Il terremoto ad Haiti e nelle Marche. Corso base di sopravvivenza

 

Centinaia di morti a L’Aquila, migliaia senza casa. Migliaia di morti ad Haiti, milioni senza casa. Perchè? Forse non sarà possibile prevedere con accuratezza una scossa tellurica distruttiva, ma i migliori precursori sismici non sono forse il buon senso e l’onestà? Non è forse sufficiente costruire rispettando i criteri antisismici? Non è forse sufficiente usare cemento armato invece di speculare sulla pelle dei nostri fratelli costruendo case fatte di sabbia che poi, come nella favola dei tre porcellini, si sbriciolano lasciandoci soli, disperati e… senza vita? Combattere la corruzione, talvolta, significa anche combattere materialmente la morte.

Cosa è successo ad Haiti? Cosa sta succedendo nelle Marche? E soprattutto… cosa è possibile fare durante una scossa di terremoto per limitare i danni, per non perdere proprio tutto o, come estrema ratio, per cercare almeno di salvarsi la vita?

Nel corso di questa lunga intervista ad Antonio Piersanti, Direttore della Sezione di Sismologia e Tettonofisica dell’INGV l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – abbiamo cercato di rispondere esattamente a queste tre domande.

 INTERVISTA AD ANTONIO PIERSANTI

 Terremoto. Da Haiti alle Marche: perchè succede e come sopravvivere.

Indice Intervista


1. IL TERREMOTO AD HAITI Nel video: 00′:16” – 09′:53” [link video]
2. IL TERREMOTO NELLE MARCHE Nel video: 09′:54” – 16′:56” [link video]
3. MANUALE DI SOPRAVVIVENZA Nel video: 16′:57” – 23′:58” [link video]

1. IL TERREMOTO AD HAITI

CLAUDIO: Antonio Piersanti, direttore della Sezione di Tettonofisica e Sismologia dell’INGV, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.  Buongiono Antonio.

ANTONIO: Buongiorno.

CLAUDIO: Antonio, potresti spiegarci che cosa sta succedendo ad Haiti, perlomeno dal punto di vista geofisico? Come si può leggere questo terremoto? Quali sono le cause che lo hanno scatenano? Quali sono le faglie attive? Puoi spiegarci un po’ qual è la morfologia del terreno in quelle zone?

ANTONIO: Purtroppo in questo momento le nozioni di geofisica, le condizioni geodinamiche di cui parlo non sono sicuramente la questione più importante, comunque il terremoto dal punto di vista puramente geofisico è un fenomeno piuttosto interessante, non tanto per quanto riguarda la sua magnitudo che è sicuramente una magnitudo rilevante, nel senso che questo è un terremoto molto forte ma non è un terremoto eccezionale. Normalmente ogni anno ci sono almeno dieci terremoti all’anno più grandi di questo, forse più di dieci, forse anche più di venti. La cosa che lo rende abbastanza particolare è che è avvenuto in un assetto geodinamico molto complesso, nel senso che è nella giunzione tra due diverse zone di subduzione che a loro volta stanno ai margini tra la placca caraibica e la placca nordamericana. Per cercare di capire un po’ il meccanismo di questo terremoto possiamo pensare a due scale mobili. Ecco, noi pensiamo a due scale mobili che salgono o scendono – in questo caso scendono se le vediamo da sopra – a velocità leggermente diverse l’una dall’altra. Queste sono le due subduzioni, cioè due zone di subduzione sono due zone in cui la crosta terrestre si inabissa sotto altra crosta terrestre, cioè il meccanismo in cui la tettonica a placche mangia la vecchia crosta, la crosta oceanica vecchia che deve essere, diciamo così, ripulita. Quando le due scale mobili, che sono le due diverse subduzioni, procedono a velocità diverse e quando c’è un meccanismo che le mette anche insieme, se continuiamo con l’esempio delle scale mobili pensiamo che queste scale mobili siano incollate l’una all’altra, i nastri sopra siano incollati uno all’altro – mettiamola così, non succede nella realtà ma mettiamo che sia così – allora inevitabilmente, se le due velocità sono diverse, si creano degli sforzi tra l’una e l’altra che prima o poi portano alla rottura della saldatura, della colla, e portano a un movimento che è trascorrente. Non so se mi spiego: le due zone di subduzione vanno verso il basso, però scorrendo in superficie a velocità diverse portano a delle rotture superficiali che sono dei meccanismi trascorrenti e queste sono le faglie trasformi, esattamente il meccanismo che ha dato luogo a questo terremoto. Normalmente il meccanismo dei terremoti che avvengono nella zone di subduzione è un meccanismo compressivo, ma qui invece stiamo parlando della zona di interfaccia tra due diverse zone di subduzione, per cui il meccanismo è trascorrente e questo tipo di terremoti non è che non siano molto comuni, però non sono molto comuni in zone dove poi purtroppo risiedono città, esseri umani. Di solito questi terremoti avvengono nelle dorsali oceaniche, quindi in pieno oceano, dove non c’è terraferma.

CLAUDIO: Invece qui è avvenuto sotto Porto-au-Prince..

ANTONIO: Sì, praticamente la faglia che è responsabile del terremoto, dove per faglia si intende la piccola parte di tutto questo sistema geodinamico che ho illustrato prima che si è rotta, purtroppo sta proprio sotto Porto-au-Prince. Parte di questa faglia sta sotto questa città, poi se ne esce e va verso l’altra città di cui adesso tra l’altro mi sfugge il nome, che è stata anche lei severamente colpita, comunque una cittadina vicina a Port-au-Prince, più sul mare credo. Questo è quello che è successo e poi purtroppo – e qui esuliamo dalla valutazione puramente geodinamica – ci sono state una serie di coincidenze negative che pure queste non si verificano spesso e che hanno poi portato alla tragedia immane. Il discorso è che purtroppo succede spesso, relativamente spesso, che i terremoti avvengano in zone densamente popolate; succede anche abbastanza spesso che i terremoti avvengano in zone in cui la qualità costruttiva sia molto bassa, però non succede spesso che queste due cose avvengano contemporaneamente. A volte i terremoti avvengono sotto grandi città, ma molto spesso queste grandi città sono giapponesi o californiane o comunque di paesi in cui le case sono costruite bene. Altre volte, come ad esempio i classici terremoti che avvengono in Medio Oriente o in Estremo Oriente, il sisma si verifica in zone in cui effettivamente la qualità dell’abitato è bassissima e radono al suolo tutto, però quello che radono al suolo sono magari pochi villaggi isolati, per cui magari fanno delle grandi stragi in relazione alla popolazione che c’è, ma la popolazione colpita è di qualche migliaio di persone e quindi abbiamo qualche centinaio di morti. Invece,purtroppo, in questa zona ci sono insieme le due cose: c’è una città ad altissima densità abitativa, con milioni di abitanti, con una qualità del costruito bassissima, e il forte sisma sotto la città, per cui il risultato è la catastrofe.

CLAUDIO: Voi avete qualche ruolo nei soccorsi o nella spedizione di studio, nella pressione che in questo momento la comunità internazionale sta esercitando in quei luoghi per cercare di salvare il salvabile?

ANTONIO: No, noi non abbiamo ruoli diretti di soccorso. Diciamo che aiutiamo la Protezione Civile Italiana, che è quella che poi ha il ruolo operativo, per tutto ciò che è consulenza, informazioni. La Protezione Civile Italiana si è già attivata per andare ad Haiti, ha già inviato del personale e del materiale. Naturalmente in questi casi è opportuno essere informati e noi magari svolgiamo quel tipo di ruolo. Noi, come tutti sanno, siamo un istituto puramente scientifico. Sicuramente interverremo direttamente sul posto, però diciamo ad emergenza umanitaria finita, anche perché è chiaro che in questo momento la priorità è cercare di salvare le persone, la scienza viene dopo. Quindi sicuramente più avanti andremo anche direttamente sul posto.

