Non ci sono più gli attentati di una volta

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 Ogni aggressione fisica rappresenta il fallimento della società civile, cioè di quell’insieme di regole e convenzioni che ci siamo dati per uscire dal medioevo della supremazia conquistata a colpi di mazza ferrata. Un attentato alla vita, poi, è il peggior incubo che vi possa capitare: insieme allo stupro, l’assassinio è uno dei retaggi più ignominiosi che ci portiamo dietro dal mondo naturale.

Proprio per questo, poiché evocano in ciascuno di noi il terrore più sacro e profondo – la paura della morte – se fallisce rappresentano una medaglia al valore che viene riconosciuta all’unanimità, seduta stante, da ogni comunità. Metterla in discussione è come mettere in dubbio l’esistenza di Dio, è come profanare i bambini: solleva un’immediata, atavica e talvolta irrazionale onda emotiva che emargina il blasfemo che osa opporvisi, sia pure con argomentate ragioni. Vi è molto di superstizioso in questo: il timore ancestrale di sollevare le ire di una divinità violenta e vendicativa, che divora chi le nega devozione e sacrifici. E’ come quando il prof scorre il registro di classe per scegliere il prossimo studente da interrogare. Si spera sempre che, standosene buoni buoni, nascosti nell’indifferenziata distesa di anonime pettinature, l’attenzione del carnefice passi oltre, alla ricerca di una vittima più esuberante.

Lo sa bene chi parla alla pancia dei suoi elettori, più che alla testa. La retorica del martire evoca la passione, la morte e la resurrezione di Gesù Cristo e corre oltre, lungo una ragnatela di sensi di colpa che unisce Isacco a Giovanna D’Arco, Giordano Bruno ai martiri di tutte le guerre, di tutte le rivoluzioni, della Santa Inquisizione, della caccia alle streghe e così via. A chi è stato vittima di persecuzione, e ne è uscito miracolosamente illeso, non si può negare nulla: ha superato la prova che ogni uomo deve superare se vuole diventare un guerriero, ha compiuto l’impresa, ha sfidato gli dei e ne è uscito vincitore, si è addentrato nella foresta stregata ed ha saputo uscirne, ancora vivo. Niente può scalfirlo: egli è ormai invulnerabile ed invincibile, è il capo, il re indiscusso, una creatura ibrida, una chimera metà uomo e metà demone.

Egli è… Silvio Berlusconi dopo avere affrontato e vinto Massimo Tartaglia.
Tutto sommato, un buon affare…

Ricevo e pubblico questa ricostruzione blasfema dell’eretico Vito Palumbo, autore del video in testa a questo articolo.

 L’attentato più pazzo del mondo


di Vito Palumbo

E’ il 13 Dicembre del 2009. E’ da poco passata la sconquassante onda viola che ha costretto i media di regime a fare gli straordinari per cercare di ridimensionare l’evento. E’ da poco scoppiata la bombacosì definita dal Presidente della Camera Gianfranco Fini – del pentito di mafia Spatuzza, che ha rivelato nuovi particolari sui rapporti tra Dell’Utri, Berlusconi e la mafia. Da non molto si sono consumate la bocciatura del Lodo Alfano, la condanna in primo grado dell’avvocato inglese David Mills, le spaccature interne tra finiani e berlusconiani e una crisi economica sempre più stringente nonostante le ostentate rassicurazioni del Governo e dei media. I sondaggi danno la fiducia nei confronti del Premier e del Governo ai minimi storici da quando si è insediata la nuova legislatura. Questo dunque è il 13 Dicembre di cui stiamo parlando. Un aspetto non di poco conto, nell’intricata trama indiziaria che vogliamo portare dinnanzi alla corte.

In piazza Duomo c’è un comizio. Pochi intimi intonato “meno male che Silvio c’è”. Più lontano, i soliti contestatori recitano il mantra: “fuori la mafia dallo Stato”. Il premier si intrattiene con i fedelissimi, intenti a celebrare la consueta liturgia ove i peccatori sgomitano per toccare le sacre fattezze del verbo di Arcore. L’orgia di fotografie e strette di mano è al suo apice, tutti attendono il “predellino bis” quand’ecco uno psicolabile, tale Massimo Tartaglia, prendere la mira e scagliare un oggetto non identificato sul volto di Silvio Berlusconi.

