Essi navigano

 Cos’hanno in comune il Qatar, Cipro, il Bahrain, la Lettonia, l’Estonia, la Lituania, Malta e altre grandi potenze internazionali? Che navigano meglio di noi. Gli inglesi dell’Università di Oxford e dell’Università di Oviedo hanno preso un campione di oltre 24 milioni di misurazioni condotte da SpeedTest.Net sui fattori chiave per la qualità della navigazione internet, tra maggio 2008 e maggio 2009, e si sono concentrati su 66 paesi.

Sfiga vuole che uno di questi paesi fosse proprio l’Italia. Altrimenti saremmo passati inosservati. Non a noi stessi, certo, che ancora in molte regioni, per navigare, dobbiamo noleggiare un pedalò, ma al resto del mondo che ci lascia al palo.
Poi Brunetta si vergogna, dice che deve assolutamente rimediare al gap sulla banda larga e che l’investimento è contenuto – ci vogliono solo 800 milioni di euro. Avrà letto un paragrafetto a pagina 2 dello studio, che evidenzia come la qualità della banda largama qui da noi, prima di discutere di qualità, la banda larga dovremmo almeno avercela – sia direttamente collegata a benefici sociali ed economici, e che per avere una buona qualità di connessione alla rete bisogna che sia prevista come punto esplicito dell’agenda di governo. Insomma, le città e le campagne non si cablano da sole.

Ma guardiamolo, questo studio. Facciamoci del male. I fattori chiave per valutare la qualità della connessione alla rete sono tre. Spieghiamoli in maniera semplice a beneficio di chi non mastica la materia, che dovrebbe ormai essere parte del programma scolastico di base:

Aiutami a continuare a fare informazione libera

  1. Download (carico che viene giù): è l’operazione di scaricare i dati dalla rete. In pratica è ciò che avviene quando si prelevano file o si visualizzano semplici pagine web dalla rete, come ad esempio Casino.com. La sua velocità si misura in megabit al secondo: Mbps. Un megabit sono un milione di bit. Un bit può essere pensato come l’unità informativa, contenente uno solo tra due valori possibili: zero oppure uno. In soldoni: un sì oppure un no. Otto bit formano un byte, che può contenere fino a 256 valori diversi, ma questa è un’altra storia… Oggi, per navigare senza frustrazioni su Facebook e YouTube, per fare un po’ di P2P senza esagerare e per guardare la televisione via rete (iptv) in qualità standard,  servono almeno 3,75 Mbps. Ovvero: dobbiamo essere in grado di scaricare quasi 4 milioni di bit al secondo. Chi non ha una connessione che garantisce questa velocità di download, si innervosisce in fretta.
  2. Upload (carico che va su): è l’operazione di invio dei dati dal nostro computer alla rete. La velocità di upload si misura anch’essa, come prevedibile, in Mbps. A differenza di quanto si potrebbe credere, è fondamentale. Non solo perché ogni volta che inviamo un’email contenente allegati, più o meno pesanti, è proprio di banda in upload che abbiamo bisogno; non solo perché se vogliamo inviare un video su YouTube, o una foto su Flickr o qualsiasi altro materiale in rete, con poca banda in upload sarà un’operazione frustrante ed interminabile, ma anche perché ogni volta che il nostro computer scarica dati dalla rete, il protocollo TCP/IP prevede che invii un certo numero di pacchetti di conferma al mittente (aknowledgment), che in questo modo controlla che qualcosa non si sia perso per strada. Avere un flusso di dati esiguo in uscita (upload) significa poter inviare pacchetti di conferma con estrema lentezza, e questo inevitabilmente rallenta anche la ricezione dei dati, perché il mittente attende un tempo maggiore per continuare la trasmissione. La soglia minima per avere una qualità di navigazione decente, oggi, è di 1 Mbps, ovvero la capacità di inviare un milione di bit al secondo (un rapporto di quasi 4 a 1 tra ricezione e trasmissione).
  3. Latenza: è il tempo che ogni singolo pacchetto di dati, in ricezione oppure in invio, impiega per essere trasferito dal mittente al destinatario. E’ un dato fondamentale per applicazioni che lavorano in tempo reale, come le comunicazioni audio video (es: Skype o le chat video) e i giochi. Si misura in millisecondi (ms).

