le citta’ d’Italia.

       

      Decidono tutto.

  • -2
    Singsonghio
    E si va bè…embè…e ho visto  il  Re….e ho visto anche il suo cavallo…..
    e  intanto  il  tempo  passa ….la  gente  si  scassa  e  lui  se  la  spassa….
    invece  di  seguire  il  corso  della  giustizia  , mette  la  gustizia sul  corso….
    pieno di  ….Mah….Buon Proseguimento
  • -3
    No, io non ci voglio credere, sarebbe troppo sporca come cosa..
    Per me naufraga come le altre volte, non ce la faranno!
    Il PD o l’IDV stanno protestando?? Qualcuno può cortesemente dirgli di fare gli interessi dei cittadini per una volta?
  • -4
    Claudio.farna
     Sempre più in basso…ora vediamo come firma Napolitano questa ennesima sanataria e condono a favore dei ladri..e poi siamo a posto.
    Cmq scusate l’off topic..ma questo è interessante:
     
     
     
    Claudio ma tu sei andato il 22 settmebre da Montanari?
  • -5
    Tore
     Bisognerebbe chiedere anche i finanziamenti statali all’editoria poi allora…
  • -6
    Guastatore1986
     Ormai stanno cercando in tutti i modi di mettere i bastoni fra le ruote nell’intera libera informazione.
  • -7
     «Sono a significarVi quanto in appresso»
    di Alessandro Gilioli, sul caso della richiesta di risarcimento a Wikimedia.
  • -8
    Prostituta d’alto bordo. E’ un peccato lasciare una svista così banale in un bell’articolo come questo.
     
    Complimenti e continua così!
  • -9
    matteosniper

    Guastatore1986 ha scritto :
     Ormai stanno cercando in tutti i modi di mettere i bastoni fra le ruote nell’intera libera informazione. ”   certo e se continua cosi’ ci riusciranno se gli italiani lo permetteranno

  • -10
    jofra
    Si vabbè ma perchè stiamo a preoccuparci? Quanto può durare ancora il nano? E’ malato, fa gli stravizi e prende pure il viagra. Ma volete dire che non si becca il coccolone da un momento all’altro? Pazientate che tanto "passata la festa, gabbatu lu santu". Il dopo sarà una carneficina: le mignotte usciranno dalla stanza dei bottoni e torneranno a fare ciò che facevano prima, mentre nel "pollaio" sarà una indegna gazzarra per chi dovrà assumere il comando ma, immaginatevelo, cosà potrà essere sto PDL senza i benefit garantiti dal nano e senza le "divagazioni" a Villa Certosa o a palazzo Grazioli? Mah…. Io piuttosto continuerei a stare attento a Maroni & co. perché è li che si annida la vera minaccia per la democrazia nel paese…. meditate gente, meditate…
     
    • -10.1
      matteosniper

      Infatti penso che dovremo aspettarci il dopo-berlusca che sara’ forse peggio capirai con l’esercito di servi tra le sue vuoi che non abbiano gia’ trovato un semper fidelis che porti avanti tutta la baracca un domani?

    • -10.2
      Questo vecchietto di 72 anni terminerà il mandato che avrà 77 anni. Spero come te che presto o tardi si faccia da parte per sopraggiunti limiti d’età (in ultima analisi spero non abbia fatto il patto col diavolo). Ma ciò che spero ancora di più è che dopo di lui non sia peggio ancora.
  • -11
    giampaolo haver
    Il mafiopedofilonano non sa piu che fare per imbavgliare i pochi cervelli pensanti rimasti in Italia. prò mi sa che gli gira male, solo con i suoi servi lo può fare, noi continueremo a difendere le libertà cosituzionali.
  • -12
    maat
    Correggo…
    Ovviamente intendevo "PULL" ovverò informazione tirata dall’utente e non spinta (push) come quella televisiva.
     
    Se volete modificate il post e cancellate questo.
     
    Scusate, è tardi e casca la palpebra…
  • -13
    pelu

    Per evitare tutto questo, non si farebbe prima che berlusconi si ritirasse eno si farebbe sentire e vedere piu`?

  • -14
    Helene
     Prima o poi ci incontreremo Claudio…. LEGATI DAVANTI AL QUIRINALE perchè saranno riusciti a portarci via la nostra passione… tu porta le corde, io comprerò un paio di manette… davanti a noi due belle Sony accese su due cavalletti leggeri che riprenderanno la nostra bravata…. ci guarderemo e ci chiederemo "Ma tu perchè stai registrando? Dove li metteremo questi filmati?"
  • -15
    Jean
    Art. 1: Le disposizioni della presente legge si applicano ai siti internet aventi natura editoriale.
     
     
    Insomma la proposta di legge non si applica a blog e siti personali, che non rientrano nella legge sull’editoria.
     
     
  • -16
    maat
    Ho visto il video fino in fondo.
    Non si può fermare l’informazione di tipo "PUSH".
    L’assetato di notizie se trova un rubinetto chiuso ne cerca un’altro… e se non trova più fonti? Inizia a scavare per cercarne di nuove limpide e fluenti. 
    Se saranno colpiti i blog nascerà un’altro tipo di informazione evoluta sempre di tipo "PUSH" ma più atomizzata, tanto da passare attraverso gli articoli di leggi scritte con metodi antiquati.
    Le tecnologie evolute dello scambio P2P ne sono una prova lampante.
    La rete è ormai un organismo inarrestabile.
     
    Grazie Claudio

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