Al-Qaeda è morta. Viva Al-Qaeda!

E’ come per la statuetta a Berlusconi. Uno lì per lì resta attonito, basito, e si lascia travolgere dal fiume dell’emozione collettiva. Poi lentamente, a fatica, cerca di guadagnare la riva, dove si distende per un po’, sbanfando e ansimando. E’ allora che inizia ad osservare i detriti. E non quadrano.

Diciamoci la verità: c’è qualcuno, in rete, quindi potenzialmente autoimmune al virus dell’influenza televisiva, che crede ancora alla panzana di Bin Laden, l’ometto barbuto che tiene in scacco il mondo dalla caverna dei quaranta ladroni? Ovviamente no, e ora che gli ultimi pozzi petroliferi sono stati  requisiti, ora che l’ultimo gasdotto è stato posato, ora che la democrazia è stata restaurata a colpi di stragi di civili, anche Bin Laden andrà in soffitta, insieme al bau-bau, all’uomo nero e al modellino in scala 1:100 del grande Tyrannosaurus Rex. Tanto più che, dovendo trovare una soluzione al Picco di Hubberte dovendo trovarla in fretta -, ci si trova costretti a invadere un paese che scarseggia di caverne e non è abitato da una marmaglia di talebani arretrati di mille anni: l’Iran.

 

Che fare dunque? In Iraq ci siamo inventati la scusa delle armi di distruzione di massa, e siccome non le abbiamo trovate ce le abbiamo messe noi, spargendo fosforo bianco nei cieli di Falluja come zucchero a velo sopra un pandoro. Per l’Iran ci vuole qualcosa di diverso, Bin Laden non può essere speso. Non sarebbe credibile in uno stato così forte. Niente panico: ce la possiamo giocare con lo spauracchio dello sviluppo del nucleare per uso militare. Così, a breve libereremo anche Teheran, da Ahmadinejad e soprattutto dai suoi giacimenti di oro nero. Dico, non sarà mica un caso che l’Iran sia al quarto posto della classifica mondiale dei paesi con più riserve petrolifere disponibili!? E se la Cina oppone resistenza? Niente panico, basta iniziare da subito a dipingerla come un paese ostile: Google, la libertà della rete e il Dalai Lama cadono a fagiolo. Tutte cose che c’erano anche prima, che andavano bene a tutti e che improvvisamente cambiano. Del resto, non è proprio quando l’inerzia di un sistema – il suo stato energetico – si modifica, che l’osservazione di un fenomeno diventa interessante? Uno ha finalmente l’occasione di chiedersi: cosa è cambiato? perché proprio adesso? E le risposte arrivano.

Per leggere il futuro non serve essere Nostradamus, e neppure squartare il ventre dei polli. Basta guardarsi la classifica dei paesi con le maggiori riserve di petrolio, togliere l’Arabia Saudita che già concede i diritti di sfruttamento agli USA, l’Irak che è già stato conquistato, gli Emirati Arabi che sono di fatto ancora un protettorato degli inglesi e così via. Per tutti gli altri, ci si può cimentare nel toto-pretesto: quale sarà la scusa per esportare la democrazia? i giochi sono aperti.


Tranquilli: noi veniamo solo al 44° posto. Il nostro turno è lontano. E comunque esportare la democrazia in Italia non necessiterebbe di ulteriori giustificazioni. Sarebbero tutti d’accordo.

Alain Chouet, l’uomo che ha modellato i servizi segreti antiterroristici francesi, il 29 gennaio scorso ha parlato alla Commissione Affari Esteri del Senato. Ecco, nel video allegato e nella trascrizione sottostante, il testo del suo intervento.

 

  ALAIN CHOUET


Al-Qaeda è morta

Queste domande non mi paiono poi così bizantine come sembrerebbe: anch’io, come un buon numero di colleghi che fanno la mia professione sparsi per il mondo, ritengo – sulla base di notizie serie e dettagliate – che sul piano operativo al-Qa’ida è morta in quelle tane per topi di Tora-Bora nel 2002.

I servizi pakistani si sono limitati poi, dal 2003 a 2008, a rifilarci qualche rimasuglio in cambio di favori o di tolleranze di varia natura.

