
No Craxi Day - Antonio Di Pietro
La pioggia lava via tutto. Forse per questo ieri pomeriggio ne cadeva tanta. Scrosciava sui visi e si infiltrava sotto alle sciarpe, per gocciolare poi lungo la schiena. Un sintomo
meteosomatico del cielo sopra Milano, che voleva contribuire a sciogliere nei canali fognari tutti i liquami che ancora inquinano le vie arteriose e metropolitane di una città che una volta era il
simbolo dei lavoratori.
Intestando una via a Bettino Craxi, diventerebbe il
simbolo degli estorsori.
Grillo sembrava un
mocio Vileda. Temevo che decidesse da un momento all'altro di
scrollarsi i capelli e mandarmi in corto circuito la videocamera.
Di Pietro ha seriamente rischiato di fare un
bagno di folla, e siccome è un uomo realista, il bagno non avrebbe potuto essere metaforico.
A metà del suo discorso, il camion ha iniziato a inclinarsi in maniera preoccupante sotto al peso dei fotografi e dei cameramen che avevano invaso il piano di carico.
Ricca si aggirava implorando tutti di scendere, gli ammortizzatori scricchiolavano e cedevano da un lato, ad ogni istante di più. Io non sono scappato. Un blogger è come un capitano impegnato nella battaglia per l'informazione libera: non abbandona mai il suo posto.
Durante il video sentirete un sottofondo di voci concitate, dovute proprio al tentativo di evitare la catastrofe, di salvare il leader dell'
unica opposizione possibile dall'
eliminazione fisica. In ogni caso, ero già pronto con un coltellino svizzero e un tubo di ketchup
a inscenare un attentato frutto del
clima -
stavolta sì - di odio. Chissà che non avrebbe fatto schizzare Italia dei Valori in testa al consenso popolare? Di Pietro avrebbe potuto risorgere dal camion, appoggiarsi al predellino e, sostenuto da Grillo e Ricca, mostrare un
foruncolo scoppiato alla folla attonita, assumendo un'espressione sofferente e
vagamente allucinata -
anche se non si sarebbe notata tutta sta gran differenza.
Lo psicolabile avrei potuto farlo
io. In fin dei conti, se è per una buona causa...

No Craxi Day - Intervista a Claudio Messora
Intervista a Claudio Messora, di
RobiRaz