CLAUDIO: E’ possibile ipotizzare quali possano essere le evoluzioni nel prossimo futuro, in quelle zone?

ANTONIO: Non con certezza. Naturalmente è quasi impossibile – e in questo caso non si è verificato – che per terremoti così grandi non ci siano repliche, infatti anche in questo caso ci sono state repliche. C’è da dire che nonostante anche queste repliche ovviamente abbiano portato degli ulteriori impatti distruttivi, fino ad ora non si sono avute repliche particolarmente forti, perché nessuna replica ha superato la magnitudo 6, mentre per un terremoto di magnitudo 7 ci si possono aspettare anche diverse repliche di magnitudo superiore a 6. Cioè diciamo che statisticamente sono più i casi in cui succede che i casi in cui non succede. Quindi fino adesso da questo punto di vista siamo stati abbastanza fortunati e speriamo che le cose procedano in questa maniera. Per quanto riguarda le evoluzioni, il sistema geodinamico che ha dato luogo a questo terremoto – sto parlando proprio di questo sistema di faglie sotto la città – non è un sistema geodinamico che accumula tantissima energia, quindi in questo senso i terremoti distruttivi in quell’area non sono particolarmente frequenti. Se vogliamo è un fattore positivo da un certo punto di vista. Non sto parlando tanto della città quanto di Haiti in generale, perché è chiaro che l’identica faglia non si romperà più per molto tempo, diciamo che non è molto probabile che altri terremoti distruttivi colpiscano in breve tempo la stessa area, non lo stesso posto perché quello è chiaro che no, ma sto parlando della stessa area, dell’intera Haiti. Però questa cosa è da una parte una cosa positiva e dall’altra una cosa non del tutto positiva perché purtroppo, paradossalmente, le zone in cui i terremoti veramente grandi avvengono molto spesso, nel bene o nel male, cioè proprio per forza di cose si abituano ad avere terremoti e le persone sono preparate, anche quando si tratta di zone povere. Magari invece di costruire case costruiscono capanne. Quando invece una zona viene sì colpita dal terremoto ma con un periodo, come nel caso di Haiti, superiore al secolo in quella zona l’ultimo terremoto distruttivo probabilmente è avvenuto nel XVIII secolo – questi intervalli sono troppo grandi perché la popolazione sia continuamente preparata, allora assistiamo a casi come questo, a casi in cui prolifera un’urbanizzazione selvaggia senza pensare minimamente che per certo prima o poi qualcosa succederà. Paradossalmente in queste zone sarebbe quasi meglio averne uno ogni cinquant’anni che uno ogni duecento anni.

 

 

2. IL TERREMOTO NELLE MARCHE

CLAUDIO: Cosa dice l’INGV relativamente alla serie di eventi sismici che hanno colpito le Marche negli ultimi giorni?

ANTONIO: L’INGV naturalmente, come per tutta la sismicità italiana, segue direi più che da vicino l’evolversi della sequenza. L’ha registrata nei suoi minimi particolari e ha già inviato alcune stazioni mobili che possono aiutare nel monitorare ancora più da vicino la microsismicità della zona. Quindi noi ci siamo mossi immediatamente dopo l’inizio di questa sequenza sismica. È in una zona, ovviamente in generale, in cui non possiamo escludere l’accadimento di forti terremoti. C’è però da dire che proprio la zona specifica, cioè il punto epicentrale dove si sta verificando questa sequenza, è un punto che ha un basso database storico, nel senso che noi abbiamo ottimi record di terremoti storici intorno a quell’area, ma proprio in punto lì ci sono pochissime evidenze storiche.

CLAUDIO: …nel senso che non ci sono stati di terremoti o che, se ci sono stati, non lo sappiamo?

ANTONIO: Sicuramente da dopo il Medioevo in poi non ci sono stati terremoti. Sto parlando del punto, non dell’area. Cioè ci sono stati molti terremoti ma in un’area che dista almeno 20 chilometri da quella di cui stiamo parlando adesso.

CLAUDIO: Qual’è l’area? Ricordiamolo.

ANTONIO: E’ un’area che è collocata proprio al confine tra la provincia di Ascoli Piceno e di Macerata. La zona si chiama Piceno, però in realtà è quasi più vicina al maceratese che al piceno e dobbiamo parlare proprio, se vogliamo essere precisi, di coordinate epicentrali. Stiamo parlando di 43.12-43.14 di latitudine e 13.41-13.42 di longitudine. In quel punto esatto lì non abbiamo sicuramente terremoti storici dopo il Medioevo, e anche prima non ne abbiamo notizia. Prima del Moedioevo potrebbe essere che i terremoti ci siano stati, perché non conosciamo tutti i terremoti, soprattutto da prima dell’età medievale, cioè nella tarda età dell’Impero romano, ci sono delle lacune storiche.  Però diciamo che non avviene spesso che ci siano delle lacune significative. L’unica notizia abbastanza certa di un terremoto in quel luogo ce l’abbiamo nel 100 A.C., però non abbiamo notizie certe su quanto grande fosse questo terremoto. Sicuramente un terremoto forte, nel senso che se ce n’è traccia storica – ovviamente allora non si registravano le scosse strumentali – è un terremoto che ha portato allarme nel piccolo insediamento, nel piccolo villaggio che c’era in quel punto, però non sappiamo quanto veramente forte sia stato.

CLAUDIO: Quindi diciamo che statisticamente questo lascia bene sperare che non si verifichino forti terremoti in quella precisa zona. E nelle Marche in generale?

ANTONIO: Le Marche in generale possono essere soggette a grandi terremoti. Diciamo che statisticamente, cioè se parliamo di statistica in senso proprio, in senso scientifico, abbiamo buone notizie, nel senso che ovviamente sono di più le probabilità che lì non avvengano terremoti forti piuttosto che l’evento opposto, cioè che lì avvengano terremoti forti ma con un tempo di ricorrenza lunghissimo. Però non possiamo escludere che questa sia in realtà la verità, cioè noi non possiamo escludere che i terremoti lì ci siano ma con un tempo di ricorrenza superiore al nostro tempo di conoscenza storica. Diciamo che se la statistica in queste zone porta notizie positive per la popolazione, per noi però quelle sono le zone, tra virgolette, più preoccupanti perché sono quelle che conosciamo meno. Quindi non sappiamo fino in fondo cosa ci possiamo aspettare.

CLAUDIO: Giuliani, che tu conosci bene perché abbiamo registrato un interessante confronto quest’estate a L’Aquila e che sarà presente nel dvd che ti spedirò molto volentieri [Ndr:INTERNETFORGIULIANI: clicca per prenotare],  ci ha detto una cosa l’altro giorno, ovvero che nell’aquilano i terremoti avvengono più in superficie e più sotto ai centri abitati, e questo fa sì che se poi si scatenano generino più danni e soprattutto che siano più percepibili, magari un 1.5 può sembrare un 3, eccetera. Nelle Marche invece, in quelle zone dove si sono verificati i terremoti recentemente, i terremoti stanno avvenendo più in profondità e un po’ più distanti dai centri abitati e questo è un bene. Tu puoi confermare questo? E soprattutto cosa ci puoi dire della diversità tra la sismogeneticità dei due territori?