Il circo mediatico ha inizio. Suoni di fanfare, clown mediatici, abili contorsionisti dell’informazione si esibiscono in voli pindarici tra un capo e l’altro di verità ad personam in costante equilibrio precario. Tv, Giornali, internet… tutti i media impazziscono e trasmettono incessantemente, a ripetizione, le poche immagini che testimoniano l’accaduto. Il PDL cerca fin da subito i cosiddetti mandanti morali. Tartaglia viene subito dimenticato, mentre il clima di odio sale di prepotenza sul banco degli imputati.

Fabrizio Cicchitto, capogruppo PDL nonché tessera n°2232 della P2, stila in un intervento in aula le liste di proscrizione. I mandanti morali sono Di Pietro e l’IDV, Il Fatto Quotidiano, Santoro, lo staff di Annozero e Marco Travaglio, il terrorista mediatico. A spalleggiare Cicchitto arrivano i media, a reti unificate. Bruno Vespa da Porta a Porta – la quarta camera dello Stato – organizza un’intera puntata contro Travaglio e contro gli ispiratori del clima di odio. Rigorosamente senza contraddittorio. Schifaniex socio della Sicula Brokers, società a partecipazione mafiosa – coglie la palla al balzo e individua un nuovo colpevole: i gruppi di Facebook. Secondo il Presidente del Senato sono peggio dei terroristi negli anni di piombo. Maronidetto il morsicatore di caviglie – non esita ad annunciare un giro di vite per approntare un decreto legge atto ad imbavagliare la rete. A parte Santoro, che mette sotto inchiesta la scorta del premier, nessuno osa passare in rassegna i fatti.

Nessuno tranne la rete. Quella cricca di simpatici complottisti di youtube. Alcuni canali iniziano a vivisezionare l’accaduto; vanno a caccia di pixel e frame sospetti, inizialmente più simili a storie di fantasmi intorno al fuoco che a teorie che si reggano su elementi solidi. La prima reazione è di scetticismo: sembra di trovarsi di fronte ai teocrati del negazionismo a tutti i costi. Ma poi… poi emergono nuovi particolari, ogni giorno nuove clamorose stranezze. Stanno lì, ti fissano e sembrano prendersi gioco di te, mentre sfidano le più elementari leggi della fisica e della medicina. Più le guardi, e più senti una voce interiore che cerca di farsi strada a spallate tra quegli energumeni del super-io. Così ti fermi e decidi di raccogliere le idee.

Quali sono le immagini che abbiamo a disposizione? In piazza, a riprendere l’evento, ci sono pochissime telecamere accreditate. Un fotografo senza pass viene addirittura scacciato in malo modo. In particolare, una telecamera segue costantemente il premier mentre una seconda, alle sue spalle, riprende la folla: la selva selvaggiaed aspra e forte – nella quale il temibile bandito Tartaglia se ne sta acquattato, nell’attesa della giusta opportunità. E la scorta? Vigila che tutto proceda senza rischi.
Berlusconi sfodera scintillanti sorrisi, stringe mani, riceve plichi di documenti e firma autografi. Succede tutto in un attimo. Il primo cameramen decide all’improvviso di effettuare un rapidissimo movimento. In gergo si parla di “panoramica a schiaffo“. Caso vuole che proprio in quel momento il Duomo di Milano rovini sul volto del premier. Il momento del lancio viene però immortalato dalla seconda camera, grazie alla quale vediamo Tartaglia che per lunghi, interminabili secondi prende la mira. Poi scaglia l’oggetto.

