Com'era più che evidente, il risultato politico di questo gesto stupido e totalmente inconcludente è la
stigmatizzazione del No B. Day, dell'opposizione di governo e di tutto il lavoro fatto per dimostrare che esiste un
popolo dei diritti, che rispetta la costituzione, che rispetta il rapporto tra i poteri dello stato e che
rispetta le istituzioni almeno più di colui che pone sotto accusa.
Un'Italia riconquistata a
colpi di statuette in faccia non mi interessa, perché non sarà migliore di quella precedente. Ne sarà solamente un'ipocrita, obbrobriosa e deformata immagine speculare.
La gente si cambia con la forza delle idee. Il
senso di cittadinanza si forgia accrescendo la consapevolezza comune, alimentando una ragione superiore. Non si può esportare come la
democrazia in Iraq, altrimenti andiamo tutti a chiedere
cittadinanza onoraria a questi signori, che non fa alcuna differenza.
Berlusconi sa quale sia la
forza evocativa delle immagini, lo sa più di tutti quelli che credono di fargli un dispiacere
iscrivendosi a un gruppo su facebook. Per questo, dopo essere stato portato in macchina, al sicuro, ha
insistito per uscire e fare una bella passerella in
salsa splatter.
Eccola, l'Italia giustizialista, l'Italia che osanna i mafiosi che sciolgono i bambini nell'acido, l'Italia dei manifestanti, l'Italia dei vaffanculo di Grillo. Domani Feltri, Belpietro, Sallusti, Facci e Giordano avranno già il pezzo scritto.
E dire che bastava prendere le distanze dal gesto di uno che evidentemente non sta bene...
Post scriptum
Anche
il Fatto Quotidiano parla ora di "fatti" e di "forza delle idee".
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Berlusconi e la violenza: la forza dei fatti e delle idee
Altri, invece,
solidarizzano con Tartaglia.