ANTONIO: Sì, te lo confermo. La sequenza nell’ascolano è una sequenza sismica che è concentrata tutta al di sotto dei 16 chilometri di profondità e per la maggior parte è tra i 20 e i 25 chilometri. In questo senso ovviamente questa è un’altra notizia positiva perché, nella malaugurata ipotesi di una scossa forte, gli effetti, con 20 chilometri di crosta sopra, sarebbero abbastanza attenuati. Non è che non ci sarebbero: 20 chilometri non bastano per rendere innocuo un terremoto distruttivo, però sarebbero sicuramente minori rispetto ad un terremoto che avviene a 10 chilometri di profondità, che è più o meno la profondità media a cui avvengono i terremoti distruttivi in Appennino. Questo infatti non è, dal punto di vista geodinamico, il tipico setting dell’Appennino. I tipici terremoti appenninici, per farci capire, sono Colfiorito, L’Aquila, l’Irpinia del 1980. Questi sono i terremoti distruttivi dell’Appenino, che avvengono tutti in un regime distensivo, cioè le faglie sono normali, cioè il terremoto avviene perché le due facce della faglia tendono ad allontanarsi una dall’altra, a tirare. Invece in questa zona il meccanismo è compressivo. La dinamica italiana purtroppo è una dinamica estremamente complicata:  nel mondo non ci sono alternanze di regimi compressivi e distensivi a così poca distanza l’una dall’altra. Le faglie del Piceno, della zona in cui sta avvenendo questa piccola sequenza sismica, sono faglie che si rompono perché tendono a premere le due facce l’una sulle altre. In questo caso questo avviene a una profondità maggiore, mentre i terremoti distruttivi classici, come ti dicevo tipo Colfiorito, tipo L’Aquila, tipo l’Irpinia, tipo il grande terremoto di Avezzano del ’15, sono tutti terremoti che avvengono alla profondità di circa 10 chilometri e con un regime distensivo.

 

3. MANUALE DI SOPRAVVIVENZA

CLAUDIO: Tu come INGV che cosa ti sentiresti di consigliare alla gente? Quali precauzioni assumere in caso dell’avvertimento di una scossa, come prepararsi, che cosa aspettarsi? Quando cominciare a decidere che è giusto avere paura e scappare?

ANTONIO: Sarò molto sincero. Io non so rispondere all’ultima delle tue domande, cioè quand’è che è il momento di scappare, semplicemente perché quando è il momento di scappare, ora come ora, non è una domanda a cui la scienza può dare un grado di affidabilità sufficiente, perché per sapere quand’è il momento di scappare noi dovremmo sapere quando è il momento in cui ci sarà il terremoto, se per scappare si intende uscire di casa e rimanerci dieci ore, venti ore, un giorno.
Invece so ben rispondere a quello che farei. Sicuramente, come primissima cosa, mi accerterei delle condizioni della casa in cui vivo, mi accerterei che la casa in cui vivo può resistere a un terremoto forte, e se ciò non fosse assolutamente cercherei di fare in modo di adeguare la mia casa prima possibile. Devo dire che in questo molte volte, non dico che c’è un discorso di pigrizia ma io sono stato testimone diretto perché ho avuto delle persone vicino a me che sono state colpite dal terremoto di L’Aquila, anche se non in maniera distruttiva, e devo dire che essendo fuori dalla zona, quella con gli aiuti statali ed essendo stata lasciata la responsabilità completamente sulle loro spalle, io però ho visto che con un po’ di buona volontà, con delle risorse economiche anche limitate, in un tempo di poco più di un mese si riescono a fare degli interventi alla propria abitazione, ripeto, piuttosto economici ma assolutamente importanti dal punto di vista di salvarsi la vita, cioè del fatto che il tetto non ti crolli sulla testa o i muri non ti crollino addosso. Ovviamente è chiaro che tutti spereremmo che sia lo Stato a risolvere queste cose e in un mondo ideale dovrebbe essere così, però voglio dire…

CLAUDIO: Aiutati che il ciel ti aiuta.

ANTONIO: Esatto! Perché poi la vita è nostra, cioè nel senso che se moriamo alla fine allo Stato sì, gli interessa, ma di sicuro chi ci ha rimesso di più siamo noi.

CLAUDIO: Tu sai quali sono i fondamentali interventi per mettere in sicurezza un’abitazione?

ANTONIO: Non fa parte del mio lavoro diretto, però naturalmente alcuni interventi sono abbastanza semplici. Sicuramente, se si tratta di una casa realizzata in pietra l’incatenatura e le reti elettrosaldate sono i due interventi più economici e veloci. Per l’incatenatura si tratta proprio di passare sostanzialmente delle catene intorno alla casa, a diverse altezze, di solito se ne mettono due, con degli ancoraggi dove si incontrano i muri maestri. Questo è già un intervento che veramente garantisco. Questo è proprio un intervento che si fa in due giorni e credo con poche centinaia di euro e fa tantissimo. Le reti elettrosaldate sono un po’ più complicate, però lo stesso semplici da realizzare. Si mettono con un procedimento quasi di tipo a intonaco tra la parete di pietra o di mattoni e l’interno e l’esterno della casa. Anche questo è un intervento che è semplice ma salva tantissimo. Poi, in case magari fatte con la tecnica dei pilastri e delle travi, con cemento armato o meno – perché purtroppo ci sono case che dovrebbero essere in cemento armato ma non lo sono – lì si possono fare interventi abbastanza semplici ad esempio rinforzando con delle travi e delle putrelle, degli pseudo pilastri in ferro, in metallo. Questi si installano molto velocemente, sostanzialmente si avvitano proprio, e l’intervento anche in questo caso è molto veloce. E’ un pelo più costoso – siamo credo nell’ordine di qualche migliaio di euro – però pure questa è una cosa che si fa velocemente e può fare molto.
Giusto per concludere il discorso su cosa bisogna fare, naturalmente per chi abita in zona ad alta pericolosità sismica comunque è sempre valido il discorso che bisogna individuare le parti della casa più resistenti, è opportuno farlo. Mentre io dico che è molto difficile dire prendete e scappate, questo sì, perché per dire prendi e scappa io devo poter dire quando ci sarà il terremoto. Però è chiaro che in caso di crisi sismica è assolutamente consigliabile che uno possa ad esempio trasferire i letti per un periodo di tempo limitato nella zona di casa in cui uno sa che è più sicura, avere a portata di mano pile, indumenti e cose del genere, per poter poi…

CLAUDIO: …scappare.

ANTONIO: Esatto.

CLAUDIO: Ma in caso di forte terremoto, di crisi sismica, come si può fare? È consigliabile prendere le scale e scappare di corsa oppure magari mettersi sotto un tavolo?

ANTONIO: Se noi sentiamo una scossa forte, a meno che non siamo già sull’uscio di casa, non è consigliabile scappare durante la scossa. È molto meglio mettersi, o restarci se ci si sta già, nel punto più resistente della casa: se c’è un seminterrato nel seminterrato, all’incrocio tra due travi, all’incrocio tra due muri maestri e aspettare lì che la scossa principale finisca. Poi naturalmente, appena finita la scossa principale, questo sì, uscire di casa perché ce ne possono essere altre e quindi quello assolutamente. Soprattutto sono da evitare le scale. Se si è al pianterreno, quella è proprio la linea di confine tra due scelte, ovvero se sia meglio stare fuori o se sia meglio stare dentro. In ogni caso, lo ripeto, assolutamente mai fare delle scale durante una scossa sismica, perché le scale sono la prima cosa che cade.

CLAUDIO: Va bene Antonio, ti ringrazio tantissimo. Credo che quest’ultima parte sui consigli pratici, gli atteggiamenti e i comportamenti migliori che possono alcune volte salvare la vita in caso di terremoto sia stata una cosa che i lettori apprezzeranno tantissimo. Ti saluto e ti ringrazio molto per aver partecipato. Spero di risentirti presto.

