La protezione civile blocca la rete?

 

La rete sta acquisendo un ruolo sempre più importante nella gestione delle emergenze. Durante gli incendi che recentemente hanno devastato in lungo e in largo gli Stati Uniti, divorando abitazioni e interi paesi, trasformando le vie di comunicazione in pericolosi vicoli ciechi, in trappole per topi, seminando incertezza e morte, internet ha fatto la differenza.
Chi restava intrappolato in una strada bloccata dalle fiamme, grazie a Twitter inviava un sms ai suoi followers, che immediatamente lo facevano rimbalzare ai loro followers, e poi ai followers dei loro followers, raggiungendo milioni di cellulari e smart-phones in tempo reale, sotto forma di sms o correndo lungo la connessione dati. In pochi istanti l’informazione distribuita, fatta dalla gente per la gente, raggiungeva capillarmente chiunque si trovasse in difficoltà. Tutti sapevano quali strade avrebbero potuto percorrere per salvarsi, e quali invece avrebbero condotto alla morte.

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In Italia, la notte 6 aprile molti si sono salvati grazie al tam tam telefonico cui Stefania Pace ed altri hanno dato vita – guardate la sua testimonianza in questo video -, proprio mentre la protezione civile rimandava invece la gente nelle case. Dopo la scossa, Bertolaso ha fatto quello che ha potuto, ma si è limitato a raccogliere i cocci. Se l’Italia non fosse al 38° posto per la qualità della banda larga, a soli tre posti dalla Cina, forse il tam tam avrebbe potuto essere più efficace. La voce di Giampaolo Giuliani, così diversa, disarmonica e fuori dal coro avrebbe potuto essere riportata su Facebook, nei profili più autorevoli, essere rilanciata su twitter, raggiungendo così i telefonini di chi si era già messo in sicurezza, nei campi sportivi, per dire loro di non tornare a casa, e per tirare fuori dal letto chi, in seguito alle rassicurazioni della Commissione Grandi Rischi, si era già messo in pigiama.
Dopo quella notte, la gente l’ha capito. Ha capito di non avere bisogno di un unico megafono che amplifica una voce sola, la televisione, ma di tante piccole verità da ricomporre nell’ordine giusto. Se proprio bisogna scegliere a chi credere, è meglio avere il quadro complessivo, piuttosto che un puzzle composto da una tessera sola, cui le altre sono state sottratte con l’inganno.

La rete è distribuita. L’intelligenza emerge dal collettivo, così come la vita stessa sembra essere emersa dall’aggregazione spontanea di proto-cellule alla deriva, galleggianti nel brodo primordiale. I governi, invece, sono espressioni di potere. Il potere è insito nell’etimologia stessa della parola democrazia, composto di demos (popolo) e cratos (potenza). Cratos, nella mitologia greca, è la personificazione della potenza. I suoi fratelli di sangue sono la forza, l’ardore e la vittoria. Quando un governo viene eletto, cerca di mostrare i muscoli e prende subito ad amministrare le genti usando e abusando dell’autorità. L’autorità viene dall’alto, è antagonista del modello di intelligenza distribuita propugnato dalla rete. Il governo è per sua stessa natura volontà, imposizione, un principio diametralmente opposto a quello che si esprime ogni giorno nella collaboratività, nel vicendevole sostegno, nell’apparente anarchia che la rete trasforma in un ordine mutevole, specchio fedele e istantaneo delle tendenze e degli umori collettivi. Insomma, la rete è ingovernabile. Un governo, invece, vuole governare. Come la mettiamo?

Se lo sono chiesti al GAO, lo U.S. Government Accountability Office, l’agenzia americana soprannominata “Il cane da guardia del Congresso“, il cui scopo è quello di verificare come il governo federale usa le tasse dei cittadini. Il capo del GAO, attualmente mr. Dodaro, viene deciso dal Presidente degli Stati Uniti e confermato dal Senato, restando in carica anche per 15 anni.

