Barack Obama ripete a pappagallo

Barack Obama ripete a pappagallo

Barack Obama ripete a pappagallo



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QUOD DEMONSTRANDUM ERAT

  Qual'è il confine tra lo show e la politica? Nessuno. Si costruisce un personaggio, gli si cuce addosso una storia, si prende un attore e lo si scrittura.

 Noi abbiamo Berlusconi, il re delle televisioni che nel 1994 scese in campo producendo spot elettorali con una calza distesa sull'obiettivo della telecamera, per sembrare più giovane. Da allora, la farsa e il teatrino che ruotano intorno al suo personaggio hanno avvinto gli italiani più di qualsiasi altra telenovela. Toglieteci il lavoro, la casa, lasciateci a pane ed acqua, ma non fateci rinunciare all'ennesima puntata della saga del premier perseguitato dai comunisti, ormai al suo sedicesimo anno di successi al botteghino.

 Consoliamoci, in fondo persino gli sceneggiatori della grande Hollywood nulla possono contro le trame stupefacenti e gli attori insuperabili della Casa Bianca. Obama, per esempio, è al suo secondo Oscar: la sua interpretazione del nero che diventa Presidente degli Stati Uniti è perfetta.

 Se credevate di avere visto tutto, dopo quello che è successo il primo marzo in America sarete costretti a ricredervi. Nel video potete ammirare un Barack Obama in smagliante forma arringare le folle con quel suo inimitabile appeal.  Almeno fino a quando si dimentica le ultime cinque o sei parole del suo discorso, e l'audio va avanti da solo mentre lui cerca di nascondere un evidente imbarazzo.

 Sì, avete capito bene: il Presidente degli Stati Uniti d'America fa i discorsi in playback. Come Pupo. Muove le labbra e agita le braccia in perfetta sincronia con la base registrata, come una marionetta ben manovrata, come il pupazzo di un ventriloquo, come un freddo animatrone. O forse non è neppure lui. Forse è un sosia, o un attore pagato per aprire e chiudere la bocca mentre un'orrido losco figuro, un grande vecchio che non lascia mai il suo antro gli trasmette su una frequenza criptata le battute di un copione segreto. 

 Dopo questo increscioso episodio, la Casa Bianca è stata costretta ad ammettere che... sì, in alcune occasioni il Presidente muove le labbra su un nastro registrato. Il trucco c'è, e sfortunatamente si vede.

 L'immagine, l'apparenza, l'illusione, l'inganno, la proiezione delle nostre aspettative, il miraggio, il gioco di specchi, il mito della caverna di Platone...
Dopo quello che avete visto, volete davvero continuare a seguire la patetica telenovela della politica?

Bombardiamo i ripetitori televisivi, e l'incantesimo cesserà. Come per incanto.




...l'immagine...
...l'apparenza...
...l'illusione...
...l'inganno...
...la proiezione delle aspettative...
...il miraggio...
...il gioco di specchi...
...il mito della caverna di Platone...
......
l'incantesimo
 
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QUOD DEMONSTRANDUM ERAT

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