ANTONIO: Ringrazio io te e saluto tutti.


 Trascrizione dell’intervista effettuata da MariaLaura Borruso

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34 risposte a Il terremoto ad Haiti e nelle Marche. Corso base di sopravvivenza

  • 18
    FitTizio

    Complottisti? Fico. Mi piace quando le sparano grosse. Per esempio Haarp. L’acronimo ha influenzato la teoria complottista, è evidente. Sembra onomatopeico per un gigantesco mega-rutto, tipo quello di Christian De Sica in non mi ricordo quale film quando mangia fino a sentirsi male. I complottisti hanno associato il rutto alle vibrazioni, le vibrazioni ai terremoti e voilà! La frittata è servita! M’immagino quei poveracci che studiano in quel laboratorio in Alaska e devono sorbirsi le ingiurie dei complottisti… O magari si divertono! Ma si, secondo me si fanno un sacco di risate.

  • 17
    skatro

    Questa storia dei terremoti, delle inondazioni, del surriscaldamento, avete notato come si facciano più vicine col passare degli anni? Terremoti in posti dove non erano mai avvenuti eventi sismici a memoria storica, catastrofi ovunque e sempre più frequenti. Siamo veramente sull’orlo del collasso. O devrei scrivere “siamo veramente sull’orlo del collasso?” con il punto interrogativo.

    Beh non facciamoci fare troppi lavaggi del cervello anche su questo. Basta guardarci intorno e anche se non siamo fisici nucleari ci accorgiamo che qualcosa sta rapidamente cambiando.

    Quando le balene si arenano, non è perchè sono deficienti e vanno a giocare sulla spiaggia. Cercano cibo. E perchè le balene cercano il cibo sulle coste? Domande come questa possono far capire la gravità della situazione del pianeta. Il che racchiude tutti i cambiamenti che finalmente possiamo notare anche noi.

    Mentre combattiamo per un Paese più vivibile, diamo uno sguardo anche al pianete su cui siamo. Cominciamo da poco, per migliorare tutto.

  • 16
    teleabuso

    A proposito di aiuti umanitari… Ieri in tivvù c’era un disperato haitiano inc**zato nero – è il caso di dirlo – che protestava espressamente: non date soldi a quelli del governo, sono gente corrotta. Adesso si fa un gran parlare di aiuti, di numeri verdi, di raccolta fondi, di fraterne manifestazioni e maratone pro-Haiti, ma tutto questo andazzo solidale non dovrebbe forse come minimo sfiorare, nella mente dei più accorti, il sospetto legittimo che i soldi (o almeno buona parte di essi) non vadano a destinazione e servano magari soltanto ad ingrassare ancor più i corruttori filo-goverrnativi? Se io, per esempio, offro 2-10 euro, perché non posso sapere la destinazione di questi soldi? Esiste un ente, possibilmente non corrotto, che veglia su queste operazioni… sottobanco?… Ha ragione Grillo, si spende tanto tempo alla cerca di soldi, ma poi nemmeno un minuto per sapere dove sono andati a finire questi soldi. Mi piacerebbe sapere quali enti (nazionali e internazionali) siano preposti alla gestione di questo grande flusso di denaro. Ai poveracci di Haiti arriveranno soltanto le briciole, questo è sicuro, un’equa quota solidale per dirla nel politichese italico.

    Credo che i fondi destinati ad Haiti finiscano un po’ come quelli dell’Irpinia. Anzi peggio. Se c’è un governo legittimo (sebbene corrotto fino all’osso), i fondi (ovvero l’utilizzo finale) li gestisce sempre questo governo-ladro haitiano, riconosciuto , se non sbaglio, a livello internazionale.

    • 16.1

      P.S. – Claudio, fammi sapere l’esito e i parametri della spedizione, se questa consegna è avvenuta, in che modalità, dove e a soprattutto a chi…

  • 15
    Francy

    teleabuso ha scritto :
    A proposito di aiuti umanitari… Ieri in tivvù c’era un disperato haitiano inc**zato nero – è il caso di dirlo – che protestava espressamente: non date soldi a quelli del governo, sono gente corrotta. Adesso si fa un gran parlare di aiuti, di numeri verdi, di raccolta fondi, di fraterne manifestazioni e maratone pro-Haiti, ma tutto questo andazzo solidale non dovrebbe forse come minimo sfiorare, nella mente dei più accorti, il sospetto legittimo che i soldi (o almeno buona parte di essi) non vadano a destinazione e servano magari soltanto ad ingrassare ancor più i corruttori filo-goverrnativi? Se io, per esempio, offro 2-10 euro, perché non posso sapere la destinazione di questi soldi? Esiste un ente, possibilmente non corrotto, che veglia su queste operazioni… sottobanco?… Ha ragione Grillo, si spende tanto tempo alla cerca di soldi, ma poi nemmeno un minuto per sapere dove sono andati a finire questi soldi. Mi piacerebbe sapere quali enti (nazionali e internazionali) siano preposti alla gestione di questo grande flusso di denaro. Ai poveracci di Haiti arriveranno soltanto le briciole, questo è sicuro, un’equa quota solidale per dirla nel politichese italico.Credo che i fondi destinati ad Haiti finiscano un po’ come quelli dell’Irpinia. Anzi peggio. Se c’è un governo legittimo (sebbene corrotto fino all’osso), i fondi (ovvero l’utilizzo finale) li gestisce sempre questo governo-ladro haitiano, riconosciuto , se non sbaglio, a livello internazionale.

    E’ quanto mi son posta ascoltando alcune trasmissioni in seconda serata… passano a ciclo continuo quella pubblicità di AGIRE, poi tutte le ong intervistate, di qualsiasi rete o canale, dicono: noi non facciamo parte di agire, quindi vi diamo i ns numeri, recapiti, siti (ad es. rava, per dirne una).

    Ma sta AGIRE chi l’ha messa in piedi, chi la organizza, chi la gestirà e dove finiranno sti soldi, visto che le più serie associazioni presenti da anni e non da oggi, su quei terrotori, non ne fanno parte?

    Inoltre, quella meraviglia di inviato del tg1 che sta fisso all’aeroporto coi soldi nostri (oggi ha spiegato che ha girato la telecamera sul panorama della città, un servizione!!!) non mette mai piede fuori dall’aeroporto: perchè non lasciano la parola, se proprio devono dare “aggiornamenti”, alle associazioni presenti e operanti, di chi sta ricevendo e usando soldi? ancora il percorso di un aiuto che esca da uno degli aerei inquadrati e finisca in città, io non l’ho visto…

  • 14
    Francy

    sil lan ha scritto :
    Anch’io, da anni, sostengo Emergency e mi fido ciecamente.Quando insegnavo ho conosciuto entrambi, Teresa e Gino (io sono di Sesto San Giovanni, e anche loro), organizzavamo incontri e raccolte con i bambini: due persone eccezionali, ma anche alcuni loro collaboratori…Però non mi risulta che Emergency sia presente ad Haiti, ed ho molti dubbi: a chi donare? Troppe volte abbiamo verificato l’uso improprio di fondi.Per ora penso di aspettare… 

    si sto aspettando anch’io perchè so che sanno come muoversi in questi frangenti, ma nell’attesa il mio contributo cerco di darlo regorlamente, catastrofi guerre o non guerre… ne han bisogno sempre, poi san loro come usarli dove serve, intendevo dire questo

  • 13
    blastlikecrazy

    Come ho risposto a topo.ruggente il generale Fabio Mini anni fa’ in un intervista aveva dichiarato che l’uomo possiede la tecnologia per generare artificialmente terremoti e tzunami.