Avere una connettività che soddisfi a questi parametri minimi è essenziale, oggi, per produrre innovazione, per essere competitivi e produttivi oltreché, aggiungiamolo pure, per riuscire a scavalcare il sistema mediatico di informazione piramidale che consente a pochi di diffondere informazioni senza un reale contraddittorio, o meglio con un con un contraddittorio simulato, al quale non ci si può opporre. Essere in grado di fruire velocemente degli articoli di un blog, di commentare senza perdere il testo del proprio intervento per un time-out del server, di guardare video a richiesta o una diretta streaming in maniera fluida, senza scatti è la base sulla quale fondare un nuovo modello informativo che possa coinvolgere davvero tutti, anche chi ha poco tempo e cerca un’interazione comoda e veloce, e quando non la trova cede alla tentazione di sprofondare nel divano e mettere mano al telecomando.

Lo studio Broadband Quality Scorepunteggio sulla qualità della banda larga – identifica non solo i requisiti minimi per fruire di un’esperienza di rete coinvolgente, ma anche i requisiti che presto saranno indispensabili a causa della continua evoluzione dei servizi e dell’offerta sui contenuti. Vogliamo sempre di più, e quando si tratta di informazioni, credetemi, non è mai abbastanza.

 

Requisiti minimi Oggi Fra tre anni
Velocità in download 3,75 Mbps 11,25 Mbps
Velocità in upload 1,00 Mbps 5,00 Mbps
Latenza 95 ms 60 ms

 

Per valutare la qualità della propria connessione, esistono diversi test in rete. Sono molto semplici, è sufficiente collegarsi con il proprio computer e avviare il procedimento. Il software esegue una prova di invio dati ed una prova di ricezione, da e verso un server noto. In base al tempo impiegato dal vostro computer, il sistema vi segnala qual è la vostra effettiva velocità di navigazione.  Uno di questi servizi è per l’appunto SpeedTest.Net. Ed è analizzando 24 milioni di test effettuati autonomamente dagli utenti in rete che le università di Oxford e Oviedo hanno stilato una classifica dei più meritevoli.

Inutile dire che, su 66 paesi del mondo analizzati, siamo arrivati trentottesimi. Quasi oltre la soglia degli oltredueterzi famigerati. L’Italia era un popolo di navigatori, oggi tutt’al più è un popolo di disconnessi.

 Pochi vi hanno detto che rispetto al rapporto precedente siamo addirittura scivolati indietro di diverse posizioni, in linea con quanto è avvenuto per le famiglie italiane connesse alla rete internet: 43 su cento nel 2007, solo 42 nel 2008 [dati Eurostat], unico caso tra i 27 paesi dell’Europa allargata. Neppure vi hanno detto che i 66 paesi sono stati classificati in gruppi a seconda del loro punteggio BQS (Broadband Quality Score): quelli che se la passano benissimo e se la passeranno bene anche domani, quelli che navigano in maniera più che confortevole, quelli che navigano appena appena, quelli che fanno fatica e quelli che sono talmente al palo che possono solo migliorare. Noi siamo tra quelli che navigano appena appena, ma ci siamo per un soffio: in realtà siamo tra quelli che iniziano a fare fatica.