Dei circa 400 membri attivi dell’organizzazione esistente nel 2001, meno di una cinquantina di “comparse”, (eccetto Osama Ben Laden e di Ayman al-Zawahiri che non hanno avuto mai nessun ruolo sul piano operativo) sono riusciti afuggire e nascondersi in zone remote, vivendo in condizioni di vita precarie e disponendo di mezzi di comunicazione rudimentali o incerti.

Non è con un tale dispositivo che si può attivare su scala planetaria una rete coordinata e organizzata di violenza politica. Appare del resto chiaramente che nessuno dei terroristi autori degli attentati post 11-settembre (Londra, Madrid, Charm-el-Sheikh, Bali, Casablanca, Djerba, Mumbai, eccetera) ha mai avuto contatto con l’organizzazione.

Quanto alle rivendicazioni più o meno tempistiche che sono state rilasciate di quando in quando da Bin Laden o da Zawahiri, anche supponendo di poterle realmente autentificare, esse non implicano nessun collegamento operativo, organizzativo e funzionale fra questi terroristi e le vestigia dell’organizzazione .

Tuttavia, mi vedo obbligato a constatare, anch’io come tutti gli altri, che – a forza di invocarla a ogni proposito, e spesso a sproposito, non appena viene commesso un atto di violenza da un musulmano, o non appena un musulmano si trova nel luogo sbagliato al momento sbagliato (come nella vicenda della fabbrica AZF a Tolosa) o addirittura quando non c’è neanche traccia di un musulmano (come nel caso degli attacchi all’antrace negli stati Uniti) a forza di invocarla permanentemente – un certo numero di media piuttosto approssimativi e alcuni sedicenti esperti da una parte all’altra dell’Atlantico hanno finito non tanto per risuscitarla, ma per trasformarla in una specie di “Amedeo” dell’autore Eugène Ionesco, questo morto il cui cadavere non smette di crescere e di nascondere la realtà e di cui non si sa più come sbarazzarsi. L’ostinazione incantatoria degli Occidentali nell’invocare la mitica organizzazione Al-Qa’ida, (che viene qualificata come iperterrorista non per ciò che ha fatto, ma perché ha affrontato un’iperpotenza), ha avuto rapidamente due effetti perversi:

Primo effetto: Qualsiasi contestatore violento nel mondo musulmano, tanto politico quanto di diritto comune, qualunque fossero le sue motivazioni, ha compreso rapidamente che doveva richiamarsi ad Al-Qa’ida se voleva essere preso sul serio, se voleva che la sua azione godesse di una legittimità riconosciuta dagli altri e se voleva che questa stessa azione avesse risonanza internazionale.

Parallelamente a ciò, tutti i regimi del mondo musulmano – che come ben sappiamo non sono tutti virtuosi – hanno subito ben capito che avevano tutto l’interesse a fare passare i loro oppositori ed i loro contestatori, qualunque essi fossero, per membri dell’organizzazione di Bin Laden, in modo da poterli reprimere tranquillamente e, se possibile, anche con il beneplacito degli Occidentali.

E da qui nasce una proliferazione di varie Al-Qa’ida, più o meno evocate o autoproclamate, in Afghanistan, in Iraq, in Yemen, in Somalia, in Magreb, e altrove “Al-Qa’ida nella penisola arabica”

Il principale risultato di questa dialettica imbecille è stato evidentemente quello di rafforzare il mito di una Al-Qa’ida onnipresente, rannicchiata dietro ogni musulmano, pronta a strumentalizzarlo per colpire l’Occidente in generale e gli Stati Uniti in particolare nel nome di non si sa bene quale perfidia.

Questa visione procede da moltissimi errori di valutazione e di prospettiva e soprattutto genera risposte totalmente inadatte.

Perché se Al-Qa’ida non esiste, la violenza politica islamista invece esiste, eccome. E l’Occidente non ne è che una vittima indiretta e collaterale. Gli ideologi della violenza islamica non sono degli invasati: sono persone che hanno obiettivi ben precisi. Ed il loro obiettivo non è quello di islamizzare il mondo bensì quello di prendere il potere e con esso ricchezze che gli son legate nel mondo musulmano senza che l’Occidente intervenga… Un po’ come fece all’epoca Hassan al-Tourabi in Sudan.