    Questi sono i link all’intervista credo sia del 2007

    Guerra Ambientale Globale 1 P Generale Fabio Mini

    Guerra Ambientale Globale 2 P Generale Fabio Mini

    In Alasca il progetto HAARP, basato anche sugli studi di tesla usa microonde per riscaldare la ionosfera e secondo questi video potrebbe causare appunto terremoti e tzunami. Metto i link a questi due video perche’ hanno i sottotitoli in italiano, ma ce ne sono tanti altri che parlano di HAARP solo in inglese

    1/2 – Progetto HAARP: che cos’è e cosa potrebbe causare

    2/2 – Progetto HAARP: che cos’è e cosa potrebbe causare

    Questo e’ il link al sito del progetto HAARP nella pagina dove ci sono i grafici dell’attivita’ registrata. E’ dell’undici gennaio 2010. Potete vedere scorrendo avanti e in dietro i giorni che l’attivita’ e’ iniziata il giorno 10 ed e’ terminata il giorno 12. Sono i giorni appena precedenti al terremoto ad Haiti

    Ecco il link  Induction Magnetometer HAARP

    Per concludere  inserisco anche il link ad un atricolo di Michel Chossudovsky, che conoscerete forse per il suo libro “La globalizzazione della poverta’”. Questo articolo, purtroppo in inglese parla di come praticamente gli USA hanno invaso Haiti dopo il terremoto.

    The Militarization of Emergency Aid to Haiti: Is it a Humanitarian Operation or an Invasion?

    Certo non ci sono le prove inconfutabili per affermare che il terremoto di haiti e’ stato causato, ma sicuramente ci sono molte fattori che potrebbero farlo pensare.

    • 13.1
      FitTizio

      Si, billions si traduce con miliardi. Però io nel loro sito leggo millions che vuol dire milioni. Dove hai letto billion?

    • 13.2
      blastlikecrazy

      Un po’ all’americana, ma parla di tutte le funzioni di HAARP intervistando anche il figlio di colui che ha cominciato questo progetto negli anni 70.

      Purtroppo in inglese 

      Conspiracy theory with Jesse Ventura HAARP

    • 13.3
      FitTizio

      Ciao blastlikecrazy, ciao topo.ruggente.

      Disputa interessante la vostra. Se ho capito bene questo Haarp sarebbe un laboratorio in Alaska fatto per studiare la propagazione delle onde elettromagnetiche nell’atmosfera, in particolare nella ionosfera che è poi la fascia atmosferica dove si producono normalmente le aurore: HAARP=High Frequency Active Auroral Research Program. Essendo quindi un programma di ricerca che ha a che fare con le aurore ovviamente lo hanno istallato in Alaska, l’unica regione degli USA dove sia possibile vedere aurore. Il laboratorio è dotato di strumenti di misurazione e anche di una potente antenna trasmittente per fare esperimenti “interattivi”. L’energia che sarebbe in grado di spedire nell’atmosfera sotto forma di onde ad alta frequenza sarebbe “3.6 million Watts of radio frequency power” ma in realtà ne spedisce al massimo il 45% per evitare di disturbare troppo (“so that they will not produce radio interference to other users of the radio spectrum”). L’energia per far funzionare questa antenna viene prodotta da un generatore diesel. Questo laboratorio viene utilizzato da studiosi di varie università e studiosi legati al governo e agli apparati militari degli USA.

      Questo è quello che si può leggere nel loro sito, dove simpaticamente mettono anche i grafici delle misurazioni effettuate con gli strumenti in dotazione. Adesso, in rete si trovano le denunce sconcertanti evidenziate da blastlikecrazy: haarp sarebbe in realtà tutt’altro, un progetto militare di studio di un nuovo tipo di arma. Sono credibili queste denunce? E’ credibile che si possa provocare terremoti emettendo onde elettromagnetiche ad alta frequenza nell’atmosfera? L’analisi di topo.ruggente è impietosa: le energie in gioco in un terremoto sono troppo grandi. Non è pensabile di poterle accumulare nel luogo scelto in tempi brevi per poi rilasciarle a comando. Io aggiungerei che mi suonerebbe molto strano che per produrre un terremoto a 10 o più km di profondità uno la poca energia di cui dispone (prodotta da un generatore diesel!) la spedisca in direzione opposta. Ma, ammettendo che la cosa non sia poi così folle, che ci sia la possibilità che l’energia spedita verso l’alto ritorni in qualche modo amplificata verso il basso, la domanda sorgerebbe spontanea. Come sarebbe possibile essere precisi? Come è possibile pensare che la poca energia spedita verso l’alto in Alaska potrebbe essere amplificata e dirottata precisamente in un punto a svariati km di profondità nella superficie terrestre e migliaia di km di distanza dal punto di emissione? E’ senz’altro fantascienza. Un’altra teoria complottista senza alcun fondamento.

    • 13.4
      blastlikecrazy

      Ho trovato un sito finalmente in italiano.

      Il professor D’Alessio che spiega molto bene le possibilita’ del progetto HAARP.

      Dati tecnici confermano:il terremoto di Haiti è stato provocato artificialmente da H.A.A.R.P.

    • 13.5
      blastlikecrazy

      Dimenticavo: questa “poca energia” che HAARP dispone sono Billion watts che in italiano se non mi sbaglio si traduce con Miliardo di Watts. Se questa e’ poca energia…. Poi rimbalzando dalla ionosfera il raggio di energia si amplifica ulteriormente. A secondo della frequenza usata possono stimolare specifiche aree anche a profondita’ diverse. Usavano questo sistema anche per trovare giacimenti petroliferi.

    • 13.6
      topo.ruggente

      Che l’uomo abbia la possibilità di causare un terremoto, beh almeno in teoria …

      Per dare un idea comunque il terremoto di Haiti ha rilasciato un’energia di circa 500 PJ (PetaJoule) o scritto in altra forma 500.000.000.000.000.000 J.
      A parte il numerone, quanta è veramente questa energia? Potremmo definirla come il triplo dell’energia irradiata dal sole sulla terra ogni secondo, il doppio della bomba atomica più potente che l’uomo abbia creato o il consumo elettrico annuale della Norvegia o 1/100 del consumo elettrico annuale mondiale.

      Ora che l’uomo abbia la tecnologia per produrre e rilasciare questa energia in pochi giorni senza essere notato da nessuno strumento sulla terra, beh questo invece la vedo più difficile.

      Eccitare tramite microonde la ionosfera per influire sul campomagnetico della terra al fine di generare un terremoto, beh quà (secondo me) siamo nella pura letteratura fantascientifica.

      La ionosfera è una sfera cava, come tale rilascia parte dell’energia verso l’esterno e parte verso l’interno (consideriamo il 50% anche se non è proprio così). Oltretutto In mezzo fra ionosfera e nucleo magnetico della terra ci sono svariati strati di sostanze che a loro volta agirebbero da schermo riducendo l’effetto dell’induzione (uno schermo di circa 5000-6000 Km di spessore).
      In soldoni sarebbe come scaldare tetto e pareti di una casa per cuocere il pollo nel forno.

      Stiamo parlando di un pollo del peso di 17,95*10^21 T.

      In definitiva che l’uomo abbia la capacità (tecnica non tecnologica) di produrre abbastanza energia per generare una induzione magnetica in grado di muovere un elemento di tale peso a 6000Km, no questo è impossibile.

      Tutte le stime sono per difetto.

    • 13.7
      topo.ruggente

      Ho cercato a lungo nel sito dei HAARP, ma di microonde manco un accenno.

