Mr. President, help Internet in Italy

  L’Italia è invasa dagli stranieri. Sono barbari della cultura, distruggono, devastano, saccheggiano, impongono gabelle, impediscono al mercato di crescere ed evolversi. Sono parassiti, succhiatori di sangue, prendono ai poveri per dare ai ricchi, tengono in vita malati terminali, mummie che si sbriciolerebbero di fronte a qualsiasi pensiero intelligente, ibernano i loro privilegi e li mantengono inalterati nel tempo, producono a ciclo continuo vasetti di cazzi loro e non imprimono nessuna data di scadenza.

Hanno colonizzato tutto, infestato ogni poltrona, riempito di servi e vassalli tutte le vie di accesso al palazzo. Se la suonano e se la cantano. Inscenano teatrini per intrattenere le folle, assumono burattini e servono fandonie decorate con bigiotteria di infima qualità, perline colorate in cambio della vita e della terra degli indios: la nostra vita, la nostra terra.

Sono in tanti. Arrivano ben vestiti. Ti parlano di libertà e ti imbavagliano. Ti parlano di diritti e te li alienano. Ti parlano di riduzione delle tasse e te le aumentano. Ti parlano di futuro e te lo rubano. Ti parlano di cultura e ti rendono più ignorante. Si fanno chiamare Bondi, Romani, Maroni, D’Alia, Levi, Carlucci, Barbareschi, hanno molti nomi ma un solo padrone. E il padrone non ha nome. Si nasconde, come Bin Laden, come il padre nostro che è nei cieli, come il capro solforoso che è negli inferi, come la vecchia terrificante strega dalle lunghe dita unghiate che beve code di rospo e influenza le decisioni del Re, sotto la minaccia di scatenare la collera degli dei.

Dopo avere cercato di imporre la carta di identità per ogni singolo bit trasferito in rete (Carlucci), dopo avere provato a chiudere i blog su indicazione diretta del Ministero degli Interni, avendo a insindacabile giudizio loro ravvisato apologia di reato magari nell’ultimo e più insignificante dei commenti a un post, scavalcando la magistratura (D’Alia), dopo avere sentenziato che internet è un luogo di libertà ma va assolutamente regolamentato, a loro vantaggio (Barbareschi), dopo avere cercato di equiparare un blogger a una testata giornalistica e di farlo iscrivere al registro degli operatori della comunicazione (Levi-Prodi), dopo avere cercato di applicare a internet la legge sulla stampa promulgata nel 1948, dopo avere paragonato i social network ai gruppi terroristici degli anni ’70 (Schifani), dopo avere minacciato di chiudere Facebook salvo poi accordarsi privatamente con gli operatori del settore per dare luogo ad una censura insidiosa, invisibile e silenziosa, contro la quale è difficile organizzarsi (Maroni), dopo avere addirittura osato proporre un permesso ministeriale per trasmettere in diretta streaming dalla propria scrivania, dopo avere negato 800 milioni di euro per lo sviluppo della banda largao meno angusta – mentre il resto dell’Europa sta dichiarando internet un diritto fondamentale dell’uomo e garantisce ad ogni cittadino 100 Mbit o più di velocità di connessione, dopo tutte queste vessazioni, uniche nel panorama legislativo dell’occidente democratico, oggi sono in arrivo altre due colossali offese all’intelligenza digitale: il Decreto Romani e l’estensione dell’Equo Compenso.

Con il primo, sua maestà il premier intende tutelare gli interessi presenti e futuri della sua dinastia regale, salvaguardando Mediaset dalla crescita di piccoli ma fastidiosi videoproduttori indipendenti, videoblogger e web-tv. Costoro non potranno più utilizzare la rete per immettere immagini in movimento – come attualmente è possibile fare sui grossi portali di videosharing – senza ottenere preventivamente un permesso governativo, equiparando a tutti gli effetti un videoblogger, così come chi vuole condividere i filmini delle vacanze, a una rete televisiva vera e propria. Un abominio che fa scempio della libertà di espressione e che cerca ancora una volta di tutelare il monopolio dell’informazione e della raccolta pubblicitaria che grazie a Craxi è stato conferito, per diritto divino, a Silvio Berlusconi e a tutta la sua genealogia discendente.

Con il secondo si intende rubare ai poveri per dare ai ricchi, costringendo tutti i cittadini italiani, già gravati da un inaccettabile digital divide, a ingrassare le casse della SIAE, partendo da un presupposto fortemente illiberale e avverso al principio giuridico della presunzione di innocenza. Non potendo più sostenere il diritto d’autore, disciplina che per anni ha reso fortune da milioni di euro a pochi artisti, sempre gli stessi dai tempi in cui Berta filava, e impoverito tutti gli altri, indipendentemente dalla loro bravura ma in funzione della sola appartenenza o estraneità alle baronie del mondo dello spettacolo, Bondi vuole essere per la SIAE quello che Craxi fu per Berlusconi: il legislatore che non legifera nell’interesse dei cittadini, ma in quello degli interessi corporativi, per permettere loro di continuare a perpetrare un modello perdente che gli adattamenti evolutivi del mercato, favoriti dalla rete, premono per modificare e rendere più aperto e democratico. D’ora in poi se acquisterete telefoni cellulari, hard disk, chiavette e qualsiasi dispositivo contenente una memoria ram, rom, flash o un pallottoliere, pagherete senza saperlo una gabella significativa e proporzionale alla dimensione in gigabyte della memoria fisica disponibile. Perchè? Perché si presuppone che la userete per farvi copie private di film e brani musicali. Non importa se usate la capacità di memorizzazione del vostro apparecchio per conservare documenti importanti, le foto di vostro figlio o i filmini delle vacanze: dovete pagare, siete pirati, siete criminali, per voi la presunzione di innocenza non vale. In tempi nei quali la quantità di memoria disponibile aumenta vertiginosamente di mese in mese, diventando nel contempo via via sempre più conveniente da acquistare, Bondi è il primo caso al mondo di Ministro che vuole penalizzare l’innovazione, per dirla con le parole di Confindustria.

Adesso basta.
Io voglio vivere in un paese dove il mio Presidente parla al paese attraverso YouTube e non disabilita i commenti, perché un Presidente della Repubblica non deve avere paura di sapere cosa penso.
Voglio vivere in un paese dove posso ricevere gli aggiornamenti Twitter dai parlamentari, dove i ministri hanno un blog e dialogano sulla rete, dove le campagne elettorali si fanno sui social network, alla pari, senza il rischio che i grossi monopolisti dell’informazione partano con un serbatoio di consensi illimitato e immeritato, in una competizione sleale e antidemocratica che privilegia faccendieri e trafficanti di organi istituzionali a discapito di chi ha davvero le idee per cambiare questo paese.
Voglio vivere in un paese dove la banda larga è considerata un diritto fondamentale di ogni cittadino, elevandola a diritto costituzionale. Queste sono le modifiche alla Costituzione che voglio. Come è avvenuto in Francia, come è avvenuto in Finlandia, come è avvenuto in Spagna e in Germania.
Voglio vivere in un paese dove la gente guarda meno la televisione e naviga di più, leggendo e informandosi in rete. Come in America, dove un ultrasettantacinquenne su 4 legge e si informa sui blog. Come in America, dove non importa quanti gruppi aperti da buontemponi in vena di triviale goliardia inneggino all’eliminazione fisica del Presidente, perché Obama non si sognerebbe mai di andare alla CNN a dire che Facebook deve essere chiuso. Come in America, dove a giugno 2009 la percentuale di penetrazione della banda larga nella abitazioni residenziali era superiore al 26%, contro un 19% italiano che ci colloca al 22° posto della classifica dei paesi OECD. Sì, come in America.

Per questo io, voi, noi tutti andremo davanti all’ambasciata americana, a piedi nudi, incatenati, battendo i piedi per terra al suono dei tamburi, a passo di schiavo, reggendo tutti insieme un unico enorme striscione:

 

Mr. President, help internet in Italy

Io e Enzo Di Frenna vogliamo raccontare al mondo come il governo italiano stia riducendo la rete in totale schiavitù, e cominceremo da lì, verso la fine di febbraio.

Iscrivetevi al gruppo facebook e diffondete l’iniziativa. Iniziamo a far rullare questi tamburi.