Così, anche se l’amor proprio degli Occidentali dovrà soffrirne, bisogna ripetere senza mai stancarsi che le principali, le più numerose e le prime vittime della violenza islamista sono i musulmani stessi.

L’epicentro di questa violenza islamista non è né in Afghanistan né in Iraq; è in Arabia Saudita. È questo paese che affrontava per primo il manifesto contro gli ebrei e i crociati che,alla fine degli anni Novanta, era il testo fondante dell’organizzazione di Bin Laden, e questo manifesto mirava alla famiglia reale saudita prima che agli ebrei e ai crociati.

Questo è anche il solo paese al mondo a portare un cognome (NdR: in riferimento ad Ibn Saud, fondatore della dinastia).

Fatte le debite proporzioni, l’Arabia Saudita si trova in una situazione paragonabile a quella del primo semestre1989. Una famiglia ha preso il potere nel 1926 accampando la sua legittimità su una ipotetica discendenza divina e usurpando la custodia dei luoghi santi dell’Islam ai suoi titolari storici appartenenti alla famiglia degli ascemiti.

Questa famiglia, i Saud, composta oggi da circa 3mila principi, esercita senza condividerlo la totalità del potere e si accaparra la totalità di una rendita astronomica che proviene dallo sfruttamento del sottosuolo più ricco al mondo in termini di idrocarburi.

Per conservare la sua legittimità di fronte a qualsiasi tipo di contestazione, la famiglia saudita ha sbarrato la strada a ogni forma di espressione democratica o pluralistica. Adotta la pratica dell’Islam più fondamentalista possibile per mettersi al riparo da ogni forma di scavalcamento in questo campo, (un poco come l’URSS che non voleva uno “scavalcamento a sinistra”, la famiglia saudita non vuole “scavalcamenti in Islam”). Col tempo però gli effetti delle enormi rendite degli idrocarburi hanno dato origine a diverse forme di commercio e di industria alle quali i principi, come tutti i principi, non avrebbero potuto far fronte senza derogare alle misure finora adottate e hanno quindi concesso dietro pagamento la partecipazione ai benefici a imprenditori non di rango in maggior parte provenienti da paesi vicini ma stranieri, ovviamente musulmani, soprattutto yemeniti e in un larga misura ai Levantini (siriani, libanesi, palestinesi).

E mentre il futuro del petrolio è incerto, questi imprenditori fanno osservare a giusto titolo (come i cittadini del Terzo Stato nel 1789), che sono loro che “mandano avanti la baracca” e preparano il futuro del paese e che in queste condizioni non sarebbe che una questione di giustizia associarli in un modo o nell’altro o all’esercizio del potere o alla gestione di una rendita che la famiglia regnante – ve lo ricordo – ritiene di diritto di sua proprietà personale.

Problema: come far passare queste rivendicazioni in un paese dove ogni forma di espressione pluralistica è esclusa per definizione? Quale legittimità può opporsi a un potere che si vanta dell’investitura divina? Quali pressioni possono essere esercitate su un regime familiare che beneficia a titolo personale dal 1945 – a seguito del patto di Quincy concluso tra il vecchio Bin Saud ed il presidente Roosevelt – della protezione politica e militare della superpotenza americana in cambio del monopolio dello sfruttamento degli idrocarburi?

È evidente che gli oppositori di questa teocrazia hanno a disposizione solo il ricorso ad una mescolanza più o meno dosata di violenza rivoluzionaria e di rilancio fondamentalista per combattere questo potere e i suoi protettori esterni. E non è dunque un caso se si trovano tra gli attivisti islamisti più violenti un numero significativo di figli di questa borghesia che sono privi di qualsiasi diritto politico ma sicuramente non dei mezzi né delle idee; e Osama Bin Laden è nel novero di costoro: si è trovato scaraventato nel campo della violenza, dell’integralismo dai nobili sauditi che ritenevano più sbrigativo fare proteggere gli interessi esterni del regno dai figli dei loro valletti piuttosto che dai propri. E’ il classico errore dei parvenus.