      Si parla di
      “The induction magnetometer detects temporal variation of the geomagnetic field based on Faraday’s law of magnetic induction. This instrument, which was provided by the University of Tokyo, is composed of three individual sensors.  Each sensor is comprised of a large number of turns of fine copper wire wound around a rod with high magnetic permeability.”

      Come si chiama in italiano una barra di metallo (di solito si vede in ferrite) circondata da innumerevoli spire di rame?
      Antenna caricata (aprite una vecchia radio anni 70 o l’antenna della Wi-Fi e la troverete).

      Un conduttore (il filo di rame) immerso in un campo magnetico variabile è percorso da una corrente … L’intensità della corrente è direttamente proporzionale alla lunghezza del conduttore (perciò è una fitta spirale).

      HAARP è un’applicazione della Legge di Faraday, tramite particolarità costruttive tentano di analizzare frequenze estremamente basse (ca. 1Hz).

      Tesla nel sito è nominato solo in funzione dell’unità di misura di campo magnetico (T Tesla appunto) che porta il suo nome, esattamente come il suo esimio collega Heinrich Hertz.

    • 13.8
      blastlikecrazy

      Mi correggo: sono 360 antenne da 10.000 watts l’una per un totale di 3.600.000.

      Per fare un paragone le piu potenti stazioni radio ne hanno 50.000. Queste antenne lavorano tutte insieme mandando un raggio verticale direzionato.

      Scusate per l’inesattezza, comunque 3.600.000 watts non sono poi cosi’ pochi 

  • 12

     

    Pare sia stato un terremoto artificiale scatenato con H.A.A.R.P.

    Avete visto la risonanza HAARP dei 3 giorni precedenti al sisma? Lascio il link (che parte da giorno 10), andate avanti cliccando ‘next day’.

    http://137.229.36.30/cgi-bin/scmag/disp-scmag.cgi?date=20100110&Bx=on

     

    Saluti

  • 11
    blastlikecrazy

    Anche Hugo Chavez accusa gli USA di aver causato artificialmente il terremoto questi sono i link:

    in spagnolo  Chávez acusa a EE.UU. de provocar el seísmo de Haití

    In Inglese   Chavez: US weapon test caused Haiti earthquake

    Comunque  non preoccupatevi non solo gli USA hanno in mano quest’arma gia’ inventata da Tesla un secolo fa’, ma anche Russia e Cina.  Siamo alle porte della terza guerra mondiale ed il programma di depopulazione del mondo visto le “armi” ora in dotazione verra’ attuato senza problemi. 

  • 10
    vajont2003

    blastlikecrazy ha scritto :
    Ho trovato un sito finalmente in italiano. Il professor D’Alessio che spiega molto bene le possibilita’ del progetto HAARP. Dati tecnici confermano:il terremoto di Haiti è stato provocato artificialmente da H.A.A.R.P.

    Ciao.

    Fuori da polemiche, e sul piano dialettico. 

    **Come già diceva Solgenitsin, in ogni momento storico c’è una quota di vili e di meschini, o di criminali assetati di sangue, su cui il Potere – qualunque esso sia – può contare per compiere atti ripugnanti: come delatori, aguzzini, kapò, linciatori [*et cialtroni*, nota mia] che gli si offrono volontariamente. Non importa l’etichetta ideologica: ogni scusa è buona agli asini per scalciare, quando gli danno il permesso di farlo.**

    (E figurati se *li pagano* per farlo, in OGNI maniera)

    Anni addietro, su commessa delle Multinazionali del tabacco USA (Philip Morris, Reynolds Tobacco eccetera) vennero diffusi ‘studi’ che *dimostravano* una bassa (o trascurabile) incidenza delle sigarette sul tasso dei tumori polmonari et connessi. A firma di ‘grandi scienziati’ oncologici.

    In altro settore (di cui mi occupai) esimi scienziati erano (o sono tuttora) al servizio di facciata ad una multinazionale del crimine con titolari ricercati dall’Interpol che puntavano a fondi europei per una bufala (estremamente tossica/bomba ecologica) che avevano persino quotato in Borsa (2006).

    Tutto quanto sopra, per dire che quoto al 101% quanto dice, argomentando, *Topo Ruggente*. Se non altro che per aver studiato (e sperimentato) anni addietro quanto afferma.

    Ho l’impressione, al di là e al di qua della tua buona fede, che tu stia facendo i conti (giusti) colle cifre/numeri sbagliate.

    Diversamente, e in chiave “Harry Potter actvated”, dovremmo desumere che come si *creano* terremoti artificiali, altrettanto si potrebbero *prevenire/impedire/depotenziare*. E allora perchè non creare una Mega-Stazione HAARP sulla faglia di S. Andrea (S. Francisco) e esorcizzare il Big-One??

    (ma vaffanc…)**

    ** = quest’ultimo, in chiave assolutamente polemica, e *generalista*

     

    • 10.1
      FitTizio

      …dimenticavo. Se non lo sai te lo spiego io, il complottismo teorizza l’esistenza di cattivoni tali che terminator non lo vedono nemmeno di striscio. Questi cattivoni chiamati anche “Illuminati” derivano da una gran quantità di fatti e leggende, tutti reinterpretati allo scopo. Templari, massoneria, satana in persona, l’anticristo e chi più ne ha più ne metta. Tutto fa brodo. Ovviamente questi cattivoni deterrebbero il “vero potere”e le varie classi politiche dei paesi avanzati sarebbero semplicemente costituite da prestanome o persone comprate o asservite in modi terrificanti. Secondo la vulgata complottista questi cattivoni vorrebbero decimare l’umanità per avere il pianeta a loro completa disposizione arrivando ad un “Nuovo Ordine Mondiale”. L’apocalisse insomma. E starebbero mettendo in atto il loro truce proposito con varie tecniche. Ad esempio il signoraggio, truffa bancaria megagalattica che servirebbe a conferire illimitate risorse finanziarie ai nostri cattivoni (e ovviamente sottrarle a tutti gli altri, riducendoli poveri ed in schiavitù). Risorse che poi utilizzerebbero per avvelenare i poveri disgraziati con le scie chimiche, veleni che verrebbero sparsi dagli aerei irrorando l’universo mondo. Ovviamente i cattivoni disporrebbero dell’antidoto (!). Quindi ci sarebbe Haarp, che ammazzerebbe i poveracci provocando terremoti. Non ti sto nemmeno a proseguire con l’elenco. Ormai avrai capito, sono un coacervo di min***ate che si reggono l’una con l’altra. Hanno tutte avuto origine in modo indipendente, e poi si sono fuse in un quadro apocalittico. Pare che l’impulso primordiale sia venuto da un videogioco. Poi l’influsso della new age e qualche mente raffinata hanno fatto il resto.

    • 10.2
      FitTizio

      Cacchio! Sei forte vajont2003. M’è garbata pure la parte assolutamente polemica del commento :) Però non te la prendere con Blastlikecrazy, lui non ha colpa se non quella di essere caduto nella trappola del complottismo. E già, il complottismo, questo male strisciante nella nuova era di internet. Chi non ha i giusti “anticorpi” si becca tutte le malattie con cui viene a contatto e non è sufficientemente protetto. In fondo era prevedibile la rapida diffusione del complottismo: internet è un mezzo che consente la rapida diffuzione delle informazioni. Sia di quelle utili ed interessanti sia delle min***ate… P.S. Ho notato con orrore che ti hanno sequestrato il sito http://www.vajont.info e c’hai pure un procedimento penale sul groppone!

  • 9
    tejal
  • 8
    FitTizio

    Blastlikecrazy, il tuo ultimo link è esilarante!