DIFFONDI L’INIZIATIVA SUL TUO BLOG



Iscriviti al gruppo su facebook.(*)

(*) in quanto pericoloso terrorista

 

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53 risposte a Mr. President, help Internet in Italy

  • 17
    Noa

    Ciao Claudio e a tutti: dico la mia.

    Purtroppo questo post non mi ha entusiasmato. Le ragioni alla base e le intenzioni sono, come sempre, delle migliori. Ma la soluzione ed alcuni punti mi lasciano perplesso. Alcune questioni:

    1.Perchè aprire un gruppo su facebook per la difesa della libertà di internet, quando facebook appartiene per circa il 40% (o forse più) alla CIA? In america sono dei finti liberali: non chiudono il blog, ma chi lo scrive se necessario. Oppure lo comprano. Tra l’altro l’enorme potere di controllo che gli USA hanno sui loro (e altri) mezzi di comunicazione di massa gli consentono di fare operazioni di “induzione di pensiero” preferibili ad attacchi frontali che possono provocare reazioni tipo la tua nei confronti delle nostre leggi. Con questo, ovvio, non sto afffatto difendendo queste leggi.

    2. Perchè rivolgersi all’America invece che, per esempio, all’Europa? Capisco che Obama più che essere il presidente degli USA rappresenta una idea/speranza/sogno. Ma ci siamo svegliati da un pezzo: questo avveniva durante la campagna elettorale. Ora lui ha un nobel sulla scrivania mentre in Afghanistan muore della gente. (Per chi crede che Obama sia un santo solo per aver proposto la sanità pubblica non ha letto molti articoli a riguardo, soprattutto uno postato su Comedonchisciotte. Se trovo il link lo posto qui).

    3. I diritti d’autore sono una grossa bega. Ma non il concetto in sè, bensì come vengono imposti. È vero, il mercato sta cambiando e l’industria del settore fa fatica ad adattarsi riconvertendosi. Tutto questo è male. È pur vero però che esistono strumenti che, al momento, sono una via di mezzo ed una alternativa abbastanza buona al P2P: spotify per la musica (che in italia non funziona) e megavideo per i film sono solo degli esempi. Quanti però pagano i 2-3 euro per vedersi il film invece di scaricarlo? È vero che si è abusato parecchio dei diritti d’autore (chi l’ha detto che Tom Cruise deve guadagnare milioni di dollari per girare un film? manco lavorasse in una miniera), però è anche vero che il diritto d’autore non può essere eliminato, pena l’eliminazione del lavoro dell’autore che delle sue opere vive.

    Quelli della SIAE sono delle sanguette, lo sappiamo tutti. Addirittura qui in Spagna la SIAE è un’azienda privata! Ma la regolamentazione dello strumento internet va presa davvero con le pinze (cosa che i nostri parlamentari non hanno fatto, anche perchè come tu stessi sempre sottolinei, non sanno di cosa si tratta).

    Per quanto riguarda la “tassa” sul video sharing, credo sia semplicemente una idiozia irrealizzabile. Per fare una cosa del genere non possono prescindere da chi il mezzo del videosharing lo possiede, ovvero Google. E quando verranno insultati da Google e dal resto dell’Europa (così almeno spero) torneranno sui loro passi.

    Visto questo articolo, mi vien da chiederti:più che il gruppo che chiama in aiuto Obama, hai pensato a quello che chiama in aiuto a te (organizzato sempre da Di Frenna)?

    P.S.: c’è mica un link alla bozza di legge o roba simile?

    Luigi

    • 17.1
      uruk-hai

      Il link all’articolo pubblicato sul sito del Ministero per i Beni e le Attività Culturali è questo. In basso alla pagina trovi i link ai documenti in pdf della proposta di decreto legge e la relativa relazione illustrativa. I link diretti a questi documenti sono i seguenti:

      decreto ministeriale 30 dicembre 2009, adottato ai sensi dell’articolo 71-septies della legge 22 aprile 1941, n. 633

      relazione illustrativa del decreto ministeriale 30 dicembre 2009, recante determinazione del compenso di cui all’articolo 71-septies legge 22 aprile 1941, n. 633

       

    • 17.2
      pda
    • 17.3

      Provo a risponderti in velocità (perdona la scarsità di tempo), ma spero di individuare i concetti fondamentali:

       

      1. Perchè aprire un gruppo su facebook. E dove vorresti aprirlo? Facebook è un luogo che ti offre tutti gli strumenti di cui hai bisogno, ha tutto pronto, è semplice, immediato e, soprattutto, raggiungi molto velocemente milioni di persone. Alternative? Apriamo un forum e ci scriviamo io e te? Facebook è della CIA. Bene. Vorrà dire che la CIA mi sta pagando il gruppo per lanciare le mie iniziative. Anche internet è stata inventata per scopi militari e le dorsali su cui transitano i dati sono di proprietà dei colossi delle telecomunicazioni. Allora non usiamo internet? Non c’è qualcosa che l’uomo fa, che non sia stata inventata e realizzata da un altro uomo, magari per scopi diversi. Uno fa un oggetto circolare con un buco al centro e lo appende in salotto come arte decorativa. un altro lo vede, lo tira giù dal muro e lo mette sotto a una slitta, trasformandolo in una ruota. Apriamo le nostre menti e abbandoniamo le rigidità mentali che non servono ad ottenere nessuno scopo se non a quello di non conseguirne, per l’appunto, nessuno.

      2. Perché Obama. E perchè no? Come ha scritto anche qualcun altro, non serve fare una manifestazione tra noi. Per quelle cose basta una schitarrata su una spiaggia. Bisogna riuscire a fare in modo che qualcuno ne parli, e se qualcuno ne parla in America abbiamo già fatto un successone, perché l’America è legata a doppio filo con il nostro esecutivo. Non sarebbe la stessa cosa farlo davanti all’ambasciata tedesca. Lo dico a tutti: toglietevi dalla testa la casacca anti-colonialista, anti-imperialista, anti-diqui e anti-dili. E mettetevi l’anima in pace: non state avallando nessun regime: state usando un mezzo, vedetela come un cavallo di t**ia, per riuscire a farvi sentire. L’alternativa è l’anonimato. In ogni caso seguiranno anche appelli alla Merkel, alla Mafia, alla Cina… Se non ci fermiamo e non ci dividiamo prima :)

      3. I diritti d’autore sono una cosa complessa. Concordo. Ero musicista e sono (credo) tutt’ora iscritto alla SIAE. E’ un mondo che conosco bene. Proprio per questo, non si risolve a colpi di decreti bondi, con centinaia di milioni di euro REGALATI dalle nostre tasche che frenano l’innovazione. Ti rendi conto, vero, che ogni volta che acquisterai un hard-disk sarai condannato a pagare di più per pagare gli stipendi ai burocrati della SIAE? Anche se non ci metterai mai un solo singolo brano musicale.

      4. Tassa sul videosharing? No, non c’è nessuna tassa sul videosharing, hai capito male. Qui è ancora peggio: se hai un videoblog come il mio, non potrai più trasmettere e caricare i tuoi video, o fare dirette streaming, senza una autorizzazione ministeriale che ti vincola ai diritti e ai doveri di un network televisivo. Burocrazia, soldi, palinsesti… ma stiamo scherzando?

      Un abbraccio, Noa.
      Claudio

  • 16

    “Gli Stati Uniti sostengono una Rete globale e libera. Il primo emendamento della nostra Costituzione è il fondamento della libera espressione, della libertà di parola e stampa. Oggi va applicato tenendo conto della tecnologia. Oggi abbiamo il dovere di difendere Internet e il potere che la Rete concede. Ci sono barriere e muri virtuali che vanno abbattuti, oggi, come un tempo abbiamo abbattuto i muri della repressione, e il muro di Berlino. Blog, video, messaggi, social network, hanno un ruolo fondamentale. Per diffondere verità e giustizia – ha continuato -. Ci sono pericoli, perché la Rete aperta è stata utilizzata anche da Al Qaeda per lanciare minacce contro il mondo e recrutare terroristi. E’ utilizzata per pornografia e pedofilia, per rapimenti, mercati neri. Ma non serve la censura, come hanno fatto Cina, Tunisia, Arabia Saudita, Vietnam o Uzbekistan, per combattere chi usa Internet per scopi malvagi. Continueranno a esserci e dobbiamo esserne consapevoli.”