Nel corso delle loro picaresche avventure, questi giovani, questi figli della borghesia, hanno fatto brutti incontri, hanno subito cattive influenze, e sono ritornati in campo per addentare la mano del loro stesso padrone.

È così che fin dalla metà degli anni Ottanta, si origina un gioco al rilancio permanente di carattere religioso volto al controllo dell’Islam mondiale tra la famiglia Saud ed i suoi rivali e oppositori sia all’interno sia all’estero, (rivalità sciite-sunnite, l’Iran-Arabia…) Questo gioco al rilancio si è tradotto essenzialmente, in mancanza di risorse umane (nei servizi segreti esteri), nel solo mezzo che invece non scarseggia in Arabia: il denaro.

I fondi spesso distribuiti in modo indiscriminato a tutto il mondo musulmano e alle comunità di immigrati sono finiti nelle tasche di coloro che potevano servirsene, vale a dire in quelle dell’unica organizzazione internazionale islamista largamente ben strutturata : l’associazione dei Fratelli Musulmani e in particolare delle sue ramificazioni più trasgressive e violente, come la Jamaa Islamyyah e altri gruppi islamisti di cui l’Al-Qa’ida di Bin Laden non ne era – secondo me – che una delle sue numerose espressioni. In effetti, ovunque la violenza jihadista attecchisca (nelle zone più vulnerabili del mondo musulmano), la sua genesi risale sempre alla medesima logica ternaria.

Primo elemento: un gioco al rilancio ideologico e finanziario del regime saudita…

Secondo elemento: un forte radicamento locale dell’associazione dei Fratelli Musulmani o delle sue emanazioni… che sanno mantenersi sapientemente in equilibrio tra le contraddizioni politiche, economiche e sociali, per aizzare le masse contro le autorità locali e per scoraggiare l’Occidente dal venire in loro soccorso o dall’intervenire: per essere tranquilli a casa propria bisogna rendere il mondo musulmano astioso e detestabile.

Terzo elemento: un vero debole da parte della diplomazia e dei “servizi” occidentali, americani in testa, per il sostegno nel mondo intero, spesso anche in chiave militare, in favore dei movimenti politici e fondamentalisti più reazionari sul piano religioso, usandoli come baluardi contro l’Unione Sovietica fino agli anni Novanta e anche nella politica di contenimento dell’Iran dopo gli anni Ottanta.

Questo cocktail di tre elementi provoca per ragioni molto diverse… gli stessi effetti in Pakistan, in Afghanistan, in Iraq, in Somalia, in Yemen, in l’Indonesia, nel Maghreb, nel Sahel fino alle aree di non-diritto rappresentate dalle comunità musulmane immigrate in Occidente …

Non entrerò nei dettagli delle diverse situazioni di violenza politica, ma è logico osservare che, se queste si sviluppano tutte seguendo quasi lo stesso percorso, sta a significare che rispecchiano problematiche locali anche totalmente diverse coinvolgendo personaggi che comunicano assai poco tra loro. Se tutti si vantano di combattere sotto la stessa bandiera mitica, è perché sanno bene che quella bandiera rappresenta un formidabile spauracchio per i paesi occidentali in generale e gli Stati Uniti in particolare, che sono sempre visti come pronti a intervenire nei paesi con regimi fortemente controversi. Poi, naturalmente, Signora Benguigua, mi si potrebbe sempre obiettare che, poiché la violenza jihadista esiste realmente e cresce dappertutto secondo gli stessi schemi, poco importa che si chiami Al-Qa’ida, che non sarebbe che il nome generico di una qualche forma di violenza fondamentalista a livello mondiale. Un discreto numero di giornalisti adesso diventati più cauti ci parlano di una “Nebulosa A-Qa’ida”: il problema è che una tale confusione semantica è la fonte di tutte le risposte sbagliate e di fatto esclude qualsiasi soluzione adatta al problema.

Esistono in effetti due modi di passare alla violenza terroristica politica.

O si costituisce un gruppo politico- militare organizzato gerarchizzato (con un leader, una missione, risorse, tattiche coordinate, un programma d’azione preciso, obiettivi definiti), il che lo inquadra come un esercito di professionisti della violenza pronto ad impegnarsi in un processo di scontro tipicamente militare. È questo il caso della maggior parte dei movimenti terroristi rivoluzionari o separatisti in Europa, in Sud America, in Medio Oriente fino alla fine del XX secolo.

