Telecamera nascosta al PDL, l'euforia del DDL Processo Breve

Telecamera nascosta al PDL. Euforia dopo il DDL Processo Breve

Telecamera nascosta al PDL. Euforia dopo il DDL Processo Breve


  Il DDL soprannominato "Processo Breve", che fermerà oltre centomila processi per salvare un solo imputato, è stato ispirato da Ghedini e scritto in una sola notte. Ormai l'Italia è un paese in fuga con un uomo solo al comando. Ha raccolto la staffetta ma non vuole più riconsegnarla. Grida a tutti che resterà, sia che dovesse essere processato e assolto, sia che dovesse essere processato e condannato. Parla della Costituzione come di un qualsiasi statuto delle sue aziende: chiama i soci di minoranza, convoca i suoi avvocati e ordina di modificarne i punti a suo piacimento. Emana circolari come un amministratore delegato e si offende se qualcuno gli ricorda che una democrazia non è una holding.

 La giustizia non è altro che una corrente di sindacalisti che guida un gruppo di facinorosi nei suoi stabilimenti di produzione. Se protestano, si fa mobbing e li si mette in condizioni di non lavorare. Nessuno deve dirgli cosa fare nè consigliarlo. Sa tutto, decide tutto e vuole tutto. Le riforme? Se lo scocciate, le fa scrivere in una notte, a casa sua, l'indomani le porta al Senato e minaccia tutti di attuarle se non ha il suo tributo di sangue. Come un imperatore, come un faraone.

 Siamo entrati in possesso di un documento eccezionale: un video girato da una telecamera nascosta nel quartier generale del PDL, subito dopo la stesura del "DDL Processo Breve" - ovvero il papello di Berlusconi agli italiani - sull'onda dell'euforia, del delirio di onnipotenza scatenatosi dopo la stesura della grande riforma della giustizia, scritta di getto, in una notte, come una poesia, come un testo di Apicella, come la sceneggiatura di una puntata di Un medico in famiglia.

 In fondo, ormai non c'è più nessuna differenza.

 

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Categorie: Politica, Giustizia