
Il pelo nell'uovo di Bertolaso
In Italia siamo circa 60 milioni in tutto. Ci sono almeno 327 aziende che si occupano di bonifiche ambientali. Solo in Sardegna ce ne sono almeno 18. Allo stesso modo, ci sono almeno 334 aziende che si occupano di raccolta e smaltimento rifiuti. 44 nella sola Campania. Vuoi vedere che Francesco Piermarini, il cognato di Bertolaso – fratello della moglie Gloria -, era l’unico che poteva bonificare l’amianto della Maddalena? Vuoi dire che è stato solo un caso che lo stesso abbia costituito la “Ecorescue International srl”, società nata per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti, proprio mentre il cognato gestiva la munnezza in Campania? Vuoi dire che il fatto che Bertolaso, con il quale Francesco Piermarini giocava abitualmente a golf, si occupasse della gestione di grandi eventi, non abbia nulla a che vedere con la “Mystic River srl”, società che Piermarini ha aperto parallelamente, con i soliti 10.000€ di capitale versato?
Secondo Bertolaso, come puntualizzato ieri sera durante un’udienza del tribunale di Porta a Porta, non bisogna andare a cercare il pelo nell’uovo. “Mio cognato è un esperto di bonifiche” – dice – “Ha lavorato con il guru delle bonifiche ambientali, che è Gianfranco Mascazzini, e per questa ragione è stato impiegato.”.
Vediamolo, allora, questo guru cui solo avvicinarsi garantirebbe un curriculum tale da scavalcare gare d’appalto e graduatorie in men che non si dica. Il nome di Gianfranco Mascazzini, quello di Guido Bertolaso e di Marta Di Gennaro, vice di Bertolaso nel 2007, finiscono insieme nelle 643 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare contro 25 imprenditori e funzionari dello Stato indagati dalla procura napoletana.
Il punto è la discarica di Terzigno, che dovrebbe ricevere solo rifiuti depurati dalla componente umida, i cosiddetti fos. Ovviamente, finisce invece per ricevere qualsiasi cosa (o credevate forse di vivere in Europa?), e la munnezza puzza in maniera nauseante. Al Ministero dell’Ambiente, alle dipendenze del ministro Pecoraro Scanio, c’è un dirigente: Gianfranco Mascazzini. Lupus in fabula. In tipico stile italiota, la soluzione di Mascazzini, che deve relazionare circa l’emergenza rifiuti in Campania, non è quella di lavorare sulla catena di trattamento dei rifiuti, per fare in modo che a Terzigno arrivino effettivamente solo fos, ma di trattare la munnezza con una “polverina magica”, che la faccia puzzare di meno. Siamo o non siamo nel paese dell’apparenza?
Osservazione: Guardate che questa è la logica del grande inganno televisivo. Il cervello è fatto per interpretare le immagini acquisite attraverso la retina, basandosi sul presupposto che quello che vede corrisponde alla realtà. L’arte di proiettare immagini artefatte, parziali, messe in sequenza secondo un certo ordine – si pensi alle telecamere in uno studio televisivo: trasmettono un mondo colorato e meraviglioso, omettendo di catturare le squallide strutture in cemento dietro ai fondali e, molto spesso, il grigio capannone al cui interno il conduttore e gli ospiti illustri sono calati – illude la nostra mente e sospende le coscienze in una realtà virtuale che realizza l’incantesimo: la definitiva estraniazione della realtà e la conseguente costruzione di un mondo fantasy che vive solo nella nostra percezione. Cospargere di una polverina magica i rifiuti maleodoranti, anziché evitare che maleodorino, equivale a farvi vedere un salotto televisivo sfavillante, omettendo però la calce viva e le perdite di acqua a pochi passi dai piedi dei conduttori e delle soubrette.
Non solo, nella relazione alla Comunità Europea, Mascazzini racconta alla Di Gennaro che vuole metterci marmellata fritta, che cercherà di fare una relazione molto fumosa. Poi, quando Bertolaso decide di dimettersi dopo che Pecoraro Scanio gli impedisce di aprire una nuova discarica nel Comune di Serre, il 17 maggio 2007 il futuro uomo del fare sbotta con la sua assistente: “Io ho un obiettivo preciso: sputtanare i tecnici del Ministero dell’Ambiente”.
Ecco, quindi, i retroscena e l’opinione che Guido Bertolaso ha del guru delle bonifiche ambientali, Gianfranco Mascazzini, come l’ha definito ieri sera per giustificare l’imprescindibile collaborazione di suo cognato con la Protezione Civile. Una professionalità, quella di Francesco Piermarini, talmente parlante, che l'unico bilancio depositato dalla Mystic River, chiuso al 31 dicembre del 2006, riporta fatturato zero e 318 euro di perdita di esercizio. Stessa sorte per l’unico bilancio approvato, il 31 dicembre del 2004, dalla Ecorescue International, avente ad oggetto “la consulenza nello smaltimento e nel trasporto di sottoprodotti e rifiuti”, morta dopo un anno e mezzo di vita, come tante altre società di Piermarini, con magri risultati. La stessa dichiarazione dei redditi del cognato di Bertolaso, nel 2006, si chiude con una cifra tonda tonda: un volume d’affari di 12mila euro, redditi pari a zero.
E’ questo l’uomo di cui Guido Bertolaso non poteva fare a meno? Va be’, dai, non stiamo sempre a cercare il pelo nell’uovo. Meglio cercare il pelo al Salaria Village.