Agli agenti della scorta basta un attimo per fermare l’uomo. Il premier, dolorante, si porta istintivamente al volto una busta di plastica nera che aveva in mano, mentre viene condotto in auto dove alcuni agenti lo soccorrono. Ma ecco il colpo di scena: Silvio Berlusconi, con il beneplacito della scorta che ignora le più elementari regole del caso, scende nuovamente dall’auto, sale sul predellino e mostra, a favore di telecamera, il volto macinolento per il tempo sufficiente a destare l’orrore e lo sgomento della platea televisiva. Quindi ritorna in auto e riparte a passo d’uomo in direzione dell’ospedale San Raffaele.

Cos’è che non torna? Tralasciamo le teorie meno fondate, quelle del tipo “visionario bolscevico”. Prendiamo in esame solo gli elementi incontrovertibili. Partiamo dal documento ufficiale dell’attentato,  ovvero il referto medico letto a reti unificate dal prof. Zangrillo, il medico personale di Berlusconi.

  • trauma contusivo al massiccio facciale;
  • frattura del setto nasale;
  • lesione interna/esterna al labbro superiore;
  • frattura di due denti dell’arcata superiore;
  • sutura al labbro inferiore.

Incalzato da una giornalista, Zangrillo riferiva inoltre che il premier aveva avuto un sanguinamento molto copioso, nonostante il freddo, tanto da avere addirittura riempito una camicia di sangue.

Già, eppure:

  • la camicia, durante tutto lo svolgersi degli eventi, dall’aggressione fino agli ultimi fotogrammi che inquadrano il premier nell’auto che lascia la piazza, non presenta alcuna macchia di sangue. Né sul colletto, né sui polsini, né in nessun altra parte.
  • Le mani che si è istintivamente portato al viso appaiono perfettamente linde, così come quelle di chi l’ha soccorso.
  • Il volto del premier, subito dopo l’impatto con l’oggetto – mai identificato né mostrato in alcuna trasmissione televisiva – appare perfettamente integro. Non vi si possono notare ferite né tantomeno sversamenti ematici di alcun tipo, e questo fino all’ingresso nell’auto. Dopo l’ingresso in auto il premier mostra una ferita sotto l’occhio sinistro e uno spacco sul labbro superiore estremamente profondi, ma non c’è alcuna fuoriuscita di sangue, tranne gocce sparse ormai coagulate ed evidenti aloni rossi sul viso. Quando l’auto se ne va, le ferite appaiono perfettamente asciutte. Che fine ha fatto il mezzo litro di sangue – così come dichiarato da Zangrillo – che il premier avrebbe riversato sui vestiti?
  • La scorta ha un comportamento quantomeno singolare. Possibile che dei professionisti addestrati a seguire rigidi protocolli potessero consentire al premier di uscire all’auto, ignorando o sottovalutando la possibilità di un secondo attentato? Possibile che il capo scorta non abbia avuto la capacità di imporsi su un uomo che in quel momento era con tutta evidenza da considerarsi sotto shock? Possibile che nessun giornale abbia indagato in questa direzione? Possibile che un Ministro dell’Interno, Maroni, abbia avuto come prima reazione la persecuzione, in un clima da caccia alle streghe, dei social networks e della rete, e non abbia aperto un indagine interna per accertare cosa non ha funzionato nel meccanismo di protezione dell’uomo più importante dello Stato, dopo il Presidente della Repubblica?
  • Dopo i primi video che in rete evidenziano questi particolari, da Google e dai più importanti motori di ricerca spariscono tutte le foto riguardanti l’attentato. Il gigante di Mountain View fa sapere che si tratta solo di un disservizio temporaneo, ma nonostante la rete sia piena di immagini che ritraggono Berlusconi insanguinato, a tutt’oggi le uniche foto che si possono trovare digitando parole come “Berlusconi-Tartaglia“, “Berlusconi-aggressione“, “Berlusconi-duomo” e così via sono quelle che verranno utilizzate per la campagna elettoraledelle regionali, che saranno esposte in bella mostra in ogni dove. Nei paesi, nelle città, nelle vie e nelle piazze.
    Nessuna traccia delle cosiddette ‘foto complottistiche‘, zero.
  • Dopo essere rimasto in ospedale per ben cinque giorni e aver ricevuto una prognosi di venti, il premier viene dimesso. Pochi scatti fotografici immortalano Berlusconi che saluta qualcuno ed entra in auto incerottato. I cerotti, tuttavia, anziché confutare i sospetti, se possibile, li confermano. Il profondo taglio sotto l’occhio è sparito – come si vedrà anche dalle successive foto – così come è sparito il taglio altrettanto profondo sul labbro superiore. E la frattura al setto nasale? Nessun gonfiore visibile e un misero cerotto applicato al naso, tanto che potrebbe essere facilmente scambiato con uno di quelli usati per non russare. Le labbra, suturate internamente ed esternamente, appaiono sgonfie e non medicate.
  • Pochi giorni dopo, Silvio Berlusconi viene avvistato in un centro commerciale alle porte di Arcore – anche qui provate a cercare su Google: nessuna foto, nonostante quelle scattate dai clienti del supermercato circolino molto in rete.