    Secondo il luminare in questione: “…poiché siamo di fronte ad un’arma letale che cambia preventivamente il nostro modo di pensare, riducendoci a zombie e marionette in mano a chi preme i pulsanti HAARP”. Quindi Haarp non provocherebbe solo terremoti, cambierebbe pure ‘preventivamente’ il nostro modo di pensare.

    Mi ricorda quelle catene di Sant Antonio via e-mail che vorrebbero terrorizzare il destinatario, prospettandogli una fine orripilante per il suo computer ad opera di virus talmente potenti da superare ogni immaginazione (e ogni logica). Virus in grado di spappolarti il computer anche da spento. Basta il pensiero.

    Beh, ragionando a freddo, i complottisti mi ricordano tanto i protagonisti di alcune descrizioni dell’evoluzione della religione nella storia. Cade un fulmine e l’uomo primitivo per farsene una ragione immagina l’esistenza del dio dei fulmini, che si diverte a spaventare l’umanità. Ormai i fulmini non fanno più paura, tutti sanno che c’è una spiegazione semplice. Quello che fa paura adesso è la tecnologia. Qualcuno sa che c’è una spiegazione difficile. Per gli altri dipende. C’è chi accetta passivamente il fatto di non saper dare spiegazioni (tipo Benigni e Troisi in non ci resta che piangere) e c’è chi lo ripudia immaginando che un cellulare sia una specie di esibizione maligna di satana. Da qui al complottismo la via è breve. Non faccio fatica ad immaginare l’effetto deve fare un laboratorio come Haarp, con 360 antenne da 10000 watt l’una a chi non ha idea di cosa sia un watt.

  • 7
    duxcunctator

    Basta un piccolo starnuto del pianeta, in un minuscolo francobollo di terra come Haiti, e sono spazzati via migliaia di esseri umani. Anche un microscopico virus è in grado di uccidere milioni di persone. Sono tutte manifestazioni di una stessa fragilità, di uno stesso destino. Tutti documenti della nostra misera condizione mortale.

    Il resto qui: feedproxy.google.com/%7Er/LoStraniero/%7E3/1h5Cyutk54E/?utm_source=feedburner&utm_medium=email

  • 6

    La pratica dell’uso delle catene negli edifici in pietra era già stra-noto.

    La mia casa fu ricostruita in questo modo dopo il terremoto del ‘915 e questo accorgimento, oltre all’uso di materiale di qualità, ha permesso alla mia casa di reggere in modo egregio all’urto del 6 aprile (e a quelli che continuano a succedersi) mentre gli edifici tutt’intorno si polverizzavano e ancora oggi fanno bella mostra delle loro macerie per le strade…

    Per cui, chi ha costruito edifici anche nuovi che si sono sbriciolati hanno semplicemente barato, perchè non credo che si possano ignorare accorgimenti noti già da più di 100 anni…

  • 5

    Ciao Claudio e ciao a tutti,

    complimenti SCONTATI e, al solito, DOVUTI a parte…in merito alla prevenzione antisismica degli edifici, non posso che segnalare un’interessante sito web (www.promozioneacciaio.it) dove, se pur e forse in maniera dettagliatamente professionale, vengono affrontati, anche in base ai danni arrecati dai terremoti più distruttivi avvenuti in Italia, prima dell’ultimo tragico dell’Aquila, una serie di tecniche di recupero di alcuni edifici storici e non in calcestruzzo, muratura acciaio e legno, e di buone pratiche costruttive di realizzazione di nuove costruzioni prevalentemente in acciaio…uno dei materiali, in assoluto, meglio predisposti a risposte antisismiche e nello stesso tempo altrettanto superiore, rispetto a tanti calcestruzzi di tipo ordinario, da un punto di vista prettamente ecocompatibile e quindi riciclabile nel tempo.

    Mi dispiace solo di una cosa: che per colpa delle potente lobby, appunto del calcestruzzo, i costi dell’acciaio continueranno a rimanere un pò più alti e -ahinoi!- non alla portata di tutti i cittadini!

     

    Saluti e grazie ancora

  • 4

    topo.ruggente ha scritto :
    Che l’uomo abbia la possibilità di causare un terremoto, beh almeno in teoria …

    In definitiva che l’uomo abbia la capacità (tecnica non tecnologica) di produrre abbastanza energia per generare una induzione magnetica in grado di muovere un elemento di tale peso a 6000Km, no questo è impossibile.Tutte le stime sono per difetto.

    Ehi, uno che ragiona.

    Per me, Topo Ruggente ministro.

  • 3
    topo.ruggente

    duxcunctator ha scritto :
    Basta un piccolo starnuto del pianeta, in un minuscolo francobollo di terra come Haiti, e sono spazzati via migliaia di esseri umani. Anche un microscopico virus è in grado di uccidere milioni di persone. Sono tutte manifestazioni di una stessa fragilità, di uno stesso destino. Tutti documenti della nostra misera condizione mortale. Il resto qui: feedproxy.google.com/%7Er/LoStraniero/%7E3/1h5Cyutk54E/?utm_source=feedburner&utm_medium=email

    Se è per questo, basta un minuscolo movimento di un dito indice e migliaia di testate nucleari sono in grado di spazzare via miliardi di persone.

    Basta surriscaldare una capsula di petri e biliardi di virus si decompongono.

    La tua visione cristiana ti porta a misurare il potere in capacità distruttiva, io preferisco la capacità costruttiva.
    Quale altro essere vivente può sopravvivere nei ghiacci polari o nel deserti, sul fondo degli oceani o nello spazio?
    Quale altro essere vivente ha debellato malattie che mietevano milioni di vittime?
    Quale altro essere vivente si chiede il perchè delle cose? In questo caso eliminiamo dal computo i fedeli, poichè aver fede significa non porsi domande.

    Ha sicuramente i suoi difetti (anche tanti), ma l’essere umano è proprio una figata.

  • 2
    per claudio messora

    questa intervista non mi convince per niente, così come non mi convince giuliani che colloquia con piersanti. mi fa pensare ad un aforisma da titolo “quando conviene salire sul carro?”.

    tralasciamo le solite frasi scontate di piersanti… vorrei vedere lui dormire in una casa, incatenata o impalettata come suggerisce, con una scossa di magnitudo 7 che trasforma i pilastri di cemento in grissini. il guadagno sicuro ce lo avrebbero solo le imprese edilizie, altro che i cittadini…

    ma come si fa a stipendiare lautamente una persona che ripete da anni sempre la solita pappardella “è poco probabile ma non impossibile… i terremoti avvengono perché si scontrano le placche… è preferibile che un terremoto di forte intensità avvenga ogni 50 anni invece che 200 perché la gente sarebbe meglio preparata… non conosciamo quel punto preciso quindi non possiamo fare statistiche…” ecc. ecc.?

    praticamente, a che servono le conoscenze di piersanti, per riemprire i database di località e numeretti e poi tirare una media?

    in questo caso la sua busta paga non dovrebbe superare i 6/700 mensili, correggetemi se sbaglio.

