Inno di Forza Italia
Lo spot di Calzedonia "Sorelle d'Italia" è stato censurato: «
I valori della comunità non possono essere spostati sul piano commerciale quale quello della pubblicità, [perché] significa appropriarsi, per fini commerciali riferibili ad una singola azienda, di un valore appartenente all'intera collettività nazionale». Secondo il Gran Giurì dell'Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria, si tratta di «
un'appropriazione di un valore condiviso ed appartenente ad un'intera nazione per vendere un prodotto commerciale».
Secondo la sentenza, redatta dal presidente Giovanni Deodato - avvocato
parlamentare pdl - il Codice esprime un principio generale che vieta l'
appropriazione della notorietà «
di tutti quei pregi che pertengono ai valori ed ai simboli della comunità nazionale, quale l'Inno Nazionale».
Ad avviare il procedimento sono state segnalazioni ricevute dagli uffici del Quirinale, da enti ma anche da semplici cittadini.
Ora si attende l'inizio del procedimento per
appropriazione della notorietà di tutti quei pregi, che pertengono ai valori ed ai simboli della comunità nazionale, che sono stati utilizzati nello
spot del nascente partito
Forza Italia, a cominciare dal nome -
espressione simbolica popolare nazionale mediante la quale i cittadini "inneggiano" al valore della propria nazione e si incoraggiano vicendevolmente - per finire con l'interminabile sequenza di scene saccheggiate dal patrimonio artistico e architettonico della comunità nazionale.
Si chiede che lo spot -
visibile in testa a questo articolo - sia
censurato e, di conseguenza, che tutti gli esiti delle votazioni elettorali dal 1994 ad oggi vengano dichiarati
nulli.
FONTE
Corriere della Sera -
L'Inno di Mameli vietato per gli spot.