
Agli
anziani nessun istituto di credito concederebbe mai un
prestito.
Tranne Claudio Lippi, è vero, ma esclusivamente se hanno una casa di proprietà, meglio se comprata dopo una vita di sacrifici, da scambiare per una una frazione del suo valore di mercato, magari per pagare i debiti di gioco dei figli o le rate della XBox. La ragione è semplice: gli anziani non sono
solvibili. Hanno la pensione, è vero -
perlomeno fino ad oggi - ma non si sa quanto gli resti da vivere.
Non hanno un futuro.
Il sistema non consente a chi veleggia verso la terza età di
spendersi un futuro che non ha, ma gli consente di
acquistare il futuro degli altri. L'Italia è un
paese di anziani, spesso disinteressati alle vicende politiche o irrimediabilmente plagiati da
trent'anni di televisione piduista, succubi della più bieca demagogia, che si recano in cabina elettorale e decidono a quale presentatore, cabarettista,
pianobarista o comico affidare il futuro dei loro figli e dei loro nipotini. E' come se venissero imbarcati su un'astronave in viaggio verso un pianeta lontano, dove non avranno mai la possibilità di arrivare, e venisse loro permesso di scegliere leggi e regolamenti che dovranno seguire e rispettare i giovani coloni che sbarcheranno nel nuovo mondo, un luogo sconosciuto e potenzialmente ostile in cui la capacità di adattamento farà la differenza.
Molti di noi hanno genitori che ritengono
Emilio Fede un giornalista, credono a quello che leggono su
Il Giornale e soffrono di reazioni allergiche al solo sentire nominare un quotidiano come Repubblica o Il Fatto Quotidiano. Per loro è più
evocativo un
carosello di buone feste in rotazione su Canale5 che non gli atti giudiziari di cento processi per corruzione o per associazione di stampa mafioso, ed è più
suggestivo lo studio di Porta a Porta che la realtà di un
gelido inverno aquilano con tantissime persone ancora senza casa.
Se glielo chiedi, in fondo non sanno nemmeno perché. Ti vogliono bene lo stesso, ma non sono più in grado di opporre resistenza alcuna allo stereotipo marchiato a fuoco sui loro
lobi frontali come i nazisti numeravano i corpi degli ebrei. Sono come elastici o cuscini in lattice: puoi tirarli quanto vuoi, e loro ti lasciano fare, ma quando molli la presa tornano alla loro forma originaria, lugubremente statica, come se nessuna forza deformante, nessuno stimolo esterno, nessuna riflessione o baluginio della ragion critica avesse attraversato le loro menti.
Eppure, se vogliamo cambiare questo paese, dobbiamo parlare con i nostri genitori, discutere con i nostri nonni, convincere i nostri zii e le nostre zie. Sono loro che hanno il timone in mano, sono loro che possono fare la differenza. I ragazzi di
Jus Primae Noctis hanno lanciato un'iniziativa concreta, un punto di partenza concettuale per disegnare una nuova strategia di azione più efficace ed incisiva: si chiama
Adotta un anziano.
Il concetto è semplice:
2 milioni di italiani sono scesi in piazza o hanno condiviso le argomentazioni del No B.Day, il 5 dicembre scorso. Ognuno di loro ha almeno due genitori: se li adotta e cerca di farli
ragionare, ci sono almeno
sei milioni di voti da spostare.
Resta solo da capire se il coma sia irreversibile.
SEGNALAZIONI
Chiesa Pneuma: il progetto segreto di Juan Ruiz, l'ultima puntata dell'inchiesta di Enzo di Frenna su Juan Ruiz Naupari e la sua associazione Inkarri.