  • 1
    tejal

    Hai colto nel segno Francy ed anch’io mi sono posta le stesse domande. Mi lascia perplessa anche la decisione di “condonare” al governo haitiano il debito verso il nostro paese. Perché veramente i nostri politici credono che quei soldi andranno ad aiutare i sopravvissuti e verranno utilizzati per la costruzione di case e servizi ai senza tetto? Questo buonismo del nostro governo è poco saggio e di facciata. Ma su questo non credo che noi possiamo fare gran ché. Io non ho inviato nessun euro per 2 motivi: anche io, come tanti, voglio sapere quanto, a chi e come verranno utilizzati i soldi raccolti e finché non ho questa garanzia aspetto e nel frattempo mi darò da fare per trovare organizzazioni umanitarie non conniventi con stato, chiesa o quant’altro di poco affidabile. (Curiosità: una mia conoscente tempo fa mi raccontò che, insospettita da alcune voci sulla Caritas, cominciò a nascondere dei biglietti negli abiti usati che donava, dicendo di contattarla al cellulare che aveva scritto, qualora il capo di abbigliamento fosse finito in luoghi altri da quelli previsti. Bene ricevette una telefonata di una persona che le disse di aver comprato all’usato il suo cappotto di montone! Bè, non tutti saranno così disonesti come la persona che si è rivenduta il capo d’abbigliamento, ma questo fa pensare). Comunque vorrei invitare anche altri ad aiutarmi nel stendere una lista di possibili organizzazioni a cui inviare sostegno economico per la popolazione haitiana. (Che ne pensate di Emergency and Action aid, io di solito a loro mando soldi, ma ve lo dico è un atto di fede).

    L’altro motivo è che tutti gli aerei con gli aiuti inviati sono di poco aiuto, l’organizzazione sta nelle mani di totali incompetenti e alla luce di ciò Bertolaso, in fondo non era poi così male. E’ proprio vero che al peggio non c’è mai fine.

    Stupisce ?! la notizia della nave da crociera attraccata sulla costa haitiana a 130 km da Port au Prince: alcuni passeggeri si sono indignati e rifiutati di scendere, ma altri hanno deciso di godersela comunque. Ebbè l’animo umano è fatto di tante sfumature! E sfumatura per sfumatura, un conoscente dell’Aquila, scampato al terremoto ma con la casa in cui stava in affitto danneggiata, sta in causa con il suo ex padrone di casa, che vive in Sardegna, perché il soggetto in questione gli ha chiesto i danni per aver causato delle crepe sulle mura di casa!

    Stupisce !? Il commento del reverendo evangelista americano Robertson che dice che il terremoto è la conseguenza del patto con il diavolo stipulato da anni dal popolo haitiano. Mi ha ricordato quando ho sentito su Radio Maria dire che il terremoto in Abbruzzo è stato un segno divino per farci vivere più da vicino la passione di Cristo!

    Stiamo fuori! Saranno gli hertz della terra che si stanno alzando; sarà che la terra si sta fermando (secondo me non ce la fa più!); sarà che l’aumento delle tempeste solari, oltre ad influenzare il magnetismo terrestre, ci sta bruciando i neuroni; sarà il futuro allineamento dei pianeti ma non stiamo bene!

    PS Claudio sono stata latitante ma ho sempre letto con piacere i tuoi interventi.

    OM SHANTI

  • 0
    Francy

    io parteggio solo per emergency, sono tesserata da molti anni, da sempre direi; ho avuto modo in piazza di conoscere Gino Strada, indirettamente anche Teresa, che manca a chiunque l’ha conosciuta anche da lontano

    ci sono molti modi per aiutare emergency, io con loro ho fatto le partecipazioni, le bomboniere alla nascita di mia figlia ecc; cartoline e calendari; e aggiungo libri, tra cui uno per tutti Pappagalli verdi, che mi ha lasciato senza fiato. La tessera di emergency dà anche tanti sconti anche per teatro ecc. soprattutto ai milanesi, ti fai anche del bene :-)

    Poi chiaro, si è un atto di fede… credo solo a loro. Non sono lì ad operare io, ma quando ho visto le foto del muro di un ospedale colorate da Vauro insieme ai bimbi, perchè bianco gli avevano detto, è triste… e via dicendo insomma. Gli strumenti di ostetricia, le donne finalmente assistite. Tutto documentato, progetti che crescono e che costano. Il sostegno va dato sempre, purtroppo la gestione di posti in prima linea va oltre l’emozione del momento di una tragedia.

    • 0.1
      sil lan

      Anch’io, da anni, sostengo Emergency e mi fido ciecamente.

      Quando insegnavo ho conosciuto entrambi, Teresa e Gino (io sono di Sesto San Giovanni, e anche loro), organizzavamo incontri e raccolte con i bambini: due persone eccezionali, ma anche alcuni loro collaboratori…

      Però non mi risulta che Emergency sia presente ad Haiti, ed ho molti dubbi: a chi donare? Troppe volte abbiamo verificato l’uso improprio di fondi.

      Per ora penso di aspettare…

       

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Scontro Berlusconi Berlinguer sul Referendum: “Qualcos’altro da aggiungere?”. “Sì: sarebbe un regime!”

Berlusconi Berlinguer Referendum Scontro tra Silvio Berlusconi e Bianca Berlinguer, che non gli permette di elencare le ragioni del No al Referendum Costituzionale. - "Ha qualcos'altro da aggiungere?". - "Sì... Sarebbe un regime!"....GUARDA

Fusaro: se vince il No, arriverà un governo tecnico guidato da Mario Draghi

Fusaro: se vince il No, arriverà un governo tecnico guidato da Mario Draghi Diego Fusaro: "Se al Referendum Costituzionale vince il sì, come vogliono le élite, distruggono la Costituzione, desovranizzano lo Stato e impongono l'Unione Europea come Banca Centrale che decide per tutti. Se vince il no l'élite ha pensato anche al piano B, perché il popolo si sta...GUARDA

MELONI A RENZI: SCIOCCATA DA QUANTO SEI BUGIARDO!

giorgia meloni vs matteo renzi sei un bugiardo Giorgia Meloni si scontra violentemente con Matteo Renzi, durante la campagna per il referendum costituzionale, sul Porcellum e sulle liste bloccate, che Renzi sostiene di avere tolto dall'Italicum....GUARDA

Silvio Berlusconi su Beppe Grillo: “Non posso parlarne bene”.

Berlusconi su GrilloSilvio Berlusconi su Beppe Grillo a Matrix: "Mi piace parlare delle persone quando posso parlarne bene. Quando devo parlarne malissimo, ...evito". ...GUARDA

Nino Galloni mena schiaffoni anche alla Presidenza del Consiglio

galloni marattin Nino Galloni si scontra con Luigi Marattin, consigliere economico della Presidenza del Consiglio di Matteo Renzi, su banche, Referendum, privatizzazioni, debito pubblico, mercati e scenari catastrofici....GUARDA

Film, libri e Dvd

Il ritorno alla bellezza passa anche dall’acquisto di un oggetto di design

Design e bellezza Ci sono oggetti che devono semplicemente funzionare, non importa quanto siano brutti. E, soprattutto, devono rompersi in fretta, in maniera da poter essere acquistati nuovamente, e poi ancora, e ancora, infinite volte. Tante quante bastano a soddisfare le esigenze del sistema produttivo. Altri devono semplicemente essere...==> GUARDA TUTTO ==>

Le cuffie migliori per la musica

Cuffie Pryma C'era un tempo in cui il mangiadischi la faceva da padrone. La cosiddetta alta fedeltà era un lusso per pochi, spesso riservata agli studi di registrazione dove le celebrità registravano le loro nuove hits. Poi vennero gli Hi-Fi, prodotti consumer ma con la capacità di riprodurre un'ampia...==> GUARDA TUTTO ==>

Lights Out: Terrore nel Buio – Trailer Hd ITA ufficiale #NonSpegnereLaLuce – film horror

LIGHTS OUT TERRORE NEL BUIO TRAILER ITA HD UFFICIALEIl trailer HD ITA (in italiano) di Lights Out: terrore nel buio. #NonSpegnereLaLuce I migliori film horror a casa tua: Film Horror al Cinema. Dal produttore James Wan (“L’evocazione-The Conjuring”), è in arrivo il racconto di un terrore sconosciuto in...==> GUARDA TUTTO ==>