    I cerotti ora si sono spostati e uno di questi copre la guancia, una parte del viso che non era assolutamente stata toccata dall’incidente. La profonda ferita sotto l’occhio? Miracolo, è sparita.
  • Due giorni fa l’ultima notizia clamorosa: il premier toglie le bende e Francesco Storace assiste allo sbendaggio. Ecco che cosa dichiara: “ero incuriosito e non nascondo che ho cercato le stimmate del premier ma con mia grande sorpresa non c’era nulla”.
    A beneficio del San Tommaso che è in voi, oggi un giornale francese ha pubblicato le prime foto di Silvio senza bende, a passeggio per le vie della Costa Azzurra con la figlia Marina, con tanto di giubbotto di Putinma non li odia, i comunisti?  Offro denaro sonante a chiunque riesca a trovare un solo segno dell’aggressione.




Miracolo per l’unto dal signore o abuso di creduloneria popolare?

Nel frattempo emerge con repentina subitaneità, come un colpo allo stomaco a tradimento, anche una regia nascosta fatta di strani segnali:

  1. una strana gomitata di Berlusconi all’indietro, (secondo 14”), nella direzione dove probabilmente si trovava La Russa;
  2. uno strano colpetto che La Russa da sulla schiena ad un uomo della scorta, rivolto verso Tartaglia, esattamente sei secondi dopo (secondo 20”);
  3. uno strano ma eloquente segnale dell’uomo della scorta, a braccio teso, in concomitanza con il colpetto di La Russa, rivolto a un non meglio precisato interlocutore tra la folla. Che fosse il via libera a Massimo Tartaglia? (secondo 21”)

 

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72 risposte a Non ci sono più gli attentati di una volta

  • 48
    Lorenzo Filippi

    La pazienza e’ la virtu’ dei forti!

    Complimenti a Claudio Messora per aver avuto la pazienza di aspettare (da tempo apparivano su youtube video sul farsesco “attentato” al Presidente del Consiglio) e raccogliere maggiori elementi. E complimenti a Vito Palumbo per il serio lavoro fatto.

    Ed ecco che possiamo finalmente constatare dalle foto che il risultato del “clima di odio” suscitato da Di Pietro (subito individuato da Emilio Fede e dalla nutrita schiera degli altri leccapiedi come il mandante morale del [finto] attentato) e’ solamente un “punto nero” sul naso di Berlusconi!

    Da parte mia, a quanto descritto nel post e nel video “non ci sono piu’ gli attentati di una volta”, vorrei solo aggiungere quanto segue.

    – Nessuno ha piu’ mostrato il discorso di Berlusconi, dal palco, di quel giorno, quello si’ pieno di odio e provocatorio.

    – Nessuno ha piu’ mostrato l’intervista a La Russa subito dopo il finto attentato, in cui il Ministro della Difesa (difesa di chi?) continuava ad insistere sulla “pacatezza” del discorso di Berlusconi.

    – Sfido chiunque, anche il miglior lanciatore dei baracconi e delle giostre, a centrare (al primo colpo) dalla posizione e nelle condizioni in cui si trovava Tartaglia, stretto dalla folla, la faccia di Berlusconi. Se fosse vero che lo psicopatico ha centrato il volto del Premier, bisognerebbe dargli almeno un “pelouche” di Berlusconi, in premio della mira eccezionale, come nelle migliori sagre di paese.

