Il tasso di occupazione reale? Italia quasi ultima.

Italia due milioni di disoccupati

Italia due milioni di disoccupati


 Il 15 agosto scorso, nel post Lettera all'imperatore di Roma, vi ho detto sostanzialmente due cose.
La prima:
  Entro la fine del 2009 l'Europa, nelle scenario peggiore, avrà oltre il 9% di disoccupati.
La seconda:
  In Italia, specialmente, quel 7.4% di disoccupazione del primo quadrimestre 2009 potrebbe essere molto, troppo ottimistico.
Eurostat Unenmployment Rate October Ottobre 2009

 Ad oggi, l'Europa dell'area euro è al 9.8% (vedi dati Eurostat), e l'Italia all'8.0% (per riallacciarmi al post di ieri, il tasso di disoccupazione ufficiale è del 6.9% per gli uomini e del 9.5% per le donne). 
 Se mi riuscisse con i numeri del superenalotto questo blog avrebbe finalmente una redazione, attrezzature e tanti cameramen.

 Resta il dato:  su oltre 413 milioni di cittadini europei, sono decine di milioni quelli non trovano lavoro. Decine di mililoni di bisonti, come li chiama Grillo, che battono violentemente gli zoccoli a terra. Dei rimanenti, quelli che un'occupazione ce l'hanno, sono altrettanti quelli a rischio. Ne sanno qualcosa i lavoratori dell'Alcoa, o le 9 mila famiglie ex Eutelia. La polizia scorta i condannati in via definitiva che legiferano in parlamento e prende a testate i lavoratori onesti che non sanno come pagare il mutuo. Per Scajola va tutto bene: «siamo messi molto meglio della media europea».

 Con una piccola differenza, aggiungo io: l'Italia è il paese del sommerso, e il tasso di disoccupazione misura unicamente le persone non occupate tra 15 e 74 anni che:
  • hanno effettuato almeno un’azione attiva di ricerca di lavoro nelle quattro settimane che precedono la settimana di riferimento e sono disponibili a lavorare (o ad avviare un’attività autonoma) entro le due settimane successive, oppure:
  • inizieranno un lavoro entro tre mesi dalla settimana di riferimento e sarebbero disponibili a lavorare (o ad avviare un’attività autonoma) entro le due settimane successive, qualora fosse possibile anticipare l’inizio del lavoro.
 Quanti dei nostri connazionali disillusi o felicemente occupati in nero corrisponde a uno dei due criteri precedenti? Ve lo dico io. 

 Nell'ottobre 2008 l'Italia misurava un tasso di disoccupazione pari al 7.0%, mentre la Germania si attestava al 7.1%. Entrambi basati sulla Labour Force (la forza lavoro che ogni anno viene calcolata dall'Eurostat). Letti così, sembrano dati assolutamente comparabili: due grandi paesi industrializzati, entrambi con un tasso di disoccupazione del 7.0%.
 Peccato che, nello stesso periodo, il tasso di occupazione tedesco era del 70.7%, mentre quello italiano era il più basso in assoluto tra tutti i 27 paesi dell'Europa allargata: il 58.7%, migliore solo di quello ungherese, di quello maltese, del tasso croato, di quello macedone e di quello turco [consulta le statistiche Eurostat].

  Se voglio sapere quante persone mangiano la carne, conto il numero di persone che mangiano la carne. Non conto il numero di persone che non la mangiano, ma che sarebbero disposti a mangiarla se ce l'avessero, se non fossero anoressici, se non fossero vegetariani, se non preferissero il pesce e così via. Allo stesso modo, è il tasso di occupazione che misura il mercato del lavoro. 

Se aggiungiamo quel 12% in meno di occupazione al nostro 8% di disoccupati, il tasso di disoccupazione si attesta su un bel 20% tondo tondo. Con un 20% di disoccupati sulla forza lavoro saremmo il paese messo peggio di tutta la comunità europea, secondi solo al 20.9% della Lettonia.

 Come commenta questo dato il ministro Claudio Scajola?

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