Ebbene, per il GAO, nei momenti di emergenza la rete va chiusa. Nel documento “INFLUENZA PANDEMIC“, uscito questo mese e scaricabile da qui in pdf, si fanno pressioni alla Protezione Civile americana, la Homeland Security Department, perché sviluppi una strategia per prendere il controllo della rete in caso di pandemia. La scusa è sconcertante: cosa succederebbe se una pandemia meno lieve di quella della AH1N1 (l’influenza suina) colpisse gli stati uniti? Semplice. Oltre il 40% dei cittadini sarebbero costretti nelle loro case, e questi non farebbero altro che giocare al computer e intasare la rete con le loro comunicazioni superflue, tutto il giorno. Questo porterebbe presto alla saturazione della banda e, conseguentemente, i brokers che si scambiano titoli online non potrebbero più operare, portando presto il sistema di scambi commerciali al collasso.

Il Dipartimento di Protezione Civile, conclude il rapporto del GAO, ha la responsabilità di garantire che le infrastrutture di telecomunicazione più critiche siano protette, dunque è l’apparato governativo più idoneo a compilare un elenco di siti web ad alto traffico, anche popolari, da consegnare agli internet provider – i fornitori di connettività – perché ne impediscano l’accesso ai privati cittadini.

Alla prima emergenza, dunque, il governo potrebbe prendere il controllo della rete e decidere che twitter – per esempio – debba essere oscurato, insieme a facebook, youtube e, perché no, magari qualche blog di troppo che fornisce indicazioni non in linea con le comunicazioni ufficiali diramate dal Presidente. Inoltre, un secondo provvedimento potrebbe riguardare una misura d’urgenza per tagliare la banda disponibile alle utenze private, rallentando di fatto la connessione.

In America, del resto, potrebbero essere semplicemente più trasparenti rispetto a noi: fino a qualche mese fa, curiosamente, quando giravo per l’Abruzzo con la mia chiavetta a 7 mega, navigavo molto velocemente. Da circa due o tre mesi, invece, la connessione è di una lentezza esasperante, ai limiti dell’inusabilità, mentre da più parti si segnalano difficoltà di accesso al blog – e solo a questo blog – spesso nello stesso momento in cui da altre regioni vi si accede fluidamente.

Se la rete non può essere bloccata in maniera legittima, senza suscitare inopportune sollevazioni popolari, nulla vieta di bloccare i siti non allineati, iniziando dai ministeri e dalle istituzioni pubblichein maniera mirata, chirurgica –, e di scoraggiare il libero scambio di informazioni, ostacolando di fatto il caricamento, la visione e la condivisione di video che ritraggono verità alternative a quelle del TG1. Sempre e solo nell’ottica di tutelare la sicurezza nazionale, si intende.

La banda larga oggi è il diritto più fondamentale di tutti. E’ il vostro forcone digitale. Dal prossimo luglio la Finlandia garantirà un megabit al secondo a tutti i cittadini, compresi quelli delle aree più remote. Dal 2015 addirittura ci saranno 100 megabit per tutti.

 Pretendete una rete fluida. Vigilate sulla qualità della vostra connessione. Non abdicate passivamente, per ignavia, ai vostri diritti di cittadinanza. Se la rete non va come dovrebbe, protestate, chiudete in massa i contratti, cambiate fornitori di connettività.

I provider potranno anche subire pressioni dal governo, ma tra una telefonata di un colletto bianco e cento clienti che traslocano, fidatevi: sanno benissimo che cosa scegliere.

FONTI


REUTERS: SEC and Homeland Security need Web backup, GAO says
 GAO[…] Agencies Could Do More to Address Potential Internet Congestion and Encourage Readiness
HOMELAND SECURITY: http://www.dhs.gov

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17 risposte a La protezione civile blocca la rete?

  • 11
    sminch

    io nn riesco a capire, ma il termine prot. civile non dovrebbe significare protezione del civile, della gente!? Cosa ha da temere la prot. civile dalla rete??? CHE MONDO!ah forse ora capisco forse la prot.civile qui in italia diventerà come in quel gioco che citerò che forse alcuni conoscono :half life 2 , dove la prot.civile ti spara xkè ti ribelli ad ordini assurdi! Va be bando alle ciance qui + passa il tempo, + l’italia sembra un videogame assurdo!

  • 10
    Nune

    Comincianno ad spaventarmi queste mosse globali per ostacolare l’informazione, frenare il contatto fra gli uomini,  impedire la riflessione … Comunque, Claudio, grazie per farmi pensare. Saluti

  • 9

    Per definizione la rete, nasce per essere un`astrazione di qualsiasi dimensione possibile, e chi la formulò intravide evidentemente il fatto che la rete non poteva che espandersi sempre più, che l`esigenza di tutti sarebbe stata quella di condividere sempre piu informazioni.