    – E’ quanto meno “stravagante” che il Dott. Zangrillo fosse vicino al Premier durante il fatto, e che sia sempre stato l’unico a dare bollettini medici e a parlare di fronte alle telecamere. Nessuna conferma da parte di altri medici.

    – Andatevi a vedere chi e’ Zangrillo e le polemiche che circondano questa persona. Non mi pare proprio che sia una persona affidabile.

    – Il San Raffaele e’ “l’ospedale di Berlusconi” e non abbiamo sentito altri specialisti. E’ da sperare che almeno la Magistratura indagante abbia disposto qualche seria perizia non solo su Tartaglia, ma anche sulle ferite di Berlusconi. Oppure anche loro si fideranno ciecamente di Zangrillo?

    – Ricordiamoci che Mediaset da anni produce fiction per la TV.

    – Ricordiamoci inoltre che in Mediaset non mancano i bravi truccatori.

    – Alla Mediaset, dopo “Il capo dei capi”, che stiano gia’ preparando la nuova fiction “Il Premier dei Premier”?

    – Io non sono esperto a maneggiare i video e le foto, allora invito qualcuno piu’ bravo a rielaborare il manifesto “PDL Basiglio” riproposto alla fine di questo post, aggiungendo, oltre alla foto presentata, le foto di Berlusconi prima e dopo la cura, e cambiando le scritte in: E’ questo il paese che vogliamo? Un’istituzione che non rispetta i suoi cittadini e’ destinata a morire!.

    Sono convinto che nessuno (neppure Santoro) osera’ parlare di questa nuova versione dei fatti. Cosa possiamo fare per diffondere il piu’ possibile questa informazione?

    Saluti a tutti

    Lorenzo Filippi – Padova

  • 47
    paolo

    x Vito Palumbo

    Complimenti per il video… però non posso fare a meno di far notare che le conclusioni A e B sono logicamente dipendenti. Cioè: se credi alla A finisci inevitabilmente per credere vera la B (e quindi la A diventa inutile).

    Mi spiego. Se le ferite e il sangue mostrati da B sono falsi (o lo sono per la maggior parte) si da per scontato che lui e/o il suo staff fossero preparati per  ad un simile evento, a meno che non si ipotizzi che gli uomini di B o B stesso siano in uso viaggiare con contenitori di sangue finto o marmellata di fragole da utilizzare alla bisogna.

    Ma l’unico modo per essere preparati era ovvimente quello di averlo organizzato.

    Bada bene, non sto mettendo in dubbio il tuo lavoro e gli elementi che emergono da esso… semplicemente faccio notare che l’ipotesi A (che poi è quella istintivamente più credibile) da sola non sta in piedi.

     

    • 47.1
      Vito Palumbo

      Allora può essere che io non abbia ben chiarito le due ipotesi:

      La A teorizza che:

      L’aggressione ci sia stata ma che si sia ingigantita e strumentalizzata

       

      La B teorizza che:

      L’aggressione sia COMPLETAMENTE pianificata e inventata.

  • 46
    luciano'65

    Complimenti per il preciso e dettagliato, sono sempre stato convinto di questo, e ora non ho più alcun dubbio.

    Purtroppo però nessuno ne parla e più il tempo passa, più la questione finirà nel dimenticatoio. Se non parte qualcosa dalla rete, non aspettiamoci aiuti dai media o dall’opposizione. Ad esempio si potrebbe stampare un volantino e affliggerlo dappertutto, tappezzare i muri dove passa più gente, fermate dei bus stazioni tram ecc. Fare manifesti formato gigante, prima che li tolgano qualcuno dovrà pur leggerli, o insomma iniziative del genere. La maggior parte degli italiani non sa e non sospetta nulla anche perchè non sanno nulla della rete, ma se venissero informati forse qualcuno cambierebbe opinione… nessuno può mettere in discussione che si tratti di una farsa, ma di questo ormai non si dovrebbe più discutere

