
Silvio ha perdonato. Non è capace di portare
rancore a nessuno. Sono gli altri, i
milioni di nessuno, che portano
rancore a lui.
E sono gli insegnanti che non insegneranno più, i disoccupati che non pagheranno il mutuo, i sardi che
non hanno avuto i fondi promessi ma a cui la Befana porterà tanto
cemento, gli abruzzesi che non hanno visto un solo centesimo dei
16 miliardi scambiati con il loro voto, i toscani che
non hanno mai avuto i fondi per la
ricostruzione al 100% delle case di Viareggio,
promessa solennemente il giorno dopo l'esplosione di un convoglio carico di gpl. Sono loro a dover
perdonare lui.
Invece no. Con la puntualità di una
renna natalizia, il giorno prima della vigilia -
ovvero in tempo per le ultime edizioni utili dei giornali prima che tutto cada nel dimenticatoio, sommerso dalla frenesia dei tacchini ripieni, dei pandori e dei panettoni - ecco arrivare il perdono
urbi et orbi.
Il papa si affaccia dalla sua residenza in Vaticano.
Silvio I si affaccia da Arcore e distribuisce prevedibili
indulgenze per i gonzi che non distinguono la fiction dal mondo reale e che vivono
aldiqua delle telecamere.
Poco importa se Tartaglia non abbia chiesto in realtà nessun perdono, se non su consiglio del suo avvocato, per poi ritrattare subito dopo: il perdono sarebbe arrivato ugualmente anche
senza pentimento perchè
the show must go on. La
finzione ha la precedenza sulla verità.
E non è questa la sola distanza che separa il
Gesù delle Libertà da quello di Betlemme. Mentre il secondo
perdona e basta, il primo
perdona con riserva. Silvio il Re dei Giudei assolve Giuda Tartaglia dai suoi peccati, ma lo condanna -
se non all'inferno - al
purgatorio. Insomma, Berlusconi perdona ma dice che Tartaglia deve restare dentro e pagare il suo debito. Sarebbe un po' come se Gesù, dopo avere perdonato il ladrone crocifisso accanto a lui, non lo avesse portato con sé nel regno dei cieli ma lo avesse mandato all'Inferno.
Chissenefrega del perdono, se questo non
cancella la colpa? Il perdono e la punizione sono in contraddizione tra loro come un
biglietto omaggio che consenta a uno spettatore di poter acquistare un
ingresso a pagamento. Tartaglia non ha bisogno del perdono condizionato al giusto processo: quello, il
perdono sociale, lo si ottiene
per legge mediante l'espiazione giudiziaria. Se perdono deve essere, deve essere
perdono totale, altrimenti è solo una pacchiana e grossolana operazione di
marketing natalizio.
A proposito, ho sentito dire che Ghedini ha presentato un
Disegno di Legge per modificare l'iconografia di Santa Claus. Le letterine a Gesù Bambino sono sostituite con richieste dirette al Presidente del Consglio, mentre
Babbo Natale dovrà essere rappresentato con le sembianze di un grande e barbuto Silvio Berlusconi che si calerà dalle antenne dei palazzi e uscirà dai tubi catodici per distribuire i regali acquistati con le televendite di Mediaset Premium.
Per quanto riguarda l'Epifania, ci stanno ancora lavorando.