    La condivisione crea cose fatte da tutti, e non dimentichiamo che questo vuol dire che saranno adatte a tutti.

    L`idea pazza: perche` a questo punto non bypassare i provider e fare davvero nostra la rete?

    Basterebbe linkare tra loro quei milioni di router wireless che abbiamo nelle nostre case ed ecco fatto! Esistono gia molte community che hanno messo in pratica con successo di questo genere, e non dimenticate che e` esattamente quello che fanno i provider, con un numero minore di mezzi piu potenti, con la differenza che:

    1) decidono il giorno e la notte di ogni connessione

    2) ci fanno pagare!

    Perche` a questo punto non fare tutto da soli?

     

  • 8
    maro sowclett

    il professore ha citato la poca pericolosita’ della nuova influenza, ma forse non e’ al corrente di cio’ che avviene all’estero. per esempio alla fine del mese scorso in Venezuela c’erano gia stati 90 morti di cui 17 donne incinte. inoltre non mi sembra sia al corrente che ad esempio la societa’ farmaceutica Big Pharma sta aumentando le dosi di alluminio presenti nel vaccino nonostante ci siano gia stati casi di reazioni allergiche all’alluminio presente nei primi vaccini in cui la dose era minore.  

  • 7
    cloc3

    sostanzialmente sono d’accordo con la tua tesi. La semplice idea che la navigazione in rete possa venire limitata artificiosamente da chichcessia in un momento di supposta emergenza è indiscutibilmente aberrante.

    ma devo osservare che che il modo con cui hai creato l’articolo si presta a fraintendimenti che avresti dovuto evitare (e che sembrano quasi creati volutamente). il fatto è che un titolo come “la protezione civile blocca la rete?”, su un sito come questo, che è costantemente alle prese con un’altra Protezione Civile, genera l’attesa ben diverse nel lettore. ci si aspetta infatti una notizia vera e attuale, non una sparata generica collocata in un pdf scritto da qualcuno in un altro continente.

     

    • 7.1

      Beh… sì. Il fraintendimento è voluto, ma se ci pensi bene è inerente al contenuto nel post, sia oltreoceano che qui da noi (vedi ultima parte).

  • 6
    RobertoG

    La Rete è un’arma a doppio taglio. Serve a noi per comunicare ed informarci in maniera libera, ma serve anche al potere per dominarci.

    Secondo un lungo e dettagliato articolo apparso sul Guardian lo scorso gennaio, Facebook sarebbe stato finanziato dalla CIA che lo utilizzerebbe per raccogliere informazioni e promuovere operazioni sotto copertura.

    Ne sono un esempio gli ultimi accadimenti nelle elezioni iraniane dove Twitter e Facebook sono stati utilizzati per veicolare informazioni false e destabilizzanti presso utenze accuratamente selezionate e generare il movimento di protesta che ne è seguito.

    Ciao.

  • 5

    I provider potranno anche subire pressioni dal governo, ma tra una telefonata di un colletto bianco e cento clienti che traslocano, fidatevi: sanno benissimo che cosa scegliere.

    Da (piccolo) provider che gestisce circa 15000 utenze residenziali e aziendali (HDSL/ADSL/WADSL) ti posso assicurare che qui non ha mai chiamato nessuno per dire: “abbassate la banda a chicchessia” oppure “oscurate o limitate l’accesso al sito tal de tali”.

    Quando telefonano, te lo faccio sapere

     

  • 4

    Deve far riflettere che una proposta del genere venga fatta negli Stati Uniti, ovvero la nazione considerata la più democratica al mondo. Ho sempre considerato internet la massima espressione di libertà. Sarà un caso, ma quasi tutti i governi vogliono limitare questa “massima espressione di libertà”…

  • 3

    un post fantastico, byoblu.

    chiarisce perfettamente quali siano i pericoli del mondo di oggi, cosa sia lo strumento rete, quale sia la nostra responsabilità e quali conseguenze potrebbe avere la nostra incurabile indifferenza.

    E getta una luce su quale scenario ci attende in futuro. Fortunatamente, punto ancora sulla complessità della biologia. Ad ogni strumento potente si sviluppa (col tempo, certo) un anticorpo sempre più forte. Non demoralizziamoci. Piuttosto chiediamoci da che parte della storia vogliamo stare.

  • 2
    beppe

    Su questo servizio e al prof. senz’altro 5 stelle.