  • 45

    Oltre alla strana similitudine con l’attentato di Anteo Zamboni a Mussolini, e le parole di odio-amore che oggi come allora sono state utilizzate, vi volevo segnalare quest’altra, più remota e sconcertante similitudine: 

    http://www.jusprimaenoctis.net/?x=entry:entry100110-032239

  • 44

    Un BRAVO a Claudio che ha avuto il coraggio di rendere noto questo “dubbio”. A sensazione, e conoscendo i protagonisti, direi che il mini-attentato è tutta una farsa.

     

    Perché Tartaglia non è avvicinabile? E’ sparito in chissà quale castello d’IF. Hanno forse paura che vuoti il sacco prima delle regionali?

     

     

    P.S. Ma quei tagli sulla fronte cosa sono? Non sarà mica un innesto bionico che ce lo preserverà in vita per altri 50 anni?

  • 43
    paolo

    Vito Palumbo said…

    La A teorizza che:
    L’aggressione ci sia stata ma che si sia ingigantita e strumentalizzata

    —-

    Con tutto il rispetto, ma “ingigantita” cosa vuol dire? Il tuo video mette chiaramente (e giustamente) in dubbio che l’aggressione in realtà NON abbia prodotto le ferite successivamente dichiarate dal medico di B. Ergo, poiché dentro e dopo essere uscito dalla macchina il sangue sul viso di B c’è e in discreta abbondanza (anche se stranamente rappreso), ne segue che:

    1) le ferite dichiarate sono reali (anche se dai video non sembra affatto così), oppure…

    2) le ferite NON sono (per la maggior parte) reali… tradotto: il sangue ce lo hanno messo loro.

    Non possono essere entrambe vere… quindi la teoria A, date le premesse dei video, secondo me non può reggere. (O è tutto vero o hanno imbrogliato fin dal principio).

    Il discorso sarebbe stato completamente diverso se B non si fosse mostrato col volto insanguinato e il suo staff lo avesse immediatamente portato via. In questo caso, successive dichiarazioni sulle (presunte) ferite sarebbero state compatibili con entrambe le tue ipotesi.

    • 43.1
      blastlikecrazy

      La teroria A non e’ molto probabile perche’ implicherebbe il fatto che Berlusconi ed i suoi amici avevano pronto il trucco per la faccia quando non sapevano dell’attentato.

      Il che e’ impossibile. Nessuno gira con sangue finto in mmacchina. Ed il pezzo di plastica nera pronto per coprirsi la faccia???

      Era tutta una messinscena dall’A alla Z

    • 43.2
      Vito Palumbo

      La teoria A implica solo che il TARTAGLIA abbia realmente lanciato la statuetta ma che il suo attacco non abbia sortito gli effetti dichiarati dal medico di Berlusconi.

  • 42
    salvoscan

    Una messa in scena bella e buona, poveri creduloni di berlusca

  • 41
    salvoscan

    Una messa in scena bella e buona, poveri creduloni di berlusca

  • 40
    salvoscan

    Una messa in scena bella e buona, poveri creduloni di berlusca

  • 39
    karmen

    vi fidereste di “assoldare” una persona psicologicamente provata come il sig. Tartaglia (cartelle cliniche dimostrano che era in cura psichiatrica da anni) ed esser sicuri che non ceda alla pressione della situazione?

    Se poi si vogliono aggiungere congetture alle congetture con un po’ di immaginazione si potrebbe pensare a qualsiasi cosa… e vince chi ha più creatività

    Questo non è un particolare trascurabile

    • 39.1
      Emcy

      hehehehe

      scusa, ma se tu dovessi “assoldare” qualcuno per un “lavoretto sporco” del genere chi sceglieresti?

      a) una persona accreditabile ed in qualche modo credibile almeno all’apparenza (vedi simil-fidanzato della Noemi, pure quello andava bene)

      b) uno che già si sà che non ci sta con la testa e che qualsiasi cosa potrebbe dire è già etichettata come delirio?