Oppure si ricorre alla tecnica detta del “Lone Wolf” (il lupo solitario) che consiste nel tenere un piede nella legalità e l’altro nella trasgressione giocando ideologicamente su una popolazione impressionabile per incitare i suoi elementi più fragili, più motivati a intraprendere un’azione individuale o a piccoli gruppi, colpendo dove possono, quando possono, come possono, non importa, purché tutto ciò abbia la firma del movimento e si inserisca nella strategia generale.

Questa tattica del Lone Wolf non è nuova, è molto antica e ben nota negli Stati Uniti ed è stata teorizzata da William Pierce nei suoi “Turner Diaries“, un bestseller negli Stati Uniti per quasi tutto il decennio degli anni Novanta e che ha ispirato la maggioranza dei violenti militanti della supremazia bianca e gli ultrafondamentalisti cristiani.

Questa tecnica è stata adottata negli attentati di Atlanta, Oklahoma City e in molti altre azioni individuali in cui il numero totale delle vittime è assai vicino se non superiore a quello delle morti dell’11 settembre.

È la stessa tecnica che è stata messa in opera da alcuni gruppi del Terzo Mondo, come i Lupi grigi in Turchia o i Fratelli Musulmani nel mondo arabo e musulmano. Se alcune forme di violenza locali nel mondo arabo si rifanno al primo modello, è sicuramente seguendo il secondo modello che funziona la violenza jihadista esercitata verso l’Occidente e verso certi regimi arabi.

Tutti i servizi di sicurezza e d’intelligence sanno benissimo che non si combatte la tecnica di Lone Wolf con mezzi militari, divisioni corazzate, o una proliferazione di misure di sicurezza indifferenziate. Ci si oppone con misure di sicurezza mirate, sostenute da iniziative politiche, sociali, economiche, educative e culturali volte a prosciugare il vivaio di potenziali volontari, interrompendone i legami con i loro sponsor ideologici e finanziari.

Non solo (e qui mi riferisco a varie relazioni del Tesoro americano), nulla di serio è stato intrapreso per cercare di bloccare il substrato finanziario e tanto meno quello ideologico della violenza jihadista ma, nel designare Al-Qa’ida, come il nemico permanente contro il quale si deve condurre una crociata per vie militari e di sicurezza del tutto inadeguate alla sua reale natura, è come se avessimo usato un mitra per uccidere una zanzara!

Ovviamente abbiamo mancato la zanzara, ma i danni collaterali sono evidenti come si può constatare ogni giorno in Iraq, Afghanistan, Somalia, Yemen …

E il primo effetto di questa crociata perduta è stato quello di alimentare il vivaio dei volontari, di legittimare questa forma di violenza, di farne il solo referente d’azione e d’affermazione possibile in un mondo musulmano il cui immaginario collettivo è adesso traumatizzato da una legge universale dei sospetti che incombe su di loro, con occupazioni e interventi massicci, interminabili e ciechi.

Da 9 anni, l’Occidente colpisce senza discernimento in Iraq, in Afghanistan, nelle zone tribali del Pakistan, in Somalia,in Palestina naturalmente, (e ci proponiamo ora di intervenire in Yemen e perché no, già che ci siamo, anche in Iran!), ma agli occhi dei musulmani, Bin Laden la fa sempre in barba al più potente esercito del mondo e il regime islamico dell’Arabia Saudita resta tuttora sotto la protezione assoluta dell’America.

In conclusione per tentare di dare il mio apporto alla questione sollevata in questa tavola rotonda “Dove si trova Al-Qa’ida?” ecco la mia risposta: Al-Qa’ida è morta tra il 2002 e il 2004. Ma prima di morire è stata “ingravidata” dagli errori strategici dell’Occidente e dai calcoli imprevidenti di un certo numero di paesi musulmani e così ha partorito i suoi piccoli figli! Il problema per noi adesso è quello di sapere se con questi sgraditi rampolli faremo gli stessi errori alimentando così un ciclo infinito di violenze o se, tanto per mantenere il riferimento a Ionesco, noi assieme ai nostri partner arabi e musulmani sapremo arrestare la proliferazione dei rinoceronti.