 

Qualità connessione Ottima Buona Sufficiente Insufficiente Pessima
1 Korea ·
2 Giappone ·
3 Svezia ·
4 Lituania ·
5 Bulgaria ·
6 Lettonia ·
7 Olanda ·
8 Danimarca ·
9 Romania ·
10 Svizzera ·
11 Norvegia ·
12 Repubblica Ceca ·
13 Slovacchia ·
14 Francia ·
15 Finlandia ·
16 Stati Uniti ·
17 Portogallo ·
18 Russia ·
19 Ungheria ·
20 Germania ·
21 Slovenia ·
22 Belgio ·
23 Taiwan ·
24 Austria ·
25 Hong Kong ·
26 Estonia ·
27 Islanda ·
28 Singapore ·
29 Grecia ·
30 Canada ·
31 Regno Unito ·
32 Australia ·
33 Spagna ·
34 Polonia ·
35 Nuova Zelanda ·
36 Turchia ·
37 Irlanda ·
38 Italia ·
39 Ucraina ·
40 Malta ·
41 Cile ·
42 Lussemburgo ·
43 Cina ·
44 Qatar ·
45 Brasile ·
46 Costarica ·
47 Argentina ·
48 Cipro ·
49 Bahrain ·
50 Arabia Saudita ·
51 Tailandia ·
52 Tunisia ·
53 Malesia ·
54 Emirati Arabi U. ·
55 Filippine ·
56 Messico ·
57 Pakistan ·
58 Colombia ·
59 Marocco ·
60 Sud Africa ·
61 Vietnam ·
62 Indonesia ·
63 India ·
64 Egitto ·
65 Kenya ·
66 Nigeria ·

 

Curioso che l’Italia e la Cina, due paesi così lontani geograficamente eppure vicini in quanto a disegni di legge liberticidi per la rete (vedi proposta di legge dell’onorevole showgirl Gabriella Carlucci, che in Cina è già prassi consolidata), siano separati soltanto da 3 posizioni in classifica.

Qualche giorno fa abbiamo rifatto un sondaggio proposto dal TG4. L’esperimento è riuscito molto bene: presto impacchettermo i risultati e li manderemo a Emilio Fede. Oggi cerchiamo di renderci conto se la qualità della connessione con cui navigate su Byoblu.Com è sufficiente a fruire e diffondere le informazioni in maniera, se non ottimale, almeno sufficiente.

Fate così. Lanciate http://www.speedtest.net/ cliccando sul link precedente. Quando la pagina si sarà caricata, cliccate su Begin Test (inizia il test) e attendete i risultati. Tenete a mente i valori di download, upload e ping (latenza) e poi lanciate il sondaggio che abbiamo creato, cliccando su View Survey:

 Il sondaggio si può aprire anche da qui: http://surveys.polldaddy.com/s/96E1CD14125AF6BF/

ATTENZIONE: Il sondaggio è limitato alle prime cento risposte.
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14 risposte a Essi navigano

  • 5

    C’è un altro fattore da considerare oltre alla banda larga, sono i server DNS. I server DNS permettono di tradurre l’indirizzo web in indirizzo IP. In Italia abbiamo dei server obsoleti che molte volte rallentano il caricamento delle pagine web. Sull’arretratezza dell’Italia sulla questione banda larga mi sono fatto una mia personalissima opinione. Il governo preferisce non sviluppare la banda larga perchè la rete non è facilmente controllabile. Se poi consideriamo che il web nel resto del mondo sta togliendo pubblicità(e quindi introiti) alle TV, allora è facilmente intuibile che la banda larga non si diffonderà adeguatamente nei prossimi anni. Il progetto menzionato da Brunetta non è ancora partito perchè parte di quei soldi sono stati utilizzati per comprare i vaccini per l’influenza A.

  • 4
    loress

    bell’articolo…ciao vito!

  • 3
    cloc3

    secondo me, l’elemento strategico, in questo momento, non è la qualità della connessione, ma la libertà d’uso dei servizi wireless
    il wireless, in questo momento, è asservito agli interessi privati dei distributori, che agiscono in condizioni di monopolio, abusando largamente della propria posizione dominante.

    non sono resi disponibili sul mercato contratti flat. i contratti esistenti soggiacciono a limitazioni d’uso d’ogni genere, a firewall imposti, a penalizzazioni automatiche, a pretese di roaming poco trasparenti.

    quindi non è importante, secondo me, se in molti paesi periferici l’adsl non ha raggiunto gli standard di diffusione auspicabili, il problema è che non sono fornite alternative adeguate, che non c’è concorrenza, e che il nostro paese non ha ancora capito, a tutt’oggi, che le vie di comunicazione informatica sono importanti come quelle di comunicazione stradale, come la via che esce dalla casa di ognuno di noi e che noi percorriamo il mattino per andare al lavoro, per andare al mercato, per andare alla messa.