      Se poi ci metti che il gruppo di sicurezza della Mediaset ha dai su centinaia di persone che quotidianamente si presentano ai suoi cancelli per fare provini, tentare la sorte nel grande schermo e (questo è risaputo) fan scatenati, pazzoidi e mitomani, finti figli di personaggi famosi, ed altri squilibrati, vedi che non è difficile trovarne uno

      E se proprio non lo trovi, chiedi al medico di fiducia che, trovandosi a lavorare al SanRaffa, ed avendo contatti nell’ambiente, credo abbia un pollaio dove scegliere di non poco conto.

       

       

  • 38
    Emcy

    Io avrei notato altre due cose che mi hanno fatto insospettire:

     

    1) Quel sacchetto nero in mano.

    Quando mai una scorta può permettere che una persona tra la folla passi del materiale al presidente senza almeno controllare? se ci fosse stato un ordigno nascosto? E poi perche mai avrebbe dovuto portarselo dietro proprio nei secondi precedenti l’aggressione?

    Altrettanto stranamente è lo stesso oggetto che si porta al viso per proteggersi dopo l’urto..

    Inoltre… è la PRIMA VOLTA che vedo una scena del genere. Il presidente che ha qualcosa in mano mentre fa il suo bagno di folla, come se fosse la busta della spesa.

    2) L’atteggiamento

    Anche qui, è la PRIMA VOLTA che, nel bagno di folla, lo vedo chino, curvo, schivo e non alto pronto e baldanzoso come al suo solito.

     

    Bah

     

  • 37
    DUBBIO

    NON VORREI SBAGLIARE… MA ANALIZZANDO LA FOTO IN PRIMO PIANO DEL BERLUSCA SEMBRA CHE L’AREA INERENTE IL NASO ABBIA UNA RISOLUZIONE DIVERSA, OVVERO: I PIXEL APPAIONO PIU’ PICCOLI RISPETTO AL RESTO DELLA FACCIA. CON QUESTO NON VOGLIO AFFERMARE NIENTE PERCHE’ NON SONO UN ESPERTO GRAFICO, PERO’ MI PIACEREBBE SAPERE IL VOSTRO PARERE AL RIGUARDO.

    CIAO 

  • 36
    michele mio

    Ribadisco

    1 – C’é troppa gente davanti a silvio

    2 – Le telecamere sono di mediaset

    3 – il servizio di sicurezza é di silvio

    dunque:
    1 – spostano l’immagine della telecamera perché devono liberare il campo visivo a Tartaglia
    2 -Tartaglia si é dissolto nel nulla
    3 – il resto lo avete già ampiamente dimostrato
    é una colossale montatura

     

  • 35
    loridang

    Eccellente lavoro. Bisognerebbe ora riuscire ad approfondire alcuni aspetti riguardanti gli attori. Tralasciando gli uomini della scorta ed i politici, come è possibile che siano conniventi IL LANCIATORE, I MEDICI, GLI INFERMIERI? Non che ciò sia impossibile ma sarebbe il caso di puntare ora l’attenzione in una nuova direzione per capire cosa è successo davvero. Chissà se qualcuno è in grado di farlo.

  • 34

    Un proverbio dice: ” Meglio tardi che mai”. Articolo scritto il 22 da me medesimo http://www.blogdialain.com/2009/12/22/coincidenze-o-manipolazione-dell'informazione/

    Chiaro, il mio blog non è visibile come il tuo ma posso dire che questi video sono in giro per youtube già da un bel po.

    Si intravede la pagliacciata messa in piedi da qualche Ghedini di turno ma sta di fatto che come al solito finirà tutto in nulla e chi di dovere avrà esordito l’effetto sperato.

    In conclusione mi chiedo perchè dire alla gente la verità visto che non la vedono neanche se glie la spalmi in faccia ?

    Che senso ha ? Ormai sono quasi tutti telerinc*****niti ! i pochi che si salvano sono quelli che attingono dal web per quello che durerà ancora.

    posso solo dire che mi vergogno di essere Italiano anche se non ho mai condiviso le idee politiche che ci circondano.