    Ora però, come ti avevo già proposto per il problema del nucleare, prova a trovare qualcuno a favore/che consiglia di vaccinarsi.

    Solo sentendo le due campane possiamo dire che l’informazione (globalmente) è completa, non trovi?

  • 1
    Jala
  • 0
    forlife

    Sig. Claudio Messora scrivo in questo blog per chiarire e porgerle pubblicamente le mie scuse. Tempo fa mi sono inscritto sulla chat del vostro blog con il nome di toro 72 inserendo degli aggiornamenti radon . Io non sapevo di fare una cosa vietata , ansi, credevo di essere utile dato che le mie info erano fondatissime. Lei giustamente mi ha espulso . Le chiedo di darmi di nuovo la possibilita’ di partecipare alla chat , naturalmente le garantisco di non divulgare piu’ aggiornamenti radon .

    Spero che un giorno ci conosceremo di persona per confrontare idee e informazioni utili alla collettivita’.  

    PS- Per gli anti Giuliani. Il Sig. Giuliani Giampaolo sono anni che si sacrifica per la collettivita’ ed un giorno dimostrera’ a tutti la veridicita’ dei precursori sismici . Per quanto riguarda il presunto flop della previsione di lunedi notte , volevo far notare a tutti che la possibilita’ che le anomalie dei grafici erano dovute ad un guasto dei fototubi erano reali e visibili a tutti con la diretta di MESSORA . Che il guasto in quel momento non e’ stato individuato e’ un altro discorso e bisogna dare merito a Giuliani di aver fatto ugualmente una previsione anche se consapevole che ci poteva essere un guasto elettronico e quindi rischiare di sbagliare . Ha preferito rischiare di sbagliare ed essere linciato dalla critica , che non dare l’allerta per i dubbi che aveva sul guasto e mettere a repentaglio la vita della gente.. Ragazzi svegliatevi e date merito ad una persona del genere ..

  • -1

    Sarò breve anche perchè ho già avuto modo di scrivere le stesse parole ad almeno una ventina di indirizzi email , tra giornalisti, redazioni di giornali e di programmi televisivi: a 3 mesi dal sisma abruzzese creai un gruppo e un blog per riunire chi, come me, avesse voluto sapere come, dove e quando si stessero spendendo i fondi raccolti con gli sms solidali da 1€. Col tempo l’iniziativa si è allargata e ha compreso tutti i fondi gestiti dalla Protezione Civile. Personalmente credo, come molti altri, che la Trasparenza Amministrativa nella Pubblica Amministrazione debba essere la norma.

    Ad oggi, a più di 6 mesi dal sisma non è disponibile sul sito della P.C. un foglio dove si possano reperire dati certi.

    Qualche stima arriva dai comitati cittadini, sono informazioni sparse che raramente vengono smentite dalla Protezione Civile.

    Stiamo cercando qualcuno che sia disposto ad intervistare il Dott. Angelo Borrelli

    Tel 0039 06 68202504
    Mail angelo.borrelli@protezionecivile.it

    Fonte: http://www.protezionecivile.it/cms/attach/copy_2_avviso_rettifica_scadenza.pdf

    e http://www.protezionecivile.it/sistema/uffici.php?id=8

    Grazie per dell’attenzione

    Il blog: http://cheneavetefatto.blogspot.com
    Il gruppo di Facebook: http://www.facebook.com/group.php?gid=101173416366
    Buona giornata

    Stefano Pertosa

     

  • -2
    danijel

    BENE,TUTTO QUESTO ERA FINZIONE, ORA VI ASPETTA LA VITA REALE…

    http://sopralevette.blogspot.com

    LA DOMENICA DELLE SALME

    http://sopralevette.spaces.live.com

    prima e dopo il sisma.

    Claudio, se sei un blogger’s libero, non “epurare” questo messaggio di chi ha perso casa e lavoro. Come te dici, rivoluzioniamo la comunicazione, dammi uno spazio gratis. Io sarò sempre OT. (fuoritema)

  • -3
    Marco______

    Cambiare provider? perchè non:

     

    vi consiglio :

    LIVECOM Onlus è il primo operatore telefonico non profit italiano. La cooperativa rappresenta un’alternativa etica e professionale nel campo delle telecomunicazioni

    http://www.LIVECOM.COOP

    io mi trovo bene. Marco

     

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