Grazie.

Trascrizione del testo del discorso di Alain Chouet


  Testo trascritto da Arno Mansouri per ReOpen911.
Traduzione per
Megachip a cura di Emanuela Waldis e Pino Cabras.
Trascrizione francese:
www.reopen911.info

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16 risposte a Al-Qaeda è morta. Viva Al-Qaeda!

  • 1
    skatro

    Ancora una volta un’altro metodo semplice semplice per infinocchiare le genti del mondo! Meno male che qualcun’altro si è accorto che la storia di Bin Laden è una pagliacciata!

    E siamo sempre daccapo, contano solo gli interessi e il denaro. Comincio a pensare a quando saranno costretti a commercializzare l’auto elettrica o quella ad acqua.. vedremo come lieviteranno i loro costi! Mi immagino già l’esercito appostato sulle rive dei fiumi

    ..prima o poi ‘sto petrolio finirà.. la punta dell’iceberg!

  • 0

    Chi è che aveva detto:”Più grande è la bugia e più la gente ci crederà”?

  • -1

    Ho già pronta la scusa per invadere il Venezuela, Chavez ha osato censurare i Simpson. 

  • -2
    schumyno

    Mi è piaciuto molto il tuo cappello, e anche la prima parte delle dichiarazioni di Chouet: nella seconda parte è prevalso il “politically correct”, dove “non sta bene parlare troppo”… ma tanto le conclussioni le avevi già anticipate tu… Bisogna darsi da fare per fermare questo schifo di gestione…

  • -3

    Questo il mio articolo satirico pubblicato sul Vernacoliere di questo mese, a proposito di Bin Laden, Falluja ecc.:

    http://www.nicolaulivieri.com/Immagini/Lett_Vern_11Set.jpg

    E comunque, di gente che crede allo spauracchio di Bin Laden purtroppo ce n’è ancora tanta anche in rete. Direi che si sta “cretinizzando” anche la rete ormai.

  • -4
    uruk-hai

    Direi che di tutto quello scritto nell’articolo e nella trascrizione manca l’aspetto più vicino e diretto che interessa tutti noi: la corsa frenetica alle limitazioni delle libertà personali in tutto l’occidente! L’11 settembre – creato ad hoc dagli stessi americani – è stato l’inizio della vera guerra che i “potenti” occidentali hanno intrapreso nei confronti di quelli che loro considerano i veri nemici e cioè i loro stessi cittadini, sempre più informati, consapevoli e istruiti. Il secolo scorso ha rappresentato la nascita del vero pericolo per queste persone e per il loro dominio del potere e non certo un pericolo militare, d’attacco o d’invasione da parte di paesi stranieri, semmai il pericolo derivava appunto dalla presa di coscienza delle persone “normali”. Non è un caso che negli ultimi 30 anni parallelamente al proliferare delle guerre abbiamo assistito alla conquista militarizzata degli organi d’informazione e alla distruzione sistematica della scuola pubblica.

    Se poi ci mettiamo che l’organizzazione Al-Qaeda è stata creata, finanziata e istruita dagli americani per combattere i russi proprio in Afghastian ci rendiamo meglio conto di cosa stiamo parlando. Il tutto fa parte del programma di quello che è conosciuto come Nuovo Ordine Mondiale (New World Order) declamato da Bush padre e figlio e da Clinton, citato da Napolitano, da Tremonti e da Draghi, solo per fare alcuni esempi di cui mi ricordo. Questo non è da interpretare come un complotto da mentecatti bensì del crescente dominio di chi “possiede” l’economia mondiale a scapito dei valori sociali e dei diritti del’uomo. È sempre più evidente come la finanza e l’economia siano messe al di sopra del bene umano e per chi ride di questa teoria basta che analizzi oggettivamente quanto è stato fatto con l’influenza suina. Se c’è questa gente che palesemente gioca con la salute delle persone c’è ancora qualche dubbio sulla validità della teoria del NOM?