    [Hillary Clinton]
    link

  • 15
    eemotion

    La stessa battaglia per la Real Net Neutrality è in atto negli USA, vogliono costringere i server a bloccare chi condivide contenuti protetti da copyright.

    https://www.eff.org/press/archives/2010/01/14

  • 14
    skatro

    Oh, che bello! :) io porto pure lo scudiscio! Che ogniuno porti le sue catene! (mi domando se vanno bene anche le manette di pelo..)

    Comunque, in America saranno anche indietro in molti aspetti, ma non si può dire che su internet siano messi male! Mr. Obama (che ancora non sono riuscito a scoprire se sei un massone pure tu o no) in fin dei conti mi stai anche un po’ simpatico, vediamo se riusciamo a smuovere qualcosa!

    Esami permettendo, a febbraio ci sarò.

    Byoblu: quando sarà tutto deciso e il piano d’attacco sarà stilato, pubblica un post con tutte le indicazioni dell’ultim’ora per gli anti-facebook, mi raccomando!

  • 13
    uruk-hai

    Credo sia ormai evidente ed ovvio che anche le nazioni industrializzate dell’occidente non siano altro che dei totalitarismi soft; hanno imparato dai loro precedenti errori e hanno capito che per soggiogare meglio i cittadini è opportuno concedere loro un minimo di benessere e libertà, purchè questo non consenta l’emergere della realtà su come ci governano. Ora, purtroppo per loro, è nata questa diavoleria di internet che gli sta rompendo le uova nel paniere: troppa verità, troppa memoria, troppa informazione in tempo reale.

    I tentativi di imbrigliare la rete si sono susseguiti negli ultimi anni anche nel parlamento europeo (col noto Pacchetto Telecom), la Francia con Sarkozy ha emanato la legge Hadopi 2 (detta legge dei 3 schiaffi) proprio riguardo alla tutela del copyright, in America si sta cercando di far passare una legge per la cybersicurezza che dona al presidente il controllo totale della rete in caso di emergenza (e gli americani sono maestri nel crearsi le emergenze che gli servono…11 settembre insegna).

    Internet è uno strumento eccezionale, ma rimane pur sempre uno strumento che può essere usato bene o male. Sta a noi decidere. O iniziamo a farci sentire con forza, sosteniamo le manifestazioni per la libertà di espressione e informazione nella rete, sosteniamo i nuovi movimenti nascenti dei cittadini “normali” che vogliono inserirsi in politica per spezzare il sistema oligarchico (es. Movimento a 5 Stelle), iniziamo a fare blog internazionali per unire veramente i cittadini nella lotta al potere (con il massimo rispetto per i blogger come Messora che fanno un lavoro eccezionale, si inizia a sentire il bisogno di blog che escano dal cortile e inizino a parlare al mondo, visto che il potere da combattere è globale e non più nazionale), oppure internet non rimane altro che un giochino elettonico e nulla più.

    Internet o non internet, la scelta rimane sempre nostra come esseri umani. Non esiste l’internet che ci può salvare, non è che il web prende vita e ci viene a salvare, dobbiamo essere noi a salvarci usando internet e proteggendolo.

    • 13.1

      non so se te ne sei accorto, ma è quello che stiamo cercando di fare. E il blog spero molto presto parlerà anche in inglese.

  • 12
    Francy

    avete tutto il mio sostegno!

  • 11
    Noa

    alsalto ha scritto :
    Come credi Messora. Io rimango sulla mia posizione, anzi aggiungo che mano mano che otterrai visibilita’ con il tuo blog sara’ bene, importante, fondamentale anzi, che ti si stuzzichi il piu’ possibile. La visibilita’ e’ potere, certo non te lo devo insegnare io, e conviene vigilare, contestare se serve, discutere sempre e comunque, perche’ questo potere piace e da alla testa. Tanto cosi’ va a finire, guarda Piero Ricca ad esempio, e’ il primo dei contestatori ma se gli si contesta a lui qualche cosa, tipo il fatto che di certi argomenti per lui ( e non solo guarda Travaglio) cala il tabu’, idiozie complottiste urla e sbraita di tutta risposta, ed e’ bastato chiedergli come mai dei tanti argomenti non affronta il tema del signoraggio bancario…In campagna elettorale lo stesso Di Pietro a promesso interrogazioni parlamentari sul tema, ed anche a riguardo delle scie chimice, eppure ancora non ne e’ uscito nulla. Tu? Forse te ne sei occupato? Non mi pare proprio. Il microscopio di quel signore che fine ha fatto, non si e’ saputo piu’ nulla…Grillo non aveva nulla da chiarire? Fesserie, dici? Scopriamolo, che dici. Vai a fare due chiacchiere con Paolo Barnard…che dici? Anche lui un povero pazzo complottista? Tutte fesserie quelle sul trattato di lisbona? Ma a te forse non interessa, la tua lotta e per la banda larga in tutta italia…ma dici che davvero alla fine sara’ il Web a salvarci? Ha ahha….con difficolta’ ci stiamo togliendo dalle balle la TV e che facciamo? Ci mettiamo al posto il web, accadra’ come sostiene la Casaleggio tra qualche anno? Bhe’ se si spero MI venga un coccolone molto prima, e che sia mentre innaffio i pomodori e non mentre navigo sul web. Il tutto sempre con il massimo rispetto, cordialita’, qualita’ e cortesia, si intende.

     

    Alsalto, il tuo mi sembra un processo alle intenzioni più che una manifestazione di pensiero complottista. Ancora non succede nulla e già vedi come andrà a finire.

    io non dico che hai torto, solo aspetto che succeda quello che tu prevedi per dirlo e cambiare strada. Fintanto però che si continua a fare e a dire cose serie io resto.

    Certo che il web non è il bene assoluto. Certo che non è la salvezza. Ma è un ottimo strumento, allo stato attuale delle cose, per cercare di fare un passo ed andare oltre.

    Enrico Mattei diceva che usava i partiti come taxi: saliva si faceva accompagnare dove voleva arrivare, poi pagava e scendeva. Ecco, l’idea pe di fare la stessa cosa con gli strumenti che abbiamo a disposizione, possibilmente gratis. Ma bisogna tenere sempre alta la guardia.

    Personalmente non ci vedo nulla di male nel cercare la visibilità. Alla fine a me cosa cambia se il blog di Messora diventa il più letto nel mondo? E per di più perchè ha fatto qualcosa che ha fatto del bene anche a me e gratis? Ovvio è che se poi Messora inizia a scrivere le c**zate in preda ad una psicosi da visibilità, io lo mollo lì dove l’ho trovato. Fino ad ora questo non è successo, quindi non vedo nessun motivo che giustifichi un attacco a lui o al suo blog. Nè a quelli degli altri citati.

    P.S.: non vorrei sbagliarmi, ma credo che molto tempo fa su Byoblu uscì proprio un articolo sul signoraggio

    http://www.byoblu.com/post/2008/07/19/Il-Senatore-Rossi-sgancia-la-bomba-la-politica-e-addomesticata!.aspx

    P.S.2: mettere il web al posto della TV non si può (a meno che non si facciano leggi apposite, snaturandolo, oppure non si posti un video su youtube senza commenti come il Presidente della repubblica). La differenza tra il web e la Tv è che se io vedo la TV e solo quella credo che se qualcosa è passato in TV dev’essere perchè è vero o giusto. Sul web se dici una c**zata in 30 secondi vieni sm**dato anche dagli australiani. Ciò non toglie il fatto che il web abbia i suoi problemi, di tutt’altra natura e portata. Ma questo è un altro discorso.