     

  • 2

    Io mi ritrovo in effetti nei “minimi” storici per avere una navigazione sufficiente ( e dire che sono web designer! ).

    Appena potrò, mi farò una connessione a onde radio, con l’azienda della mia zona ( bbbell ), che trasmette 1 megabit in down e upload, che è realmente un megabit, non finto.

  • 1
    zizzi

    Scusate la considerazione estremamente spicciola: basta contare quanti tra di noi hanno problemi ogni sera a visualizzare un video di Claudio per avere una prova tangibile di quanto scritto nell’articolo.Ovviamente dobbiamo mettere nel novero lentezze dovute a pc vecchi,non aggiornati e quant altro,in realtà il nocciolo del problema è che per quanto concerne la banda larga,come direbbe il buon Cevoli,”siamo più indietro delle palle dei maiali”. Volente o no,questo non ci è dato di sapere.Forse il fatto che un cittadino possa usufruire di tutto quello che vuole non era tra i punti del programma della P2.

    Praticamente se ci affidiamo all’altezza istituzionale del caro Ministro Brunetta siamo a cavallo..di un pony!!!

  • 0
    gpacchia

    Se non decidiamo di riprendere in mano statalmente la compagnia telefonica telecom, non è certo Brunetta o il governo che deve pensare a queste infrastrutture, visto che i frutti vengono poi ingoiati dai privati. E stiamo parlando di entrate innominabili per la consistenza degli importi in ballo.

    Purtroppo Telecom non ha investito quando doveva, cioè quando l’hanno fatto tutti gli altri stati più evoluti, cioè non meno di 10 anni fa. Ovviamente quello che non è stato investito è stato prontamente incamerato. E visto che i detentori di monopoli (come ad esempio la società autostrade che fa la stessa cosa, cioè non la fa, cioè non investe come sarebbe obbligato per legge a fare) sono OBBLIGATI PER LEGGE AD INVESTIRE I LAUTI UTILI CHE INCAMERANO, ED INVECE NON LO FANNO… questi sono i risultati.

    Ora siamo al punto che le infrastrutture per la rete sono impegnate almeno per il 95% del loro potenziale (oltre a dare risultati indecenti in termini di prestazioni e di rapporto qualità servizio-costo del servizio, che in Italia dire esagerato è un eufemismo) vuol dire che una implosione del servizio può essere dietro l’angolo, un black-out è il minimo che possa succedere in qualunque momento. Inoltre questa è vera e propria estorsione)(le colpe dello stato stanno nel permettere che ogni detentore di monopolio possa fare quello che più gli aggrada, e cioè imporre tariffe fuori mercato senza che nessuno nemmeno lontanamente si sogni di regolamentare determinate tariffe; questo succede per tutte le utenze e pubbliche, dall’acqua, ai rifiuti, dal metano alla telefonia, fino alla benzina, dove invece c’è un cartello e cioè una associazione a delinquere e addirittura fino alle assegnazioni per le riscossioni dei tributi a privati che praticano l’usura con la benedizione delle banche loro proprietarie e del fisco…..)(equitalia docet).

    Tornando alla banda larga, che dire? Telecom in quanto monopolio e dententore delle infrastrutture DEVE ASSOLUTAMENTE IMPLEMENTARE LE TECNOLOGIE (negli USA sono circa 12 anni che certi standard sono stati abbandonati noi invece insistiamo, cosa deve succedere? un bel black-out che provochi miliardi di danni  a tutti?