    E tanto per non farsi mancare nulla è di oggi l’articolo su Il Fatto Quotidiano che descrive l’inizio della guerra delle coltivazioni OGM in Veneto. I soci di Futugrama vogliono seminare Mais Bt Mon 810 della Monsanto…ma il Nuovo Ordine Mondiale è una teoria complottistica da fessacchiotti della rete!

    • -4.1
      uruk-hai

      … e pure Afghanistan invece di Afghastian…oggi ho problemi di collegamento cervello-dita, chiedo scusa…

      Una proposta a Messora: sarebbe possibile introdurre la Modifica nei commenti come hanno tanti blog o siti? Sarebbe utile per permettere a chi scrive di poter correggere o integrare i propri commenti senza dover lasciarne altri.

    • -4.2
      uruk-hai

      Correzione: è Futuragra e non Futugrama.

    • -4.3

      Mitica la Monsanto… ha fatto aprovare un medicinale, in America, da somministrare alle vacche, a base di ormone della crescita e antibiotici. Crea seri problemi di salute alle mucche, oltre che esser risultato pericoloso anche per l’uomo, che può sviluppare forme tumorali. In America è ancora oggi utilizzato : anzi la FDA (food and drugs admin.) lo ha imposto agli allevatori… Per fortuna in Europa non riuscirono nello stesso intento. Ma intanto gli americani vengono deliberatamente avvelenati con il latte delle loro mucche. Ma tanto fanno l ostesso con l’acqua, aggiungendo fluorite… che come sintomo collaterale, agisce da calmante, oltre a provocare malattie di ogni genere…

    • -4.4
      stj

      Se gli venisse dato il nome di "globalizzazone" quasi nessuno romperebbe le scatole. Il fatto è che ci si deve informare per bene sul web prima di capire il problema e questo a certi imbecilli non piace. A loro piace starsene fuori e negare a priori anche solo l’idea che ci sia qualcosa di profondamente ingiusto in questa società. Perchè questo impone lo status quo e non si mette in discussione..

    • -4.5
      topo.ruggente

      @shumyno

      La fluorite (CaF2) o fluoruro di calcio dubito venga usata per fluorurare l’acqua perchè è blandamente solubile.
      Più facile che usino il NaF fluoruro di sodio che è più solubile.

      Entrambi sono tossici, ma come dimostrato in altro post a quantitativi estremamente superiori a quelli usati per l’acqua o il sale.

      Nessuno dei due ha una benchè minima funzione calmante, almeno che non si consideri una massa di oltre 500g di CaF2 usata come oggetto contundente.

  • -5
    topo.ruggente

    La fonte della tabella dei produttori deve essere un po’ antiquata.
    Quì
    http://www.nationmaster.com/graph/ene_oil_pro-energy-oil-production
    trovi dati un po’ più aggiornati.

    Me ne sono accorto perchè quì si fa un gran parlare del pre-sal, nuovi giganteschi campi petroliferi scoperti fra i 5000 e i 6000mt sotto il letto oceanico, che all’attuale tasso di produzione offrono al paese altri 50 anni di petrolio (solo con le 5 location già scoperte).

  • -6

    Ho visto a Report e poi su google video il documentario di Jimmi Walter, CONFRONTING THE EVIDENCE.

    Video Rai.TV – Report 2006-07 – Confronting the evidence e sono anche

    io convinto che le tv ed i governi ci abbiano raccontato palle.

    P.S. Il Secolo XIX che questa mattina ha pubblicato una locandina con il seguente titolo: DEFEZIONI CANINE, PRIME MULTE. (!)

     dove sta il giornalismo?

    • -6.1

      Su youtube, cerca “September Clues“… sembra tirata, come ricostruzione, ma molte delle obiezioni sollevate in questo “film” io le avevo notate anche all’epoca dei fatti… poi mi feci trasportare dalla massa per qualche anno, prima di scuotermi dal torpore lobotomizzante

  • -7
    info libera

    Uno dei doc più illuminante sull’argomento:

    http://video.google.com/videoplay?docid=2154320479920305703&hl=en#

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Innanzitutto, come "non" fare soldi con un blog Se vuoi fare soldi con un blog, non aprire un blog di informazione. Tantomeno libera. Se poi vuoi fare un blog di informazione indipendente, inizia a cercarti su AirB&B un paio di metri quadri ancora disponibili, a prezzi stracciati, sotto a qualunque ponte...--> LEGGI TUTTO

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Volete sapere perché siamo 73° per libertà di stampa? Eccovi serviti!

