Comunisti e tavoli

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« Scusa claudio,ma tu stai dalla parte del giusto oppure sei solo un'altro comunista che a priori odia berlusconi?
  Ti prego non deludermi con la risposta!»

Mauro via Facebook


  Io non ti deludo con la risposta, Mauro, ma tu non deludermi con la domanda.

 Ne uccidono più le parole che Maroni. Risvegliati dall'incantesimo delle parole, dalla strumentalizzazione del loro potere. Con le parole si manipolano le idee, creando categorie mentali inesistenti che finiscono per diventare il simbolo, il vessillo di qualcosa da odiare.
 
 Datemi qualcosa da odiare, e governerò il mondo. (Divide et Impera)


  In un remoto passato, fui a favore di Berlusconi. Ero giovane, non sapevo niente di P2 e la rete non esisteva ancora. Potevo forse essere un comunista? E i comunisti cosa sono, dove sono, dove vivono? Tu l'hai mai visto, un comunista? Sapresti definirlo? E anche se esistesse, cosa ci sarebbe di sbagliato nell'essere un comunista? E nell'essere un buddista, un vegetariano, un difensore dei diritti del coniglio nano? Hai mai visto un comunista mangiare i bambini? Se fosse così si sarebbero già estinti. E poi, - scusa - allora Fini, la Lega e tutti gli altri sono ...fascisti?

 Quando attacchi una categoria a qualcuno, quando lo tagghi, lo delegittimi dalla sua condizione di interlocutore, qualifichi ciò che rappresenta, filtri le sue parole con il pregiudizio, lo definisci per intero: le persone diventano così oggetti immodificabili, e con gli oggetti non si parla. A meno che uno non sia matto,  non parla con un tavolo. Tu ci parli? Allo stesso modo, non parlerai con un comunista, perché nell'accezione di Berlusconi comunista  vuol dire quello che per Bush voleva dire l'Iraq: il male. Un male assoluto, eterno, senza luogo e senza tempo. Tutto e niente, insomma. I crociati avevano gli infedeli, i musulmani hanno il grande Satana, i leghisti hanno i musulmani, gli americani hanno Bin Laden e gli italiani, dal 1994, hanno i comunisti. Come se poi il male esistesse davvero e non fosse solo assenza di bene. Come se quest'assenza di bene poi non dipendesse in qualche modo proprio da chi si appropria del bene e non lo mette a disposizione di tutti gli altri.

 Non sarà che l'intima natura del genere umano è essenzialmente guerrafondaia, e quindi è disposta a seguire solo chi agita la spada contro un nemico da combattere?

  No, Mauro. Io non parlo nè con i tavoli, nè con i comunisti, tantomeno con i fascisti.
  Sarà banale, ma io voglio parlare alle persone.

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Categorie: Politica, Società