    • 11.1
      FitTizio

      Riguardo al signoraggio (e alle altre teorie complottiste: scie chimiche, Haarp, ecc) … Comincio a sentirmi come Don Quijote de la mancha contro i mulini a vento. O anche meglio, come in una puntata di “Ai confini della realtà”. Quella dove tutti progressivamente cominciano a parlare un’altra lingua e il protagonista finisce con il dover tornare a scuola per imparare il nuovo linguaggio del mondo impazzito. O più semplicemente l’impazzito era lui…

      La butto lì per l’ennesima volta. Magari qualcuno finalmente si degnerà di spiegarmi dov’è l’errore nel mio ragionamento e convertirmi al complottismo…

      Il signoraggio (per come l’ho capito io) si basa sulla differenza tra valore nominale e costo di produzione delle banconote. La banca centrale stampa un bel bigliettone da 500 euro, gli costa pochi centesimi ma lo mette in circolazione al valore di 500 euro. Ovvero ci compra 500 euro di beni acquistabili (ma non deperibili, possibilmente BOT). L’operazione frutta 500 euro meno pochi centesimi. Il signoraggista ci vede un grande affare come solo i bravi falsari lo sanno fare e si ferma lì. O meglio parte da lì. Da qui infatti ha costruito tutte le teorie dei banchieri padroni del mondo comprato con le enormi fortune derivanti dalla “truffa” colossale. La moneta emessa dalla banca centrale la chiama moneta-debito collegandola al fatto che la banca centrale acquisti di preferenza BOT che poi sarebbero i titoli del debito pubblico. E così via, ponendo i banchieri in un delirio di onnipotenza. Dando loro la colpa di ogni delitto di cui non si conoscano le cause della storia da quando sono state inventate le banconote e di ogni male del mondo attuale.

      Fin qui il signoraggio nella versione complottista. Ora però possibile che non venga mai preso in considerazione il fatto che prima o poi la banconota emessa a suo tempo finirà al macero? E chi materialmente la butterà poi sarà la stessa banca centrale che l’aveva emessa. Perché dovrà riprendersela quando la banca che l’avrà trovata irrimediabilmente rovinata, stropicciata o altro gliela riporterà. E dovrà riprendersela dando indietro beni per 500 euro, non pochi centesimi o aggratis. Facendo il conto per bene quindi la banca centrale all’atto di emissione guadagna 500 meno pochi centesimi, ma al momento di riprendersela ci rimette 500. In totale ci rimette pochi centesimi per ogni banconota in circolazione. Fortunatamente i beni acquistati a suo tempo nel frattempo fruttano interessi, cosicché la banca centrale può pagare il suo funzionamento e le enormi tasse a cui è sottoposta (e si, anche le banche devono pagare le tasse…). Ma in definitiva dove sono questi guadagni giganteschi, questa truffa colossale delle banche centrali, truffa che dovrebbe poi giustificare tutte le teorie complottiste derivate?

  • 10
    Ella

    Detto fra noi, a Obama di Internet in Italia non gliene potrebbe importare di meno.

    Ha molte altre gatte da pelare lui, e adesso che gli boicotterano la riforma della sanita’ non so se riuscira’ a pensare ad altro nei mesi a venire.

    La liberta’ di “navigazione” dovrebbe essere sancita dalla costituzionedi di ogni paese civile, senza se e senza ma.

    Invece di andare all’ambasciata americana mi rivolgerei ai tribunali, credo che la censura anche se camuffata da “diritti d’autore” sia comunque contro la legge.

     

  • 9
    pda
  • 8
    Francy

    Noa ha scritto :
    Ciao Claudio e a tutti: dico la mia.Purtroppo questo post non mi ha entusiasmato. Le ragioni alla base e le intenzioni sono, come sempre, delle migliori. Ma la soluzione ed alcuni punti mi lasciano perplesso. Alcune questioni:1.Perchè aprire un gruppo su facebook per la difesa della libertà di internet, quando facebook appartiene per circa il 40% (o forse più) alla CIA? In america sono dei finti liberali: non chiudono il blog, ma chi lo scrive se necessario. Oppure lo comprano. Tra l’altro l’enorme potere di controllo che gli USA hanno sui loro (e altri) mezzi di comunicazione di massa gli consentono di fare operazioni di “induzione di pensiero” preferibili ad attacchi frontali che possono provocare reazioni tipo la tua nei confronti delle nostre leggi. Con questo, ovvio, non sto afffatto difendendo queste leggi.2. Perchè rivolgersi all’America invece che, per esempio, all’Europa? Capisco che Obama più che essere il presidente degli USA rappresenta una idea/speranza/sogno. Ma ci siamo svegliati da un pezzo: questo avveniva durante la campagna elettorale. Ora lui ha un nobel sulla scrivania mentre in Afghanistan muore della gente. (Per chi crede che Obama sia un santo solo per aver proposto la sanità pubblica non ha letto molti articoli a riguardo, soprattutto uno postato su Comedonchisciotte. Se trovo il link lo posto qui).3. I diritti d’autore sono una grossa bega. Ma non il concetto in sè, bensì come vengono imposti. È vero, il mercato sta cambiando e l’industria del settore fa fatica ad adattarsi riconvertendosi. Tutto questo è male. È pur vero però che esistono strumenti che, al momento, sono una via di mezzo ed una alternativa abbastanza buona al P2P: spotify per la musica (che in italia non funziona) e megavideo per i film sono solo degli esempi. Quanti però pagano i 2-3 euro per vedersi il film invece di scaricarlo? È vero che si è abusato parecchio dei diritti d’autore (chi l’ha detto che Tom Cruise deve guadagnare milioni di dollari per girare un film? manco lavorasse in una miniera), però è anche vero che il diritto d’autore non può essere eliminato, pena l’eliminazione del lavoro dell’autore che delle sue opere vive.Quelli della SIAE sono delle sanguette, lo sappiamo tutti. Addirittura qui in Spagna la SIAE è un’azienda privata! Ma la regolamentazione dello strumento internet va presa davvero con le pinze (cosa che i nostri parlamentari non hanno fatto, anche perchè come tu stessi sempre sottolinei, non sanno di cosa si tratta).Per quanto riguarda la “tassa” sul video sharing, credo sia semplicemente una idiozia irrealizzabile. Per fare una cosa del genere non possono prescindere da chi il mezzo del videosharing lo possiede, ovvero Google. E quando verranno insultati da Google e dal resto dell’Europa (così almeno spero) torneranno sui loro passi.Visto questo articolo, mi vien da chiederti:più che il gruppo che chiama in aiuto Obama, hai pensato a quello che chiama in aiuto a te (organizzato sempre da Di Frenna)?P.S.: c’è mica un link alla bozza di legge o roba simile?Luigi

    Claudio diciamo anche le cose come stanno, che ne parlavo ieri con sviluppatori. Mezzi tecnici per bypassarla esistono comunque, sia per chi edita sia per chi visiona. ma resta un bavaglio incredibile. resta anche inapplicabile, se no per colpire chi vogliono. sarebbe impensabile infatti farla passare e poi andare a stanare a tappeto chiunque piazza un video su youtube. Non solo, è impensabile anche la retroattività, che fai: vieti la visione di youtube agli italiani? è un colosso troppo grande, con dietro google, ebay, paypal per dirne alcune, da bloccare. Quindi in realtà rimarrebbe una legge sulla carta utile solo a colpire chi? chi dà fastidio. Ovvero, chi fa oggi blog che dan fastidio?

    Iniziamo la lista su cui agisce questa legge: di pietro, travaglio, beppe grillo, e poi voi più piccoli ma altrettanto fastidiosi. Ciò che fate improvvisamente diventerebbe un reato punibile. Non è per punire l’anonimo sig. rossi che mette il video del suo compleanno su youtube… che continuerà a farlo indisturbato, ea cui questa protesta non interessa, legge o non legge. E’ una legge fatta ad hoc per monopolizzare i punti di vista prettamente politici, con una lista già pronta di procedimenti da iniziare.

    • 8.1

      Certo. Aggiungo anche che è ora di finirla con questa apologia dei famosi “mezzi per bypassare” la censura, come le varie sottoreti anonime etc etc.
      Qui non si riesce ad arrivare agli italiani con un blog visibile in chiaro, figurati se ne fai uno che per leggerlo devi esserti installato questo e quel software, aspettare che si sincronizzi tutto e via dicendo. A me non interessa raggiungere chi già si informa in rete, che troverà sempre il modo di farlo. I video servono a farli vedere agli altri. E quelli, che già sono difficili da raggiungere adesso, diventeranno completamente irrintracciabili con questi “famosi sistemi per bypassare la censura”.

      Noi dobbiamo combattere per non venire privati dei nostri diritti fondamentali, non pensare a soluzioni alternative per autoghettizzarsi.