    Avanti così e mi raccomando di andare a votare………così contribuirete a distruggere quel poco che è rimasto di decente in questo, chiamiamolo paese.

    Saluti

    • 34.1

      “Che senso ha ? Ormai sono quasi tutti telerinc*****niti ! i pochi che si salvano sono quelli che attingono dal web per quello che durerà ancora.”

      Falso, ormai sta crescendo la popolazione che attinge dal web e ci sono cani e porci. Moltissimi che hanno la possibilità di “vedere” non ci riescono affatto (uno potrei anche essere io, ci mancherebbe, ma ormai mi pongo sempre il problema di essere nel torto,al contrario dell’uomo medio).

      Dai un’occhiata al sito di Attivissimo ( http://attivissimo.blogspot.com/2009/12/berlusconi-aggredito-internettardi.html#comment-form ) e vedrai come molti si sono scervellati al fine di far tornare tutto come la TV dice. E’ impressionante vedere come funziona il cervello ed il bisogno di adattare la realtà alle proprie convinzioni. Interessante a tal proposito è il “bias di conferma” http://en.wikipedia.org/wiki/Confirmation_bias

      e forse anche il meme, di Dawkins….ma qui si va sul complicato. In ogni caso, si vede che anche la rete ormai può essere “autosoggiogata”.  

  • 33

    Ma quale attentato. Non vedo esiti di traumi e ferite ma solo la solita faccia di…

    C’è anche il precedente storico, tal Pisistrato che simulò un’aggressione per conquistare il potere ad Atene.

    Ciao Claudio, un saluto.

  • 32
    AcidDREAM

    Come ex altleta agonista di karate (mi sono rotto, in combattimento, il setto nasale per tre volte), posso dire due cose:

    1- la prima volta che si rompe il setto nasale è un dolore lancinante e scende giù un fiume di sangue, per almeno 5 minuti non smette di sangiunare (la prima volta che mi si è rotto il setto nasale, in gara, il giudice sospese l’incontro) , ma sopratutto il c**zo di male che fà!!!! Un pò stordisce il dolore e a mio giudizio dubito fortemente che un uomo di 70 anni suonati riesca a reagire a tal punto da avere le forze (al di là della scorta che non l’abbia trattenuto!!) da uscire dall’auto, salire sul predellino e farsi vedere dalla folla con il naso sanguinante senza batter ciglio, senza contare che come john rambo non ha cagato minimamente il male della frattura .

     

    2- i segni della rottura non svaniscono nel nulla in meno di 20 giorni !!! Questa è proprio buona!! A me i segni della rottura, cioè I VISTOSISSIMI E CHIARI LIVIDI, SOPRATUTTO quelli SOTTO AGLI OCCHI, RIPETO SOTTO AGLI OCCHI SPARISCONO DAI 45 AI 60 GIORNI CIRCA…fate una cosa se non mi credete entrate in qualssiasi palestra pugilistica e domandateloa qualsiasi pugilatore!!!! 

  • 31
    karmen

    vuoi vedere che è stato tutto programmato dai servizi segreti e dal “personale” che “lavora” nell’area 51?!?

    Potrebbe essere nuovo argomento per i magazine Hera e  Area di Confine.

     

    il mistero regnerà sovrano

     

    buon proseguimento a tutti e Auguri anche se in ritardo

    Karmen

    PS: sdrammatizzo ironicamente

     

     

  • 30
    loress
  • 29
    koukouvaia

    Finalmente! Allora non l’ho notato solo io il balletto dei cerotti!!!!!!!

  • 28

    Mi sembra ovvio che sia tutta una sceneggiata,la scorta non è stata cambiata( e perchè mai doveva essere cambiata ha fatto esattamente quanto comandato)non si nota nessun ematoma e credetemi dopo una rottura di setto nasale, l’ematoma dovrebbe esserci, e poi perchè andare al san Raffaele quando a minor distanza vi erano diversi presidi ospedalieri… andava bene anche la clinica Santa Rita eh eh eh .

«12

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