Libertà di stampa - in Italia siamo semi-liberi di Godot_74 L'Italia nel 2015 è scesa al 73° posto nella classifica sulla "libertà di stampa". Viene definita anche "semi-libera". Più che parlare di libertà di stampa, però, forse sarebbe il caso di concentrare l'attenzione sulla sua completezza, indipendenza ed obiettività. (altro…)...--> LEGGI TUTTO

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Donald Trump Vs Hillary Clinton – Il primo confronto TV Integrale

Donald Trump Vs Hillary Clinton - Il primo confronto TV IntegraleDonald Trump e Hillary Clinton si sono sfidati questa notte nel primo confronto tv delle presidenziali Usa 2016. Ecco il video integrale. ...GUARDA

Di Battista e Di Maio vs Lucia Annunziata al Foro Italico di Palermo

Di Battista e Di Maio vs Lucia Annunziata al Foro Italico di Palermo L'intervista di Lucia Annunziata, a In Mezz'ora, dal Foro Italico di Palermo, ad Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio....GUARDA

Sgarbi caga sulla Swiss Air

Vittorio Sgarbi caga sulla Swiss Air Sgarbi "caga" sulla Swiss Air, le hostess gli chiedono di uscire a metà: quello è un bagno di prima classe. Immaginate il seguito (la questione nasconde una discussione sui diritti sottostante: di fronte alle emergenze, è possibile che valga la distinzione "prima classe/seconda classe"?):...GUARDA

USA: la polizia fredda un altro afroamericano, Terence Crutcher

terence-crutcher omicidio polizia USA In Oklahoma la polizia ha ucciso un altro afromericano. Una lunga sequela di uccisioni che dal 2015 porta a 400 l'elenco delle vittime. Gente freddata spesso senza alcuna ragione apparente. (altro…)...GUARDA

Becchi: la stampa contro al M5S? Ma se il blog di Grillo ormai è il Corriere della Sera!

BECCHI: STAMPA CONTRO AL M5S!? MA SE IL BLOG DI GRILLO ORMAI È IL CORRIERE DELLA SERA!Paolo Becchi a Checkpoint parla del grande colpo di stato dell'Euro, dei rapporti tra la stampa e il M5S e del grande spettacolo politico della Casaleggio Associati. ...GUARDA

Roma: Nino Galloni assessore al Bilancio nella giunta Raggi?

Nino Galloni - Io assessore al Bilancio del Comune di Roma, nella giunta di Virginia Raggi? Nino Galloni, ospite a Tagadà su LA7, risponde alle domande sulla sua candidatura ad Assessore al Bilancio e al Patrimonio del Comune di Roma, nella giunta di Virginia Raggi. (altro…)...GUARDA

Matteo Renzi sfotte Paola Taverna: “complotto su Roma”.

matteo renzi sfotte paola taverna su roma complotto Matteo Renzi sfotte Paola Taverna: "ci fanno il complotto su Roma"....GUARDA

Euro: la prima banconota senza anima!

Diego Fusaro Il filosofo Diego Fusaro spiega perché l'Euro è una moneta priva di ogni relazione con la storia e la cultura d'Europa. Vi siete mai chiesti perché sulle banconote in Euro non ci sono quei volti noti, quegli artisti, quei pensatori che hanno dato lustro alle grandi...GUARDA

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Lights Out: Terrore nel Buio – Trailer Hd ITA ufficiale #NonSpegnereLaLuce – film horror

LIGHTS OUT TERRORE NEL BUIO TRAILER ITA HD UFFICIALEIl trailer HD ITA (in italiano) di Lights Out: terrore nel buio. #NonSpegnereLaLuce I migliori film horror a casa tua: Film Horror al Cinema. Dal produttore James Wan (“L’evocazione-The Conjuring”), è in arrivo il racconto di un terrore sconosciuto in...==> GUARDA TUTTO ==>