  • 7
    RP64

    Oggi su Repubblica del 22/01/10,

    C’e` un articolo che parla del segretario di stato degli Stati Uniti d’America Hillay Clinton che sul”argomento dice:

    “Stop alla censura Web ci sono barriere e muri virtuali che vanno abbattuti, oggi, un tempo come abbiamo abbattuto i muri della repressione, ed il muro di Berlino. Blog, video, messaggi, social network, hanno un ruolo fondamentale. per diffondere verita` e giustizia – ha continuato – Ci sono pericoli, perche la rete aperta e` stata utilizzata anche da Al Qaeda per lanciare minacce contro il mondo e reclutare terroristi. E` utilizzata per pornografia e pedofilia, rapimenti, mercati neri, Ma Non Serve La Censura, come hanno Cina, Tunisia, Arabia Saudita, Vietnam o Uzbekistan, per combattere chi usa Internet per scpi malvagi.”

    Ha dimenticalo l’Italia!!!!

    aggiungo io :

    L’italia di Cicchitto, Schifani, Barbareshi, Carlucci, Maroni…

    pero` questi non dovevano essere fieri alleati USA?

  • 6

    Ma che andassero aff***ulo!  Loro fanno la legge e noi facciamo quello che abbiamo sempre fatto incuranti poi voglio che faranno! Ci porteranno in massa tutti quanti davanti al  giudice? Ci multeranno a tutti quanti? Non diamo peso più di quel tanto a tutte le sciocchezze che vengono dette. Siamo in Italia o no? Tanto per non dimenticare l’ultima sortita di brunetta sui bamboccioni meglio non commentare…Cibernauti avanti  allegramente e come diceva mike "Allegriaaaa"
    Jack

  • 5

    Ci andremo in 100, in 70 oppure solo 20, ma ci andremo. E se ci dicono no davanti all’ambasciata americana, cercheremo un altro posto e lo faremo. Questo Governo anti-digitale e il Parlamento più ammazza-internet d’Europa ci vuole come schiavi senza diritti. E vuole privarci della libertà. Io porto il mio tamburo e i miei piedi… Passate parola…

    [ Enzo D Frenna ]

  • 4
    Scatola

    Ciao, ti seguo da YouTube.

    Ho letto questo tuo articolo e i commenti.

    Non ho Facebook e non mi va di aprirlo ma l’iniziativa è interessante.

    Metto questo tuo canale tra i preferiti.

    Grazie per il tuo lavoro.

  • 3
    mery883

    ciao Claudio, innanzitutto ti faccio i miei commenti per il tuo blog, che ormai seguo da diversi mesi, anche se non ho mai commentato nessuno dei tuoi post. 

    un paese può definirsi libero e democratico se anche l’informazione che circola è veritiera e soprattutto non è Manipolata. 

    appena ho letto il tuo post ho subito aderito alla manifestazione. Ciò che mi ha colpita di questa iniziativa non è tanto il far raggiungere la notizia ad Obama, quanto il far diffondere questa notizia e quindi raggiungere il più alto numero di persone possibile.

    Obama è solo un simbolo, non rappresenta nulla di più… è solo un pretesto per poter diffondere e poter raccontare ciò che sta succedendo in Italia. è giusto che la gente sappia, ma soprattutto che gli Italiani sappiano e che soprattutto si sveglino e ricomincino a vivere da cittadini. 

    Riprendiamoci al più presto quella risorsa dell’informazione indispensabile quale è internet, è un nostro dovere, ma soprattutto è un nostro dovere informarci e capire cosa sta accadendo attorno a noi. 

    Detto questo ti saluto… ciao : )

  • 2
    cagnazz

    Ottimo Claudio!!

    Io personalmente sono l’esempio di come la rete può cambiare davvero le persone: fino a 1 anno o poco più fa ero uno che votava PDL (ecco che arrivano gli insulti..),perchè? Perchè mi informavo con il TG5, e a volte con il TG1, ed ero convinto che quello che dicevano era vero.

    Avevo il pc, ma non lo usavo in quanto qui da me arrivava (e arriva tutt’ora) solo la 56K, cosicchè era impossibile provare a farci qualcosa.

    Inutile dire che da quando utilizzo “una penna” per navigare, ed ho iniziato a poter accedere a tutti i siti disponibili, ho aperto gli occhi e realizzato quanto male informato fossi.

    La conoscenza era a portata di mano, ma non la potevo cogliere.

  • 1
    Noa

    byoblu ha scritto :
    Provo a risponderti in velocità (perdona la scarsità di tempo), ma spero di individuare i concetti fondamentali:   1. Perchè aprire un gruppo su facebook. E dove vorresti aprirlo? Facebook è un luogo che ti offre tutti gli strumenti di cui hai bisogno, ha tutto pronto, è semplice, immediato e, soprattutto, raggiungi molto velocemente milioni di persone. Alternative? Apriamo un forum e ci scriviamo io e te? Facebook è della CIA. Bene. Vorrà dire che la CIA mi sta pagando il gruppo per lanciare le mie iniziative. Anche internet è stata inventata per scopi militari e le dorsali su cui transitano i dati sono di proprietà dei colossi delle telecomunicazioni. Allora non usiamo internet? Non c’è qualcosa che l’uomo fa, che non sia stata inventata e realizzata da un altro uomo, magari per scopi diversi. Uno fa un oggetto circolare con un buco al centro e lo appende in salotto come arte decorativa. un altro lo vede, lo tira giù dal muro e lo mette sotto a una slitta, trasformandolo in una ruota. Apriamo le nostre menti e abbandoniamo le rigidità mentali che non servono ad ottenere nessuno scopo se non a quello di non conseguirne, per l’appunto, nessuno. 2. Perché Obama. E perchè no? Come ha scritto anche qualcun altro, non serve fare una manifestazione tra noi. Per quelle cose basta una schitarrata su una spiaggia. Bisogna riuscire a fare in modo che qualcuno ne parli, e se qualcuno ne parla in America abbiamo già fatto un successone, perché l’America è legata a doppio filo con il nostro esecutivo. Non sarebbe la stessa cosa farlo davanti all’ambasciata tedesca. Lo dico a tutti: toglietevi dalla testa la casacca anti-colonialista, anti-imperialista, anti-diqui e anti-dili. E mettetevi l’anima in pace: non state avallando nessun regime: state usando un mezzo, vedetela come un cavallo di t**ia, per riuscire a farvi sentire. L’alternativa è l’anonimato. In ogni caso seguiranno anche appelli alla Merkel, alla Mafia, alla Cina… Se non ci fermiamo e non ci dividiamo prima :) 3. I diritti d’autore sono una cosa complessa. Concordo. Ero musicista e sono (credo) tutt’ora iscritto alla SIAE. E’ un mondo che conosco bene. Proprio per questo, non si risolve a colpi di decreti bondi, con centinaia di milioni di euro REGALATI dalle nostre tasche che frenano l’innovazione. Ti rendi conto, vero, che ogni volta che acquisterai un hard-disk sarai condannato a pagare di più per pagare gli stipendi ai burocrati della SIAE? Anche se non ci metterai mai un solo singolo brano musicale. 4. Tassa sul videosharing? No, non c’è nessuna tassa sul videosharing, hai capito male. Qui è ancora peggio: se hai un videoblog come il mio, non potrai più trasmettere e caricare i tuoi video, o fare dirette streaming, senza una autorizzazione ministeriale che ti vincola ai diritti e ai doveri di un network televisivo. Burocrazia, soldi, palinsesti… ma stiamo scherzando?Un abbraccio, Noa.Claudio

     

    Mi sono evidentemente espresso molto male. Tutto quanto ho detto era una semplice rpovocazione.

    Ovvio che il gruppo lo apri su Faccialibro. Ma Faccialibro non è il bene, come non è il male. Faccialibro è uno strumento. Non è nè bene nè male, cose che esistono nelle mani di chi lo usa. O, ancora meglio, di chi lo possiede. Se la CIA ti sta pagando il mezzo per fare le tue/nostre belle cosine ha i suoi buoni motivi. Io personalmente non credo ad Obama come fenomeno web-democrazia. Anzi: credo che Obama sia un ologramma perfetto che combacia in tutto e per tutto alle speranze riversate in rete da milioni di prsone e raccolte e studiate alla perfezione. Questo non è meglio, è solo diverso.