    Ecco chi si deve occupare della banda larga, LA TELECOM

    e lo deve fare ieri, altrimenti siamo arrivati

  • -1
    Linus

    Mica per niente Silvio Berlusconi ha affermato:

    “Quando ci sono cose da sapere io non ho bisogno di Internet perche’ ho Gianni Letta che e’ un Internet umano” “Ed è anche più veloce”

  • -2
    andry0390

    Claudio ti segnalo questo interessante e allo stesso tmepo sconvolgente  articolo sull’informazione (meglio non guardare i dati di crescita di studio aperto)

    http://www.demos.it/a00355.php

  • -3
    Lo Z@r

    Ciao Claudio ed a tutti voi ,

    e’ da un po’ che uso speedtest ed un’idea me l’ero gia’ fatta vedendo i risultati che nello stesso sito si riportano sui banner in alto a destra “world results”. Loro ci pongono al 44 esimo posto in Dwnload ed all’83 esimo in Upload. Escono fuori anche le connessioni piu’ veloci in Italia sia in Download che in Upload e ci sono belle differenze tra i due. Fa pensare che in Download la prima Regione sia la Campania ed in Upload sia la Valle D’Aosta. Per cio’ che riguarda le Aziende e gli Enti ci sono le Poste, il Ministero dell’Interno etc. Dati interessanti. Io che sono in Abruzzo sono al terzo in Download ed esco dai primi 10 in Upload ….. mah!? … misteri della rete! :-)

  • -4
    Francy

    aggiornamento:

    http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/tecnologia/banda-larga/banda-larga-rimandata/banda-larga-rimandata.html

    L’annuncio di Gianni Letta sugli 800 milioni promessi dal governo. Congelato il “piano Romani” per portare la banda larga 20 Megabit al 96% della popolazione entro il 2012

     

  • -5
    thebigbug

    Ottimo pezzo. Queste cose vanno dette.

    Solo un piccolo appunto Claudio.

    Quando dici: “Un bit può essere pensato come l’unità informativa, contenente un carattere o un numero nell’intervallo 0-256.” probabilmente intendevi byte (cioè 8 bit) con il quale posso rappresentare appunto un numero qualsiasi da 0 a 255. Con un bit puoi rappresentare solo due informazioni: 0 oppure 1

    ;-)

     

  • -6
    Linus

    Da Reporters Sans Frontiers

    Classifica mondiale della libertà di stampa 2009, tutti i 175 Paesi

    http://rsfitalia.wordpress.com/indice-2009-la-classifica-completa-dei-175-paesi/

     

    L’analisi sui Paesi europei

    http://rsfitalia.wordpress.com/indice-della-liberta-di-stampa-2009/europa/

     

    L’Italia quale posizione occuperà?

  • -7

    Innanzitutto complimenti Claudio, sei stato specifico nel linguaggio tecnico e al tempo stesso chiaro anche per chi non capisce nulla. Colgo quest-occasione per darti 2 spunti dai quali a mio avviso si puo` comprendere molto:

     

    1)` notizia di pochi giorni fa che in Finlandia (guarda caso il creatore di Linux da dove viene?) il diritto alla banda e` diventato una legge dello stato…

    2) Conoscete la banda minima garantita? Ogni volta che il vostro provider vi fa pubblicita sulla nuova connessione velocissima da 200 milioni di megabit al secondo, evita accuratamente di dirvi che i 200 milioni di megabit sono assolutamente TEORICI, ossia se siete l`unico utente di quel provider in quella zona collegato in quel momento POTREBBE essere che arriviate al picco massimo. Negli altri sfortunati casi, invece, la vostra banda viene condivisa con gli altri utenti ed il provider e` tenuto a darvi solo la banda mnima garantita, non tutti i 200 milioni di megabit che pagate * equanto!

     

    3) circa 5 anni fa la telecom Italia vendeva in francia Alice 20 mega a circa la meta` del prezzo di quello che costa ora in Italia. Non sara forse che si che le telecounicazioni sono liberalizzate e regolate SOLO dal mercato, ma forse possedere fisicamente le linee telefoniche e` un bel vantaggio in termini di MONOPOLIO??

    Spero di essere stato d`aiuto! Un saluto:

     

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