    Per quanto riguarda Obama: ho semplicemente detto che personalmente mi sarei rivolto all’Europa, che è l’istituzione più vicina a me ed alla mia cultura e che, oltre al diritto, ha anche il dovere di intromettersi nei miei affari e difendere i miei diritti. E non solo con un trafiletto sulla pagina dedicata alle curiosità del mondo del NYT. Sono d’accordo sulla importanza di dare visibilità ad un problema. Ma un problema visibile resta visibile, non si risolve. Soprattutto se ne parlano in America. La maggioranza degli italiani non legge i quotidiani nazionali, figurarsi se gli arriva la eco di una eventuale risonanza della notizia negli USA. E poi c’è sempre la barriera Minzolini. Ciò che mi è poco chiaro è perchè si sia scelto di far vedere agli USA quel che accade qui anzichè agli italiani. Io di questo non sapevo nulla, eppure leggo parecchio. Sono convinto che la maggiorparte degli italiani non lo sa. Il mio non è semplicemente anti-colonialismo o anti-qualcosa. Semplicemente se a qualcuno mi devo rivolgere, mi rivolgo a chi credo pensi al cambiamento nella stessa mia direzione, non ad un “ologramma” del cambiamento.

    Per l’altro punto: non stavo affatto difendendo la SIAE ne la tassa che vogliono metterci sulla tecnologia. La soluzione, però, non è nemmeno il P2P. La soluzione è una riconversione dell’industria che significa tagliare fuori tutto il ramo della distribuzione, disoccupazione all’interno di una considerevole parte del settore, investimenti ingenti. Ovvio che la Bondi-solution non serve a una cippa (anche perchè le sue poesie non le leggerei nemmeno se me le regalasse).

    Per il videosharing: non è una tassa ma molto peggio. REsta il fatto che spero nei “grandi del settore” e che si accorgano dell’enormità dell’idiozia.

    • 1.1

      Noa… chiariamo una cosa: chi ha idee migliori, le tiri fuori e si valutano. Non parlo di te, sia chiaro, ma credo che la differenza tra quello che tu tra l’altro apprezzi, cioè fare i fatti, e un atteggiamento un po’ idealista ma totalmente improduttivo stia proprio nel fatto che nel primo caso si butta lì un’idea migliorabile ma abbastanza buona e si lancia l’iniziativa cercando di fare gruppo (da qui il quorum di cui parlavo prima), e nel secondo caso ci si perde in mille obiezioni senza però proporre un’alternativa valida. Questo secondo atteggiamento si chiama spesso anche "polemica sterile". Non voglio criticare chi "critica", voglio solo fargli comprendere innanzitutto che 1) non sono vessati, c’è ampio spazio di contribuire 2) se vogliono usare i loro talenti per contribuire a migliorare la cosa, sono in benvenuti.

      In questo senso, ripeto, non perdiamoci in mille thread "Obama sì", "Obama no". Parliamo di obiettivi. Quel’è l’obiettivo? Fare in modo che cambi qualcosa. Come ottenerlo? Video, controvideo e manifestazioni in Italia non sembrano sortire un accidenti perché la gente è tutta dirottata sulle televisioni e noi qui siamo quattro gatti, a meno che non si muova Grillo che però ha le sue logiche e soprattutto ha un contratto e un’azienda che deve decidere e approvare tutto alle spalle. Allora l’idea è quella di provare a vedere se anche all’estero ci sono migliaia di Minzolini che ti fanno sparire, l’idea è cioè quella di far parlare tutti quelli che non sono italiani, in maniera che le pressioni di opinione che arrivano dall’estero costringano il parlamento (non gli italiani che continueranno a guardare la televisione) a fare marcia indietro per non dare l’impressione di essere così proprio sfacciatamente anti-europeisti. Le relazioni internazionali hanno il loro peso.

      Si è buttato lì Obama per una serie di motivi: perchè per quanto riguarda la rete, in ogni caso è un paese più avanti di noi e poi perché "mediaticamente" si è costruito l’immagine dell’uomo della rete e dunque, se vuole essere fedele a questa immagine, forse sarà costretto, non perchè magari ci creda veramente, a spezzare una lancia. O anche solo perché magari è un nome altisonante che fa cassa di risonanza. E poi perché se ci interessano le "relazioni internazionali", quella con l’America conta parecchio.

      Chiaro adesso (e lo dico a tutti quanti)? Se volete entrare e iscrivervi al gruppo (facebook, perché almeno ci contiamo), poi tutto si può discutere, però senza tirare in ballo il grande Satana. Io volevo farlo davanti all’ambasciata cinese, pensa te! :)

      baci e abbracci con l’elmetto a tutti!

    • 1.2

      No. Sono io che ti sto dicendo che stiamo lavorando a un’iniziativa per far parlare del problema della rete in Italia, e che da lì dobbiamo partire e fare numero, per poi decidere eventualmente, secondo regole democratiche, come e dove.
      E sei tu che continui a parlare di Obama, di cui non me ne può fregà de meno. Vedi tu.

      Ora chiudo perché purtroppo il tempo è tiranno.

    • 1.3
      Noa

      Io la proposta “pratica” l’ho fatta, anche se in mezzo a un sacco di parole che potevo risparmiarmi (lo dico con cognizione di causa): andare a Strasburgo. Ma non a manifestare. O, almeno, non solo. Si va a Strasburgo a manifestare e, poi, due o tre rappresentanti entrano in parlamento che, a differenza di quello italiano, è pubblico per chiedere un intervento.

      Altre cose pratiche che mi vengono in mente: cercare di contattare tutti i bloggere ed i gruppi social network più influenti (da Pivono Rane a voglioscendere, da BeppeGrillo a Il Popolo Viola). Insomma, tutti quei gruppi che hanno già il loro bel bacino di utenza che, assieme al tuo, possono aiutare a spargere la voce e “a fare numero”. D’altronde, questa pe una cosa che interessa anche loro, visto che li riguarda direttamente. Creare un gruppo su facebook per questa iniziativa, come per tutte le altre “simili” per obiettivi ed impostazione, partendo da zero è come ricominciare da capo tutte le volte. Soprattutto quando molti degli iscritti pensano di cambiare il mondo iscrivendosi ai vari gruppi su facebook senza muovere un dito (sperimentato personalmente con il NoBday di Madrid ed altre iniziative).

      Più che di contarsi, c’è bisogno di aggregarsi.

      Non sono un disfattista, nè voglio dire che è tutto sbagliato, lo giuro!

    • 1.4
      alsalto

      Il modo in cui ti infervori e’ indiscutibilmente segnale della passione ce ci metti. Stimo il tuo impegno, in passato di gia’ te lo comunicai. Nonostante questo ritengo che ad ogni uno spetti la propria di parte, e mi auguro che non mi giudicherai ecessivamente arrogante se affermo che in questo caso la tua parte e’ quella di chi produce informazione e la mia quella di chi se ne nutre e desidera darne un parere.

      Ammetto, e con questo inoltre prometto, che questo mio criticare rischi di far spendere tempo che differentemente (entrambi) potremmo impiegare in cose maggiormente utili e profique, quindi non diverra’ mia abitudine farlo.

      Condivido il fatto che sia sterile criticare uno per cio’ che non fa anziche’ occuparsi di capire cio’ che fa, hai pienamente ragione, ma quando leggo i commenti dei tuoi lettori non leggo che complimenti, apprezzamenti, insomma ti adoriamo tutti…di tanto in tanto un pizzicotto non puo’ far cosi’ tanto male….o no? O credi forse di non aver bisogno di critiche?

      Un poco di ragione pero’ la ho anche io quando affermo che non sara’ la rete a salvarci, la rete e’ solo uno strumento, un mezzo e non un fine. Che possa divenire fine e’ cio’ che mi spaventa.

      Perdona se ti ho obbligato a dedicarmi del tempo, giudica quello che io ho dedicato e dedico a Te come segnale di apprezzamento e stima, sia chiaro non incondizionata e garantita, ma guadagnata di volta in volta.

      Cordialmente.

      Francesco ( visto che alsalto ti risulta difficile….:-)

       

    • 1.5
      alsalto

      Come credi Messora. Io rimango sulla mia posizione, anzi aggiungo che mano mano che otterrai visibilita’ con il tuo blog sara’ bene, importante, fondamentale anzi, che ti si stuzzichi il piu’ possibile. La visibilita’ e’ potere, certo non te lo devo insegnare io, e conviene vigilare, contestare se serve, discutere sempre e comunque, perche’ questo potere piace e da alla testa. Tanto cosi’ va a finire, guarda Piero Ricca ad esempio, e’ il primo dei contestatori ma se gli si contesta a lui qualche cosa, tipo il fatto che di certi argomenti per lui ( e non solo guarda Travaglio) cala il tabu’, idiozie complottiste urla e sbraita di tutta risposta, ed e’ bastato chiedergli come mai dei tanti argomenti non affronta il tema del signoraggio bancario…In campagna elettorale lo stesso Di Pietro a promesso interrogazioni parlamentari sul tema, ed anche a riguardo delle scie chimice, eppure ancora non ne e’ uscito nulla. Tu? Forse te ne sei occupato? Non mi pare proprio. Il microscopio di quel signore che fine ha fatto, non si e’ saputo piu’ nulla…Grillo non aveva nulla da chiarire? Fesserie, dici? Scopriamolo, che dici. Vai a fare due chiacchiere con Paolo Barnard…che dici? Anche lui un povero pazzo complottista? Tutte fesserie quelle sul trattato di lisbona? Ma a te forse non interessa, la tua lotta e per la banda larga in tutta italia…ma dici che davvero alla fine sara’ il Web a salvarci? Ha ahha….con difficolta’ ci stiamo togliendo dalle balle la TV e che facciamo? Ci mettiamo al posto il web, accadra’ come sostiene la Casaleggio tra qualche anno? Bhe’ se si spero MI venga un coccolone molto prima, e che sia mentre innaffio i pomodori e non mentre navigo sul web.

      Il tutto sempre con il massimo rispetto, cordialita’, qualita’ e cortesia, si intende.

    • 1.6
      alsalto

      Aslsast si scrive esattamente Aslsast, bravo Claudio. Io ti critico perche’ non condivido l’opinione che Tu mostri di avere di Obama e di tutta risposta mi dici che si votera’ per decidere dove…? Dai facciamo quorum? Io ti dico che si va’ in montagna e tu corri a gonfiare il canotto, ci intendiamo pero’, cacchio.

    • 1.7

      Se hai qualcosa di meglio del “web” da proporre, fallo. Come ho detto già molte volte, il signoraggio bancario, il Trattato di Lisbona, il gruppo Bilderberg.. cose di cui in parte qualche volta ho già parlato, anche sul blog, ma che richiedono un grosso lavoro che un blog come questo, che segue l’attualità e ogni giorno fa uscire post, articoli, video, specialmente se curati da una persona sola, non ha il tempo di affrontare.

      Con questo mi chiedo: perché si prende una “persona che fa” e, anzichè prendere il buono di quello che riesce a fare, la si critica per quello che “non riesce” fisicamente a fare? E’ una cosa buona o sbagliata combattere per mantenere la libertà della rete? Credi che resti tempo per fare anchetutto il resto? La rete è tale perché ci sono tanti nodi, dove sono gli altri nodi? Uno di questi si chiama Barnard? Benissimo, onore a lui! E gli altri? Perché non sorgono altri nodi che se ne occupano in maniera professionale e sviscerano, magari con un post al mese ma approfondito, tutto quello che c’è da sapere? Se non ho il tempo di affrontare tematiche complesse e per loro natura oscure come il signoraggio (ho interviste in cantiere e non ho il tempo di montarle), mi devi criticare? Non riesco a capire questo tipo di atteggiamento, che è figlio della critica ai grandi mass-media, ma almeno lì ha un senso: c’è una testata giornalistica con milioni di euro di budget, che uno tra l’altro paga per avere e leggere tutti i giorni, e si può a buon titolo contestare che non vengono assegnate certe tematiche a un giornalista qualsiasi. Ma puoi fare una critica del genere a un blog? Mi tratti come una testata giornalistica con finanziamenti, risorse e collaboratori? Non capisci che un blog come questo è figlio solo della passione, del coraggio, dell’infaticabilità e della dedizione quotidiana e notturna di una persona sola? Chi mi ha investito del carico di tutti i mali del mondo? Se credi che io abbia un dovere, allora non hai compreso lo spirito della rete. Nella rete ognuno fa ciò che desidera e soprattutto che può, e ci saranno altri che fanno altre cose, così che nel complesso ci sia sempre qualcuno che tratta di un certo argomento. Ha senso criticare uno che non paghi, che fa tutto di sua spontanea iniziativa e lo fa da solo, solo perché non tratta di tutto quello che c’è da trattare?

      La mia risposta è questa: sei un nodo della rete? Allora fallo tu: ti apri un blog, ti compri una videocamera, ti compri microfoni, impari a montare i video, spendi giorni e notti a fare ricerche, interviste, a scrivere e a correggere, e poi pubblichi i risultati delle tue fatiche. Avrai solo e soltanto la mia totale e incondizionata stima.

    • 1.8

      E chi ha detto che la soluzione è il P2P? Poi, per quanto riguarda “far vedere agli italiani”, lo scopo è proprio quello. Ma lo sai quante persone c’erano in piazza del popolo nel corso dell’ultima manifestazione dove i blogger si sono sdraiati per terra, uniti da un filo? 70 persone. Settanta!” Gli italiani scavalcavano allegramente e procedevano oltre.

      Allora, per rispondere anche ad Aslsast o come si scrive, il problema di “suscitare l’attenzione” con un’azione mediaticamente efficace si pone, eccome se si pone. E si pone proprio per arrivare agli italiani, non certo per arrivare alla casa bianca.

      In ogni caso metteremo ai voti. Siamo solo all’inizio.

    • 1.9
      Noa

      Ok, lasciamo stare Obama, Internet, la CIA ed altre obiezioni troppo “filosofiche, che qui altrimenti ci perdiamo in tante parole mentre invece servono fatti perchè, anche se si tratta di legge e giustizia, in questi casi sanno come farla andare veloce.

      Premetto, innanzi tutto, che apprezzo proprio questo di tutta l’iniziativa:i fatti! Ovvero, non ti/vi siete limitati a scrivere un articolo che, per quanto bello, andrà a finire nei meandri di OkNo. Fin qui, nulla da dire. Nulla da dire nemmeno per l’iniziativa in sè (che se fossi in Italia, ci verrei). Quello che obietto è proprio quello di cui tu stesso hai parlato: gli italiani scavalcano. Allora mi chiedo: che senso ha andare da Obama?

      Porca miseria (mi fa tanta rabbia tutto questo) se io fossi Obama ti direi: Caro Claudio, sai, sono d’accordo con te, ma ai tuoi concittadini sembra non sbattere una mazza di quanto sta accadendo. Cosa vuoi che faccia? Anche questa, purtroppo, è democrazia.

      Quindi, per ritornare al discorso che facevo, io non dico che quello che avete pensato è inutile o sbagliato. Anzi! Dico solo che prima di andare da Obama (io preferirei sempre più l’Europa, però è uguale) bisogna andare dagli Italiani e fargli entrare nel cervello che si stanno cacciando con le loro stesse mani in una situazione di cui lamenteranno le conseguenze fra 10 anni (o meno).

      Tra l’altro, se si va da Obama con l’intento di provocare un richiamo mediatico, mi spiegate come cavolo si fa con il MinzoFilter? I gruppi del No-Tav non hanno mai smesso di combattere, eppure sui giornali vengono dati per morti o per sporadici gruppicoli di eversori.

      E poi, ammesso pure il caso che risonanza mediatica vi sia, non c’è il rischio che la notiziona faccia il giro del mondo per poi andare a finire negli archivi di una emeroteca come tante altre?

      Ripeto: la mia non è una critica frontale a qualcosa che non credo sia giusta o che non sento di appoggiare. Sto solo cercando di capire se tutte le energie che tu/voi/noi spendete/spendiamo possano essere convogliate in una maniera più “funzionale”, perchè tutti gli sforzi non si trasformino in uno “scoop” sul corriere che dura un paio di giorni e poi svanisce nel nulla lasciando le cose invariate.

      Il problema, quello vero, quello di fondo, siamo gli italiani. A noi piace. A noi fa comodo. Abbiamo la lungimiranza di un topo morto ed un modo di vedere le cose “ad personam”, ovvero: finchè non mi tange non mi interessa. E allora “Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.” (P.P. Pasolini)

  • 0

    Credo che il paese sognato da te(ma anche da me) sia irrealizzabile con questa classe politica

    La classe politica attuale, oltre ad essere vetusta, è anche legata a doppio filo con le lobby. Anzi, in alcuni casi la lobby e il politico è la stessa persona(vedi Berlusconi). In passato Barbareschi accostò uno che scarica un mp3 da emule ad un pedofilo. Ripeto, con questi politicanti non si va da nessuna parte.

    PS: Per favore sostituisci la parola “ram” con “memoria di massa”  nel paragrafo “Non importa se usate la ram del vostro apparecchio per conservare documenti importanti….”.

  • -1
    piero

    Bisogna smettere di ammirare sempre il giardino degli altri (per la maggior parte peggiore del nostro): per migliorare la nostra situazione bisogna riscoprire la nostra cultura e la nostra essenza.

    Per quanto riguarda gli USA, questi non sono il paese più adeguato a dare lezioni di libertà in generale e libertà di parola (si pensi sempre alla solita storia del 11/9) e Obama non inverte la politica liberticida e guerrafondaia dei suoi predecessori (si pensi ad esempio alla possibilità da lui ventilata di vaccinare con la forza i cittadini americani contro l’influenza A: scandaloso!): infatti ora i suoi livelli di popolarità sono bassissimi, ha anche perso l’elezione di un senatore nel Massachussets (senatore da 30 anni democratico), lo chiamano Obamation (da abomination)..

    Insomma, loro non avranno mai un presidente indipendente che non faccia gli interessi di qualcun altro alle sue spalle..

  • -2
    alsalto

    Bla bla bla, Obama qua, Obama la’.

    Ma piantiamola va’. Tu Cladio sei uno dei tanti che vede solo quello che gli fa comodo. Se credi fai pure, sposatelo ‘sto Obama il guerrafondaio. I fatti sono i fatti, e parlano piuttosto chiaro. Questo si che mi pare un punto fermo.

    • -2.1

      p.s. vedi risposta che ho dato a Noa.

    • -2.2
      ConteVlad

      Ragazzi… il senso è quello di suscitare clamore mediatico e provare a varcare i confini della stampa nazionale, guadagnandosi qualche trafiletto. Non si tratta di fare l’apologia di Obama, ma di usarne l’immagine che il luogo comune ci ha costruito intorno. Lungimiraza, gente, lungimiranza!
      Iscritto!

    • -2.3

      Non si chiama ipocrisia, si chiama “modo per far parlare di qualcosa che altrimenti passa sotto silenzio”. Puoi leggerla anche come una provocazione. Ci sono due modi di fare le cose: il primo è di farle in maniera che non funzionino, il secondo è di farle in maniera che funzionino. Il primo ti fa solo perdere tempo.

    • -2.4
      alsalto

      Lungimiranza? E chiamarla ipocrisia no? Usare l’immagine di che? Cioe’ tu baseresti tutti i tuoi sforzi per lottare contro cio’ che ritieni ingiusto su di una menzogna? Certo non ci smentiamo mai noi Italioti pero’, va’ detto, saremo ipocriti ma almeno siamo coerenti nell’esserlo sempre e ad ogni costo. Giusto per sottolineare, il Massachusetts passa ai repubblicani dopo quasi 60 anni trascorsi attaccati alla gonnella dei Kennedy. Questo non vi dice nulla? La questione Haitiana neppure vero? Ma fate come credete, vedete solo cio’ che volete. Obama, ma fatemi il piacere…lungimiranza? Fatevi l’orto.

    • -2.5

      Metteremo ai voti dove farla.. ok? Questa è democrazia. Intanto facciamo quorum!
      Daaaaaaaaaaaaaaaaai…. :)

    • -2.6
      alsalto

      Bhe’ allora vedi di metterci anche un bel paio di tette e qualche perizoma, cosi’ vedrai che di certo ottieni quello che desideri. Mi sembra un discorso tra il Nano e Maciello….non importa il mezzo ma il fine. Mi stai terrorizzando Messora.

  • -3

    venite in norvegia qui abbiamo banda larga e connessione diretta con la classe politica… l’unica ragione per restare in italia e’ un puro sottile masochismo

  • -4
    pda
  • -5
    blastlikecrazy

    Non mi risulta comunque che Obama sia un fan dell’informazione libera. 

    Questo e’ il link ad un video che parla appunto delle nuove proposte di legge che darebbero alla casa bianca autorita’ piena sul traffico di internet. Stanno riuscendo a fare quello che Emilio Fede sta’ per ora solo sognando.

    Obama Wants Control of the Internet

    • -5.1

      Sì, lo conosco e ne avevo anche parlato.

      Abbiamo bisogno di uscire dai confini nazionali con qualcosa che si rivolga all’esterno di questo parlamento claustrofobico e illiberale. Obama non è perfetto ma è il simbolo di un paese, l’america, che la rete l’ha inventata, e nel quale un ultrasettantacinquenne su quattro legge e si informa sui blog. Dunque si comincia da lì, ma è solo l’inizio.

      In ogni caso, in America nessuno si sogna di limitare le dirette internet o di sottoporre i videoblogger a un’autorizzazione per trasmettere su YouTube al pari degli editori televisivi. Qui stiamo andando oltre. Per favore partiamo da un punto fermo.
  • -6
    Claudio.farna

    Ci sono!

    Claudio controlli se ci sono problemi su fb, non riesco ad iscrivermi al gruppo.

    Probabilmente è una sciocchezza transitoria…ma è la prima volta che mi capita…

  • -7
    cressisud

    Erano 2 giorni che stavo aspettando un tuo articolo.. cominciavo ad essere preoccupato..

    Ormai l’informazione di cui ho bisogno posso trovarla solo su questo e pochissimi altri Blog.

    Si stanno spolpando in Italia e vogliono tappare la bocca all’unica fonte di informazione rimasta, il web.

    Non mollate!!

     

     

  • -8
    Alessandro Boncio

    Cari amici,

    voglio rubarvi 2 minuti per raccontare quale è lo stato delle infrastrutture delle telecomunicazione nel nostro paese.

    Sono un motion designer che vive a Perugia e a Perugia svelge la sua attività in contatto con tutto il mondo. questo fino a che non mi sono trasferito a 3 km di distanza dalla mia precedente abitazione. Pur stando sempre alle porte della città scopro che Telecom non mi fornisce alcuna copertura adsl e come potete immaginare lo stesso accade per tutti gli altri operatori di telefonia. le chiavette non rappresentano una soluzione per chi lavora, conseguenze?

    SONO NELLA CACCA! IL MIO FATTURATO STA CROLLANDO DI MESE IN MESE. NON POSSO AGGIORNARE IL SITO ATTRAVERSO IL QUALE VENDEVO I MIEI PRODOTTI DI GRAFICA, MANDARE UNA MAIL è ORMAI UN’IMPRESA.  SONO DAVVERO ESASPERATO, QUI IL PROBLEMA NON è SOLO INTERNET LIBERO, MA L’IMPOSSIBILITÀ PER CENTINAIA DI MIGLIAIA DI CITTADINI DI AVERE UNA CONNESSIONE.

    Se qualcuno ha in mente una soluzione può scrivermi, sono rovinato. Forse sarò costretto a cambiare attività se non risolvo in un paio di mesi.

    Alessandro.

  • -9

    Grande Claudio!

    Grande Post, Grande Iniziativa!

    Ribelliamoci!

     

    … e speriamo non nevichi…

  • -10

    Se non sbaglio, iscriversi al gruppo di facebook e partecipare alla manifestazione sono due cose differenti, o no?

  • -11
    topo.ruggente

    … e se gli (a Obama) avanzasse un po’ di tempo, che parcheggiasse la saratoga sotto casa di Borghezio chiedendogli di fare alcune delle sue sagaci battutine sui negri musulmani.

  • -12
    LuzyElle
    Beh per ora, oltre a varie altre cose, ha solo assunto comportamenti molto concreti ed epocali contro e nei confronti di banche, manager eccetera.
    Inoltre è riuscito a far approvare il progetto per dare la Sanità Pubblica ad una nazione dove 45.000.000 di prsone non ha alcun tipo di assistenza, quisquilie insomma. In effetti sì, non è che sia meglio di Bush padre e Bush figlio o di Reagan.
    Maddai, ma per favore.

    In questa nuova era di "democrazia totalitaria" in cui chi vince prende tutto non c’è spazio, credo, per scegliere chi ti rappresenta in toto. Tocca scegliere il più vicino (o il meno lontano) per governare il paese e nel frattempo portare avanti le proprie istanze da soli come sempre indipendentemente da chi governa.

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